Coppe europee, ultime semifinali: Clermont-Leinster per la Champions, Stade Francais-Bath per la Challenge

Dal sito dello Stade Francais

Saracens (Champions) e Gloucester (Challenge) hanno staccato ieri i primi due pass per le finali di Edimburgo, iniziando a colorare di Inghilterra la città scozzese. Oggi le ultime due sfide che decideranno le pretendenti al titolo di regine del Vecchio Continente

CHALLENGE CUP: Stade Français-Bath (ore 13.30)
E’ la semifinale più italiana delle coppe europee stagione 2016/2017: Sergio Parisse in campo e Mitrea nella terna arbitrale. Ieri sera vittoria di Gloucester a La Rochelle per 14-16, con i cherry & white trascinati da Billy Burns.
Allo Stade Jean Bouin di Parigi va in scena una partita che si annuncia piuttosto equilibrata e che – in caso di vittoria del Bath – regalerebbe una finale di Challenge tutta inglese.

Stade Français: 15 Hugo Bonneval, 14 Waisea Vuidarvuwalu, 13 Geoffrey Doumayrou, 12 Jonathan Danty, 11 Djibril Camara, 10 Jules Plisson, 9 Will Genia, 8 Sergio Parisse (c), 7 Sylvain Nicolas, 6 Antoine Burban, 5 Paul Gabrillagues, 4 Hugh Pyle, 3 Rabah Slimani, 2 Laurent Panis, 1 Zurabi Zhvania
Riserve: 16 Craig Burden, 17 Heinke Van der Merwe, 18 Paul Alo Emile, 19 Pascal Papé, 20 Jonathan Ross, 21 Julien Dupuy, 22 Morné Steyn, 23 Julien Arias

Bath: 15 Anthony Watson, 14 Semesa Rokoduguni, 13 Jonathan Joseph, 12 Ben Tapuai, 11 Matt Banahan, 10 George Ford, 9 Kahn Fotuali’i, 8 Taulupe Faletau, 7 Francois Louw (c), 6 Tom Ellis, 5 David Attwood, 4 Luke Charteris, 3 Kane Palma Newport, 2 Ross Batty, 1 Nathan Catt
Riserve: 16 Nathan Charles, 17Beno Obano, 18 Shaun Knight, 19 Elliott Stooke, 20 Matt Garvey, 21 Chris Cook, 22 Rhys Priestland, 23 Robbie Fruean

 

CHAMPIONS CUP, Clermont-Leinster (ore 17, SkySport 2)
Sarà la volta buona per il Clermont? Quante volte ce lo siamo chiesto negli ultimi anni? Gara di difficile lettura, l’aspetto mentale sarà – al solito – determinante. Francesi che possono contare solo su un “quasi” fattore campo (si gioca a Lione), Leinster che raramente sbaglia partite come queste. Speriamo ci sia spettacolo in campo.

Clermont: 15 Scott Spedding, 14 David Strettle, 13 Aurélien Rougerie, 12 Remi Lamerat, 11 Nick Abendanon, 10 Camille Lopez, 9 Morgan Parra, 8 Fritz Lee, 7 Peceli Yato, 6 Damien Chouly, 5 Sébastien Vahaamahina, 4 Arthur Iturria, 3 Davit Zirakashvili, 2 Benjamin Kayser, 1 Raphael Chaume
Riserve: 16 John Ulugia, 17 Etienne Falgoux, 18 Aaron Jarvis, 19 Paul Jedrasiak, 20 Alexandre Lapandry, 21 Ludovic Radosavljevic , 22 Pato Fernandez, 23 Damien Penaud
Leinster: 15 Joey Carbery , 14 Fergus McFadden, 13 Garry Ringrose, 12 Robbie Henshaw, 11 Isa Nacewa (c), 10 Johnny Sexton, 9 Luke McGrath, 8 Jack Conan 7 Dan Leavy, 6 Rhys Ruddock, 5 Hayden Triggs, 4 Devin Toner, 3 Tadhg Furlong, 2 Richardt Strauss, 1 Jack McGrath
Riserve: 16 Seán Cronin, 17 Peter Dooley, 18 Michael Bent, 19 Ross Molony, 20 Josh van der Flier, 21 Jamison Gibson-Park, 22 Ross Byrne, 23 Zane Kirchner

Date: Sunday, April 23
Venue: Matmut Stadium de Gerland, Lyon
Kick-off: 15:00 local (14:00 GMT)
Referee: Nigel Owens (Wales)
Assistant Referees: Wayne Barnes (England), Ian Davies (Wales)
TMO: Jonathan Mason (Wales)

Advertisements
Pubblicato in Challenge e Qualifying Cup, Champions Cup | Contrassegnato , , , , , , , , | 1 commento

Fisico e organizzazione: i Saracens abbattono Munster e vanno in finale di Champions Cup

Dal sito dell’EPCR: ©INPHO/James Crombie

A Dublino i Sarries si impongono 26-10 e con un grande secondo tempo conquistano con merito il pass per la finalissima di Edimburgo. Nella European Rugby Continental Shield nuova lezione russa per il Mogliano: a Mosca l’Enisei vince 51-7

CHAMPIONS CUP: Munster-Saracens 26-10
In un’Aviva Stadium completamente “vestito” Partita bloccata tra due squadre che si annullano a vicenda senza riuscire a prendere il sopravvento. Gara fisicamente intensa ma a risentirne è il gioco, poco fluido e spettacolare, con un tabelone che nel primo tempo si smuove sono con i calci da fermo (primi 40 minuti che si chiudono sul 6 a 3 per i Sarries).
Secondo tempo che vede gli inglesi prendere piano piano il sopravvento: al 51′ la palla sfugge a Kruis un attimo prima che venga schiacciata oltre la linea bianca, ma la meta è nell’aria e arriva poco dopo con Mako Vunipola. Reazione immediata della Red Army che però sbaglia con Bleyendaal una punizione facilissima.
Munster ci mette il cuore ma poca freddezza contro dei Saracens che si dimostrano squadra dall’organizzazione sopraffina. Al 70′ la meta di Wyles mette fine alla partita: Sarries con merito in finale a Edimburgo. La marcatura del Munster arriva all’ultimo minuto con CJ Stander.

Munster: 15 Simon Zebo, 14 Andrew Conway, 13 Jaco Taute, 12 Rory Scannell, 11 Keith Earls, 10 Tyler Bleyendaal, 9 Duncan Williams, 8 CJ Stander, 7 Tommy O’Donnell, 6 Peter O’Mahony (c), 5 Billy Holland, 4 Donnacha Ryan, 3 John Ryan, 2 Niall Scannell, 1 Dave Kilcoyne
Riserve: 16 Rhys Marshall, 17 James Cronin, 18 Stephen Archer, 19 Dave O’Callaghan, 20 Jean Deysel, 21 Ian Keatley, 22 Francis Saili, 23 Darren Sweetnam
Mete: CJ Stander (79′)
Conversioni: Bleyendaal (80′)
Punizioni: Bleyendaal (7′)

Saracens: 15 Alex Goode, 14 Chris Ashton, 13 Marcelo Bosch, 12 Brad Barritt (c), 11 Sean Maitland, 10 Owen Farrell, 9 Richard Wigglesworth, 8 Billy Vunipola, 7 Jackson Wray, 6 Michael Rhodes, 5 George Kruis, 4 Maro Itoje, 3 Vincent Koch, 2 Jamie George, 1 Mako Vunipola
Riserve: 16 Schalk Brits, 17 Titi Lamositele, 18 Petrus Du Plessis, 19 Jim Hamilton, 20 Schalk Burger, 21 Ben Spencer, 22 Alex Lozowski, 23 Chris Wyles
Mete: Mako Vunipola (54′), Wyles (70′)
Conversioni: Farrell (55′, 71′)
Punizioni: Farrell (17′, 35′, 63′, 74′)

 

EUROPEAN RUGBY CONTINENTAL SHIELD: Enisei STM-Mogliano 51-7
In 160 minuti di gara i russi fanno 97, il Mogliano solo 7. Direi che non c’è molto da aggiungere. A Mosca i siberiani dell’Enisei si prendono il bonus in soli 16 minuti, tra il 7′ e il 23′, quando marcano 4 mete con Rudoi, Mikhaltsov, Magomedov e Kushnarev. Alla fine del primo tempo il tabellino dice 31 a 0 per i padroni di casa e la seconda frazione non ha un andamento diverso con la tripletta personale di Budycenko. La meta della bandiera veneta arriva al 75′ con Corazzi.

Enisei Stm: Budycenko; Mikhaltsov, Nepeivoda, Gerasimov, Kurashov, Kushnarev, Shcherban; Rudoi, Belenkov, Butenko, Orlov, Krasylnyk, Pronenko, Magomedov, Polivalov
Riserve: Temnov, Musin, Podrezov, Suslov, Uzunov, Trishin, Saulite
Mete: Rudoi (7′), Mikhaltsov (14′), Magomedov (21′), Kushnarev (23′), Orlov (36′), Budycenko (43′, 56′, 71′), Saulite (79′)

Mogliano: D’Anna, Masato, Renata, Bonifazi, Guarducci, Giabardo, Gubana, Manni, Carraretto, Bocchi, Maso (Cap.), Orso, Ceccato, Nicotera, Vento
Riserve: Gatto, Buonfiglio, Rapone, Baldino Corazzi, Fabi, Almela, Benvenuti
Mete: Corazzi (75′)

Pubblicato in Challenge e Qualifying Cup, Champions Cup | Contrassegnato , , , , , , | 5 commenti

Champions e Challenge Cup, è tempo di semifinali. E un po’ di spazio anche per Mogliano

Munster tifosi

Alle 16 e 15 Munster-Saracens per la Champions, in serata La Rochelle-Gloucester per la Challenge. L’antipasto delle 13 è per Enisei-Mogliano della Qualifying Cup (qui il player per vederla in diretta streaming). Domani, le altre semifinali.

CHAMPIONS CUP: Munster-Saracens, ore 16.15 (diretta tv su Sky Sport 3)
Ferma la Guinness Pro12, ferma (ancora una volta) l’Eccellenza, il palcoscenico ovale europeo oggi (e domani) è tutto per le coppe europee.
Alle 16 e 15, ora italiana, all’Aviva Stadium di Dublino scendono in campo Munster e Saracens in una gara che promette spettacolo e scintille. Red Army che ai quarti ha eliminato Tolosa, inglesi che invece si sono sbarazzati dei Warriors di Glasgow e che sono campioni in carica. Entrambe le formazioni hanno già in tasca il pass per i play-off per i rispettivi tornei nazionali. Due squadre in salute quindi, con il Munster che è alla 12a semifinale europea (magari mi sbaglio, ma credo sia un record) e con Chris Ashton che è a una sola marcatura pesante dal diventare il migliore metaman di sempre delle competizioni continentali (oggi è a quota 36 assieme a Vincent Clerc).
In campo tantissimi nazionali e diversi British & Irish Lions: che lo show abbia inizio.

Munster: 15 Simon Zebo, 14 Andrew Conway, 13 Jaco Taute, 12 Rory Scannell, 11 Keith Earls, 10 Tyler Bleyendaal, 9 Duncan Williams, 8 CJ Stander, 7 Tommy O’Donnell, 6 Peter O’Mahony (c), 5 Billy Holland, 4 Donnacha Ryan, 3 John Ryan, 2 Niall Scannell, 1 Dave Kilcoyne
Riserve:  16 Rhys Marshall, 17 James Cronin, 18 Stephen Archer, 19 Dave O’Callaghan, 20 Jean Deysel,21  Ian Keatley, 22 Francis Saili, 23 Darren Sweetnam
Saracens: 15 Alex Goode, 14 Chris Ashton, 13 Marcelo Bosch, 12 Brad Barritt (c), 11 Sean Maitland, 10 Owen Farrell, 9 Richard Wigglesworth, 8 Billy Vunipola, 7 Jackson Wray, 6 Michael Rhodes, 5 George Kruis, 4 Maro Itoje, 3 Vincent Koch, 2 Jamie George, 1 Mako Vunipola
Riserve: 16 Schalk Brits, 17 Titi Lamositele, 18 Petrus Du Plessis, 19 Jim Hamilton, 20 Schalk Burger, 21 Ben Spencer, 22 Alex Lozowski, 23 Chris Wyles

 

CHALLENGE CUP, La Rochelle-Gloucester (ore 21)
In serata la prima semifinale anche della seconda competizione continentale europea: allo Stade Marcel Deflandre di La Rochelle i padroni di casa ospitano il Gloucester in una partita di non semplice lettura. I transalpini partono con i favori del pronostico perché giocano davanti ai loro caldissimi tifosi e perché stanno dominando il Top 14. Cherry & white che invece sono stati protagonisti di una stagione un po’ anonima in Premiership ma che proprio per questo potrebbero trovare quelle motivazioni in più per dare un senso a un’annata certo da non incorniciare.
La Rochelle che ai quarti è andata a vincere a Adimburgo mentre il Gloucester ha superato i Cardiff Blues.

La Rochelle: 15 Kini Murimurivalu, 14 Gabriel Lacroix, 13 Paul Jordaan, 12 Pierre Aguillon, 11 Vincent Rattez, 10 Brock James, 9 Ricky Januarie, 8 Kevin Gourdon, 7 Botia Veivuke, 6 Romain Sazy, 5 Mathieu Tanguy, 4 Jone Qovu Nailiko, 3 Uini Atonio (c), 2 Jeremie Maurouard, 1 Vincent Pelo
Riserve: 16 Jordan Seneca, 17 Mike Corbel, 18 Mohamed Boughanmi, 19 Leo Cedaro, 20 Damien Lagrange, 21 Arthur Retiere, 22 Alexi Bales, 23 Savenaca Rawaca
Gloucester: 15 Tom Marshall, 14 Jonny May, 13 Henry Trinder, 12 Mark Atkinson, 11 David Halaifonua, 10 Billy Burns, 9 Willi Heinz (c), 8 Ben Morgan, 7 Jacob Rowan, 6 Ross Moriarty, 5 Jeremy Thrush, 4 Tom Savage, 3 John Afoa, 2 Richard Hibbard, 1 Josh Hohneck
Riserve: 16 Motu Matu’u, 17 Paddy McAllister, 18 Yann Thomas, 19 Mariano Galarza, 20 Lewis Ludlow, 21 Greig Laidlaw, 22 Billy Twelvetrees, 23 Charlie Sharplesku

 

EUROPEAN RUGBY CONTINENTAL SHIELD: Enisei STM-Mogliano (ore 13 italiane)
Gara di andata che ha visto i russi imporsi per 46 a 0, quindi pochissime speranze per i veneti di acchiappare la finale del torneo che mette a disposizione un posto in Challenge Cup. Gara di ritorno che si gioca allo Slavia Stadium di Mosca e non in Siberia, per la gioa del club italiano che si è risparmiato parecchie ore di viaggio.
La partita sarà visibile in diretta streaming nel player qui sotto. Di seguito la formazione dei veneti:

Mogliano: D’Anna, Masato, Renata, Bonifazi, Guarducci, Giabardo, Gubana, Manni, Carraretto, Bocchi, Maso (Cap.), Orso, Ceccato, Nicotera, Vento
Riserve: Gatto, Buonfiglio, Rapone, Baldino, Corazzi, Fabi, Amela, Benvenuti

Pubblicato in Challenge e Qualifying Cup, Champions Cup | Contrassegnato , , , , , , , , , , | 1 commento

Non solo Romania e Georgia: la Spagna è la “next big thing”? Oggi no, ma con quei numeri…

Dalla pagina facebook dell’El Salvador Rugby

Qualche settimana fa l’EPCR ha annunciato che le finali delle coppe europee 2018 si terranno a Bilbao. Poi ci sono i 100mila del Camp Nou per Tolone-Racing92. Ma soprattutto c’è la localissima Copa del Rey, che un anno fa ha fatto un sold out da 25mila tifosi e che quest’anno, 10 giorni prima del kick-off, può già vantare 21mila tagliandi venduti. Alle nostre spalle la concorrenza è sempre più numerosa

La Spagna oggi occupa la posizione numero 18 del ranking mondiale, subito dopo gli Stati Uniti e prima di Namibia, Russia, Uruguay e Canada. Come è messa nel panorama internazionale? E’ sicuramente un movimento in crescita, anche se dargli una collocazione precisa non è facile: è meno “pronto” a un salto di qualità rispetto a quello romeno o georgiano? Sì, ma ha alle spalle una economia più forte, dinamica e un bacino potenziale di quasi 50 milioni di persone. Tutti argomenti che nel rugby professionistico di oggi hanno un gran peso.
E ha già dato dimostrazione di essere aperta alla palla ovale con i 100mila che hanno affollato il Camp Nou di Barcellona per la finale del Top 14 2015-2016, ma prima ancora ad andare sold out (56mila posti) era stato lo stadio Olimpico del Montjuic per una “normale” partita di regular season del massimo campionato francese, ovvero Perpignan-Tolone. Ok, è vero, si è sempre giocato in aree vicina alla ben più ovale Francia, dove le trasferte erano semplici (e piacevoli) però rimangono decine di migliaia di persone e il Camp Nou è gigantesco. Non è un caso che l’EPCR abbia designato la basca Bilbao quale sede delle finali di Champions e Challenge Cup del 2018, argomento già affrontato recentemente da queste parti.

E comunque non ci sono solo quegli exploit endogeni, diciamo così, ovvero dovuti al grande rugby straniero che fa a fare una gita al di là dei Pirenei. Il 17 aprile 2016 allo stadio José Zorrilla di Valladolid si è giocata la finale di Copa del Rey davanti a 26.512 spettatori paganti. Struttura esaurita in ogni settore e che vedeva sugli spalti anche la presenza di Felipe VI, re di Spagna. 26mila spettatori sono un quarto dei tifosi che il complessivo delle squadre della nostra Eccellenza riescono a richiamare nell’arco di una intera stagione. Anzi, probabilmente la proporzione è ancora maggiore. 26mila spettatori a volte non li richiama nemmeno la nostra nazionale. Tanto per dire: la recentissima finale del Trofeo Eccellenza – il corrispettivo italico della Copa del Rey – ha registrato un pubblico da 800 persone, dato ufficiale FIR.
Un exploit isolato? No. Perché le notizie che arrivano dalla Spagna in queste ore dicono che per la finale della Copa del Rey 2017, che si giocherà il 30 aprile ancora una volta allo stadio José Zorrilla sono già stati venduti 21mila tagliandi. Si va verso un altro sold-out. In campo come un anno fa l’El Salvador e poi il Santoboiana. Pare che stavolta il re non possa venire, ma chi lo sa.

Sono numeri che devono farci in qualche modo preoccupare? Difficile dirlo. A livello tecnico il nostro movimento è ancora di un altro livello, perché se è vero da un lato che nel 2012 il Rovigo a Guernica venne clamorosamente sconfitto in Challenge Cup, dall’altro le squadre spagnole in queste anni sono state regolarmente sconfitte dai nostri club, anche con risultati pesanti. A livello di nazionale maschile oggi non c’è gara ma già il discorso cambia per quanto riguarda le ragazze e nel seven. E nel rugby femminile Italia e Spagna sono inserite nello stesso girone al Mondiale del prossimo agosto mentre nel 2014 le iberiche in Francia c’erano per il torneo iridato, le azzurre no.
Poi c’è quello che succede fuori dal campo, e lì il gap a nostro vantaggio si riduce parecchio. Davvero non so quantificarlo, ma probabilmente non siamo poi molto lontani. Noi possiamo contare su una struttura che pur con tutte le sue magagne e criticità è più “formata” e professionale, a Madrid e Barcellona ne sono (ancora) sprovvisti ma quei 26mila paganti per una gara di club… beh, noi oggi non possiamo nemmeno sognarceli. Nemmeno per un singolo exploit.

Pubblicato in Curiosità | Contrassegnato , , , , , , | 39 commenti

Nel Tinello di Vittorio Munari arrivano i British & Irish Lions 2017!

Warren Gatland ha annunciato il gruppo dei 41 giocatori che a giugno saranno impegnati in Nuova Zelanda per l’attesissimo tour della selezione britannica contro gli All Blacks e non solo: sono 10 tra campioni del mondo, franchigie di Super Rugby e altre formazioni le partite che vedranno protagonista il XV in maglia rossa.
Qualche assenza inaspettata (Hartley e Heaslip), qualche presenza non così scontata (Te’o) e solo due scozzesi: ne parlo con Vittorio Munari. Kick-off!

Pubblicato in Il tinello di Vittorio Munari | 30 commenti

Tra Top 14 e Italia montagne di milioni di differenza, ma il vero gap è dietro la scrivania

In Francia sono stati diffusi gli importi dei budget dei club del massimo campionato nazionale. Cifre enormi che però non sono piovute dal cielo, ma sono “figlie” di capacità e preparazione

Da un lato è un “gioco” fin troppo facile, dall’altro però ci consente di fare qualche ragionamento su aspetti che possono anche non sembrare immediati.
Andiamo con ordine: qualche giorno fa L’Equipe ha svelato i budget per la stagione in corso delle squadre del Top 14. Ecco le cifre, in milioni di euro:
1/ Tolosa 31,5
2/ Clermont 30,5
3/ Stade-Français 27,5
4/ Tolone 25,5
5/ Racing92 25,4
6/ Lione 24,6
7/ Bordeaux 24,2
8/ Montpellier 24,2
9/ Grenoble 21,7
10/ Castres 20,6
11/ Pau 19,6
12/ La Rochelle 18,2
13/ Bayonne 16,8
14/ Brive 16,4

Dieci squadre su 14 sopra i 20 milioni di euro, le altre quattro che sono immediatamente vicine a quella cifra o comunque non molto sotto. Questa è la parte facile del giochino, di cui parlavamo prima: se pensiamo che il bilancio dell’intera FIR viaggio sui 45 milioni di euro… Però appunto è una cosa molto semplice, che non tiene conto delle differenze di storia e tradizione che pesano moltissimo, ci si limita alle differenze quantitative di budget. Buone per farci un titolo, forse, ma lasciano davvero il tempo che trovano… Basti pensare che otto delle 16 squadre del Pro D2 della stagione in corso hanno budget pari o superiori a quelle di Zebre e Benetton Treviso (l’Oyonnax nei bilanci previsionali diffusi lo scorso agosto supera gli 11 milioni, Perpignan ne ha quasi 10, Biarritz oltre i 9 e così via), e stiamo parlando della seconda divisione. Il nostro domestic per mettere assieme 7-8 milioni di budget deve riunire tutte e dieci le squadre partecipanti.

Quali sono allora quegli aspetti su cui si possono fare alcuni ragionamenti meno immediati e che hanno però più costrutto di una semplice giustapposizione di numeri? E’ un discorso che riguarda i dirigenti. Perché è vero che la Francia ha storia, tradizione e un bacino importante di tifosi su cui lavorare, ma bisogna anche sottolineare che quella storia, quella tradizione, quel bacino danno i risultati di interesse mediatico e di successo economico che conosciamo perché nel complesso c’è una classe dirigente che ha saputo ben lavorare e sviluppare le specificità e i punti di forza di quel movimento. Solo ieri ho parlato della vicenda San Donà sottolineando come quel caso fosse una cartina al tornasole anche della formazione della nostra classe dirigente, i numeri dei budget delle squadre del Top 14 ci raccontano una storia diversa, quella cioè di club capaci di attirare soldi, finanziamenti, sponsor e un numero molto largo di tifosi, che a loro volta consentono ormai una vendita di diritti tv da centinaia di milioni di euro.
In Francia c’è una base importante da cui partire, ma c’è stato e c’è ancora oggi un gruppo di dirigenti capaci di sfruttare al meglio quella base e tutte le opportunità offerte dal professionismo.

Non che al di là delle Alpi manchino magagne, problemi, comportamenti discutibili e autentici filibustieri, anzi, però forse sarebbe corretto che in Francia ci sono ANCHE quelle cose. Perché accanto alle difficoltà troviamo il dinamismo, la creatività e una capacità che dalle nostre parti vediamo in maniera davvero molto saltuaria, ad essere buoni. Certo che una situazione con tanti vantaggi come quella francese spinge in maniera costante verso un miglioramento delle condizioni, è più difficile far partire un circuito virtuoso in un movimento come quello italiano che ha difficoltà ad attirare capitali e interesse, ma le due situazioni sono anche figlie del livello qualitativo delle rispettive classi dirigenti. Il salto di qualità tecnico che abbiamo mancato una volta entrati nel Sei Nazioni lo abbiamo mancato anche a livello dirigenziale: siamo entrati nella stanza dei bottoni ma il nostro approccio è rimasto quello del rugby pane e salame. Gli altri viaggiano ad altre velocità. Sì, ok, la metto giù un po’ grossa, però quello che voglio dire credo sia chiaro.
Parliamo spesso di migliorare la nostra filiera, di aumentare la preparazione di tecnici o il numero e le capacità dei nostri giocatori, ma senza una classe dirigenti di livello anche quel tipo di carburanti potrebbero non dare risultati duraturi. I dirigenti sono la conditio sine qua non del successo nel tempo di una singola società. O di un intero movimento.

Pubblicato in Movimento Italia, Top 14 | 37 commenti

San Donà, uno status di formazione ballerino e carte bollate: storia triste di uno spaccato dell’Ovalia italiana

Una vicenda che si trascina da dicembre e che al club veneto è costata la possibilità di giocarsi l’accesso ai play-off. Una storia che se sganciata dalla sua contingenza ci dice un po’ di cose anche sulla “formazione” della nostra classe dirigente rugbistica, nel suo complesso

Ti chiami Luca Petrozzi, sei italiano ma vivi in Inghilterra, perciò inizi a giocare a rugby sul serio da quelle parti.
La tua formazione è quindi inglese, ma arrivi a giocare per la nazionale italiana U20 al Sei Nazioni 2015. Tre partite.
Nel marzo 2016 la FIR stabilisce che “un giocatore che disputi almeno un test ufficiale con l’Italia U20 è equiparato a giocatore di formazione italiana dalla stagione successiva”.
Nel luglio 2016 il San Donà ti ingaggia ma non indica specificatamente il tuo status perché «il modulo non prevede nessun riquadro o spazio dove poter indicare lo status di formazione, o chiedere l’aggiornamento». Parola di Alberto Marusso, presidente del San Donà.
La società chiede conferma alla FIR (pare però solo in via informale), nello specifico al responsabile dell’Alto Livello Carlo Checchinato e all’Ufficio Tesseramenti, che dicono che è tutto ok, che Petrozzi è “italiano”.
Ma per gli elenchi tesserati FIR Petrozzi ha ancora lo status di straniero, perché il San Donà non ha messo per iscritto la sua nuova “formazione”(ok, sul piano puramente burocratico/formale ci si può arrivare, ma la norma di marzo 2016? Non è automatica quindi? La Nazionale U20 è “emanazione” FIR…)
La tua società il 4 dicembre ti convoca per la partita (in trasferta) contro la Rugby Reggio.
Tu nemmeno giochi, ma sei a referto; nella nota ci sono altri 4 giocatori di formazione straniera (il numero massimo consentito dal regolamento), ma tu e il tuo club siete tranquilli perché tu ormai sei considerato di formazione italiana.
Il San Donà vince di un punto, 25-24.
Siccome nessun documento FIR dice che sei considerato di formazione italiana la Rugby Reggio fa ricorso perché risulti essere il 5° giocatore di formazione straniera: viene assegnato il 20-0 a tavolino agli emiliani, tolti i 4 punti conquistati e assegnati 4 punti di ammenda. Totale -8 per il San Donà.
Il club veneto fa ricorso e lo vince, e tu pensi che – cavilli a parte – il buon senso alla fine ha avuto la meglio.
Il Collegio di Garanzia dello Sport del CONI, chiamato in causa dalla Rugby Reggio, ribalta ancora la sentenza perché c’è “un conflitto tra le norme, la delibera federale e la norma amministrativa del tesseramento. Quali sono le più importanti da tenere in considerazione?”. Traduciamo: come cacchio sono state scritte le regole?
Di nuovo -8 in classifica per il San Donà, che vede sparire la possibilità di giocare i play-off che si stava conquistando sul campo.
Dalla FIR non giungono spiegazioni, reprimende e/o sanzioni per chi ha contribuito a creare questo pasticcio. Ci si attiene alla brutale burocrazia, non al buon senso
Il San Donà pensa di rivolgersi alla giustizia civile (il rischio però è la violazione della clausola compromissoria, con conseguenti nuove sanzioni da parte della giustizia sportiva. Almeno in linea puramente teorica). Anche qui però nessuna autocritica: sicuri che anche il club non abbia commesso un qualche passaggio a vuoto? Forse se si fosse chiesta anche solo una conferma scritta del cambio di status di Petrozzi – giusto per non saper né leggere né scrivere – oggi non parleremmo di questa storia. O allegare una richiesta scritta a quel modulo di cui sopra che non prevedeva un riquadro per indicare lo status. Forse.
In attesa dei prossimi sviluppi il Grillotalpa allarga le braccia, fa un lungo sospiro. E gli viene in mente l’immagine di Homer Simpson che potete vedere in apertura. La parola del giorno è “attonito”.

Pubblicato in Campionato Eccellenza | Contrassegnato , , , , , , | 26 commenti