Test-match: l’Italia lotta ma non concede il bis, a Firenze vince l’Argentina 15-31

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Gara che si gioca punto a punto per 70 minuti. Azzurri che giocano con lucidità, senza mai mollare, che mettono in difficoltà la mischia dei Pumas (soprattutto nel primo tempo) ma in attacco fanno troppa fatica e concretizzano poco. Punteggio troppo pesante per quello visto in campo. 

Parte meglio l’Argentina, che spinge nei primissimi minuti in maniera più ragionata. La nostra difesa soffre ma respinge l’offensiva e al 4′ è bravissimo Castello a rovesciare il gioco con una penetrazione profonda nella difesa avversaria: a farne le spese è Sanchez che prende un colpo (involontario) in testa ed è costretto a lasciare il campo, al suo posto Hernandez.
Azzurri che con il passare dei  minuti diventano più offensivi ed efficaci ma sono i Pumas ad andare per primi a punteggio con un piazzato del Mago al minuto 11 anche se solo 10 secondi dopo Canna pareggia il conto.
La partita rimane piuttosto equilibrata, l’Italia spinge un po’ di più e l’Argentina sembra giocare in maniera poco tranquilla ma nessuna delle due squadre sopravanza l’altra. La nostra mischia chiusa funziona bene e al 20′ si conquista una punizione che Canna mette tra i pali portando avanti la nostra formazione.
Al 26′ arriva però la prima marcatura pesante del match e porta i colori biancocelesti con Cancelliere che chiude una lunga azione d’attacco un po’ confusionaria dei Pumas che vengono respinti più volte dalla retroguardia italiana che però alla fine capitola. Sanchez non mette tra i pali e il tabellone dice 8 a 6 per gli ospiti.
L’Italia gioca bene e non demorde, il nostro pack mette ancora sotto la loro mischia e conquista un’altra punizione che ci porta a +1. Azzurri che a questo punto sono più lucidi e concentrati, sono bravi a minare tutte le certezze avversarie ma facciamo sempre fatica a costruire offensive davvero efficaci e paghiamo una velocità di esecuzione troppo bassa. Il primo tempo finisce 9 a 8 per noi, risultato che ci sta un pochino stretto per quello visto in campo. Non molto, ma un pochino sì.

L’inizio del secondo tempo vede un’Argentina più compatta, determinata e lucida. Sanchez al 46′ marca tre punti ma Canna lo imita al 48′, Italia ancora avanti di un punto.
Rimaniamo troppo spesso e troppo a lungo lontani dai 22 metri avversari e commettiamo qualche errore di troppo in fase difensiva: al 54′ ne approfittano i sudamericani che si prendono altri 3 punti sempre con Sanchez dalla piazzola. Azzurri che rispondono subito con un drop di Violi, che sceglie di calciare in una situazione in cui però forse si poteva puntare alla meta.
Al 59′ nuovo sorpasso argentino sempre da fermo. E’ una fase abbastanza caotica della partita, i ragazzi di O’Shea spingono ma non c’è molta lucidità e al 65′ per l’indisciplina (abbondante ed equamente distribuita tra le due squadre per tutta la partita) sprechiamo una ottima occasione.Non fanno lo stesso gli argentini al 69′ che trovano la meta di sfondamento di Kremer al termina di una lunga azione, Sanchez trasforma e porta i suoi oltre il break: 15-24. Al 76′ terza meta argentina con Tuculet. Vincono con merito i Pumas che hanno sofferto molto nel primo tempo ma che nel secondo hanno preso in mano le redini della partita pur senza mai dominarla, se non negli ultimi minuti quando il risultato era ormai cristallizzato. Peccato.
A lunedì.

Italia: 15 Jayden Hayward, 14 Leonardo Sarto, 13 Tommaso Boni, 12 Tomasso Castello, 11 Mattia Bellini, 10 Carlo Canna, 9 Marcello Violi, 8 Sergio Parisse (c), 7 Abraham Steyn, 6 Francesco Minto, 5 Dean Budd, 4 Marco Fuser, 3 Simone Ferrari, 2 Luca Bigi, 1 Andrea Lovotti
Riserve: 16 Leonardo Ghiraldini, 17 Federico Zani, 18 Dario Chistolini, 19 Federico Ruzza, 20 Giovanni Licara, 21 Tito Tebaldi, 22 Ian McKinley, 23 Matteo Minozzi
Mete:
Conversioni:
Punizioni: Canna (13′, 20′, 32′, 48′)
Drop: Violi (57′)

Argentina: 15 Joaquin Tuculet, 14 Sebastian Cancelliere, 13 Matias Orlando, 12 Santiago Gonzalez Iglesias, 11 Emiliano Boffelli, 10 Nicolas Sanchez, 9 Martin Landajo, 8 Juan Manuel Leguizamon, 7 Marcos Kremer, 6 Pablo Matera, 5 Tomas Lavanini, 4 Matias Alemanno, 3 Nahuel Tetaz Chaparro, 2 Agustin Creevy (c), 1 Santiago Garcia Botta
Riserve: 16 Julian Montoya, 17 Lucas Noguera, 18 Enrique Pieretto, 19 Guido Petti, 20 Banjamin Macome, 21 Gonzalo Bertranou, 22 Juan Martin Hernandez, 23 Matias Moroni
Mete: Cancelliere (27′), Kremer (69′), Tuculet (76′)
Conversioni: Sanchez (70′)
Punizioni: Hernandez (11′), Sanchez (46′, 54′, 59′, 77′)

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Test-match: l’Italia oggi sfida l’Argentina. In campo tutta Ovalia

Italia

ph. Fotosportit/FIR

A Firenze alle ore 15 (e in diretta tv su DMAX) i ragazzi di Conor O’Shea cercano la seconda vittoria consecutiva dopo quella di una settimana fa su Fiji. Altre gare in programma: Inghilterra-Australia, Francia-Sudafrica, Scozia-All Blacks, Galles-Georgia, Irlanda-Fiji e molte altre

Bissare Catania, questo l’obiettivo della nazionale azzurra in campo oggi a Firenze contro i Pumas. Magari migliorando la prestazione. Dopo essere tornati alla vittoria una settimana fa contro Fiji gli azzurri se la vedono contro un avversario che non sta passando un gran momento ma che è davvero forte e che non battiamo da quasi 10 anni (in Italia addirittura dal 1998). Dodici mesi fa proprio nel capoluogo toscano l’Italia otteneva la storica vittoria sul Sudafrica e capitan Parisse tiene alta l’asticella per l’Argentina: “Sono abituati a giocare ad altissimo livello, batterli sarà un’impresa non inferiore a quella con il Sudafrica”.
Il ct Conor O’Shea ha confermato la squadra titolare di sabato scorso e apportato due soli cambi in panchina mentre il suo collega argentino Daniel Hourcade ha optato per qualche modifica in più. Partita difficilissima, ma non impossibile: battere i Pumas sarebbe un passo enorme e davvero importante nella crescita mentale e di consapevolezza del gruppo azzurro.
Diretta tv su DMA con il Rugby Social Club che scatta alle 14 e 15, tre quarti d’ora prima del fischio d’inizio.

Italia: 15 Jayden Hayward, 14 Leonardo Sarto, 13 Tommaso Boni, 12 Tomasso Castello, 11 Mattia Bellini, 10 Carlo Canna, 9 Marcello Violi, 8 Sergio Parisse (c), 7 Abraham Steyn, 6 Francesco Minto, 5 Dean Budd, 4 Marco Fuser, 3 Simone Ferrari, 2 Luca Bigi, 1 Andrea Lovotti
Riserve: 16 Leonardo Ghiraldini, 17 Federico Zani, 18 Dario Chistolini, 19 Federico Ruzza, 20 Giovanni Licara, 21 Tito Tebaldi, 22 Ian McKinley, 23 Matteo Minozzi
Argentina: 15 Joaquin Tuculet, 14 Sebastian Cancelliere, 13 Matias Orlando, 12 Santiago Gonzalez Iglesias, 11 Emiliano Boffelli, 10 Nicolas Sanchez, 9 Martin Landajo, 8 Juan Manuel Leguizamon, 7 Marcos Kremer, 6 Pablo Matera, 5 Tomas Lavanini, 4 Matias Alemanno, 3 Nahuel Tetaz Chaparro, 2 Agustin Creevy (c), 1 Santiago Garcia Botta
Riserve: 16 Julian Montoya, 17 Lucas Noguera, 18 Enrique Pieretto, 19 Guido Petti, 20 Banjamin Macome, 21 Gonzalo Bertranou, 22 Juan Martin Hernandez, 23 Matias Moroni

Non solo Italia però: oggi scende in campo tutta Ovalia con partite davvero interessanti. A Twicknham si sfidano Inghilterra e Australia, gli All Blacks sono di scena a Edimburgo in casa di quella Scozia che è cresciuta tantissimo negli ultimi mesi ma che una settimana fa non ha entusiasmato. Le due deluse del primo fine settimana di test-match, ovvero Francia e Sudafrica, si affronteranno a Parigi in una partita che potrebbe pesare molto sulle spalle e nella testa di chi dovesse uscire sconfitto (e gli springboks tra una settimana hanno un appuntamento con l’Italia…).
Ma grande attenzione a Cardiff dove la Georgia si gioca contro il Galles finalmente uno di quei test che va inseguendo da anni. Interessanti anche Romania-Samoa e Giappone-Tonga mentre a chiudere il programma, in ordine di importanza c’è Spagna-Canada.
Di seguito tutte le info sulle gare di oggi in rigoroso ordine cronologico (senza dimenticare anche Namibia-Uruguay, Belgio-Brasile e Germania-USA).

Galles-Georgia: Cardiff, ore 15.30
Galles: 15 Liam Williams, 14 Alex Cuthbert, 13 Scott Williams, 12 Owen Watkin, 11 Hallam Amos, 10 Rhys Priestland, 9 Rhys Webb, 8 Seb Davies, 7 Sam Cross, 6 Dan Lydiate (c), 5 Cory Hill, 4 Adam Beard, 3 Leon Brown, 2 Kristian Dacey, 1 Nicky Smith
Riserve: 16 Elliot Dee, 17 Wyn Jones, 18 Tomas Francis, 19 Josh Navidi, 20 Taulupe Faletau, 21 Aled Davies, 22 Dan Biggar, 23 Owen Williams
Georgia: 15 Soso Matiashvili, 14 Giorgi Koshadze, 13 Davit Katcharava, 12 Merab Sharikadze (c), 11 Mirian Modebadze, 10 Lasha Khmaladze, 9 Vasil Lobzhanidze, 8 Beka Bitsadze, 7 Vito Kolelishvili, 6 Lasha Lomidze, 5 Giorgi Nemsadze, 4 Kote Mikautadze, 3 Levan Chilachava, 2 Jaba Bregvadze, 1 Mikheil Nariashvili
Riserve: 16 Shalva Mamukashvili, 17 Kakha Asieshvili, 18 Soso Bekoshvili, 19 Giorgi Chkhaidze, 20 Giorgi Tkhilaishvili, 21 Giorgi Begadze, 22 Revaz Jintchvelashvili, 23 Merab Kvirikashvili

Spagna-Canada: Madrid ore 15.45
Spagna: 15 Brad Linlater, 14 Ignacio Contardi, 13 Fabien Perrin, 12 Dan Snee, 11 Sebastien Ascarat, 10 Mathieu Belie, 9 Sebastien Rouet, 8 Fred Quercy, 7 Gauthier Gibouin (c), 6 Pierre Barthere, 5 David Barrera, 4 Lucas Guillaume, 3 Jesús Moreno, 2 Marco Pinto, 1 Beñat Auzqui
Riserve: 16 Fernando López, 17 Juan Anaya, 18 Jonathan García, 19 Kalo Gavidi, 20 Thibaut Visensang, 21 Guillaume Rouet, 22 Thibaut Alvarez, 23 Joan Losada
Canada: 15 Andrew Coe, 14 Brock Staller, 13 DTH van der Merwe, 12 Ciaran Hearn, 11 Taylor Paris, 10 Patrick Parfrey, 9 Phil Mack (c), 8 Aaron Carpenter, 7 Kyle Baillie, 6 Matt Heaton, 5 Evan Olmstead, 4 Josh Larsen, 3 Matt Tierney, 2 Ray Barkwill, 1 Hubert Buydens
Riserve: 16 Benoit Piffero, 17 Djustice Sears-Duru, 18 Cole Keith, 19 Brett Beukeboom, 20 Kyle Gilmour, 21 Andrew Ferguson, 22 Guiseppe du Toit, 23 Kainoa Lloyd

Inghilterra-Australia: Twickenham, ore 16 in diretta tv su SkyCalcio10
Inghilterra: 15 Anthony Watson, 14 Jonny May, 13 Jonathan Joseph, 12 Owen Farrell, 11 Elliot Daly, 10 George Ford, 9 Ben Youngs, 8 Nathan Hughes, 7 Sam Underhill, 6 Chris Robshaw, 5 Courtney Lawes, 4 Joe Launchbury, 3 Dan Cole, 2 Dylan Hartley (c), 1 Mako Vunipola
Riserve: 16 Jamie George, 17 Joe Marler, 18 Harry Williams, 19 Maro Itoje, 20 Sam Simmonds, 21 Danny Care, 22 Henry Slade, 23 Semesa Rokoduguni
Australia: 15 Kurtley Beale, 14 Marika Koroibete, 13 Tevita Kuridrani, 12 Samu Kerevi, 11 Reece Hodge, 10 Bernard Foley, 9 Will Genia, 8 Sean McMahon, 7 Michael Hooper (c), 6 Ned Hanigan, 5 Blake Enever, 4 Rob Simmons, 3 Sekope Kepu, 2 Tatafu Polota-Nau, 1 Scott Sio
Riserve: 16 Stephen Moore, 17 Tom Robertson, 18 Allan Alaalatoa, 19 Matt Philip, 20 Ben McCalman, 21 Lopeti Timani, 22 Nick Phipps, 23 Karmichael Hunt

Romania-Samoa: Bucarest, ore 17
Romania: 15 Marius Simionescu, 14 Tangimana Fonovai, 13 Paula Kinikinilau, 12 Sione Fakaosilia, 11 Ionut Dumitru, 10 Florin Vlaicu, 9 Florin Surugiu, 8 Stelian Burcea, 7 Mihai Macovei, 6 Andrei Gorcioaia, 5 Marius Antonescu, 4 Johann Van Heerden, 3 Andrei Ursache, 2 Andrei Radoi, 1 Mihaita Lazar
Riserve: 16 Ionel Badiu, 17 Ovidiu Cojocaru, 18 Alex Gordas, 19 Ionut Muresan, 20 Vlad Nistor, 21 Tudorel Bratu, 22 Jack Umaga, 23 Robert Neagu
Samoa: 15 Ahsee Tuala, 14 Paul Perez, 13 Kieron Fonotia, 12 Reynold Lee-Lo, 11 David Lemi, 10 Tim Nanai-Williams, 9 Dwayne Polataivao, 8 Ofisa Treviranus, 7 Jack Lam, 6 Piula Faasalele, 5 Chris Vui (c), 4 Faatiga Lemalu, 3 Donald Brighouse, 2 Motu Matu’u, 1 Jordan Lay
Riserve: 16 Manu Leiataua, 17 James Lay, 18 Hisa Sasagi, 19 Brandon Nansen, 20 Maurie Faasavalu, 21 Melani Matavao, 22 Jj Taulagi, 23 Alapati Leiua

Giappone-Tonga: Tolosa, ore 17.15
Giappone: 15 Kotaro Matsushima, 14 Lomano Lemeki, 13 Timothy Lafaele, 12 Harumichi Tatekawa, 11 Kenki Fukuoka, 10 Yu Tamura, 9 Fumiaki Tanaka, 8 Amanaki Mafi, 7 Michael Leitch, 6 Kazuki Himeno, 5 Shinya Makabe, 4 Wimpie van der Walt, 3 Jiwon Koo, 2 Shota Horie, 1 Keita Inagaki
Riserve: 16 Atsushi Sakate, 17 Shintaro Ishihara, 18 Asaeli Ai Valu, 19 Shunsuke Nunomaki, 20 Fetuani Lautami, 21 Yutaka Nagare, 22 Sione Teaupa, 23 Yoshikazu Fujita
Tonga: 15 Atieli Pakalani, 14 David Halaifonua, 13 Nafi Tuitavake, 12 Siale Piutau, 11 Cooper Vuna, 10 Kali Hala, 9 Sonatane Takulua, 8 Maama Vaipulu, 7 Fotu Lokotui, 6 Daniel Faleafa, 5 Steve Mafi, 4 Leva Fifita, 3 Halani ‘Aulika, 2 Sione Lea, 1 Latu Talakai
Riserve: 16 Sione Lolohea, 17 Jethro Felemi, 18 Paea Fa’anunu, 19 Onehunga Havili, 20 Sione Vailanu, 21 Shinnosuke Tu’umoto’oa, 22 George Taina, 23 Penikolo Latu

Scozia-Nuova Zelanda: Edimburgo, ore 18.15
Scozia: 15 Stuart Hogg, 14 Tommy Seymour, 13 Huw Jones, 12 Alex Dunbar, 11 Lee Jones, 10 Finn Russell, 9 Ali Price, 8 Cornell du Preez, 7 Hamish Watson, 6 John Barclay (c), 5 Jonny Gray, 4 Ben Toolis, 3 Zander Fagerson, 2 Stuart McInally, 1 Darryl Marfo
Riserve: 16 George Turner, 17 Jamie Bhatti, 18 Simon Berghan, 19 Grant Gilchrist, 20 Luke Hamilton, 21 Henry Pyrgos, 22 Pete Horne, 23 Byron McGuigan
Nuova Zelanda: 15 Damian McKenzie, 14 Waisake Naholo, 13 Ryan Crotty, 12 Sonny Bill Williams, 11 Rieko Ioane, 10 Beauden Barrett, 9 Aaron Smith, 8 Kieran Read (c), 7 Sam Cane, 6 Vaea Fifita, 5 Samuel Whitelock, 4 Luke Romano, 3 Nepo Laulala, 2 Codie Taylor, 1 Kane Hames
Riserve: 16 Nathan Harris, 17 Wyatt Crockett, 18 Ofa Tu’ungafasi, 19 Liam Squire, 20 Matt Todd, 21 TJ Perenara, 22 Lima Sopoaga, 23 Anton Lienert-Brown

Irlanda-Fiji, Dublino ore 18.30
Irlanda: 15 Andrew Conway, 14 Darren Sweetnam, 13 Chris Farrell, 12 Stuart McCloskey, 11 Dave Kearney, 10 Joey Carbery, 9 Kieran Marmion, 8 Jack Conan, 7 Jordi Murphy, 6 Rhys Ruddock (c), 5 Devin Toner, 4 Ultan Dillane, 3 Andrew Porter, 2 Rob Herring, 1 Jack McGrath
Riserve: 16 James Tracy, 17 Cian Healy, 18 Tadhg Furlong, 19 Kieran Treadwell, 20 CJ Stander, 21 Luke McGrath, 22 Ian Keatley, 23 Robbie Henshaw
Fiji: 15 Kini Murimurivalu, 14 Timoci Nagusa, 13 Jale Vatabua, 12 Levani Botia, 11 Nemani Nadolo, 10 Ben Volavola, 9 Henry Senioli, 8 Nemani Nagusa, 7 Akapusi Qera, 6 Dominiko Waqaniboruto, 5 Leone Nakarawa, 4 Apisalome Ratuniyarawa, 3 Manasa Saulo, 2 Talemaitoga Tuapati, 1 Campese Ma’afu
Riserve: 16 Sunia Koto, 17 Peni Ravai, 18 Kalivati Tawake, 19 Sikeli Nabou, 20 Peceli Yato/Semi Kunatani, 21 Niko Matawalu, 22 Asaeli Tikoirotuma, 23 Vereniki Goneva

Francia-Sudafrica: Parigi, ore 21 in diretta tv su Eurosport 2
Francia: 15 Nans Ducuing, 14 Yoann Huget, 13 Geoffrey Doumayrou, 12 Mathieu Bastareaud, 11 Teddy Thomas, 10 Anthony Belleau, 9 Antoine Dupont, 8 Louis Picamoles, 7 Kevin Gourdon, 6 Judicael Cancoriet, 5 Sebastien Vahaamahina, 4 Paul Gabrillagues, 3 Rabah Slimani, 2 Guilhem Guirado (c), 1 Jefferson Poirot
Riserve: 16 Clement Maynadier, 17 Sebastien Taofifenua, 18 Daniel Kotze, 19 Paul Jedreasiak, 20 Anthony Jelonch, 21 Baptiste Serin, 22 Francois Trinh-Duc, 23 Damian Penaud
Sudafrica: 15 Andries Coetzee, 14 Dillyn Leyds, 13 Jesse Kriel, 12 Francois Venter, 11 Courtnall Skosan, 10 Handré Pollard, 9 Ross Cronjé, 8 Duane Vermeulen, 7 Siya Kolisi, 6 Francois Louw, 5 Lood de Jager, 4 Eben Etzebeth, 3 Wilco Louw, 2 Malcolm Marx, 1 Beast Mtawarira
Riserve: 16 Bongi Mbonambi, 17 Steven Kitshoff, 18 Trevor Nyakane, 19 Franco Mostert, 20 Dan du Preez, 21 Rudy Paige, 22 Elton Jantjies, 23 Damian de Allende

La ricetta di O’Shea per battere l’Argentina: pazienza e precisione. E una cosa sul Mondiale 2023

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Conor O’Shea conferma anche contro l’Argentina il XV che ha battuto le Fiji lo scorso sabato a Catania, ma non si sbilancia più di tanto. Se cambierà l’approccio tattico? “Vedremo” dice sorridendo il ct: “L’Argentina è decima nel ranking, ma è una squadra più forte delle Fiji sotto ogni aspetto. In crisi? Non credo proprio, parliamo di una squadra che gioca costantemente contro le migliori squadre al mondo”. Poi individua nella pazienza e nella precisione la chiave della partita di Firenze.
Quattro invece i cambi decisi dall’head coach dei Pumas Daniel Hourcade: perso Lezana che è tornato in patria per problemi familiari giocherà Leguizamón, in mediana parte Sanchez al posto di Hernandez. Dentro dal primo minuto anche Matías Orlando e Sebastian Cancelliere, quest’ultimo al debutto da titolare.
Di seguito, dopo la formazione dei sudamericani, le conferenza stampa di Conor O’Shea e le interviste a Dean Budd, Marcello Violi e Simone Ferrari.

Argentina: 15 Joaquín Tuculet, 14 Sebastian Cancelliere, 13 Matías Orlando, 12 Santiago Gonzalez Iglesias, 11 Emiliano Boffelli, 10 Nicolás Sánchez, 9 Martin Landajo, 8 Juan Leguizamón, 7 Marcos Kremer, 6 Pablo Matera, 5 Tomas Lavanini, 4 Matias Alemanno, 3 Nahuel Tetaz Chaparro, 2 Agustín Creevy, 1 Santiago Garcia Botta
Riserve: 16 Julian Montoya, 17 Lucas Noguera, 18 Enrique Pieretto, 19 Guido Petti, 20 Benjamin Macome, 21 Gonzalo Bertranou, 22 Juan Martín Hernández, 23 Matías Moroni

Scusate. Prima un appunto sull’assegnazione alla Francia del Mondiale 2023. Pare che in Irlanda siano furibondi con l’Italia, che in un primo tempo avrebbe promesso i suo voti per la candidatura di Dublino, cosa però che la FIR smentisce. Condizionali d’obbligo. Quale delle due versioni sia quella rispondente alla realtà non lo sapremo mai, perché è vero che ci sono gli incontri pubblici, le interviste, eccetera eccetera, ma siamo nel campo della politica (sportiva) e anche se dici una cosa nulla osta a muoversi diversamente nella concretezza dei fatti. D’altronde la corsa per l’assegnazione di un Mondiale è fatta anche di questo, di moine e di sgambetti, ed è assolutamente naturale chi ha in mano voti importanti si faccia debitamente corteggiare. La stampa di Dublino e dintorni paventa minacce nemmeno troppo velate che potremmo scontare nei prossimi anni, ricordandoci che è stata l’IRFU a difendere i nostri interessi quando invece Galles e Scozia…
A me spiace per la candidatura irlandese, parecchio anche, il mio personale tifo andava verso quella assegnazione, però quale sia stato il voto della FIR è chiaro che qualcuno lo avremmo scontentato comunque. E in ogni caso c’è un modo per scansare le ipotetiche ma possibili ripicche di Dublino: vincere. Con la nazionale e con le celtiche. Essere sempre competitivi e vincere (o rischiare di) il più possibile.

Test-match: O’Shea non cambia nulla, contro l’Argentina la formazione che ha battuto Fiji

Il ct della nazionale azzurra Conor O’Shea ha annunciato il XV titolare che scende in campo sabato pomeriggio a Firenze per i secondo impegno di questo novembre internazionale. Confermato in blocco la squadra che è partita dal primo minuto nella vittoriosa sfida di una settimana fa a Catania contro le Fiji. Le uniche due novità in panchina, dove troveranno posto Tebaldi e Ruzza.
Il comunicato FIR:

Conor O’Shea, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Rugby, ha ufficializzato la formazione che affronterà l’Argentina sabato 18 novembre allo Stadio “Artemio Franchi” di Firenze nel secondo Crédit Agricole Cariparma Test Match di novembre.
L’incontro sarà trasmesso in diretta da DMAX canale 52, con diretta a partire dalle ore 14.15: prepartita affidato a Daniele Piervincenzi, telecronaca e commento tecnico di Antonio Raimondi e Vittorio Munari.

Per il derby latino contro i Pumas, reduci dalla sconfitta di Twickenham contro l’Inghilterra di sabato scorso, O’Shea conferma integralmente la formazione titolare che sabato scorso ha superato le Fiji a Catania.

Due cambi in panchina, con Ruzza che prende il posto di Lazzaronin come seconda linea di riserva e Tebaldi a sostituire Gori quale secondo mediano di mischia.

“So che si tratta di una scelta difficile per i sei giocatori in rosa che ancora non hanno avuto un’opportunità in questi test di novembre” ha dichiarato il CT dell’Italia, Conor O’Shea “ma dopo la partita di Catania volevamo dare consistenza alle scelte fatte per la gara contro le Fiji, in particolare per una partita come quella contro i Pumas che, sotto ogni punto di vista, sarà molto più impegnativa e difficile da affrontare”.

Italia e Argentina tornano ad affrontarsi ad oltre un anno di distanza dall’ultimo test-match, nel giugno scorso a Santa Fè nel giorno del debutto di O’Shea sulla panchina della Nazionale: nell’occasione i sudamericani si imposero per 30-24, proseguendo in una striscia vincente contro gli Azzurri iniziata a Torino nell’autunno del 2008. Dell’estate dello stesso anno l’ultima vittoria italiana, 12-13 a Cordoba, mentre il bilancio complessivo degli scontri diretti parla di quindici successi sudamericani, cinque italiani ed un pareggio.

Direzione di gara affidata al sudafricano Jaco Peyper, al quinto test-match degli Azzurri diretto in carriera.
Questa la formazione dell’Italia:

15 Jayden HAYWARD (Benetton Rugby, 1 cap)
14 Leonardo SARTO (Glasgow Warriors, 33 caps)*
13 Tommaso BONI (Zebre Rugby Club, 6 caps)*
12 Tommaso CASTELLO (Zebre Rugby Club, 3 caps)
11 Mattia BELLINI (Zebre Rugby Club, 6 caps)*
10 Carlo CANNA (Zebre Rugby Club, 23 caps)
9 Marcello VIOLI (Zebre Rugby Club, 6 caps)*
8 Sergio PARISSE (Stade Francais, 127 caps) – capitano
7 Abraham STEYN (Benetton Rugby, 15 caps)
6 Francesco MINTO (Benetton Rugby, 37 caps)
5 Dean BUDD (Benetton Rugby, 4 caps)
4 Marco FUSER (Benetton Rugby, 25 caps)*
3 Simone FERRARI (Benetton Rugby, 6 caps)
2 Luca BIGI (Benetton Rugby, 4 caps)
1 Andrea LOVOTTI (Zebre Rugby Club, 18 caps)*

a disposizione
16 Leonardo GHIRALDINI (Stade Toulosain, 87 caps)

17 Federico ZANI (Benetton Rugby, 4 caps)
18 Dario CHISTOLINI (Zebre Rugby Club, 19 caps)
19 Federico RUZZA (Benetton Rugby, 2 caps)*
20 Giovanni LICATA (Fiamme Oro Rugby, 1 cap)* 
21 Tito TEBALDI (Benetton Rugby, 22 caps)
22 Ian MCKINLEY (Benetton Rugby, 1 cap)
23 Matteo MINOZZI (Zebre Rugby Club, 1 cap)*

*è/è stato membro dell’Accademia FIR “Ivan Francescato”

 

Test-match: come approfittare dell’Argentina, un malato che gode di buona salute

Dalla pagina twitter della UAR

Sabato a Firenze gli azzurri se la vedranno con i Pumas, che hanno perso 9 delle ultime 10 partite. Una squadra in crisi di risultati, che ha delle oggettive difficoltà, ma che anche in un’annata così negativa ha sempre dato del filo da torcere ad avversari che si chiamano All Blacks, Australia, Sudafrica e Inghilterra. E noi non li battiamo in Italia dal 1998…

Nella stagione del rugby internazionale 2017 l’Argentina ha finora giocato 10 partite, ne ha perse 9 e ne ha vinta solo una. Uno score molto negativo, indubbiamente. Però poi i numeri bisogna leggerli un po’ meglio, contestualizzarli, e allora scopriamo che i Pumas hanno battuto la Georgia (era il 24 giugno scorso a San Salvador de Juruy e finì 45-29) e che hanno perso con tre volte con l’Inghilterra (due a giugno, una nell’ultimo fine settimana), due volte con gli All Blacks, due volte con l’Australia, due con il Sudafrica. Stiamo parlando di squadre che assieme all’Irlanda si trovano e che stanno stabilmente nelle prime 5 posizioni del ranking mondiale. Dice: ma l’Inghilterra di giugno era senza i Lions, impegnati in quelle settimane in Nuova Zelanda. Vero, però vi inviterei a leggere i XV messi in campo da Eddie Jones, roba comunque di livello davvero alto e va sottolineato che nei due match i sudditi di Sua Maestà si imposero rispettivamente per 4 e 10 punti, certo non una enormità. E nel secondo caso il gap è stato scavato nell’ultimo quarto d’ora.
Partite combattute, come lo sono state quasi tutte quelle pur perse del Rugby Championship. Almeno per un’ora circa gare molto combattute, poi All Blacks, Springboks e Wallabies hanno preso il sopravvento in cinque casi su sei nell’ultima parte dei match: solo in uno – nella partita di Buenos Aires contro la Nuova Zelanda – la partita era già chiusa alla fine del primo tempo. Abbastanza male è andata anche sabato scorso a Twickenham.

Quindi tante sconfitte, tutte o quasi maturate nella fase finale delle partite, che durano ovviamente 80 minuti ma non si può dimenticare il valore degli avversari, ovvero praticamente il massimo che c’è in giro. Per dirla in parole molto povere: quante altre nazionali che gravitano attorno alla 10a posizione del ranking World Rugby – tipo la nostra, ma non solo – al posto dei Pumas sarebbero state in grado di ripetere performance e risultati? Di non prendere imbarcate vere? Senza la riprova del campo non lo si può dire con assoluta certezza ma se dovessi scommettere i proverbiali due cents direi di no.
Come sta allora l’Argentina? Dirlo è davvero complicato proprio per la forza degli avversari incontrati lungo la strada di questo 2017. Comunque non sta benissimo come altri anni, ha delle difficoltà e ha perso certezze in quello che è tradizionalmente il cuore del suo gioco, la mischia chiusa. Ma stiamo parlando di un movimento capace di sfornare talenti in gran numero, con una base giovanile quanto mai prolifica sia in termini di quantità che di qualità. Che ha scelto di non convocare più in nazionale gli atleti che non militano in patria pur sapendo che c’era il rischio di perdere giocatori importanti. Senza dimenticare che la scelta di chiamare Mario Ledesma a guidare i Jaguares nel Super Rugby 2018 va proprio nel senso di trovare una veloce soluzione ai problemi legati al pack.

L’Argentina del 2017 non sta bene, è probabilmente l’Argentina più in difficoltà degli ultimi anni, anche se va detto che se tutti i malati fossero messi così…
Sabato a Firenze l’Italia deve cercare di approfittare di questa situazione di simil-crisi dei Pumas, anche se di crisi di crescita si tratta. Non superiamo in casa i biancocelesti dall’ormai lontanissimo 1998 e farlo oggi sarebbe importantissimo per il nostro percorso di crescita. Loro oltretutto sono agli ultimi passi di una stagione lunghissima, la stanchezza potrebbe farsi sentire, mentre noi siamo ancora nella fase iniziale della nostra. Batterli? Difficile,  complicato. Impossibile? No, l’Italia può farcela.