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Dall’Argentina al Giappone quasi tutta Ovalia oggi in campo: a Singapore c’è Italia-Scozia

ph. Fotosportit/FIR

Un sabato davvero ricco di partite, da Lions-Crusaders ad Argentina-Inghilterra passando per Sudafrica-Francia e Australia-Fiji. Appassionati italiani concentrati però sulla sfida tra gli azzurri di O’Shea e gli scozzesi ma da non dimenticare anche il via alla Nations Cup con la nostra Emergenti che affronta l’Uruguay

ITALIA-SCOZIA, diretta tv DMAX dalle 13.55
L’appuntamento è per le ore 14 italiane: al National Stadium di Singapore torna in campo la nazionale azzurra di Conor O’Shea e la nuova Scozia di Greg Townsend, ct al debutto. Due formazioni che si sono affrontate nell’ultima giornata del Sei Nazioni 2017 non più tardi dello scorso marzo, quando a Murrayfield finì 29 a 0 per il XV in maglia blu. Capitano azzurro è Gori, uno dei senatori di una squadra dall’età media piuttosto bassa e che schiera due deb come Budd e Bigi (per Parisse e diversi altri senatori concesso un periodo di riposo). Squadra interessante quella scelta da O’Shea, con Allan che torna ad indossare la maglia numero 10 e Padovani confermatissimo nel ruolo di estremo. Scozia che lamenta tra l’altro davvero poche assenze per i concomitanti Lions.
Italia chiamata a dare un segnale dopo un Sei Nazioni negativo e per iniziare al meglio un tour che non si annuncia per nulla semplice, con Fiji e Australia che ci attendono nelle prossime due settimane.

Italia: 15 Edoardo Padovani, 14 Angelo Esposito, 13 Michele Campagnaro, 12 Tommaso Boni, 11 Leonardo Sarto, 10 Tommaso Allan, 9 Edoardo Gori (c), 8 Robert Julian Barbieri, 7 Maxime Mata Mbanda, 6 Francesco Minto, 5 Dean Budd, 4 Marco Fuser, 3 Simone Ferrari, 2 Luca Bigi, 1 Andrea Lovotti
Riserve: 16 Ornel Gega, 17 Federico Zani, 18 Pietro Ceccarelli, 19 Andries van Schalkwyk, 20 Abraham Steyn, 21 Marcello Violi, 22 Carlo Cane, 23 Tommaso Benvenuti
Scozia: 15 Duncan Taylor, 14 Damien Hoyland, 13 Matt Scott, 12 Alex Dunbar, 11 Tim Visser, 10 Finn Russell, 9 Ali Price, 8 Josh Strauss, 7 John Hardie, 6 John Barclay (c), 5 Ben Toolis, 4 Tim Swinson, 3 Willem Nel, 2 Ross Ford, 1 Allan Dell
Riserve: 16 Fraser Brown, 17 Gordon Reid, 18 Zander Fagerson, 19 Rob Harley, 20 Magnus Bradbury, 21 Ryan Wilson, 22 Henry Pyrgos, 23 Peter Horne

 

NATIONS CUP: URUGUAY-ITALIA EMERGENTI, ore 20.30 italiane in diretta streaming sul sito worldrugby.org
A Montevideo, allo Estadio Charrua, debutta la nostra “nazionale B” affidata alle cure tecniche di Gianluca Guidi e Andrea Moretti. In Sudamerica gli azzurri scendono in campo nel torneo contro i padroni di casa, mentre Namibia e Argentina XV sono le altre squadre coinvolte con cui gli azzurri avranno a che fare nei prossimi 9 giorni.

Italia Emergenti: 15 Filippo BUSCEMA (Fiamme Oro Rugby)*, 14 Pierre BRUNO (Patarò Calvisano)*, 13 Andrea BETTIN (Petrarca Padova)*, 12 Enrico LUCCHIN (Patarò Calvisano)*, 11 Marco SUSIO (Pataro’ Calvisano), 10 Maicol AZZOLINI (Fiamme Oro Rugby)*, 9 Simone MARINARO (Fiamme Oro Rugby)*, 8 Renato GIAMMARIOLI (Patarò Calvisano)*, 7 Sebastian Luke NEGRI DA OLEGGIO (Hartpury FC) (2 caps) – capitano, 6 Matteo CORAZZI (Mogliano Rugby)*, 5 Leonard KRUMOV (Rugby Viadana 1970)*, 4 Samuele ORTIS (FEMI-CZ Rovigo)*, 3 George IACOB (FEMI-CZ Rovigo), 2 Engjel MAKELARA (Petrarca Padova), 1 Derrick APPIAH (London Scottish)
Riserve: 16 Adriano DANIELE (Sitav Rugby Lyons)*, 17 Niccolò ZAGO (Petrarca Padova), 18 Roberto TENGA (Fiamme Oro Rugby), 19 Davide FRAGNITO (Fiamme Oro Rugby)*, 20 Mirko AMENTA (Fiamme Oro Rugby)*, 21 Leonardo MANTELLI (FEMI-CZ Rovigo), 22 Pietro GREGORIO (Rugby Viadana 1970), 23 Giacomo DE SANTIS (Patarò Calvisano)*

 

AUSTRALIA-FIJI, diretta tv Sky Sport 2 dalle 7
All’AAMI Park di Melbourne scendono in campo le due squadre che nei prossimi 15 giorni affronteranno l’Italia. Grande curiosità per i padroni di casa, reduci da un’annata non esaltante e rappresentanti di un movimento che sta vivendo un periodo di grande difficoltà strutturale. Fiji alle prese con i soliti problemi di una squadra i cui giocatori sono disseminati un po’ ovunque, ma quantità e qualità non mancano di certo.

Australia: 15 Israel Folau, 14 Dane Haylett-Petty, 13 Tevita Kuridrani, 12 Karmichael Hunt, 11 Henry Speight, 10 Bernard Foley, 9 Will Genia, 8 Scott Higginbotham, 7 Michael Hooper (c), 6 Ned Hanigan, 5 Adam Coleman, 4 Sam Carter, 3 Allan Alaalatoa, 2 Tatafu Polota-Nau, 1 Tom Robertson
Riserve: tbc
Fiji: 15 Kini Murimurivalu, 14 Timoci Nagusa, 13 Albert Vulivuli, 12 Jale Vatubua, 11 Vereniki Goneva, 10 Ben Volavola, 9 Nikola Matawalu, 8 Akapusi Qera (c), 7 Naulia Dawai, 6 Dominiko Waqaniburotu, 5 Leone Nakarawa, 4 Tevita Cavubati, 3 Peni Ravai, 2 Sunia Koto, 1 Campese Maáfu
Riserve: 16 Tuapati Talemaitoga, 17 Joeli Veitayaki, 18 Kalivati Tawake, 19 Api Ratuniyarawa, 20 Viliame Mata, 21 Nemani Nagusa, 22 Seurpepeli Vularika, 23 Benito Masilevu

 

CRUSADERS-BRITISH & IRISH LIONS, diretta tv Sky Sport 2 dalle 9.35
Nuova tappa di avvicinamento della selezione britannica all’inizio della serie con gli All Blacks (il 24 giugno a Auckland). La squadra di Gatland ancora alla ricerca di una identità non semplice da trovare è chiamata a dare comunque una risposta dopo il ko con i Blues. Ad attenderli a Christchurch una delle squadre più forti di tutto l’emisfero sud.

Crusaders: 15 Israel Dagg, 14 Seta Tamanivalu, 13 Jack Goodhue, 12 David Havili, 11 George Bridge, 10 Richie Mo’unga, 9 Bryn Hall, 8 Jordan Taufua, 7 Matt Todd, 6 Heiden Bedwell-Curtis, 5 Sam Whitelock (c), 4 Luke Romano, 3 Owen Franks, 2 Codie Taylor, 1 Joe Moody
Riserve: 16 Ben Funnell, 17 Wyatt Crockett, 18 Michael Alaalatoa, 19 Quinten Strange, 20 Jed Brown, 21 Mitchell Drummond, 22 Mitchell Hunt, 23 Tim Bateman
British & Irish Lions: 15 Stuart Hogg, 14 George North, 13 Jonathan Davies, 12 Ben Te’o, 11 Liam Williams, 10 Owen Farrell, 9 Conor Murray, 8 Taulupe Faletau, 7 Sean O’Brien, 6 Peter O’Mahony, 5 George Kruis, 4 Alun Wyn Jones (c), 3 Tadhg Furlong, 2 Jamie George, 1 Mako Vunipola
Riserve: 16 Ken Owens, 17 Jack McGrath, 18 Dan Cole, 19 Maro Itoje, 20 CJ Stander, 21 Rhys Webb, 22 Johnny Sexton, 23 Anthony Watson

 

SUDAFRICA-FRANCIAdiretta tv Sky Sport 3 e Sky Sport Mix dalle 17
A Pretoria, sul prato del Loftus Versfeld, torna in campo il grande malato di Ovalia, ovvero il Sudafrica reduce da un 2016 da dimenticare. Ad aspettarlo una Francia in crescita ma con tante cose ancora da sistemare

Sudafrica: 15 Andries Coetzee, 14 Raymond Rhule, 13 Jesse Kriel, 12 Jan Serfontein, 11 Courtnall Skosan, 10 Elton Jantjies, 9 Ross Cronje, 8 Warren Whiteley (c), 7 Oupa Mohoje, 6 Siya Kolisi, 5 Franco Mostert, 4 Eben Etzebeth, 3 Frans Malherbe, 2 Malcolm Marx, 1 Tendai Mtawarira
Riserve: 16 Bongi Mbonambi, 17 Steven Kitshoff, 18 Coenie Oosthuizen, 19 Pieter-Steph du Toit, 20 Jean-Luc du Preez, 21 Francois Hougaard, 22 Frans Steyn, 23 Dillyn Leyds
Francia: 15 Brice Dulin, 14 Yoann Huget, 13 Henry Chavancy, 12 Gaël Fickou, 11 Virimi Vakatawa, 10 Jules Plisson, 9 Maxime Machenaud, 8 Louis Picamoles, 7 Loann Goujon, 6 Yacouba Camara, 5 Yoann Maestri (c), 4 Julien le Devedec, 3 Uini Atonio, 2 Clément Maynadier, 1 Jefferson Poirot
Riserve: 16 Camille Chat, 17 Eddy Ben Arous, 18 Mohamed Boughanmi, 19 Bernard le Roux, 20 Kévin Gourdon, 21 Baptiste Serin, 22 Jean-Marc Doussain, 23 Vincent Rattez

 

Argentina-Inghilterra, ore 20.15 italiane
Partita che non ha bisogno di presentazioni o stimoli. All’Estadio del Bicentenario di San Juan si gioca il primo di una serie di due test con una Inghilterra senza tanti giocatori che si trovano in Nuova Zelanda con i Lions. Eddie Jones può comunque schierare una formazione di tutto rispetto contro un’Argentina che presenta qualche novità rispetto a quella vista in giro per l’Europa a fine 2016.

Argentina: 15 Joaquín Tuculet, 14 Matías Moroni, 13 Matías Orlando, 12 Jerónimo de la Fuente, 11 Emiliano Boffelli, 10 Nicolás Sánchez, 9 Martín Landajo, 8 Juan Manuel Leguizamón, 7 Javier Ortega Desio, 6 Pablo Matera, 5 Tomás Lavanini, 4 Matías Alemanno, 3 Enrique Pieretto, 2 Agustín Creevy, 1 Lucas Noguera Paz
Riserve: 16 Julián Montoya, 17 Santiago García Botta, 18 Nahuel Tetaz Chaparro, 19 Guido Petti, 20 Leonardo Senatore, 21 Gonzalo Bertanou, 22 Juan Martín Hernández, 23 Ramiro Moyano
Inghilterra: 15 Mike Brown, 14 Marland Yarde, 13 Henry Slade, 12 Alex Lozowski, 11 Jonny May, 10 George Ford, 9 Danny Care, 8 Nathan Hughes, 7 Tom Curry, 6 Mark Wilson, 5 Charlie Ewels, 4 Joe Launchbury, 3 Harry Williams, 2 Dylan Hartley (c), 1 Ellis Genge
Riserve: 16 Jack Singleton, 17 Matt Mullan, 18 Will Collier, 19 Nick Isiekwe, 20 Don Armand, 21 Jack Maunder, 22 Piers Francis, 23 Denny Solomona

 

USA-Irlanda, ore 20 italiane
Si gioca alla Red Bull Arena di Newark, nel New Jersey, in quella costa est degli Stati Uniti a cui il grande rugby sta sempre guardando con maggiore attenzione. Gara che ha una grandissima favorita obbligatoria – ovvero l’Irlanda – che però deve fare i conti con le assenze dovute ai Lions.

USA: 15 Ben Cima, 14 Mike Te’o, 13 Ryan Matyas, 12 Marcel Brache, 11 Martin Iosefo, 10 AJ MacGinty, 9 Nate Augspurger (c), 8 David Tameilau, 7 Tony Lamborn, 6 John Quill, 5 Nic Civetta, 4 Nate Brakeley, 3 Chris Baumann, 2 Peter Malcolm, 1 Ben Tarr
Riserve: 16 James Hilterbrand, 17 Joe Taufete’e, 18 Paddy Ryan, 19 Matthew Jensen, 20 Andrew Durutalo, 21 Shaun Davies, 22 Will Magie, 23 Bryce Campbell
Irlanda: 15 Tiernan O’Halloran, 14 Keith Earls, 13 Garry Ringrose, 12 Luke Marshall, 11 Jacob Stockdale, 10 Joey Carbery, 9 Kieran Marmion, 8 Jack Conan, 7 Josh van der Flier, 6 Rhys Ruddock (c), 5 Devin Toner, 4 Quinn Roux, 3 John Ryan, 2 Niall Scannell, 1 Cian Healy
Riserve: 16 Dave Heffernan 17 Dave Kilcoyne, 18 Andrew Porter, 19 James Ryan, 20 Dan Leavy, 21 Luke McGrath, 22 Rory Scannell, 23 Simon Zebo

 

Domani altre due partite. La prima al Calgary Rugby Park, Canada-Georgia:
Canada: 15 Andrew Coe, 14 Dan Moor, 13 Conor Trainor, 12 Guiseppe Du Toit, 11 Sean Duke, 10 Shane O’Leary, 9 Phil Mack, 8 Admir Cejvanovic, 7 Matt Heaton, 6 Kyle Baillie, 5 Conor Keys, 4 Brett Beukeboom (c), 3 Jake Ilnicki, 2 Benoit Piffero, 1 Djustice Sears-Duru
Riserve: 16 Eric Howard, 17 Anthony Luca, 18 Matt Tierney, 19 Liam Chisholm, 20 Aaron Carpenter, 21 Andrew Ferguson, 22 Gradyn Bowd, 23 Ciaran Hearn
Georgia: 15 Merab Kvirikashvili, 14 Soso Matiashvili, 13 David Kacharava, 12 Merab Sharikadze (c), 11 Sandro Todua, 10 Lasha Khmaladze, 9 Vasil Lobzhanidze, 8 Beka Bitsadze, 7 Giorgi Tkhilaishvili, 6 Lasha Lomidze, 5 Kote Mikautadze, 4 Giorgi Nemsadze, 3 Anton Peikrishvili, 2 Jaba Bregvadze, 1 Mikheil Nariashvili
Riserve: 16 Badri Alkhazashvili, 17 Kakha Asieshvili, 18 Soso Bekoshvili, 19 Nodar Cheishvili, 20 Otar Giorgadze, 21 Giorgi Begadze, 22 Lasha Malaghiradze, 23 Giorgi Chkhaidze

All’Egao Kenko Stadium di Kumamoto scendono invece in campo Giappone e Romania:
Giappone: 15 Ryuji Noguchi, 14 Akihito Yamada, 13 Timothy Lafaele, 12 Derek Carpenter, 11 Kenki Fukuoka, 10 Jumpei Ogura, 9 Fumiaka Tanaka, 8 Amanaki Mafi, 7 Yoshitaka Tokunaga, 6 Michael Leitch, 5 Uwe Helu, 4 Kotaro Yatabe, 3 Takuma Ashara, 2 Shota Horie (c), 1 Koki Yamamoto
Riserve: 16 Yusuke Niwai, 17 Keita Inagaki, 18 Heiichiro Ito, 19 Yuya Odo, 20 Hendrik Tui, 21 Keisuke Uchida, 22 Yu Tamura, 23 Kotaro Matsushima
Romania: 15 Sabin Stratila, 14 Fonovai Tangimana, 13 Paula Kinikinilau, 12 Sione Fakaosilea, 11 Jack Cobden, 10 Florin Vlaicu, 9 Florin Surugiu, 8 Mihai Macovei (c), 7 Viorel Lucaci, 6 Andrei Gorcioaia, 5 Marius Antonescu, 4 Johannes Van Heerden, 3 Andrei Ursache, 2 Otar Turashvili, 1 Ionel Badiu
Riserve: 16 Andrei Radoi, 17 Constantin Pristavita, 18 Alexandru Tarus, 19 Valentin Poparlan, 20 Vlad Nistor, 21 Tudorel Bratu, 22 Luke Samoa, 23 Ionut Dumitru

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Lo Zibaldone del Sei Nazioni: Eddie Jones non è ruck! E poi Picamoles e il fumo scozzese che diventa arrosto

haskell-hartley

Impressioni e post-it dal fine settimana appena concluso, con la “no ruck” italiana a dominare la scena e le discussioni. Senza dimenticare la tragica scomparsa di Elli Norkett che colpisce il rugby femminile

No ruck! – Dopo un quarto d’ora di Inghilterra-Italia si è intuito che il tema di cui discorreremo in lungo e in largo nei prossimi giorni sarà la tattica “no ruck”. La carta giocata dalla nazionale azzurra a Twickenham ha incasinato non poco le idee agli inglesi e ha fatto infuriare Eddie Jones, che al termine della partita ha dichiarato che quello “non è rugby” e poi ha rifiutato di concedere una intervista a DMAX.
Su questo argomento solo un paio di appunti: la tattica italiana di non contestare le ruck può piacere o meno, ma non è vietata da nessun regolamento. E questo la dice tutta sulla sua liceità. E poi nel secondo tempo anche l’Inghilterra è ricorsa a questo stratagemma: Eddie, cosa era, solo un dispetto? E poi il rifiutare l’intervista alla tv italiana, ti stai forse trumpizzando? Non è una bella cosa, dai…

No ruck! /2 – Un dubbio: il riproporre in maniera continua per 80 minuti lo stratagemma non ha spinto l’Inghilterra a prendere delle contromisure in maniera più veloce? Ricorrere al “no ruck” in maniera un po’ più saltuaria non avrebbe aumentato la confusione mentale avversaria?

Haskell e Hartley – Due giocatori da 155 caps, 73 il primo e 82 il secondo. Non due novellini e Hartley è pure capitano della nazionale inglese. La scenetta in diretta mondovisione in cui chiedono all’arbitro come devono comportasi con il “no ruck” è già leggenda, manco fossero dei ragazzini alle prime armi, pardon mischie. Mitologica la risposta dell’arbitro Poite, “I’m the referee, not your coach”. Il Nigel Owens di “This is not soccer” si deve scansare (vedere video in coda all’articolo)

Brendan Venter e Italia, siamo già all’addio? – Il 23 gennaio la FIR annunciava l’ingaggio dell’ex DoR dei Saracens fino alla RWC 2019, con un impegno diretto in tutte le finestre internazionali. Ora dal Sudafrica le notizie di un suo sbarco in pianta stabile nello staff tecnico degli Springboks (assieme a Franco Smith). Mancano conferme ufficiali, ma non è certo una buona notizia per gli azzuri

Louis Picamoles – Lo avevo già scritto nelle scorse settimane, ma non posso che ribadirlo: Picamoles sta disputando un torneo mostruoso. Il passaggio ai Saints lo ha riportato a livelli elevatissimi, sembra ringiovanito di 3-4 anni.

Scozia – Bella, a tratti bellissima. Un po’ fumosa nel primo tempo di Edimburgo contro il Galles, però non molla mai e dà l’impressione di essere un treno in corsa, ma a velocità programmata. Rischi di deragliamento bassissimi, quindi. Quando diventa concreta è devastante. Tra due settimane va a Twickenham in una delle partite più attese del torneo.

Galles – Mah. A Edimburgo si è vista una squadra dr Jekyll e mr Hyde. Ottimo primo tempo, molto negativo il secondo. Capita quando hai di fronte squadre forti e organizzate come la Scozia, però i dragoni qualche grosso problema di identità e convinzione ce l’hanno.

Francia – a me piace, molto. E’ tutt’altro che perfetta ma ha margini di crescita enormi. Squadra dalla fisicità mostruosa, tra due settimana a Roma sarà una battaglia campale.

Irlanda – Va a momenti, non è continua, ha delle pause, ma dio mio quanto può essere forte. E alla fine la pagnotta la porta sempre a casa. Fisica, tecnica, convinzione. E poi quella sfida all’Inghilterra proprio in chiusura di torneo…

La buffa dichiarazione di Conor O’Shea – Sabato al captain’s run prima di Inghilterra-Italia c’era anche il ct azzurro. Massimo Calandri di Repubblica riporta questa dichiarazione: “Tra un anno e mezzo parlerò con Parisse. E gli chiederò se francamente mi ritiene adatto o meno al rugby italiano. Nel frattempo continueremo sulla strada tracciata: lavorando duro, crescendo sotto tutti gli aspetti. Senza farci influenzare dai giudizi esterni”. Parisse? Really? Giocatore gigantesco e dalla grande personalità, però… boh. E se dicesse di no? Buffo.

Addio Elli – Ieri al Neath Port Talbot in un incidente stradale è morta la nazionale gallese Elli Norkett, appena 20 anni e già un Mondiale giocato (quello del 2014).

Il tinello di Vittorio Munari: il punto dopo due settimane di Sei Nazioni

Sei partite giocate, una classifica che va delineandosi anche se non ha già preso una fisionomia ben definita. Cosa hanno detto di loro finora le sei protagoniste? Vittorio Munari ci aiuta a districarci nelle mischie del torneo più amato. Si parte dall’Italia per arrivare ad alcuni “segreti” dell’Inghilterra di Eddie Jones…
Kick-off!

Sei Nazioni 2017: spalti un po’ troppo vuoti, pancette e sguardi bui. Lo Zibaldone del primo fine settimana di partite

ph. Fotosportit/FIR

ph. Fotosportit/FIR

Mix di impressioni, spunti e post-it sparsi sul primo fine settimana da Sei Nazioni 2017. Tra uomini, donne, U20 e tifosi

Placcaggi alti: non doveva esserci tolleranza zero?

Inghilterra: la più brutta partita della gestione Eddie Jones? Probabilmente sì. Ma ha vinto contro una Francia tostissima piegata dalla panchina-monstre del XV di Sua Maestà. E poi la gara, contratta e fisica fino allo sfinimento non ha aiutato. L’impressione è che i Vunipola mancheranno non poco.

Francia: quadrata, cattiva, forse troppo prosa e poca poesia, ma se prosegue su questa strada sono pronto a scommettere che presto tornerà pure quella in abbondanza. A Twickenham ha perso per una questione di dettagli. Al posto loro sarei incazzato come nemmeno nella canzone di Paolo Conte.

Scozia: che non fosse più un rospo lo si sapeva ormai da tempo, ma che fosse pronta per assumere già il ruolo di regina non tutti lo potevano immaginare. Un primo tempo bellissimo, un secondo in cui ha concesso e sofferto senza però perdere la Trebisonda, una vittoria importantissima contro un’avversaria di rango come l’Irlanda. La prossima trasferta a Parigi ci dirà molto su una squadra e un movimento che hanno idee chiarissime su quello che va fatto.

Irlanda: annichilita a Murrayfield nei primi 40 minuti, poi raddrizza una gara che sembrava impossibile riprendere in mano e alla fine viene (giustamente) battuta. Sabato è attesa a Roma dall’Italia in una partita che sembra avere un solo risultato possibile, ma quella dell’Olimpico potrebbe non essere la gara giusta per capire davvero chi è in questo momento.

Italia: finché mantiene compattezza e disciplina è rognosa e anche pericolosa come vuole Conor O’Shea, se perde il bandolo della matassa tutto il gap tecnico viene fuori e non è certo colmabile in qualche settimana. Bene il primo tempo, male (malissimo!) il secondo, sotto quasi tutti gli aspetti. E il Galles è la squadra che al termine di questa prima giornata ha confermato di essere quella che sembra avere qualcosina in meno rispetto a tutte le altre nostre avversarie.

Galles: Vince largo dopo un primo tempo in cui sbatte inutilmente contro il muro italiano e in cui soffre parecchio. Ha la bravura e la capacità di scardinare le certezze azzurre, ma visto come si sono messe le cose non aver preso il bonus potrebbe rivelarsi più pesante di quanto non possa sembrare. Sabato attende a Cardiff l’Inghilterra, deve fare un salto di qualità se vuole competere con il gruppo di Eddie Jones.

Sergio Parisse: al di là delle sue parole nell’immediato dopo match (“Le partite durano 80 minuti ed noi nel secondo tempo abbiamo fatto le cose male. Abbiamo commesso errori banali, per non dire di peggio. Concedere ogni volta tre punti ad un avversario come il Galles ha consentito loro di prendere il largo”) raramente l’ho visto così rabbuiato ai microfoni.

La nazionale delle Ragazze: regalano fette di gara troppo ampie alle gallesi che ringraziano e vincono. Ct Di Giandomenico può sorridere perché atlete e gioco ci sono, ma quella di Jesi (belli gli spalti gremiti) è una occasione persa. Prossimo impegno domenica a L’Aquila contro l’Irlanda.

U20: partita di non facile interpretazione. Quella azzurra è di sicuro una squadra migliore rispetto agli scorsi anni ma è anche vero che hanno incontrato un Galles formato in gran nella sua annata “giovane”. Bene complessivamente gli avanti, nei trequarti paghiamo ancora dazio a problemi che arrivano da lontano.

Pubblico Olimpico: il comunicato FIR parla di 40.986 spettatori presenti. Vado a memoria e non vorrei sbagliarmi, ma credo che sia il dato più basso da quando l’Olimpico è diventato la casa della nazionale. Un dato che non deve essere ingigantito, non deve diventare un “caso”, ma nemmeno sottovalutato. Sarebbe l’errore peggiore.

Fischi a Mattarella: un presidente della Repubblica si presenta per la prima volta in uno stadio in cui si gioca una partita del Sei Nazioni e tu lo fischi? Ma che cosa hai in testa, la farina di grano duro?

La pancetta di Zebo: ma l’ho vista solo io? Ma l’ha sempre avuta?

CLASSIFICHE
Sei Nazioni
Galles 4
Scozia 4
Inghilterra 4
Francia 1
Irlanda 1
Italia 0

Sei Nazioni femminile
Irlanda 5
Inghilterra 4
Galles 4
Scozia 1
Italia 0
Francia 0

Sei Nazioni U20
Inghilterra 5
Galles 4
Irlanda 4
Scozia 1
Italia 0
Francia 0