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Al fast food del fine settimana: cosa è successo, vincitori e vinti

Treviso che vince però… Zebre che fanno qualche passetto avanti ma che perdono nella stessa maniera di un anno fa e diramano un comunicato un po’ così. Calvisano cade ancora, Applausi a Sudafrica e All Blacks. Un intero fine settimana di rugby in poche righe

Il Benetton Treviso batte al Monigo i Southern Kings 28 a 5: i veneti sono bravi a non abbassare mai la tensione e alla fine fanno quello che devono fare. I Kings sono però davvero un test poco probante.

Le Zebre escono sconfitte 36 a 8 dal campo dei Warriors, in Scozia. E’ vero che giocano un buon primo tempo e che rimangono in gara per una cinquantina di minuti, ma basta un cartellino giallo a spazzare via ogni velleità. Qualche passo in avanti c’è, ma il succo non è molto diverso da quello di un anno fa: se in campo non vanno i 15-18 titolarissimi la squadra perde subito in consistenza e a quelli con la maglia del Glasgow non serve poi molto per portare a casa la partita.

Le Zebre e un comunicato un po’ così. Lo scorso 5 ottobre la franchigia di Parma ha annunciato la risoluzione del contratto con Sami Panico. Nella nota diffusa si dice che “L’atleta si era presentato in condizioni fisiche non idonee al raduno pre-stagionale, rendendosi successivamente irreperibile ed ignorando i richiami formali pervenuti dalla Società”. Si parla di “coerenza con i principi etici della Franchigia e coi dispositivi contrattuali previsti” e si esprime “profondo rammarico nella certezza di aver profuso tutti gli sforzi necessari a far sì che il rugby potesse rappresentare per Panico un’opportunità umana e professionale di mettere a frutto i propri talenti”. Tutto vero, il “però” è che non c’è nessun accenno esplicito all’arresto del giocatore per detenzione e spaccio di stupefacenti avvenuto pochi giorni prima. Ci si gira attorno ma non lo si dice. Le Zebre avevano tutto il diritto di risolvere il contratto anche solo per quest’ultimo episodio, non capisco perché non farne cenno.

Calvisano, abbiamo un problema: le Fiamme Oro passano in casa dei lombardi (7-8) e per i gialloneri non solo è la prima sconfitta interna da parecchi anni in qua ma è pure il secondo ko consecutivo in questo primo scorcio di Top 12. Anche in questo caso per ritrovare una simile “doppietta” bisogna andare a consultare gli archivi… Primo tempo davvero brutto degli uomini di Brunello, che decidono di mettersi a giocare solo nella seconda frazione. E’ vero che i padroni di casa sbagliano il piazzato che avrebbe concretizzato la rimonta, ma sarebbe cambiato “solo” il risultato, non la prestazione.

Le altre di Top 12? Il Petrarca regola Verona con qualche fatica in più del previsto e si prende il primo posto in classifica, la Lazio batte San Donà, Mogliano strapazza Viadana 26 a 3, Rovigo riesce ad avere la meglio (in trasferta) sulla Rugby Reggio solo nel recupero e i Medicei si impongono 16 a 3 sul Valsugana. Nessuna squadra è riuscita a prendersi il punto di bonus offensivo.
La classifica: Petrarca 17, Valorugby Emilia 15, Fiamme Oro Rugby 14, Rovigo 13, Calvisano 12, Mogliano 9, Lazio Rugby 9, San Donà 8, Viadana 7, I Medicei 6, Verona Rugby 5, Valsugana 1

Gli All Blacks fanno gli All Blacks e vincono a Pretoria. Primo tempo con il Sudafrica che fa sostanzialmente la gara ma non affonda le unghie e al riposo si va sul 6 a 6. Le mete di Kriel (44′), Damian de Allende (52′) e Kolbe (59′) sembrano indirizzare il match verso lidi che sorridono ai padroni di casa ma prima Aaron Smith impedisce agli Springboks di scappare davvero e poi le tre marcature di Rieko Ioane, Scott Barrett e Ardie Savea tra il 62′ e il 79′ portano il risultato sul 30-32 finale. Bella partita che mette in mostra una Nuova Zelanda capace di tirarsi fuori da ogni guaio ma che può essere messa anche in grandissima difficoltà. Springboks che hanno margini di crescita notevoli. Menzione speciale personale per Fef de Klerk.

Australia e Argentina si divertono in campo e fanno divertire il pubblico di Salta. Finisce con la vittoria dei wallabies per 45 a 34 ma i due l’andamento del match ci racconta di un primo tempo che finisce 31 a 7 per i Pumas, seconda frazione che ha invece un parziale di 3-38 per gli ospiti. Gara che conferma pregi e difetti delle due formazioni, capaci di grandissime giocate e black-out improvvisi. Ma la qualità c’è e non si discute.

Mercoledì a Bologna, nel pomeriggio, c’è un Consiglio Federale. Riusciranno i nostri eroi ad approvare il Bilancio Preventivo 2018 (che doveva ricevere il via libera nel novembre 2017, un anno fa) e dare il via libera al Bilancio Consuntivo 2017 (che in teoria doveva ricevere il “sì” definitivo a aprile)? Chi lo sa…

Sì, lo so, il mio Munster ha perso il derby contro i fighetti del Leinster (però quando cavolo sono forti…). Però non rigirate il coltello nella piaga, dai.

PS: sabato ho incontrato per puro caso Sergio Parisse in un centro sportivo milanese. Davvero, non vi prendo in giro. Ho scambiato qualche parola con lui e devo dire che l’ho trovato proprio bene e carico il giusto: ottime notizie in vista dei test-match

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Di valori e giornalismi, di All Blacks ed equilibri (forse) al ribasso

Parlare del caso Sami Panico senza parlare troppo di Sami Panico è possibile? Forse, qui almeno ci si prova. E poi quelli che non aspettano altro che attaccare il rugby e i rugbisti che stanno sempre con il ditino alzato a dare lezioni di morale al mondo. Quindi il Rugby Championship e lo stato delle cose nel Pro14 e nel nostro massimo campionato nazionale

DELLA VICENDA DI SAMI PANICO PARLA ANCHE R1823. CLICCATE QUI

Tesoretti volatilizzati, autogestioni e numeri dimenticati: il rugby nell’Angolo del Vile

Accordi tra Benetton e Viadana, il presidente Gavazzi che fa spallucce su un avanzo di cassa di oltre 10 milioni che non c’è più e un raffronto percentuale che non lascia spazio a dubbi ma “a me non risulta”, dice qualcuno. Il ritorno della rubrica che piace a grandi e piccini. Forse. 

MA SI’, METTIAMO IL TURBO ALL’AUTOGESTIONE… – “Il trequarti classe ’97, con una lunga trafila in azzurro dalle nazionali di categoria sino a quella Emergenti e che ad oggi ha collezionato in biancoverde 7 presenze tra Guinness PRO14 e Champions Cup, per tutto il resto della stagione continuerà ad allenarsi in Ghirada nella prima parte della settimana per poi spostarsi a Viadana nella seconda in caso di un suo non impiego”.
Così il Benetton Treviso un paio di giorni fa ha comunicato l’accordo sottoscritto con la società giallonera per il prestito temporaneo di Andrea Bronzini. Come detto più volte da queste parti si tratta di una intesa di totale e assoluto buonsenso: giocatori che sono tesserati con una delle due squadre celtiche e che hanno (anzi, DEVONO avere) la possibilità di “scendere” nel nostro massimo campionato nazionale quando non vengono utilizzati in Pro14 o nelle coppe europee. Che fare la muffa in tribuna non serve al giocatore, ai club, al movimento. A nessuno.
Un accordo di assoluto buonsenso dicevamo, che però ancora una volta avviene “privatamente” tra due società, in totale assenza di un quadro normativo federale sul sali-scendi dei giocatori. Un qualcosa che richiedono in tanti da parecchi anni ma che ancora rimane chiuso in un qualche cassetto. Chissà perché. Certo, qualcuno può dire che quantomeno la FIR non si mette di traverso e consente questi accordi privati: va bene accontentarsi di continui compromessi al ribasso però… E proprio perché ormai questi contratti tra club sono piuttosto diffusi è davvero così difficile legittimare l’esistente? Boh.

MONEY FOR NOTHING? – Ieri l’amico e collega Duccio Fumero ha pubblicato un carteggio intercorso tra lui e il presidente FIR Alfredo Gavazzi sullo stato dell’arte del rugby in Italia. Qui lo potete leggere per intero, a me tra le varie cose ha colpito la primissima frase del numero uno del nostro movimento, quando parlando delle difficoltà di bilancio della federazione dice “Non entro nel merito di aspetti finanziari perché, quando sono diventato Presidente, potevo contare su un avanzo di cassa consistente. Ma, sotto l’aspetto amministrativo, la mia gestione ha dovuto farsi carico di situazioni generate dal passato…”. Insomma quei 10 milioni di euro di tesoretto lasciati dalla gestione Dondi che sono diminuiti e poi azzerati nel giro di qualche esercizio non sono un problema per Gavazzi, un qualcosa da liquidare con un’alzata di spalle o poco più. Però la mancanza di liquidità è una criticità forse superiore al rosso di qualche centinaio di migliaia di euro, perché va ad incidere sul funzionamento day by day di tutta la nostra struttura. Ma sarò un disfattista professionista.

LA MATEMATICA, A QUANTO PARE, E’ UNA OPINIONE – Nello stesso articolo R1823 parla di percentuali di vittorie crollate per quanto riguarda la nostra nazionale dal 2012 a oggi rispetto agli anni precedenti, appunto a cui Gavazzi risponde dicendo “non mi risulta” e sottolineando l’importanza del mettere mano ai settori giovanili, un lavoro sul lungo periodo che sta dando risultati a partire dalle ultime due stagioni della nostra U20. Siamo ovviamente tutti felici di quanto fatto dalla nostra nazionale giovanile, ma non va dimenticato che buoni risultati erano stati ottenuti anche in passato prima di perdersi nuovamente. Quello che si attende già da questa annata è una conferma del trend, un qualcosa che dimostri che il sistema ha davvero iniziato a ingranare e che non siamo in presenza “solo” di un paio di annate particolarmente talentuose ma slegate dalla vera capacità produttiva della filiera. Questo ce lo dirà il tempo e facciamo davvero tutti il tifo per una reale e soprattutto duratura inversione di rotta. Quindi calma e sangue freddo.
Quello che però possiamo dire con certezza è che R1823 non aveva poi sbagliato a parlare di crollo delle vittorie della nostra nazionale. Magari quella parola non piace al presidente Gavazzi, forse possiamo usare l’espressione “forte calo”, però i numeri sono chiari: da settembre 2012 a oggi la nazionale azzurra ha giocato 66 gare, ne ha perse 53 e ne ha vinte 13 mentre tra il primo gennaio 2006 e giugno 2012 i match disputati dall’Italia sono stati 75 con 53 ko, 21 vittorie e un pareggio. Le percentuali? 70,65% di sconfitte e 28% di vittorie nell’era Dondi (chiamiamola così per comodità) a fronte del 19,7% di vittorie e dell’80,3% di sconfitte in quella Gavazzi. Crollo? Forte calo? Se ci fermiamo alla semantica è come discutere del sesso degli angeli: un aumento del 10% circa delle sconfitte e una diminuzione sostanzialmente simile delle vittorie come la vogliamo definire?

Ko celtici, un Top 12 che comincia a dire qualcosa e una Continental Shield da far cascare le braccia

Riassuntone del fine settimana con l’aggiunta dell’ufficializzazione di partecipanti e composizione della terza coppa europea, una roba di cui si fa davvero fatica a capirne capo e coda

Fine settimana di “normalizzazione” per le nostre squadre celtiche. Le Zebre sono state battute a Newport dai Dragons, squadra non irresistibile ma che almeno a vincere ci ha provato, a differenza dei ducali. A Rodney Parade finisce 16 a 5 ma il risultato non la dice tutta giusta e sta un po’ stretto ai gallesi. Che, intendiamoci, non hanno giocato una gara poi così brillante ma le Zebre hanno acceso la luce davvero poche volte e sono sembrate rimanere a lungo negli spogliatoi.
Un ko meritato per i ragazzi di Michael Bradley che purtroppo saranno protagonisti di altre gare come questa nel corso dell’anno: le Zebre sono una squadra in crescita ma ancora immatura e la crescita mentale è un qualcosa che necessita di tempi medio-lunghi, inutile illudersi. Vedremo altri passaggi a vuoto, come quello di Newport, l’importante è diminuirne sempre di più la frequenza.

Poco brillante anche il Benetton Treviso, sconfitto a Llanelli dagli Ospreys 27 a 10, ma qui va detto che i gallesi hanno giocato quella che forse finora è la loro migliore gara stagionale e i biancoverdi devono fare i conti con i propri errori e con i tanti placcaggi sbagliati. Insomma, mentre le Zebre hanno dato vita a una prova scialba lo stesso non si può dire dei veneti, che però non sono stati oggettivamente all’altezza delle altre loro uscite in questa primo scorcio d’annata.
Treviso può rimettersi subito in carreggiata visto che il prossimo impegno lo vedrà protagonista a Edimburgo contro una formazione scozzese ultima in classifica della conference B (ma che finora non ha avuto un calendario semplicissimo, va pure detto questo).

Capitolo Top 12: Calvisano da sola in testa dopo la vittoria sui Medicei, unica squadra ad aver preso il punto di bonus offensivo in entrambe le gare finora giocate. Gli squilli più forti dello scorso sabato però sono altri due, ovvero quello del Petrarca e di Reggio Emilia. I padovani fanno loro il sentitissimo derby con il Rovigo con un rotondo 16 a 0 mentre la Valorugby batte le Fiamme Oro tra le mura amiche per 43 a 29. Bene anche la Lazio che supera di misura il Viadana mentre il Mogliano ha la meglio sul Valsugana e va infine registrato il nuovo ko del Verona, battuto a San Donà.
Tra una settimana in programma Viadana-Petrarca e San Donà-Calvisano. Di seguito risultati e classifica:
San Donà – Verona 23-15
Lazio – Viadana 24-23
Petrarca – Rovigo 16-0
Mogliano – Valsugana 17-5
Valorugby – Fiamme Oro 43-29
Calvisano – I Medicei 35-10

Calvisano 10; Petrarca, Valorugby 9; Viadana, Fiamme Oro 6; Rovigo, Lazio 5; San Donà, Mogliano 4; I Medicei 1; Verona, Valsugana 0

Ultimo appunto, la terza coppa europa, la Continental Shield. Nelle scorse settimane si mormorava a mezza voce dell’assenza di notizie su questo trofeo nonostante manchino una manciata di settimane al suo via. In realtà i nostri club erano già informati da un po’, anche se è vero che il crisma dell’ufficialità è arrivato solo qualche giorno fa.
Cosa dire? Che siamo sempre più di fronte a una competizione di cui si capisce sempre meno il senso e l’utilità. Solo sei squadre partecipanti (4 italiane, una georgiana e una belga), spariscono russi, spagnoli, tedeschi e portoghesi.Certo, così è quasi impossibile che nessuna delle nostre squadre si guadagni il diritto alla partecipazione alla Challenge Cup 2019/2020 ma – per favore – non parliamo di scalino necessario alla crescita del nostro movimento. Please.
Senza nascondersi dietro a un dito diciamo che l’unico “perché” decente di questa Continetal Shield sono i contributi che finiscono nelle tasche delle quattro partecipanti (Calvisano, Petrarca, Rovigo e Fiamme Oro). Chiunque arrivi tra un anno alla Challenge – non voglio nemmeno prendere in considerazione l’ipotesi che nessuna italiana stacchi il biglietto – sarà comunque largamente impreparata per affrontare quella competizione in maniera costruttiva e sensata. Non raccontiamoci storielle. Una terza coppa seria ci servirebbe come il pane, sta roba qui proprio no.

Di vittorie, ko e rimonte impossibili: il fine settimana nel Tinello di Vittorio Munari

Gli All Blacks che perdono in casa per mano del Sudafrica, la vittoria dei Pumas in Australia di cui non parla nessuno; le Zebre che superano Cardiff dopo essere andate sotto 21 a 0, Treviso ko in casa Scarlets ma che dà conferme importanti. E poi il via del Top 12 e quelle parole di Augustin Pichot che dovrebbero suonare come un campanello d’allarme ma che nessuno riporta…
Palla a Vittorio!