Super Rugby 2017 al via, ma il torneo ha un problema di gigantismo?

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Giovedì a Melbourne il kick-off all’edizione del torneo per club più importante dell’emisfero sud che secondo alcuni rumors nelle prossime edizioni potrebbe ingrandirsi ulteriormente. Ma sarebbe un bene?

In Europa le attenzioni sono tutte per il Sei Nazioni 2017. Cosa ovvia, così come è ovvio che il torneo sia seguitissimo anche nel resto di Ovalia, ma dalla fine di questa settimana il Super Rugby si prenderà una parte di palcoscenico, quanto meno nell’Emisfero Sud. Giovedì 23 febbraio all’AAMI Park di Melbourne Rebels e Auckland Blues daranno infatti il via al torneo 2017, una competizione che secondo molti è l’NBA del rugby, la più spettacolare in assoluto. I neozelandesi Hurricanes, campioni in carica, vanno a Tokyo a far visita ai Sunwolves, quattro i derby in programma, soprattutto sufadricani, ma questo è il programma completo del primo turno:

23 febbraio
Rebels v Auckland Blues
24 febbraio
Highlanders v Chiefs
Reds v Sharks
25 febbraio
Sunwolves v Hurricanes
Crusaders v Brumbies
Waratahs v Force
Cheetahs v Lions
Kings v Jaguares
Stormers v Bulls

Ma qui in realtà vogliamo parlare di quello che potrebbe diventare il torneo in futuro. Dallo scorso anno infatti le squadre sono diventate 18 con l’aggiunta di una franchigia giapponese, una argentina e una sudafricana, una crescita che ha portato a un sistema di conference piuttosto bizantino che a molti non piace.
E potrebbe non finire qui visto che dall’emisfero sud arrivano infatti voci e indiscrezioni di possibili aggiunte nei prossimi anni: a volere una seconda franchigia sarebbero infatti sia la federazione argentina che quella giapponese. La UAR tra l’altro inserirebbe nella rosa di questa nuova squadra anche giocatori non argentini, con particolare riguardo alle altre realtà sudamericane, Uruguay in testa.
Conferme ufficiali in tal senso non ce ne sono ma la SANZAAR nei prossimi mesi potrebbe ritrovarsi a discutere di questi nuovi dossier, sempre che già non lo stia facendo.

Una crescita che però pone anche delle domande sulla sostenibilità di una simile competizione: si gioca in quattro diversi continenti, con distanze e viaggi lunghissimi, senza tener presente dei costi economici, con problemi non indifferenti soprattutto – ma non solo – in Sudafrica e Australia.
Viaggi e trasferte che tra l’altro non sono ben equilibrate: un anno fa i Sunwolves hanno percorso 80mila km, quest’anno arriveranno a sfiorare i 110mila, una enormità se paragonati ai 40mila scarsi che invece percorreranno i Chiefs (e quella dei neozelandesi è già una cifra che è quasi pari alla lunghezza dell’Equatore…). Bellissimo avere una squadra argentina in più, o vedere il movimento nipponico portare a due le sue franchigie, ma siamo sicuri che in questo caso bigger is better?

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Voci dalla stampa, Antonio Liviero: il Sei Nazioni e quella mancanza di fisicità azzurra

Intervista al giornalista del Gazzettino, tra i più attenti osservatori delle cose ovali alle nostre latitudini. Che mette sotto la lente del suo riflettore il gap fisico tra l’Italia e il resto del torneo

Prima la cronaca stretta: nazionale maggiore e U20 hanno dato il via alla missione-Inghilterra già ieri pomeriggio. Sono 31 i giocatori agli ordini di Conor O’Shea che a Roma hanno iniziato il raduno in vista della gara di Twickenham di domenica pomeriggio.
Gli azzurrini sono invece a Parma e giocheranno venerdì sera alla Nothern Echo Arena di Darlinghton.
Ci sono poi le ragazze, che scenderanno in campo sabato allo Stoop e che si raduneranno mercoledì a Milano. Dopo il player con l’intervista ad Antonio Liviero trovate tutti i nomi dei convocati.
Veniamo a noi. Oggi vi propongo una intervista che ho fatto a una delle penne migliori del rugby italiano: quell’Antonio Liviero che tutti i lunedì tiene una rubrica sul Gazzettino davvero imperdibile per ogni appassionato di cose ovali. Tema della chiacchierata ovviamente l’Italia, il Sei Nazioni, il ritardo fisico del gruppo azzurro rispetto ai nostri avversari, quel lavoro sulla testa dei giocatori che sta facendo Conor O’Shea e anche un po’ di U20…

CONVOCATI ITALIA
Piloni
Pietro CECCARELLI (Zebre Rugby, 6 caps)
Dario CHISTOLINI (Zebre Rugby, 16 caps)
Lorenzo CITTADINI (Aviron Bayonnais,  55 caps)
Andrea LOVOTTI (Zebre Rugby, 11 caps)*
Sami PANICO (Patarò Calvisano, 8 caps)* 

Tallonatori
Tommaso D’APICE (Zebre Rugby, 11 caps)*
Ornel GEGA (Benetton Treviso, 10 caps)
Leonardo GHIRALDINI (Stade Toulousain, 84 caps)

Seconde linee
George Fabio BIAGI (Zebre Rugby, 16 caps)
Joshua FURNO (Zebre Rugby, 37 caps)*
Marco FUSER (Benetton Treviso, 18 caps)*
Federico RUZZA (Zebre Rugby, esordiente)*
Andries VAN SCHALKWYK (Zebre Rugby, 9 caps)

Flanker/n.8
Simone FAVARO (Glasgow Warriors, 34 caps)*
Maxime Mata MBANDA’ (Zebre Rugby, 5 caps)*
Francesco MINTO (Benetton Treviso, 32 caps)
Sergio PARISSE (Stade Francais, 123 caps) – capitano
Abraham Jurgens STEYN (Benetton Treviso, 8 caps)

Mediani di mischia
Giorgio BRONZINI (Benetton Treviso, 5 caps)
Edoardo GORI (Benetton Treviso, 58 caps)*
Marcello VIOLI (Zebre Rugby, 2 caps)*

Mediani d’apertura
Tommaso ALLAN (Benetton Treviso, 29 caps)
Carlo CANNA (Zebre Rugby, 17 caps)

Centri
Tommaso BENVENUTI (Benetton Treviso, 39 caps)*
Tommaso BONI (Zebre Rugby, 2 caps)*
Michele CAMPAGNARO (Exeter Chiefs, 27 caps)*
Luke MCLEAN (Benetton Treviso, 86 caps)

Ali
Giulio BISEGNI (Zebre Rugby, 6 caps)
Angelo ESPOSITO (Benetton Treviso, 9 caps)*
Giovambattista VENDITTI (Zebre Rugby, 40 caps)*

Estremi
Edoardo PADOVANI (Zebre Rugby, 8 caps)*

*è/è stato membro dell’Accademia FIR “Ivan Francescato”

 

CONVOCATI U20
Piloni
Danilo FISCHETTI (Unione Rugby Capitolina)*
Michele MANCINI PARRI (Vasari Rugby Arezzo)*
Nicola POMARO (FEMI-CZ Rovigo)*
Daniele RIMPELLI (Patarò Calvisano)*
Giosuè ZILOCCHI (Sitav Rugby Lyons)*

Tallonatori
Massimo CECILIANI (Delebio Rugby)*
Alberto ROLLERO (Sitav Rugby Lyons)*

Seconde linee
Giordano BALDINO (Mogliano Rugby)*
Edoardo IACHIZZI (USAP Perpignan)
Gabriele VENDITTI (S.S. Lazio Rugby 1927)*

Flanker/n.8
Jacopo BIANCHI (Vasari Arezzo)*
Nardo CASOLARI (S.S. Lazio Rugby 1927)
Giovanni LICATA (Miraglia Rugby)*
Lorenzo MASSELLI (Sitav Rugby Lyons)

Mediani di mischia
Emilio FUSCO (Stade Aurillacois)
Charly Vincenzo Ernst TRUSSARDI (ASM Clermont Auvergne)

Mediani d’apertura
Michelangelo BIONDELLI (FEMI-CZ Rovigo)*
Antonio RIZZI (Mogliano Rubgy)*

Centri/Ali/Estremi
Andrea BRONZINI (Rugby Viadana 1970)*
Massimo CIOFFI (S.S. Lazio Rugby 1927)*
Roberto DAL ZILIO (Patarò Calvisano)*
Giovanni D’ONOFRIO (Rugby Benevento)*
Ludovico VACCARI (UR Capitolina)*
Marco ZANON (Mogliano Rugby)

*è/è stato membro dell’Accademia FIR “Ivan Francescato”

CONVOCATE NAZIONALE FEMMINILE
Piloni
Elisa CUCCHIELLA (Rugby Belve Neroverdi, 59 caps)
Marta FERRRARI (Rennes, 15 caps)
Lucia GAI (Valsugana Rugby Padova, 44 caps)
Gaia GIACOMOLI (Rugby Colorno F.C., 4 caps)

Tallonatori
Melissa BETTONI (Rennes-FFR, 32 caps)
Lucia CAMMARANO (Asd Rugby Monza 1949, 15 caps)

Seconde linee
Valeria FEDRIGHI (Rugby Riviera 1975, no cap)
Alice TREVISAN (Rugby Riviera 1975, 36 caps)
Elisa PILLOTTI (Rugby Parabiago, 7 caps)
Valentina RUZZA (Valsugana R. Padova, 13 caps)

Flanker/n°8
Ilaria ARRIGHETTI (Rennes-FFR, 22 caps)
Elisa GIORDANO (Valsugana Rugby Padova, 18 caps)
Isabella LOCATELLI (Rugby Monza 1949, 8 caps)
Flavia SEVERIN (Benetton Rugby Treviso, 49 caps)

Mediani di mischia
Sara BARATTIN (C) (Villorba Rugby, 69 caps)
Sofia STEFAN (Rennes-FFR, 29 caps)

Mediani d’apertura
Beatrice RIGONI (Valsugana Rugby Padova, 18 caps)

Centri/Ali/Estremi
Elisa BONALDO (Rugby Colorno, no cap)
Manuela FURLAN (R.F.U. Inghilterra, 52 caps)
Veronica MADIA (Rugby Colorno, 1 cap)
Maria MAGATTI (Rugby Monza 1949, 16 caps)
Michela SILLARI (R.F.U. Inghilterra, 31 caps)
Paola ZANGIROLAMI (Valsugana Rugby Padova, 69 caps)

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Quei riflessi pavloviani quando si parla di Georgia, Italia e Sei Nazioni

georgiaUna discussione che fa spesso capolino sui media internazionali e di casa nostra, ma che viene affrontata nella maniera sbagliata. Dimenticandoci di troppe cose.

Quando qualcuno butta lì la frase “L’Italia cosa ci fa ancora nel Sei Nazioni?”, seguita dall’immancabile “al posto nostro dovrebbe giocare la Georgia”, le reazioni sono soprattutto due. C’è il tifoso scandalizzato/stupito per il semplice fatto che una questione del genere sia stata posta e quello che invece un po’ gode, che a lui Gavazzi sta sulle balle e la FIR di conseguenza, e quindi si trova ad avere a che fare con l’ennesima dimostrazione dello sfascio del rugby italiano. Che bello. Come il tizio che se lo taglia per fare dispetto alla moglie.
Da come si è capito la posizione del sottoscritto non è certo la seconda, che trovo estremamente stupida, ma pure la prima non è particolarmente intelligente e appartiene più a un moto di stizza che non a una reazione più ragionata. Perché è vero che noi il posto nel torneo più importante ce lo siamo conquistato con la fatica, il sudore e i risultati del campo grazie soprattutto alla nazionale capitanata da Massimo Giovanelli, ma proprio per questo non dovremmo considerare sciocca la questione. E nemmeno trattarla con fastidio. Certo, il fatto che ci venga sbattuta in faccia dopo ogni pesante ko che incassa la nostra nazionale non aiuta nella serenità di risposta, ma dovremmo comunque usare un po’ di sale in zucca.

Provate a pensare se i georgiani fossimo noi, se questo blog si chiamasse Il Grillotalpshvili e io di cognome facessi Wilhelmnadze. E che tutti voi foste georgiani, al pari mio. Con varie gradazioni di colore sosterremmo tutti o quasi la tesi di una Georgia “fit” per il Sei Nazioni. O meglio: ci diremmo che se c’è dentro un’Italia che in 17 anni ha raccolto pochissimo tutto sommato potrebbero starci altri. Perché saremmo tifosi? Certo, questo va da sé, ma sappiamo tutti che qualche ragione oggettiva per almeno discutere della cosa c’è.
A mio personalissimo e trascurabilissimo parere il punto è proprio questo: noi italiani di questa cosa non vogliamo discutere, non dico con i georgiani, ma nemmeno tra di noi. Ed è un errore. Possiamo nascondere la polvere sotto il tappeto, ma prima o poi uscirà. Non oggi, non domani, nemmeno tra due anni, ma uscirà. E a quel punto forse sarà davvero troppo tardi.
Siamo blindati nel torneo fino al 2024, su questo non si discute, ma quella data alla fine non è troppo lontana. Noi di Sei Nazoni ne abbiamo ben 17 sul groppone e non è che finora siano stati indimenticabili (eufemismo). Finora a lamentarsi di noi al di là delle Alpi è stata “solo” la stampa e parte della tifoseria, ma prima o poi – se i risultati del campo non dovessero cambiare – anche nel chiuso delle segrete stanze del board qualcuno potrebbe cominciare a esternare dubbi.

Alla fine, se vogliamo essere onesti fino in fondo, oggi la nostra vera forza è che Roma è meglio di Tbilisi e che da un punto di vista del marketing  dell’aspetto economico siamo più attrattivi della Georgia. Per carità, nello sport professionistico il business è determinante, ma pure l’aspetto tecnico dovrebbe avere un peso. O no? Se domani al posto della Georgia ci fosse la Spagna? Con Madrid, o Barcellona, sul tavolo? Fantarugby, sicuro, ma dimostra quanto alla fine siano vulnerabili i nostri attuali punti di forza.
Perché i risultati del campo dicono che noi siamo ormai in pianta stabile ben oltre la 10a posizione del ranking, che spesso la stessa Georgia ci è davanti (come oggi, loro dodicesimi, noi due scalini sotto), che l’ultima partita che abbiamo vinto al Sei Nazioni risale a fine febbraio 2015 e quella prima al 16 marzo 2013. E in mezzo di gare che abbiamo davvero rischiato di vincere sono poche, troppo poche. Possiamo far finta di nulla e dire che Roma è più bella di Tbilisi: sulla seconda parte dell’assunto non c’è molto da dire, ma non è che sia esattamente una posizione di chi sa guardare oltre il suo naso.

Dice: ma la Georgia di scalpi importanti ne ha ottenuti pochi, meno di quell’Italia che si conquistò il Sei Nazioni e poi gli azzurri giocano sempre con le squadre più forti del ranking. Verissimo, ineccepibile. Ma bisogna anche sottolineare che a noi negli anni ’90 le opportunità per giocarcela con le squadre dell’allora Tier 1 le abbiamo avute, in numero importante, oggi alla Georgia vengono negate o concesse con il contagocce. Loro vorrebbero affrontare in maniera continuativa gli azzurri, gli scozzesi, gli inglesi e compagnia cantante. Siamo noi dentro il rugby che conta di più che diciamo di no. Per motivi economici e – nel nostro caso – anche di mantenimento del nostro stile di vita rugbistico, diciamo così. Senza dimenticare la valanga di soldi e di contributi internazionali che in forza di questa situazione a noi sono arrivati e a loro no. Non si può non tenerne conto.
Sia chiaro, non sto dicendo che in Italia bisognerebbe aprire il dibattito se siamo all’altezza o meno del Sei Nazioni. No, il torneo c lo siamo meritato e fino al 2024 i contratti e gli accordi ci blindano e ci mettono in una botte di ferro (ma se si dovesse andare avanti così fino al 2020…), la questione davvero non si pone. Sto dicendo che bisognerebbe ragionare sui motivi di forza della candidatura georgiana, sulla nostra situazione oggettiva e concentrarsi su quelli. Capire che nulla ci è dovuto in virtù di chissà quale volontà divina, sia essa ovale o meno.
Oggi a Tbilisi si lamentano per gli stessi motivi che per diversi anni sono riecheggiati anche alle nostre latitudini. E che si possono riassumere con il concetto di meritocrazia, quella che ha fatto entrare noi nel Sei Nazioni.

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Cardiff è amara per il Benetton: i Blues vincono 57 a 20. L’Eccellenza si colora di Fiamme Oro e San Donà

reggio-mogliano-2017

Niente da fare all’Arms Park per i veneti che rimangono in partita solo per un tempo. Nel nostro massimo campionato italiano i cremisi fermano Viadana, il San Donà fa suo il derby con Rovigo. Bene Mogliano, Calvisano e Petrarca.

GUINNESS PRO12: CARDIFF BLUES – BENETTON TREVISO 57-20
Partita che rimane in equilibrio per un tempo, con le squadre che vanno al riposo sul 17 a 13 per i padroni di casa, seconda frazione che invece parla praticamente solo gallese: alla fine sono 8 le mete dei padroni di casa, solo due quelle dei veneti.

Cardiff Blues: 15 Matthew Morgan, 14 Alex Cuthbert, 13 Willis Halaholo, 12 Steve Shingler, 11 Blaine Scully, 10 Gareth Anscombe, 9 Lloyd Williams (c), 8 Nick Williams, 7 Sion Bennett, 6 Macauley Cook, 5 Jarrad Hoeata, 4 George Earle, 3 Taufa’ao Filise, 2 Kristian Dacey, 1 Rhys Gill
Riserve: 16 Matthew Rees, 17 Corey Domachowski, 18 Scott Andrews, 19 James Down, 20 Kirby Myhill, 21 Tomos Williams, 22 Garyn Smith, 23 Tom James
Mete: Nick Williams (4), Blaine Scully (37), Steve Shingler (41), Sion Bennett (45), Kristian Dacey (49), Willis Halaholo (55), Matthew Morgan (63), Alex Cuthbert (78)
Conversioni: Steve Shingler (5, 38,41, 45, 49, 55,64)
Punizioni: Steve Shingler (32)

Benetton Treviso: 15 Luca Sperandio, 14 Michael Tagicakibau, 13 Tommaso Iannone, 12 Tommaso Allan, 11 Angelo Esposito, 10 Ian McKinley, 9 Tito Tebaldi, 8 Robert Barbieri, 7 Francesco Minto, 6 Marco Lazzaroni, 5 Dean Budd (c), 4 Teofilo Paulo, 3 Tiziano Pasquali, 2 Luca Bigi, 1 Federico Zani
Riserve: 16 Davide Giazzon, 17 Matteo Zanusso, 18 Jody Rossetto, 19 Jean Francois Montauriol, 20 Guglielmo Zanini, 21 Giorgio Bronzini, 22 Andrea Pratichetti, 23 David Odiete
Mete: Ian McKinley (35), Angelo Esposito (53)
Conversioni: Tito Tebaldi (36, 54)
Punizioni: Tito Tebaldi (8,15)

 

ECCELLENZA, I RISULTATI DELLA GIORNATA NUMERO 11
La partita più attesa della giornata la fanno loro le Fiamme Oro che regolano in casa il Viadana in una gara che in prospettiva play-off potrebbe pesare non poco. San Donà batte Rovigo nel derby veneto me Calvisano e Petrarca non hanno problemi rispettivamente contro Lyons e Lazio. Il Mogliano infine va a vincere in casa della Rugby Reggio.

Fiamme Oro-Viadana: 26-15
Calvisano-Lyons Piacenza: 32-7
San Donà-Rovigo: 30-22
Rugby Reggio-Mogliano: 11-22
Petrarca-Lazio: 49-14

Classifica
Calvisano 53; Petrarca 42; Rovigo 39; San Donà 26; Viadana 24; Fiamme Oro, Mogliano 22; Reggio 17; Lazio 14; Piacenza 11

 

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Oggi in campo l’Eccellenza e nel Pro12 Treviso va a Cardiff. Zebre, niente da fare in casa Scarlets (42-7)

ruzza-in-azione

ph. INPHO

Il massimo campionato italiano gioca la sua 11a giornata: partita di cartello è Fiamme Oro-Viadana. Alle 15 e 30 (niente tv) per il torneo celtico c’è Cardiff Blues-Benetton mentre ieri sera i bianconeri hanno incassato l’ennesimo ko a Llanelli.

BENETTON TREVISO-CARDIFF BLUES, ORE 15.30
Tantissimi gli infortunati in casa biancoverde, una lista davvero infinita e il ritorno di alcuni giocatori impegnati con la nazionale per il Sei Nazioni è poco più di un brodino. Mediana in mano al duo Tebaldi-McKinley con Allan schierato primo centro, titolari anche Esposito e Minto. Calcio d’inizio alle 15 e 30 italiane, nessuna copertura tv.
Oggi in programma anche Ulster-Glasgow Warriors, Ospreys-Munster e Connacht-Newport Dragons

Cardiff Blues: 15 Matthew Morgan, 14 Alex Cuthbert, 13 Willis Halaholo, 12 Steve Shingler, 11 Blaine Scully, 10 Gareth Anscombe, 9 Lloyd Williams (c), 8 Nick Williams, 7 Sion Bennett, 6 Macauley Cook, 5 Jarrad Hoeata, 4 George Earle, 3 Taufa’ao Filise, 2 Kristian Dacey, 1 Rhys Gill
Riserve: 16 Matthew Rees, 17 Corey Domachowski, 18 Scott Andrews, 19 James Down, 20 Kirby Myhill, 21 Tomos Williams, 22 Garyn Smith, 23 Tom James
Benetton Treviso: 15 Luca Sperandio, 14 Michael Tagicakibau, 13 Tommaso Iannone, 12 Tommaso Allan, 11 Angelo Esposito, 10 Ian McKinley, 9 Tito Tebaldi, 8 Robert Barbieri, 7 Francesco Minto, 6 Marco Lazzaroni, 5 Dean Budd (c), 4 Teofilo Paulo, 3 Tiziano Pasquali, 2 Luca Bigi, 1 Federico Zani
Riserve: 16 Davide Giazzon, 17 Matteo Zanusso, 18 Jody Rossetto, 19 Jean Francois Montauriol, 20 Guglilemo Zanini, 21 Giorgio Bronzini, 22 Andrea Pratichetti, 23 David Odiete

 

ECCELLENZA, GIORNATA NUMERO 11
Il massimo campionato italiano torna a prendersi il palcoscenico dopo l’ennesimo stop. La partita più interessante è Fiamme Oro-Viadana. Derby veneto tra San Donà e Rovigo, il Petrarca ospita la Lazio mentre la capolista Calvisano attende i Lyons. Chiude il programma Reggio-Mogliano. Tutte le partite alle ore 15, tranne Fiamme Oro-Viadana, che inizia alle 14. Il prossimo weekend ci si ferma di nuovo. 

Fiamme Oro: Amo Wilbore, Andrea Bacchetti, Roberto Quartaroli (capitano), Samuel Seno, Michele Sepe, Filippo Buscema, Guido Calabrese, Matteo Zitelli, Filippo Cristiano, Mirko Amenta, Gianmarco Duca, Emiliano Caffini, Fabio Cocivera, Alain Moriconi, Roberto Tenga
A disposizione: Amar Kudin, Giulio Cenedese, Giuseppe Di Stefano, Davide Fragnito, Dennis Bergamin, Simone Marinaro, Maicol Azzolini e Giuseppe Sapuppo.
Viadana: Taikato-Simpson; Manganiello, Brex, Pavan, Menon; Ormson, Frati; Gelati, Delnevo, Du Plessis (c); Orlandi, Krumov; Brandolini, Silva, Cafaro.
A disposizione: Cocchiaro, Breglia, Garfagnoli, Chiappini, Denti And., Gregorio, Tizzi, Bronzini

Calvisano: Chiesa (C), Susio, Paz, Alberghini, Bruno, Minozzi, Raffaele, Giammarioli, Zdrilich, Pettinelli, D’Onofrio, Cavalieri, Biancotti, Giovanchelli, Milani.
A disposizione: Luus, Panico/Rimpelli, Costanzo, Belardo, Vezzoli, Semenzato, Dal Zilio, Di Giulio.
Lyons Piacenza: Thrower; Pattarini, Forte, Conti, Boreri; Nathan, Rivetti; Carbone, Masselli, Ferrari; Riedo, Tveraga; Leatigaga, Daniele, Grassotti.
A disposizione: Lombardi, Rollero, Zilocchi, Cissè, Bance, Colpani, Via G.

San Donà: Falsaperla; Reeves, Lupini, Bertetti, Agbasse; Ambrosini, Patelli; Derbyshire, Vian, Catelan; Padrò, Wessels; D’Amico, Bauer, Ceccato.
A disposizione: Zanusso, Dal Sie, Erasmus, Giusti, Rorato, Biasuzzi, Zanon, Michelini
Rovigo: Basson, Arrigo, McCann, Apperley, Barion, Rodriguez, Chillon, Ferro, Lubian, Ruffolo (cap), Parker, Cicchinelli, Iacob, Momberg, Muccignat.
A disposizione: Cadorini, Balboni, Bordonaro, Ortis, De Marchi, Mantelli, Pasini, Pavanello

Rugby Reggio: Gennari; Azzini, Orsenigo, Mannato, Caminati; Farolini, Cazenave; Balsemin, Dell’Acqua, Rimpelli; Visagie, Martani; Celona, Manghi, Quaranta.
A disposizione: Silvestri/Gatti, Lanzano, Fiume, Perrone/Regestro, Du Preez/Freddo, Canali, Paletta/Silva, Maghenzani.
Mogliano: Almela; Masato, Benvenuti, Visentin, Zanon; Renata, Endrizzi; Ferrarini, Corazzi (Cap.), Riccioli; Baldino, Van Vuren; Ceccato, Nicotera, Vento.
a disposizione: Gatto, Buonfiglio, Trejo, Orso, Manni, Fabi/Gubana, Giabardo, Bonifazi

Petrarca: Ragusi; Capraro, Favaro, Belluco, Rigo; Nikora, Francescato; Afualo, Conforti (cap.), Targa; Salvetti, Saccardo; Vanozzi, Ferraro, Borean.
A disposizione: Zago, Marchetto/Makelara, Irving, Trotta, Nostran, Su’a/Soffiato, Benettin/Rossi, Coppo/Menniti-Ippolito
Lazio: Toniolatti; F. Bonavolontà, Coronel, Musso; Santoro; Calandro, D. Bonavolontà; Romagnoli; A. Giancarlini, Pagotto; Damiani, (cap), De Lorenzi; Gloriani, Amendola, Copetti.
A disposizione: Alvarado, Cugini, Di Roberto, Riedi, Casolari, Miller, Giacometti.

 

GIOCATA IERI: SCARLETS-ZEBRE 42-7
Bianconeri che a Llanelli resistono per 35 minuti, poi è un monologo dei padroni di casa. Bellini risponde alla marcatura iniziale di Evans, poi – attorno alla mezz’ora – Shringler e Williams chiudono il discorso. Nel secondo tempo altre tre mete per i gallesi: periodo sempre più nero per la franchigia di Parma con una lunghissima striscia di ko e i noti problemi societari con la società a un passo dal fallimento economico.
Sempre ieri sera giocata anche Leinster-Edimburgo, finita 39 a 10.

Scarlets: Mcnicholl, Williams T., Hughes, Parkes (cap) (15’ s.t. Owen), Evans S., Jones D. (24’ s.t. Thomas A.), Evans J. (1’ s.t. Davies A.), Boyde, Davies J. (24’ s.t. Phillips T.), Shingler (15’ s.t. Macleod), Beirne, Price, Kruger (21’ s.t. Thomas N.), Phillips E. (20’ Elias), Jones W. (15’ s.t. Garrett)

Zebre: Baker (24’ s.t. Berryman), Bellini, Bisegni, Boni (25’ s.t. Pratichetti), Greeff, Bordoli (21’ s.t. Palazzani), Violi; Ruzza, Fabiani (11’ s.t. Zanetti), Minnie, Koegelenberg, Furno (1’ s.t. Bernabò), Ceccarelli (15’ s.t Roan), D’Apice (22’ s.t. Le Roux), De Marchi (cap) (21’ s.t. Postiglioni)

Marcatori: 13‘ m Evans S. tr Jones D. (7-0); 24‘ m Bellini tr Violi (7-7); 30‘ m Shingler tr Jones D. (14-7); 34‘ m Williams T. tr Jones D. (21-7); s.t. 10‘ m Price (28-7); 24‘ m tecnica tr Jones D. (35-7); 34‘ m Boyde tr Thomas A. (42-7)

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Guinness Pro12: Zebre stasera in casa Scarlets, il XV del Benetton per i Blues

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Tornano in campo le Zebre. La franchigia bianconera, in attesa di conoscere il suo futuro, alle 20.35 (ora italiana, diretta tv su Eurosport 2) se la vedrà a Llanelli contro gli Scarlets oggi quarti in classifica ma che arrivano da una striscia importante di vittorie. Capitano stavolta è Andrea De Marchi, sette i nazionali azzurri liberati dal ct Conor O’Shea in occasione della settimana di sosta del torneo e che partono titolari in campo.

Scarlets: 15 Johnny McNicholl, 14 Tom Williams, 13 Steff Hughes, 12 Hadleigh Parkes, 11 DTH van der Merwe, 10 Dan Jones, 9 Jonathan Evans, 8 Will Boyde 7 James Davies, 6 Aaron Shingler, 5 Tadhg Beirne, 4 Tom Price, 3 Werner Kruger, 2 Emyr Phillips, 1 Wyn Jones,
Riserve: 16 Ryan Elias, 17 Luke Garrett, 18 Nicky Thomas, 19 Tom Phillips, 20 Josh Macleod, 21 Aled Davies, 22 Gareth Owen, 23 Steff Evans
Zebre: 15 Kurt Baker, 14 Mattia Bellini, 13 Giulio Bisegni, 12 Thomas Boni, 11 Lloys Greeff, 10 Serafin Bordoli, 9 Marcello Violi, 8 Federico Ruzza, 7 Oliviero Fabiani, 6 Derick Minnie, 5 Gideon Koegelenberg, 4 Joshua Furno, 3 Pietro Ceccarelli, 2 Tommaso D’Apice, 1 Andrea De Marchi
Riserve: 16 Bruno Postiglioni, 17 Guillermo Roan, 18 Bartholomeus Le Roux, 19 Valerio Bernabo, 20 Davide Zanetti, 21 Guglielmo Palazzani, 22 Matteo Pratichetti, 23 Dion Berryman
Intanto anche il Benetton Treviso ha annunciato il XV con cui è atteso domani a Cardiff contro i Blues all’Arms Park alle 15 e 30 italiane, partita senza nessuna copertura televisiva. Anche qui rientrano un po’ di nazionali, ma la lista degli infortunati è davvero lunga (Marco Barbini, Tommaso Benvenuti, Alberto De Marchi, Simone Ferrari, Filippo Filippetto, Marco Fuser, Ornel Gega, Filippo Gerosa, Edoardo Gori, Jayden Hayward, Luke McLean, Luca Morisi, Nicola Quaglio, Alberto Sgarbi, Abraham Steyn, Cherif Traore, Alessandro Zanni).
Le scelte di coach Crowley, da notare Allan schierato a primo centro:
Benetton Treviso: 15 Luca Sperandio, 14 Michael Tagicakibau, 13 Tommaso Iannone, 12 Tommaso Allan, 11 Angelo Esposito, 10 Ian McKinley, 9 Tito Tebaldi, 8 Robert Barbieri, 7 Francesco Minto, 6 Marco Lazzaroni, 5 Dean Budd (C), 4 Teofilo Paulo, 3 Tiziano Pasquali, 2 Luca Bigi, 1 Federico Zani.
Riserve: 16 Davide Giazzon, 17 Matteo Zanusso, 18 Jody Rossetto, 19 Jean Francois Montauriol, 20 Guglilemo Zanini, 21 Giorgio Bronzini, 22 Andrea Pratichetti, 23 David Odiete
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Movimento Italia, l’abbandono delle Accademie: qui tutti i numeri ufficiali

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ph. Fotosportit/FIR

Le Accademie esistono da 8 anni, dalla stagione 2009/2010: gli atleti finora coinvolti sono stati 1.370 con 75 ritiri complessivi, ovvero una dispersione del 5,47%. Qui i numeri forniti a questo blog dalla FIR

Eh, ma sai quanti sono i ragazzi che vanno in Accademia e poi lasciano? Alzi la mano chi non ha mai sentito questa frase. Perché sul tema Accademie FIR dalle nostre parti ne è scaturita una vera e propria guerra di religione, con posizioni tanto rigide quanto (spesso) ideologiche. Chi le contesta e chi invece ne vede uno strumento imprescindibile di crescita del nostro movimento ovale.
La mia posizione, per quanto può contare è parecchio laica: le accademie federali in sé non sono né utili né dannose, quello che conta è il contesto in cui vengono inserite. In un territorio in cui esiste una grossa presenza di club non servono, possono persino diventare dannose, diventano invece vitali in aree dove il rugby fa fatica a mettere radici. In quel caso sono un luogo di “protezione” dell’Ovalia esistente ma anche un centro di propaganda e di allargamento del virus ovale. Detta in parole poverissime: secondo me in Italia le Accademie sono troppe e spesso in aree dove si mettono a fare una (dannosa) concorrenza alle società, come in Lombardia e Veneto. Sarebbero più utili altrove. Ma questa è una opinione personale che lascia il tempo che trova.

Il Grillotalpa ha chiesto e ottenuto dalla federazione i numeri di giocatori finora coinvolti dal sistema Accademie e quello dei relativi ritiri. Dati che non dicono molto, ma un po’ di cose sì, e dai quali comunque non si può prescindere per una seria discussione sul tema.
Le accademie sono state aperte nella stagione 2009/2010 e fino a quella 2012/2013 erano tre: quella zonale di Roma, quella zonale di Parma e quella zonale di Mogliano. In quei 4 anni gli atleti iscritti sono stati complessivamente 339, i ritiri 19. Quella più “colpita” dal drop out è stata quella nella città emiliana, con l’abbandono di 10 ragazzi in quattro stagioni (5 solo nella prima), ma va pure detto che quella di Parma è l’Accademia che ha raccolto più atleti rispetto alle altre: 124 contro i 105 di Roma e 110 di Mogliano.

Nel 2012 Alfredo Gavazzi viene eletto presidente FIR e dà il via a un contestatissimo ingrandimento del piano-Accademie. I Centri di Formazione Permanente  – CDFP, la nuova denominazione – triplicano di numero. Dalla stagione 2013/2014 a quella in corso a Torino, Milano, Remedello, Rovigo/Padova (sperimentale), Mogliano, Prato, Roma, Benevento e Catania vengono coinvolti in tutto 1.031 giovani rugbisti, 56 quelli ritirati, dato quest’ultimo però riferito fino alla stagione 2015/2016, manca invece quello aggiornato alla stagione in corso per ovvi motivi.
Per tirare le fila: in 8 stagioni gli atleti entrati nelle Accademie sono stati 1.370 con 75 ritiri, ovvero una dispersione del 5,47% . Nello specifico: la percentuale di abbandono delle tre accademie zonali del ciclo 2009-2013 era del 5,60%, quella dei CDFP del periodo 2013-2016 è del 5,43%.

I motivi dei ritiri? La FIR non entra nel dettaglio di ogni singolo abbandono ma precisa che le ragioni sono sostanzialmente tre: di ordine familiare, di studio e per infortuni gravi o comunque che necessitano di periodi di recupero lunghi. Infine si fa sapere che “i ritiri avvengono principalmente nella prima parte della stagione (tra settembre e gennaio)”.
Dai dati si evince che Roma, Benevento e Catania hanno numeri di drop out un po’ superiori alle altre Accademie, ma non poi di molto. Vediamo le statistiche FIR:

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