Parole che creano muri e polemiche: Gavazzi, un presidente divisivo di lotta e di governo

Gavazzi

ph. Fotosportit/FIR

“Chi sarà? Non lo so, dal nome mi sembra inglese”. Così Alfredo Gavazzi risponde a Ivan Malfatto sul Gazzettino di venerdì circa l’incontro con Conor O’Shea – poi tenutosi sabato a Calvisano – durante il quale i due hanno parlato anche del preparatore atletico per nazionale e franchigie celtiche richiesto dal ct. Quella risposta mi ha colpito, parecchio. Perché è rivelatrice di un modo di approcciarsi al mondo. Non mi ha stupito, intendiamoci, ma colpito sì. Da quelle poche parole si intuisce il fastidio che il presidente FIR prova davanti alla questione. Non è dato sapere sia un fastidio dovuto alla domanda in sé o al fatto che il ct azzurro si presenti in un momento economicamente difficile a chiedere l’ingaggio di un nuovo profilo, o se a infastidirlo è il dettaglio – rivelato dallo stesso Gavazzi – che O’Shea ne ha parlato in precedenza con il Benetton:”Ha già fatto un incontro con il Treviso in proposito”, dice.
Però, quale che siano le ragioni, il fastidio è evidente, “non lo so, dal nome sembra inglese” vale più di mille parole. Tipo un gigantesco “sì, me lo ha accennato ma non è che ci abbia dato un gran peso”. Non so, tanto per dire, io mi chiamo Wilhelm ma sono italiano. Se la FIR un giorno o l’altro decidesse per qualche strana ragione di considerare l’ipotesi di assumermi presumo che qualche informazione su di me la prenderebbe, anche se a far il mio nome fosse stato un interno di grande importanza. O almeno voglio sperarlo.

Il fatto è che Alfredo Gavazzi ha un atteggiamento che è fortemente divisivo. Non lo fa apposta, è così da sempre, e sinceramente è una cosa a cui non darei peso se fosse ancora il presidente del Calvisano, sarebbero esclusivamente fatti suoi e di quel club. Però Alfredo Gavazzi da settembre 2012 è il numero uno del rugby italiano, presidente di quella FIR che rappresenta tutto quello che c’è di ovale dalle nostre parti, e questa cosa non è un dettaglio secondario. Se uno assume un ruolo simile dovrebbe fare un salto di qualità e diventare istituzionale, che significa forse essere un po’ “grigi”, più noiosi, mediaticamente poco (o meno?) protagonisti. Magari non essere “il presidente di tutti” come dice chiunque vinca una qualsivoglia elezione, ma provarci sì. Un po’, almeno. Gavazzi invece ha deciso di rimanere fedele a sé stesso, nonostante un cambio di ruolo notevole.
Intendiamoci, essere istituzionali non significa non fare quello che si ritiene giusto o non dire mai nulla che possa offendere qualcuno, bisogna però trovare altre vie più sottili. L’ho scritto altre volte: la forma, spesso, è sostanza.

Personalmente quella intervista non l’avrei nemmeno rilasciata: un giornalista ti chiama e tu suggerisci di risentirsi dopo l’incontro in programma. Prima si parla con il diretto interessato, poi con la stampa. Però io sono io e Gavazzi – evidentemente – la pensa diversamente. Così facendo ha (volutamente?) seminato qualche dubbio sulla serenità del rapporto con Conor O’Shea visto che sul Gazzettino si legge anche “Quell’ego da mettere da parte è riferito anche a lei? «Non credo. Non ho niente sulla coscienza con O’Shea. Tutto quanto concordato con lui l’ho mantenuto». Le domanderà carta bianca per la Nazionale? «Finora carta bianca l’ha sempre avuta»”. Punzecchiature non richieste, che io – ad esempio – non avrei esternato pubblicamente in un momento così delicato. Ma tant’è.
Va detto che Gavazzi è in buona compagnia, basta pensare a personaggi come il presidente della Federcalcio Tavecchio, o a livelli decisamente più importanti lo stesso Donald Trump. Personaggi fortemente divisivi, che fanno anzi di questo loro aspetto un aspetto di forza. La frase sulle Zebre, ad esempio, la leggo sotto questa particolare luce: “Sulle Zebre sa cosa mi era passato per la testa? Di dimettermi e prenderle in mano io, sono sicuro che con me vincerebbero”. Parole che un salto sulla sedia te lo fanno fare: meno sette di mesi fa sei stato rieletto per guidare l’intero movimento italiano e ti dici pronto a dimetterti per guidarne solo una sua parte, per quanto importante? Ma è solo una boutade, diranno molti di voi. D’accordo, ma il punto è che un presidente FIR – chiunque egli sia – non deve scendere così di livello.

Se sei in una campagna elettorale la cosa può essere comprensibile, in alcuni casi anche conveniente, ma se si tratta di governare… beh, la faccenda si fa un po’ diversa. Tanto più che Gavazzi ha sì vinto le elezioni in maniera inequivocabile ma non con numeri bulgari, quel 46% che ha scelto altre opzioni non deve sentirsi escluso. Ovvio che chi è uscito sconfitto dalla battaglia elettorale protesta e polemizza, fa parte della normale dinamica delle cose, ma un presidente federale dovrebbe fare il pompiere, non l’incendiario. Smussare gli angoli, non alzare muri.

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Treviso, ora dimostraci che la vittoria sugli Ospreys non è stata solo un exploit

McLean

ph. Marco Sartori per il Benetton Rugby

Il Benetton ha piegato i gallesi al termine di una gara intensa, lucida e grintosa. Ci sono ancora tante cose da sistemare, tanta strada da percorrere ma da qui a fine stagione c’è la possibilità di dimostrare che il sentiero imboccato è quello giusto per diventare “la squadra che nessuno vuole incontrare”, come dice Conor O’Shea

Una vittoria non fa certo primavera, tanto più alle nostre latitudini ovali, dove siamo – purtroppo – abituati ad affermazioni sul campo che lasciano un po’ il tempo che trovano: magari belle, persino esaltanti, ma picchi isolati in una lunga serie di sconfitte nette, che spesso arrivano al termine di prestazioni incolore. Quando va bene.
Qualcuno dirà che in un movimento che vince pochissimo – a quando risaliva l’ultima vittoria italiana? Al derby celtico di Natale? – si corre il rischio di esaltarsi con pochissimo. Vero, ma ciò non toglie che la vittoria del Benetton Treviso è importante. E’ importante per il “chi” si è battuto, ovvero quegli Ospreys che bazzicano da inizio stagione nella parte altissima della classifica del Pro12 e che il prossimo fine settimana si giocheranno i quarti di finale di Challenge Cup contro lo Stade Francais di Sergio Parisse. Ma soprattutto è importante il “come” si è arrivati alla vittoria di ieri sera al Monigo: Treviso ha giocato in maniera molto attenta, con una disciplina quasi perfetta (mai una punizione concessa a distanza di pali, diciamo così), impedendo ai gallesi di sviluppare il loro gioco e costruendone da sé ogni volta che si presentava l’occasione. Difesa aggressiva e capacità di far ripartire subito l’azione. Determinazione, lucidità e quando hanno commesso degli errori i biancoverdi non hanno mai perso la tranquillità.

Federico Zani al Gazzettino ha detto che “se giochiamo così siamo competitivi contro chiunque”. Ha ragione. Da qui a fine stagione ci sono ancora 4 gare, non tante ma abbastanza per lanciare il messaggio che quello con gli Ospreys è stato un exploit. Non significa che contro Scarlets, Edimburgo, Munster e Zebre devono arrivare altrettante vittori (che pure non farebbero schifo a nessuno, dai giocatori agli appassionati, ça va sans dire) ma altrettante prestazioni intense, determinate e propositive.
Un filotto del genere significherebbe che a Treviso si è voltata davvero pagina: un anno fa il ds Antonio Pavanello mi aveva detto che questa stagione sarebbe stata molto difficile, con tante sconfitte, perché c’è un nuovo percorso da iniziare con un nuovo coach (a proposito: le condoglianze del Grillotalpa a Crowley, che ieri ha perso il padre), un ciclo a cui dare inizio. Tutti parlano del “miracolo” Connacht, che però di miracoloso ha poco perché la squadra irlandese ha raggiunto quei risultati con il lavoro, la programmazione e la capacità di incassare colpi: in troppi dimenticano che Pat Lam prima di far spiccare il volo alla sua squadra la scorsa stagione ha passato un paio d’annate piuttosto difficili a traccheggiare a metà classifica.

Non sappiamo se Treviso ha imboccato quella strada, è davvero troppo presto, il filotto di buone prestazioni di cui sopra sarebbe solo il primo vero segnale tangibile. Ma la cosa è nelle corde dei biancoverdi, che ieri hanno dato la dimostrazione pratica delle parole che il ct Conor O’Shea ha usato per la nazionale: “Vogliamo diventare la squadra che nessuno vuole incontrare”. Determinazione, cuore e la giusta cattiveria. La prestazione del Benetton non è stata una meraviglia tecnico-tattica, una roba da far strabuzzare gli occhi, ma aveva tutti gli ingredienti necessari per poter arrivare un giorno anche a quello. Chissà. Ora viene la parte più difficile ma necessaria: ripetersi.

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Pro12: Treviso batte gli Ospreys, la Red Army passeggia sulle Zebre. In Eccellenza l’urlo di Viadana

©INPHO/Federico Matteucci

Prova gagliarda del Benetton che ferma i gallesu sul 13 a 5, nulla da fare invece per le Zebre, travolte dal Munster 14-50 in una gara a senso unico. Nel campionato italiano la squadra di Frati espugna Mogliano, Petrarca a valanga, bene Rovigo e Calvisano, le Fiamme Oro fanno loro il derby romano

GUINNESS PRO12 Zebre-Munster 14-50
Tre mete incassate nel primo tempo, quattro nel secondo: troppa la differenza tra il Munster e queste Zebre che perdono anche Meyer prima del calcio d’inizio per un infortunio al polso, al suo posto Federico Ruzza in terza linea. I due tempi si chiudono su parziali praticamente identici: 24-7 il primo tempo, 26-7 il secondo nel corso del quale i bianconeri devono giocare in 20 minuti in inferiorità numerica per i cartellini gialli a Violi (47′) e Fabiani (67′).

Zebre: 15 Dion Berryman, 14 Kayle Van Zyl, 13 Tommaso Boni, 12 Tommaso Castello, 11 Lloyd Greeff, 10 Serafin Bordoli, 9 Marcello Violi, 8 Federico Ruzza, 7 Derick Minnie, 7 Johan Meyer, 6 Maxime Mbandà, 5 Valerio Bernabò (c), 4 Gideon Koegelenberg, 3 Bartholomeus Le Roux, 2 Oliviero Fabiani, 1 Bruno Postiglioni
Riserve: 16 Sydney Tobias, 17 Andrea De Marchi, 18 Pietro Ceccarelli, 19 Joshua Furno, 20 Guillermo Roan, 21 Carlo Engelbrecht, 22 Matteo Pratichetti, 23 Guglielmo Palazzani
Mete: Minnie (30), Greeff (55)
Conversioni: Violi (31), Bordoli (55)
Punizioni:

Munster: 15 David Johnston, 14 Darren Sweetnam, 13 Jaco Taute, 12 Rory Scannell, 11 Ronan O’Mahony, 10 Tyler Bleyendaal, 9 Duncan Williams, 8 Jack O’Donoghue, 7 Tommy O’Donnell, 6 Peter O’Mahony (c), 5 Billy Holland, 4 Dave O’Callaghan, 3 John Ryan, 2 Niall Scannell, 1 Dave Kilcoyne
Riserve: 16 Rhys Marshall, 17 James Cronin, 18 Stephen Archer, 19 Darren O’Shea, 20 Conor Oliver, 21 Angus Lloyd, 22 David Johnston, 23 Dan Goggin
Mete: Niall Scannell (3), Tommy O’Donnell (19), Ronan O’Mahony (26, 51), Rory Scannell (47), Cronin (62, 71)
Conversioni: Bleyendaal (3, 19, 26, 47), Scannell (63, 72)
Punizioni: Bleyendaal (40)

GUINNESS PRO12, Benetton Treviso-Ospreys 13-5
Partita tosta di Treviso che se la gioca a viso aperto contro i gallesi che si sono presentati al Monigo con i “gradi” di seconda squadra in classifica. Biancoverdi non bellissimi ma determinati e grintosi, vogliosi di portarsi a casa uno scalpo importante. Benetton che va in meta con Sgarbi a metà primo tempo e subisce quella degli ospiti allo scadere dei primi 40 minuti, un 7-5 con cui i veneti rientrano negli spogliatoi che sta loro abbastanza stretto.
secondo tempo che per quasi 20 minuti vede il tabellone rimanere immobile prima che Tebaldi calci tra i pali portando i suoi a +5. Reazione Ospreys ma il Benetton sa soffrire e non molla mai e al 72′ McKinley trova da fermo 3 punti determinanti che portano i padroni di casa oltre il break e verso quella vittoria che mancava dal derby con le Zebre di Natale.

Benetton Treviso: 15 David Odiete, 14 Angelo Esposito, 13 Tommaso Iannone, 12 Alberto Sgarbi, 11 Luca Sperandio, 10 Ian McKinley, 9 Tito Tebaldi, 8 Robert Barbieri, 7 Marco Lazzaroni, 6 Francesco Minto, 5 Dean Budd (c), 4 Filippo Gerosa, 3 Simone Ferrari, Luca Bigi 2, 1 Federico Zani
Riserve: 16 Davide Giazzon, Alberto Porolli 17, 18 Tiziano Pasquali, 19 Guglielmo Zanini, 20 Abraham Steyn, 21 Giorgio Bronzini, Tommaso Benvenuti, 23 Luke McLean
Mete: Sgarbi (18′)
Conversioni: Tebaldi (19′)
Punizioni: Tebaldi (57′)

Ospreys: 15 Dan Evans, 14 Keelan Giles, 13 Kieron Fonotia, 12 Josh Matavesi, 11 Dafydd Howells, 10 Sam Davies, 9 Tom Habberfield (c), 8 Dan Baker, 7 Olly Cracknell, 6 James King, 5 Rory Thornton, 4 Lloyd Ashley, 3 Brian Mujati, 2 Sam Parry, 1 Paul James
Riserve: 16 Scott Otten, 17 Nicky Smith, 18 Rhodri Jones, 19 Tyler Ardron, 20 Sam Underhill, 21 Brendon Leonard, 22 Jay Baker, 23 Jonathan Spratt
Mete: Giles (40′)
Conversioni:
Punizioni:

 

ECCELLENZA, RISULTATI 15a GIORNATA
Colpaccio del Viadana che va vincere a Mogliano una partita che potrebbe rivelarsi pesantissima nella corsa ai play-off: gialloneri che staccano di 4 punti in classifica proprio i veneti e che raggiungono il San Donà, battuto a sua volta a Calvisano. Ne approfittano anche le Fiamme Oro che fanno loro il derby con la Lazio e che scavalcano di due punti il Mogliano, dando vita a un ingorgo mica male a metà classifica. Il Petrarca travolge Reggio 77-7 mentre Rovigo passa in casa dei Lyons ma facendo molta più fatica di quanto non fosse preventivabile.
Si torna in campo tra due settimane con le Fiamme Oro che aspettano in casa il Calvisano e soprattutto i due derby veneti Rovigo-Mogliano e San Donà-Petrarca. In coda lo scontro diretto Rugby Reggio-Lazio.

Petrarca Padova v Reggio 77-7
Calvisano v San Donà 26-17
Lazio v Fiamme Oro 17-36
Mogliano v Viadana 14-24
Lyons v Rovigo 15-22

Classifica: Calvisano 68; Petrarca 58; Rovigo 50; San Donà, Viadana 34; Fiamme Oro 32; Mogliano 30; Reggio 23; Lazio 21; Piacenza 17

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Zebre-Munster, Treviso-Ospreys e un’Eccellenza che profuma di play-off: un sabato italiano

Luca Sperandio

Credits: Benetton Rugby

Prima le Zebre e l’Eccellenza, poi il Benetton Treviso: ci aspetta un lungo pomeriggio/sera ovale che vedrà le nostre celtiche affrontare rispettivamente Munster e Ospreys mentre il massimo campionato italiano punta gli occhi su Mogliano-Viadana, gara che potrebbe rivelarsi determinante per la corsa ai play-off. 
Treviso in diretta tv su Eurosport 2 alle 20 e 35, partite di Eccellenza tutte in diretta web su The Rugby Channel.

GUINNESS PRO12, ZEBRE-MUNSTER ore 15
Mentre i bianconeri affrontano un periodo complicatissimo sia dal punto di vista agonistico che extra-sportivo, a Parma arriva un Munster terzo in classifica e che nell’ultima giornata ha espugnato il campo dei Cardiff Blues. L’ultima e unica vittoria delle Zebre risale invece a fine ottobre.

Zebre: 15 Dion Berryman, 14 Kayle Van Zyl,13 Tommaso Boni, 12 Tommaso Castello, 11 Lloyd Greeff, 10 Serafin Bordoli, 9 Marcello Violi, 8 Derick Minnie, 7 Johan Meyer, 6 Maxime Mbandà, 5 Valerio Bernabò (c), 4 Gideon Koegelenberg, 3 Bartholomeus Le Roux, 2 Oliviero Fabiani, 1 Bruno Postiglioni
Riserve: 16 Sydney Tobias, 17 Andrea De Marchi, 18 Guillermo Roan, 19 Joshua Furno, 20 Federico Ruzza, 21 Carlo Engelbrecht, 22 Matteo Pratichetti, 23 Guglielmo Palazzani
Munster: 15 Andrew Conway, 14 Darren Sweetnam, 13 Jaco Taute, 12 Rory Scannell, 11 Ronan O’Mahony, 10 Tyler Bleyendaal, 9 Duncan Williams, 8 Jack O’Donoghue, 7 Tommy O’Donnell, 6 Peter O’Mahony (c), 5 Billy Holland, 4 Dave O’Callaghan, 3 John Ryan, 2 Niall Scannell, 1 Dave Kilcoyne
Riserve: 16 Rhys Marshall, 17 James Cronin, 18 Stephen Archer, 19 Darren O’Shea, 20 Conor Oliver, 21 Angus Lloyd, 22 David Johnston, 23 Dan Goggin

GUINNESS PRO12, BENETTON TREVISO-OSPREYS ore 20.35 (diretta tv Eurosport 2)
Biancoverdi che in panchina non avranno a guidarli coach Crowley, rientrato in Nuova Zelanda per i problemi di salute del padre. Gli Ospreys sono secondi in classifica e hanno vinto 8 delle ultime 9 partite celtiche: gara quindi che vede i gallesi come grandi favoriti e con i veneti che schierano in mediana Tito Tebaldi e Ian McKinley, capitano è Dean Budd mentre torna a vedersi dal primo minuto Simone Ferrari.costituiranno la seconda linea. Rientra in campo Simone Ferrari.

Benetton Treviso: 15 David Odiete, 14 Angelo Esposito, 13 Tommaso Iannone, 12 Alberto Sgarbi, 11 Luca Sperandio, 10 Ian McKinley, 9 Tito Tebaldi, 8 Robert Barbieri, 7 Marco Lazzaroni, 6 Francesco Minto, 5 Dean Budd (c), 4 Filippo Gerosa, 3 Simone Ferrari, Luca Bigi 2, 1 Federico Zani
Riserve: 16 Davide Giazzon, Alberto Porolli 17, 18 Tiziano Pasquali, 19 Guglielmo Zanini, 20 Abraham Steyn, 21 Giorgio Bronzini, Tommaso Benvenuti, 23 Luke McLean
Ospreys: 15 Dan Evans, 14 Keelan Giles, 13 Kieron Fonotia, 12 Josh Matavesi, 11 Dafydd Howells, 10 Sam Davies, 9 Tom Habberfield (c), 8 Dan Baker, 7 Olly Cracknell, 6 James King, 5 Rory Thornton, 4 Lloyd Ashley, 3 Brian Mujati, 2 Sam Parry, 1 Paul James
Riserve: 16 Scott Otten, 17 Nicky Smith, 18 Rhodri Jones, 19 Tyler Ardron, 20 Sam Underhill, 21 Brendon Leonard, 22 Jay Baker, 23 Jonathan Spratt

ECCELLENZA, GIORNATA NUMERO 15
Big-match è la partita che al Quaggio mette di fronte Mogliano e Viadana, entrambe in corsa per i play-off ed entrambe che partono da quota 30 punti. Calvisno ospita il San Donà che chiede spazio per un posto nelle semifinali, a Roma c’è il derby tra Lazio e Fiamme Oro, Rovigo va a far visita ai Lyons mentre il Petrarca ospita Reggio. Calcio d’inizio per tutte le gare alle ore 15, diretta streaming su The Rugby Channel.

Petrarca: Menniti-Ippolito; Fadalti, Ragusi, Bacchin, Bettin; Nikora, Francescato; Michieletto, Conforti (cap.), Targa; Salvetti, Flammini; Rossetto, Marchetto, Acosta. A disposizione: Borean, Delfino, Irving, Saccardo, Nostran, Su’a, Belluco, Rossi, Vannozzi
Rugby Reggio: Brink; Gennari, Paletta, Ferrari, Caminati; Farolini, Daupi; Devodier, Perrone, Dell’Acqua; Du Preez, Visagie; Celona, Manghi, Quaranta. A disposizione: Gatti, Lanzano, Fiume/Saccà, Regestro, Martani, Mannato, Azzini, Torri.

Calvisano: Chiesa (c), Di Giulio, Paz, Lucchin, De Santis, Minozzi, Raffaele, Giammarioli, Zdrilich, Belardo/Pettinelli, Zanetti, Cavalieri, Biancotti, Giovanchelli, Milani. A disposizione: Morelli, Panico, D’Onofrio, Pettinelli/Dal Zilio, Vezzoli, Semenzato, Alberghini, Costanzo.
San Donà: Falsaperla; Agbasse, Lupini, Iovu, Zanon; Reeves, Patelli; Derbyshire, Vian, Giusti; Padrò, Catelan; D’Amico, Maso, Ceccato. A disposizione: Zanusso, Dal Sie, Michelini, Wessels, Erasmus, Rorato, Biasuzzi, Bertetti.

Lazio: Toniolatti; Giancarlini, Giacometti, Musso; Santoro, Calandro, Bonavolontà, Casolari; Lamaro, Filippucci (cap);  Pierini, Damiani, Alvarado, Cugini, Di Roberto. A disposizione: Bolzoni, Lupetti, Copetti, Riedi, A. Giancarlini, Giangrande, Miller, Gualdambrini/Vella
Fiamme Oro: Wilbore; De Gaspari, Seno, Quartaroli, Bacchetti; Azzolini, Marinaro; Cornelli, Cristiano, Bergamin; Fragnito, Duca; Tenga, Vicerè, Iovenitti. A disposizione: Moriconi, Cocivera, Di Stefano, Cazzola, Caffini, Martinelli, Buscema, Sapuppo

Mogliano: D’Anna; Zanon, Benvenuti, Visentin, Guarducci; Renata, Gubana; Bocchi, Corazzi (Cap.), Riccioli; Van Vuren, Orso; Trejo, Nicotera, Vento. A disposizione: Gatto, Buonfiglio, Rapone, Baldino, Carraretto, Fabi, Almela, Masato
Viadana: Cipriani; Bronzini, Brex, Menon, Finco; Ormson, Gregorio; Grigolon, Denti And., Du Plessis; Caila, Krumov; Brandolini, Scalvi, Breglia. A disposizione: Silva, Denti Ant., Garfagnoli, Orlandi, Gelati, Anello, Frati, Tizzi

Lyons: Thrower; Boreri, Nathan, Montanari, Bruno; Mortali, Colpani; Carbone, Ferrari, Masselli; Riedo, Tveraga; Leatigaga, Daniele, Grassotti. A disposizione: Lombardi, Rollero, Salerno, Merli, Bance, Bassi, Via A., Via G.
Rovigo: Basson; Arrigo, Majstorovic, Rodriguez, Barion; Mantelli, Loro; Cicchinelli, Lubian, Brancoli; Boggiani, Ortis; Iacob, Momberg (cap.), Muccignat. A disposizione: Cadorini, Balboni, Bordonaro, Parker, Nordio, Pasini, Modena, Torres.

Classifica
Calvisano 63; Petrarca 53; Rovigo 46; San Donà 34; Viadana, Mogliano 30; Fiamme Oro 27; Reggio 23; Lazio 21; Piacenza 16

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Il Tinello di Vittorio Munari: i bonus, la reale cilindrata azzurra e le antiche e difficili sfide che aspettano O’Shea

L’edizione del Sei Nazioni 2017 è andata in archivio, senza che la grande novità dei punti di bonus abbia influito più di tanto. Questa l’opinione di Vittorio Munari che analizza tutte e sei le partecipanti: la parte più ricca e interessante è quella che riguarda la nazionale e il movimento azzurro, alle prese con problemi che per troppo tempo non sono stati affrontati e che non possono più essere rimandati. Palla a Vittorio!

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Sulla difficoltà di essere Zebre oggi: intervista ad Andrea De Rossi

Del difficile momento della franchigia bianconera ne ho parlato più volte, l’ultima volta soltanto ieri. Questo fine settimana la squadra di Parma ospita il Munster, avversaria che non ha certo bisogno di presentazioni, e per i giocatori agli ordini di Victor Jimenez si tratta di riuscire a mettere in disparte l’incertezza sul futuro e concentrarsi solo sul campo. Ma è possibile farlo in una squadra di cui non si conosce il domani? E’ possibile lasciare negli spogliatoi le preoccupazioni per le proprie prospettive sportive ed economiche? Mentre le voci circa le dimissione del presidente Pagliarini non sono state confermate (no ancora, almeno), di questo – e di altro – ho parlato con il team manager delle Zebre, Andrea De Rossi…

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IN AVANTI POPOLO! – Le Zebre diventano un hashtag per rendere il mondo più sopportabile. Nell’Ovalia italiana invece…

Sui social network l’animale bianco e nero viene usato per rendere meno deprimenti notizie che ci buttano giù di morale, ma chi ha dato il via a questo nuovo trend non ha la minima idea di cosa significhino le Zebre per il rugby italiano, soprattutto in questo momento. 
Il futuro della franchigia celtica potrebbe però essere stato già deciso: la nuova assemblea dei soci è fissata per il 28 marzo e qualche giorno prima… Rumors: Troncon e Orlandi nello staff tecnico zebrato?

L’hashtag è #justaddzebras e sta diventando – come dicono i gggiovani – virale. In pratica si tratta di aggiungere una immagine di una zebra (o una gif animata di una zebra che balla) alle notizie che più ci deprimono o ci intristiscono al fine di renderle più sopportabili. Fatevi un giro in rete – su twitter soprattutto, ma non solo – e troverete già decine di esempi. Pare che il tutto sia nato da un giornalista che ha preso spunto da una notizia secondo la quale in Bolivia, nella capitale La Paz, alcune persone vengono assunte per vestirsi da zebre e ballare agli incroci stradali. Il motivo? Attirano l’attenzione, chi sta in macchina rallenta e si riducono gli incidenti. Le zebre migliorano la sicurezza stradale. John Oliver, questo il nome del giornalista statunitense, si è chiesto allora cos’altro potevano fare quegli animali per migliorarci la vita: la risposta è quell’hashtag e quell’idea.

Solo che John Oliver non è italiano e non è un appassionato di rugby (almeno a quanto ci è dato sapere), altrimenti saprebbe che dalle nostre parte le Zebre sono rugbisticamente un problema e sono una notizia/vicenda che intristisce che segue la palla ovale. Filosoficamente: se le Zebre sono il problema possono essere la soluzione?
Vabbé, ok, basta con l’hashtag. Però la questione Zebre rimane ancora tutta. O forse no. Vediamo. Lunedì sera il club bianconero ha diffuso un comunicato davvero succinto, questo:

L’assemblea dei soci di Zebre Rugby ssd srl, riunitasi in data odierna, ha deliberato l’aggiornamento a martedì prossimo 28 Marzo al fine di terminare gli argomenti posti all’ordine del giorno.

Un comunicato con una non notizia. A gennaio il presidente Stefano Pagliarini aveva detto che il futuro della franchigia (lo dobbiamo ricordare? Cassa vuota, stipendi pagati prima in ritardo e poi dalla FIR. Federazione che di fatto ha reso poi possibile ai bianconeri di portare a termine la stagione sportiva) sarebbe stato chiaro nella seconda metà di febbraio: il 24 di quel mese l’assemblea dei soci è stata rinviata per mancanza del numero legale, il 4 marzo la riunione si è tenuta ma è stato tutto nuovamente rinviato ad un’assemblea successiva – appunto quella di lunedì – dove però è stato deciso l’ennesimo differimento temporale al 28 marzo. Quando si deciderà finalmente cosa succederà alle Zebre, dove giocheranno la prossima stagione e altre bazzecole simili. Forse.
L’impressione però è che una qualche decisione importante sia già stata presa: ci sono state le parole del presidente FIR Alfredo Gavazzi che prima ha detto che la franchigia giocherà ancora un anno a Parma, poi che lui vede le Zebre a Roma o a Milano (una contraddizione? Solo apparentemente: quelle due città non hanno strutture pronte che rispondono ai criteri richiesti dal board della Guinness Pro12, quindi la prossima stagione parmigiana servirebbe a sistemare quell’aspetto). Soprattutto va sottolineato il fatto che la nuova assemblea dei soci delle Zebre è stata fissata pochi giorni dopo un nuovo consiglio federale FIR, che verosimilmente prenderà delle decisioni in merito.

Ci siamo quindi. Quasi. Il Consiglio Federale è fissato per questo venerdì, martedì ci sarà l’assemblea delle Zebre. Tempo da perdere non ce n’è davvero più e probabilmente tra una settimana a quest’ora avremo un quadro più chiaro, almeno un po’.
Intanto fioccano già le voci sulle Zebre che verranno, con uno staff tecnico che sarebbe guidato dall’irlandese Michael Bradley con Carlo Orlandi e Alessandro Troncon, che sarebbero così giubilati dall’U20 ma che cadrebbero decisamente in piedi. Da Calvisano arriverebbe poi la tradizionale vagonata di giocatori. Ma sono solo indiscrezioni, qualche giorno e ne sapremo di più. Però, forse, sarebbe meglio usare il condizionale…

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