Sei Nazioni 2019, per l’Italia una missione quasi impossibile. Quasi.

ph. Fotosportit/FIR

Pochissime settimane al via di un torneo che per gli azzurri si presenta davvero tutto in salita e che non vede l’Italia vincere una partita dal 2015

Dean Budd ha problemi personali, Giulio Bisegni un guaio al polpaccio, quindi il ct Conor O’Shea ha convocato Marco Fuser e Marco Zanon per il primo raduno degli azzurri che si terrà a Roma tra il 20 e il 23 gennaio in vista del Sei Nazioni che scatta a inizio febbraio.
Un torneo su cui inevitabilmente peserà anche il Mondiale di settembre in Giappone, non tanto nell’impegno dei giocatori (che sempre di rugby, uno sport di contatto, si parla eh) quanto nell’approccio tattico delle squadre.
Una edizione più aperta di altre alle sorprese? Beh, a dirla tutta pare difficile. L’Irlanda è la grande favorita, Inghilterra e Galles sono un passo dietro. Scozia e Francia sono vincitrici meno probabili (per ragioni diverse) ma non sono nomi impossibili su cui puntare. Diciamo che oggi in molti non scommetterebbero su transalpini in cerca di una identità da troppi anni e sugli scozzesi che sanno essere fortissimi ma che soffrono una coperta troppo corta, ma se alla fine si imponesse una di queste due formazioni non sarebbe fantascienza.

E poi c’è l’Italia che chiude il gruppo. Siamo la squadra nel complesso meno forte, quella con meno soluzioni e con meno alternative. La meno pronta anche nella testa. D’altronde se nelle ultime tre edizioni del torneo non abbiamo vinto nemmeno una partita, messo assieme un solo punto in classifica e registrato un complessivo -407 tra punti fatti e punti incassati qualche motivo ci sarà. E non può non pesare, anche a livello inconscio.
Il presidente federale Alfredo Gavazzi nel suo famigerato video di fine anno non si è mostrato molto ottimista, ma non si può dargli torto. Servirebbe fare risultato sin dal debutto di Murrayfield, ma è inutile nascondere la difficoltà della cosa. Poi, per carità, la palla è ovale e speriamo che rimbalzi in maniera molto differente di quello che dicono i pronostici, ma già essere protagonisti di una grande prova sarebbe un risultato notevole.
Più facile forse mettere nel mirino il match conclusivo contro la Francia, che quest’anno si giocherà a Roma, ma bisogna vedere come noi (e loro) arriveremo al 16 di marzo. Di acqua sotto i ponti deve passarne parecchia prima. Secondo molti il match in casa con il Galles potrebbe essere tra le gare più abbordabili con noi. Non so, se si intende che è (in teoria) più semplice di Inghilterra e Irlanda posso anche essere d’accordo, ma finisce lì.
Le partite contro Galles, Inghilterra e Irlanda sono invece fuori dalla nostra portata. L’exploit è sempre possibile ma oggi sono gare che perderemmo 9 volte su 10. Speriamo di imbroccare quell’unica possibilità, ne abbiamo davvero bisogno.
Di seguito il gruppo dei convocati azzurri aggiornato:

Piloni
Simone FERRARI (Benetton Rugby, 17 caps)
Andrea LOVOTTI (Zebre Rugby Club, 30 caps)*
Tiziano PASQUALI (Benetton Rugby, 13 caps)
Cherif TRAORE’ (Benetton Rugby, 5 caps)*
Giosuè ZILOCCHI (Zebre Rugby Club, 2 caps)*

Tallonatori
Luca BIGI (Benetton Rugby, 15 caps)
Leonardo GHIRALDINI (Stade Toulousian, 99 caps)

Seconde Linee
Marco FUSER (Benetton Rugby, 33 caps)*
Federico RUZZA (Benetton Rugby, 7 caps)*
David SISI (Zebre Rugby Club, esordiente)
Alessandro ZANNI (Benetton Rugby, 109 caps)

Flanker/n.8
Marco BARBINI (Benetton Rugby, 2 caps)
Maxime MBANDA’ (Zebre Rugby Club, 15 caps)*
Sebastian NEGRI (Benetton Rugby, 12 caps)
Sergio PARISSE (Stade Francais, 134 caps) – capitano
Abraham Jurgens STEYN (Benetton Rugby, 25 caps)
Jimmy TUIVAITI (Zebre Rugby Club, 1 cap)

Mediani di Mischia
Guglielmo PALAZZANI (Zebre Rugby Club, 28 caps)
Tito TEBALDI (Benetton Rugby, 29 caps)

Mediani di Apertura
Tommaso ALLAN (Benetton Rugby, 43 caps)
Carlo CANNA (Zebre Rugby Club, 32 caps)
Ian MCKINLEY (Benetton Rugby, 4 caps)

Centri
Michele CAMPAGNARO (Wasps, 38 caps)*
Tommaso CASTELLO (Zebre Rugby Club, 15 caps)
Luca MORISI (Benetton Rugby, 20 caps)*
Marco ZANON (Benetton Rugby, esordiente)*

Ali/Estremi
Tommaso BENVENUTI (Benetton Rugby, 55 caps)*
Angelo ESPOSITO (Benetton Rugby, 15 caps)
Jayden HAYWARD (Benetton Rugby, 12 caps)
Edoardo PADOVANI (Zebre Rugby Club, 15 caps)*
Luca SPERANDIO (Benetton Rugby, 5 caps)*
*è/è stato membro dell’Accademia Nazionale “Ivan Francescato”
non considerati per infortunio: Mattia BELLINI (Zebre Rugby Club), Giulio BISEGNI (Zebre Rugby Club). Ornel GEGA (Benetton Rugby), Renato GIAMMARIOLI (Zebre Rugby Club), Matteo MINOZZI (Zebre Rugby Club), Jake POLLEDRI (Gloucester) Marcello VIOLI (Zebre Rugby Club), Federico ZANI (Benetton Rugby)

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Treviso felice ma basterà? Piangono ancora le Zebre. E quella brutta cosa di Casellato

Il Benetton batte l’Agen, il secondo posto nel girone di Challenge Cup è sicuro, ma per andare avanti… Bianconeri ancora ko mentre il tecnico del Rovigo perde le staffe e insulta Su’a con frasi razziste (e poi si scusa)

CHALLENGE CUP: LA ROCHELLE – ZEBRE 32 A 12
Nuova – e netta – sconfitta dei ducali. I padroni di casa vanno avanti di 6 punti, si fanno riprendere e doppiare dalle Zebre e si va al riposo sul 6-12. Nel secondo tempo gli atlantici si ricordano di essere la terza forza del campionato francese e aumentano il ritmo di quel poco che basta per far loro la partita e non far marcare nemmeno un punto agli ospiti.
Poco altro da aggiungere: le Zebre, come qui si scrive dall’anno scorso, sono una squadra che non può prescindere da quei 15-18 titolarissimi che garantiscono la capacità di giocarsela e di ottenere qualche exploit, senza alcuni di questi atleti diventa tutto estremamente più complicato. Aggiungiamoci alcuni giocatori che sembrano aver perso il bandolo della matassa e il gioco è fatto.
Come ho già sostenuto su queste pagine la cosa più preoccupante è il fatto che le Zebre sono ferme allo stesso punto dello scorso anno: stressi pregi e stessi difetti, nessuna crescita.

CHALLENGE CUP: BENETTON TREVISO – AGEN 38 A 24
Treviso gioca bene, a tratti anche molto bene, e con 6 mete (tre di Tebaldi) batte Agen. Il secondo posto nel girone è in cassaforte ma potrebbe non bastare perché con soli 80 minuti da giocare prima della fine della fase a gironi la situazione è quella ben descritta in ogni dettaglio da R1823:
“Seconda a un punto dagli Harlequins, infatti, la squadra veneta andrà a far visita a Grenoble all’ultima giornata, ma vincere (anche con bonus) potrebbe non bastare. Se i Quins batteranno Agen, infatti, Treviso sarà seconda nel suo girone e, dunque, potrà puntare ai playoff solo come miglior seconda. Ma qui le cose si complicano.
Nella pool 1, infatti, Northampton ha un punto in più di Treviso, ma ospiterà il Timisoara e una vittoria con bonus è prevedibile. Nella pool 3 il Sale illude la Benetton portandosi avanti a Galway, ma un calcio al 71′ dà il successo a Connacht, che così affianca gli inglesi in classifica, che ora sono primi parimerito, ma con due punti in più rispetto a Treviso. Nella pool 4, infine, Bristol ha già un punto in più rispetto a Treviso, ma ospiterà l’Enisei e, dunque, difficilmente resterà dietro alla Benetton. 
Al momento, dunque, qualificata c’è Clermont, che ieri sera ha battuto Northampton, così come Worcester, che in extremis batte gli Ospreys e li manda a -5, ma con il doppio confronto diretto a proprio favore. Nella pool 3 Connacht e Sale sono appaiate in vetta, ma vincendo si qualificherebbero entrambe. Nella pool 4 La Rochelle deve espugnare Parma per avere la certezza dei playoff, mentre se non si suicida contro l’Enisei Bristol è qualificata.
Nella pool 5, come già detto, gli Harlequins devono difendere un punto di vantaggio su Treviso, ma visti gli scontri diretti agli inglesi basta anche un successo senza bonus con Agen per strappare il biglietto playoff, mentre la Benetton deve battere Grenoble con il bonus e poi sperare nel miracolo dagli altri campi”.
Le classifiche di tutti i gironi
Pool 1: Clermont 25; Northampton 16; Newport 10; Timisoara 0
Pool 2: Worcester 17; Ospreys 12; Stade Français 10; Pau 8
Pool 3: Sale, Connacht 17; Bordeaux 11; Perpignan 2
Pool 4: La Rochelle 20; Bristol 16; Zebre 14; Enisei 1
Pool 5: Harlequins 16; Benetton 15; Agen, Grenoble 9

CONTINENTAL SHIELD: FIAMME ORO TRAVOLTE, ROVIGO BATTE PADOVA
Si sono giocate anche le partite della “cosa”, ovvero la terza competizione europea. Le Fiamme Oro vengono strapazzate dalla Lokomotive Tblisi in Georgia (47-10) mentre Rovigo fa suo in trasferta il derby con il Petrarca (20-27), partita mai normale.
Questa la situazione:
Girone 1: Tblisi 14; Calvisano 10; Fiamme Oro 1
Girone 2: Petrarca 14; Rovigo 11; Barbarians 0

IL CARTELLINO ROSSO DI CASELLATO
Dicevamo un attimo fa che il match tra Petrarca e Rovigo non è mai normale. Ennesima prova, se mai dovesse servire, è l’espulsione per il coach dei rossoblu Umberto Casellato che a metà del secondo tempo si è rivolto a Su’a con espressioni di sicuro assenti da ogni manuale di galateo e del buon senso (“nero di m…” o “sporco nero”, a seconda delle fonti).
L’allenatore si è subito scusato a fine gara: “Ho fatto una cavolata. Mi sono scusato con lui, con tutto il Petrarca e con la mia squadra. Mi dispiace per il mio comportamento, usare questo tipo di parole non fa parte del mio carattere e del mio essere”.

Verso il Sei Nazioni: quando un’assenza dice più cose di una presenza

C’è il ritorno di Barbini (finalmente!), quello di Esposito e il debutto di Sisi, ma nel primo elenco diffuso dal ct Conor O’Shea la scelta che ci dice più cose sullo stato dell’arte del nostro rugby è la non convocazione di Fuser…

Rugby, solidarietà e musica: i Gomma ricordano Maria Paola e scendono in mischia per lei

Una ragazza di Caserta innamorata del rugby che non ce l’ha fatta a sconfiggere l’anoressia. Era il 2013. Ilaria la conosceva, a quei tempi era una ragazzina, ma ora che fa la cantante ricorda quella tragica storia. Con un microfono e una palla ovale in mano.

Chi si ricorda di Maria Paola Rauso? Il 9 gennaio 2013 questa ragazza di 18 anni che giocava nel Rugby Clan di Santa Maria Capua Vetere, nel casertano, perse la sua battaglia contro l’anoressia. Una di quelle storie che ti lasciano senza fiato e senza parole. L’allora vicepresidente e responsabile del settore femminile della società campana, Vincenzo Paolisso, parlò così: “È una notizia terribile, era una ragazza solare e tutti le volevano bene. Soffriva da un anno di questo disturbo dell’alimentazione ma negli ultimi tempi sembrava aver fatto dei progressi, piccoli passi avanti. Era molto giovane, purtroppo non abbiamo capito fino in fondo il suo dramma. Forse non siamo riusciti a darle ciò che si aspettava”.

In questo 9 gennaio 2019 – esattamente sei anni dopo quella tragedia – una rock band di Caserta pubblica “Tamburo”, nuovo singolo del disco in uscita il 25 di questo mese (“Sacrosanto”) e che parla di quella storia. Loro sono giovanissimi (e davvero bravi: tra i migliori gruppi in circolazione in Italia, per quello che conta la mia opinione) ma Ilaria, la cantante, conosceva Maria Paola e in questo brano parla di quella storia che tanto l’ha colpita.
Tutti i ricavi derivanti da questa canzone andranno all’Associazione Onlus EMMEPI4EVER, nata subito dopo la scomparsa di Maria Paola e che si occupa di sostenere le persone affette da disturbi del comportamento alimentare e le loro famiglie.
Vi propongo il video di “Tamburo” che ha per protagonista anche una palla ovale.

Zebre e Treviso, il nuovo anno regala subito le prime conferme. Belle e meno belle

Eppure questo 2019 ci ha già detto che cosa ci aspetta nei prossimi mesi, almeno un po’. Una sola settimana, un solo turno di partite è stato sufficiente. Vediamo perché.

GUINNESS PRO14: ZEBRE-CHEETAHS 12-27
Le Zebre perdono in casa una partita non semplice ma nemmeno impossibile. A Parma per un tempo le due squadre rimangono in equilibrio soprattutto grazie ai ripetuti errori di entrambe le formazioni. Padroni di casa che si trovano sotto di 12 punti ma che riescono a raddrizzare il match andando al riposo in perfetta parità. Il problema è che nella seconda frazione i sudafricani sbagliano appena un po’ meno e i ducali non fanno nemmeno un punto.
La striscia negativa celtica si allunga, con i ragazzi di Bradley che non vincono una gara in Pro14 dal 26 ottobre, ovvero sei sconfitte consecutive. Non che la classifica in sé conti poi così tanto, che non c’è alcun rischio di retrocessione, ma le Zebre sembrano essersi fermate a un anno fa: pregi e difetti sono bene o male sempre gli stessi e grossi passi avanti non sono stati fatti. Ci sono anche diversi infortunati importanti, vero, ma il rischio che la cosa diventi un alibi dietro cui nascondersi all’occorrenza c’è. L’ultima parte della stagione rischia di diventare davvero complicata, ottenere un risultato nella partita di fine mese ancora contro i Cheetahs sarà importante, in mezzo c’è la Challenge Cup.

GUINNESS PRO14: BENETTON TREVISO-GLASGOW WARRIORS 20-17
Ok, gli scozzesi arrivavano dalla doppia sconfitta nel derby con Edimburgo ma sono sempre la squadra al comando della Conference A. O almeno lo erano, perché il ko di Monigo ha consentito al Munster di scavalcare i Warriors.
Treviso invece fa suo il quarto match consecutivo e il fatto di aver tenuto testa, combattuto punto su punto fino all’ultimo secondo e poi vinto contro una delle formazioni più forti, preparate e complete del torneo non fa che accrescere ulteriormente la consapevolezza dei biancoverdi, che ormai possono giocare a viso aperto contro chiunque. Per davvero, non è più la formuletta che lasciava un po’ il tempo che trovava qualche anno fa.
Si parla di play-off, bisogna parlare di play-off che non bisogna nascondersi ma nemmeno non tenere presente che è vero che ora il Benetton è terzo ma ha un solo punto sugli Scarlets e solo due più dell’Ulster. Però è lì dove non è mai stato in questi anni celtici.
La speranza è che i biancoverdi riescano a conquistarsi un posto per avere la possibilità di arrivare in semifinale e soprattutto che questa crescita venga travasata in qualche maniera nella nazionale maggiore, ma al momento gli azzurri sembrano essere più in mood Zebre, diciamo così, e non bisogna dimenticare che il gap di cui ancora soffre Treviso nel Pro14 diventa esponenziale a livello di nazionali maggiori. Perché lì il problema non sta tanto nel punto di forza rappresentato dalla singola squadra ma nel livello complessivo del movimento. E noi, inutile girarci attorno, a parte il Benetton arranchiamo.

TOP 12 – CALVISANO REGALA IL TITOLO D’INVERNO AL PETRARCA
A proposito, parliamo anche di Top 12. Nel fine settimana si è giocata l’ultima giornata del girone di andata del massimo campionato nazionale: il Petrarca supera le Fiamme oro e approfitta della sconfitta del Valorugby a Calvisano. I padovani sono campioni d’inverno ma la classifica – va detto – è parecchio corta.
Rovigo travolge il San Donà in trasferta, Verona batte Viadana e la lazio supera il Valsugana

Lazio – Valsugana 22-21
Petrarca – Fiamme Oro 18-10
Calvisano – Valorugby 23-18
San Donà – Rovigo 27-59
Verona – Viadana 22-18
Mogliano – Firenze 3-8

CLASSIFICA
Petrarca Padova 40; Valorugby, Rovigo 39; Calvisano 38; Fiamme Oro 34; Medicei 29; Mogliano 26; Viadana 21; San Donà 19; Lazio 14; Valsugana, Verona 13