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L’altro fine settimana, quello con il ritorno del Pro14: Treviso (con Morisi!) e Zebre in campo

Dal sito ufficiale del Benetton Treviso

Veneti in campo stasera a Belfast alle 20 e 05, domenica alle 14 e 30 i bianconeri ospitano Munster. Partite difficilissime con formazioni che lamentano davvero tante assenze per le nazionali. il Benetton però ritrova (almeno in panchina) Barbini, Banks e soprattutto Luca Morisi

Sabato 23 novembre tutte le attenzioni di tifosi e appassionati di quello strano oggetto che è la palla ovale saranno catturate da un programma di test-match internazionali che per noi comincia con Italia-Sudafrica in quel di Padova, ma che prevede tra le altre anche Scozia-Australia, Inghilterra-Samoa, Galles-Nuova Zelanda, Irlanda-Argentina e Francia-Giappone.
Ma dopo qualche settimana di stop riparte anche il torneo celtico (si ferma invece l’Eccellenza) con le gare della nona giornata, quattro che si giocano stasera e tre domenica. La prima squadra italiana a scendere in campo è il Benetton Treviso che alle 20.05 italiane (diretta tv su Eurosport Player) se la vedrà a Belfast contro l’Ulster.
Partita già difficile di suo che vede aumentare il livello di criticità viste le tantissime assenze per i giocatori impegnati con la nazionale, oltre alla solita lista di infortunati. Ci sono perciò alcuni permit che arrivano dall’Eccellenza e anzi Giuseppe Di Stefano (Fiamme Oro) parte titolare in prima linea. C’è Zanni in seconda linea, all’apertura si rivede Tommaso Allan mentre in panchina vanno a sedersi Barbini, Banks il nuovo ingaggio Faiva e – soprattutto – Luca Morisi. E quest’ultima, lasciatemelo dire, è davvero una bellissima notizia.
Diverse le assenze anche tra gli irlandesi, ma nel XV titolare si vedono comunque i nomi di Piutau, Bowe, Lealiifano e Gilroy.
Le Zebre invece giocano domenica pomeriggio (diretta tv su Eurosport 2 alle 14 e 30) e ospitano il Munster. Partita con un favorito d’obbligo: le formazioni le conosceremo nelle prossime ore.
Difficile fare pronostici su questi due impegni viste le formazioni rimaneggiate delle nostre rappresentanti, la rincorsa nei confronti dei movimenti più avanzati e sviluppati passa anche da questi step: quello di non avere squilibri enormi tra le prestazioni durante i periodi in cui è impegnata la nazionale è uno dei tanti gap da colmare.

Questo il programma completo delle partite celtiche
Ulster – Benetton Treviso (venerdì)
Cheetahs – Edimburgo (venerdì)
Cardiff – Connacht (venerdì)
Leinster – Newport Dragons (venerdì)
Ospreys – Glasgow (domenica)
Zebre – Munster (domenica)
Kings – Scarlets (domenica)

Classifiche
Pool A: Glasgow 38; Munster 26; Cheetahs 20; Connacht 16; Cardiff 15; Zebre 12; Ospreys 11
Pool B: Scarlets 34; Ulster 28; Leinster 27; Edimburgo 23; Benetton 14; Dragons 10; Kings 2

Ulster: 15 Charles Piutau, 14 Tommy Bowe, 13 Louis Ludik, 12 Christian Lealiifano, 11 Craig Gilroy, 10 Peter Nelson, 9 John Cooney, 8 Nick Timoney, 7 Aaron Hall, 6 Clive Ross, 5 Alan O’Connor, 4 Kieran Treadwell, 3 Ross Kane, 2 John Andrew, 1 Callum Black
Riserve: 16 Rob Herring, 17 Schalk van der Merwe, 18 Andy Warwick, 19 Matthew Dalton, 20 Greg Jones, 21 Paul Marshall, 22 Darren Cave, 23 Andrew Trimble

Benetton Rugby: 15 Luca Sperandio, 14 Tommaso Benvenuti, 13 Ignacio Brex, 12 Alberto Sgarbi (c), 11 Andrea Bronzini, 10 Tommaso Allan, 9 Giorgio Bronzini, 8 Robert Barbieri, 7 Nasi Manu, 6 Whetu Douglas, 5 Irné Herbst, 4 Alessandro Zanni, 3 Giuseppe Di Stefano, 2 Tomas Baravalle, 1 Cherif Traore
Riserve: 16 Hame Faiva, 17 Nicola Quaglio, 18 Alberto De Marchi, 19 Federico Ruzza, 20 Marco Barbini, 21 Luca Crosato, 22 Marty Banks, 23 Luca Morisi

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Rifornire la nazionale (e le franchigie): Conor O’Shea vuole prendere l’ascensore

In una intervista il ct azzurro torna a chiedere interventi su uno dei temi più dibattuti nel nostro movimento da quando è iniziata l’avventura celtica

Per avere una nazionale performante bisogna avere atleti di livello, abituati a giocare a un certo livello e preparati da un punto di vista fisico, tecnico e mentale. E’ un problema di qualità e di quantità: perché non solo devi avere appunto giocatori preparati e ma devi averne in numero sufficiente. Strade per arrivare a quel risultato ce n’è diverse, ogni movimento deve trovare la sua adattando le necessità dei club e delle nazionali, trovare un compromesso funzionale e che dia risultati ai vari livelli interessati. Non è semplice, ma si può fare. Lo fanno tutti, o quasi.
Noi una filiera davvero funzionale dall’inizio alla fine ancora non l’abbiamo: siamo andati avanti con un piano non sempre chiarissimo nei suoi tratti fondamentali, sottoposto a virate e modifiche a volte un po’ troppo figlie dell’emergenza del momento contingente e il fatto di vincere davvero poco certo non ci ha aiutato ad affrontare gli inevitabili problemi con la giusta freddezza e lungimiranza.

Le idee negli ultimissimi anni sembrano essere più nitide. Magari non tutti saranno d’accordo con le decisioni prese, probabilmente si è deciso di muoversi in un certo modo per motivi più economici che non meramente tecnici, ma sicuramente è stata fatta chiarezza. La rappresentazione fisica di questo nuovo percorso è lo staff tecnico costruito attorno alla figura di Conor O’Shea. A lui state affidate le chiavi del movimento e soprattutto sembra avere poteri concreti, a differenza di chi l’ha preceduto: avere una squadra vincente per lui significa (anche) confermare e ampliare la sua sfera d’influenza.
Alcune delle sue proposte sono state accettate e messe in pratica subito o quasi, altre rimangono in stand-by e una in particolare è stata rimarcata dal ct in una intervista nell’ultimo numero di AllRugby:

Il famoso e famigerato ascensore tra franchigie e club insomma. Non è la prima volta che il tecnico irlandese lo richiede, non sarà l’ultima. Tra molti addetti ai lavori, giornalisti e appassionati è un qualcosa di assoluto buon senso che viene invocato da tanti anni, praticamente dall’inizio dell’avventura celtica. La federazione ha risposto con il sistema dei permit-players, che nel corso degli anni ha subìto vari aggiustamenti ma che assomiglia (da sempre) più a una pezza messa a un problema che non a un soluzione complessiva. E comunque i permit possono essere confrontati con l’ascensore solo per il movimento a salire, non con quello a scendere: perché con i PP, molto semplicemente, non è contemplato.
Perché finora non ci si è mossi nella direzione richiesta da O’Shea? La FIR, come abbiamo visto, frena da anni ogni spinta che va in quella direzione per delle non meglio precisate motivazioni, ma la poca convinzione con cui si muove su quel sentiero è oggettiva.

Però va detto che c’è un’altra forza importante che ha sempre frenato ogni qual volta si è parlato della questione, ovvero i club. Non tutti, non nella stesa maniera, ma quasi nessuna società ha mai davvero sposato fino in fondo la cosa.
Più che una diffidenza di tipo ideologico si tratta di avere chiarezza sui limiti da dare alla cosa, sui dettagli dei vari aspetti e – di conseguenza – sui contratti. Insomma, “chi paga chi e quando”. Una cosa non semplicissima forse, ma nemmeno impossibile: non siamo di fronte alla congettura dei numeri primi gemelli (un problema matematico che l’uomo si è posto qualche secolo prima di Cristo e ancora oggi irrisolto) e come ho già scritto altre volte basterebbe sedersi tutti attorno a un tavolo per trovare una soluzione più che accettabile. Basterebbe volerlo.

PS: piccola nota personale. Chi frequenta questo blog sa quanto mi sia caro il tema del rispetto del lavoro svolto, da e per chiunque. Quello che uno fa può essere sottoposto a critiche, ci mancherebbe, purché le forme siano civili: perché la forma alle volte è anche sostanza e l’abito può davvero fare il monaco.
Domenica Norberto “Cacho” Mastracola è stato protagonista suo malgrado di un episodio di critica decisamente invadente che è al limite del comprensibile – se non oltre – per i modi in cui è stata fatta, ancora prima delle sue motivazioni. Mastracola fa un lavoro semplicemente mostruoso sul territorio, dal minirugby alla nazionale, spiace molto che qualcuno con un ruolo piuttosto importante abbia ritenuto doveroso ricordargli e ricordarci che il nostro non è italiano (come se la cosa potesse contare qualcosa) invece che tributargli un applauso per quanto fatto per il nostro movimento in tanti anni di lavoro. Tanto più interrompendolo mentre stava facendo una telecronaca in diretta del massimo campionato italiano.
Al collega Norberto va la totale solidarietà di questo blog, per quello che può contare. All’amico Cacho dico solo di non preoccuparsi e non prendersela troppo: abbiamo vinto anche stavolta. Forse più questa volta che molte altre.

Benetton e Zebre e un mese (abbondante) un po’ così: 12 partite, due sole vittorie

Non sono mancate le belle prove, non sono mancate le gare sfuggite di un nulla, non sono mancate nemmeno alcune partite giocate male: sono mancate però le affermazioni 

La frenata c’è stata, innegabile. Nelle ultime due giornate di Pro14 Benetton Treviso e Zebre hanno messo assieme 4 sconfitte in altrettante partite giocate: i veneti sono stati battuti in cada da Edimburgo e poi sono stati piegati in casa degli Scarlets mentre le Zebre sono state beffate a Parma con i Cheetahs per poi perdere in maniera piuttosto netta a Cardiff per mano dei Blues. A dirla tutta l’ultima vittoria di una formazione italiana è di un mese fa, quando il Benetton superava 31 a 3 i Kings mentre l’ultimo sorriso delle Zebre risale al 30 settembre, con l’affermazione sull’Ulster, e in mezzo ci sono stati i 4 ko nelle coppe europee.
Ogni partita è una storia a sé e va sottolineato che grandi disastri non si sono visti, le partite più negative in termini di qualità delle prestazioni sono state quasi degli episodi isolati (quasi): per Treviso molto negativa è stata la gara interna con l’Edimburgo, per i bianconeri l’ultima con i Blues e la prima di Challenge in casa dell’Agen.

Mettiamoci anche i tanti infortunati, le partite perse di un nulla (non poche) e i giocatori tenuti a riposo per il turn-over o per le convocazioni in nazionale, però quello che rimane è una lunga sequela di sconfitte. Che per quanto combattute e magari immeritate – e alcune lo sono state di sicuro – rimangono tali. Ora le Zebre sono penultime della loro pool, con un solo punto di vantaggio sugli Ospreys, squadra quest’anno in grandissima difficoltà; va un po’ meglio al Benetton, che ha due squadre alle sue spalle che sono anche più distanti (i Dragons a 4 lunghezze e i Kings addirittura a 12).
Forse l’avvicinarsi del mese di nazionale e le convocazioni legate al mese di novembre ha influito inconsciamente a livello mentale, di concentrazione, tanto più in un momento in cui le carte si stanno mischiando non poco nel gruppo azzurro. Però questo è uno step che va superato: perdere nelle settimane in cui è impegnata anche la nazionale è cosa che va messa in conto per un movimento come il nostro che comunque ha ancora una base-giocatori non molto larga, farlo però con un mese di anticipo è tutta un’altra faccenda.

Un pezzo di Eccellenza, Treviso-Edimburgo e Zebre-Cheetahs: il menu di oggi

Altro sabato, altro giro. In campo e in diretta tv le due squadre italiane impegnate nel torneo celtico e poi due partite dell’Eccellenza (volendo anche la finale di Mitre Cup e quella di Currie Cup)

GUINNESS PRO14: BENETTON TREVISO-EDIMBURGO (ore 15, diretta tv su Eurosport 2)
A metà settembre i biancoverdi superarono gli scozzesi 20 a 17 in casa loro, una vittoria davvero importante, ora tocca ai veneti ospitare una squadra che viene al Monigo certo per non fare del turismo. Entrambe le formazioni sono a quota 14 punti, a 9 lunghezze dal Leinster che le precede e 4 sopra ai Dragons.
Tre i cambi nel XV titolare del Benetton: Tebaldi al posto di Gori (che non si siede nemmeno in panchina), in terza linea c’è Minto mentre Budd è in seconda assieme a Fuser. Da sottolineare la presenza di Alessandro Zanni in panchina, a distanza di 12 mesi dalla sua ultima partita prima dell’infortunio.
Gli indisponibili? Tommaso Allan, Marty Banks, Marco Barbini, Andrea Buondonno, Ornel Gega, Tommaso Iannone, Engjel Makelara, Luca Morisi, Nicola Quaglio, Marco Riccioni, Michael Tagicakibau, Matteo Zanusso.
Diversi i cambi anche tra gli scozzesi rispetto alla loro ultima uscita, ben otto, con l’ex biancoverde Michele Rizzo che partirà dalla panchina.

Benetton Treviso: 15 Jayden Hayward, 14 Angelo Esposito, 13 Ignacio Brex, 12 Alberto Sgarbi, 11 Luca Sperandio, 10 Ian McKinley, 9 Tito Tebaldi, 8 Robert Barbieri, 7 Abraham Steyn, 6 Francesco Minto, 5 Dean Budd (c), 4 Marco Fuser, 3 Simone Ferrari, 2 Luca Bigi, 1 Federico Zani
Riserve: 16 Tomas Baravalle, 17 Cherif Traore, 18 Tiziano Pasquali, 19 Federico Ruzza, 20 Alessandro Zanni, 21 Sebastian Negri, 22 Giorgio Bronzini, 23 Tommaso Benvenuti
Edimburgo: 15 Blair Kinghorn, 14 Dougie Fife, 13 James Johnstone, 12 Phil Burleigh, 11 Jason Harries, 10 Jason Tovey ,9 Sam Hidalgo-Clyne, 8 Cornell du Preez, 7 Hamish Watson, 6 Luke Crosbie, 5 Ben Toolis, 4 Fraser McKenzie (c), 3 WP Nel, 2 Stuart McInally, 1 Darryl Marfo
Riserve: 16 Neil Cochrane, 17 Michele Rizzo, 18 Murray McCallum, 19 Grant Gilchrist, 20 Lewis Carmichael, 21 Nathan Fowles, 22 Glenn Bryce, 23 Chris Dean

GUINNESS PRO14: ZEBRE-CHEETAHS (ore 18, diretta tv su Eurosport 2)
Un mese fa, in Sudafrica, i bianconeri vennero battuti 54-39 ma nel frattempo sono molto cresciuti e oggi a Parma va in scena una sfida sulla carta molto equilibrata. Cheetahs che al momento in classifica sono a 16 punti, proprio davanti alle Zebre che sono a quota 11. Cinque i cambi tra i titolare dei padroni di casa dopo il ko interno con il Pau in Challenge Cup di una settimana fa: Panico è titolare in prima linea, Bernabò e Krumow vanno a comporre una seconda linea tutta nuova complice anche l’infortunio di Biagi (con lui in infermeria anche Tommaso D’Apice, Andrea Manici, Maxime Mbandà e David Sisi) che salterà i test-match di novembre, dentro infine sin dal primo minuto anche Bellini e Minozzi.
In Pro14 ieri sera vittorie per Connacht sul Munster (20-16), per i Warriors sui Southern Kings (43-13) e per gli Ospreys sui Dragons (28-14).

Zebre: 15 Matteo Minozzi, 14 Giulio Bisegni, 13 Tommaso Boni, 12 Tommaso Castello (c), 11 Mattia Bellini, 10 Carlo Canna, 9 Marcello Violi, 8 Derick Minnie, 7 Johan Meyer, 6 Giovanni Licata, 5 Valerio Bernabò, 4 Leonard Krumow, 3 Eduardo Bello, 2 Oliviero Fabiani, 1 Sami Panico
Riserve16 Luhandre Luus, 17 Andrea Lovotti, 18 Dario Chistolini, 19 Jacopo Sarto, 20 Renato Giammarioli, 21 Guglielmo Palazzani, 22 Serafin Bordoli, 23 Ciaran Gaffney
Cheetahs: 15 Sergeal Petersen, 14 Raymond Rhule, 13 Francois Venter (c), 12 William Small-Smith, 11 Makazola Mapimpi, 10 Ernst Stapelberg, 9 Tian Meyer, 8 Oupa Mohoje, 7 Junior Pokomela, 6 Paul Schoeman, 5 Reniel Hugo, 4 Justin Basson, 3 Tom Botha, 2 Torsten van Jaarsveld 1 Ox Nche
Riserve: 16 Jacques du Toit, 17 Charles Marais, 18 Johan Coetzee, 19 Rynier Bernardo, 20 Jasper Wiese, 21 Shaun Venter, 22 Fred Zeilinga, 23 Nico Lee

CAMPIONATO ECCELLENZA, 4a GIORNATA (tra oggi e domani, tutte in diretta web su The Rugby Channel)
Oggi alle 15 si gioca Lazio-San Donà, alle 16 Rovigo-Viadana. Domani il programma prevede Calvisano-Petrarca, Mogliano-Medicei e Reggio-Fiamme Oro, tutte con calcio d’inizio alle ore 15.
Il San Donà cerca nuove conferme contro una Lazio che ha un grosso bisogno di punti mentre Rovigo-Viadana è una sfida tra due squadre che escono da un paio di settimane poco tranquille, i gialloneri per esclusivi motivi tecnico/sportivi mentre i rossoblu vengono dall’esonero dell’assistant coach Jason Wright.
Domenica spicca il big match tra Calvisano e Petrarca: quali che siano i risultati la classifica cambierà non poco la sua fisionomia al termine di questa tornata. Al solito tutte le gare saranno trasmesse in diretta streaming da The Rugby Channel.

Lazio: Antl; Giancarlini, Di Giulio, Guardiano; Lombardo; Ceballos, Bonavolontà D. (cap); Cicchinelli; Ercolani, Pagotto; Pierini, Romagnoli; Forgini, Cugini (vcap), Di Roberto.
A disposizione: Gloriani, Corcos, Amendola, Marsella, Bonavolontà F., Giangrande, Vella, Brui
San Donà: Van Zyl; Falsaperla, Lupini, Pratichetti, Biasuzzi; Ambrosini, Crosato; Derbyshire, Vian GM, Catelan; Van Vuren, Wessels; Michelini, Bauer, Ceccato.
A disposizione: Pasqual, Vian GL, Ros, Rorato, Erasmus, Reeves, Bertetti, Schiabel

Rovigo: Robertson-Weepu; Barion, Majstorovic, Davies, Cioffi; Mantelli, Chillon; Ferro (cap.), Lubian, De Marchi; Parker, Ortis; Pavesi, Momberg, Brugnara.
A disposizione: Cincotto, Balboni, D’Amico, Zanini, Boggiani, Loro, Modena, Odiete/Biffi.
Viadana: Spinelli; Amadasi, Finco, Rojas, O’Keeffe; Biondelli, Gregorio; Grigolon, Moreschi, Denti And. (capitano) Caila, Orlandi, Brandolini, Silva, Bergonzini.
A disposizione: Ceciliani, Breglia, Denti Ant., Chiappini, Delnevo, Bacchi, Tizzi, Manganiello

Questa la classifica da cui si parte:
Calvisano 15 punti; Viadana 14; Petrarca 13; Rovigo, San Donà 9; Fiamme Oro, Medicei 5; Mogliano 2; Lazio 1; Reggio 0

RUGBY INTERNAZIONALE, FINALI DI MITRE CUP E CURRIE CUP

MITRE CUP – ore 8.35, diretta tv su Sky Sport 3
Canterbury: 15 George Bridge, 14 Josh McKay, 13 Tim Bateman, 12 Rob Thompson, 11 Braydon Ennor, 10 Richie Mo’unga, 9 Mitchell Drummond, 8 Luke Whitelock (c), 7 Billy Harmon, 6 Tom Sanders, 5 Dominic Bird, 4 Hamish Dalzell, 3 Siate Tokolahi, 2 Ben Funnell, 1 Alex Hodgman
Riserve: 16 Nathan Vella, 17 Chris Gawler, 18 Oliver Jager, 19 Reed Prinsep, 20 Tom Christie, 21 Jack Stratton, 22 Brett Cameron, 23 Inga Finau
Tasman: 15 Will Jordan, 14 Tomas Aoake, 13 Levi Aumua, 12 Alex Nankivell, 11 James Lowe, 10 Mitchell Hunt, 9 Finlay Christie, 8 Jordan Taufua, 7 Vernon Fredericks, 6 Ethan Blackadder, 5 Shannon Frizell, 4 Alex Ainley (c), 3 Tyrel Lomax, 2 Andrew Makalio, 1 Siua Halanukonuka
Riserve: 16 Ti’i Paulo, 17 Tom Hill, 18 Ryan Coxon/Drew Patelo, 19 Pari Pari Parkinson, 20 Pete Samu/Braden Stewart, 21 Billy Guyton/Ben Finau, 22 Tim O’Malley, 23 Trael Joass

CURRIE CUP – ore 16, diretta tv su Sky Sport 2
Sharks: 15 Garth April, 14 Kobus van Wyk, 13 Lukhanyo Am, 12 Marius Louw, 11 Odwa Ndungane, 10 Curwin Bosch, 9 Louis Schreuder, 8 Dan du Preez, 7 Jean-Luc du Preez, 6 Keegan Daniel, 5 Ruan Botha (c), 4 Tyler Paul, 3 Ross Geldenhuys, 2 Franco Marais, 1 Thomas du Toit
Riserve: 16 Armand van der Merwe, 17 Juan Schoeman, 18 John-Hubert Meyer, 19 Jean Droste, 20 Jacques Vermeulen, 21 Michael Claassens, 22 Tristan Blewett, 23 Rhyno Smith
Western Province: 15 Damian Willemse, 14 Seabelo Senatla, 13 Ruhan Nel, 12 Huw Jones, 11 Dillyn Leyds, 10 Robert du Preez, 9 Dewaldt Duvenage, 8 Nizaam Carr, 7 Cobus Wiese, 6 Sikhumbuzo Notshe, 5 John Schickerling, 4 Chris van Zyl (c), 3 Wilco Louw, 2 Bongi Mbonambi, 1 Jacobus Janse van Rensburg
Riserve: 16 Ramone Samuels, 17 Alistair Vermaak, 18 Frans van Wyk, 19 Jan de Klerk, 20 Kobus van Dyk, 21 Jano Vermaak, 22 Werner Kok, 23 Dan Kriel

Ci si ritrova lunedì

Italrugby verso i test-match con la testa più libera: se perdere non è più un incubo

Gruppo azzurro ottobre 2017

ph. Fotosportit/FIR

Oggi a Milano si terrà la presentazione in pompa magna dei test-match di novembre: il presidente federale Gavazzi, il ct Conor O’Shea e il suo staff, il capitano azzurro Sergio Parisse e una delegazione di atleti della nazionale incontreranno la stampa in vista delle sfide di Catania alle Isole Fiji (11 novembre), di Firenze all’Argentina (il 18) e di Padova al Sudafrica (il 25).
Il gruppo azzurro (qui tutti i convocati) nei primi giorni di questa settimana ha tenuto un primo stage a Parma, i 34 giocatori si ritroveranno nuovamente lunedì e martedì a Treviso, poi i 31 prescelti si giocheranno i tre test di novembre.

Visto come stanno andando le cose in questa prima fase della stagione c’è grande attesa per le partite dell’Italia: la gara con Fiji è sicuramente la più abbordabile contro una squadra forte fisicamente e tecnicamente ma che tradizionalmente non ha nell’organizzazione il suo punto di forza visto che i giocatori inizieranno ad allenarsi assieme non molti giorni prima del match. Poi ci sono Argentina e Sudafrica: i Pumas arrivano da una lunga serie negativa anche se rimangono squadra di assoluto valore, gli Springboks ricordano immediatamente al nostro pubblico la felicità della storica vittoria di un anno fa in quel di Firenze ma bisogna subito tenere a mente due cose: che incontreremo gli springboks nell’ultima gara del prossimo novembre quando il gruppo potrebbe (condizionale d’obbligo) avere speso molto in termini fisici e nervosi e che oggi il Sudafrica non è sicuramente la squadra in difficoltà che era 12 mesi fa. Parecchie cose rimangono da sistemare e non sono mancati i passaggi a vuoto negli ultimi mesi, ma la squadra ha dato prova di essersi rigenerata. Poi vedremo cosa dirà il campo.

In attesa di vedere quanto il buon momento di Zebre e Benetton Treviso inciderà sulle prestazioni e sui risultati della nazionale va sottolineato un aspetto che in queste settimane è stato rilevato poco o quasi del nulla: è vero che le nostre due formazioni impegnate nella Guinness Pro14 hanno migliorato la loro tenuta fisica e sembrano avere dei game-plan più chiari ma forse giocano anche con una testa più libera. I risultati ovviamente aiutano e come più volte è stata detto e scritto niente ti aiuta a vincere più del vincere stesso, ma l’impressione è che i giocatori giochino senza alcun timore. Non hanno paura di giocarsela con chiunque e la sconfitta è “semplicemente” una delle possibilità in campo. Quello azzurro, ma il discorso si può allargare alle due franchigie, è un gruppo che negli anni ha vinto pochissimo. Club, nazionale, individualmente: le vittorie e le affermazioni sono pochissime. Il riuscire ad affrontare l’avversario con la giusta concentrazione, la giusta serenità e il non vivere l’ipotesi di una sconfitta come una mezza tortura è un passo importantissimo. E bisogna darne atto al ct e al suo staff.