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Il Tinello di Vittorio Munari apre le porte al Sei Nazioni 2020

Un torneo caratterizzato dal Mondiale conclusosi a inizio novembre e da un’attesa molto tiepida, almeno alle nostre latitudini. Tanti nuovi ct, una nazionale con tantissimi esordienti, altre alle prese con cambi generazionali, problemi interni o una profondità limitata… Beh, palla a Vittorio!

Sei Nazioni 2020: Italia, più degli ingredienti conterà la ricetta che si sceglierà

Sergio Parisse non c’è, e si sapeva. Tra i senatori c’è Zanni ma non Ghiraldini, che è senza squadra. Assenti giustificati perché infortunati sono Campagnaro e Castello. Si rivedono Sarto e soprattutto Sgarbi e Ceccarelli, per questi due gli ultimi cap risalgono rispettivamente al 2014 e 2017. Non ci sono Tiziano Pasquali, Simone Ferrari e Mbandà, alle prese con problemi fisici. Non convocato, per l’ennesima volta, Barbini (non è più una notizia). In mediana chiamato nuovamente Callum Braley (che non sta giocando, quando Tebaldi – abile e arruolato – non c’è) mentre le novità assolute sono Fischetti, Cannone e Biondelli. Una chance a Traoré e Pettinelli si poteva dare.
Il ct della nazionale italiana Franco Smith ha reso pubblica la lista di 35 giocatori convocati (17 quelli con gli asterischi e 9 quelli invece di formazione straniera, destinati però a salire nelle prossime settimane/mesi) per il primo raduno ufficiale in vista del Sei Nazioni che scatta tra poco meno di 20 giorni, prima uscita degli azzurri dopo un Mondiale nipponico che si presta parecchio alla lettura del mezzo bicchiere.

Non c’è molto da dire. Non ci si poteva attendere una rivoluzione e così è stato, un po’ perché buona parte degli innesti più giovani (o quantomeno “nuovi”) l’aveva già fatta Conor O’Shea e un po’ perché non è che ci siano orde di giocatori azzurrabili là fuori. Come scrivevo poco fa qualcosa di differente si poteva fare, ma nulla di trascendentale.
La trama e la spina dorsale dell’Italia dell’ex Benetton Treviso e Cheetahs sono intuibili e la grande domanda che ci poniamo un po’ tutti è: basterà per trovare finalmente una vittoria dopo tre edizioni segnate solo da sconfitte? Sulla carta l’unica avversaria che non se la passa bene e che quindi pare essere alla nostra portata è la Scozia, ma un conto sono le chiacchiere su un blog e un altro la risposta del campo. Quindi vedi mai.

Lo dico apertamente: non sono molto fiducioso, in 20 anni di piccoli passi in avanti e importanti balzi indietro me la sono giocata quasi tutta, ma spero di essere smentito e il compito del ct sarà soprattutto quello di lavorare sulla testa dei giocatori e assegnargli compiti che siano di buon senso, alla loro portata. Roba semplice, basica. La concretezza prima di tutto. Il bel gioco è un qualcosa di assolutamente secondario, perché qui c’è da fare solo davvero tanto macinato. Dobbiamo pestare (nel senso buono, si intende) come fabbri, tornare a farci rispettare nelle mischie, avere una rimessa laterale degna di questo nome, un gioco al piede che sia legato a doppia mandata con tanto sale in zucca. Acquistare rapidità d’esecuzione. Se non è l’anno zero poco ci manca, ma attenzione, perché passi indietro è ahimè ancora possibile farne.
Appuntamento a Roma tra il 19 e il 26 gennaio. La lista de completa dei convocati:

Piloni
Pietro CECCARELLI (Edinburgh Rugby, 9 caps)*
Danilo FISCHETTI (Zebre Rugby Club, esordiente)*
Andrea LOVOTTI (Zebre Rugby Club, 40 caps)*
Marco RICCIONI (Benetton Rugby, 7 caps)*
Giosuè ZILOCCHI (Zebre Rugby Club, 2 caps)*

Tallonatori
Luca BIGI (Zebre Rugby Club, 24 caps)
Oliviero FABIANI (Zebre Rugby Club, 10 caps)
Federico ZANI (Benetton Rugby 13 caps)

Seconde Linee
Dean BUDD (Benetton Rugby, 26 caps)
Niccolò CANNONE (Argos Petrarca Rugby/Benetton Rugby, esordiente)*
Federico RUZZA (Benetton Rugby, 18 caps)*
David SISI (Zebre Rugby Club, 9 caps)
Alessandro ZANNI (Benetton Rugby, 117 caps)

Flanker/n.8
Marco LAZZARONI (Benetton Rugby, 4 caps)*
Giovanni LICATA (Zebre Rugby Club, 8 caps)*
Johan MEYER (Zebre Rugby Club, 4 caps)
Sebastian NEGRI (Benetton Rugby, 22 caps)
Jake POLLEDRI (Gloucester Rugby, 13 caps)
Abraham STEYN (Benetton Rugby, 36 caps)

Mediani di mischia
Callum BRALEY (Gloucester Rugby, 5 caps)
Guglielmo PALAZZANI (Zebre Rugby Club, 36 caps)
Marcello VIOLI (Zebre Rugby Club, 15 caps)*

Mediani di Apertura
Tommaso ALLAN (Benetton Rugby, 54 caps)
Carlo CANNA (Zebre Rugby Club, 39 caps)

Centri
Giulio BISEGNI (Zebre Rugby Club, 14 caps)
Tommaso BONI (Zebre Rugby Club, 11 caps)*
Luca MORISI (Benetton Rugby, 29 caps)*
Alberto SGARBI (Benetton Rugby, 29 caps)

Ali/Estremi
Mattia BELLINI (Zebre Rugby Club, 22 caps)
Tommaso BENVENUTI (Benetton Rugby, 62 caps)*
Michelangelo BIONDELLI (Fiamme Oro Rugby/Zebre Rugby Club, esordiente)*
Jayden HAYWARD (Benetton Rugby, 23 caps)
Matteo MINOZZI (Wasps Rugby, 16 caps)*
Edoardo PADOVANI (Zebre Rugby Club, 24 caps)*
Leonardo SARTO (Benetton Rugby 34 caps)*

*Membro dell’Accademia FIR Ivan Francescato

Quarti di finale e semifinali mondiali nel Tinello di Vittorio Munari

La vittoria netta del Sudafrica sul Giappone, quella (molto) più sofferta del Galles sulla Francia, quelle senza appello di Inghilterra e Nuova Zelanda rispettivamente su Australia e Irlanda. Cosa lasciano i quarti di finali della RWC in corso in Giappone, cosa bisogna aspettarsi dalle semifinali?
Palla a Vittorio, che dice la sua anche su Jaco Peyper…

Lost in italian rugby: 4 identikit di presidenti in corsa

La fine del Mondiale azzurro ha dato di fatto il via libera alla (lunghissima) campagna elettorale che porterà alla scelta del presidente FIR per il 2020-2024.
Le cose però si stanno muovendo da qualche mese e c’è chi è al lavoro già da un po’ per quell’obiettivo. Qui però non troverete nomi, ma i loro profili. Eccoli:
– un presidente uscente che vorrebbe ricandidarsi ma che forse non lo farà. O magari sì. Ma potrebbe essere che no. Forse eh
– un oppositore storico che ha già annunciato che lui si candiderà, potrebbero piovere asteroidi tra gocce di lava ma lui sarà in corsa
– uno che proprio amico del presidente uscente non è ma che sarebbe (condizionale d’obbligo) pronto a un patto di non belligeranza, che in amore e in guerra vale tutto. Una roba del tipo: tu non ti candidi e convergi i tuoi voti su di me e io in cambio… Lo so, detta così non sembra essere una cosa bellissima, ma questa roba si chiama politica. E intendiamoci: pare, si dice, si mormora
– un nome nuovo, “figlio” di una cordata davvero nuova. Un’alleanza che nel video definisco “un po’ situazionista”, ma attenzione: per me quella parola (situazionista) ha un’accezione positiva e la cordata in questione è dannatamente seria. E potrebbe portare sorprese. Tra l’altro qui candidati che si scoprono incandidabili due settimane prima del voto non li troverete, così come non ci saranno rappresentanti che rilasciano dichiarazioni/interviste a nome dell’alleanza di cui fanno parte ma che in realtà non potevano fare. Perché da queste parti è successo pure questo.
Buona visione.

Il Tinello di Vittorio Munari: All Blacks come Muhammad Ali per aggirare la “rush defence” springboks

La RWC 2019 ha visto la vittoria della Nuova Zelanda sul Sudafrica. I tuttineri hanno sofferto non poco nei primi 20 minuti: siamo di fronte a una nuova strategia? Vittorio Munari ne è convinto.
Qui ne parliamo a lungo. E si affronta anche il sempre spinoso tema-arbitri…