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Un altro sabato di test-match: la guida da Italia-Australia a Francia-Argentina. E il mondo guarda Irlanda-All Blacks

Ph. Fotosportit/FIR

Australia come bersaglio grosso messo nel mirino da Conor O’Shea per questo mese di novembre. Lo sentiamo dire da settimane, e il motivo è stato di salute dei nostri avversari di Padova, che arrivano da una lunga serie di ko. Il gap tecnico è totalmente a loro vantaggio, ma la testa fa molto e i wallabies scenderanno in campo con l’obbligo di vincere mentre noi abbiamo poco o nulla da perdere. L’ideale, in effetti, ma bisogna mantenere i piedi ben piantati per terra e renderci conto che dipende solo dagli australiani: se il XV allenato da Cheika gioca come può e come sa si tratterà solo di limitare i danni, anche se noi dovessimo esprimerci al 110%. Se invece saremo bravi a mettergli dei tarli in testa…
Detto questo, io sarei pronto (prontissimo) a barattare una vittoria con l’Australia con un tot di affermazioni sparse nei prossimi mesi: un paio di anni fa abbiamo superato il Sudafrica, è stato bellissimo, ma il solito exploit isolato. Io ne avrei le tasche piene eh…
Azzurri senza Parisse ma con Hayward, Cheika fa debuttare Jake Gordon e Jordan Petaia e che può contare su una panchina di assoluto prim’ordine.
Gli occhi Ovalia saranno puntati su Dublino, dove si gioca la sfida tra le due prime squadre del mondo: Irlanda-All Blacks promette di essere uno spettacolo di prim’ordine. Da non perdere nemmeno Scozia-Sudafrica e Francia-Argentina.
Domenica spazio al massimo campionato italiano con le partite dell’ottava giornata, questo il programma:
Valorugby Emilia v Lazio Rugby 1927 (ore 14.30)
Fiamme Oro Rugby v Verona Rugby (ore 14.30)
Mogliano Rugby 1969 v Argos Petrarca Padova (ore 15)
Toscana Aeroporti I Medicei v Lafert San Donà (ore 15)
Valsugana Rugby Padova v Rugby Viadana 1970 (ore 15)
Kawasaki Robot Calvisano v Femi-CZ Rovigo (ore 15)

Orari, tv e formazioni dei test-match internazionali:

Italia – Australia: ore 15 (Stadio Euganeo, Padova), diretta tv su DMAX
Italia: 15 Jayden Hayward, 14 Tommaso Benvenuti, 13 Michele Campagnaro, 12 Tommaso Castello, 11 Mattia Bellini, 10 Tommaso Allan, 9 Tito Tebaldi, 8 Abraham Jurgens Steyn, 7 Jake Polledri, 6 Sebastian Negri, 5 Dean Budd, 4 Alessandro Zanni, 3 Simone Ferrari, 2 Leonardo Ghiraldini (c), 1 Andrea Lovotti
Riserve: 16 Luca Bigi, 17 Cherif Traore’, 18 Tiziano Pasquali, 19 Marco Fuser, 20 Johan Meyer, 21 Guglielmo Palazzani, 22 Carlo Canna, 23 Luca Morisi
Australia: 15 Israel Folau, 14 Adam Ashley-Cooper, 13 Samu Kerevi, 12 Bernard Foley, 11 Jordan Petaia, 10 Matt Toomua, 9 Jake Gordon, 8 David Pocock, 7 Michael Hooper (c), 6 Jack Dempsey, 5 Adam Coleman, 4 Izack Rodda, 3 Taniela Tupou, 2 Folau Fainga’a, 1 Scott Sio
Riserve: 16 Tatafu Polota-Nau, 17 Jermaine Ainsley, 18 Sekope Kepu, 19 Rory Arnold, 20 Pete Samu, 21 Will Genia, 22 Kurtley Beale, 23 Dane Haylett-Petty

Galles – Tonga: ore 15.30 (Cardiff, Principality Stadium)
Galles: 15 Jonah Holmes 14 Liam Williams, 13 Tyler Morgan, 12 Owen Watkin, 11 Steff Evans, 10 Dan Biggar, 9 Tomos Williams, 8 Seb Davies, 7 Ellis Jenkins (c), 6 Aaron Wainwright, 5 Adam Beard, 4 Jake Ball, 3 Leon Brown, 2 Elliot Dee, 1 Wyn Jones
Riserve: 16 Ryan Elias, 17 Rob Evans, 18 Tomas Francis, 19 Cory Hill, 20 Ross Moriarty, 21 Aled Davies, 22 Rhys Patchell, 23 Josh Adams
Tonga:

Inghilterra – Giappone: ore 16 (Londra, Twickenham Stadium)
Inghilterra: 15 Elliot Daly, 14 Joe Cokanasiga, 13 Jack Nowell, 12 Alex Lozowski, 11 Chris Ashton, 10 George Ford (c), 9 Danny Care, 8 Zach Mercer, 7 Mark Wilson, 6 Courtney Lawes, 5 Maro Itoje, 4 Charlie Ewels, 3 Harry Williams, 2 Jamie George, 1 Alec Hepburn
Riserve: 16 Dylan Hartley, 17 Ben Moon, 18 Kyle Sinckler, 19 Ted Hill, 20 Sam Underhill, 21 Richard Wigglesworth, 22 Owen Farrell, 23 Henry Slade
Giappone: 15 William Tupou, 14 Akihito Yamada, 13 Timothy Lafaele, 12 Ryoto Nakamura, 11 Kenki Fukuoka, 10 Yu Tamura, 9 Fumiaki Tanaka, 8 Kazuki Himeno, 7 Masakatsu Nishikawa, 6 Michael Leitch (c), 5 Uwe Helu, 4 Wimpie van der Walt, 3 Jiwon Koo, 2 Atsushi Sakate, 1 Keita Inagaki
Riserve: 16 Yusuke Niwai, 17 Koki Yamamoto, 18 Asaeli Ai Valu, 19 Samuela Anise, 20 Hendrik Tui, 21 Shunsuke Nunomaki, 22 Yutaka Nagare, 23 Rikiya Matsuda

Scozia – Sudafrica: ore 18.20 (Edimburgo, Murrayfield Stadium)
Scozia: 15 Stuart Hogg, 14 Tommy Seymour, 13 Huw Jones, 12 Pete Horne, 11 Sean Maitland, 10 Finn Russell, 9 Greig Laidlaw (c), 8 Ryan Wilson, 7 Hamish Watson, 6 Sam Skinner, 5 Jonny Gray, 4 Ben Toolis, 3 Willem Nel, 2 Stuart McInally, 1 Gordon Reid
Riserve: 16 Fraser Brown, 17 Allan Dell, 18 Simon Berghan, 19 Josh Strauss, 20 Jamie Ritchie, 21 Ali Price, 22 Adam Hastings, 23 Chris Harris
Sudafrica: 15 Willie le Roux, 14 Sbu Nkosi, 13 Jesse Kriel, 12 Damian de Allende, 11 Aphiwe Dyantyi, 10 Handré Pollard, 9 Embrose Papier, 8 Duane Vermeulen, 7 Pieter-Steph du Toit, 6 Siya Kolisi (c), 5 Franco Mostert, 4 RG Snyman, 3 Frans Malherbe, 2 Malcolm Marx, 1 Steven Kitshoff
Riserve: 16 Bongi Mbonambi, 17 Thomas du Toit, 18 Vincent Koch, 19 Lood de Jager, 20 Francois Louw, 21 Ivan van Zyl, 22 Elton Jantjies, 23 Cheslin Kolbe

Irlanda – Nuova Zelanda: ore 20 (Dublino, Aviva Stadium), diretta streaming su DAZN
Irlanda: 15 Rob Kearney, 14 Keith Earls, 13 Garry Ringrose, 12 Bundee Aki, 11 Jacob Stockdale, 10 Jonathan Sexton, 9 Kieran Marmion, 8 CJ Stander, 7 Dan Leavy, 6 Peter O’Mahony, 5 James Ryan, 4 Devin Toner, 3 Tadhg Furlong, 2 Rory Best (c), 1 Cian Healy
Riserve: 16 Sean Cronin, 17 Jack McGrath, 18 Andrew Porter, 19 Iain Henderson, 20 Josh van der Flier, 21 Luke McGrath, 22 Joey Carbery, 23 Jordan Larmour
Nuova Zelanda: 15 Damian McKenzie, 14 Ben Smith, 13 Jack Goodhue, 12 Ryan Crotty, 11 Rieko Ioane, 10 Beauden Barrett, 9 Aaron Smith, 8 Kieran Read (c), 7 Ardie Savea, 6 Liam Squire, 5 Brodie Retallick, 4 Sam Whitelock, 3 Owen Franks, 2 Codie Taylor, 1 Karl Tu’inukuafe
Riserve: 16 Dane Coles, 17 Ofa Tuungafasi, 18 Nepo Laulala, 19 Scott Barrett, 20 Matt Todd, 21 TJ Perenara, 22 Richie Mo’unga, 23 Anton Lienert-Brown

Francia – Argentina: ore 20.45 (Lille, Stade Pierre-Mauroy), diretta tv su Eurosport
Francia: 15 Maxime Medard, 14 Teddy Thomas, 13 Mathieu Bastareaud, 12 Gael Fickou, 11 Yoann Huget, 10 Camille Lopez, 9 Baptiste Serin, 8 Louis Picamoles, 7 Artur Iturria, 6 Wenceslas Lauret, 5 Yoan Maestri, 4 Sebastien Vahaamahina, 3 Cedate Gomes Sa, 2 Guilhem Guirado (c), 1 Jefferson Poirot 
Riserve:16 Camille Chat, 17 Dany Priso, 18 Rabah Slimani, 19 Paul Gabrillagues, 20 Mathieu Babillot, 21 Antoine Dupont, 22 Anthony Belleau, 23 Benjamin Fall
Argentina: 15 Emiliano Boffelli, 14 Bautista Delguy, 13 Matias Orlando, 12 Jeronimo De La Fuente, 11 Ramiro Moyano, 10 Nicolas Sanchez, 9 Gonzalo Bertranou, 8 Javier Ortega Desio, 7 Guido Petti, 6 Pablo Matera (c), 5 Tomas Lavanini, 4 Matias Alemanno, 3 Santiago Medrano, 2 Augustin Creevy, 1 Santiago Garcia Botta
Riserve:16 Julian Montoya, 17 Juan Pablo Zeiss, 18 Lucio Sordoni, 19 Mariano Galarza, 20 Rodrigo Bruni, 21 Tomas Lezana, 22 Tomas Cubelli, 23 Matias Moroni

A lunedì

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Un anno alla RWC 2019: i numeri dicono già che il Mondiale giapponese sarà un successo

Il 20 settembre 2019 a Tokyo scatterà il torneo iridato che per la prima volta si giocherà in un paese asiatico, lontano dal “cuore” di Ovalia. Il CEO di World Rugby snocciola numeri da record e tra il serio e il faceto spiega perché – alla fine – sarebbe meglio se vincessero gli All Blacks…

Un anno esatto al calcio d’inizio. Beh, quasi. In effetti il fischio dell’arbitro di Giappone-Russia – gara inaugurale della RWC 2019 – è in programma per le 19 e 45 del 20 settembre 2019, ora nipponica (da noi saranno le 12 e 45). A voler essere pignoli l’anno esatto arriva un giorno dopo la pubblicazione di questo articolo, ma insomma siamo lì…
Un anno a un evento attesissimo, il terzo per importanza mondiale dopo le Olimpiadi e il torneo iridato del calcio. Un evento che si annuncia particolarmente interessante perché per la prima volta il rugby esce dal seminato, ovvero dalla comfort zone rappresentata dalle nazioni in cui la disciplina della palla ovale è uno degli sport più importanti e dall’antica tradizione. E così dopo le varie Australia, Nuova Zelanda, Inghilterra, Francia, Sudafrica eccetera eccetera si sbarca in Giappone.
Una meta affascinante dove il rugby negli ultimi anni ha avuto una crescita importante. E stiamo parlando di una crescita economica, di movimento e – last but not least – tecnica. Uno sport che è ancora di nicchia ma che non manca certo di tradizione, visto che le prime squadre da quelle parti hanno preso vita nella seconda metà dell’Ottocento…

C’erano dubbi sui ritorni economici dopo una simile scelta (perdonateci se l’argomento schei torna spesso in queste righe ma la RWC è la benzina principale che fa marciare tutta Ovalia), soprattutto dopo il pranzo luculliano rappresentato dal Mondiale inglese di quattro anni fa, ma in una intervista rilasciata a Le Figaro il CEO di World Rugby Brett Gosper mette in fila una serie di numeri che lasciano davvero poco spazio alle interpretazioni o ai timori della vigilia.
Iniziamo dai biglietti, la cui articolata fase di assegnazione inizia proprio oggi: “il pubblico giapponese ha risposto in massa”, fa sapere il dirigente nato a Melbourne. E ha ragione: d’altronde solo dai confini dell’arcipelago asiatico sono arrivate 2 milioni e mezzo di richieste a fronte di 1,8 milioni di tagliandi disponibili. Cifre che però non devono mettere in allarme gli oltre 400mila tifosi di tutto al mondo attesi sugli spalti delle gare del torneo: “Ci sarà spazio per tutti – sottolinea Gosper – E comunque le richieste dei giapponesi riguardano la seconda fase del torneo, le semifinali e le finali, le partite degli All Blacks e, ovviamente, della loro nazionale. Il 30% dei posti è previsto per i 400.000 sostenitori stranieri attesi. Questa Coppa del Mondo sarà un grande successo”.

Perché poi ci sono anche altri dati: “Avremo finalmente più entrate commerciali rispetto a quattro anni fa (245 milioni di euro, specifica il quotidiano transalpino). E l’impatto sull’economia giapponese supererà le ricadute registrate in Inghilterra nel 2015: secondo le ultime previsioni, saranno 2,8 miliardi di euro. Abbiamo inoltre rinnovato i nostri sponsor, con un potenziamento significativo in media del 30%”.
Gosper poi affronta il tema delle televisioni, senza nascondere il probabile calo rispetto alla RWC 2015 per via del fuso orario: “Per via degli orari delle partite prevediamo un lieve calo sui due più grandi mercati, Gran Bretagna e Francia, ma in compenso ci sarà molto più pubblico in Asia e in particolare in Giappone, dove i diritti televisivi stanno aumentando davvero tanto”. E Le Figaro ricorda infatti che nel 2015 la partita contro Samoa aveva attirato un pubblico televisivo record di 25 milioni di spettatori nipponici.

Il CEO di World Rugby chiude snocciolando altri dati: “In Giappone c’è una tradizione importante. E’ uno sport di nicchia ma le squadre sono di proprietà di grandi aziende, hanno un campionato che attira nomi importanti e diverse stelle. Ci siamo fissati per quel paese l’obiettivo di un milione di praticanti in quel paese entro il Mondiale 2019: siamo già oltre 900mila e ora il rugby è entrato in 10mila scuole. E il panorama più ampio, grazie a uno studio della Nielsen, ci dice che nel mondo ci sono 793 milioni di persone interessate al rugby, e 338 milioni si dichiarano tifosi”.
Infine una speranza da tifoso – insomma: più o meno tifoso… – interessato: “Gli All Blacks affascinano, il loro successo è tale che supera il mondo del rugby. Sono un ottimo strumento promozionale per il nostro sport. Quasi tutti conoscono gli All Blacks. Sono i favoriti di ogni Coppa del Mondo ma ne hanno vinti solo tre su otto, anche se nel 2019 sembrano destinati a un terzo successo consecutivo. Se succederà andrà oltre la storia del nostro sport: ne parleranno i media di tutto il mondo, dalla Cina agli Stati Uniti. Se la Francia vince la Coppa del Mondo, il titolo in prima pagina lo avremo solo su L’Équipe e Le Figaro, ma non su tutti i giornali del mondo…”.

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Dagli arbitri all’Argentina, fino all’Italia: i test-match nel Tinello di Vittorio Munari

Tre settimane di rugby intensissimo che ci hanno regalato spunti e riflessioni: dal caos sull’interpretazione delle regole fino alla crisi dei Pumas passando attraverso il “caso McKenzie” degli All Blacks, le difficoltà inglesi, la stanchezza (e non solo) della Francia. Senza dimenticare la bellissima serie Australia-Irlanda e il tour azzurro in Giappone…
E stavolta i file sono due, inevitabilmente.
Palla a Vittorio!

Italia batte Giappone: la vittoria che serviva, la svolta che non poteva esserci

A Kobe prestazione convincente dell’Italia. Si tratta della “svolta” agognata e annunciata dal presidente FIR solo qualche giorno fa? No, ma non poteva nemmeno esserlo: è però un passo che potrebbe diventare importante solo se ce ne saranno altri. Una brutta Italia U20 viene sconfitta dal Galles nella finale per il 7° posto al Mondiale Juniores vinto dalla Francia 

Una vittoria risicata nel punteggio ma più ampia di quanto non dica il tabellone al termine degli 80 minuti di gara giocati sabato a Kobe. Se a Oita il 34-17 finale a favore dei Brave Blossoms ci stava tutto, il 22-25 del secondo test-match in Giappone non dice tutta la verità sull’andamento della partita. Che è stata per quasi un’ora in mano all’Italia prima che un calo mentale e fisico rimettesse in corsa i padroni di casa.
Gli azzurri sabato hanno giocato bene, nulla di travolgente ma hanno messo in pratica uno dei ritornelli più ripetuti da Conor O’Shea da quando è arrivato dalle nostre parti: non dobbiamo pensare troppo all’avversario ma a quello che possiamo fare noi. E a farlo bene, aggiungerei io. Kobe può diventare un buon esempio di quel refrain, pur con i limiti  gli errori inevitabilmente commessi.
A Oita avevamo visto un gruppo azzurro spento, sovrastato dalla fisicità e dalla determinazione giapponese, prima ancora che dalla loro organizzazione. A Kobe i ruoli si sono invertiti, con la compagine italiana che ha preso subito in mano il pallino della gara e non lo ha mai mollato fino al 55′, con il XV in maglia biancorossa che non è quasi mai entrato nei nostri 22 metri e ha sempre subìto e inseguito la manovra avversaria. Un Giappone lontano parente di quello visto in campo solo una settimana prima, stavolta annichilito dalla grinta, dall’orgoglio e dalla determinazione italiana, una volta tanto nel formato “so cosa voglio e so come ottenerlo”.

Certo non va dimenticata anche la fase due della partita di sabato, ovvero quella dopo il 55′. L’Italia dopo aver chiuso sul 3-12 il primo tempo (risultato anche un po’ stretto rispetto a quanto visto in campo) ha iniziato la seconda frazione con la meta di Polledri e la marcatura annullata a Minozzi per un fuorigioco discusso e discutibile. Gara completamente in mano agli azzurri, poi la luce si è spenta: benzina finita o calo mentale? I nostri ragazzi hanno deciso inconsciamente che la partita era ormai finita? Non lo sapremo mai, quello che è sicuro è che in 10 minuti abbiamo preso due mete e riportato in vita un Giappone fino a quel punto quasi impalpabile.
Non siamo nuovi a questi black-out, purtroppo, ma la faccia buona di questa moneta amara è che dopo quello sbandamento ci siamo rimessi in carreggiata e non abbiamo sbracato, come invece altre volte era successo. Abbiamo sofferto, certo, ed era una sofferenza che ci potevamo tranquillamente evitare – non dimentichiamocelo – ma abbiamo anche saputo metterci una pezza. Chiaro che un black-out del genere con il Giappone lo puoi recuperare, con altre squadre contro cui giochiamo abitualmente è invece letale.

Bene i punti d’incontro, bene la velocità del gioco in ruck, così così la mischia e male la touche. C’è molto su cui lavorare, ma questo lo sanno pure i muri. C’è da far crescere di testa alcuni nostri giovani, che il giallo che si è preso Licata era tanto evitabile quanto pericoloso per come si era messa la partita. Dobbiamo concretizzare di più e migliorare lì davanti, che non possiamo vivere di glorie e tempi ormai passati. Facciamo ancora troppi errori, vedi l’ultima meta nipponica, ma se abbiamo la giusta testa, la giusta concentrazione e la giusta determinazione possiamo dire la nostra.
Poi c’è la questione svolta. L’aveva chiesta il presidente federale Alfredo Gavazzi via twitter qualche ora prima del match di Kobe: “Auspichiamo che Giappone-Italia segni la svolta che il movimento aspetta”. Una uscita discutibile nell’immediata vigilia di una gara importante che sapeva di “uomo avvisato mezzo salvato”, tanto più che il numero uno del nostro rugby non è un twittatore seriale come altri. Una dichiarazione evitabile. Anzi, che andava evitata.
La partita con il Giappone non poteva essere una svolta ma un primo segnale dell’inizio di una possibile inversione di rotta. Una frase – la mia – in cui le parole chiave sono “primo” e “possibile”. Non dimentichiamoci che i prossimi match ci vedranno affrontare l’Irlanda a Chicago (ecco un’altra cosa a cui possiamo appiccicarci la parola “evitabile”) e soprattutto la Georgia. Partita davvero insidiosa: perché battere gli est-europei non ci porterebbe quasi nulla, avremmo fatto quello che dobbiamo fare, ma perdere sarebbe un vero disastro.

ITALIA U20: A proposito di approcci mentali sbagliati alle partite… Gli azzurrini sono stati battuti dal Galles 34-17 nell’ultima gara del Mondiale U20 che si è chiuso in Francia ieri e che assegnava il 7° posto. Una squadra distratta, indisciplinata, svagata, di gran lunga la prestazione peggiore dell’Italia nella competizione. Un torneo decisamente positivo per i nostri colori ma che meritava una chiusa migliore, quantomeno nell’atteggiamento.
La Francia ha battuto in finale l’Inghilterra e si è laureata per la prima volta campione del mondo di categoria, Baby Blacks battuti anche dal Sudafrica nella finale per il 3°-4° posto.
Tutti i risultati di ieri e la classifica finale del torneo:

Francia – Inghilterra 33-25
Sudafrica – Nuova Zelanda 40-30
Australia – Argentina 41-17
Galles – Italia 34-17
Georgia – Scozia 39-31
Irlanda – Giappone 39-33

1) Francia – campione del mondo
2) Inghilterra
3) Sudafrica
4) Nuova Zelanda
5) Australia
6) Argentina
7) Galles
8) Italia
9) Georgia
10) Scozia
11) Irlanda
12) Giappone – retrocesso nel Trophy

Italia, una coperta azzurra (forse) più piccola del previsto. E la guida al fine settimana

Ci sono più giocatori, c’è maggiore concorrenza. Lo si dice e lo si legge spesso negli ultimi due anni. Però le cose forse non stanno esattamente così. O magari vanno solo spiegate in maniera più dettagliata. L’amico e collega Duccio Fumero sul suo R1823 prova a scattare una fotografia analizzando i numeri.
Vi propongo uno stralcio e dopo il link all’articolo completo c’è il vademecum per il fine settimana ovale, dominato dai test-match internazionali. A partire, ovviamente, da Giappone-Italia. Senza dimenticare le finali del Mondiale U20 che si sta giocando in Francia: azzurrini in campo domenica contro il Galles per il 7° posto.

La coperta si è allungata, oggi c’è una rosa più ampia tra cui scegliere. Questo è uno dei mantra più in voga da quando Conor O’Shea è arrivato alla guida dell’Italrugby ed è uno dei punti su cui fa leva la Fir per dimostrare che il movimento è in crescita e che, anche se perdiamo sempre, va tutto bene. Ma la coperta non può essere solo un elenco di nomi di ‘papabili’, ma dev’essere qualcosa di concreto.
In questa stagione, iniziata con i test match di novembre, sono stati 46 i giocatori convocati da Conor O’Shea. Una rosa all’apparenza effettivamente ampia, ma alla quantità va aggiunta la qualità. Vediamo, dunque, i minutaggi degli azzurri in questa stagione e capiamo qual è il turnover sfruttato dal ct irlandese.
A guidare la classifica c’è…

CONTINUA A LEGGERE L’ARTICOLO SU R1823: CLICCA QUI

TONGA – SAMOA
Suva, ore 3 di sabato 16 giugno
Tonga: formazione non annunciata al momento della pubblicazione di questo articolo
Samoa: 
15 Ah See Tuala, 14 Paul Perez, 13 Alofa Alofa, 12 Alapati Leiua, 11 Sinoti Sinoti, 10 Tusi Pisi, 9 Dwayne Polataivao, 8 Jack Lam, 7 TJ Ioane, 6 Piula Faasalele, 5 Chris Vui (c), 4 Joe Tekori, 3 Viliamu Afatia, 2 Seilala Lam, 1 Jordan Lay
Riserve: 16 Elia Elia, 17 James Lay, 18 Paul Alo-Emile, 19 Brandon Nansen, 20 Ofisa Treviranus, 21 Melani Matavao, 22 Rodney Iona, 23 Ed Fidow

FIJI – GEORGIA
Suva, 5.30 di sabato 16 giugno
Fiji: 15 Kini Murimurivalu, 14 Vereniki Goneava, 13 Semi Radradra, 12 Jale Vatubua, 11 Nemani Nadolo, 10 Ben Volavola, 9 Henry Seniloli, 8 Viliame Mata, 7 Akapusi Qera (c), 6 Dominiko Waqaniburotu, 5 Leone Nakarawa, 4 Apisalome Ratuniyarawa, 3 Manasa Saulo, 2 Ratu Vere Vugakot, 1 Campese Ma’afu
Riserve: 16 Ratunaisa Navuma, 17 Eroni Maw, 18 Kalivati Tawake, 19 Sikeli Nabou, 20 Nemani Nagusa, 21 Frank Lomani, 22 Alivereti Veitokani, 23 Timoci Nagusa
Georgia: 15 Soso Matiashvili, 14 Tamaz Mtchedlidze, 13 Davit Katcharava, 12 Lasha Malaghuradze, 11 Anzor Sitchinava/Sandro Todua, 10 Lasha Khmaladze, 9 Vasil Lobzhanidze, 8 Otar Giorgadze, 7 Vito Kolelishvili, 6 Giorgi Tsutskiridze, 5 Kote Mikautadze, 4 Giorgi Nemsadze (c), 3 Levan Chilachava, 2 Shalva Mamukashvili, 1 Kakha Asieshvili
Riserve: 16 Giorgi Tchqoidze, 17 Zurab Zhvania, 18 Giorgi Melikidze, 19 Nodar Tcheishvili, 20 Shalva Sutiashvili, 21 Giorgi Begadze, 22 Giorgi Kveseladze, 23 Merab Kvirikashvili

GIAPPONE – ITALIA
Kobe, ore 7 di sabato 16 giugno. Diretta tv su DMAX
Giappone: 15 Kotaru Matsushima, 14 Lomano Lemeki, 13 Will Tupou, 12 Timothy Lafaele, 11 Kenki Fukuoka, 10 Yu Tamura, 9 Fumiaki Tanaka, 8 Kazuki Himeno, 7 Michael Leitch (c), 6 Yoshitaka Tokunaga, 5 Samuela Anise, 4 Wimpie Van Der Walt, 3 Ji-Won Koo, 2 Shota Horie, 1 Keita Inagaki
Riserve: 16 Yusuke Niwai, 17 Shintaro Ishihara, 18 Takuma Asahara, 19 Uwe Helu, 20 Amanaki Mafi, 21 Yutaka Nagare, 22 Rikiya Matsuda, 23 Ryoto Nakamura
Italia: 15 Jayden Hayward, 14 Tommaso Benvenuti, 13 Michele Campagnaro, 12 Tommaso Castello, 11 Matteo Minozzi, 10 Tommaso Allan, 9 Marcello Violi, 8 Abraham Steyn, 7 Jake Polledri, 6 Sebastian Negri, 5 Dean Budd, 4 Alessandro Zanni, 3 Tiziano Pasquali, 2 Leonardo Ghiraldini (c), 1 Andrea Lovotti
Riserve: 16 Luca Bigi, 17 Cherif Traore, 18 Simone Ferrari, 19 Marco Fuser, 20 Giovanni Licata, 21 Tito Tebaldi, 22 Carlo Canna, 23 Giulio Bisegni

NUOVA ZELANDA – FRANCIA 
Wellington, ore 9.35 di sabato 16 giugno. Diretta tv su SkySport2
All Blacks: 15 Jordie Barrett, 14 Ben Smith, 13 Anton Lienert-Brown, 12 Ryan Crotty, 11 Rieko Ioane, 10 Beauden Barrett, 9 Aaron Smith, 8 Luke Whitelock, 7 Sam Cane, 6 Liam Squire, 5 Scott Barrett, 4 Sam Whitelock (c), 3 Owen Franks, 2 Codie Taylor, 1 Joe Moody
Riserve: 16 Nathan Harris, 17 Karl Tu’inukuafe, 18 Ofa Tuungafasi, 19 Vaea Fifita, 20 Ardie Savea, 21 TJ Perenara, 22 Damian McKenzie, 23 Ngani Laumape
Francia: 15 Benjamin Fall, 14 Teddy Thomas, 13 Mathieu Bastareaud (c), 12 Geoffrey Doumayrou, 11 Gael Fickou, 10 Anthony Belleau, 9 Morgan Parra, 8 Kelian Gourdon, 7 Kélian Galletier, 6 Mathieu Babillot, 5 Yoann Maestri, 4 Bernard Le Roux, 3 Uini Atonio, 2 Camille Chat, 1 Dany Priso
Riserve: 16 Pierre Bourgarit, 17 Cyril Baille, 18 Cedate Gomes Sa, 19 Paul Gabrillagues, 20 Alexandre Lapandry, 21 Baptiste Serin, 22 Jules Plisson, 23 Maxime Médard

AUSTRALIA – IRLANDA
Melbourne, ore 12 di sabato 16 giugno. Diretta tv su SkySport2
Australia: 15 Israel Folau, 14 Dane Haylett-Petty, 13 Samu Kerevi, 12 Kurtley Beale, 11 Marika Koroibete, 10 Bernard Foley, 9 Will Genia, 8 Caleb Timu, 7 Michael Hooper (c), 6 David Pocock, 5 Adam Coleman, 4 Izack Rodda, 3 Sekope Kepu, 2 Brandon Paenga-Amosa, 1 Scott Sio
Riserve: 16 Tolu Latu, 17 Tom Robertson, 18 Taniela Tupou, 19 Rob Simmons, 20 Lukhan Tui, 21 Pete Samu, 22 Nick Phipps, 23 Reece Hodge
Irlanda: 15 Rob Kearney, 14 Andrew Conway, 13 Garry Ringrose, 12 Robbie Henshaw, 11 Keith Earls, 10 Johnny Sexton, 9 Conor Murray, 8 CJ Stander, 7 Dan Leavy, 6 Peter O’Mahony (c), 5 James Ryan, 4 Devin Toner, 3 Tadhg Furlong, 2 Niall Scannell, 1 Cian Healy
Riserve: 16 Rob Herring, 17 Jack McGrath, 18 Andrew Porter, 19 Tadhg Beirne, 20 Jordi Murphy, 21 John Cooney, 22 Joey Carbery, 23 Jordan Larmour

GERMANIA – PORTOGALLO (qualificazioni RWC 2019)
Heidelberg, ore 15 di sabato 16 giugno
Germania: formazione non annunciata al momento della pubblicazione di questo articolo
Portogallo: formazione non annunciata al momento della pubblicazione di questo articolo

SUDAFRICA – INGHILTERRA
Bloemfontein, ore 17.05 di sabato 16 giugno. Diretta tv su SkySport1
Sudafrica: 15 Willie le Roux, 14 S’busiso Nkosi, 13 Lukhanyo Am, 12 Damian de Allende, 11 Aphiwe Dyantyi, 10 Handré Pollard, 9 Faf de Klerk, 8 Duane Vermeulen, 7 Pieter-Steph du Toit, 6 Siya Kolisi (c), 5 Franco Mostert, 4 RG Snyman, 3 Frans Malherbe, 2 Bongi Mbonambi, 1 Tendai Mtawarira
Riserve: 16 Akker van der Merwe, 17 Steven Kitshoff, 18 Thomas du Toit, 19 Jean-Luc du Preez, 20 Sikhumbuzo Notshe, 21 Ivan van Zyl, 22 Jesse Kriel, 23 Warrick Gelant
Inghilterra: 15 Elliot Daly, 14 Jonny May, 13 Henry Slade, 12 Owen Farrell (c), 11 Mike Brown, 10 George Ford, 9 Ben Youngs, 8 Billy Vunipola, 7 Tom Curry, 6 Brad Shields, 5 Maro Itoje, 4 Joe Launchbury, 3 Kyle Sinckler, 2 Jamie George, 1 Mako Vunipola
Riserve: 16 Luke Cowan-Dickie, 17 Joe Marler, 18 Harry Williams, 19 Mark Wilson, 20 Nathan Hughes, 21 Ben Spencer, 22 Danny Cipriani, 23 Denny Solomona

ARGENTINA – GALLES
Santa Fe, ore 21.40 di di sabato 16 giugno
Argentina: 15 Emiliano Boffelli, 14 Bautista Delguy, 13 Matias Orlando, 12 Jeronimo de le Fuente, 11 Ramiro Moyano, 10 Nicolas Sanchez, 9 Martin Landajo, 8 Javier Ortega Desio, 7 Marcos Kremer, 6 Pablo Matera, 5 Tomas Lavanini, 4 Guido Petti, 3 Nahuel Tetaz Chaparro, 2 Agustin Creevy (c), 1 Santiago Garcia Botta
Riserve: 16 Julian Montoya, 17 Javier Diaz, 18 Santiago Medrano, 19 Matias Alemanno, 20 Tomas Lezana, 21 Gonzalo Bertranou, 22 Santiago Gonzalez Iglesias, 23 Sebastian Cancelliere
Galles:15 Hallam Amos, 14 Josh Adams, 13 Scott Williams, 12 Owen Watkin, 11 George North, 10 Rhys Patchell, 9 Aled Davies, 8 Ross Moriarty, 7 James Davies, 6 Ellis Jenkins, 5 Cory Hill (c), 4 Adam Beard, 3 Tomas Francis, 2 Ryan Elias, 1 Rob Evans
Riserve: 16 Elliot Dee, 17 Nicky Smith, 18 Dillon Lewis, 19 Bradley Davies, 20 Josh Turnbull, 21 Tomos Williams, 22 Gareth Anscombe, 23 Tom Prydie

USA – SCOZIA
Houston, ore 3 di domenica 17 giugno
USA: 15 Will Hooley, 14 Blaine Scully (c), 13 Bryce Campbell, 12 Paul Lasike, 11 Marcel Brache, 10 AJ MacGinty, 9 Shaun Davies, 8 Cam Dolan, 7 Hanco Germishuys, 6 John Quill, 5 Nick Civetta, 4 Samu Manoa, 3 Paul Mullen, 2 Joe Taufete’e, 1 Eric Fry
Riserve: 16 Dylan Fawsitt, 17 Titi Lamositele, 18 Chris Baumann, 19 Greg Peterson, 20 Ben Landry, 21 Nate Augspurger, 22 Will Magie, 23 Dylan Audsley
Scozia: 15 Stuart Hogg (c), 14 Blair Kinghorn, 13 Nick Grigg, 12 Pete Horne, 11 Byron McGuigan, 10 Adam Hastings, 9 George Horne, 8 Matt Fagerson, 7 Luke Hamilton, 6 Tim Swinson, 5 Ben Toolis, 4 Lewis Carmichael, 3 Zander Fagerson, 2 George Turner, 1 Jamie Bhatti
Riserve: 16 Fraser Brown, 17 Allan Dell, 18 Murray McCallum, 19 Grant Gilchrist, 20 David Denton, 21 Sam Hidalgo-Clyne, 22 Mark Bennett, 23 Dougie Fife

CANADA – RUSSIA
Ottawa, ore 22 di sabato 16 giugno
Canada: 15 Brock Staller, 14 Jeff Hassler, 13 Doug Fraser, 12 Nick Blevins, 11 Cole Davis, 10 Theo Sauder, 9 Andrew Ferguson, 8 Luke Campbell, 7 Lucas Rumball, 6 Dustin Dobravsky, 5 Evan Olmstead, 4 Josh Larsen, 3 Cole Keith, 2 Ray Barkwill, 1 Noah Barker
Riserve: 16 Eric Howard, 17 Djustice Sears-Duru, 18 Ryan Kotlewski, 19 Conor Keys, 20 Matt Heaton, 21 Jorden Sandover-Best, 22 Shane O’Leary, 23 Guiseppe du Toit
Russia:

MONDIALE U20 – GIORNATA CONCLUSIVA (domenica 17 giugno)
ore 11: Irlanda – Giappone, finale 11° posto
ore 13.30: Scozia – Georgia, finale 9° posto
ore 14: Argentina – Australia, finale 5° posto
ore 16: Galles – Italia, finale 7° posto
ore 16.30: Sudafrica – Nuova Zelanda, finale 3° posto
ore 19: Inghilterra – Francia, finale 1° posto

A lunedì