Tag: Alfredo Gavazzi

Italians do it better? No: italians do it later. Cose che vengono dette alla stampa (inglese)

Il Telegraph intervista il nostro ct Conor O’Shea prima dell’inizio del Sei Nazioni ma nell’articolo qualcun altro rilascia una dichiarazione che ti tira fuori dal petto un “machedavero”?

A volte i protagonisti del nostro rugby con la stampa estera si lasciano andare a dichiarazioni che da noi non farebbero. E che per le nostre orecchie sono… stranianti. Ecco, direi che straniante è la parola adatta. Ti lasciano perplesso e ti viene da pensare: machedavero?
Il 29 gennaio il Telegraph pubblica una intervista a Conor O’Shea. Mancano pochi giorni al calcio d’inizio del Sei Nazioni e il tema è ovviamente quello, con il corollario immancabile sulla crescita, sull’eventuale salto di qualità del nostro movimento, dei suoi pregi e dei suoi freni.
Il media inglese però non intervista solo il ct azzurro ma pubblica anche un virgolettato di Franco Ascione. Questo:

“For the first time before Conor’s appointment we actually made a profile of what we wanted”

Non credo serva una traduzione, ma facciamola lo stesso a a spanne: si dice che con O’Shea per la prima volta in FIR è stato fatto un vero profilo di quello che si andava cercando. Lo so che a pensare male si fa peccato, però mi pare altrettanto evidente che quella frase sta a significare anche che prima di O’shea un profilo non era mai stato fatto.
Voglio fare il bravo, e voglio pensare che per la prima volta in FIR si sia pensato a una persona capace di tenere insieme tutto l’Alto Livello, che prima invece si cercava un “semplice” ct.
Ma sì, dai, sarà così. Eppure anche messa in questo modo mi sembra un’affermazione… come avevamo detto? Ah sì: straniante. Tanto più se fatta dall’uomo che di fatto è il perno del nostro settore tecnico da circa 20 anni, la figura che ha passato indenne diversi lustri di risultati poco brillanti (eufemismo) a fronte anche di investimenti importanti.
Voglio dire, se quelle parole le avesse dette Gavazzi non ci sarebbe stato molto da commentare che lui è entrato davvero nella stanza dei bottoni a settembre 2012, con Jacques Brunel già designato dal suo predecessore Giancarlo Dondi, cosa che tra l’altro fece immediatamente notare.
Però Ascione è un’altra cosa, nella stanza dei bottoni c’è da tantissimi anni. Si possono cercare tutti i perché e le giustificazioni a un’affermazione del genere, sono sicuro che c’è chi lo farà, magari anche fornito di qualche buona ragione. A me però alla fine lascia l’impressione che sulla stampa inglese sia andata in scena una sorta di vidimazione ufficiale dei nostri annosissimi ritardi.

Annunci

Le Tre di R1823: Italia “celtica” fino al 2023, il ritorno del Pro14 e un po’ rugby a 7

Ecco le tre notizie di cronaca ovale più importanti della giornata. I link rimandano agli articoli pubblicati da R1823 di Duccio Fumero. Queste le news, cliccate sui titoli per leggerle interamente

PRO 14: GAVAZZI, RESTIAMO ALMENO FINO AL 2023
Sul Gazzettino le parole del presidente federale che rassicura sul futuro celtico di Treviso e Zebre

PRO14: TORNA QUESTO FINE SETTIMANA IL TORNEO CELTICO
Dopo un mese di stop torna la Guinness Pro 14. Trasferta irlandese per le Zebre e sfida ai campioni per Treviso

ITALSEVEN: LUPINI, “VOGLIAMO LE WORLD SERIES”
R1823 ha chiacchierato con Gino Lupini, metamen dell’Italseven, che ha parlato del Sud Africa, della visibilità del seven e del futuro azzurro. Ecco le sue parole

Le Tre di R1823: il gruppo inglese per gli azzurri, un Sei Nazioni con troppi infortunati e Gavazzi che torna sul caso Padovani

inghilterra-convocati-715x400

Ecco le tre notizie di cronaca ovale più importanti della giornata. I link rimandano agli articoli pubblicati da R1823 di Duccio Fumero. Queste le news, cliccate sui titoli per leggerle interamente.

SEI NAZIONI 2018: INGHILTERRA, I 38 PER L’ITALIA
Eddie Jones ha annunciato i giocatori che si prepareranno alla sfida di Roma del prossimo 4 febbraio

SEI NAZIONI 2018: È RECORD DI ASSENTI
Il Torneo che partirà il prossimo 3 febbraio vede più di 60 possibili protagonisti fermi ai box. Numeri che preoccupano

GAVAZZI: AZZURRI OGGI NON COMPETITIVI IN EUROPA
In un’intervista il presidente torna sul caso Padovani che definisce “emblematico” del limite dei giovani azzurri

IN AVANTI POPOLO! – Un ricorso al giorno leva il medico di torno. O forse no?

L’Italia è quel paese dove se c’è da fare cause, ricorsi o da impugnare sentenze (ed elezioni) non ci si tira mai indietro. Anche nel mondo del rugby, sì, quello sport che sbandiera sempre i “valori”… anche se di mezzo c’è una gara del Sei Nazioni U20

E’ successo anche questo: che qualcuno avrebbe (ripetiamolo assieme: avrebbe) fatto sapere alla stampa che il CONI aveva aperto una inchiesta sui vertici della FIR del quadriennio 2012/2016 – presidente Alfredo Gavazzi in primis – per alcune vicende che riguardavano la gestione economica federale. La notizia non aveva lo status dell’ufficialità, ma era vera. L’inchiesta si è poi chiusa con l’archiviazione e il non luogo a procedere per gli iscritti nel registro degli indagati ma a quel punto la FIR ha messo sotto inchiesta quelli che erano considerati i responsabili della fuga di notizie (“propalazione”), tutti rappresentanti dell’opposizione al presidente federale, e poi li ha condannati, chi più e chi meno. Nel comunicare la condanna la federazione ha anche diffuso una breve nota che diceva delle cose non corrette circa l’avvenuta assoluzione di alcuni degli imputati, presentati invece come ancora sotto inchiesta per accuse che in realtà non ci sono nei dispositivi ufficiali.

Poi il CONI, o meglio la  Procura generale dello sport, ha chiesto il proscioglimento di tutti gli imputati (per alcuni dei quali nel frattempo la pena era stata diminuita dalla Corte d’Appello delle Federugby), i diretti interessati – forti di questa decisione del massimo organo sportivo italiano – hanno presentato al Collegio di Garanzia dei ricorsi per vedersi annullare immediatamente la precedente sentenza di condanna ma allo stesso tempo la FIR ha presentato un ricorso affinché vengano ripristinate le sanzioni decise inizialmente in primo grado. Chissenefrega del CONI.
E’ tutto vero eh. ma aspettate, che c’è pure il contorno: in Friuli Venezia Giulia l’elezione del presidente del comitato regionale, in quota Pronti al Cambiamento, era stato impugnata per presunti errori nel conteggio; l’elezione è stata rifatta e ha dato lo stesso risultato. Tutto a posto? No: la Rugby Udine Union, società a cui è stata affidata l’organizzazione della partita del Sei Nazioni U20 tra Italia e Inghilterra del prossimo 2 febbraio (si giocherà a Gorizia) e nel cui organigramma è presente il candidato sconfitto nelle due elezioni di cui sopra, sia quella impugnata che quella “definitiva”, ha fatto formalmente sapere che non vuole l’aiuto del Comitato Regionale. A renderlo noto l’ottimo Davide Macor sul Messaggero Veneto. Ecco. Cicca Cicca Bum e specchio riflesso.
Welcome to Oval Italy, quella che Saul Goodman considererebbe come un paradiso…

Polemiche e rivincite: i ritorni di Padovani e Brunel

Edoardo Padovani torna alle Zebre: non mancano le polemiche e c’è chi vorrebbe che chiedesse scusa (machedavero???). Jacques è il nuovo ct della nazionale francese: da noi se n’è andato con pochi rimpianti ma il nostro miglior Sei Nazioni di sempre (assieme a quello del 2007) porta la sua firma. Se fosse stato messo nelle condizioni concesse a O’Shea… chi lo sa…
Alcune brevi riflessioni da una ventosissima spiaggia. Lo so, c’è casino, ma il video volevo farlo lì. Ci si ribecca il 30.