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Le Zebre “obbligate” e un Benetton con la testa al posto giusto: conferme dal Pro14

La giornata del torneo celtico giocata in contemporanea ai test-match ha ribadito le caratteristiche principali delle nostre due formazioni: questo fine settimana sfide a Leinster e Connacht

Mentre eravamo tutti presi dall’ultimo fine settimana di test-match internazionali (vabbé, sabato a Cardiff c’è Galles-Sudafrica, ma c’è solo quello in programma) lo scorso week-end è tornata in campo la Guinness Pro14 che ha visto disputarsi le gare della nona giornata. Un turno interlocutorio nei suoi significati complessivi, perché tutte le formazioni – chi più, chi meno – lamentavano assenze per i tanti giocatori convocati dalle varie nazionali.
Un turno che però ha confermato un po’ quanto visto in questi primi mesi di competizione celtica, almeno per quanto riguarda le due squadre italiane.

Il Benetton Treviso ha sfiorato una vittoria importantissima e per certi versi inaspettata a Belfast, in casa dell’Ulster. Un 23 a 22 a favore dei padroni di casa maturato nella fase conclusiva del match e che ha lasciato davvero tanto amaro in bocca ai biancoverdi ma che proprio per come si è sviluppata la partita hanno trovato conferme della loro crescita di gruppo e di squadra. E’ vero che ai biancorossi mancavano diversi uomini importanti ma le assenze erano più numerose tra i veneti, che tra l’altro hanno anche una rosa di livello complessivo inferiore.
Treviso è ormai una squadra vera, lo è nella convinzione mentale prima di tutto, con un percorso ben preciso e ben chiaro in testa. Il rinnovo del contratto di Kieran Crowley alla guida dello staff tecnico fino al 2020 annunciato ieri è solo una conferma di questa situazione. Vuol dire che il futuro prossimo e lontano del Benetton è inevitabilmente destinato ad essere radioso? Assolutamente no. Ma in Ghirada hanno creato/stanno creando le condizioni perché si possa crescere in maniera netta e continua, perché quel percorso di cui scrivevo poco fa possa essere solido e non limitato a qualche estemporaneo exploit che lascia il tempo che trova. Poi la palla è ovale e rimbalza un po’ come vuole, ma già questo sabato contro il Leinster sarebbe molto importante ripetere una prestazione intensa e lucida come quella di Belfast.

Le Zebre sono state sconfitte in maniera più netta dal Munster a Parma, al termine di una partita davvero bruttina da parte di entrambe le formazioni. Un ko che conferma come quest’anno i bianconeri non possano prescindere dal gruppo di quei 17-18 giocatori dai quali esce la formazione tipo. Una cosa che si era già intuita nel primo scorcio di stagione ma che la gara con la Red Army ha reso evidente oltre ogni dubbio. Oggi la panchina della franchigia federale non è all’altezza di chi scende in campo dal primo minuto, non lo sono nemmeno i giocatori che cercano uno spazio tra le riserve e – a maggior ragione – non lo possono essere i permit player.
Potrei e vorrei sbagliarmi ma è un problema che verosimilmente diventerà davvero grosso durante il Sei Nazioni, quando si giocheranno due giornate in contemporanea alle partite delle nazionali ma in quelle settimane ci sono altri tre turni che potrebbero registrare assenze importanti per via di giocatori tenuti a riposo.
Questo fine settimana le Zebre ospitano Connacht in una partita che non è certo impossibile: mettere un po’ di punti in cascina sarebbe parecchio importante.

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Novembre scatta la foto di un’Italia che ha cuore, ma impotente e con poche idee

ph. Fotosportit/FIR

Tre partite, una vittoria, una sola meta marcata, tanta volontà e la capacità di non andare quasi mai in ansia, ma anche poche opzioni e alternative. E una sterilità offensiva davvero preoccupante. Un momento per nulla facile del nostro rugby, l’ennesimo, ma forse ancora più difficile di altri

Che non ha la forza, la possibilità o i mezzi necessari al compimento di una data azione o funzione. Questa la definizione che la Treccani dà della parola “impotente”, perfetta fotografia dell’Italia vista sabato a Padova. Nulla da dire sulla voglia di ben fare messa in campo dagli azzurri, sulla grinta, sul cuore: la prova – se mai ce ne fosse bisogno – è in quel quarto d’ora passato in maniera continuativa nel secondo tempo dentro o appena fuori la linea dei 22 metri springboks a prendere a capocciate i sudafricani nel tentativo di piegarne la difesa e fare punti, ma senza ottenere nulla.
La partita era già chiusa, il sigillo lo aveva messo Kitshoff ad inizio ripresa con una meta che fermava il risultato sul 28 a 6, ma l’Italia non ha mai smesso di provarci. Il fatto è che quel quarto d’ora di azione insistita e inefficace è la fotografia dei nostri pregi e dei nostri limiti, evidenti gli uni e gli altri. Cuore? Sì. Grinta? A valanga, Voglia? Quanta ne volete. Ma anche incapacità di variare il piano tattico, pochi uomini in grado di vincere l’uno contro uno, la lentezza nei breakdown, una sterilità offensiva che è davvero allarmante.

Noi siamo questa cosa, piaccia o non piaccia, da tanti anni ormai. Qua e là troviamo delle pezze, otteniamo dei risultati che sono una panacea ma non servono a curare i mali di cui soffriamo, sono un oppiaceo buono per aiutarci a tirare avanti e a farci credere che davvero abbiamo svoltato, almeno per un po’. Però la realtà – prima o poi – si ripresenta nella sua crudezza.
Se segni una sola meta in tre gare non è che puoi sperare di ottenere un granché
: puoi vincerne una e non di molto, puoi limitare i danni in un’altra e non puoi fare nulla o quasi nella terza. Abbiamo giocato contro tre squadre che ci sono avanti nel ranking? Vero. Però ci sono dei però. Tipo che se viaggi intorno alla 13a-15a posizione di quella classifica e vuoi/devi giocare con le più forti non sono poi tante le formazioni che ti stanno dietro. Poi abbiamo affrontato Fiji che è squadra dalle grande individualità ma che si era ritrovata dopo mesi solo 4 giorni prima della partita: niente stage o raduni per i pacifici, niente preparazione monitorata, i giocatori che vengono utilizzati tanto/tantissimo nel campionato inglese o francese senza che lo staff tecnico della nazionale possa metter becco. Li abbiamo battuti, certo, ma non dominati. Le Fiji viste all’opera una settimana dopo erano già un’altra cosa.
L’Argentina è squadra forte, molto forte, ma indubitabilmente con parecchi problemi e protagonista della sua peggior stagione in termini di risultati da parecchi anni in qua. Il Sudafrica? Ha fatto il suo, non ha entusiasmato, non ha fatto certo stropicciare gli occhi, ci ha preso le misure e poi colpito facendo punti ogni volta che si avvicinava alla nostra area di meta. Un Sudafrica così così nel complesso e che ci ha battuto nettamente.

Qualche giorno fa ho scritto che “l’Italia è in quella fase in cui per vincere una partita del genere tutto deve andare alla perfezione e contemporaneamente dall’altra parte tante cose non devono funzionare a dovere”. Se qualcuno avesse dubbi basta buttare un occhio sul nostro score di un intero anno in cui abbiamo battuto proprio gli springboks a Firenze (nella loro versione peggiore da tanti anni in qua), in cui abbiamo messo in difficoltà l’Inghilterra grazie a uno stratagemma tanto intelligente quanto non ripetibile come la cosiddetta “fox”prendendo alla fine comunque 36 punti, in cui abbiamo perso di poco contro un’Australia che non ci ha affrontato certo con la bava alla bocca (intendiamoci: errore loro), in cui ci siamo fatti beffare da Fiji. In mezzo tanti ko pesanti e incolori.
Possiamo decidere di vedere il bicchiere sempre mezzo pieno, ma non lo è. E non lo è da tanto. Troppo. Il trend dell’ultima annata è purtroppo ampiamente negativo, le vittorie sono spesso exploit isolati e ogni passo avanti sembra se ne si faccia poi due indietro. Oh, lo ripeto, succede almeno dal Mondiale 2007, non da oggi. Il fatto è che siamo tifosi e appassionati, vogliamo bene ai nostri colori e quindi concediamo alibi, giustificazioni e “perché” che ad altri non concederemmo. E’ umano, ma non ci aiuta.

Penso che Conor O’Shea sia un bravo tecnico, la persona giusta per il nostro movimento, gli si sta (finalmente!) permettendo di costruire una struttura che se darà o meno risultati lo scopriremo con il senno del poi ma di sicuro è di buon senso. Sarebbe bello che le idee che sostiene trovassero concretezza, come quell’ascensore tra Eccellenza e franchigie che per qualche misterioso motivo rimane sempre in un cassetto. Detto questo non possiamo accontentarci delle parole del ct nel post partita: “Sono sicuro che rispetto al gruppo di un anno fa abbiamo fatto dei grandi passi in avanti, ma dobbiamo ricordarci che continuiamo a giocare ad alto livello contro grandi squadre. In questo momento la parola chiave deve essere resilienza davanti alla sconfitta. Con questo gruppo stiamo percorrendo un viaggio incredibile e vogliamo fare la differenza in futuro con una profondità di squadra sempre maggiore”.

Spero vivamente che il ct abbia ragione, sono il suo primo tifoso, però sono anni che sentiamo frasi consolatorie di questo genere e ne abbiamo fatto il pieno. Ci si racconta che la nostra è una squadra molto giovane (ma anche no: gli unici veramente giovani sono Licata e Minozzi, gli altri viaggiano dai 23/24 anni in su, la media delle formazioni schierate è attorno ai 27/28 anni), che la concorrenza interna sia aumentata ma alla fine in un mese abbiamo visto praticamente sempre la stessa formazione, che il fit è migliorato e lo è davvero, ma perché è tornato ai livelli di tre anni fa.
Bisognerebbe farsi domande serie sul reale livello tecnico complessivo del Pro14 e sui costi connessi alla nostra partecipazione: è sicuro che oggi il torneo celtico non ha alternative per noi, contro l’Eccellenza attuale ha gioco facile, ma a un’alternativa seria da iniziare a preparare nemmeno ci si pensa. E avere un domestic di livello più alto farebbe comunque comodo a tutto il movimento, sia che il Pro14 sia un’opzione o meno.

Abbiamo una montagna di problemi, una strada lunghissima da percorrere e il rischio che O’Shea diventi il parafulmine su cui scaricarli è alto: si sta esponendo, se i risultati non arrivano il conto verrà presentato soltanto a lui. E non se lo merita. tanto per dire: il presidente federale Gavazzi già dopo il Sei Nazioni aveva parlato di un torneo che lo aveva “lasciato perplesso”.
L’irlandese deve essere messo nelle condizioni di lavorare al meglio: sempre dopo il Sei Nazioni aveva detto che sarebbero state prese decisioni che “avrebbero dato fastidio a qualcuno”, quali siano però non si sa. Ad ogni nodo, per quanto possa magari sembrare paradossale in un momento certo non entusiasmante io gli rinnoverei il contratto già oggi.
Il mese di novembre ha sottolineato quante siano le problematiche che dobbiamo affrontare con armi che non sono al momento sufficienti e il Sei Nazioni è dietro l’angolo e partirà con l’Italia che sarà ancora una volta – l’ennesima – il vaso di coccio in mezzo ad anfore più robuste. Tempo non ce n’è molto e invece ne avremmo bisogno davvero tanto.

L’Italia chiude il suo novembre con il Sudafrica, Treviso battuto dall’Ulster di un nulla

Italia 2017 novembre

ph. Fotosportit/FIR

Oggi alle 15 (diretta tv su DMAX) la sfida con gli Springboks a Padova, poi girandola di partite per tutta Europa: qui orari e informazioni. Ieri sera a Belfast Benetton beffata nei minuti finali dall’Ulster che si impone 23 a 22

Prima la cronaca di ieri era. E’ tornato in campo la Guinness Pro14 e a Belfast l’Ulster ha affrontato il Benetton Treviso: prova gagliarda ed efficace dei biancoverdi che però tornano dall’Irlanda con l’amaro in bocca a causa di un 23 a 22 (per i padroni di casa) che fa davvero male. Partita in cui Treviso parte bene, si porta sul 6 a 0, poi subisce il ritorno dell’Ulster ma nella prima a inizio ripresa impone il suo ritmo e piazza la meta di Barbieri che sembra spostare gli equilibri. Al 77′ arriva però la marcatura pesante di Trimble che lascia ai biancoverdi solo un punto di bonus che sta davvero stretto ai ragazzi di Crowley. Peccato.

Veniamo all’oggi. Ore 15, a Padova e in diretta tv su DMAX, l’Italia di Conor O’Shea affronta il Sudafrica nell’ultimo impegno di questo mese di novembre (per noi, gli springboks tra una settimana giocano contro il Galles). Un anno fa fu una vittoria storica per gli azzurri, un’affermazione imprevista e imprevedibile e – purtroppo – rimasta senza seguito, con un lunga scia di ko interrotta solo un paio di settimane fa a Catania contro Fiji.
Però qualche cosa si è mosso nel nostro rugby in questi mesi, difficile quantificarlo e individuarlo con  certezza al momento, ma sicuramente dei passi in avanti sono stati fatti. Secondo Planet Rugby vincerà il Sudafrica di 4 punti, uno scarto davvero minimo tenendo conto che i sudafricani sono comunque quinti nel ranking mondiale e noi tredicesimi. Vero che quella classifica va un po’ presa con le pinze ma quella distanza qualcosa vorrà pur dire. Perché allora solo 4 punti? Sfiducia in una squadra springboks che viene presa a schiaffi in Irlanda e che poi vince di un punto a Parigi contro una Francia in difficoltà? Oppure fiducia in quei passi in avanti fatti l’Italia di cui si diceva poco fa? Un mix delle due cose? Impossibile dirlo, ma il sito inglese ci vede evidentemente molto vicini, almeno in questo momento.
“Non pensiamo al Sudafrica, siamo concentrati su noi stessi” ha detto alla vigilia della partita il capitano azzurro Sergio Parisse, che poi spiega meglio: “Usciamo da una sconfitta con l’Argentina difficile da accettare, con un risultato che non rispecchia i valori del campo. C’è tanta voglia di rifarci soprattutto per gli ultimi dieci minuti del secondo tempo di Firenze. Gli Springboks sono una squadra diversa da quella di un anno fa, ma lo siamo anche noi e la volontà, forte, è di finire al meglio questo novembre. Se pioverà, come sembrano indicare le previsioni, sarà un gara forse non spettacolare, sicuramente molto chiusa, dove le fasi di conquista saranno la chiave del match”.

Italia: 15 Jayden Hayward, 14 Angelo Esposito, 13 Tommaso Boni, 12 Tommaso Castello, 11 Mattia Bellini, 10 Carlo Canna, 9 Marcello Violi, 8 Sergio Parisse (c), 7 Abraham Steyn, 6 Giovanni Licata, 5 Dean Budd, 4 Marco Fuser, 3 Simone Ferrari, 2 Luca Bigi, 1 Andrea Lovotti
Riserve: 16 Leonardo Ghiraldini, 17 Federico Zani, 18 Tiziano Pasquali, 19 Francesco Minto, 20 Renato Giammarioli, 21 Edoardo Gori, 22 Ian Mckinley, 23 Matteo Minozzi
Sudafrica: 15 Andries Coetzee, 14 Dillyn Leyds, 13 Jesse Kriel, 12 Francois Venter, 11 Courtnall Skosan, 10 Handré Pollard, 9 Ross Cronje, 8 Duane Vermeulen, 7 Pieter-Steph du Toit, 6 Francois Louw, 5 Lood de Jager, 4 Eben Etzebeth (c), 3 Wilco Louw, 2 Bongi Mbonambi, 1 Tendai Mtawarira
Riserve: 16 Chiliboy Ralepelle, 17 Steven Kitshoff, 18 Trevor Nyakane, 19 Franco Mostert, 20 Dan du Preez, 21 Rudy Paige, 22 Elton Jantjies, 23 Warrick Gelant

 

GLI ALTRI MATCH DI OGGI 
Tante gare che promettono emozioni e spettacolo. La più attesa e interessante è sicuramente quella di Cardiff che mette di fronte un Galles non scintillante contro gli All Blacks mentre a Edimburgo è in programma Scozia-Australia. Da non perdere neppure Irlanda-Argentina, completano il quadro Inghilterra-Samoa e Francia-Giappone ma non vanno dimenticate Georgia-USA, Romania-Tonga, Namibia-Uruguay e Fiji-Canada.
Il programma con le formazioni.

Edimburgo, ore 15 e 30
Scozia: 15 Stuart Hogg, 14 Tommy Seymour, 13 Huw Jones, 12 Pete Horne, 11 Sean Maitland, 10 Finn Russell, 9 Ali Price, 8 Ryan Wilson, 7 Hamish Watson, 6 John Barclay (c), 5 Jonny Gray, 4 Grant Gilchrist, 3 Simon Berghan, 2 Stuart McInally, 1 Darryl Marfo
Riserve: 16 Fraser Brown, 17 Jamie Bhatti, 18 Zander Fagerson, 19 Ben Toolis, 20 Cornell du Preez, 21 Henry Pyrgos, 22 Phil Burleigh, 23 Byron McGuigan
Australia: 15 Kurtley Beale, 14 Marika Koroibete, 13 Tevita Kuridrani, 12 Samu Kerevi, 11 Reece Hodge, 10 Bernard Foley, 9 Will Genia, 8 Sean McMahon, 7 Michael Hooper (c), 6 Ben McCalman, 5 Blake Enever, 4 Rob Simmons, 3 Sekope Kepu, 2 Stephen Moore, 1 Scott Sio
Riserve: 16 Tatafu Polota-Nau, 17 Tetera Faulkner, 18 Taniela Tupou, 19 Lukhan Tui, 20 Lopeti Timani, 21 Nick Phipps, 22 Karmichael Hunt, 23 Henry Speight

Twickenham ore 16 (diretta tv su Sky Sport 2)
Inghilterra: 15 Mike Brown, 14 Jonny May, 13 Henry Slade, 12 Alex Lozowski, 11 Elliot Daly, 10 George Ford (cc), 9 Danny Care, 8 Sam Simmonds, 7 Chris Robshaw (cc), 6 Maro Itoje, 5 Charlie Ewels, 4 Joe Launchbury, 3 Dan Cole, 2 Jamie George, 1 Ellis Genge
Riserve: 16 Dylan Hartley, 17 Joe Marler, 18 Harry Williams, 19 Nick Isiekwe, 20 Courtney Lawes, 21 Ben Youngs, 22 Piers Francis, 23 Semesa Rokoduguni
Samoa: 15 Ahsee Tuala, 14 Paul Perez, 13 Kieron Fonotia, 12 Alapati Leiua, 11 David Lemi, 10 Tim Nanai-Williams, 9 Dwayne Polataivao, 8 Jack Lam, 7 TJ Ioane, 6 Piula Faasalele, 5 Chris Vui (c), 4 Josh Tyrell, 3 Donald Brighouse, 2 Motu Matu’u, 1 Jordan Lay
Riserve: 16 Manu Leiataua, 17 James Lay, 18 Hisa Sasagi, 19 Faatiga Lemalu, 20 Ofisa Treviranus, 21 Melani Matavao, 22 Rey Lee-Lo, 23 JJ Taulagi

Cardiff, ore 18 e 15
Galles: 15 Leigh Halfpenny, 14 Hallam Amos, 13 Scott Williams, 12 Owen Williams, 11 Steff Evans, 10 Dan Biggar, 9 Rhys Webb, 8 Taulupe Faletau, 7 Josh Navidi, 6 Aaron Shingler, 5 Alun Wyn Jones (c), 4 Jake Ball, 3 Tomas Francis, 2 Ken Owens, 1 Rob Evans
Riserve: 16 Kristian Dacey, 17 Wyn Jones, 18 Leon Brown, 19 Cory Hill, 20 Justin Tipuric, 21 Gareth Davies, 22 Rhys Priestland, 23 Jamie Roberts
Nuova Zelanda: 15 Damian McKenzie, 14 Waisake Naholo, 13 Ryan Crotty, 12 Sonny Bill Williams, 11 Rieko Ioane, 10 Beauden Barrett, 9 Aaron Smith, 8 Luke Whitelock, 7 Sam Cane, 6 Liam Squire, 5 Samuel Whitelock (c), 4 Patrick Tuipulotu, 3 Nepo Laulala, 2 Codie Taylor, 1 Kane Hames
Riserve: 16 Nathan Harris, 17 Wyatt Crockett, 18 Ofa Tu’ungafasi, 19 Scott Barrett, 20 Matt Todd, 21 TJ Perenara, 22 Lima Sopoaga, 23 Anton Lienert-Brown

Dublino, ore 18 e 30
Irlanda: 15 Rob Kearney, 14 Adam Byrne, 13 Chris Farrell, 12 Bundee Aki, 11 Jacob Stockdale, 10 Johnny Sexton, 9 Conor Murray, 8 CJ Stander, 7 Sean O’Brien, 6 Peter O’Mahony, 5 Iain Henderson, 4 James Ryan, 3 Tadhg Furlong, 2 Rory Best (c), 1 Cian Healy
Riserve: 16 James Tracy, 17 Dave Kilcoyne, 18 John Ryan, 19 Devin Toner, 20 Rhys Ruddock, 21 Luke McGrath, 22 Ian Keatley, 23 Andrew Conway
Argentina: 15 Joaquin Tuculet, 14 Ramiro Moyano, 13 Matias Moroni, 12 Santiago Gonzalez Iglesias, 11 Emiliano Boffelli, 10 Nicolas Sanchez, 9 Martin Landajo, 8 Tomas Lezana, 7 Marcos Kremer, 6 Pablo Matera, 5 Tomas Lavanini, 4 Matias Alemanno, 3 Nahuel Tetaz Chaparro, 2 Agustin Creevy (c), 1 Santiago Garcia Botta
Riserve: 16 Julian Montoya, 17 Lucas Noguera, 18 Enrique Pieretto, 19 Guido Petti, 20 Juan Manuel Leguizamon, 21 Gonzalo Bertranou, 22 Jeronimo de la Fuente, 23 Sebastian Cancelliere

Nanterre, ore 21 (diretta tv su Eurosport 2)
Francia: 15 Scott Spedding, 14 Gabriel Lacroix, 13 Damian Penaud, 12 Henry Chavancy, 11 Teddy Thomas, 10 Francois Trinh-Duc, 9 Baptiste Serin, 8 Louis Picamoles, 7 Sekou Macalou, 6 Judicaël Cancoriet, 5 Sébastien Vahaamahina, 4 Romain Taofifenua, 3 Rabah Slimani, 2 Guilhem Guirado (c), 1 Jefferson Poirot
Riserve: 16 Camille Chat, 17 Daniel Kotze, 18 Sebastien Taofifenua, 19 Paul Jedrasiak, 20 Fabien Sanconnie, 21 Antoine Dupont, 22 Mathieu Bastareaud, 23 Hugo Bonneval
Giappone: 15 Kotaro Matsushima, 14 Lomano Lemeki, 13 Timothy Lafaele, 12 Harumichi Tatekawa, 11 Kenki Fukuoka, 10 Yu Tamura, 9 Yutaka Nagare, 8 Amanaki Mafi, 7 Michael Leitch (c), 6 Kazuki Himeno, 5 Shinya Makabe, 4 Wimpie van der Walt, 3 Jiwon Koo, 2 Shota Horie, 1 Keita Inagaki
Riserve: 16 Atsushi Sakate, 17 Shintaro Ishihara, 18 Asaeli Ai Valu, 19 Yoshitaka Tokunaga, 20 Fetuani Lautami, 21 Fumiaki Tanaka, 22 Sione Teaupa, 23 Yoshikazu Fujita

L’altro fine settimana, quello con il ritorno del Pro14: Treviso (con Morisi!) e Zebre in campo

Dal sito ufficiale del Benetton Treviso

Veneti in campo stasera a Belfast alle 20 e 05, domenica alle 14 e 30 i bianconeri ospitano Munster. Partite difficilissime con formazioni che lamentano davvero tante assenze per le nazionali. il Benetton però ritrova (almeno in panchina) Barbini, Banks e soprattutto Luca Morisi

Sabato 23 novembre tutte le attenzioni di tifosi e appassionati di quello strano oggetto che è la palla ovale saranno catturate da un programma di test-match internazionali che per noi comincia con Italia-Sudafrica in quel di Padova, ma che prevede tra le altre anche Scozia-Australia, Inghilterra-Samoa, Galles-Nuova Zelanda, Irlanda-Argentina e Francia-Giappone.
Ma dopo qualche settimana di stop riparte anche il torneo celtico (si ferma invece l’Eccellenza) con le gare della nona giornata, quattro che si giocano stasera e tre domenica. La prima squadra italiana a scendere in campo è il Benetton Treviso che alle 20.05 italiane (diretta tv su Eurosport Player) se la vedrà a Belfast contro l’Ulster.
Partita già difficile di suo che vede aumentare il livello di criticità viste le tantissime assenze per i giocatori impegnati con la nazionale, oltre alla solita lista di infortunati. Ci sono perciò alcuni permit che arrivano dall’Eccellenza e anzi Giuseppe Di Stefano (Fiamme Oro) parte titolare in prima linea. C’è Zanni in seconda linea, all’apertura si rivede Tommaso Allan mentre in panchina vanno a sedersi Barbini, Banks il nuovo ingaggio Faiva e – soprattutto – Luca Morisi. E quest’ultima, lasciatemelo dire, è davvero una bellissima notizia.
Diverse le assenze anche tra gli irlandesi, ma nel XV titolare si vedono comunque i nomi di Piutau, Bowe, Lealiifano e Gilroy.
Le Zebre invece giocano domenica pomeriggio (diretta tv su Eurosport 2 alle 14 e 30) e ospitano il Munster. Partita con un favorito d’obbligo: le formazioni le conosceremo nelle prossime ore.
Difficile fare pronostici su questi due impegni viste le formazioni rimaneggiate delle nostre rappresentanti, la rincorsa nei confronti dei movimenti più avanzati e sviluppati passa anche da questi step: quello di non avere squilibri enormi tra le prestazioni durante i periodi in cui è impegnata la nazionale è uno dei tanti gap da colmare.

Questo il programma completo delle partite celtiche
Ulster – Benetton Treviso (venerdì)
Cheetahs – Edimburgo (venerdì)
Cardiff – Connacht (venerdì)
Leinster – Newport Dragons (venerdì)
Ospreys – Glasgow (domenica)
Zebre – Munster (domenica)
Kings – Scarlets (domenica)

Classifiche
Pool A: Glasgow 38; Munster 26; Cheetahs 20; Connacht 16; Cardiff 15; Zebre 12; Ospreys 11
Pool B: Scarlets 34; Ulster 28; Leinster 27; Edimburgo 23; Benetton 14; Dragons 10; Kings 2

Ulster: 15 Charles Piutau, 14 Tommy Bowe, 13 Louis Ludik, 12 Christian Lealiifano, 11 Craig Gilroy, 10 Peter Nelson, 9 John Cooney, 8 Nick Timoney, 7 Aaron Hall, 6 Clive Ross, 5 Alan O’Connor, 4 Kieran Treadwell, 3 Ross Kane, 2 John Andrew, 1 Callum Black
Riserve: 16 Rob Herring, 17 Schalk van der Merwe, 18 Andy Warwick, 19 Matthew Dalton, 20 Greg Jones, 21 Paul Marshall, 22 Darren Cave, 23 Andrew Trimble

Benetton Rugby: 15 Luca Sperandio, 14 Tommaso Benvenuti, 13 Ignacio Brex, 12 Alberto Sgarbi (c), 11 Andrea Bronzini, 10 Tommaso Allan, 9 Giorgio Bronzini, 8 Robert Barbieri, 7 Nasi Manu, 6 Whetu Douglas, 5 Irné Herbst, 4 Alessandro Zanni, 3 Giuseppe Di Stefano, 2 Tomas Baravalle, 1 Cherif Traore
Riserve: 16 Hame Faiva, 17 Nicola Quaglio, 18 Alberto De Marchi, 19 Federico Ruzza, 20 Marco Barbini, 21 Luca Crosato, 22 Marty Banks, 23 Luca Morisi

Benetton e Zebre e un mese (abbondante) un po’ così: 12 partite, due sole vittorie

Non sono mancate le belle prove, non sono mancate le gare sfuggite di un nulla, non sono mancate nemmeno alcune partite giocate male: sono mancate però le affermazioni 

La frenata c’è stata, innegabile. Nelle ultime due giornate di Pro14 Benetton Treviso e Zebre hanno messo assieme 4 sconfitte in altrettante partite giocate: i veneti sono stati battuti in cada da Edimburgo e poi sono stati piegati in casa degli Scarlets mentre le Zebre sono state beffate a Parma con i Cheetahs per poi perdere in maniera piuttosto netta a Cardiff per mano dei Blues. A dirla tutta l’ultima vittoria di una formazione italiana è di un mese fa, quando il Benetton superava 31 a 3 i Kings mentre l’ultimo sorriso delle Zebre risale al 30 settembre, con l’affermazione sull’Ulster, e in mezzo ci sono stati i 4 ko nelle coppe europee.
Ogni partita è una storia a sé e va sottolineato che grandi disastri non si sono visti, le partite più negative in termini di qualità delle prestazioni sono state quasi degli episodi isolati (quasi): per Treviso molto negativa è stata la gara interna con l’Edimburgo, per i bianconeri l’ultima con i Blues e la prima di Challenge in casa dell’Agen.

Mettiamoci anche i tanti infortunati, le partite perse di un nulla (non poche) e i giocatori tenuti a riposo per il turn-over o per le convocazioni in nazionale, però quello che rimane è una lunga sequela di sconfitte. Che per quanto combattute e magari immeritate – e alcune lo sono state di sicuro – rimangono tali. Ora le Zebre sono penultime della loro pool, con un solo punto di vantaggio sugli Ospreys, squadra quest’anno in grandissima difficoltà; va un po’ meglio al Benetton, che ha due squadre alle sue spalle che sono anche più distanti (i Dragons a 4 lunghezze e i Kings addirittura a 12).
Forse l’avvicinarsi del mese di nazionale e le convocazioni legate al mese di novembre ha influito inconsciamente a livello mentale, di concentrazione, tanto più in un momento in cui le carte si stanno mischiando non poco nel gruppo azzurro. Però questo è uno step che va superato: perdere nelle settimane in cui è impegnata anche la nazionale è cosa che va messa in conto per un movimento come il nostro che comunque ha ancora una base-giocatori non molto larga, farlo però con un mese di anticipo è tutta un’altra faccenda.