Competitività, ignoto, inefficacia, sconfortante, fiducia: parole per “fissare” quasi 20 anni di rugby

ph. Fotosportit/FIR

Un articolo che fa una disamina fredda e quasi inattaccabile della nostra situazione. A farla un nome importante del giornalismo ovale italiano: verrà tacciato di essere un “gufo”?

Una paginetta per scattare una fotografia nitida e senza troppi filtri al nostro rugby. L’ha fatta un monumento del giornalismo ovale italiano sull’ultimo numero di All Rugby. L’articolo si intitola “Quanto è lungo il tunnel?”, la firma è quella di Luciano Ravagnani.
Ecco alcuni stralci, talmente chiari e puntuali da aver poco (nulla?) da controbattere. Buona lettura.

– (…) la vittoria (19-10) di Catania contro Fiji, squadra apparsa – peraltro – permeata da una inusitata tristezza agonistica, non solo ha salvato il bilancio, ma ha ribadito che a un certo livello di impegno la squadra azzurra è competitiva, anche nella gestione del risultato

– Sulla carta (cioè il ranking) l’Argentina era addirittura meno titolata delle Fiji e la batosta arrivata nei 10 minuti finali è risultata disarmante. E allora la fiducia generata dalle Fiji viene meno, la luce si affievolisce e sparisce. Resta il tunnel di ignota lunghezza

– il rugby italiano, quindi anche la sua nazionale, è politicamente sovradimensionato

– Da quando l’Italia fa parte del “Tier 1” (…) ha l’onore, ma anche l’obbligo, di misurarsi sempre con Nazionali forti, molto più forti, con qualche rara concessioni a confronti con le “Tier 2” (…). Insomma l’Italia è stata destinata e costretta dal formato internazionale alle sconfitte a catena

– (…) ci abbiamo messo del nostro per complicare le cose. E chi si attendeva una nostra maggiore competitività nel volgere di pochi anni, ha ora tutto il diritto di essere deluso dopo quasi 20 anni di rugby di alto livello

– (…) le scelte, i programmi, i cambiamenti, l’affannosa gestione di un professionismo senza risorse interne, sono risultate inefficaci. E dall’ottavo-nono posto del ranking siamo caduti al 13-14esimo.

– La conclusione è che è stato distrutto il campionato, sacrificato sull’altare di due franchigie nate senza una cultura della territorialità e vere proprie idrovore di risorse economiche federali, senza corrispettivi risultati dignitosi

– Inoltre il rugby (..) ha un seguito di pubblico modesto e un riscontro sui mass-media sconfortante

– Il tunnel, insomma è ancora lungo. O’Shea ha fiducia e ottiene fiducia. La sua Italia ha chiaramente dimostrato di voler giocare un rugby possibile e questo è già un passo avanti. Crederci e lavorare è obbligatorio, ma rendersi conto che la qualità media non è eccelsa è doveroso. Un bel gruppo di speranze c’è, ma senza stimmate di campioni.

– In un rugby di intensità media l’Italia è un osso duro per tutti. Anche per le grandi. Il problema emerge quando l’intensità cresce. Bastano 10 minuti di “fast rugby” per frantumare ogni resistenza

IN AVANTI POPOLO – I messaggi della testa e quelli del cuore: i dolori ovali del tifoso italico

Tifoso italia
ph. Fotosportit/FIR

Anni di sconfitte ci hanno spinto ad aggrapparci a qualunque appiglio pur di sperare in un futuro migliore, ma finora non è servito a granché. Domani però potrebbe essere diverso. O forse no.

Ci sono le cose oggettive come i risultati e i numeri. Ci sono poi le nostre legittime aspirazioni, i desideri, le preferenze. La dinamica delle relazioni che abbiamo con i primi, ovvero i freddi dati numerici, è fortemente influenzata dalle seconde, più sfuggenti e che cambiano anche in maniera radicale a seconda del singolo soggetto.
Ci sono poi altri fattori che influenzano questo rapporto: ad esempio, se si parla di sport, il fatto di vincere poco o tanto. Non solo, la frequenza delle vittorie (o delle sconfitte) va messa in relazione anche con il livello di attesa che si ha verso quegli stessi risultati. Va da sé che vincere poco o nulla per diversi anni non può non portare ad un approccio troppo – come dire – emozionale, ci porta a valutare e a dare peso ad aspetti e dettagli che potrebbero dare risultati concreti magari un punto discretamente lontano nel futuro. Forse. Potrebbero, condizionale d’obbligo. Sono cioè opinioni in quel momento, solo opinioni alle quali ci si aggrappa nella speranza di un futuro migliore. Legittime, ma tutte da concretizzare.
Chi gestisce un movimento ha l’onore e l’onere di scegliere, decidere ed organizzare quegli aspetti e dettagli dal risultato futuribile. L’unico modo per poi giudicarli in maniera distaccata è legarli in un secondo momento a un risultato concreto sul medio-lungo periodo, quello del campo, che prima o poi arriva. Sempre.

Quest’anno Benetton Treviso e Zebre sono partite bene e noi da bravi tifosi e appassionati ci siamo subito fatti travolgere da un’ondata di ottimismo che nel giro di qualche mese inizia però a mostrare un po’ la corda. Passi avanti ci sono stati, indubbiamente: c’è un piglio che nel complesso è diverso, ci sono classifiche relative ad alcuni aspetti specifici del gioco che vedono le nostre squadre svettare, cosa inusuale in effetti. Tutto vero e tutto concreto, ma l’intensità di quell’ondata di ottimismo è stata molto probabilmente eccessiva, anche rispetto ai risultati finora ottenuti.
Gli stessi test-match della nazionale hanno lasciato un po’ di amaro in bocca, perché ci si aspettava qualcosa di più e di meglio, soprattutto in virtù di quell’ottimismo. Magari non nei risultati, ma nelle prestazioni sì. Perché se in tre gare marchi solo una meta, vuol dire che di problemi ne hai parecchi, per rimanere solo a uno dei dati più evidenti.
Il ct Conor O’Shea prima delle tre gare azzurre ha detto – testuale – che vede finalmente una luce in fondo al tunnel. In pochi (nessuno?) hanno sottolineato un passaggio che doveva essere consequenziale per logica a quella dichiarazione: ovvero che un tunnel quindi esisteva ed esiste tuttora. Cosa che in realtà un po’ tutti noi abbiamo nascosto dietro al paravento di qualche exploit isolato, scoglio a cui aggrapparsi in mezzo al mare agitato delle tante, troppe sconfitte. Provate a pensarci un po’: negli ultimi 15 anni quando siamo riusciti a darci un minimo di continuità nei risultati? La mia risposta è il Sei Nazioni 2013. Ma è davvero troppo poco.
Al cuor non si comanda, si dice. Per fortuna o purtroppo. L’importante è far sì che il cuore non ci faccia sragionare, altrimenti non e se ne uscirà mai.

Treviso e Zebre, un sabato da Bombolo: Scarlets e Gloucester ci prendono a “pizze”

Al Monigo il risultato finale è di 31 a 12, ma alla fine del primo tempo i gallesi erano già avanti di 24 punti (a zero); in Inghilterra bianconeri travolti 69 a 12, ma gara già finita dopo 20 minuti. In Continental Shield Calvisano lascia Rovigo al palo e va in semifinale, unica italiana. San Donà in finale del Trofeo Eccellenza

Non c’è molto da dire sulle due sconfitte di Benetton Treviso e Zebre registrate sabato pomeriggio rispettivamente contro gli Scarlets in Champions Cup e contro Gloucester in Challenge Cup. Siamo infatti davanti a due ko netti e senza alibi.
Al Monigo i gallesi sono passati 31 a 12, ma non c’è mai stata partita perché le tre mete marcate dagli ospiti tra il 14′ e il 37′ – più un piazzato di Halfpenny – avevano mandato le squadre negli spogliatoi sul 24 a 0 per la formazione di Llanelli. E quel risultato finale è reso meno duro di quanto in realtà non si è visto sul campo per due mete segnate da Monty Ioane negli ultimissimi minuti del match.

Al Kingsholm è andata pure peggio, con i cherry & white che hanno letteralmente travolto le Zebre: 24 a 0 dopo nemmeno 20 minuti di gioco, 45 a 0 alla fine del primo tempo, 64 a 0 dopo un’ora di gioco. Il 69-12 finale è “figlio” delle mete di Bordoli (al 70′) e Biagi (ultima azione del match) che addolciscono poco o nulla una pillola amarissima. Come ha rilevato OnRugby finora in Challenge Cup “le Zebre non avevano mai subito un passivo più pesante di 35 punti. Record negativo già distrutto quest’oggi contro Gloucester dopo 35 minuti”.
D’accordo, Scarlets e Gloucester sono due squadre di livello superiore, più forti delle nostre formazioni sotto quasi ogni punto di vista, ma le due gare di sabato era già belle che chiuse alla mezz’ora, se non prima. Benetton Treviso e Zebre nei prossimi due fine settimana si affronteranno due volte nei derby celtici, probabilmente questa cosa ha influito sull’approccio mentale alle gare di coppa, ma la crescita di cui tanto parliamo da tanti anni passa anche da queste cose.

 

CONTINENTAL SHIELD
Calvisano si guadagna l’accesso alla semifinale, unica squadra italiana rimasta in corsa. I campioni d’Italia travolgono Rovigo 34 a 0, una vittoria che rende del tutto superfluo il 41 a 7 con cui il Petrarca ha superato Viadana.
Questo il quadro delle semifinali: Heidelberg-Calvisano e Timisoara-Batumi.

Calvisano v Rovigo 34-0
Petrarca v Viadana 41-7
Lisbona v Heidelberger 7-38
Batumi v Timisoara Saracens 20-17

Pool A: Timisoara Saracens 14 punti, Heidelberger 13, Rovigo 11, Viadana 6
Pool B: Calvisano 12 punti, Batumi 12, Petrarca 11, CDUL Portugal 4

 

TROFEO ECCELLENZA
Il San Donà supera di due punti in trasferta la Rugby Reggio e vola in finale dove con ogni probabilità affronterà le Fiamme Oro che sabato pomeriggio hanno inflitto alla Lazio un 31-10 nel derby romano. Ai cremisi però manca ancora la certezza aritmetica.
I tabellini delle due gare giocate:

Fiamme Oro Rugby v Lazio Rugby 1927 31-10 (14-5)
Marcatori: p.t. 2’ m. Cugini (0-5), 30’ m. Amenta tr Buscema (7-5), 36’ m. Gasparini tr Buscema (14-5); s.t. 55’ m. Amenta (19-5), 57’ m. Edwardson (24-5), 72’ meta di punizione Fiamme Oro (31-5), 75’ m. Ercolani (31-10)
Fiamme Oro Rugby: Ngaluafe; Gasparini (49’ Quartaroli), Edwardson (75’ Buscema), Seno, Bacchetti; Buscema (51’ Roden), Parisotto (58’ Calabrese); Amenta (64’ Bergamin), Favaro (79’ Amenta), Licata (69’-77’ Amenta); Cornelli (58’ Mammana), Fragnito; Di Stefano (56’ Iacob), Kudin (47’ Moriconi), Iovenitti (64’ Daniele) All. Guidi
S.S. Lazio Rugby 1927: Antl; Santoro, Lo Sasso (47’ Di Giulio), Guardiano; Giangrande (67’ Brui), Calandro (47’ Ceballos), Bonavolontà F. (47’ Giancarlini); Freytes (68’ Corcos); Ercolani (30’-40’ Forgini), Corcos (47’ Pagotto); Pierini, Romagnoli; Gloriani (47’ Forgini), Cugini (47’ Amendola), Di Roberto (47’ Marsella). All. Montella
arb. Meconi (Roma)
Cartellini: 30’ giallo a Gloriani (S.S. Lazio Rugby 1927), 79’ giallo a Corcos (S.S. Lazio Rugby 1927), 80’+4’ giallo a Romagnoli (S.S. Lazio Rugby 1927)
Man of the Match: Mirko Amenta (Fiamme Oro Rugby)

Conad Reggio v Lafert San Donà  29-31  (19 – 12)
Marcatori: p.t. 4’ m. Visagie tr Gennari (7-0); 7’ m. Reeves tr Reeves (7-7); 10’ m. Dell’Acqua (12-7); 14’ m. Van Zyl (12-12); 27’ m. Panunzi tr Gennari (19-12); s.t. 50’ cp. Gennari (22-12); 60’ m. Van Vuren tr Van Zyl (22- 19); 62’ m. Rorato tr Van Zyl (22-26); 75’ m. Mordacci tr Gennari (29- 26); 79’ m. Schiabel (29-31)
CONAD Reggio: Farolini (cap); Costella, Paletta, Suniula, Gennari; Rodriguez, Panunzi; Mordacci, Rimpelli (78’ Messori), Dell’Acqua; Du Preez (75’ Mannato), Visagie (60’ Devodier); Bordonaro (78’ Fiume), Manghi (75’ Gatti), Quaranta (60’ Celona). All. Manghi
Lafert San Donà: Van Zyl; Pratichetti, Iovu, Schiabel, Falsaperla; Reeves, Rorato; Derbishyre (cap) (58’ Bacchin), Giusti, Catelan (46’ Vian Gianm.); Van Vuren, Wessel; Zanusso (75’ Ros), Dal Sie (58’ Vian Gianl.), Ceccato. All. Ansell
Arb.: Chirnoaga (Romania)
Ammonizioni: 49’ giallo a Vian Gianm. (Lafert San Donà) ; 57’ giallo a Du Preez (Conad Reggio)
Man of the match:  Rorato (Lafert San Donà)

CLASSIFICA GIRONE 1: San Donà 14 (3 gare), Reggio 7 (3 gare), Mogliano 1 (2 gare)
CLASSIFICA GIRONE 2: Fiamme Oro 14 (3 gare),  Medici 4 (2 gare), Lazio 3 (3 gare)

Treviso e Zebre contro Scarlets e Gloucester. In campo anche Continental Shield e Trofeo Eccellenza

ph: Amarcord Fotovideo

Quarto fine settimana dedicato alle coppe europee. Iniziamo dalla Champions Cup, passiamo poi alla Challenge, quindi al Continental Shield (con i due derby italiani in diretta streaming su The Rugby Channel) e infine al Trofeo Eccellenza.

CHAMPIONS CUP: BENETTON TREVISO-SCARLETS, ore 14
Tre sconfitte in altrettante partite per i biancoverdi, ma mentre all’esordio contro il Bath la sconfitta era stata netta almeno nel risultato (23-0) i due ko con Tolone e Scarlets sono arrivati dopo partite giocate punto a punto. Una settimana fa a Llanelli i gallesi sono riusciti a far loro il match solo negli ultimi minuti nonostante abbiano giocato per oltre un ora in superiorità numerica per l’espulsione di Minto.
Oggi al Monigo arrivano proprio gli Scarlets e il coach dei veneti ha deciso un po’ di cambi per il XV iniziale: dentro Morisi, Tebaldi, Manu e Steyn. In seconda linea c’è Zanni, in prima Zani e Bigi. Tra gli ospiti da notare la panchina di Rhys Patchell, con Dan Jones a sostituirlo.
Nessuna copertura tv: la partita potrà essere seguita su Eurosport Player, testualmente sull’applicazione Benetton Rugby e sulla pagina Twitter ufficiale del club di Treviso.

Benetton Treviso: 15 Jayden Hayward, 14 Angelo Esposito, 13 Tommaso Benvenuti, 12 Luca Morisi, 11 Monty Ioane, 10 Tommy Allan, 9 Tito Tebaldi, 8 Nasi Manu, 7 Braam Steyn, 6 Seb Negri Da Oleggio, 5 Dean Budd, 4 Alessandro Zanni, 3 Tiziano Pasquali, 2 Luca Bigi, 1 Federico Zani
Riserve: 16 Tomas Baravalle, 17 Nicola Quaglio, 18 Cherif Traore, 19 Federico Ruzza, 20 Marco Barbini, 21 Edoardo Gori, 22 Ian McKinley, 23 Nacho Brex
Scarlets: 15 Leigh Halfpenny, 14 Johnny McNicholl, 13 Paul Asquith, 12 Scott Williams, 11 Steff Evans, 10 Dan Jones, 9 Gareth Davies, 8 Will Boyde, 7 James Davies, 6 Tadhg Beirne, 5 David Bulbring, 4 Steven Cummins, 3 Werner Kruger, 2 Ken Owens, 1 Rob Evans
Riserve: 16 Ryan Elias, 17 Wyn Jones, 18 Simon Gardiner, 19 John Barclay, 20 Joshua Macleod, 21 Aled Davies, 22 Hadleigh Parkes, 23 Steff Hughes

 

CHALLENGE CUP: GLOUCESTER-ZEBRE, ore 16
Sette giorni fa a Parma si imposero i cherry & white 33 a 26, capaci di ribaltare il risultato dopo una partenza sprint della squadra italiana che si era portata sul 14 a 0. Al Kingsholm i bianconeri si presentano con ben 11 novità rispetto a una settimana, tanto che si fa prima a dire che rimane nel XV titolare: Gaffney, Venditti, Biagi e Mbandà. Bordoli e Palazzani saranno in regia, Luus è schierato tallonatore. Da rilevare che Castello, Di Giulio, Giammarioli, Manici, Sisi e Tucker sono indisponibili.
Finora le Zebre hanno sofferto tantissimo quando non hanno potuto (o voluto) schierare la loro formazione migliore e quella di questo pomeriggio si annuncia come una partita parechio complicata visto che gli inglesi – già più forti e organizzati – cercano punti importanti per la qualificazione, obiettivo ormai irraggiungibile per i ragazzi allenati da Bradley.
Nessuna copertura televisiva della sfida. Diretta testuale del punteggio sul sito del torneo e sull’account twitter ufficiale delle Zebre.

Gloucester: 15 Charlie Sharples, 14 Ollie Thorley, 13 Billy Twelvetrees, 12 Mark Atkinson, 11 David Halaifonua, 10 Billy Burns, 9 Ben Vellacott, 8 Freddie Clarke, 7 Will Safe, 6 Jake Polledri, 5 Mariano Galarza, 4 Ed Slater, 3 Josh Hohneck, 2 Motu Matu’u, 1 Cameron Orr
Riserve: 16 Richard Hibbard, 17 Paddy McAllister, 18 Gareth Denman, 19 Tom Savage, 20 Charlie Beckett, 21 Willi Heinz, 22 Owen Williams, 23 Henry Purdy
Zebre: 15 Ciaran Gaffney, 14 Matteo Pratichetti, 13 Giulio Bisegni, 12 Faialaga Afamasaga, 11 Giovanbattista Venditti, 10 Serafin Bordoli, 9 Guglielmo Palazzani, 8 Maxime Mbanda, 7 Derick Minnie, 6 Jacopo Sarto, 5 George Biagi, 4 Leonard Krumov, 3 Roberto Tenga, 2 Luhandre Luus, 1 Cruze Ah-Nau
Riserve: 16 Tommaso D’Apice, 17 Andrea de Marchi, 18 Dario Chistolini, 19 Valerio Bernabo, 20 Sami Panico, 21 Riccardo Raffaele, 22 Maicol Azzolini, 23 Matteo Minozzi

 

CONTINENTAL SHIELD: CALVISANO-ROVIGO e PETRARCA-VIADANA (diretta web su The Rugby Channel)
Ultima giornata della regular season dell’ex Qualifying Cup con due derby italiani: Calvisano ospita Rovigo mentre il Viadana va a far visita al Petrarca. Difficile fare previsioni su chi si conquisterà l’accesso alle semifinali, con i soli gialloneri allenati da Pippo Frati che sono ormai tagliati fuori. Rovigo parte con un discreto vantaggio, ma proprio Calvisano superando i Bersaglieri si assicurerebbe un pass. Calcio d’inizio per entrambe le partite alle ore 15 con diretta streaming.

Pool A: Timisoara 13; Rovigo 11; Heidelberger 8; Viadana 5
Pool B: Batumi 8; Calvisano 7; Petrarca 6; CDUL 5

Calvisano: Chiesa; De Santis, Paz, Lucchin, Dal Zilio; Novillo, Semenzato; Tuivaiti, Zdrilich, Archetti; Venditti, Cavalieri; Biancotti, Morelli (C), Fischetti.
A disposizione: Cafaro, Giovanchelli, D’Onofrio, Casolari, Casilio, Mortali, Susio, Zilocchi.
Rovigo: Odiete; Biffi, Majstorovic, Van Niekerk, Cioffi; Mantelli, Chillon; De Marchi, Lubian, Venco; Boggiani, Ortis; D’Amico, Momberg (cap.), Brugnara.
A disposizione: Cadorini, Pavesi, Muccignat, Parker, Zanini, Loro, Robertson-Weepu, Davies

Petrarca: Riera; Capraro, Bettin, Bacchin, Rossi; Menniti-Ippolito, Francescato; Nostran, Conforti, Lamaro; Saccardo (cap.), Cannone; Vannozzi, Marchetto, Scarsini.
A disposizione: Delfino, Braggè, Acosta, Trotta, Su’a, Rizzi, Benettin, Gerosa
Viadana: Spinelli; Manganiello, Finco, Tizzi, O’Keeffe; Rojas, Gregorio; Gelati, Anello, Denti And. (capitano), Orlandi, Chiappini, Denti Ant., Silva, Bergonzini.
A disposizione: Ceciliani, Breglia, Ribaldi, Caila, Bonfiglio, Bacchi, Biondelli, Menon

 

TROFEO ECCELLENZA
Quarta giornata anche per la “Coppa Italia” del nostro rugby. Si parte da questa situazione:
Classifica Pool A: Lafert San Donà punti 9; Conad Reggio 5; Mogliano 1
Classifica Pool B: Fiamme Oro punti 9; Toscana Aeroporti I Medicei 4; Lazio 3
Oggi due gare, il derby romano tra Lazio e Fiamme Oro (ore 15) e Reggio-San Donà (ore 14 e 30). Ecco le formazioni annunciate:

Reggio Rugby: Farolini, Costella, Paletta, Suniula, Gennari, Rodriguez, Panunzi, Ferrarini Filippo, Rimpelli, Mordacci, Du Preez, Vidagie, Bordonaro, Manghi, Quaranta.
A disposizione: Gatti, Fiume, Celona, Devodier, Dell’Acqua, Balsemin, Fontana, Messori.
San Donà: Van Zyl; Pratichetti, Iovu, Schiabel, Falsaperla; Reeves, Rorato; Derbyshire, Giusti, Catelan; Van Vuren, Wessels; Zanusso, Dal Sie, Ceccato.
A disposizione: Ros, Vian, Pasqual, Erasmus, Bacchin, Vian, Bardella, Biasuzzi

Fiamme Oro: Ngaluafe; Gasparini, Edwardson, Seno, Bacchetti; Buscema, Parisotto; Amenta (cap), Bianchi (Favaro), Licata; Cornelli, Fragnito; Di Stefano, Kudin, Iovenitti
A disposizione: Moriconi, Adriano, Iacob, Mammano, Favaro (Asoli), Calabrese, Roden, Quartaroli
Lazio: Antl; Santoro, Vella, Lo Sasso (vcap); Guardiano, Calandro, Giangrande (cap); Freytes; Ercolani, Corcos; Romagnoli, Pierini; Gloriani, Cugini, Di Roberto.
A disposizione: Amendola, Marsella, Forgini, Pagotto, Bonavolontá F., Di Giulio, Giancarlini, Ceballos

A lunedì.

Italia, un paese di santi e navigatori. Ma non di arbitri. Al Sei Nazioni senza nostri fischietti: via anche Mitrea

Mitrea
Dal sito del Pro14

World Rugby ha annunciato arbitri, assistenti e TMO dell’edizione 2018 del torneo: e non ci saranno rappresentanti italiani (e scozzesi). Il vero problema non è però l’esclusione di Marius, ma il fatto che alle sue spalle non ci sia nessuna alternativa

Ci sono 5 inglesi, 5 neozelandesi, 4 francesi, 3 irlandesi, 3 australiani, 3 sudafricani e un gallese. No, l’italiano non c’è (nemmeno lo scozzese, a dirla tutta). Non è una barzelletta ma sono gli arbitri che con diversi ruoli – direttore di gara, assistenti e TMO – dirigeranno le 15 partite del Sei Nazioni 2018 che scatta a inizio febbraio. Tutti designati da World Rugby. 
Numeri e “ingombri” che riflettono in buona parte anche l’influenza politica che le varie federazioni hanno, negarlo non servirebbe un granché. L’Italia da quando è entrata nel Sei Nazioni non ha mai avuto un suo arbitro chiamato a dirigere un match del torneo più importante. Con Marius Mitrea si pensava fosse la volta buona ma il fischietto nato in Romania nel 1982 e formatosi rugbisticamente al di qua delle Alpi sembra essere uscito dal giro che conta nel momento in cui tutti si aspettavano facesse l’ultimo salto.
Un anno fa a Twickenham era stato assistente in Inghilterra-Scozia e anche in Irlanda-Inghilterra. Nel 2016 era stato guardalinee in Scozia-Francia, mentre nel 2015 era stato chiamato due volte a fare l’assistente in Francia-Galles e Inghilterra-Scozia. Per trovare di qualcosa di vagamente paragonabile per i nostri colori bisogna risalire al lontanissimo 2002 quando Giulio De Santis diresse Galles-Canada.

Ma dicevamo di Mitrea. Non solo Sei Nazioni: il 29 maggio 2016, era stato designato a dirigere Inghilterra-Galles a Twickenham, primo fischietto italiano di sempre ad avere un ruolo simile tra due formazioni del tier one, per di più due home unions. Poi presenze anche molto importanti nel Rugby Championship, nelle coppe europee e – ovviamente – nel torneo celtico.
Una lunga e continua crescita “formata” da un’altrettanto lunga gavetta. Ora questo stop di cui non si conoscono le ragioni ufficiali: pesa la carta di identità? Possibile, Marius non è più giovanissimo (a febbraio spegnerà 36 candeline). Come dicevamo all’inizio c’entra anche la politica: l’Italia non ha certo lo stesso peso di Inghilterra, Francia, Inghilterra, Nuova Zelanda, Australia o Sudafrica e dopo la RWC del 2015 è iniziata anche nel settore arbitrale una operazione di svecchiamento nel settore arbitrale. Che le federazioni più forti sgomitino e facciano la voce grossa è normale. Voglio dire, se la FIR fosse in quel mazzo la farebbe pure lei…

Una situazione, quella di Mitrea, che mette in evidenza un’altra grande carenza del nostro movimento, quella cioè della “produzione” di arbitri (oltre che di giocatori e dirigenti). Perché se alle spalle di Mitrea non siamo stati in grado di farne crescere altri non è certo responsabilità da addossare a inglesi o neozelandesi, bravi a difendere e a imporre i loro fischietti, ma bisognerebbe essere onesti e dire che loro possono metterne sul tavolo, noi invece no. Di arbitri intendo.
Il fatto è che fischietti di alto livello non ne abbiamo, Mitrea e Maria Beatrice Benvenuti (lei ancora giovanissima) a oggi sono due exploit, magari bellissimi ma isolati. Il vero problema è questo, un problema di fronte al quale l’esclusione di Mitrea dal Sei Nazioni diventa poco più di un inciampo. E no, il fatto di essere in compagnia della Scozia (e pure il Galles non è messo benissimo al momento, Owens a parte. E comunque Owens non è un dettaglio) non rende la nostra posizione meno scomoda.