Categoria: Campionato Eccellenza – Top 12

Test-match: guida a un lunghissimo sabato. L’Italia rimetterà al suo posto la Georgia?

ph. Fotosportit/FIR

Alla fine ci siamo. Oggi alle 15 a Firenze l’Italia (priva di capitan Parisse, fermato da un guaio al polpaccio) affronta la Georgia nella partita più ricca di trappole degli ultimi 15 anni: se si vince ci viene in tasca poco o nulla, se si perde… mentre i georgiani hanno solo da guadagnare.
Che poi da un punto di vista biecamente sportivo i Lelos non hanno mica poi così torto ad avanzare le note pretese. Voglio dire, a parte invertite noi faremmo lo stesso. Poi la situazione è che il Sei Nazioni è un torneo privato e quindi i discorsi con dentro parole come “merito” e “risultati” vanno un po’ a ramengo. Un po’. E’ come un club che richiede un dress code e fa selezione all’ingresso e fuori dalla porta c’è uno che ai piedi porta le sneaker: non lo si fa entrare, anche se tra quelli che sono già dentro c’è qualcuno che ha la camicia logora e la giacca senza qualche bottone.
Non è questione di giusto o sbagliato, è semplicemente così. Oggi e fino al 2024, anno di scadenza dei contratti in essere. Che poi le cose potrebbero cambiare. Potrebbero. Quindi c’è solo un risultato: batterli, e pure bene.
Di seguito il menu completo di un sabato ricchissimo che ha in Inghilterra-All Blacks la sfida più attesa ma di sicuro non l’unica. Ah, e domenica c’è pure il massimo campionato italiano con la settima giornata: in programma Viadana-Fiamme Oro, Valsugana-Rovigo e soprattutto Petrarca-Calvisano.
A lunedì, ciao neh.

Firenze, ore 15 (diretta tv su DMAX)
Italia: 15 Luca Sperandio, 14 Tommaso Benvenuti, 13 Michele Campagnaro, 12 Tommaso Castello, 11 Mattia Bellini, 10 Tommaso Allan, 9 Tito Tebaldi, 8 Abraham Jurgens Steyn, 7 Jake Polledri, 6 Sebastian Negri, 5 Dean Budd, 4 Alessandro Zanni, 3 Simone Ferrari, 2 Leonardo Ghiraldini (c), 1 Andrea Lovotti
Riserve: 16 Luca Bigi, 17 Cherif Traorè, 18 Tiziano Pasquali, 19 Marco Fuser, 20 Johan Meyer, 21 Guglielmo Palazzani, 22 Carlo Canna, 23 Luca Morisi
Georgia: 15 Soso Matiashvili, 14 Giorgi Koshadze, 13 Merab Sharikadze (c), 12 Tamaz Mtchedlidze, 11 Zurab Dzneladze, 10 Lasha Khmaladze, 9 Vasil Lobzhanidze, 8 Beka Gorgadze, 7 Giorgi Tsutskiridze, 6 Otar Giorgadze, 5 Lasha Lomidze, 4 Nodar Tcheishvili, 3 Dudu Kubriashvili, 2 Jaba Bregvadze, 1 Mikheil Nariashvili
Riserve: 16 Shalva Mamukashvili, 17 Zurab Zhvania, 18 Levan Chilachava, 19 Shalva Sutiashvili, 20 Beka Bitsadze, 21 Gela Aprasidze, 22 Lasha Malaghuradze, 23 Giorgi Kveseladze

Edimburgo ore 15.30
Scozia: 15 Stuart Hogg, 14 Tommy Seymour, 13 Alex Dunbar, 12 Pete Horne, 10 Finn Russell, 9 Greig Laidlaw (c), 8 Matt Fagerson, 7 Jamie Ritchie, 6 Ryan Wilson, 5 Grant Gilchrist, 4 Sam Skinner, 3 Willem Nel, 2 Fraser Brown, 1 Allan Dell
Riserve: 16 Stuart McInally, 17 Alex Allan, 18 Simon Berghan, 19 Jonny Gray, 20 Josh Strauss, 21 George Horne, 22 Adam Hastings, 23 Chris Harris
Fiji: 15 Setareki Tuicuvu, 14 Metui Talebula, 13 Semi Radradra, 12 Jale Vatabua, 11 Vereniki Goneva, 10 Ben Volavola, 9 Frank Lomani, 8 Viliame Mata, 7 Peceli Yato, 6 Dominiko Waqaniburotu (c), 5 Leone Nakarawa, 4 Tevita Cavubati, 3 Manasa Saulo, 2 Sam Matavesi, 1 Campese Maafu
Riserve: 16 Mesulame Dolokoto, 17 Eroni Mawi, 18 Kalivate Tawake, 19 Albert Tuisue, 20 Semi Kunatani, 21 Henry Seniloli, 22 Alivereti Veitokani, 23 Eroni Vasiteri

Twickenham, ore 16 (diretta tv su Sky Sport Arena)
Inghilterra: 15 Elliot Daly, 14 Chris Ashton, 13 Henry Slade, 12 Ben Te’o, 11 Jonny May, 10 Owen Farrell (cc), 9 Ben Youngs, 8 Mark Wilson, 7 Sam Underhill, 6 Brad Shields, 5 George Kruis, 4 Maro Itoje, 3 Kyle Sinckler, 2 Dylan Hartley (cc), 1 Ben Moon
Riserve: 16 Jamie George, 17 Alec Hepburn, 18 Harry Williams, 19 Charlie Ewels, 20 Courtney Lawes, 21 Danny Care, 22 George Ford, 23 Jack Nowell
Nuova Zelanda: 15 Damian McKenzie, 14 Ben Smith, 13 Jack Goodhue, 12 Sonny Bill Williams, 11 Rieko Ioane, 10 Beauden Barrett, 9 Aaron Smith, 8 Kieran Read (c), 7 Ardie Savea, 6 Liam Squire, 5 Brodie Retallick, 4 Samuel Whitelock, 3 Owen Franks, 2 Codie Taylor, 1 Karl Tu’inukuafe
Riserve: 16 Dane Coles, 17 Ofa Tuungafasi, 18 Nepo Laulala, 19 Scott Barrett, 20 Matt Todd, 21 TJ Perenara, 22 Richie Mo’unga, 23 Ryan Crotty

Cardiff, ore 18.20 (diretta streaming su DAZN)
Galles: 15 Leigh Halfpenny, 14 George North, 13 Jonathan Davies, 12 Hadleigh Parkes, 11 Josh Adams, 10 Gareth Anscombe, 9 Gareth Davies, 8 Ross Moriarty, 7 Justin Tipuric, 6 Dan Lydiate, 5 Alun Wyn Jones (c), 4 Adam Beard, 3 Tomas Francis, 2 Ken Owens, 1 Nicky Smith
Riserve: 16 Elliot Dee, 17 Rob Evans, 18 Dillon Lewis, 19 Cory Hill, 20 Ellis Jenkins, 21 Tomos Williams, 22 Dan Biggar, 23 Liam Williams
Australia: 15 Dane Haylett-Petty, 14 Israel Folau, 13 Samu Kerevi, 12 Kurtley Beale, 11 Sefa Naivalu, 10 Bernard Foley, 9 Will Genia, 8 David Pocock, 7 Michael Hooper (c), 6 Jack Dempsey, 5 Adam Coleman, 4 Izack Rodda, 3 Allan Alaalatoa, 2 Tolu Latu, 1 Scott Sio
Riserve: 16 Tatafu Polota-Nau, 17 Sekope Kepu, 18 Taniela Tupou, 19 Rob Simmons, 20 Ned Hanigan, 21 Nick Phipps, 22 Matt To’omua, 23 Jack Maddocks

Dublino, ore 19.30 (diretta streaming su DAZN)
Irlanda: 15 Jordan Larmour, 14 Keith Earls, 13 Robbie Henshaw, 12 Bundee Aki, 11 Jacob Stockdale, 10 Jonathan Sexton, 9 Kieran Marmion, 8 CJ Stander, 7 Sean O’Brien, 6 Peter O’Mahony, 5 James Ryan, 4 Iain Henderson, 3 Tadhg Furlong, 2 Rory Best (c), 1 Cian Healy
Riserve: 16 Sean Cronin, 17 Jack McGrath, 18 Andrew Porter, 19 Devin Toner, 20 Dan Leavy, 21 Luke McGrath, 22 Joey Carbery, 23 Andrew Conway
Argentina: 15 Emiliano Boffelli, 14 Bautista Delguy, 13 Matias Orlando, 12 Jeronimo de la Fuente, 11 Ramiro Moyano, 10 Nicholas Sanchez, 9 Tomas Cubelli, 8 Javier Ortega Desio, 7 Guido Petti, 6 Pablo Matera, 5 Tomas Lavanini, 4 Matias Alemanno, 3 Santiago Medrano, 2 Agustin Creevy, 1 Santiago Garcia Botta
Riserve: 16 Julian Montoya, 17 Juan Pablo Zeiss, 18 Lucio Sordoni, 19 Rodrgo Bruni, 20 Thomas Lezana, 21 Gonzalo Bertranou, 22 Joaquin Diaz Bonilla, 23 Matias Moroni

Parigi, ore 21 (diretta tv su Eurosport)
Francia: 15 Maxime Medard, 14 Teddy Thomas, 13 Mathieu Bastareaud, 12 Geoffrey Doumayrou, 11 Damian Penaud, 10 Camille Lopez, 9 Baptiste Serin, 8 Louis Picamoles, 7 Arthur Iturria, 6 Wenceslas Lauret, 5 Yoann Maestri, 4 Sebastien Vahaamahina, 3 Cedate Gomes Sa, 2 Guilhem Guirado, 1 Jefferson Poirot
Riserve: 16 Camille Chat, 17 Dany Priso, 18 Rabah Slimani, 19 Paul Gabrillagues, 20 Mathieu Babillot, 21 Antoine Dupont, 22 Anthony Belleau, 23 Gael Fickou
Sudafrica: 15 Willie le Roux, 14 Sbu Nkosi, 13 Jesse Kriel, 12 Damian de Allende, 11 Aphiwe Dyantyi, 10 Handré Pollard, 9 Faf de Klerk, 8 Warren Whiteley, 7 Duane Vermeulen, 6 Siya Kolisi (c), 5 Franco Mostert, 4 Pieter-Steph du Toit, 3 Frans Malherbe, 2 Malcolm Marx, 1 Steven Kitshoff
Riserve: 16 Bongi Mbonambi, 17 Thomas du Toit, 18 Vincent Koch, 19 RG Snyman, 20 Francois Louw, 21 Embrose Papier, 22 Elton Jantjies, 23 Cheslin Kolbe

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Italia, Treviso e Zebre: così vanno le cose, ma così devono andare?

Per fortuna ci sono le ragazze, che altrimenti questo primo fine settimana di novembre sarebbe andato in archivio solo con pollici versi. Dalla partita degli azzurri a Chicago al Pro 14 fino al Top 12 passando per… Marco Barbini: ecco cosa è successo.

TEST-MATCH: ITALIA-IRLANDA 7-54
Partita che era di non semplice lettura: fuori dalla finestra internazionale e quindi con due formazioni che definire “alternative” è davvero poco. Alla fine è andata come era più probabile che andasse, ovvero vittoria degli irlandesi e pure bella larga. Perché oggi la nazionale in maglia verde è la squadra più forte e completa dopo gli All Blacks, perché la nostra rosa non è così larga e profonda e di qualità come amiamo raccontarci (sì, è migliorata rispetto a qualche anno fa ma siamo molto lontani da una situazione ottimale).
La “squadra B” irlandese è più preparata e matura sotto ogni aspetto rispetto alla nostra e, se non bastasse, dobbiamo ricordare quali sono i risultati tra il XV in maglia verde e quello in maglia azzurra degli ultimi anni nel Sei Nazioni? Dopo la vittoria a Roma del 2013 l’Italia ha rimediato solo nettissimi ko e il risultato migliore – si fa per dire – è un 3-26 nel 2015 all’Olimpico…
A Chicago abbiamo assistito a un primo tempo piuttosto equilibrato e in cui la nostra formazione ha messo in mostra l’usuale difficoltà nel concretizzare la mole di lavoro prodotta mentre nella seconda frazione ai nostri avversari è bastato alzare un po’ il ritmo per sommergerci con una marea di mete.
Dichiarazioni di rito prima, dichiarazioni di rito dopo: nulla di nuovo sotto il sole, sul campo e fuori. E ora sotto con la Georgia.

TEST-MATCH FEMMINILE: ITALIA-SCOZIA 38-0
Le ragazze di Di Giandomenico giocano bene e portano a casa una vittoria senza se e senza ma. Le azzurre partivano con i favori del pronostico e hanno chiuso il match già nel primo tempo. Al solito, servono conferme che solo il tempo può dare ma una cosa va comunque detta: l’avere finalmente a disposizione un novembre degno di tal nome anche per la nostra nazionale femminile è già una vittoria importantissima. Meglio tardi che mai.

TOP 14: BENETTON TREVISO-ULSTER 10-15
Domini in lungo e in largo ma non metti punti in cascina, chiaro che una partita così alla fine la puoi perdere. E infatti alla fine a uscire con il sorriso dal Monigo è la formazione di Belfast. Treviso gioca bene, a tratti benissimo, ma non concretizza, fa pochi punti rispetto al gioco prodotto. L’Ulster incassa i colpi ma non viene messo in ginocchio, si riorganizza e riesce a piazzare l’allungo decisivo. In casa biancoverde possono tranquillamente mangiarsi le mani. Hayward ko per una infrazione alla costola: è ko per un mese, niente test-match.
Nota a margine: io capisco che qualcuno di importante abbia messo una gigantesca croce rossa su Marco Barbini e che quindi il giocatore non potrà vestire più la maglia azzurra nemmeno se fosse l’ultima terza linea rimasta in giro a sud delle Alpi. Voglio dire, è una cosa che non ha senso ma non è la prima volta che succede e non sarà l’ultima. Però rimane inconcepibile la sua assenza nel giro della nazionale.

TOP 14: CARDIFF BLUES-ZEBRE 37-0
Undici punti incassati nel primo tempo, 26 nella ripresa. Zero punti fatti. Poi sì, possiamo sottolineare che il risultato è eccessivo e bugiardo e che le Zebre non hanno giocato male, soprattutto nel primo tempo. Tutto vero. Però è finita 37 a 0. Sipario.

TOP 12: RISULTATI SESTA GIORNATA
Con un piazzato di Menniti Ippolito il Petrarca supera una Lazio tenace e mantiene la testa della classifica. Il colpaccio vero lo fanno le Fiamme Oro, che battono Rovigo e sono ora seconde in classifica. Calvisano travolge il Valsugana in trasferta, Viadana passa a Firenze, la Valorugby prosegue la sua corsa superando Verona, Mogliano fa suo il derby veneto con il San Donà

Fiamme Oro – Rovigo 22-17
Valorugby – Verona 31-19
I Medicei – Viadana 10-22
Valsugana – Calvisano 0-45
Petrarca – Lazio 15-12
Mogliano – San Donà 26-15

Classifica: Petrarca 25; Fiamme Oro 23; Calvisano 22; Valorugby 21; Mogliano 19; Rovigo, Viadana 15; Medicei, Lazio 10; San Donà 9; Verona 5; Valsugana 2

TEST-MATCH, ALTRI RISULTATI
Giappone-All Blacks 31-69
Galles-Scozia 21-10
Inghilterra-Sudafrica 12-11
USA-Maori All Blacks 22-59

Il fast food del weekend: Zebre luccicanti ma da confermare, O’Shea dice cose e poi i Benetton…

La squadra di Parma contro Edimburgo gioca un secondo tempo da stropicciarsi gli occhi: speriamo non sia solo un exploit. Calvisano ride, Rovigo piange nel Top 12. E poi…

GUINNESS PRO14 – Le Zebre a Parma ospitano l’Edimburgo. Nel primo tempo gli scozzesi fanno bene o male quello che vogliono, ma commettono l’errore di non concretizzare una superiorità netta in ogni parte del campo e in ogni fase del gioco. Si va al riposo così sul 13 a 3 per gli ospiti, il secondo tempo però è una gara completamente diversa dalla prima frazione: le Zebre giocano benissimo e mettono sotto gli avversari che alla fine escono dal campo sconfitti 34 a 16. Una bellissima prestazione nei secondi 40′, quella dei ragazzi di Bradley, di quelle senza se e senza ma. Ora però devono confermarla nel tempo, devono mantenere uno standard di prestazioni e intensità che viaggi a una certa altezza sempre. Non basterà per fare sempre risultato – va da sé – ma è l’unica via, altrimenti siamo di fronte a un exploit che male certo non fa ma che lascia il tempo che trova.
Capitolo Benetton Treviso: partita senza storia al Monigo dove il Leinster fa 5 mete (a zero) e se ne va con un 31-3 che non ammette alibi o repliche. Da qualche parte ho letto la definizione di “gioco computerizzato” per quello che riguarda la squadra di Dublino: parole azzeccatissime. I biancoverdi giocano una gara coraggiosa, schierando tanti giovani (Lamaro, Rizzi, Pettinelli, Riccioni) sin dal primo minuto e non pagar dazio a una squadra come quella irlandese in quelle condizioni è praticamente impossibile. Non molto da salvare per la formazione italiana, che però nonostante tutto gioca una decente fase difensiva. Il resto è tutto da rivedere, ma l’aver schierato una sorta di “Benetton B” non ha aiutato.

TOP 12 – Quinta giornata del massimo campionato italiano che nei due anticipi del sabato vede il Calvisano (ora “targato” Kawasaki Robot) strapazzare la Lazio in trasferta (12-44) mentre il Viadana supera 20 a 18 il Valorugby Reggio Emilia. Le gare giocate di domenica registrano anche il ko del Rovigo per mano dei Medicei (18-20) oltre alla vittoria del Petrarca nel derby veneto con il San Donà (9-13) e all’affermazione delle Fiamme Oro a Padova contro il Valsugana (22-31). Questa la classifica:
Argos Petrarca Padova punti 21; Fiamme Oro Rugby 19; Kawasaki Robot Calvisano 17; Valorugby Emilia 16; Femi-CZ Rovigo e Mogliano Rugby 1968 14; Rugby Viadana 11; Toscana Aeroporti I Medicei 10; Lazio Rugby 1927 e Lafert San Donà 9; Verona Rugby 5; Valsugana Rugby Padova 2

BLEDISLOE CUP – Trofeo già assegnato agli All Blacks, la terza sfida si gioca a Yokohama, in Giappone. Finisce 37 a 20 per i neozelandesi, risultato che non la racconta giusta su quanto i campioni del mondo abbiano in realtà dominato. Wallabies in crisi di gioco e di risultati, ormai conclamata. Dell’Australia ne parleremo in questi giorni.

CONOR O’SHEA FA LAPALISSE – “Abbiamo una sfida molto difficile contro l’Irlanda che nel passato ci ha creato problemi in un match dove non abbiamo gestito al meglio i momenti chiave. Noi daremo il 100% in campo. Siamo ambiziosi e vogliamo mostrare il nostro gioco. Sarà importante essere performanti sul piano fisico”. A parlare così della sfida di sabato all’Irlanda in quel di Chicago (ore 21 italiane, diretta tv su DAZN) è stato il ct degli azzurri, Conor O’Shea.
Essere performanti a livello fisico. Nel rugby. Chi lo avrebbe mai detto. Momento sarcasmo off. 

BENETTON, LA FAMIGLIA – Lo stadio di Monigo probabilmente verrà intitolato a Gilberto Benetton, scomparso la scorsa settimana a 77 anni. Carlo, suo fratello più piccolo di tre anni, ci aveva lasciato pochi mesi fa. Luciano Benetton, ovvero il fratello più vicino e più legato al rugby gode di buona salute e conta 83 primavere.
Quella dei Benetton è una di quelle famiglie che da sempre attirano simpatie e antipatie viscerali per i motivi più disparati. Ma io in vacanza con loro non ci devo andare, perciò quello che mi interessa rimarcare qui è che in troppi forse non si rendono conto che i Benetton da anni sono il più grande sponsor e investitore del rugby italiano. Certo, c’è la federazione, ma la FIR ha una sua specifica missione mentre i Benetton no. C’è solo passione. Anche perché magari mi sbaglio, ma credo che non abbiano guadagnato un granché con la palla ovale, anzi. Se dovessi scommettere un euro direi che la somma algebrica di quello che hanno dato e ricevuto dal rugby è ampiamente negativa.
I tanti milioni di euro versati ogni anno da un bel pezzo di tempo in qua non hanno nessun paragone nel nostro movimento. Simpatici o antipatici un giorno li rimpiangeremo tantissimo. Speriamo almeno che questa cosa accada il più in là possibile.

Al fast food del fine settimana: cosa è successo, vincitori e vinti

Treviso che vince però… Zebre che fanno qualche passetto avanti ma che perdono nella stessa maniera di un anno fa e diramano un comunicato un po’ così. Calvisano cade ancora, Applausi a Sudafrica e All Blacks. Un intero fine settimana di rugby in poche righe

Il Benetton Treviso batte al Monigo i Southern Kings 28 a 5: i veneti sono bravi a non abbassare mai la tensione e alla fine fanno quello che devono fare. I Kings sono però davvero un test poco probante.

Le Zebre escono sconfitte 36 a 8 dal campo dei Warriors, in Scozia. E’ vero che giocano un buon primo tempo e che rimangono in gara per una cinquantina di minuti, ma basta un cartellino giallo a spazzare via ogni velleità. Qualche passo in avanti c’è, ma il succo non è molto diverso da quello di un anno fa: se in campo non vanno i 15-18 titolarissimi la squadra perde subito in consistenza e a quelli con la maglia del Glasgow non serve poi molto per portare a casa la partita.

Le Zebre e un comunicato un po’ così. Lo scorso 5 ottobre la franchigia di Parma ha annunciato la risoluzione del contratto con Sami Panico. Nella nota diffusa si dice che “L’atleta si era presentato in condizioni fisiche non idonee al raduno pre-stagionale, rendendosi successivamente irreperibile ed ignorando i richiami formali pervenuti dalla Società”. Si parla di “coerenza con i principi etici della Franchigia e coi dispositivi contrattuali previsti” e si esprime “profondo rammarico nella certezza di aver profuso tutti gli sforzi necessari a far sì che il rugby potesse rappresentare per Panico un’opportunità umana e professionale di mettere a frutto i propri talenti”. Tutto vero, il “però” è che non c’è nessun accenno esplicito all’arresto del giocatore per detenzione e spaccio di stupefacenti avvenuto pochi giorni prima. Ci si gira attorno ma non lo si dice. Le Zebre avevano tutto il diritto di risolvere il contratto anche solo per quest’ultimo episodio, non capisco perché non farne cenno.

Calvisano, abbiamo un problema: le Fiamme Oro passano in casa dei lombardi (7-8) e per i gialloneri non solo è la prima sconfitta interna da parecchi anni in qua ma è pure il secondo ko consecutivo in questo primo scorcio di Top 12. Anche in questo caso per ritrovare una simile “doppietta” bisogna andare a consultare gli archivi… Primo tempo davvero brutto degli uomini di Brunello, che decidono di mettersi a giocare solo nella seconda frazione. E’ vero che i padroni di casa sbagliano il piazzato che avrebbe concretizzato la rimonta, ma sarebbe cambiato “solo” il risultato, non la prestazione.

Le altre di Top 12? Il Petrarca regola Verona con qualche fatica in più del previsto e si prende il primo posto in classifica, la Lazio batte San Donà, Mogliano strapazza Viadana 26 a 3, Rovigo riesce ad avere la meglio (in trasferta) sulla Rugby Reggio solo nel recupero e i Medicei si impongono 16 a 3 sul Valsugana. Nessuna squadra è riuscita a prendersi il punto di bonus offensivo.
La classifica: Petrarca 17, Valorugby Emilia 15, Fiamme Oro Rugby 14, Rovigo 13, Calvisano 12, Mogliano 9, Lazio Rugby 9, San Donà 8, Viadana 7, I Medicei 6, Verona Rugby 5, Valsugana 1

Gli All Blacks fanno gli All Blacks e vincono a Pretoria. Primo tempo con il Sudafrica che fa sostanzialmente la gara ma non affonda le unghie e al riposo si va sul 6 a 6. Le mete di Kriel (44′), Damian de Allende (52′) e Kolbe (59′) sembrano indirizzare il match verso lidi che sorridono ai padroni di casa ma prima Aaron Smith impedisce agli Springboks di scappare davvero e poi le tre marcature di Rieko Ioane, Scott Barrett e Ardie Savea tra il 62′ e il 79′ portano il risultato sul 30-32 finale. Bella partita che mette in mostra una Nuova Zelanda capace di tirarsi fuori da ogni guaio ma che può essere messa anche in grandissima difficoltà. Springboks che hanno margini di crescita notevoli. Menzione speciale personale per Fef de Klerk.

Australia e Argentina si divertono in campo e fanno divertire il pubblico di Salta. Finisce con la vittoria dei wallabies per 45 a 34 ma i due l’andamento del match ci racconta di un primo tempo che finisce 31 a 7 per i Pumas, seconda frazione che ha invece un parziale di 3-38 per gli ospiti. Gara che conferma pregi e difetti delle due formazioni, capaci di grandissime giocate e black-out improvvisi. Ma la qualità c’è e non si discute.

Mercoledì a Bologna, nel pomeriggio, c’è un Consiglio Federale. Riusciranno i nostri eroi ad approvare il Bilancio Preventivo 2018 (che doveva ricevere il via libera nel novembre 2017, un anno fa) e dare il via libera al Bilancio Consuntivo 2017 (che in teoria doveva ricevere il “sì” definitivo a aprile)? Chi lo sa…

Sì, lo so, il mio Munster ha perso il derby contro i fighetti del Leinster (però quando cavolo sono forti…). Però non rigirate il coltello nella piaga, dai.

PS: sabato ho incontrato per puro caso Sergio Parisse in un centro sportivo milanese. Davvero, non vi prendo in giro. Ho scambiato qualche parola con lui e devo dire che l’ho trovato proprio bene e carico il giusto: ottime notizie in vista dei test-match

Ko celtici, un Top 12 che comincia a dire qualcosa e una Continental Shield da far cascare le braccia

Riassuntone del fine settimana con l’aggiunta dell’ufficializzazione di partecipanti e composizione della terza coppa europea, una roba di cui si fa davvero fatica a capirne capo e coda

Fine settimana di “normalizzazione” per le nostre squadre celtiche. Le Zebre sono state battute a Newport dai Dragons, squadra non irresistibile ma che almeno a vincere ci ha provato, a differenza dei ducali. A Rodney Parade finisce 16 a 5 ma il risultato non la dice tutta giusta e sta un po’ stretto ai gallesi. Che, intendiamoci, non hanno giocato una gara poi così brillante ma le Zebre hanno acceso la luce davvero poche volte e sono sembrate rimanere a lungo negli spogliatoi.
Un ko meritato per i ragazzi di Michael Bradley che purtroppo saranno protagonisti di altre gare come questa nel corso dell’anno: le Zebre sono una squadra in crescita ma ancora immatura e la crescita mentale è un qualcosa che necessita di tempi medio-lunghi, inutile illudersi. Vedremo altri passaggi a vuoto, come quello di Newport, l’importante è diminuirne sempre di più la frequenza.

Poco brillante anche il Benetton Treviso, sconfitto a Llanelli dagli Ospreys 27 a 10, ma qui va detto che i gallesi hanno giocato quella che forse finora è la loro migliore gara stagionale e i biancoverdi devono fare i conti con i propri errori e con i tanti placcaggi sbagliati. Insomma, mentre le Zebre hanno dato vita a una prova scialba lo stesso non si può dire dei veneti, che però non sono stati oggettivamente all’altezza delle altre loro uscite in questa primo scorcio d’annata.
Treviso può rimettersi subito in carreggiata visto che il prossimo impegno lo vedrà protagonista a Edimburgo contro una formazione scozzese ultima in classifica della conference B (ma che finora non ha avuto un calendario semplicissimo, va pure detto questo).

Capitolo Top 12: Calvisano da sola in testa dopo la vittoria sui Medicei, unica squadra ad aver preso il punto di bonus offensivo in entrambe le gare finora giocate. Gli squilli più forti dello scorso sabato però sono altri due, ovvero quello del Petrarca e di Reggio Emilia. I padovani fanno loro il sentitissimo derby con il Rovigo con un rotondo 16 a 0 mentre la Valorugby batte le Fiamme Oro tra le mura amiche per 43 a 29. Bene anche la Lazio che supera di misura il Viadana mentre il Mogliano ha la meglio sul Valsugana e va infine registrato il nuovo ko del Verona, battuto a San Donà.
Tra una settimana in programma Viadana-Petrarca e San Donà-Calvisano. Di seguito risultati e classifica:
San Donà – Verona 23-15
Lazio – Viadana 24-23
Petrarca – Rovigo 16-0
Mogliano – Valsugana 17-5
Valorugby – Fiamme Oro 43-29
Calvisano – I Medicei 35-10

Calvisano 10; Petrarca, Valorugby 9; Viadana, Fiamme Oro 6; Rovigo, Lazio 5; San Donà, Mogliano 4; I Medicei 1; Verona, Valsugana 0

Ultimo appunto, la terza coppa europa, la Continental Shield. Nelle scorse settimane si mormorava a mezza voce dell’assenza di notizie su questo trofeo nonostante manchino una manciata di settimane al suo via. In realtà i nostri club erano già informati da un po’, anche se è vero che il crisma dell’ufficialità è arrivato solo qualche giorno fa.
Cosa dire? Che siamo sempre più di fronte a una competizione di cui si capisce sempre meno il senso e l’utilità. Solo sei squadre partecipanti (4 italiane, una georgiana e una belga), spariscono russi, spagnoli, tedeschi e portoghesi.Certo, così è quasi impossibile che nessuna delle nostre squadre si guadagni il diritto alla partecipazione alla Challenge Cup 2019/2020 ma – per favore – non parliamo di scalino necessario alla crescita del nostro movimento. Please.
Senza nascondersi dietro a un dito diciamo che l’unico “perché” decente di questa Continetal Shield sono i contributi che finiscono nelle tasche delle quattro partecipanti (Calvisano, Petrarca, Rovigo e Fiamme Oro). Chiunque arrivi tra un anno alla Challenge – non voglio nemmeno prendere in considerazione l’ipotesi che nessuna italiana stacchi il biglietto – sarà comunque largamente impreparata per affrontare quella competizione in maniera costruttiva e sensata. Non raccontiamoci storielle. Una terza coppa seria ci servirebbe come il pane, sta roba qui proprio no.