Tag: USA

Il Tinello di Vittorio Munari vola a San Francisco: ai Mondiali di Seven

Da venerdì 20 luglio a domenica 22 la città californiana sarà il centro di Ovalia con i tornei iridati (maschile e femminile) di rugby a 7. Gare che saranno trasmesse in diretta da Eurosport.
Vittorio Munari le commenterà assieme ad Antonio Raimondi e proprio con Vittorio parliamo di un codice divenuto importantissima e che – purtroppo – vede l’Italia ancora una volta in grande ritardo

Annunci

Giugno ci consegna una Ovalia sempre più All Blacks e verde Irlanda. E molto poco Pumas

Un mese di scontri tra i due emisferi a un anno dalla RWC: Nuova Zelanda, Irlanda e Australia le migliori. Molto male i Pumas. E l’Italia…

Per le nazionali europee è stato l’ultimo atto di un’annata sportiva lunghissima, per quelle dell’emisfero sud questo mese di giugno ha segnato il debutto stagionale dopo i fuochi d’artificio del Super Rugby.Da qualunque parte la si prenda per tutti queste settimane segnano però un cerchio rosso sul calendario in vista della RWC, che nel 2019 scatterà venerdì 19 settembre a Tokyo con Giappone-Russia.
Di seguito alcune impressioni sulle squadre – in rigoroso ordine alfabetico – che prendono parte al Sei Nazioni e al Rugby Championship, più il Giappone. Lo so, rimangono fuori le tre del Pacifico, ma di Samoa, Tonga e Fiji non ho praticamente visto nulla se non il risultato, quindi mi astengo.

Argentina – Via il dente e via il dolore: la vera delusione di queste settimane. Abbiamo visto una squadra irriconoscibile in un momento non semplice e probabilmente “di passaggio” per il movimento argentino. Da una parte i Jaguares che nel Super Rugby non stanno certo sfigurando (8 vittorie in 13 gare, 34 punti in classifica che valgono la seconda posizione nella loro pool ma il 7° posto generale) e dall’altro una nazionale che ha vinto solo due partite negli ultimi 17 match. I Pumas in questo mese hanno perso contro il Galles due volte in maniera più netta di quanto non dica il risultato (10-23 e 12-30), due ko che hanno spinto il ct Daniel Hourcade a rassegnare le dimissioni: “Non ho avuto risposte, il mio messaggio non arriva più alla squadra”, ha detto in conferenza stampa. Ha pure ammesso che era stata presa in considerazione l’ipotesi di lasciare prima della finestra di giugno, segno evidente che qualcosa si era rotto da tempo. La sconfitta di sabato contro la Scozia 15-44 è stata il punto più basso, ora si riparte. Il materiale e lo spirito certo non mancano, ma il Mondiale è davvero dietro l’angolo… Forse non siamo all’Anno Zero, ma non siamo nemmeno così lontani. Sono da sempre un loro simpatizzante, lasciatemelo dire: forza Pumas!

Australia – Ha perso la serie contro l’Irlanda riuscendo a superare il XV in maglia verde solo nella prima sfida, a Brisbane. Ha messo in mostra gli alti e i bassi tipici degli ultimi anni (più i primi che non i secondi) ma l’impressione è che passi avanti siano stati fatti e che quindi alla fine il bicchiere possa essere considerato mezzo pieno. Ha affrontato a viso aperto quella che oggi è probabilmente la migliore squadra al mondo assieme agli All Blacks finendo tutte le gare a una incollatura o quasi (18-9, 21-26 e 16-20: il saldo algebrico dei tre test dà “somma zero”, con 55 punti fatti/subiti per entrambe le selezioni). I dettagli hanno premiato l’Irlanda, cosa che a questi livelli ha grande importanza e può decidere le sorti di una squadra, ma i giocatori ci sono, lo staff anche. Concretizza ancora un po’ poco rispetto a quello che produce ma i wallabies in questo momento davanti a loro hanno solo due squadre.

Francia – Aveva il compito più difficile, ovvero affrontare gli All Blacks in casa loro, e se ne torna a casa con tre sconfitte sul groppone in altrettante gare. In una i galletti ci hanno messo anche un po’ del loro giocando per quasi 70 minuti in 14 con un uomo in meno per l’espulsione di Fall, curiosamente la partita in cui il gap del punteggio è rimasto più contenuto (26-13). Molto più nette le altre due sconfitte: 52-11 e 49-14. Jacques Brunel guida una squadra dove il talento non manca ma che va troppo a intermittenza, con la luce che si accende e si spegna improvvisamente in continuazione. Tutte “caratteristiche” che i bleus avevano già messo in mostra nel corso del Sei Nazioni. Squadra tignosa, che può vincere anche giocando male, ma non se trova davanti a sé squadre organizzate e con le idee chiare. Non oggi almeno, tra un anno chissà. La strada è quella giusta: pensate a come stava messa la Francia un anno fa…

Galles – Difficile parlare del Galles di questo giugno. Prima il test-match naif (definiamolo così) contro il Sudafrica a Washington vinto 22 a 20 ma con due squadre con tanti giovani, poi le due affermazioni nette in Argentina però contro i peggiori Pumas degli ultimi anni. Ok, non è certo colpa loro e comunque i Dragoni hanno fatto quello che dovevano fare, ma diventa complicato dare un giudizio che prescinda dai risultati. La squadra di Gatland ha chiuso lo scorso Sei Nazioni al secondo posto ma a ben 11 punti di distanza dall’Irlanda, nel tour delle Americhe i dubbi e i problemi messi in mostra nelle ultime stagioni non sono stati fugati ma tre vittorie fanno comunque morale e affrontare questa squadra è sempre complicato.

Giappone – Una vittoria netta contro l’Italia, un ko per 22-25 una settimana dopo sempre contro gli azzurri e un 28 a 0 rifilato alla Georgia lo scorso sabato. I Brave Blossoms quando giocano con abnegazione, concentrazione e determinazione fisica sono un pessimo cliente per chiunque, ma sono squadra che non può permettersi cali di concentrazione di sorta. Jamie Joseph deve lavorare sull’approccio mentale e su una disciplina che a volte lascia un po’ a desiderare. Tra un anno se saprà gestire la pressione del giocare un Mondiale in casa (tanto più dopo la bellissima RWC2015) può levarsi soddisfazioni, ma se quella stessa pressione non sarà trasformata in benzina per i nipponici potrebbe diventare un problema serissimo.

Inghilterra – La grande malata del rugby mondiale di questo 2018 non sta ancora bene e il tour in Sudafrica mette in mostra una squadra che sembra troppo impegnata a cercare di capire perché le cose non stanno andando come un anno fa per riuscire davvero a risolvere. L’Inghilterra oggi è una squadra fortissima che ha perso concentrazione e soprattutto serenità, non è tranquilla. La pressione mediatica in patria non aiuta, ma quella c’è sempre stata e il gruppo dovrebbe avere spalle abbastanza grosse quantomeno per sapere incassare bene le critiche.La vittoria di questo sabato (25 a 10) dopo i ko nei primi due match degli springboks (39-42 e 12-23) è un sorriso che ci voleva ma che al momento può essere paragonato a un buon brodino, non molto di più. Gli impegni di novembre sono di quelli importanti: Sudafrica, All Blacks, Giappone e Australia ci diranno moltissimo.

Irlanda – Sa giocare benissimo e quando non lo fa (perché capita pure questo) riesce comunque a vincere quasi sempre perché ha testa, cuore, e gli uomini con le caratteristiche e il piede giusto per risolvere le partite. Oggi è la squadra che con gli All Blacks gode meritatamente del maggior credito per il Mondiale 2019, la crescita sembra essere continua e gli inevitabili inciampi diventano lezioni che vengono subito assorbite da un gruppo dove tecnica e talento abbondano. Il maggior merito di Schmidt e del suo staff è proprio quello di aver creato una mentalità solidissima. La domanda è se l’Irlanda riuscirà a mantenere questa condizione per altri 14-15 mesi. Il tempo risponderà.

Italia – Discorso simile a quello fatto con il Giappone: gli azzurri se vogliono ottenere risultati devono giocare al massimo della loro possibilità e della loro concentrazione. Del mazzo è tra le squadre con meno talento puro, determinazione e organizzazione diventano quindi fondamentali. Anche perché i nostri passaggi a vuoto diventano spesso delle cadute difficili da raddrizzare. Abbiamo problemi un po’ dappertutto ma la strada che stiamo percorrendo è l’unica opzione possibile: rispetto agli altri abbiamo l’handicap di un movimento che ha più tare, che è partito più in (colpevole) ritardo e più cose da sistemare. Aspetti questi che alla lunga non possono non riflettersi sul campo.

Nuova Zelanda – Sono i più forti e lo hanno dimostrato ancora una volta. Quella degli All Blacks è quasi una corsa su se stessi, volta alla ricerca della perfezione ovale sia per quello che si vede in campo che nella struttura di cui i tuttineri sono vertice. Una struttura permeata in maniera impeccabile su quelle che sono le loro caratteristiche, non replicabile.
La Nuova Zelanda ha dominato la serie sulla Francia dimostrando che questa è una squadra che che non si perde mai d’animo anche quando gioca al di sotto dei suoi elevatissimi standard, che si rialza in un men che non si dica e che può far male in mille modi diversi. E cosa più importante: questi All Blacks sanno soffrire, mantengono i piedi ben piantati a terra. Cosa per nulla scontata se teniamo conto che stiamo parlando di una squadra che da ormai 10 anni viaggia con una percentuale di vittorie di oltre il 90%…

Scozia – Con il Galles la squadra meno giudicabile di questo giugno. Ha battuto il Canada 48-10 per poi perdere contro gli USA per 30-29 una partita che a un certo punto il XV in maglia blu controllava per 21-6. Poi la nettissima vittoria su un’Argentina davvero irriconoscibile. Un tour in cui il ct Townsend ha potuto provare diversi giocatori e fatto tirare un po’ il fiato a un gruppo che in questi anni è cresciuto molto ma che non è molto profondo. Squadra che proprio per la sua rosa ridotta ha bisogno di una programmazione quasi perfetta, molto più delle altre.

Sudafrica – E’ un buon giugno quello dei primi springboks targati Erasmus. Squadra che è un vero cantiere aperto ma con quel bacino gli scalini si possono superare più velocemente rispetto ad altri. Ha grandissimi margini di miglioramento e le due vittorie contro gli inglesi sono carburante prezioso per la testa. Curiosissimo di vedere come si comporterà nel Rugby Championship.

Italia, una coperta azzurra (forse) più piccola del previsto. E la guida al fine settimana

Ci sono più giocatori, c’è maggiore concorrenza. Lo si dice e lo si legge spesso negli ultimi due anni. Però le cose forse non stanno esattamente così. O magari vanno solo spiegate in maniera più dettagliata. L’amico e collega Duccio Fumero sul suo R1823 prova a scattare una fotografia analizzando i numeri.
Vi propongo uno stralcio e dopo il link all’articolo completo c’è il vademecum per il fine settimana ovale, dominato dai test-match internazionali. A partire, ovviamente, da Giappone-Italia. Senza dimenticare le finali del Mondiale U20 che si sta giocando in Francia: azzurrini in campo domenica contro il Galles per il 7° posto.

La coperta si è allungata, oggi c’è una rosa più ampia tra cui scegliere. Questo è uno dei mantra più in voga da quando Conor O’Shea è arrivato alla guida dell’Italrugby ed è uno dei punti su cui fa leva la Fir per dimostrare che il movimento è in crescita e che, anche se perdiamo sempre, va tutto bene. Ma la coperta non può essere solo un elenco di nomi di ‘papabili’, ma dev’essere qualcosa di concreto.
In questa stagione, iniziata con i test match di novembre, sono stati 46 i giocatori convocati da Conor O’Shea. Una rosa all’apparenza effettivamente ampia, ma alla quantità va aggiunta la qualità. Vediamo, dunque, i minutaggi degli azzurri in questa stagione e capiamo qual è il turnover sfruttato dal ct irlandese.
A guidare la classifica c’è…

CONTINUA A LEGGERE L’ARTICOLO SU R1823: CLICCA QUI

TONGA – SAMOA
Suva, ore 3 di sabato 16 giugno
Tonga: formazione non annunciata al momento della pubblicazione di questo articolo
Samoa: 
15 Ah See Tuala, 14 Paul Perez, 13 Alofa Alofa, 12 Alapati Leiua, 11 Sinoti Sinoti, 10 Tusi Pisi, 9 Dwayne Polataivao, 8 Jack Lam, 7 TJ Ioane, 6 Piula Faasalele, 5 Chris Vui (c), 4 Joe Tekori, 3 Viliamu Afatia, 2 Seilala Lam, 1 Jordan Lay
Riserve: 16 Elia Elia, 17 James Lay, 18 Paul Alo-Emile, 19 Brandon Nansen, 20 Ofisa Treviranus, 21 Melani Matavao, 22 Rodney Iona, 23 Ed Fidow

FIJI – GEORGIA
Suva, 5.30 di sabato 16 giugno
Fiji: 15 Kini Murimurivalu, 14 Vereniki Goneava, 13 Semi Radradra, 12 Jale Vatubua, 11 Nemani Nadolo, 10 Ben Volavola, 9 Henry Seniloli, 8 Viliame Mata, 7 Akapusi Qera (c), 6 Dominiko Waqaniburotu, 5 Leone Nakarawa, 4 Apisalome Ratuniyarawa, 3 Manasa Saulo, 2 Ratu Vere Vugakot, 1 Campese Ma’afu
Riserve: 16 Ratunaisa Navuma, 17 Eroni Maw, 18 Kalivati Tawake, 19 Sikeli Nabou, 20 Nemani Nagusa, 21 Frank Lomani, 22 Alivereti Veitokani, 23 Timoci Nagusa
Georgia: 15 Soso Matiashvili, 14 Tamaz Mtchedlidze, 13 Davit Katcharava, 12 Lasha Malaghuradze, 11 Anzor Sitchinava/Sandro Todua, 10 Lasha Khmaladze, 9 Vasil Lobzhanidze, 8 Otar Giorgadze, 7 Vito Kolelishvili, 6 Giorgi Tsutskiridze, 5 Kote Mikautadze, 4 Giorgi Nemsadze (c), 3 Levan Chilachava, 2 Shalva Mamukashvili, 1 Kakha Asieshvili
Riserve: 16 Giorgi Tchqoidze, 17 Zurab Zhvania, 18 Giorgi Melikidze, 19 Nodar Tcheishvili, 20 Shalva Sutiashvili, 21 Giorgi Begadze, 22 Giorgi Kveseladze, 23 Merab Kvirikashvili

GIAPPONE – ITALIA
Kobe, ore 7 di sabato 16 giugno. Diretta tv su DMAX
Giappone: 15 Kotaru Matsushima, 14 Lomano Lemeki, 13 Will Tupou, 12 Timothy Lafaele, 11 Kenki Fukuoka, 10 Yu Tamura, 9 Fumiaki Tanaka, 8 Kazuki Himeno, 7 Michael Leitch (c), 6 Yoshitaka Tokunaga, 5 Samuela Anise, 4 Wimpie Van Der Walt, 3 Ji-Won Koo, 2 Shota Horie, 1 Keita Inagaki
Riserve: 16 Yusuke Niwai, 17 Shintaro Ishihara, 18 Takuma Asahara, 19 Uwe Helu, 20 Amanaki Mafi, 21 Yutaka Nagare, 22 Rikiya Matsuda, 23 Ryoto Nakamura
Italia: 15 Jayden Hayward, 14 Tommaso Benvenuti, 13 Michele Campagnaro, 12 Tommaso Castello, 11 Matteo Minozzi, 10 Tommaso Allan, 9 Marcello Violi, 8 Abraham Steyn, 7 Jake Polledri, 6 Sebastian Negri, 5 Dean Budd, 4 Alessandro Zanni, 3 Tiziano Pasquali, 2 Leonardo Ghiraldini (c), 1 Andrea Lovotti
Riserve: 16 Luca Bigi, 17 Cherif Traore, 18 Simone Ferrari, 19 Marco Fuser, 20 Giovanni Licata, 21 Tito Tebaldi, 22 Carlo Canna, 23 Giulio Bisegni

NUOVA ZELANDA – FRANCIA 
Wellington, ore 9.35 di sabato 16 giugno. Diretta tv su SkySport2
All Blacks: 15 Jordie Barrett, 14 Ben Smith, 13 Anton Lienert-Brown, 12 Ryan Crotty, 11 Rieko Ioane, 10 Beauden Barrett, 9 Aaron Smith, 8 Luke Whitelock, 7 Sam Cane, 6 Liam Squire, 5 Scott Barrett, 4 Sam Whitelock (c), 3 Owen Franks, 2 Codie Taylor, 1 Joe Moody
Riserve: 16 Nathan Harris, 17 Karl Tu’inukuafe, 18 Ofa Tuungafasi, 19 Vaea Fifita, 20 Ardie Savea, 21 TJ Perenara, 22 Damian McKenzie, 23 Ngani Laumape
Francia: 15 Benjamin Fall, 14 Teddy Thomas, 13 Mathieu Bastareaud (c), 12 Geoffrey Doumayrou, 11 Gael Fickou, 10 Anthony Belleau, 9 Morgan Parra, 8 Kelian Gourdon, 7 Kélian Galletier, 6 Mathieu Babillot, 5 Yoann Maestri, 4 Bernard Le Roux, 3 Uini Atonio, 2 Camille Chat, 1 Dany Priso
Riserve: 16 Pierre Bourgarit, 17 Cyril Baille, 18 Cedate Gomes Sa, 19 Paul Gabrillagues, 20 Alexandre Lapandry, 21 Baptiste Serin, 22 Jules Plisson, 23 Maxime Médard

AUSTRALIA – IRLANDA
Melbourne, ore 12 di sabato 16 giugno. Diretta tv su SkySport2
Australia: 15 Israel Folau, 14 Dane Haylett-Petty, 13 Samu Kerevi, 12 Kurtley Beale, 11 Marika Koroibete, 10 Bernard Foley, 9 Will Genia, 8 Caleb Timu, 7 Michael Hooper (c), 6 David Pocock, 5 Adam Coleman, 4 Izack Rodda, 3 Sekope Kepu, 2 Brandon Paenga-Amosa, 1 Scott Sio
Riserve: 16 Tolu Latu, 17 Tom Robertson, 18 Taniela Tupou, 19 Rob Simmons, 20 Lukhan Tui, 21 Pete Samu, 22 Nick Phipps, 23 Reece Hodge
Irlanda: 15 Rob Kearney, 14 Andrew Conway, 13 Garry Ringrose, 12 Robbie Henshaw, 11 Keith Earls, 10 Johnny Sexton, 9 Conor Murray, 8 CJ Stander, 7 Dan Leavy, 6 Peter O’Mahony (c), 5 James Ryan, 4 Devin Toner, 3 Tadhg Furlong, 2 Niall Scannell, 1 Cian Healy
Riserve: 16 Rob Herring, 17 Jack McGrath, 18 Andrew Porter, 19 Tadhg Beirne, 20 Jordi Murphy, 21 John Cooney, 22 Joey Carbery, 23 Jordan Larmour

GERMANIA – PORTOGALLO (qualificazioni RWC 2019)
Heidelberg, ore 15 di sabato 16 giugno
Germania: formazione non annunciata al momento della pubblicazione di questo articolo
Portogallo: formazione non annunciata al momento della pubblicazione di questo articolo

SUDAFRICA – INGHILTERRA
Bloemfontein, ore 17.05 di sabato 16 giugno. Diretta tv su SkySport1
Sudafrica: 15 Willie le Roux, 14 S’busiso Nkosi, 13 Lukhanyo Am, 12 Damian de Allende, 11 Aphiwe Dyantyi, 10 Handré Pollard, 9 Faf de Klerk, 8 Duane Vermeulen, 7 Pieter-Steph du Toit, 6 Siya Kolisi (c), 5 Franco Mostert, 4 RG Snyman, 3 Frans Malherbe, 2 Bongi Mbonambi, 1 Tendai Mtawarira
Riserve: 16 Akker van der Merwe, 17 Steven Kitshoff, 18 Thomas du Toit, 19 Jean-Luc du Preez, 20 Sikhumbuzo Notshe, 21 Ivan van Zyl, 22 Jesse Kriel, 23 Warrick Gelant
Inghilterra: 15 Elliot Daly, 14 Jonny May, 13 Henry Slade, 12 Owen Farrell (c), 11 Mike Brown, 10 George Ford, 9 Ben Youngs, 8 Billy Vunipola, 7 Tom Curry, 6 Brad Shields, 5 Maro Itoje, 4 Joe Launchbury, 3 Kyle Sinckler, 2 Jamie George, 1 Mako Vunipola
Riserve: 16 Luke Cowan-Dickie, 17 Joe Marler, 18 Harry Williams, 19 Mark Wilson, 20 Nathan Hughes, 21 Ben Spencer, 22 Danny Cipriani, 23 Denny Solomona

ARGENTINA – GALLES
Santa Fe, ore 21.40 di di sabato 16 giugno
Argentina: 15 Emiliano Boffelli, 14 Bautista Delguy, 13 Matias Orlando, 12 Jeronimo de le Fuente, 11 Ramiro Moyano, 10 Nicolas Sanchez, 9 Martin Landajo, 8 Javier Ortega Desio, 7 Marcos Kremer, 6 Pablo Matera, 5 Tomas Lavanini, 4 Guido Petti, 3 Nahuel Tetaz Chaparro, 2 Agustin Creevy (c), 1 Santiago Garcia Botta
Riserve: 16 Julian Montoya, 17 Javier Diaz, 18 Santiago Medrano, 19 Matias Alemanno, 20 Tomas Lezana, 21 Gonzalo Bertranou, 22 Santiago Gonzalez Iglesias, 23 Sebastian Cancelliere
Galles:15 Hallam Amos, 14 Josh Adams, 13 Scott Williams, 12 Owen Watkin, 11 George North, 10 Rhys Patchell, 9 Aled Davies, 8 Ross Moriarty, 7 James Davies, 6 Ellis Jenkins, 5 Cory Hill (c), 4 Adam Beard, 3 Tomas Francis, 2 Ryan Elias, 1 Rob Evans
Riserve: 16 Elliot Dee, 17 Nicky Smith, 18 Dillon Lewis, 19 Bradley Davies, 20 Josh Turnbull, 21 Tomos Williams, 22 Gareth Anscombe, 23 Tom Prydie

USA – SCOZIA
Houston, ore 3 di domenica 17 giugno
USA: 15 Will Hooley, 14 Blaine Scully (c), 13 Bryce Campbell, 12 Paul Lasike, 11 Marcel Brache, 10 AJ MacGinty, 9 Shaun Davies, 8 Cam Dolan, 7 Hanco Germishuys, 6 John Quill, 5 Nick Civetta, 4 Samu Manoa, 3 Paul Mullen, 2 Joe Taufete’e, 1 Eric Fry
Riserve: 16 Dylan Fawsitt, 17 Titi Lamositele, 18 Chris Baumann, 19 Greg Peterson, 20 Ben Landry, 21 Nate Augspurger, 22 Will Magie, 23 Dylan Audsley
Scozia: 15 Stuart Hogg (c), 14 Blair Kinghorn, 13 Nick Grigg, 12 Pete Horne, 11 Byron McGuigan, 10 Adam Hastings, 9 George Horne, 8 Matt Fagerson, 7 Luke Hamilton, 6 Tim Swinson, 5 Ben Toolis, 4 Lewis Carmichael, 3 Zander Fagerson, 2 George Turner, 1 Jamie Bhatti
Riserve: 16 Fraser Brown, 17 Allan Dell, 18 Murray McCallum, 19 Grant Gilchrist, 20 David Denton, 21 Sam Hidalgo-Clyne, 22 Mark Bennett, 23 Dougie Fife

CANADA – RUSSIA
Ottawa, ore 22 di sabato 16 giugno
Canada: 15 Brock Staller, 14 Jeff Hassler, 13 Doug Fraser, 12 Nick Blevins, 11 Cole Davis, 10 Theo Sauder, 9 Andrew Ferguson, 8 Luke Campbell, 7 Lucas Rumball, 6 Dustin Dobravsky, 5 Evan Olmstead, 4 Josh Larsen, 3 Cole Keith, 2 Ray Barkwill, 1 Noah Barker
Riserve: 16 Eric Howard, 17 Djustice Sears-Duru, 18 Ryan Kotlewski, 19 Conor Keys, 20 Matt Heaton, 21 Jorden Sandover-Best, 22 Shane O’Leary, 23 Guiseppe du Toit
Russia:

MONDIALE U20 – GIORNATA CONCLUSIVA (domenica 17 giugno)
ore 11: Irlanda – Giappone, finale 11° posto
ore 13.30: Scozia – Georgia, finale 9° posto
ore 14: Argentina – Australia, finale 5° posto
ore 16: Galles – Italia, finale 7° posto
ore 16.30: Sudafrica – Nuova Zelanda, finale 3° posto
ore 19: Inghilterra – Francia, finale 1° posto

A lunedì

Giugno, il primo fine settimana si colora azzurro e di rosa. E di un test-match in salsa americana

ph. Fotosportit/FIR

Italia in campo in Giappone contro gli Yamaha Jubilo, ma ci sono anche gli Emergenti, la nazionale U20, l’ItalSeven e la finale che assegna lo scudetto della Serie A femminile. Poi a Washington giocano Galles e Sudafrica. Da dove iniziamo? Andiamo in ordine cronologico con la nostra nazionale più importante.

YAMAHA JUBILO – ITALIA
Se ci fosse una qualche tv a riprendere la partita (ma al momento non è così, vedremo se ci saranno novità dell’ultimo minuto in tal senso) bisognerebbe puntare la sveglia alle 7 del mattino di sabato: a quell’ora – le 14 in Giappone – gli azzurri scenderanno in campo a Nagano contro gli Yamaha Jubilo, una delle formazioni più forti della Top League, ovvero il massimo campionato nazionale nipponico (che però si è concluso a gennaio e riprenderà a settembre: la squadra giapponese non sarà sicuramente al massimo della forma).
E’ un match che non dà caps ma Conor O’Shea ha scelto un XV titolare che ricalca in gran parte quello visto in campo nel Sei Nazioni. Vedremo comunque tantissime sostituzioni nel corso della partita, visto che saranno libere. Sabato prossimo e quello successivo i due test-match importantissimi contro il Giappone.
La formazione azzurra:
Italia: 15 Matteo Minozzi, 14 Tommaso Benvenuti, 13 Giulio Bisegni, 12 Tommaso Castello, 11 Mattia Bellini, 10 Tommaso Allan, 9 Marcello Violi, 8 Abraham Steyn, 7 Giovanni Licata, 6 Sebastian Negri, 5 Dean Budd, 4 Marco Fuser, 3 Simone Ferrari, 2 Leonardo Ghiraldini, 1 Andrea Lovotti

ARGENTINA XV – ITALIA EMERGENTI
Parte in Uruguay la Nations Cup 2018 e gli azzurri affrontano la selezione argentina allo stadio Parque Artigas nella città di Las Piedras. Al momento il tecnico Pasquale Presutti non ha ancora annunciato la formazione titolare ma ha avuto modo di sottolineare che “lo scorso anno hanno fatto parte della Nazionale Emergenti giocatori come Minozzi, Giammarioli e Negri che adesso fanno parte della Nazionale Maggiore, sintomo che il lavoro svolto qui è di assoluto livello”. Prossimi appuntamenti contro l’Uruguay prima e i Fiji Warriors poi.
Calcio d’inizio sabato 2 giugno alle 17 e 30 italiane (le 12.30 locali), gara in diretta streaming su worldrugby.org

FINALE SERIE A FEMMINILE: VALSUGANA – COLORNO
Scudetto delle ragazze numero 34, in campo le “Valsu-girls” campionesse in carica contro il Colorno. Si gioca alle 19 e 30 di sabato al “Pata Stadium” di Calvisano. Come ci dice il comunicato FIR sulla gara sono “entrambe provenienti dal Girone 1 della regular Season, hanno chiuso rispettivamente al secondo e primo posto la fase a gironi per poi approdare in finale dopo aver battuto in trasferta il Rugby Bologna (il Valsugana) e tra le mura amiche l’Iniziative Villorba (il Colorno)”.
Diretta streaming su The Rugby Channel.

GALLES – SUDAFRICA
Un test-match che non ha bisogno di presentazioni e di cui si è parlato a lungo nelle ultime settimane. Per la location, visto che si gioca negli Stati Uniti al Robert F. Kennedy Stadium di Washington DC, e per il fatto che la gara sarebbe stata messa a rischio per la scarsa prevendita. Alla fine si giocherà sabato con fischio d’inizio alle 17 locali, le 23 italiane. Nessuna diretta tv sulle nostre televisioni.
Capitano del Galles è Ellis Jenkins, prima volta con i gradi per il terza linea, mentre George North viene schierato tra i centri. Da segnalare il ritorno di Tom Prydie: non giocava in nazionale dal 2013.
In casa Sudafrica sono diverse le novità decise dal neo-ct Rassie Erasmus: 7 i debuttanti assoluti (Travis Ismaiel, Makazole Mapimpi, Andre Esterhuizen, Ivan van Zyl, Kwagga Smith, Jason Jenkins e Ox Nche), Pieter-Steph du Toit sarà il capitano.

Galles: 15 Hallam Amos, 14 Tom Prydie, 13 George North, 12 Owen Watkin, 11 Steff Evans, 10 Gareth Anscombe, 9 Tomos Williams, 8 Ross Moriarty, 7 Ellis Jenkins (c), 6 Seb Davies, 5 Cory Hill, 4 Bradley Davies, 3 Dillon Lewis, 2 Elliot Dee, 1 Nicky Smith
Riserve: 16 Ryan Elias, 17 Wyn Jones, 18 Rhodri Jones, 19 Adam Beard, 20 Aaron Wainwright, 21 Aled Davies, 22 Rhys Patchell/Gareth Davies, 23 Hadleigh Parkes
Sudafrica: 15 Curwin Bosch, 14 Travis Ismaiel, 13 Jesse Kriel, 12 Andre Esterhuizen, 11 Makazole Mapimpi, 10 Elton Jantjies, 9 Ivan van Zyl, 8 Dan du Preez, 7 Oupa Mohoje, 6 Kwagga Smith, 5 Pieter-Steph du Toit (c), 4 Jason Jenkins, 3 Wilco Louw, 2 Chiliboy Ralepelle, 1 Ox Nche
Riserve: 16 Akker van der Merwe, 17 Steven Kitshoff, 18 Thomas du Toit, 19 Marvin Orie, 20 Sikhumbuzo Notshe, 21 Embrose Papier, 22 Robert du Preez, 23 Warrick Gelant

MONDIALI U20: INGHILTERRA-ITALIA
Domenica pomeriggio tornano in campo gli azzurrini dopo la faticosa ma bella vittoria di Beziers contro la Scozia (27 a 26). Impegno decisamente difficile per i ragazzi allenati da Fabio Roselli e Andrea Moretti che affrontano la fortissima Inghilterra, squadra che però nell’ultimo Sei Nazioni si è imposta sull’Italia con uno dei gap più ridotti degli ultimi anni: (17-27).
Gli inglesi nella prima giornata hanno superato l’Argentina 39 a 18: a Perpignan sarà durissima. Al momento della pubblicazione dell’articolo non sono disponibili le formazioni. Gara che sarà visibile in diretta streaming alle 16 e 30 di domenica sulla pagina facebook FIR e su The Rugby Channel.
Il programma della completo della seconda giornata del torneo iridato juniores, tutte le gare si giocano domenica 3 giugno:
Scozia – Argentina (ore 14)
Australia – Giappone (ore 14)
Francia – Georgia (ore 14)
Sudafrica – Irlanda  (ore 16.30)
Nuova Zelanda – Galles (ore 16.30)
Inghilterra – Italia (ore 16.30)

ITALSEVEN  di scena al ROVIGO RUGBY FESTIVAL
Da segnalare che nel fine settimana sarà in campo a Rovigo, a partire da oggi, anche la nazionale Seven. Il comunicato FIR:
Andy Vilk, responsabile tecnico della Selezione Italiana Seven Maschile, ha ufficializzato la lista dei 12 atleti che prenderanno parte al “Rovigo Rugby Festival” in calendario dall’1 al 3 giugno a Rovigo. Gli Azzurri, reduci dall’ottima prestazione al GPS7s di Mosca dove hanno conquistato il terzo posto nel torneo, sono inseriti nella Pool B con una selezione dei Dogi e la selezione 7Hills.

Questa la lista degli atleti convocati:
Nicolò ALBANO (Rugby Parabiago)
Gabriele BRONZINI (Rugby Colorno)
Lorenzo Maria BRUNO (Sitav Rugby Lyons)
Mattia D’ANNA (Mogliano Rugby)
Matteo FALSAPERLA (Lafert San Donà)
Gianluca Alessio GUARDIANO (S.S. Lazio Rugby 1927)
Filippe Sebastiano LOMBARDO (S.S. Lazio Rugby 1927)
Alessio LOZZI (Cus Torino)
Richard PALETTA (Conad Reggio)
Andrea PRATICHETTI (Lafert San Donà) 3 caps
Simone ROSSI (Petrarca Padova)
Jacopo SALVETTI (Petrarca Padova)

Da ricordare che in Francia si assegna il titolo nazionale: a contendersi la vittoria finale allo Stade de France (ore 20 e 45 di sabato 2 giygno) nel Top 14 sono Montpellier e Castres.
A lunedì.

A Chicago per sfidare l’Irlanda ma con la Georgia (un po’ troppo) dietro l’angolo

Il prossimo novembre l’Italia affronterà il XV in maglia verde nella windy city, meno di 7 giorni prima della sfida con i Lelos, una partita che davvero non possiamo perdere. E la domanda non può essere evitata: al netto dell’aspetto economico, la trasferta su Lago Michigan era proprio necessaria?

“Inizia a pochi passi dal Lago di Garda il tour estivo della Nazionale Italiana Rugby che si raduna questa sera a Montichiari, in provincia di Brescia, in vista della partenza per il Giappone fissata per venerdì da Milano Malpensa.
Tra domani mattina e giovedì sera i 31 Azzurri convocati dal CT Conor O’Shea si alleneranno presso gli impianti dei Rugby Calvisano per preparare i tre incontri che, nelle prossime settimane, li vedranno impegnati nella terra del Sol Levante: primo appuntamento a Nagano il 2 giugno contro gli Yamaha Jubilo, uno dei top-club della massima divisione giapponese, per un incontro non ufficiale che vedrà gli Azzurri in campo con la denominazione di Italia XV”.
Con questo comunicato diffuso lunedì pomeriggio la FIR annuncia il via all’operazione test-match di giugno, davvero molto importanti come abbiamo scritto più volte su questo blog negli ultimi mesi.

Oggi però vorrei soffermarmi brevemente su un altro comunicato federale, diffuso lo scorso 15 maggio, una nota che inizia così: “La stagione 2018/19 della Nazionale Italiana Rugby prenderà il via sabato 3 novembre al Soldier Field di Chicago, storico campo di casa della franchigia di NFL dei Bears, con un test-match che metterà di fronte gli Azzurri di Conor O’Shea all’Irlanda, dominatrice del NatWest 6 Nazioni 2018”.
Un test-match in più per gli azzurri, che avevano già in programma quello con la Georgia del 10 novembre, con l’Australia una settimana dopo e la sfida con gli All Blacks il 24 novembre. Una partita che dovrebbe garantire una buona visibilità alla nostra nazionale nel nuovo e ambitissimo mercato statunitense contro una squadra che in quella città può contare su una numerosa comunità. Come sottolinea lo stesso comunicato federale si tratta di “un’occasione di far conoscere sempre più il rugby italiano anche al di là dell’Atlantico”, con un occhio molto interessato all’aspetto commerciale della vicenda, che comunque vada un qualche gruzzolo le due federazioni coinvolte se lo metteranno sicuramente in tasca. Giustamente.

Tutto bene? Beh, quasi. Il “però” riguarda un aspetto tecnico/logistico. La partita con l’Irlanda nella bellissima Chicago si giocherà il 3 novembre, solo 7 giorni prima del test di novembre forse più importante degli ultimi anni. Perché con la Georgia abbiamo un solo risultato a disposizione. Perdere quella partita, anche di un solo punto, sarebbe un vero disastro per i nostri equilibri internazionali. Gli azzurri sono più forti, ne sono convinto, ma i Lelos verranno in Italia con il coltello tra i denti, consci di avere finalmente la possibilità di giocare un match che attendono da anni, con la volontà di dimostrare a tutti che possono legittimamente ambire a entrare in qualche modo nel Sei Nazioni.
L’Italia che negli ultimi tre anni ha perso la gran parte delle partite disputate non può permettersi passi falsi. Ecco, qui sta il mio “però”: la trasferta di Chicago non è la più agevole da un punto di vista logistico con 9 ore di volo e 7 ore di fuso orario da smaltire in meno di una settimana (la partita verrà giocata alla nostra mezzanotte tra sabato e domenica, il sabato pomeriggio successivo scenderemo in campo contro i georgiani). Vero che gli azzurri non viaggeranno in economy e che esistono “aiuti” farmacologici assolutamente legittimi e consentiti che permettono di superare quel contrattempo in un tempo più limitato, ma il dubbio resta: quella partita nella windy city era proprio necessaria? Il calendario è quello che è, grandi spazi di manovra non sono consentiti. Ma forse (e sottolineo con la penna rossa il “forse”) quella è una manovra che non andava proprio fatta.