Categoria: Francia

L’Italia punta il mirino su Marsiglia: venerdì c’è una Francia “possibile” da battere

ph. Fotosportit/FIR

Entrambe le squadre arrivano da due ko, anche se i “cugini” hanno raccolto due punti di bonus e noi no. Il termometro ambientale è tutto dalla nostra parte, ma dobbiamo affrontare questa partita nel modo giusto

Ieri a Roma è iniziato il raduno della nazionale che porta alla sfida di Marsiglia di venerdì sera dove gli azzurri sfideranno la Francia in una partita valida per la terza giornata del Sei Nazioni 2018.
Partita molto importante, come ho detto altrove. Una Francia che arriva da due sconfitte contro Irlanda e Scozia. Anche l’Italia ha lo stesso score ma ha realizzato 5 punti in meno dei transalpini (39 i blues, 34 i ragazzi di O’Shea) e – soprattutto – ne ha incassati più del doppio: 102 a 47. I galletti sono stati battuti dall’Irlanda solo nell’extra-time grazie a un drop da 40 metri di Sexton, il XV verde ha strapazzato l’Italia a Dublino una settimana dopo. A Marsiglia perciò la Francia ci arriva con due punte di bonus mentre noi siamo ancora fermi a zero.
Poi c’è l’esterno, l’ambiente, e qui il gruppo azzurro arriva sicuramente in condizioni migliori mentre i francesi arrivano da due mesi difficili in cui è stato cambiato il ct, si sono avute non poche difficoltà ad assemblare uno staff tecnico e poi – ciliegina sulla torta – quanto avvenuto ad Edimburgo nel post Scozia-Francia con qualche bevuta di troppo, una rissa e ben 8 giocatori non convocati per punizione.
Senza dimenticare che i galletti hanno alle spalle un filotto di 7 sconfitte e un pareggio.

Una Francia possibile, quindi, abbordabile. Una Francia a cui non mancano individualità e giocatori di altissimo livello tecnico ma che ha grossi problemi di identità e che al momento è un gruppo di giocatori ma non una squadra.
L’Italia deve giocare una partita intelligente, deve mantenere la calma e non farsi prendere dall’ansia del risultato. Il gruppo azzurro ha le armi per sabotare le non molte e fragili certezze francesi, Sergio Parisse e compagni sanno di avere al loro arco quelle frecce che potrebbero portare a un risultato storico e importantissimo per il morale.
Certo non bisogna sottovalutare i francesi, che sono con le spalle al muro e sanno che in caso di sconfitta contro una squadra che da quelle parti non raccoglie molti plausi media e appassionati si mangerebbero vivi (letteralmente, credo) Jacques Brunel e i giocatori. I bleus, nonostante le due sconfitte di questo inizio Sei Nazioni, hanno giocato due partite molto toste, facendo moltissimi errori ma senza alcun deficit di carattere. Non vanno sottovalutati, è l’errore più grosso che potremmo fare.
A Parigi e dintorni un ko con l’Italia semplicemente non viene preso in considerazione, sta a noi far diventare questa situazione come un punto di forza e non di debolezza.

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Come NON si prepara il Sei Nazioni? La Francia ha una ricetta pronta per tutte le stagioni

Il metodo migliore per approcciarsi al Sei Nazioni? Avete presente la Francia? Ecco, fate l’esatto opposto. Oppure: fate in qualunque altro modo ma non come i galletti.
Perché non bastavano risultati altalenanti da un po’ si stagioni in qua, con un passo avanti e uno o due indietro (quando non di lato); non bastava l’esonero del ct Guy Novès a metà mandato, una prima volta assoluta per i bleus, e non bastavano nemmeno le difficoltà per mettere assieme uno staff tecnico da affiancare a Jacques Brunel, chiamato a salvare patria e orgoglio.
Non bastava tutto questo, no, che al di là delle Alpi piove davvero sul bagnato. Cosa è successo? Ecco come lo racconta Duccio Fumero in un articolo pubblicato martedì sul suo R1823:

Si alza l’asticella dello scandalo che rischia di travolgere Bernard Laporte, presidente della Federazione Francese di rugby. Le accuse sono di conflitto d’interessi, con il numero 1 del rugby transalpino che avrebbe fatto pressioni per ridurre delle sanzioni comminate al Montpellier di Mohad Altrad. Altrad che non solo è amico di Laporte, ma è anche uno dei maggiori finanziatori per la corsa ai Mondiali 2023 ed è sponsor dei Bleus.
La polizia, infatti, in queste ore si è presentata sia a Marcoussis, sede della FFR e dove in questi giorni la nazionale si sta allenando in vista del 6 Nazioni, sia nell’abitazione di Bernard Laporte. Secondo le prime indagini del Ministro dello Sport, infatti, Laporte avrebbe fatto pressioni alla commissione giudicante affinché riducesse una multa al Montpellier da 70mila e 20mila euro, togliendo anche la chiusura dello stadio per una partita.

Uno scandalo tutto politico che però rischia di avere pesanti strascichi su un ambiente che è tutto tranne che sereno, da tempo dilaniato da una lotta di logoramento tra club e federazione che non fa bene a nessuno. In Inghilterra le due controparti negli scorsi anni si sono date schiaffoni mica male, ma poi hanno bene o male trovato un modus vivendi che funziona. Certo non mancano frizioni e il fatto che la nazionale di Eddie Jones vada a gonfie vele aiuta non poco, ma in Francia le tensioni e gli sgambetti tra le due anime più importanti del movimento non si placano e conoscono al massimo qualche mese di tregua prima di riesplodere qua e là.
Da dicembre 2016 il presidente della FFR è quel Bernard Laporte che proprio un campione della diplomazia non si può definire.

E così l’esonero di Guy Novès che pure poteva starci rimanendo al mero bilancio numerico (7 vittorie, un pareggio e ben 13 sconfitte) diventa una cartina al tornasole di un modo di fare che suscita polemiche: perché secondo il numero uno del rugby francese il ct si è macchiato di “faute grave”, colpa grave, due paroline che se certificate da un tribunale faranno risparmiare quasi due milioni di euro alla federazione di Parigi. Che sono tanti soldi, indubbiamente, ma mettere sulla graticola uno dei monumenti del rugby francese (gli è pure stata insignita la Legion d’Onore) per una questione di vil pecunia è una di quelle cose dove alla fine non puoi dire di aver vinto anche se un giudice ti dà ragione.
Ora anche il conflitto di interessi e la polizia in azione in uffici, centri federali e abitazioni private. Cose che in altri luoghi….
I galletti nella giornata inaugurale del Sei Nazioni ospiteranno l’Irlanda e poi andranno in Scozia. Poi, venerdì 23 febbraio a Marsiglia giocheranno con l’Italia. Chissà che testa avranno allora i francesi, capace di qualsiasi cosa. Nel bene e nel male.

Francia-Argentina, il battesimo del rugby per il nuovo stadio di Lille

La federazione transalpina ha stabilito la sede dell’ultimo test-match autunnale che era ancora vacante: Francia-Argentina si giocherà il 17 novembre nel nuovissimo Grand Stade di Lille, nel nord del paese. Circa 50mila i posti a sedere.
Le altre due gare in programma dei Bleus – 10 e 24 novembre, rispettivamente contro Australia e Samoa – si giocheranno al Saint-Denis di Parigi.

Si vota anche in Francia: in gioco la presidenza della LNR. E Guazzini…

Non solo Italia. Anche in Francia si è in clima di campagna elettorale nel mondo ovale: il 16 novembre verrà infatti eletto il nuovo presidente della LNR, la Ligue Nationale de Rugby, che raccoglie tutti i club d’Oltralpe.
E a sedersi su quella importante poltrona dovrebbe comunque essere un volto nuovo, visto che l’attuale presidente – Pierre-Yves Revol – ha annunciato di non volersi ricandidare. Uso il condizionale perché in tanti si sono invece espressi per una sua riconferma, nomi importanti e pesanti come quelli di René Fontès (presidente del Clermont), o quello di Max Guazzini, anche se secondo alcuni l’ex presidente dello Stade Francais sarebbe interessatissimo a proporre la sua candidatura.
Insomma, al momento candidature non ce ne sono, dipende tutto da Pierre-Yves Revol.

La Foto del giorno: Bourgoin in fiamme. Letteralmente

La Commisione d’Appello della Federazione francese  a fine giugno fa ha deciso in via definitiva la retrocessione d’ufficio per il Bourgoin dal campionato di ProD2 alla Fédérale 1. Questa mattina i giocatori si sono ritrovati nella sede del club per discutere dei loro stipendi aretrati. Ed è scoppiata una vera rivolta…