Rifornire la nazionale (e le franchigie): Conor O’Shea vuole prendere l’ascensore

In una intervista il ct azzurro torna a chiedere interventi su uno dei temi più dibattuti nel nostro movimento da quando è iniziata l’avventura celtica

Per avere una nazionale performante bisogna avere atleti di livello, abituati a giocare a un certo livello e preparati da un punto di vista fisico, tecnico e mentale. E’ un problema di qualità e di quantità: perché non solo devi avere appunto giocatori preparati e ma devi averne in numero sufficiente. Strade per arrivare a quel risultato ce n’è diverse, ogni movimento deve trovare la sua adattando le necessità dei club e delle nazionali, trovare un compromesso funzionale e che dia risultati ai vari livelli interessati. Non è semplice, ma si può fare. Lo fanno tutti, o quasi.
Noi una filiera davvero funzionale dall’inizio alla fine ancora non l’abbiamo: siamo andati avanti con un piano non sempre chiarissimo nei suoi tratti fondamentali, sottoposto a virate e modifiche a volte un po’ troppo figlie dell’emergenza del momento contingente e il fatto di vincere davvero poco certo non ci ha aiutato ad affrontare gli inevitabili problemi con la giusta freddezza e lungimiranza.

Le idee negli ultimissimi anni sembrano essere più nitide. Magari non tutti saranno d’accordo con le decisioni prese, probabilmente si è deciso di muoversi in un certo modo per motivi più economici che non meramente tecnici, ma sicuramente è stata fatta chiarezza. La rappresentazione fisica di questo nuovo percorso è lo staff tecnico costruito attorno alla figura di Conor O’Shea. A lui state affidate le chiavi del movimento e soprattutto sembra avere poteri concreti, a differenza di chi l’ha preceduto: avere una squadra vincente per lui significa (anche) confermare e ampliare la sua sfera d’influenza.
Alcune delle sue proposte sono state accettate e messe in pratica subito o quasi, altre rimangono in stand-by e una in particolare è stata rimarcata dal ct in una intervista nell’ultimo numero di AllRugby:

Il famoso e famigerato ascensore tra franchigie e club insomma. Non è la prima volta che il tecnico irlandese lo richiede, non sarà l’ultima. Tra molti addetti ai lavori, giornalisti e appassionati è un qualcosa di assoluto buon senso che viene invocato da tanti anni, praticamente dall’inizio dell’avventura celtica. La federazione ha risposto con il sistema dei permit-players, che nel corso degli anni ha subìto vari aggiustamenti ma che assomiglia (da sempre) più a una pezza messa a un problema che non a un soluzione complessiva. E comunque i permit possono essere confrontati con l’ascensore solo per il movimento a salire, non con quello a scendere: perché con i PP, molto semplicemente, non è contemplato.
Perché finora non ci si è mossi nella direzione richiesta da O’Shea? La FIR, come abbiamo visto, frena da anni ogni spinta che va in quella direzione per delle non meglio precisate motivazioni, ma la poca convinzione con cui si muove su quel sentiero è oggettiva.

Però va detto che c’è un’altra forza importante che ha sempre frenato ogni qual volta si è parlato della questione, ovvero i club. Non tutti, non nella stesa maniera, ma quasi nessuna società ha mai davvero sposato fino in fondo la cosa.
Più che una diffidenza di tipo ideologico si tratta di avere chiarezza sui limiti da dare alla cosa, sui dettagli dei vari aspetti e – di conseguenza – sui contratti. Insomma, “chi paga chi e quando”. Una cosa non semplicissima forse, ma nemmeno impossibile: non siamo di fronte alla congettura dei numeri primi gemelli (un problema matematico che l’uomo si è posto qualche secolo prima di Cristo e ancora oggi irrisolto) e come ho già scritto altre volte basterebbe sedersi tutti attorno a un tavolo per trovare una soluzione più che accettabile. Basterebbe volerlo.

PS: piccola nota personale. Chi frequenta questo blog sa quanto mi sia caro il tema del rispetto del lavoro svolto, da e per chiunque. Quello che uno fa può essere sottoposto a critiche, ci mancherebbe, purché le forme siano civili: perché la forma alle volte è anche sostanza e l’abito può davvero fare il monaco.
Domenica Norberto “Cacho” Mastracola è stato protagonista suo malgrado di un episodio di critica decisamente invadente che è al limite del comprensibile – se non oltre – per i modi in cui è stata fatta, ancora prima delle sue motivazioni. Mastracola fa un lavoro semplicemente mostruoso sul territorio, dal minirugby alla nazionale, spiace molto che qualcuno con un ruolo piuttosto importante abbia ritenuto doveroso ricordargli e ricordarci che il nostro non è italiano (come se la cosa potesse contare qualcosa) invece che tributargli un applauso per quanto fatto per il nostro movimento in tanti anni di lavoro. Tanto più interrompendolo mentre stava facendo una telecronaca in diretta del massimo campionato italiano.
Al collega Norberto va la totale solidarietà di questo blog, per quello che può contare. All’amico Cacho dico solo di non preoccuparsi e non prendersela troppo: abbiamo vinto anche stavolta. Forse più questa volta che molte altre.

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32 thoughts on “Rifornire la nazionale (e le franchigie): Conor O’Shea vuole prendere l’ascensore

  1. Ginger

    Vorrei fare una domanda che forse sembra fuori luogo ma che secondo me potrebbe legarsi al discorso di sviluppo del nostro rugby. Pensate che la non partecipazione dell’Italia calcistica ai mondiali di Russia 2018 con i conseguenti mancati introiti economici possano avere delle ricadute negative anche sul rugby con minori stanziamenti da parte del Coni ?
    Scusate ma viste le cifre di cui si parla in questi giorni il dubbio mi è venuto.

    1. LiukMarc

      O magari sarà l’occasione per farsi un bell’esame di coscienza (cosa che noi italici sappiamo fare poco nè amiamo fare), e il CONI inizierà a fare la voce grossa su investimenti, futuro e programmazione. Non solo nel calcio (che non è che gli altri sport, specie di squadra, vadano alla grande).

    2. rugbydinasty

      Io, mi auguro che tutti questi soldi non veicolati dagli sponsor sul “fobel” vengano dirottati sugli sport minori con progetti seri.
      Pia illusione? si purtroppo.

      1. Atley73

        beh, ci vorrebbe uno studio di una qualche università del canada, ma destinando 100 milioni agli sport minori, credo che gli italiani diventerebbero buoni per rugby e anche per un sacco di altra roba!

  2. Sergio Martin

    Solidarietà al grande Cacho, che da anni fa un lavoro splendido di informazione e divulgazione del rugby, che merita il rispetto di chiunque nel movimento.

  3. Mr Ian

    Prima o poi questo ascensore arriverà, con i tempi italici e dopo magari qualche bella scoppola, come tutte quelle che ci son volute per capire che la nazionale e le squadre pro devono avere degli staff di primo livello per competere ad alti livelli…
    Quanto all ennesima brutta figura del nostro rinomato, la cosa non mi sorprende per niente, non lo scopriamo oggi che è una persona inadatta a ricoprire qualsiasi carica istituzionale, in una sola parola che tenerezza….tanto quanto me ne fanno quelli che lo osannano, lui ha scoperto O Shea, lui ha salvato le zebre, proprio tanta tenerezza…
    Paolo, una riflessione sulla debacle del calcio, in FIGC arriverà la tanto attesa rivoluzione? Tavecchio forse è anche peggio di G., riusciranno a farlo fuori e svecchiare la classe dirigente italiana? magari sulla spinta di un cambiamento dello sport nazionale per antonomasia, anche la politica potrebbe svegliarsi e capire che è organizzato male tutto lo sport in Italia, a partire in primis dalle scuole

    1. Ermy

      Infatti Mr Ian, adesso ci manca solo che sia il COS (attenzione, non è una critica a lui!!!) ad aver scoperto gli ascensori e la possibilità per Morisi e Zanni di riprendersi in Eccellenza e poi siamo all’apoteosi dell’ovvio!!! 🙂

  4. LiukMarc

    Se qualcuno avesse abbozzato le famose seconde squadre (o ci avesse fatto una pensata seria) quando la Benetton le chiedeva anni fa, magari CO’S avrebbe già qualcosa su cui lavorare. Sarà ma temo che qui arriveremo al 2019 ancora senza soluzione, considerando che anche i club dell’Eccellenza vanno convinti (anche se per ora va sottolineata la disponibilità delle FFOO per Licata, encomiabile visto che è un loro giocatore, ma serve davvero qualcosa di strutturato e continuativo).
    Su Chacho, un ringraziamento sentito, meno male che c’è lui, come ci sono tutti gli altri amici di The Rugby Channel che si prestano ogni partita a commentare lo sport che tutti noi amiamo e regalarcelo.

      1. LiukMarc

        Assolutamente, il che dimostra ancora una volta come il nostro sistema sia “strano” (non mi veniva un altro termine) e abbisogni una strutturazione pensata.
        Sul metodo dell’ascensore, ok che non copiamo dagli altri, ma il metodo scozzese del draft non è stupido, non crei favoritismi, ogni squadra del campionato nazionale ha almeno 2-3 giocatori del livello superiore e tutti contenti.

  5. rugbydinasty

    Alfredo, ma quando hai fatto l’accordo con TRC hai forse previsto anche i telecronisti con linguaggio forbito, o hai preso quel che passa il convento.
    Grazie Mastrocola, continua il tuo lavoro con serenità. Se il presidente non è contento della tua professionalità (e non è da ora) deve alzare l’asticella e questo è di sua competenza. Sareste da ringraziare, non da criticare così. Tanto per dare a Cesare quel che è di Cesare.

  6. Hrothepert

    A me quello che fa sorridere, Paolo, è questa distinzione che tu fai tra Federazione e Clubs, nel Rugby non è come nel calcio, dove sono i clubs che generano il grosso dei ricavi e gestiscono il businnes e quindi, essendo in posizione dominante, si possono contrapporre alle federazioni, nel Rugby (Inghilterra e Francia a parte e infatti in Francia la Nazionale, da qualche anno in qua, ha problemi, che non aveva in passato) i clubs vanno avanti grazie agli introiti generati dalle nazionali e sono le federazioni che sono in posizione di poter imporre la linea (Scozia, ma anche Irlanda e Galles, docet), il problema è che in Italia la federazione è ancora espressione e portatrice degli interessi di parte dei clubs e, ringraziando gli Dei di Asgard che, pur essendo gestita da persone poco all’ altezza, a suo tempo non è finita nelle mani di Zatta, perchè se fosse passata la “linea Munari”, adesso invece di parlare di franchigie, fit, ‘O Shea, Bradley, Crowley, ecc., ecc., si chiaccherava di derbies tra Onti e Bersaglieri e di pane e salamelle!!!!

    1. Bangkok

      Eccezionale il finale.
      d’altronde nessuno è più proiettato verso il futuro di Gavazzi…guarda caso ciò che chiede O’Shea è qualcosa già richiesto dal Benetton di Zatta/Munari, quel Benetton che già 8/9 anni fa era strutturato a livello europeo e non italico e che il modernissimo duo Dondi-Gavazzi ha ben pensato di frenare
      Boh…

      1. Hrothepert

        Bangkok, sei di memoria corta, il duoZatta/Munari, nel proprio programma elettorale, paventava l’ uscita dalla CL e il ritorno al campionato nazionale, VERBA…VOLANT, SCRIPTA….MANENT!!!!

      2. Ermy

        Più che 8/9 anni fa io direi anche 15/20 essendo stata una delle società fondatrici della Champions…

    2. ginomonza

      Hro nel calcio non sono i club che generano i ricavi: sono i diritti televisivi delle emittenti e che vengono sprecati in manìniera indegna comprando straniere di scarsa qualità generale e trascurando i vivai.
      Ma fino a quando questi soldi verranno scuciti?

      1. Hrothepert

        Gino, nel calciopalla le competizioni per clubs (campionati nazionali e coppe europee) generano un ritorno economico (tra diritti TV, sonsors, ticketing e merchandising) tale da far si che gli stessi siano in grado di potersene fregare delle federazioni e delle loro esigenze, nel Rugby, ripeto Francia e Inghilterra a parte, i clubs vivono del businness generato dalle nazionali e quindi il potere è in mano alle federazioni, il guaio è che in Italia, la federazione è espressione e portatrice degli interessi dei clubs.

      2. ginomonza

        Hro il calcio italiano è oberato di debiti in maniera obbobriosa altro che ricavi.
        Coppe o meno gli dimezzi i diritti televisivi e tutti tranne la juve chiudono bottega!

      3. superignazzio

        anche la Champions non deve essere così di secondo piano, considerando che il sudafrica ci vorrebbe piazzare le proprie franchigie dentro

  7. Poros

    Cose risapute, leggo. Come ci schiodiamo da dove ci troviamo? Qualcuno ha proposte? Leggo commenti che rimandano a acqua passata. Dov’è la visione del futuro nel contesto di status e di competizione a cui dobbiamo far fronte? Il nodo della qualità della classe dirigenziale del rugby italiano non mi pare interessante: sono un po’ come gli arbitri, fanno parte del gioco e vanno accettati come le condizioni atmosferiche.
    Vorrei leggere e discutere di progetti, di traguardi (mete!), di fede in un qualche valore condiviso. Ne ho i cabasisi pieni della miope conservazione del campanile, dell’autoreferenzialità autistica provinciale.

    1. Atley73

      …ragionare con pragmatismo sui progetti per il futuro? …non è roba per gli italiani…agli italiani piace scannarsi sul passato, purchè rivisto secondo il punto di vista a sè più vantaggioso…

  8. Pumba

    Per quanto riguarda l’ascensore bidirezionale per i giocatori non posso che essere d’accordo. Più che altro nel mio piccolo (piccolissimo) voglio ringraziare Mastrocola per tutta la passione e l’impegno che mette nel raccontare e seguire il rugby… veramente delicato ed elegantissimo il gemello di Tavecchio.

  9. Il problema principale dell’ascensore.. è che questi giocatori verso alto o il basso devono essere vicini geograficamente alle franchigie.. aiutando solo alcuni clubs.. ricordatevi la storia di Filippetto.. sarebbe stato possibile farlo con la Lazio? l’unica soluzione sarà l’accademia in serie A o in Eccellenza con la possibilità di schierare qualche fuori quota..

    Sul caso Mastrocola fa capire quanto prenda seriamente tutto il lavoro di rugby channel e lo streaming internet.. non capisce neanche cosa ha in mano.. gli è capitato quasi x caso la fortuna, di promuovere il rugby con il mezzo del presente/futuro.. x altro a bassi costi e invece d’investirci sopra la ridicolizza.. naturalmente massima solidarietà a Mastrocola..

  10. Ermy

    Ohi, ohi… dalla Gruber, su La 7, politici e giornalisti stanno parlando di FIGC, Tavecchio, di elezioni e società, di soldi pubblici erogati alle federazioni… esattamente come molti di noi fanno, da tempo, sui blog rispetto alla FIR, a Gavazzi, a chi lo ha eletto, etc,etc…
    Ma dai? Che strano… 😂😂😂

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