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Quello strano e incomprensibile balletto attorno alla panchina di Conor O’Shea

ph. Fotosportit/FIR

Alfredo Gavazzi smentisce i contatti con il duo Travers/Labit ma meno di due mesi fa non aveva avuto problemi a confermare gli incontri con Eddie Jones. Davvero si vuole rimettere tutto in discussione? Certo i risultati non sono quelli sperati, ma alla fine il parco giocatori è quello…

La cronaca delle ultime ore ci dice che ieri, 23 gennaio, all’Hurlingham Club di Londra c’è stata la presentazione ufficiale del Sei Nazioni 2019 che scatta tra una settimana abbondante. La truppa azzurra era rappresentata dai capitani e dai ct della nazionale maschile (Sergio Parisse e Conor O’Shea) e femminile (Manuela Furlan e Andrea Di
Giandomenico). Cosa ha detto il tecnico irlandese alla vigilia del suo terzo torneo? “In questi primi giorni di raduno ho trovato grande entusiasmo nel gruppo, conosciamo il livello della sfida che ci aspetta ma siamo una squadra di persone competitive, puntiamo ad offrire il nostro meglio, a lasciare tutto sul campo per poter essere fieri della nostra performance. Ho molta fiducia nel nostro gioco, dobbiamo creare le condizioni per segnare e sfruttare quei momenti che possono cambiare l’energia di una partita. C’è molto talento in Italia, in questi anni stiamo creando la struttura e le condizioni adeguate per continuare a crescere: Treviso con il lavoro di Crowley e Pavanello sta ottenendo grandi risultati, con le Zebre abbiamo un progetto a lungo termine che inizia a dare riscontri concreti”.

Tutto qua? No. “Nel 2018 abbiamo battuto la Georgia e il Giappone – ha proseguito O’Shea –  le prestazioni con Scozia e Australia avrebbero potuto offrire un risultato diverso e dare vibrazioni positive a tutto il movimento, ma hanno comunque dimostrato quanto competitivi possiamo essere. La nostra sfida deve essere quella di replicare quel tipo di performance in ogni gara, a cominciare dal 2 febbraio a Murrayfield contro gli scozzesi”.
Sergio Parisse conferma la linea: “Abbiamo battuto Fiji, Giappone, Georgia ma l’anno scorso ci è mancata una vittoria contro una squadra del livello superiore, non abbiamo concretizzato per quanto lavorato e cambiare questo è quanto vogliamo fare in questo torneo. Partire bene contro la Scozia, con una performance di qualità, sara’ importante per dare il giusto tono al nostro torneo. (…) Possiamo andare a Murrayfield e vincere, stiamo lavorando per questo, per rendere quella di Edimburgo solo la prima opportunità di molte”.

Dichiarazioni abbastanza standard, in linea con quelle degli scorsi anni, sia nella sostanza che nella forma. La ciccia però è che veniamo da tre anni di sole sconfitte, con un differenziale tra punti fatti e punti incassati che sfonda quota -400 e con un solo punto racimolato in classifica. C’è da invertire l’andazzo ma – come scrivevamo da queste parti solo qualche giorno fa – la cosa sembra abbastanza complicata. Vedremo.
Intanto, giusto per non farsi mancare nulla, si stanno registrando movimenti strani attorno alla panchina di Conor O’Shea: un paio di giorni fa il presidente federale Alfredo Gavazzi ha smentito in via ufficiale i contatti con i due tecnici francesi Laurence Travers e Laurence Labit, oggi al Racing 92.

Il duo transalpino non è un’assoluta novità: si tratta di nomi che erano già stati accostati alla FIR quando questa era alla ricerca del successore di Jacques Brunel. La tempistica, va detto, non è delle migliori.
Il campo finora non sta dando i risultati sperati e attorno al tecnico irlandese – e, forse, soprattutto al suo staff – c’è qualche dubbio. Non è un mistero, d’altronde era stato lo stesso Gavazzi a fine novembre scorso a confermare pubblicamente che aveva incontrato Eddie Jones: “Non c’è mica nulla di male a guardarsi intorno – disse a Il Mattino – Si, è tutto vero. Si è proposto lui tramite alcuni amici. Ci sono stati tre incontri diretti e certo, s’è parlato anche di soldi ma ha proposto una visione e una filosofia diversa dalla nostra”.
Insomma, mettetela un po’ come vi pare, ma incontrare per tre volte un tecnico come Eddie Jones e arrivare parlare di soldi è un po’ oltre il “guardarsi attorno”. Aggiungiamoci che alcune indiscrezioni e rumors delle scorse settimane parlano anche di un abboccamento con Franco Smith (ma non c’è nessun tipo di conferma ufficiale della cosa. Almeno fino a ora). Conor O’Shea ostenta serenità, però proprio tutto a posto non è.

Capita, per carità, ma se metti una persona nel cuore di un laborioso, complicato e inevitabilmente lungo lavoro di ristrutturazione non puoi mollare il colpo e cambiare tutto dopo tre anni. Perché così butti anche il bambino assieme all’acqua sporca.
Ci sono in giro tecnici migliori di Conor O’Shea? Sì, certo, ma quello dell’irlandese rimane l’identikit che meglio si adatta sulle nostre necessità, ala nostra situazione. Cambiare sarebbe una follia. Anche perché potremmo ingaggiare e far arrivare Steve Hansen, Warren Gatland o Joe Schmidt, ma alla fine i giocatori a disposizione rimangono quelli. Fenomeni a casa non ne abbiamo lasciati.
Quindi, esattamente, di cosa staremmo parlando? Il contratto di O’Shea (che ovviamente ha commesso degli errori) scade al termine del Sei nazioni 2020. Davvero ci sono dubbi sul suo rinnovo? Non voglio crederlo.

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Treviso espugna Edimburgo. Oggi All Blacks-Sudafrica, Australia-Argentina e Cheetahs-Zebre

Formazioni, orari e televisioni delle principali partite di oggi. Ma a fare notizia è la vittoria del Benetton in Scozia: finalmente una partita da Leoni.

PRO14: EDIMBURGO-BENETTON TREVISO 17-20
Una gara tutta in salita per i biancoverdi che però rispondono colpo su colpo e non mollano mai. Finalmente dal gruppo di Crowley una gara di quantità e qualità con una rimonta che li ha portati dal 14 a 0 del 25′ al 17-20 finale. Da rivedere un po’ la disciplina, Allan infortunato. Però stavolta si sorride con merito.

Edimburgo: 15 Blair Kinghorn, 14 Damien Hoyland, 13 Chris Dean, 12 Robbie Fruean, 11 Jason Harries, 10 Duncan Weir, 9 Nathan Fowles, 8 Cornell du Preez, 7 John Hardie, 6 Magnus Bradbury (c), 5 Ben Toolis, 4 Anton Bresler, 3 Simon Berghan, 1 Michele Rizzo
Riserve: 16 Neil Cochrane, 17 Darryl Marfo, 18 WP Nel, 19 Fraser McKenzie, 20 Hamish Watson, 21 Sam Hidalgo-Clyne, 22 Jason Tovey, 23 Junior Rasolea
Mete: Dean (18′, 24′)
Trasformazioni: Weir (19′, 25′)
Punizioni: Weir (55′)

Benetton Treviso: 15 Jayden Hayward, 14 Angelo Esposito, 13 Alberto Sgarbi, 12 Tommaso Allan, 11 Tommaso Benvenuti, 10 Ian McKinley, 9 Edoardo Gori, 8 Dean Budd (C), 7 Abraham Steyn, 6 Francesco Minto, 5 Federico Ruzza, 4 Marco Lazzaroni, 3 Tiziano Pasquali, 2 Engjel Makelara, 1 Alberto De Marchi
Riserve: 16 Federico Zani, 17 Cherif Traore, 18 Simone Ferrari, 19 Marco Fuser, 20 Marco Barbini, 21 Giorgio Bronzini, 22 Luca Sperandio, 23 Marco Zanon
Mete: Esposito (28′, 51′)
Trasformazioni: McKinley (29′, 53′)
Punizioni: McKinley (39′, 47′)

RUGBY CHAMPIONSHIP: ALL BLACKS-SUDAFRICA (ore 9.35 diretta tv su Sky Sport 2)
New Harbour, QBE Stadium: il luogo dell’appuntamento è questo. Partita importantissima ma non decisiva visto che i campioni del mondo in carica hanno 3 punti di vantaggio sugli Springboks e che dopo questo fine settimana rimangono comunque da giocare altri due turni di questa edizione 2017 del Rugby Championship. In caso di vittoria i padroni di casa si metteranno in testa una bella fetta di torneo, ma potrebbe non bastare.
Partita comunque attesissima perché il Sudafrica visto quest’anno è una squadra che ha di sicuro qualche problema da risolvere ma è anche tutta un’altra cosa rispetto alla formazione in crisi di gioco e identità che abbiamo visto la scorsa stagione. Mettiamoci che gli All Blacks rimangono un’arma letale come nessuna latra, ma qualche passaggio a vuoto lo concedono… Imperdibile.

Nuova Zelanda: 15 Damian McKenzie, 14 Nehe Milner-Skudder, 13 Ryan Crotty, 12 Sonny Bill Williams, 11 Rieko Ioane, 10 Beauden Barrett, 9 Aaron Smith, 8 Kieran Read (c), 7 Sam Cane, 6 Liam Squire, 5 Sam Whitelock, 4 Brodie Retallick, 3 Nepo Laulala, 2 Dane Coles, 1 Kane Hames
Riserve: 16 Codie Taylor, 17 Wyatt Crockett, 18 Ofa Tu’ungafasi, 19 Scott Barrett, 20 Ardie Savea, 21 TJ Perenara, 22 Lima Sopoaga, 23 Anton Lienert-Brown
Sudafrica: 15 Andries Coetzee, 14 Raymond Rhule, 13 Jesse Kriel, 12 Jan Serfontein, 11 Courtnall Skosan, 10 Elton Jantjies, 9 Ross Cronje, 8 Uzair Cassiem, 7 Jean-Luc du Preez, 6 Siya Kolisi, 5 Franco Mostert, 4 Eben Etzebeth, 3 Ruan Dreyer, 2 Malcolm Marx, 1 Tendai Mtawarira
Riserve: 16 Bongi Mbonambi, 17 Steven Kitshoff, 18 Trevor Nyakane, 19 Lood de Jager, 20 Pieter-Steph du Toit, 21 Francois Hougaard, 22 Handré Pollard, 23 Damian de Allende

RUGBY CHAMPIONSHIP: AUSTRALIA-ARGENTINA (ore 12.05 diretta tv su Sky Sport 2)
L’Australia dopo tre turni di Rugby Championship ha solo 3 punti in classifica, i Pumas neanche uno ma il match di Canberra promette spettacolo e può dare un senso al torneo di entrambe le formazioni. Australia che va a strappi, Argentina che arriva dalla bella prova contro gli All Blacks. Tra i padroni di casa non c’è ancora una volta Stephen Moore, titolare sarà Polota-Nau, mentre in panchina si siede per la prima volta Marika Koroibete; tra i sudamericani un po’ di cambi nel pacchetto arretrato con Moroni all’ala e Orlando tra i centri. In terza linea c’è Lezana al posto di Macome.

Australia: 15 Israel Folau, 14 Henry Speight, 13 Tevita Kuridrani, 12 Kurtley Beale, 11 Reece Hodge, 10 Bernard Foley (vc), 9 Will Genia (vc), 8 Sean McMahon, 7 Michael Hooper (c), 6 Ned Hanigan, 5 Adam Coleman, 4 Rob Simmons, 3 Sekope Kepu, 2 Tatafu Polota-Nau, 1 Scott Sio
Riserve: 16 Jordan Uelese, 17 Tom Robertson, 18 Allan Alaalatoa, 19 Izack Rodda, 20 Jack Dempsey, 21 Nick Phipps, 22 Samu Kerevi, 23 Marika Koroibete
Argentina: 15 Emiliano Boffelli, 14 Matias Moroni, 13 Matias Orlando, 12 Jeronimo de la Fuente, 11 Ramiro Moyano, 10 Nicolas Sanchez, 9 Martin Landajo, 8 Tomas Lezana, 7 Javier Ortega Desio, 6 Pablo Matera, 5 Matias Alemanno, 4 Guido Petti, 3 Nahuel tatez Chaparro, 2 Agustin Creevy, 1 Lucas Noguera
Riserve: 16 Julian Montoya, 17 Santiago Garcia Botta, 18 Enrique Pieretto, 19 Marcos Kremer, 20 Juan Martin Leguizamon, 21 Tomas Cubelli, 22 Santiago Gonzalez Iglesias, 23 Manuel Montero

PRO14: CHEETAHS-ZEBRE (ore 19.35 diretta tv su Eurosport 2)
Prima volta di una squadra italiana in Sudafrica nel torneo celtico: a Bloemfontain i bianconeri vanno a far visita ai Cheetahs guidati da quel Franco Smith che per tanti anni ha bazzicato dalle parti di Treviso. Entrambe la squadre partono dallo stesso punteggio in classifica – zero punti – con le Zebre che hanno una differenza punti appena appena migliore: sulla carta partita equilibrata quindi ma i padroni di casa hanno una quadratura e una organizzazione che per le note vicende la franchigia federale non può certo vantare.
Rispetto alla partita di una settimana fa persa contro gli Scarlets i bianconeri presentano sei cambi: ali saranno Bisegni e Di Giulio, in mediana con la maglia numero 9 c’è Violi accanto a Canna. In seconda linea c’è Biagi mentre con la maglia numero 8 partirà Giammarioli affiancato da Meyer e Licata.
Gara non facile ma se lo spirito delle Zebre fosse quello visto a Swansea contro gli Ospreys…

Cheetahs: 15 Sergeal Petersen, 14 Luther Obi, 13 Francois Venter (c), 12 William Small-Smith, 11 Makazole Mapimpi, 10 Ernst Stapelberg, 9 Shaun Venter, 8 Junior Pokomela, 7 Henco Venter, 6 Paul Schoeman, 5 Reniel Hugo, 4 Justin Basson, 3 Tom Botha, 2 Torsten van Jaarsveld, 1 Ox Nche
Riserve: 16 Jacques du Toit, 17 Charles Marais, 18 Johan Coetzee, 19 Rynier Bernardo, 20 Chris Dry, 21 Tian Meyer, 22 Nico Lee, 23 Cecil Afrika
Zebre: 15 Ciaran Gaffney, 14 Giulio Bisegni, 13 Mattia Bellini, 12 Tommaso Castello (c), 11 Gabriele Di Giulio, 10 Carlo Canna, 9 Marcello Violi, 8 Renato Giammarioli, 7 Giovanni Licata, 6 Johan Meyer, 5 George Biagi, 4 David Sisi, 3 Dario Chistolini, 2 Oliviero Fabiani, 1 Andrea Lovotti
Riserve: 16 Sami Panico, 17 Andrea De Marchi, 18 Roberto Tenga, 19 Leonard Krumov, 20 Derick Minnie, 21 Guglielmo Palazzani, 22 Serafin Bordoli, 23 Faialaga Afamasaga

Treviso – Franco Smith e Bernabò: “La prima meta del Perpignan ci ha tagliato le gambe”

Dall’ufficio stampa Benetton Rugby

E’ sereno nonostante la sconfitta odierna contro Perpignan, il tecnico del Benetton Treviso Franco Smith, soddisfatto per la prova dei suoi nei primi quaranta minuti di gioco.

“Nel primo tempo abbiamo tenuto molto bene il campo e la palla in mano – commenta l’allenatore sudafricano – E sono contento di quanto fatto dai miei ragazzi a livello di organizzazione ed intensità. Abbiamo lavorato molto per cercare di segnare e se c’è una pecca è proprio quella di non essere riusciti a concretizzare ed è lì che in effetti dobbiamo migliorare. E’ stata comunque una vera partita di rugby e a cambiare davvero le cose è stata una nuova e ritrovata motivazione ed impegno da parte loro”.

In effetti la seconda frazione ha visto i catalani irresistibili, con un parziale shock di 0-35.
“Hanno segnato la prima meta e poi hanno iniziato a credere all’obiettivo. Mi è sembrato di vedere la stessa partita della settimana scorsa contro l’Ulster a tempi invertiti. Una volta alzata l’intensità ed il ritmo hanno visto ad un passo i quarti di finale di Heineken Cup, mentre noi eravamo in qualche modo senza motivazioni. In generale comunque sapevamo delle difficoltà e il nostro obiettivo resta quello di mantenere un livello buono per tutto l’anno e di arrivare a migliorarci attraverso la continuità”.

Il periodo post Sei Nazioni in tal senso potrebbe dire la verità sulle potenzialità dei Leoni anche per la fase finale della Magners League.
“Quello che voglio dai miei giocatori è freschezza mentale e fisica e sono sicuro che più andremo avanti più ci sarà consistenza anche a livello di selezione. Dobbiamo continuare a giocare e a migliorarci per arrivare a poter reggere tutti lo stesso ritmo. Da qui la crescita sarà naturale”.

Decisa e senza scuse anche l’analisi del seconda linea biancoverde Valerio Bernabò.
“Nel primo tempo abbiamo applicato in pieno il piano di gioco studiato e provato in allenamento, cercando di costringerli a calciare e non a contrattaccare. Siamo rientrati negli spogliatoi molto fiduciosi e poi non so spiegarmi cosa sia successo. La meta subita con maul probabilmente un po’ c’ha tagliato le gambe e forse in qualche modo in certe occasioni serve più malizia da parte nostra. Nella ripresa Perpignan ha cambiato intensità e noi abbiamo pagato la loro costante ricerca del gioco aperto. Comunque non vogliamo cercare scuse, ma ripartire con lo stesso spirito di sempre. Scendiamo sempre in campo per portare a casa la vittoria, ben consapevoli di avere avversari di valore contro. Oggi loro avevano una mischia ed una rimessa laterale esperte e, per così dire, di mestieranti. Il nostro obiettivo resta comunque quello di vincere e di creare qualcosa di importante, anche per i nostri tifosi che ringrazio per il sostegno che ci danno, sperando di tornare presto a gioire con loro”.

Verso l’Ulster: Il peggior nemico del Benetton? Il Benetton…

Il coach dei biancoverdi parla prima della trasferta irlandese di Celtic League. La firma è di Ennio Grosso, il giornale invece è Il Gazzettino di Treviso

Questa mattina la rifinitura e nel tardo pomeriggio la partenza per l’Irlanda. Domani a Belfast, sul terreno del mitico Ravenhill Stadium, inizio alle 19.05 locali (le 20.05 in Italia), il Benetton affronterà l’Ulster in quella che in calendario è la tredicesima giornata della Magners League. Una sfida che fa tornare subito alla mente quella di un mese e mezzo fa quando, a Treviso, i bianchi irlandesi si imposero 19-9, segnando tre mete su altrettanti errori del Benetton. «In questo momento il peggior nemico del Benetton è il Benetton stesso, non tanto chi ci sta di fronte – sostiene Franco Smith – aver battuto due volte gli Aironi è stato importante, ma il nostro obiettivo principale è vincere all’estero. Contro l’Ulster non sarà come dover scalare un muro, ovvero affrontare una formazione come il Munster, ad esempio, ma sarà pur sempre una sfida molto impegnativa». Che partita ti aspetti? «Mi attendo una partita molto fisica, perché l’Ulster è compagine molto forte fisicamente che attua una difesa ferrea. All’andata noi abbiamo avuto un possesso maggiore e loro hanno dovuto placcare il doppio di noi

Tre errori di Treviso hanno fruttato tre mete per gli irlandesi… «E’ vero, l’Ulster è compagine molto esperta che sfrutta ogni indecisione avversaria e così è successo anche nella partita di Treviso, nella quale non abbiamo giocato male, ma certe disattenzioni ci sono state fatali». Gli irlandesi non vincono in Magners League proprio dalla gara di Treviso… «Un aspetto che non mi interessa più di tanto. Ho visto che il loro tecnico ha cercato di recuperare un po’ tutti i giocatori della rosa, puntando su una squadra d’esperienza, con molti Internazionali: per loro vincere sarebbe importante, ma anche per noi». In effetti McLaughlin, Head Coach della formazione di Belfast, ha convocato tutti i 4 sudafricani che aveva lasciato a riposo nell’ultimo incontro di Limerick contro il Munster, ossia il pilone Botha, la seconda linea Muller, il flanker Wannenburg e il trequarti Pienaar, ma pure il centro Trimble. Per quanto riguarda invece il Benetton, solo dopo l’allenamento di questa mattina Smith scioglierà ogni dubbio, pare comunque possibile il rientro di De Waal, non utilizzato nelle ultime due uscite della franchigia vene
sarebbe importante, ma anche per noi». In effetti McLaughlin, Head Coach della formazione di Belfast, ha convocato tutti i 4 sudafricani che aveva lasciato a riposo nell’ultimo incontro di Limerick contro il Munster, ossia il pilone Botha, la seconda linea Muller, il flanker Wannenburg e il trequarti Pienaar, ma pure il centro Trimble. Per quanto riguarda invece il Benetton, solo dopo l’allenamento di questa mattina Smith scioglierà ogni dubbio, pare comunque possibile il rientro di De Waal, non utilizzato nelle ultime due uscite della franchigia veneta.

Aironi-Benetton: le parole di Franco Smith

Dal’ufficio stampa del Benetton Treviso

E’ soddisfatto della prova dei suoi il tecnico del Benetton Treviso, Franco Smith, intervistato a caldo negli spogliatoi dello Zaffanella di Viadana.
“Sono contento della prova che abbiamo fatto – commenta l’Head Coach biancoverde – forse c’è stato qualche errore di troppo e dobbiamo cercare di segnare di più quando ne abbiamo l’occasione. In generale, però, abbiamo rispettato il piano di gioco e direi che pur volendo gli Aironi vincere assolutamente questa partita, noi abbiamo dimostrato tutto il nostro valore e carattere. Abbiamo anche colto il primo successo esterno, cosa a cui puntavamo dall’inizio ed era davvero importante rompere il ghiaccio e creare convinzione delle nostre possibilità nei ragazzi”.

Si chiude un anno splendido per il Benetton Treviso con l’hat trick della scorsa stagione, l’ingresso in Magners League e l’annata chiusa con 5 sconfitte e 6 successi, un risultato quasi inimmaginabile alla vigilia.
“Siamo felici di quanto ottenuto lo scorso anno, vincendo l’ultimo Campionato Italiano e sono davvero orgoglioso di quanto i ragazzi sono riusciti a fare nel 2010. In Magners League il nostro obiettivo dichiarato ad inizio stagione era quello di essere ogni settimana una sorpresa e direi che sinora ci stiamo riuscendo. Anche la partita di oggi lo dimostra”.

Subire una meta tecnica e ritrovarsi sotto di nove punti sembrava poter costar caro, soprattutto a livello mentale. Invece, proprio dalla mischia, il Benetton ha saputo costruire una straordinaria rimonta.
“C’è stata un po’ troppa frenesia. Avevamo per due volte palla noi in mischia e l’abbiamo persa consentendo a loro di segnare. La cosa che più mi dispiace di oggi è che abbiamo concesso solamente due occasioni ai nostri avversari per entrare nei nostri 22 e loro hanno sempre segnato. Comunque prendiamo gli aspetti positivi e godiamoci questa vittoria. Da qui ripartiamo e vogliamo continuare a lavorare già per il prossimo match”.

La testa, insomma, è già alla sfida del Ravenhill il 7 gennaio a Belfast contro l’Ulster.
“Oggi quello che abbiamo ottenuto qui è un ottimo risultato. Consideravo questa una delle partite più difficili, perchè gli Aironi puntavano molto al successo. Abbiamo dovuto sconfiggere i nostri avversari, ma soprattutto la loro fortissima volontà di vincere ed è stata sicuramente dura. Non abbiamo molto tempo per goderci il momento, ma dobbiamo continuare a lavorare da lunedì, pensando alla prossima sfida contro l’Ulster”.

Complimenti dalla sala stampa arrivano anche dal tecnico dei padroni di casa, il Gallese Rowland Phillips, ovviamente deluso per l’esito finale dell’incontro.
“Alla fine non siamo riusciti a mantenere quanto volevamo fare e ne è uscita per certi versi una partita simile a quella dell’andata. Questo, tuttavia, anche per merito di un ottimo Treviso che c’ha sempre messo sotto pressione e creato delle difficoltà”.