L’Angolo del Vile – Gavazzi e l’allargamento dell’Eccellenza, tutte le parole per dirlo

Nuovo appuntamento con la rubrica di cattiveria ovale. Stavolta pubblico solo una serie di virgolettati della stessa persona su uno stesso tema (con tanto di link alle fonti). Perché pare che al presidente FIR Alfredo Gavazzi oggi l’allargamento dell’Eccellenza a 12 squadre non piaccia più. O forse non è mai piaciuto. O magari a lui non è mai piaciuto ma lo hanno obbligato a farlo. Oppure chissà.

“Quest’anno sarà l’ultima Eccellenza a 10 squadre perché dal prossimo anno le squadre che parteciperanno al massimo campionato saranno 12, scelta voluta per dare un equilibrio maggiore e maggiore competizione nel torneo”.
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L’edizione del torneo che assegna il tricolore sarà la n.83 e comincia nel fine settimana. Secondo il nuovo presidente della Fir, Alfredo Gavazzi, «è bello e importante per il nostro movimento vedere più squadre in lotta per lo scudetto: sarà sicuramente un’annata equilibrata e molto interessante»
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“La nostra scelta (di riportare il campionato a 12 squadre, ndr) deriva dal fatto che oggi almeno 7 squadre, o forse 8, sono in grado di arrivare tra le prime quattro. Per cui questa crescita continua che è data da tanti giocatori giovani inseriti nelle squadre dell’Eccellenza non dà altro che positività. Ed è per questo che abbiamo pensato di allargare la base, per dare a tanti giovani la possibilità di giocare un campionato più importante”
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“Il Campionato Italiano d’Eccellenza – ha dichiarato il Presidente della FIR, Alfredo Gavazzi – continua a rappresentare l’ultimo, fondamentale passo nel nostro processo dei giovani atleti coinvolti nel processo di formazione (…) il livello in questi anni si è alzato e che l’allargamento a dodici squadre previsto per la stagione a venire, con le retrocessioni bloccate nel 2017/18, non potrà che comportare ulteriori benefici per questa competizione”.
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“Non ero d’accordo di allargare il campionato, per una serie di problemi che hai ricordato anche tu. L’ufficio tecnico, invece, sembrava fosse convinto di poter allargare. L’idea è quella che l’Eccellenza è la fine di un percorso di formazione e, di conseguenza, questo dava l’opportunità a più giovani di giocare ad alto livello”
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All Blacks, Springboks, l’Italia in Giappone e tutte le altre: quanto rugby ci aspetta a giugno!

Se Uganda-Kenya del 26 maggio prossimo non vi fa fremere dall’impazienza e Inghilterra-Barbarians del giorno dopo non vi basta dovrete attendere il 2 giugno con Sudafrica-Galles in quel di Washington… ma è dalla settimana dopo che si fa davvero sul serio

La stagione 2017/2018 è agli sgoccioli: l’Eccellenza vedrà il suo atto finale questo fine settimana, negli stessi giorni il Pro14 ha in programma le semifinali così come la Premiership inglese mentre per il Top 14 ci sono i barrage. Un bel programmino ancora, ma manca poco.
Noi appassionati italiani abbiamo già da tempo “messo nel mirino” i test-match di giugno della nazionale che sarà impegnata in Giappone, complice anche il fatto che le nostre due franchigie fanno da spettatori ai knockout stage delle competizioni a cui prendono parte (ovviamente senza imenticare il Mondiale U20 e gli impegni della Emergenti).

I match internazionali in realtà cominciano il 26 maggio, al Kyandodo Rugby Grounds di Kampala, dove si affronteranno Uganda e Kenya, che però non è esattamente la partita più attesa. Il giorno dopo a Twickenham il XV di Sua Maestà scenderà in campo contro i Barbarians mentre il 31 maggio a Tbilisi la Georgia sfida i French Barbarians, ma è con il 2 giugno che iniziano i test-match veri e propri, con quel Galles-Sudafrica a Washington di cui abbiamo parlato qualche settimana fa.
Dell’Italia che va in Giappone, abbiamo già detto, ma le serie più attese da tutta Ovalia sono quelle della Francia in Nuova Zelanda, dell’Irlanda in Australia e quella del Sudafrica con l’Inghilterra. Attenzione anche alle sfide tra Galles e Argentina mentre Fiji, Samoa, Tonga e Georgia saranno impegnate nella World Rugby Pacific Nations Cup.
Ricordiamo anche che il giugno di test-match non prevede nessun arbitro italiano
Il calendario completo:

2 giugno
Sudafrica – Galles: RFK Stadium, Washington DC, USa

9 giugno
Giappone – Italia: Oita Bank Dome, Oita
Nuova Zelanda – Francia: Eden Park, Auckland
Australia – Irlanda: Suncorp Stadium, Brisbane
Sudafrica – Inghilterra: Emirates Airline Park, Johannesburg
Argentina – Galles: Estadio San Juan del Bicentenario, San Juan
Canada – Scozia: Commonwealth Stadium, Edmonton
Fiji – Samoa: ANZ National Stadium, Suva
Tonga – Georgia: ANZ National Stadium, Suva, Fiji
USA – Russia: Dick’s Sporting Goods Park, Denver

16 giugno
Giappone – Italia: Noevir Stadium, Kobe
Nuova Zelanda – Francia: Westpac Stadium, Wellington
Australia – Irlanda: AAMI Park, Melbourne
Sudafrica – Inghilterra: Toyota Stadium, Bloemfontein
Argentina – Galles: Estadio B.G. Estanislao López, Santa Fe
Canada – Russia: Twin Elm Rugby Park, Ottawa
Fiji – Georgia: ANZ National Stadium, Suva
Tonga – Samoa: ANZ National Stadium, Suva, Fiji
USA – Scozia: BBVA Compass Stadium, Houston

23 giugno
Giappone – Georgia: Toyota Stadium, Toyota
Nuova Zelanda – France: Forsyth Barr Stadium, Dunedin
Australia – Irlanda: Allianz Stadium, Sydney
Sudafrica – Inghilterra: DHL Newlands, Cape Town
Canada – USA: Wanderers Grounds, Halifax, Nova Scotia
Argentina – Scozia: Estadio Centenario, Resistencia
Fiji – Tonga: ANZ National Stadium, Suva

Permit Player e ascensori con l’Eccellenza: Aboud sostiene O’Shea. La FIR si muoverà?

Di questa cosa ho già parlato altre volte e continuerò a farlo fino a che il tema non verrà affrontato e, possibilmente, superato. Perché – parere personale – quello che oggi è il sistema dei permit players è uno degli ostacoli allo sviluppo e alla crescita dei nostri giocatori. Mi si dirà che con qualcuno ha funzionato, certo, però anche un orologio fermo segna l’ora giusta due volte al giorno. E la domanda da farsi è: quanti atleti abbiamo invece “perso” negli ultimi 8 anni a causa di quello stesso meccanismo?
A novembre ho pubblicato un articolo in cui c’era questa immagine con una dichiarazione del ct azzurro Conor O’Shea.

Parole nette e chiare, pronunciate dall’uomo a cui la FIR ha messo le chiavi del movimento in mano. Da allora non è successo nulla. Anzi, a fine gennaio il presidente Alfredo Gavazzi diceva questa cosa: “E comunque resto convinto che non tutti a vent’anni siano pronti: Lazzaroni adesso è un giocatore internazionale, ma a Treviso i primi due anni ha giocato pochissimo. Sarebbe stato meglio che avesse fatto più partite, magari giocando anche in campionato”. Cioè l’uomo che può mettere mano alla trafila del movimento si stupiva del fatto che nessuno avesse pensato a una cosa simile.
Ora a dare man forte a Conor O’Shea arriva anche Stephen Aboud, che sul numero di All Rugby ora in edicola dice questa cosa

Direi che non c’è altro da aggiungere. A dire quelle cose non è un Paolo Wilhelm qualsiasi, ma il responsabile della formazioni di tecnici e giocatori per l’Alto Livello della FIR. Ci si attenderebbe che dalla federazione arrivino direttive chiare. E che arrivino presto, anche se il presto di oggi è comunque già tardi. Chissà, il condizionale è d’obbligo, che la storia ci racconta un’altra cosa, almeno finora così è stato.
Magari servirebbero anche quelle urla da parte dei club di cui parla Aboud ma che dalle nostre parte sembrano latitare. O che vengono usate nel chiuso delle stanze per mantenere uno status quo che a qualcuno oggi conviene perché ha stretto delle prassi consolidate con le franchigie e quindi non vuole che il giochino si rompa magari facendo regole certe, chiare e pubbliche per tutti. Tanto poi si può sempre accusare la FIR di essere origine e causa di ogni male.

Champions e Challenge Cup: a Bilbao questo fine settimana si scelgono le regine d’Europa

Stasera alle 21 Cardiff Blues e Gloucester si giocano la Challenge, sabato pomeriggio Leinster e Racing92 si sfidano per il trofeo più importante del Vecchio Mondo (almeno per quello che riguarda i club). Nel fine settimana anche le semifinali della Serie A

Qualche giorno fa vi ho parlato degli aspetti economici e “politici” delle finali di Champions e Challenge Cup, da stasera però parla il campo: a Bilbao alle 21 al San Mames si affrontano Gloucester e Cardiff Blues nella sfida che assegnerà la Challenge Cup mentre la finalissima della competizione per club più importante d’Europa vedrà il suo atto finale giocarsi sabato pomeriggio tra Leinster e Racing92 (ore 17 e 45).
Per il match di stasera i gallesi devono fare a meno di Gethin Jenkins e Alex Cuthbert mentre gli inglesi devono affrontare le assenze di Heinz e Owen Williams. Nei cherry & white titolare in terza linea Jake Polledri.
Formazioni invece non ancora annunciate per Leinster e Racing92, almeno non al momento della pubblicazione di questo articolo, anche se almeno un’assenza pesante per entrambe le squadre è sicura: Fergus McFadden per gli irlandesi e Maxime Machenaud tra i parigini, fermati da un infortunio.
Gare dall’esito incerto, come ogni finale che si rispetta, ma almeno sulla carta Leinster e Gloucester sembrano avere qualcosa in più.
Entrambe le partite di Bilbao verranno trasmesse in diretta tv su Eurosport 2

Cardiff Blues: 15 Gareth Anscombe, 14 Owen Lane, 13 Rey Lee-Lo, 12 Willis Halaholo, 11 Blaine Scully, 10 Jarrod Evans, 9 Tomos Williams, 8 Nick Williams, 7 Ellis Jenkins (c), 6 Josh Navidi, 5 Josh Turnbull, 4 Seb Davies, 3 Taufa’ao Filise, 2 Kristian Dacey, 1 Rhys Gill
Riserve: 16 Kirby Myhill, 17 Brad Thyer, 18 Scott Andrews, 19 Damian Welch, 20 Olly Robinson, 21 Lloyd Williams, 22 Garyn Smith, 23 Matthew Morgan

Gloucester: 15 Jason Woodward, 14 Tom Marshall, 13 Billy Twelvetrees, 12 Mark Atkinson, 11 Henry Trinder, 10 Billy Burns, 9 Callum Braley, 8 Ruan Ackermann, 7 Lewis Ludlow, 6 Jake Polledri, 5 Mariano Galarza, 4 Ed Slater (c), 3 John Afoa, 2 James Hanson, 1 Josh Hohneck
Riserve: 16 Motu Matu’u, 17 Val Rapava-Ruskin, 18 Fraser Balmain, 19 Freddie Clarke, 20 Ben Morgan, 21 Ben Vellacott, 22 Andy Symons, 23 Tom Hudson

In Italia si giocheranno invece le semifinali di Serie A, in attesa della finalissima dell’Eccellenza tra Petrarca e Calvisano in programma il prossimo fine settimana. Il comunicato FIR:

La Commissione Nazionale Arbitri della FIR ha reso note le designazioni arbitrali del prossimo fine settimana.
In campo domenica a Padova e Piacenza per le semifinali di ritorno del Campionato Nazionale di Serie A rispettivamente Valsugana Padova- CUS Genova e Sitav Rugby Lyons – Verona Rugby.  Arbitreranno Marius Mitrea e Claudio Blessano.

SERIE A – SEMIFINALE DI RITORNO – 13.05.2018 – ORE 15.30

Valsugana Padova v Cus Genova
Arb. Marius Mitrea (Udine)
AA1 Andrea Piardi (Brescia), AA2 Matteo Giacomini Zaniol (Treviso)
Quarto Uomo: Stefano Rebuschi (Rovigo)
Andata: CUS Genova v Valsugana Padova, 25-17 ( 4-0)

Sitav Rugby Lyons v Verona Rugby
Arb. Claudio Blessano (Treviso)
AA1 Manuel Bottino (Roma), AA2 Ferdinando Cusano (Vicenza)
Quarto Uomo: Nicola Franzoi (Venezia)
Andata:  Verona R. v Lyons Piacenza 17 – 23 (1-4)

Ci si ritrova lunedì

Rugby di base: se la meta di ogni società diventa quella di compilare la lista-gara in tempo

Un problema che ha interessato tutto il rugby di base nel corso dell’intera stagione: l’eliminazione dei documenti cartacei e il passaggio all’on line ha provocato lungaggini, ritardi, ma anche vittorie (e sconfitte) a tavolino…

La vicenda non è di quelle che conquisteranno mai la prima pagina o la luce dei riflettori, probabilmente nemmeno di quelli specificatamente rugbistici, quindi non può stupire che nessuno l’abbia portata alla luce.
Anche perché si tratta di un mero problema tecnico/burocratico, che non ha nessun addentellato anche vagamente “politico” (io ho messo giusto un paio di virgolette, voi aggiungetene quante ne volete), togliendo perciò il retrogusto piccante alla notizia, diciamo così.
Ma il problema c’è, è reale e riguarda un po’ tutte le società italiane di ogni regione che in questa stagione hanno dovuto affrontarlo ogni fine settimana. Nessuno escluso.

Il problema sono le liste gara. Dallo scorso settembre infatti sono sparite le distinte e il tesseramento cartaceo e le società, ogni weekend in cui sono in programma partite, le devono compilare on line. Facile e comodo, direte voi. Certo, e lo sarebbe davvero se il sistema informatico non collassasse ogni fine settimana.
Perché per tutta la stagione sportiva 2017/2018 le società hanno dovuto letteralmente battagliare con computer, tablet e affini per ore e ore per la compilazione delle liste gara e dei tesseramenti. Segnalazioni a questo blog sono arrivate da club diversi di ogni regione e tutti lamentavano lo stesso problema e la “denuncia” era più o meno sempre questa: siamo in difficoltà, sono spariti i cartellini cartacei dei giocatori obbligando le società a utilizzare le liste gara on line ma la parte del sito Fir dedicata alla bisogna diventa quasi irraggiungibile già dal giovedì sera e avvicinandosi alla domenica le difficoltà aumentano. Problema che ogni società ha dovuto affrontare per qualunque sua formazione: dal minirugby alle Under giovanili, fino alla femminile.

Troppo traffico, il sistema non regge e va in crash, rendendo impossibile o quantomeno estremamente difficoltosa la corretta compilazione delle distinte. E finché si limita ad essere una semplice magagna informatica uno può allargare le braccia e dire “vabbé” ma gli errori o la non correttezza delle distinte si è tradotta in alcuni casi in sconfitte a tavolino, punti tolti in classifica, giornate di squalifica per giocatori e campi. E in caso di ricorsi non accolti – cosa che è accaduta – va aggiunto anche il pagamento delle spese “processuali”.
Le società hanno più volte segnalato nei mesi scorsi queste difficoltà e la FIR ha risposto (quando lo ha fatto, visto che mi sono state segnalate situazioni in cui le società non hanno ricevuto nessuna risposta) dicendo che aveva predisposto interventi tecnici sui server.
Da settembre a fine aprile/inizio maggio la situazione è stata però quella prima descritta, con un lieve miglioramento nelle ultime settimane, dovuto però forse al fatto che diversi tornei si sono conclusi almeno nella loro stagione regolare.

Che un sistema informatico possa non reggere a una nuova organizzazione che prevede un deciso aumento del carico che deve sopportare può capitare, che le cose non migliorino per mesi e mesi invece no. Probabilmente è stato un errore non aver previsto un periodo di transizione in cui il vecchio sistema e quello nuovo potevano coesistere. Oltretutto la scomparsa del cartaceo ha impedito di ricorrere a quelli che qualche dirigente mi ha definito come “tesseramenti del venerdì”: magari prima succedeva che nelle giovanili arrivasse un ragazzino a inizio settimana, che facesse due allenamenti e poi venisse tesserato il venerdì in tempo per la partita. Ora questa cosa non si può più fare. Non solo: la mancanza di una prova cartacea del tesseramento diventa un problema grosso soprattutto per le società meno organizzate o per le squadre giovanili dove magari c’è il genitore di turno che fa l’accompagnatore. La pezza di carta poteva evitare quelle sanzioni di cui sopra, sanzioni che arrivano nel 99% dei casi – lo ricordiamo – non per mancanze o imperizia da parte dei club ma perché la struttura informatica non regge il lavoro che dovrebbe svolgere.

Le società sono la spina dorsale del nostro movimento, quello che lo alimentano e lo tengono in piedi giorno dopo giorno, lontano dalle luci della ribalta. Dar loro un aiuto concreto e trovare una soluzione anche a questo ordine di problemi è un dovere.