La doppia sfida tra azzurri e Brave Blossoms (dove qualcosa si muove anche sul fronte televisivo… sembra), poi le serie che mettono di fronte tuttineri e Francia, Sudafrica e Inghilterra, Australia e Irlanda. Serve altro?
Palla a Vittorio!
Tag: Conor O’shea
Giugno, il primo fine settimana si colora azzurro e di rosa. E di un test-match in salsa americana

Italia in campo in Giappone contro gli Yamaha Jubilo, ma ci sono anche gli Emergenti, la nazionale U20, l’ItalSeven e la finale che assegna lo scudetto della Serie A femminile. Poi a Washington giocano Galles e Sudafrica. Da dove iniziamo? Andiamo in ordine cronologico con la nostra nazionale più importante.
YAMAHA JUBILO – ITALIA
Se ci fosse una qualche tv a riprendere la partita (ma al momento non è così, vedremo se ci saranno novità dell’ultimo minuto in tal senso) bisognerebbe puntare la sveglia alle 7 del mattino di sabato: a quell’ora – le 14 in Giappone – gli azzurri scenderanno in campo a Nagano contro gli Yamaha Jubilo, una delle formazioni più forti della Top League, ovvero il massimo campionato nazionale nipponico (che però si è concluso a gennaio e riprenderà a settembre: la squadra giapponese non sarà sicuramente al massimo della forma).
E’ un match che non dà caps ma Conor O’Shea ha scelto un XV titolare che ricalca in gran parte quello visto in campo nel Sei Nazioni. Vedremo comunque tantissime sostituzioni nel corso della partita, visto che saranno libere. Sabato prossimo e quello successivo i due test-match importantissimi contro il Giappone.
La formazione azzurra:
Italia: 15 Matteo Minozzi, 14 Tommaso Benvenuti, 13 Giulio Bisegni, 12 Tommaso Castello, 11 Mattia Bellini, 10 Tommaso Allan, 9 Marcello Violi, 8 Abraham Steyn, 7 Giovanni Licata, 6 Sebastian Negri, 5 Dean Budd, 4 Marco Fuser, 3 Simone Ferrari, 2 Leonardo Ghiraldini, 1 Andrea Lovotti
ARGENTINA XV – ITALIA EMERGENTI
Parte in Uruguay la Nations Cup 2018 e gli azzurri affrontano la selezione argentina allo stadio Parque Artigas nella città di Las Piedras. Al momento il tecnico Pasquale Presutti non ha ancora annunciato la formazione titolare ma ha avuto modo di sottolineare che “lo scorso anno hanno fatto parte della Nazionale Emergenti giocatori come Minozzi, Giammarioli e Negri che adesso fanno parte della Nazionale Maggiore, sintomo che il lavoro svolto qui è di assoluto livello”. Prossimi appuntamenti contro l’Uruguay prima e i Fiji Warriors poi.
Calcio d’inizio sabato 2 giugno alle 17 e 30 italiane (le 12.30 locali), gara in diretta streaming su worldrugby.org
FINALE SERIE A FEMMINILE: VALSUGANA – COLORNO
Scudetto delle ragazze numero 34, in campo le “Valsu-girls” campionesse in carica contro il Colorno. Si gioca alle 19 e 30 di sabato al “Pata Stadium” di Calvisano. Come ci dice il comunicato FIR sulla gara sono “entrambe provenienti dal Girone 1 della regular Season, hanno chiuso rispettivamente al secondo e primo posto la fase a gironi per poi approdare in finale dopo aver battuto in trasferta il Rugby Bologna (il Valsugana) e tra le mura amiche l’Iniziative Villorba (il Colorno)”.
Diretta streaming su The Rugby Channel.
GALLES – SUDAFRICA
Un test-match che non ha bisogno di presentazioni e di cui si è parlato a lungo nelle ultime settimane. Per la location, visto che si gioca negli Stati Uniti al Robert F. Kennedy Stadium di Washington DC, e per il fatto che la gara sarebbe stata messa a rischio per la scarsa prevendita. Alla fine si giocherà sabato con fischio d’inizio alle 17 locali, le 23 italiane. Nessuna diretta tv sulle nostre televisioni.
Capitano del Galles è Ellis Jenkins, prima volta con i gradi per il terza linea, mentre George North viene schierato tra i centri. Da segnalare il ritorno di Tom Prydie: non giocava in nazionale dal 2013.
In casa Sudafrica sono diverse le novità decise dal neo-ct Rassie Erasmus: 7 i debuttanti assoluti (Travis Ismaiel, Makazole Mapimpi, Andre Esterhuizen, Ivan van Zyl, Kwagga Smith, Jason Jenkins e Ox Nche), Pieter-Steph du Toit sarà il capitano.
Galles: 15 Hallam Amos, 14 Tom Prydie, 13 George North, 12 Owen Watkin, 11 Steff Evans, 10 Gareth Anscombe, 9 Tomos Williams, 8 Ross Moriarty, 7 Ellis Jenkins (c), 6 Seb Davies, 5 Cory Hill, 4 Bradley Davies, 3 Dillon Lewis, 2 Elliot Dee, 1 Nicky Smith
Riserve: 16 Ryan Elias, 17 Wyn Jones, 18 Rhodri Jones, 19 Adam Beard, 20 Aaron Wainwright, 21 Aled Davies, 22 Rhys Patchell/Gareth Davies, 23 Hadleigh Parkes
Sudafrica: 15 Curwin Bosch, 14 Travis Ismaiel, 13 Jesse Kriel, 12 Andre Esterhuizen, 11 Makazole Mapimpi, 10 Elton Jantjies, 9 Ivan van Zyl, 8 Dan du Preez, 7 Oupa Mohoje, 6 Kwagga Smith, 5 Pieter-Steph du Toit (c), 4 Jason Jenkins, 3 Wilco Louw, 2 Chiliboy Ralepelle, 1 Ox Nche
Riserve: 16 Akker van der Merwe, 17 Steven Kitshoff, 18 Thomas du Toit, 19 Marvin Orie, 20 Sikhumbuzo Notshe, 21 Embrose Papier, 22 Robert du Preez, 23 Warrick Gelant
MONDIALI U20: INGHILTERRA-ITALIA
Domenica pomeriggio tornano in campo gli azzurrini dopo la faticosa ma bella vittoria di Beziers contro la Scozia (27 a 26). Impegno decisamente difficile per i ragazzi allenati da Fabio Roselli e Andrea Moretti che affrontano la fortissima Inghilterra, squadra che però nell’ultimo Sei Nazioni si è imposta sull’Italia con uno dei gap più ridotti degli ultimi anni: (17-27).
Gli inglesi nella prima giornata hanno superato l’Argentina 39 a 18: a Perpignan sarà durissima. Al momento della pubblicazione dell’articolo non sono disponibili le formazioni. Gara che sarà visibile in diretta streaming alle 16 e 30 di domenica sulla pagina facebook FIR e su The Rugby Channel.
Il programma della completo della seconda giornata del torneo iridato juniores, tutte le gare si giocano domenica 3 giugno:
Scozia – Argentina (ore 14)
Australia – Giappone (ore 14)
Francia – Georgia (ore 14)
Sudafrica – Irlanda (ore 16.30)
Nuova Zelanda – Galles (ore 16.30)
Inghilterra – Italia (ore 16.30)
ITALSEVEN di scena al ROVIGO RUGBY FESTIVAL
Da segnalare che nel fine settimana sarà in campo a Rovigo, a partire da oggi, anche la nazionale Seven. Il comunicato FIR:
Andy Vilk, responsabile tecnico della Selezione Italiana Seven Maschile, ha ufficializzato la lista dei 12 atleti che prenderanno parte al “Rovigo Rugby Festival” in calendario dall’1 al 3 giugno a Rovigo. Gli Azzurri, reduci dall’ottima prestazione al GPS7s di Mosca dove hanno conquistato il terzo posto nel torneo, sono inseriti nella Pool B con una selezione dei Dogi e la selezione 7Hills.
Questa la lista degli atleti convocati:
Nicolò ALBANO (Rugby Parabiago)
Gabriele BRONZINI (Rugby Colorno)
Lorenzo Maria BRUNO (Sitav Rugby Lyons)
Mattia D’ANNA (Mogliano Rugby)
Matteo FALSAPERLA (Lafert San Donà)
Gianluca Alessio GUARDIANO (S.S. Lazio Rugby 1927)
Filippe Sebastiano LOMBARDO (S.S. Lazio Rugby 1927)
Alessio LOZZI (Cus Torino)
Richard PALETTA (Conad Reggio)
Andrea PRATICHETTI (Lafert San Donà) 3 caps
Simone ROSSI (Petrarca Padova)
Jacopo SALVETTI (Petrarca Padova)
Da ricordare che in Francia si assegna il titolo nazionale: a contendersi la vittoria finale allo Stade de France (ore 20 e 45 di sabato 2 giygno) nel Top 14 sono Montpellier e Castres.
A lunedì.
O’Shea la butta lì: “Firmerei ora per un altro quadriennio”. La FIR lo ascolterà?

In una intervista il ct non nasconde i suoi desideri ma lega il suo futuro azzurro ai risultati del campo. Che sono importanti ma nel suo caso e per la “contingenza” storica del nostro movimento non così determinanti. Insomma, perderlo sarebbe una follia. Intanto in Francia faticosa ma bella vittoria dell’Italia sulla Scozia nella prima giornata del Mondiale U20
“Ora siamo un corpo unico e c’è profondità in tutti i ruoli. C’è così tanto potenziale che, fosse per me, firmerei ora per un altro quadriennio. Ma so che dipenderà dai risultati”. Virgolettato preso da una intervista rilasciata dal ct azzurro Conor O’Shea alla Gazzetta dello Sport e pubblicata un paio di giorni fa, il 29 maggio.
Senza girare troppo attorno alla questione: spero che le parole del tecnico irlandese siano un pro forma e che davvero in FIR nessuno abbia dei dubbi circa la permanenza di O’Shea anche per il prossimo ciclo che porterà al Mondiale 2023. Non avrebbe nessun senso aver messo in piedi la struttura che è stata costruita negli ultimi anni e non confermare l’uomo al suo centro, quello che ne è il perno attorno e sul quale è stata pensata sin dall’inizio.
Sono il primo a dire che i risultati sono importantissimi, ma non si può nemmeno prescindere dalle situazioni contingenti e particolari. Il discorso “risultati sì-risultati no” poteva andare bene per i predecessori dell’ex manager degli Harlequins ma con lui è stata impressa una svolta oggettiva. Una svolta ancora non completata e che va migliorata sotto tantissimi aspetti, non ho mai mancato di sottolinearlo, ma che è stata oggettivamente data. E O’Shea in questa costruzione è l’architrave, non confermarlo significherebbe buttare via il lavoro di qualche anno. Una follia.
Poi è chiaro che oggi i risultati sono quelli che sono: in 24 partite giocate dalla nazionale da quando c’è Conor in panchina l’Italia ha vinto solo 4 match (USA, Canada, Fiji e Sudafrica), quindi ampiamente negativo. Su questo non si può discutere. Ma non confermare COS, cosa che se io fossi presidente della FIR avrei già fatto ieri, anche a fronte della volontà del diretto interessato di proseguire in questa avventura, vorrebbe dire comportarsi come quello che se lo taglia per far dispetto alla fidanzata. Una vera fregnaccia, passatemi il francesismo.
L’unica opportunità di mettere in discussione O’Shea – sempre a mio personalissimo parere – è quello di liberarlo dal ruolo di ct per dargli “solo” quello di DoR a lui più congeniale, affidando a qualcun altro il lavoro di campo. Mettetevela come volete ma COS nel futuro dell’Italia deve esserci.
MONDIALI U20 – Parte bene l’Italia, che batte la Scozia in una partita poco adatta ai cuori deboli. Meglio gli scozzesi nel primo tempo e per parte del secondo ma bravissimi gli azzurrini a rimanere agganciati agli avversari e a non perdersi mai d’animo anche quando si ritrovano a -13. Nella fase finale del match il colpo di reni nonostante l’uomo in meno per un cartellino giallo: l’Italia prima accorcia e poi trova la meta della vittoria all’ultimo respiro: finisce 27 a 26 per i nostri ragazzi, attesi oggi dall’impegno contro l’Inghilterra domenica pomeriggio.
I risultati della prima giornata del torneo che si sta giocando in Francia:
Sudafrica – Georgia 33-27
Inghilterra – Argentina 39-18
Scozia – Italia 26-27
Nuova Zelanda – Giappone 67-0
Australia – Galles 21-26
Francia – Irlanda 26-24
Pool A: Nuova Zelanda 5; Galles 4; Australia 1; Giappone 0
Pool B: Inghilterra, Italia 5; Scozia 1; Argentina 0
Pool C: Sud Africa, Francia 5; Georgia, Irlanda 1
Pochissime novità, nessun riposo: azzurri in Giappone (solo) per vincere
Partiamo da Saracens e Leinster che hanno conquistato rispettivamente Premiership e Pro14. Poi dal dominio irlandese (Sei Nazioni, Champions Cup e torneo celtico) si passa a parlare della nazionale che è sbarcata nel Paese del Sol Levante per due match davvero importanti. E le convocazioni del ct azzurro Conor O’Shea lo confermano…
Tunnel, nazionale e prospettive: quella volta che Roberto Manghi mise al tappeto Conor O’Shea

Ieri due diversi siti/blog ovali hanno pubblicato altrettante interviste: Rugbymeet ha ascoltato il ct azzurro Conor O’Shea mentre Il Nero Il Rugby ha sentito il direttore sportivo della Rugby Reggio Roberto Manghi. Tra le due non c’è proprio confronto e “vince” a mani basse la seconda.
Non è una questione di domande fatte o non fatte, non dipende dalle due realtà editoriali ma proprio di cose che vengono dette dai personaggi interpellati: forse il ct azzurro è frenato in qualche maniera dal ruolo che ricopre e che volente o nolente ti obbliga a usare una dose di diplomazia e di detto/non detto maggiore, non lo so, ma il risultato è inequivocabile e mentre Manghi “dice cose” O’Shea non va oltre frasi di rito o comunque già sentite parecchie volte in questi mesi: “abbiamo una nuova generazione di atleti molto interessante ed un sistema che oggi è in grado di alimentare con continuità il gruppo che stiamo costruendo”, “stiamo lavorando duro, con tutte le componenti del movimento. Come ho detto a novembre, la luce in fondo al tunnel non è più il faro di un treno”, “Quando hai fiducia, quando una squadra ha fiducia, cambia il modo in cui si viene percepiti dagli arbitri, dagli avversari che preparano una partita. Non è un mistero: vincere insegna a vincere”.
Anche quando gli viene chiesto di cambiare anche solo una cosa del nostro movimento il tecnico irlandese non va oltre a un tradizionale refrain: “possiamo cambiare le cose che controlliamo, e tra le cose che controlliamo stiamo apportando molti cambiamenti da un anno a questa parte. Penso alla riforma del sistema di formazione degli allenatori, al riallineamento del percorso dei giocatori di alto livello e di base”, per concludere poi con un “E’ un momento emozionante per il rugby italiano, ci sono davvero tanti giovani che stanno crescendo e potranno presto entrare a far parte del sistema delle due franchigie”. Ed è tutto vero, non lo metto in dubbio, però l’andazzo sul campo e i risultati sono quelli che sono. Boh. L’ottimismo a gratis sparso a piene mani per quasi 20 anni mi ha un po’ stufato, meglio non rilasciare interviste, che non sono obbligatorie. Scusate, opinione personalissima.
E Manghi? Come ho scritto prima, nella sua intervista “dice cose”, discutibili magari, ci mancherebbe, ma c’è ciccia aiutato probabilmente anche dalla concretezza degli argomenti trattati come il futuro dell’Eccellenza e la Lega di Club: “In questo momento per avere un campionato almeno professionale ci vuole una esperienza che richiami la professionalità, invece certi ruoli che le Società distribuiscono sono almeno strani. Continuando a vivere di volontariato e di volontari non si aiuta a fare il salto di qualità a tutto l’ambiente: bisogna investire anche nel proprio staff dirigente”.
Oppure sul campionato a 12 squadre: “sono troppe (…) Io credo che ad 8 ci arriveremmo e sarebbero realtà belle solide. Del resto oggi non possiamo fare di più, teniamo conto che il maggior sponsor delle Società del nostro campionato è la FIR e questo dice molto”.
O sulla Lega di club, di cui dice “si farà, ma non ne sono sicuro” perché “non c’è ancora una strategia comune fra tutti i club per la crescita”, Una Lega che “dovrebbe essere indipendente ma in questo momento è difficile non fosse altro per il sostegno economico determinante della FIR ai club, sostegno che va rispettato. Adesso dobbiamo lavorare tanto e tutti insieme per creare un “prodotto-campionato” che faccia bene al movimento. Quando ci sarà questa cosa allora dovremo discuterne. Inoltre ultimamente nelle riunioni fra club si è parlato troppo di giocatori e permit player mentre invece si deve lavorare di più sul prodotto: appeal TV, marketing, gestione di immagine e molto altro. La FIR, che va rispettata per il suo apporto, dovrebbe invece garantire un trattamento uguale per tutti i club”.
