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Il Tinello di Vittorio Munari: private equity, e quei ritardi U20 e da Top 12

Un fondo economico che farà ricche le federazioni, ma il gioco vale la candela? E poi quelle parole del ct azzurro dell’U20 che mettono a nudo un gap strutturale più grande di quello che si pensi… Palla a Vittorio!

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IN AVANTI POPOLO! – Sentieri celtici, palestre che non lo sono e (troppe) parole in circolo

I momenti e i percorsi che stanno prendendo Benetton Treviso e Zebre, i tanti (troppi?) stranieri arrivati alle Zebre, i giocatori dell’U20 che trovano poco spazio, un massimo campionato nazionale che nonostante i proclami continua a non essere una palestra “vera” per atleti, allenatori, arbitri e dirigenti. E poi le dichiarazioni del presidente federale Gavazzi sul futuro di Conor O’Shea e del suo staff e l’annuncio di Marzio Innocenti sulla sua candidatura alla corsa presidenziale 2020….

Il futuro delle nostre speranze azzurre ormai è dietro l’angolo, ma la strada ancora non c’è

Ieri l’U18 ha battuto l’Inghilterra, un grande risultato che non deve stupire e che non è una novità. Il problema per quei ragazzi non è l’oggi o il domani, il problema è il dopodomani

La didascalia diceva “L’Italia U18 supera i pari età di England Rugby nella seconda giornata del 6 Nazioni di categoria giocata oggi all’Arms Park di Cardiff”, la foto era rossa e con i loghi di FIR e RFU corredata con il 32-30 con cui gli azzurrini hanno battuto l’Inghilterra ieri pomeriggio. Un mio amico l’ha pubblicata sulla sua pagina facebook con il commento “Date un futuro a questi ragazzi, grazie”.
Una frase fulminante e che fotografa benissimo il nostro movimento dell’oggi ma anche quello di ieri. Perché l’U17 allenata da Dolcetto non è nuova a questi risultati: solo per rimanere agli ultimi tre anni ha vinto una volta contro il Galles, battuto e pareggiato contro la Francia, l’Inghilterra (la selezione A) era già stata messa sotto nell’aprile 2016, negli stessi giorni in cui superava anche l’Irlanda. Una nazionale che anche quando perde non prende quasi mai imbarcate: è successo solo due volte, contro Ulster e Argentina, ma in entrambi i casi i nostri avversari erano entrati in campo con una selezione U19, e a quell’età un anno in più può fare una grande differenza.

Se si va più indietro, ad esempio tra il 2009 e il 2011, contro le nazioni nostre partner del Sei Nazioni rimediavamo solo sconfitte, anche molto nette. La svolta arriva solo nel febbraio 2012, quando a Badia Polesine l’U18 ferma la Francia 17 a 11, galletti nuovamente superati poi a dicembre dello stesso anno 13 a 12. Il punto esclamativo vero arriva però nel 2015, quando gli azzurrini allenati allora da Brunello battono Francia, Irlanda (a Dublino) e Galles.
E questa è la storia. Poi però bisogna dare a questi ragazzi un futuro, appunto. Che poi è quello che con altre parole scrivevo lo scorso 12 febbraio a proposito dell’U20:

Il punto è un altro, ovvero, dove andranno a giocare questi ragazzi? Dove finalizzeranno la loro formazione? Con chi compiranno gli ultimi passi con vista sull’alto livello? Perché forse qualcuno di loro andrà alle franchigie, ma quel “forse” è gigantesco e se anche dovesse accadere riguarderebbe un numero limitatissimo di atleti. Comunque statisticamente non importante.
Quasi tutti alla fine giocheranno nell’Eccellenza. Il divario tra noi e i nostri avversari sta qui: per quanto ci si sforzi di affinare e migliorare la “produzione” dei nostri giocatori non siamo poi in grado di farli giocare in un torneo di livello. I giovani irlandesi andranno tutti a giocare – se già non lo fanno – nell’Ulster, nel Leinster, nel Munster o nel Connacht, ovvero in Pro14, mentre i nostri militeranno in uno dei club del nostro più importante campionato nazionale, che sarà pure il principale dentro i nostri confini ma che non è sicuramente performante. Non credo di offendere nessuno nell’asserirlo.

Prima vi raccontavo della vittoria di Badia Polesine contro la Francia, il 18 febbraio 2012, sono passati sei anni ma quanti di quei ragazzi sono arrivati in nazionale o nel giro-franchigie? Questa la formazione scesa in campo quel giorno, così come ci dice il sito FIR:
Bellini; Di Giulio, Salerno (33’ st. Torlai), Seno, Bruno; Buscema, Apperley S.; Catelan (cap, 13’ st. Boccardo), Scalvi, Corazzi; Gobbo, Ruzza (30’ st. Silvestri); Pasquali, Ragazzi P., Silva (25’ st. Appiah). Pochi, pochissimi.
Solo ieri scrivevo del fatto che Sexton e i suoi compagni di nazionale hanno giocato pochissimo nel Pro14, una cosa resa possibile perché da quelle parti è stato costruito un percorso serio e sensato che gestisce al meglio chi è già nell’elite e che garantisce ai giovani una crescita vera senza interruzioni. Da noi si arriva all’U20, poi c’è uno strapiombo che in pochi riescono a superare con una tempistica molto lunga. Certo ci sono anche delle eccezioni, ma sono davvero poche e sono appunto eccezioni, la regola è un’altra.
Diamo un futuro a quei ragazzi, facciamo presto.

Tutte le nazionali maggiori e le due celtiche: come è andato il 2016/2017 del nostro Alto Livello

I ragazzi di Conor O’Shea, gli azzurrini, il gruppo degli Emergenti e le ragazze. In più le due celtiche, Benetton e Zebre. Ovvero il meglio che produce il nostro rugby: l’Alto livello e le sue propaggini più vicine. Quante partite sono state giocate dallo scorso settembre a questo giugno? Quante vinte? Quante perse? E le mete? Qui tutte le risposte…

Ieri mattina l’ufficio stampa FIR ha inviato una mail con l’aggiornamento delle statistiche della nazionale, una comunicazione abituale che avviene dopo ogni incontro degli azzurri. Questa mail era però accompagnata da una sorta di mini-riassunto della stagione 2016/2017. Un bigino per sommi capi delle partite di novembre, del Sei Nazioni e del tour estivo appena concluso. Eccolo:

Nel corso della stagione l’Italia ha disputato 11 test-match, ottenendo una vittoria e dieci sconfitte segnando diciassette mete e concedendone cinquanta.
Dieci giocatori (Bronzini, Ferrari, Quaglio, Sperandio, Ruzza, Bigi, Budd, Zani, Pasquali e Lazzaroni ) hanno fatto il proprio esordio in Nazionale.
Il giocatore più utilizzato è stato l’estremo Edoardo Padovani, sceso in campo in tutti gli undici test-match per un totale di 895 minuti giocati. L’atleta con il minor numero di minuti giocati è stato il pilone destro Tiziano Pasquali, che ha disputato quattordici minuti a Suva contro Fiji.
Il mediano d’apertura Tommaso Allan è stato il miglior marcatore dell’Italia con 43 punti realizzati, il miglior metaman Michele Campagnaro con tre mete.

Perché non fare un riassunto anche delle altre nostre nazionali più importanti – U20,  Emergenti e femminile – e delle nostre due franchigie? Pochi dati di quello che è il meglio del nostro rugby, numeri che certo non possono raccontare tutto ma comunque dire diverse cose e soprattutto rilevare un andamento dell’Alto Livello in senso lato. Qualcuno dirà che sto mettendo assieme mele e pere. Forse, io non credo, ma non sto paragonando l’Eccellenza e il Pro12, o i test match di novembre con il Sei Nazioni femminile: raccolgo solo i risultati e alcuni macro-dati statistici relativi a uno specifico arco temporale, da settembre 2016 a giugno 2017. Poi ognuno ci legga quello che preferisce in quello che potrebbe essere definito una specie di PIL del rugby (giocato) al vertice del movimento italiano, ovvero le principali nazionali e le due squadre celtiche. Poi va da sé che ogni gara è una storia a parte, che puoi vincere o perdere per un dettaglio. Che ci sono alcune vittorie che hanno un peso specifico maggiore rispetto magari anche a 5 sconfitte (e viceversa). Qui però troverete un indicatore comunque oggettivo ma che non ha la pretesa della Verità Assoluta, quella che molti sembrano mettersi tutte le mattine nello zainetto. Sono solo numeri, bruti, così come verranno archiviati negli annuali. Senza commenti.
E comunque nella formazione del PIL, quello vero, vengono giustapposte mele e pere. E pure molto altro.

ITALIA
partite giocate: 11
partite vinte: 1
partite perse: 10
mete marcate: 17
mete incassate: 50

ITALIA U20
partite giocate: 10
partite vinte: 1
partite perse: 9
mete marcate: 20
mete incassate: 45

ITALIA EMERGENTI
partite giocate: 5
partite vinte: 2
partite perse: 3
mete marcate: 20
mete incassate: 17

ITALIA FEMMINILE
partite giocate: 5
partite vinte: 0
partite perse: 5
mete marcate: 7
mete incassate: 18

BENETTON TREVISO
Guinness Pro12
partite giocate: 22
partite vinte: 5
partite perse: 17
mete marcate: 35
mete incassate: 92
Challenge Cup
partite giocate: 6
partite vinte: 2
partite perse: 4
mete marcate: 9
mete incassate: 23

ZEBRE
Guinness Pro12
partite giocate: 22
partite vinte: 3
partite perse: 19
mete marcate: 38
mete incassate: 105
Champions Cup
partite giocate: 6
partite vinte: 0
partite perse: 6
mete marcate: 11
mete incassate: 49

DATI AGGREGATI
partite giocate: 87
partite vinte: 14
partite perse: 73
mete marcate: 156
mete incassate: 399

Quello step tra U20 e nazionale maggiore che è troppo lento e troppo alto

Ieri gli azzurrini hanno colto alla giornata inaugurale del Mondiale Juniores che si sta giocando in Georgia una bella e importante vittoria sull’Irlanda che era sfuggita di nulla all’ultimo Sei Nazioni di categoria. Per cancellare i “ma” un’affermazione non basta

Oggi lo spunto me lo avete dato voi, con un commento all’articolo di ieri (a proposito: ragazzi, fate i bravi…). Un lettore ha infatti postato le formazioni delle finaliste dell’edizione 2001, che si tenne qui in Italia. Ad affrontarsi a Padova furono Inghilterra e Baby Blacks, con questi ultimi che si imposero 22-33.
Ve le riporto così come sono state postate dal lettore:

Inghilterra: 1 Mako Vunipola 2 Mikey Haywood 3 Henry Thomas 4 Joe Launchbury 5 Charlie Matthews 6 Sam Jones 7 Matt Kvesic 8 Alex Gray (C) 9 Chris Cook 10 George Ford 11 Christian Wade 12 Owen Farrell 13 Elliot Daly 14 Andy Short 15 Ben Ransom.
A disposizione: 16 Rob Buchanan 17 Will Collier 18 Sam Twomey 19 Matt Everard 20 Dan Robson 21 Ryan Mills 22 Marland Yarde.

Nuova Zelanda: 1 Solomona Sakalia 2 Codie Taylor 3 Ben Tameifuna 4 Steven Luatua 5 Brodie Retallick 6 Brad Shields 7 Sam Cane 8 Luke Whitelock (C) 9 TJ Perenara 10 Gareth Anscombe 11 Charles Piutau 12 Lima Sopoaga 13 Francis Saili 14 Mitchell Scott 15 Beauden Barrett.
A disposizione: 16 Sefo Setefano 17 Michael Kainga 18 Dominic Bird 19 Carl Axtens 20 Brad Weber 21 Rhys Llewellyn 22 Waisake Naholo

Due squadre di altissimo livello allora, due squadre che sarebbero di altissimo livello ancora oggi. Anzi, con molti dei protagonisti sul campo nel 2011 che oggi lo sono a livelli ben più alti, con gente che ha vinto anche dei titoli mondiali…
Il punto del mio articolo di oggi è proprio questo. No, non la qualità di cui parlavo un attimo fa. No, il punto è che in quelle due squadre U20 era presente una quantità importante (eufemismo) di giocatori che in maniera rapida o molto rapida è passata alla nazionale maggiore.
Di seguito trovate l’elenco dei convocati azzurri dall’allora ct Andrea Cavinato. Quanti di loro sono sbarcati nella nazionale maggiore? E dopo quanto tempo? E quanti hanno un ruolo importante paragonabile a quello di un Beauden Barret, di un Retallick o di un Farrell? Avete presente quando diciamo che i nostri ventenni sono meno pronti dei loro coetanei delle altre nazionali? Questo ne è un esempio lampante, tanto più che da quel torneo sono ormai passati sei anni.
Che Inghilterra e Nuova Zelanda producano così tanti talenti è una non-notizia, ma noi siamo davvero troppo indietro anche nel passaggio dalle nazionali giovanili a quella più importante. Un passaggio che dovrebbe essere più immediato e naturale.

Piloni sinistri
Nicola QUAGLIO (Femi-CZ Rovigo)*
Alessandro FURIA (Petrarca Padova)*
Tallonatori
Andrea LUPETTI (Estra I Cavalieri Prato)*
Giovanni MAISTRI (Cammi Calvisano)*
Piloni destri
Riccardo CAGNA (MPS Viadana)
Piermaria LESO (Petrarca Padova)* – capitano
Seconde linee
Marco FUSER (Benetton Treviso)*
Marco GEROSA (BancaMonteParma Crociati)*
Alfio MAMMANA (Amatori Catania)*
Flanker/n.8
Andrea BALSEMIN (HBS GranDucato Parma)*
Jacopo BOCCHI (Benetton Treviso)*
Ruben RICCIOLI (Mantovani Lazio)*
Giacomo BRANCOLI (Livorno Rugby)*
Edoardo GHIRALDINI (Petrarca Padova)*
Mediani di mischia
Vittorio CALLORI DI VIGNALE (Estra I Cavalieri Prato)*
Guglielmo PALAZZANI (Cammi Calvisano)
Mediani d’apertura
Saverio BRUNI (Mantovani Lazio)
Luca MORISI (Rugby Grande Milano)*
Centri/Ali/Estremi
Tommaso CASTELLO (Banco di San Giorgio Cus Genova)
Augusto COSULICH (Benetton Treviso)*
Marco GENNARI (BancaMonteParma Crociati)
Francesco MENON (Consiel Firenze 1931)*
Alex MORSELLINO (Petrarca Padova)*
Michele VISENTIN (Benetton Treviso)*
Utility backs
Giovanni ALBERGHINI (HBS GranDucato Parma)*
Guido CALABRESE (Gladiatori Sanniti)*

DA NOTARE: Fuser e Campagnaro si infortunarono prima dell’inizio del torneo e vennero sostituiti da Campagnaro e Ruffolo mentre alla vigilia della semifinale del play-out Leonardo Sarto venne chiamato al posto di Marco Gennari.