Dall’Argentina al Giappone quasi tutta Ovalia oggi in campo: a Singapore c’è Italia-Scozia

ph. Fotosportit/FIR

Un sabato davvero ricco di partite, da Lions-Crusaders ad Argentina-Inghilterra passando per Sudafrica-Francia e Australia-Fiji. Appassionati italiani concentrati però sulla sfida tra gli azzurri di O’Shea e gli scozzesi ma da non dimenticare anche il via alla Nations Cup con la nostra Emergenti che affronta l’Uruguay

ITALIA-SCOZIA, diretta tv DMAX dalle 13.55
L’appuntamento è per le ore 14 italiane: al National Stadium di Singapore torna in campo la nazionale azzurra di Conor O’Shea e la nuova Scozia di Greg Townsend, ct al debutto. Due formazioni che si sono affrontate nell’ultima giornata del Sei Nazioni 2017 non più tardi dello scorso marzo, quando a Murrayfield finì 29 a 0 per il XV in maglia blu. Capitano azzurro è Gori, uno dei senatori di una squadra dall’età media piuttosto bassa e che schiera due deb come Budd e Bigi (per Parisse e diversi altri senatori concesso un periodo di riposo). Squadra interessante quella scelta da O’Shea, con Allan che torna ad indossare la maglia numero 10 e Padovani confermatissimo nel ruolo di estremo. Scozia che lamenta tra l’altro davvero poche assenze per i concomitanti Lions.
Italia chiamata a dare un segnale dopo un Sei Nazioni negativo e per iniziare al meglio un tour che non si annuncia per nulla semplice, con Fiji e Australia che ci attendono nelle prossime due settimane.

Italia: 15 Edoardo Padovani, 14 Angelo Esposito, 13 Michele Campagnaro, 12 Tommaso Boni, 11 Leonardo Sarto, 10 Tommaso Allan, 9 Edoardo Gori (c), 8 Robert Julian Barbieri, 7 Maxime Mata Mbanda, 6 Francesco Minto, 5 Dean Budd, 4 Marco Fuser, 3 Simone Ferrari, 2 Luca Bigi, 1 Andrea Lovotti
Riserve: 16 Ornel Gega, 17 Federico Zani, 18 Pietro Ceccarelli, 19 Andries van Schalkwyk, 20 Abraham Steyn, 21 Marcello Violi, 22 Carlo Cane, 23 Tommaso Benvenuti
Scozia: 15 Duncan Taylor, 14 Damien Hoyland, 13 Matt Scott, 12 Alex Dunbar, 11 Tim Visser, 10 Finn Russell, 9 Ali Price, 8 Josh Strauss, 7 John Hardie, 6 John Barclay (c), 5 Ben Toolis, 4 Tim Swinson, 3 Willem Nel, 2 Ross Ford, 1 Allan Dell
Riserve: 16 Fraser Brown, 17 Gordon Reid, 18 Zander Fagerson, 19 Rob Harley, 20 Magnus Bradbury, 21 Ryan Wilson, 22 Henry Pyrgos, 23 Peter Horne

 

NATIONS CUP: URUGUAY-ITALIA EMERGENTI, ore 20.30 italiane in diretta streaming sul sito worldrugby.org
A Montevideo, allo Estadio Charrua, debutta la nostra “nazionale B” affidata alle cure tecniche di Gianluca Guidi e Andrea Moretti. In Sudamerica gli azzurri scendono in campo nel torneo contro i padroni di casa, mentre Namibia e Argentina XV sono le altre squadre coinvolte con cui gli azzurri avranno a che fare nei prossimi 9 giorni.

Italia Emergenti: 15 Filippo BUSCEMA (Fiamme Oro Rugby)*, 14 Pierre BRUNO (Patarò Calvisano)*, 13 Andrea BETTIN (Petrarca Padova)*, 12 Enrico LUCCHIN (Patarò Calvisano)*, 11 Marco SUSIO (Pataro’ Calvisano), 10 Maicol AZZOLINI (Fiamme Oro Rugby)*, 9 Simone MARINARO (Fiamme Oro Rugby)*, 8 Renato GIAMMARIOLI (Patarò Calvisano)*, 7 Sebastian Luke NEGRI DA OLEGGIO (Hartpury FC) (2 caps) – capitano, 6 Matteo CORAZZI (Mogliano Rugby)*, 5 Leonard KRUMOV (Rugby Viadana 1970)*, 4 Samuele ORTIS (FEMI-CZ Rovigo)*, 3 George IACOB (FEMI-CZ Rovigo), 2 Engjel MAKELARA (Petrarca Padova), 1 Derrick APPIAH (London Scottish)
Riserve: 16 Adriano DANIELE (Sitav Rugby Lyons)*, 17 Niccolò ZAGO (Petrarca Padova), 18 Roberto TENGA (Fiamme Oro Rugby), 19 Davide FRAGNITO (Fiamme Oro Rugby)*, 20 Mirko AMENTA (Fiamme Oro Rugby)*, 21 Leonardo MANTELLI (FEMI-CZ Rovigo), 22 Pietro GREGORIO (Rugby Viadana 1970), 23 Giacomo DE SANTIS (Patarò Calvisano)*

 

AUSTRALIA-FIJI, diretta tv Sky Sport 2 dalle 7
All’AAMI Park di Melbourne scendono in campo le due squadre che nei prossimi 15 giorni affronteranno l’Italia. Grande curiosità per i padroni di casa, reduci da un’annata non esaltante e rappresentanti di un movimento che sta vivendo un periodo di grande difficoltà strutturale. Fiji alle prese con i soliti problemi di una squadra i cui giocatori sono disseminati un po’ ovunque, ma quantità e qualità non mancano di certo.

Australia: 15 Israel Folau, 14 Dane Haylett-Petty, 13 Tevita Kuridrani, 12 Karmichael Hunt, 11 Henry Speight, 10 Bernard Foley, 9 Will Genia, 8 Scott Higginbotham, 7 Michael Hooper (c), 6 Ned Hanigan, 5 Adam Coleman, 4 Sam Carter, 3 Allan Alaalatoa, 2 Tatafu Polota-Nau, 1 Tom Robertson
Riserve: tbc
Fiji: 15 Kini Murimurivalu, 14 Timoci Nagusa, 13 Albert Vulivuli, 12 Jale Vatubua, 11 Vereniki Goneva, 10 Ben Volavola, 9 Nikola Matawalu, 8 Akapusi Qera (c), 7 Naulia Dawai, 6 Dominiko Waqaniburotu, 5 Leone Nakarawa, 4 Tevita Cavubati, 3 Peni Ravai, 2 Sunia Koto, 1 Campese Maáfu
Riserve: 16 Tuapati Talemaitoga, 17 Joeli Veitayaki, 18 Kalivati Tawake, 19 Api Ratuniyarawa, 20 Viliame Mata, 21 Nemani Nagusa, 22 Seurpepeli Vularika, 23 Benito Masilevu

 

CRUSADERS-BRITISH & IRISH LIONS, diretta tv Sky Sport 2 dalle 9.35
Nuova tappa di avvicinamento della selezione britannica all’inizio della serie con gli All Blacks (il 24 giugno a Auckland). La squadra di Gatland ancora alla ricerca di una identità non semplice da trovare è chiamata a dare comunque una risposta dopo il ko con i Blues. Ad attenderli a Christchurch una delle squadre più forti di tutto l’emisfero sud.

Crusaders: 15 Israel Dagg, 14 Seta Tamanivalu, 13 Jack Goodhue, 12 David Havili, 11 George Bridge, 10 Richie Mo’unga, 9 Bryn Hall, 8 Jordan Taufua, 7 Matt Todd, 6 Heiden Bedwell-Curtis, 5 Sam Whitelock (c), 4 Luke Romano, 3 Owen Franks, 2 Codie Taylor, 1 Joe Moody
Riserve: 16 Ben Funnell, 17 Wyatt Crockett, 18 Michael Alaalatoa, 19 Quinten Strange, 20 Jed Brown, 21 Mitchell Drummond, 22 Mitchell Hunt, 23 Tim Bateman
British & Irish Lions: 15 Stuart Hogg, 14 George North, 13 Jonathan Davies, 12 Ben Te’o, 11 Liam Williams, 10 Owen Farrell, 9 Conor Murray, 8 Taulupe Faletau, 7 Sean O’Brien, 6 Peter O’Mahony, 5 George Kruis, 4 Alun Wyn Jones (c), 3 Tadhg Furlong, 2 Jamie George, 1 Mako Vunipola
Riserve: 16 Ken Owens, 17 Jack McGrath, 18 Dan Cole, 19 Maro Itoje, 20 CJ Stander, 21 Rhys Webb, 22 Johnny Sexton, 23 Anthony Watson

 

SUDAFRICA-FRANCIAdiretta tv Sky Sport 3 e Sky Sport Mix dalle 17
A Pretoria, sul prato del Loftus Versfeld, torna in campo il grande malato di Ovalia, ovvero il Sudafrica reduce da un 2016 da dimenticare. Ad aspettarlo una Francia in crescita ma con tante cose ancora da sistemare

Sudafrica: 15 Andries Coetzee, 14 Raymond Rhule, 13 Jesse Kriel, 12 Jan Serfontein, 11 Courtnall Skosan, 10 Elton Jantjies, 9 Ross Cronje, 8 Warren Whiteley (c), 7 Oupa Mohoje, 6 Siya Kolisi, 5 Franco Mostert, 4 Eben Etzebeth, 3 Frans Malherbe, 2 Malcolm Marx, 1 Tendai Mtawarira
Riserve: 16 Bongi Mbonambi, 17 Steven Kitshoff, 18 Coenie Oosthuizen, 19 Pieter-Steph du Toit, 20 Jean-Luc du Preez, 21 Francois Hougaard, 22 Frans Steyn, 23 Dillyn Leyds
Francia: 15 Brice Dulin, 14 Yoann Huget, 13 Henry Chavancy, 12 Gaël Fickou, 11 Virimi Vakatawa, 10 Jules Plisson, 9 Maxime Machenaud, 8 Louis Picamoles, 7 Loann Goujon, 6 Yacouba Camara, 5 Yoann Maestri (c), 4 Julien le Devedec, 3 Uini Atonio, 2 Clément Maynadier, 1 Jefferson Poirot
Riserve: 16 Camille Chat, 17 Eddy Ben Arous, 18 Mohamed Boughanmi, 19 Bernard le Roux, 20 Kévin Gourdon, 21 Baptiste Serin, 22 Jean-Marc Doussain, 23 Vincent Rattez

 

Argentina-Inghilterra, ore 20.15 italiane
Partita che non ha bisogno di presentazioni o stimoli. All’Estadio del Bicentenario di San Juan si gioca il primo di una serie di due test con una Inghilterra senza tanti giocatori che si trovano in Nuova Zelanda con i Lions. Eddie Jones può comunque schierare una formazione di tutto rispetto contro un’Argentina che presenta qualche novità rispetto a quella vista in giro per l’Europa a fine 2016.

Argentina: 15 Joaquín Tuculet, 14 Matías Moroni, 13 Matías Orlando, 12 Jerónimo de la Fuente, 11 Emiliano Boffelli, 10 Nicolás Sánchez, 9 Martín Landajo, 8 Juan Manuel Leguizamón, 7 Javier Ortega Desio, 6 Pablo Matera, 5 Tomás Lavanini, 4 Matías Alemanno, 3 Enrique Pieretto, 2 Agustín Creevy, 1 Lucas Noguera Paz
Riserve: 16 Julián Montoya, 17 Santiago García Botta, 18 Nahuel Tetaz Chaparro, 19 Guido Petti, 20 Leonardo Senatore, 21 Gonzalo Bertanou, 22 Juan Martín Hernández, 23 Ramiro Moyano
Inghilterra: 15 Mike Brown, 14 Marland Yarde, 13 Henry Slade, 12 Alex Lozowski, 11 Jonny May, 10 George Ford, 9 Danny Care, 8 Nathan Hughes, 7 Tom Curry, 6 Mark Wilson, 5 Charlie Ewels, 4 Joe Launchbury, 3 Harry Williams, 2 Dylan Hartley (c), 1 Ellis Genge
Riserve: 16 Jack Singleton, 17 Matt Mullan, 18 Will Collier, 19 Nick Isiekwe, 20 Don Armand, 21 Jack Maunder, 22 Piers Francis, 23 Denny Solomona

 

USA-Irlanda, ore 20 italiane
Si gioca alla Red Bull Arena di Newark, nel New Jersey, in quella costa est degli Stati Uniti a cui il grande rugby sta sempre guardando con maggiore attenzione. Gara che ha una grandissima favorita obbligatoria – ovvero l’Irlanda – che però deve fare i conti con le assenze dovute ai Lions.

USA: 15 Ben Cima, 14 Mike Te’o, 13 Ryan Matyas, 12 Marcel Brache, 11 Martin Iosefo, 10 AJ MacGinty, 9 Nate Augspurger (c), 8 David Tameilau, 7 Tony Lamborn, 6 John Quill, 5 Nic Civetta, 4 Nate Brakeley, 3 Chris Baumann, 2 Peter Malcolm, 1 Ben Tarr
Riserve: 16 James Hilterbrand, 17 Joe Taufete’e, 18 Paddy Ryan, 19 Matthew Jensen, 20 Andrew Durutalo, 21 Shaun Davies, 22 Will Magie, 23 Bryce Campbell
Irlanda: 15 Tiernan O’Halloran, 14 Keith Earls, 13 Garry Ringrose, 12 Luke Marshall, 11 Jacob Stockdale, 10 Joey Carbery, 9 Kieran Marmion, 8 Jack Conan, 7 Josh van der Flier, 6 Rhys Ruddock (c), 5 Devin Toner, 4 Quinn Roux, 3 John Ryan, 2 Niall Scannell, 1 Cian Healy
Riserve: 16 Dave Heffernan 17 Dave Kilcoyne, 18 Andrew Porter, 19 James Ryan, 20 Dan Leavy, 21 Luke McGrath, 22 Rory Scannell, 23 Simon Zebo

 

Domani altre due partite. La prima al Calgary Rugby Park, Canada-Georgia:
Canada: 15 Andrew Coe, 14 Dan Moor, 13 Conor Trainor, 12 Guiseppe Du Toit, 11 Sean Duke, 10 Shane O’Leary, 9 Phil Mack, 8 Admir Cejvanovic, 7 Matt Heaton, 6 Kyle Baillie, 5 Conor Keys, 4 Brett Beukeboom (c), 3 Jake Ilnicki, 2 Benoit Piffero, 1 Djustice Sears-Duru
Riserve: 16 Eric Howard, 17 Anthony Luca, 18 Matt Tierney, 19 Liam Chisholm, 20 Aaron Carpenter, 21 Andrew Ferguson, 22 Gradyn Bowd, 23 Ciaran Hearn
Georgia: 15 Merab Kvirikashvili, 14 Soso Matiashvili, 13 David Kacharava, 12 Merab Sharikadze (c), 11 Sandro Todua, 10 Lasha Khmaladze, 9 Vasil Lobzhanidze, 8 Beka Bitsadze, 7 Giorgi Tkhilaishvili, 6 Lasha Lomidze, 5 Kote Mikautadze, 4 Giorgi Nemsadze, 3 Anton Peikrishvili, 2 Jaba Bregvadze, 1 Mikheil Nariashvili
Riserve: 16 Badri Alkhazashvili, 17 Kakha Asieshvili, 18 Soso Bekoshvili, 19 Nodar Cheishvili, 20 Otar Giorgadze, 21 Giorgi Begadze, 22 Lasha Malaghiradze, 23 Giorgi Chkhaidze

All’Egao Kenko Stadium di Kumamoto scendono invece in campo Giappone e Romania:
Giappone: 15 Ryuji Noguchi, 14 Akihito Yamada, 13 Timothy Lafaele, 12 Derek Carpenter, 11 Kenki Fukuoka, 10 Jumpei Ogura, 9 Fumiaka Tanaka, 8 Amanaki Mafi, 7 Yoshitaka Tokunaga, 6 Michael Leitch, 5 Uwe Helu, 4 Kotaro Yatabe, 3 Takuma Ashara, 2 Shota Horie (c), 1 Koki Yamamoto
Riserve: 16 Yusuke Niwai, 17 Keita Inagaki, 18 Heiichiro Ito, 19 Yuya Odo, 20 Hendrik Tui, 21 Keisuke Uchida, 22 Yu Tamura, 23 Kotaro Matsushima
Romania: 15 Sabin Stratila, 14 Fonovai Tangimana, 13 Paula Kinikinilau, 12 Sione Fakaosilea, 11 Jack Cobden, 10 Florin Vlaicu, 9 Florin Surugiu, 8 Mihai Macovei (c), 7 Viorel Lucaci, 6 Andrei Gorcioaia, 5 Marius Antonescu, 4 Johannes Van Heerden, 3 Andrei Ursache, 2 Otar Turashvili, 1 Ionel Badiu
Riserve: 16 Andrei Radoi, 17 Constantin Pristavita, 18 Alexandru Tarus, 19 Valentin Poparlan, 20 Vlad Nistor, 21 Tudorel Bratu, 22 Luke Samoa, 23 Ionut Dumitru

Mondiale U20: la Scozia la spunta sull’Italia (17-16). O’Shea annuncia il XV per sabato: esordiscono Budd e Bigi

ph. Fotosportit/FIR

In Georgia prova gagliarda dell’U20 che può recriminare su qualche suo errore di troppo ma alla fine a dominare è l’amaro in bocca per una vittoria mancata di un nulla e che avrebbe portato a un risultato storico nel torneo. Intanto è stata annunciata la formazione italiana che a Singapore affronterà proprio la Scozia

Disclaimer: sono al lavoro e lo streaming ballerino non mi ha aiutato un granché nel seguire la partita. Quindi solo pochi accenni.
Partita combattuta, gli azzurri inseguono per quasi tutto il primo tempo ma non mollano mai l’avversario che lascia per strada qualche punto per una conversione e un piazzato non realizzato. Si va al riposo sul 12 a 10 per gli scozzesi.
Nel secondo tempo Italia che sembra più quadrata, non trova la via della meta ma si porta sul 12-16 grazie a due calci da fermo di Rizzi. Al 65′ la zampata scozzese con la meta di Dodd grazie a una maul avanzante nata da una touche sulla quale la difesa azzurra si è fatta un po’ sorprendere: il XV del cardo va a +1. Partita che diventa frenetica, con diversi errori da una parte e dall’altra ma con due squadre che sostanzialmente si equivalgono e che non si nascondono.
al 71′ occasione colossale per Zanon per marcare una meta ma il centro viene letteralmente scaraventato fuori dal campo a un niente dalla linea bianca. L’Italia spinge fino alla fine ma a vincere è la Scozia 17 a 16.

Italia U20: 15 Massimo Cioffi, 14 Andrea De Masi, 13 Marco Zanon, 12 Dario Schiabel, 11 Giovanni D’Onofrio, 10 Antonio Rizzi, 9 Charly Vincenzo Trussardi, 8 Giovanni Licata, 7 Michele Lamaro, 6 Jacopo Bianchi, 5 Lorenzo Masselli, 4 Niccolò Cannone, 3 Marco Riccioni, 2 Massimo Ceciliani, 1 Danilo Fischetti
Riserve: 16 Alberto Rollero, 17 Daniele Rimpelli, 18 Dante Gavrilita, 19 Edoardo Iachizzi, 20 Lodovico Manni, 21 MatteoMaria Panunzi, 22 Filippo Di Marco, 23 Andrea Bronzini
Mete: Zanon (7′)
Conversioni:
Punizioni: Rizzi (36′, 51′, 58′)

Scozia U20: 15 Blair Kinghorn, 14 Robbie Nairn, 13 Ross McCann, 12 Stafford McDowall, 11 Darcy Graham, 10 Connor Eastgate, 9 Andrew Simmers, 8 George Thornton, 7 Fraser Renwick, 6 Adam Nicol, 5 Alex Craig, 4 Callum Hunter-Hill, 3 Luke Crosbie, 2 Matt Fagerson, 1 Tom Dodd
Riserve: 16 Robbie Smith, 17 Fergus Bradbury, 18 Ross Dunbar, 19 Hamish Bain, 20 Archie Erskine, 21 Charlie Shiel, 22 Josh Henderson, 23 Patrick Anderson
Mete: Nairn (6′), Crosbie (15′), Dodd (65′)
Conversioni: Eastgate (16′)
Punizioni:

 

Intanto Conor O’Shea ha annunciato il XV con cui l’Italia giocherà sabato a Singapore contro la Scozia. Due debutti in maglia azzurra tra i titolari, Dean Budd e Luca Bigi. Il comunicato FIR:

Conor O’Shea, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Rugby, ha ufficializzato la formazione che sabato 10 giugno (ore 20 locali, le 14 in Italia, diretta DMAX dalle ore 13.55) affronterà la Scozia nel test-match inaugurale del tour estivo che, nelle settimane a venire, porterà gli Azzurri ad affrontare le Fiji il 17 giugno a Suva e l’Australia il 24 giugno a Brisbane.

Due esordienti ed alcuni ritorni nel XV scelto da O’Shea, che consegna la maglia da titolare dal primo minuto al seconda linea della Benetton Rugby Dean Budd, al debutto internazionale all’alba dei 31 anni, ed al tallonatore biancoverde Luca Bigi, mentre il terzo esordiente di giornata, pronto ad entrare dalla panchina, è il pilone sinistro Federico Zani.

Rientrano nel XV titolare per la sfida agli highlanders, dopo aver saltato per infortunio il 6 Nazioni, l’ala Leonardo Sarto ed il pilone destro Simone Ferrari, mentre Robert Barbieri ritrova la maglia azzurra ad un anno esatto dalla sua ultima apparizione, a Santa Fè contro l’Argentina.

Nella linea dei trequarti si rivede in campo dall’inizio il primo centro Tommaso Boni, alla seconda gara da titolare dopo il debutto di Toronto della scorsa estate, in coppia con Michele Campagnaro, fresco di titolo nella Premiership inglese con gli Exeter Chiefs.

Cabina di regia, in una linea dei trequarti che annovera sei atleti provenienti dall’Accademia su sette titolari, affidata alla coppia formata da Allan all’apertura e da capitan Gori come mediano di mischia.

Il XV schierato da O’Shea è uno dei più giovani schierati dall’Italia nelle ultime stagioni, con una media di 19 presenze internazionali, con un’età media dei trequarti di 24 anni.

Italia e Scozia si affrontano, sabato al National Stadium, per la ventottesima volta nella propria storia, con un bilancio di otto successi azzurri e diciotto scozzesi.

Questa la formazione dell’Italia per la partita di sabato:

15 Edoardo PADOVANI (Zebre Rugby, 11 caps)*
14 Angelo ESPOSITO (Benetton Rugby, 11 caps)*
13 Michele CAMPAGNARO (Exeter Chiefs, 29 caps)*
12 Tommaso BONI (Zebre Rugby, 2 caps)*
11 Leonardo SARTO (Glasgow Warriors, 30 caps)*
10 Tommaso ALLAN (Benetton Rugby, 30 caps)
9 Edoardo GORI (Benetton Rugby, 61 caps)* – capitano
8 Robert Julian BARBIERI (Benetton Rugby, 40 caps)
7 Maxime Mata MBANDA’ (Zebre Rugby, 8 caps)*
6 Francesco MINTO (Benetton Rugby, 33 caps)
5 Dean BUDD (Benetton Rugby, esordiente)
4 Marco FUSER (Benetton Rugby, 21 caps)*
3 Simone FERRARI (Benetton Rugby, 2 caps)
2 Luca BIGI (Benetton Rugby, esordiente)
1 Andrea LOVOTTI (Zebre Rugby, 14 caps)*

a disposizione
16 Ornel GEGA (Benetton Rugby, 12 caps)
17 Federico ZANI (Benetton Rugby, esordiente)
18 Pietro CECCARELLI (Zebre Rugby, 7 caps)
19 Andries VAN SCHALKWYK (Zebre Rugby, 12 caps)
20 Abraham STEYN (Benetton Rugby, 11 caps
21 Marcello VIOLI (Zebre Rugby, 3 caps)*
22 Carlo CANNA (Zebre Rugby, 20 caps)
23 Tommaso BENVENUTI (Benetton Rugby, 42 caps)*

*è/è stato membro dell’Accademia Nazionale FIR “Ivan Francescato”

Lo sguardo lontano e poco italiano di Conor O’Shea: può diventare il suo tallone d’Achille?

Il ct azzurro parla spesso – a ragione – di cambiamenti non più derogabili in chiave futura ma necessita di qualche risultato anche nel breve e brevissimo termine. O la nostra (mancanza di?) cultura rischia di schiacciarlo

Conor O’Shea, 31 maggio 2017: “Abbiamo apportato e stiamo apportando i cambiamenti di cui il rugby italiano ha bisogno, consapevoli che non tutto possa essere cambiato dall’oggi al domani. Ma abbiamo imboccato la giusta via e nelle settimane che ci aspettano voglio concretizzare le opportunità che ci si pareranno di fronte. Al 6 Nazioni in quattro delle cinque partite non sempre ci siamo riusciti”.

Sempre Conor O’Shea, 5 giugno 2017: “Stiamo apportando i cambiamenti necessari per il futuro, come il recente inserimento di Pete Atkinson come responsabile della performance della FIR, che adesso è in tour con noi, sta incontrando e conoscendo tutti per la prima volta e sarà fondamentale per il futuro. Il nostro obiettivo non è vincere il Mondiale, ma cambiare il rugby italiano per gli anni a venire. La Scozia – ha detto O’Shea – ha dimostrato che cambiando in modo efficace i miglioramenti possono avvenire velocemente. Per questo fine settimana l’obiettivo, rispetto alla sconfitta di Edimburgo nel Torneo, è di mettere maggiormente sotto pressione la Scozia e finalizzare le opportunità per segnare che riusciremo a creare, invece di sprecarle tutte come avvenuto a marzo”.

Sabato a Singapore inizia la campagna di giugno della nostra nazionale contro la Scozia, poi ci sarà la trasferta nelle Fiji e infine il test con l’Australia. Il ct azzurro ripete come un mantra il tema del cambiamento sin da quando è arrivato e – intendiamoci – ha tutte le ragioni del mondo. Le due dichiarazioni che ho riportato non sono diverse da molte altre degli scorsi mesi, che hanno come panorama un futuro non vicinissimo. Non potrebbe essere altrimenti, visto lo stato quasi catatonico in cui si trovava (trova) il nostro movimento nel momento della sua investitura, poco più di un anno fa.

I cambiamenti di cui necessitiamo hanno bisogno di tempo, di aggiustamenti in corsa, di continue revisioni, nessuno ha la bacchetta magica. Continuo a pensare che in giro non ci siano poi molte figure migliori di quella dell’irlandese per affrontare questo compito ma ho qualche dubbio su questo suo continuo rimarcare un lavoro che avrà una sua naturale conclusione nel medio-lungo periodo. Ho dei dubbi per colpa esclusivamente nostra: non siamo anglosassoni, non abbiamo quella cultura del lavoro e/o del risultato. Dei piccoli passi ci stanchiamo presto e indicare un obiettivo lontano per la mentalità media italica equivale a metterlo in una posizione tale da non raggiungerlo mai. Noi italiani vogliamo tutto e subito, senza fare troppa fatica. 

Il problema non è l’indicare un traguardo lontano, ma la mancanza di risultati nel breve e brevissimo periodo. Lo è stata la vittoria con il Sudafrica, subito però messa in media con il brutto ko con Tonga. Il Sei Nazioni è stato probabilmente peggiore nel suo complesso rispetto a quello già negativo del 2016, i tre test-match di questo giugno si annunciano parecchio difficili: vincerne uno sarebbe vitale ma la possibilità di perderli tutti non è affatto ipotesi così lontana.
Il punto è che uno come O’Shea è un mezzo alieno per la nostra mentalità e tradizione, in assenza di un qualche risultato dal campo la nostra opinione pubblica, la stampa meno attenta alle cose ovali e – a cascata – anche le stesse persone che lo hanno scelto e portato in Italia quanto ci metteranno a trasformarlo da salvatore della patria a capro espiatorio?

O’Shea alla guida del carrozzone Italia: sicuri che stiamo mettendo le cose nell’ordine giusto?

Un tecnico che è molto più di un semplice ct: questa cosa la stiamo dicendo tutti da mesi. Una definizione corretta, ma omettiamo un importante aspetto della questione

L’articolo si intitola “Italrugby: non disturbate il conducente” e lo ha pubblicato ieri Rugby 1823 (lo potete leggere per intero qui). Duccio Fumero ricorda che un anno fa Conor O’Shea veniva presentato ufficialmente alla stampa e che si era subito percepito che il suo arrivo era molto più di un semplice cambio della guardia sulla panchina azzurra:

“A differenza di chi l’ha preceduto, infatti, O’Shea ha un appeal diverso, ha una visione più da manager che da ct, ha una capacità comunicativa – con giocatori, staff e anche stampa – che mancava dai tempi di John Kirwan. E, come l’ex All Blacks, a differenza di chi è arrivato dopo ha ancora molta fame, sa che quello azzurro è un trampolino di lancio verso il futuro e non una comoda pensione”.

Poi la chiusa:
Non si fanno miracoli, lo ha detto e ripetuto più volte Conor e ha ragione. I problemi alla base; il gap tra l’Eccellenza e l’alto livello; i limiti delle celtiche da in punto di vista tecnico, tattico, atletico e dirigenziale; senza dimenticare i troppi limiti dirigenziali federali; sono tutti fardelli che un ct non può eliminare in un anno. Serve tempo, serve carta bianca e serve pazienza.
Sono passati 12 mesi da quando Conor O’Shea è arrivato a Milano e ha preso in mano il timone azzurro. Ora il conducente no va disturbato e va fatto lavorare. In campo, ma anche fuori. 

Tutto giusto, tutto corretto. C’è però un assunto iniziale che non viene quasi mai rilevato quando si parla di questo “nuovo corso”, ovvero se può essere uno straniero che del nostro movimento conosce inevitabilmente poco o nulla a risollevare il nostro rugby. O’Shea fino a un anno fa non sapeva quasi nulla dell’Ovalia italiana, in questo suo primo anno ha viaggiato in lungo e in largo dalle Alpi alla Sicilia ma nonostante il suo innegabile impegno non può essere ancora andato più di tanto in profondità.
Fondamentali in questa fase sono perciò le persone che per forza di cose gli hanno dato la direzione iniziale, una sorta di imprimatur italiano, che gli hanno spiegato caratteristiche e magagne del nostro movimento. Lo devo dire per forza? Si tratta delle stesse persone che hanno portato il nostro rugby nella grama situazione in cui si trova oggi e che sostanzialmente gestiscono la palla ovale da tanti, tanti anni.

Faccio un paragone calcistico: Massimiliano Allegri è un bravissimo allenatore che ha potuto mettere a frutto il suo talento e le sue idee e in seconda battuta ottenere risultati importanti perché alla Juventus ha trovato una condizione societaria ideale, capace di sostenerlo e metterlo nelle condizioni migliori di lavorare. Se quello stesso allenatore fosse capitato in una realtà diversa, molto meno efficace e preparata e strutturata, come sarebbero andate le cose? Magari il paragone è un po’ forzato – nemmeno troppo secondo me – ma rende l’idea.
Le persone che ci hanno portato al punto in cui siamo hanno fatto una scelta coraggiosa e davvero poco in linea con la loro storia, una scelta che piace un po’ a tutti (me compreso) ma se i motivi per cui si sono mossi in quella direzione fossero quelli sbagliati? Dice: non importa, quello che conta è che l’abbiano fatto. Ni, perché quanto sono disposti a sostenerla se i risultati continuassero ad essere molto negativi come quest’anno (cosa poi non così improbabile)? Io qualche dubbio ce l’ho.
Un allenatore straniero va benissimo, direi che è persino necessario (anche se l’esempio Argentina ci dice che non è affatto detto che debba essere per forza così), ma non può essere lui a guidare tutto il carrozzone. Non ci servono né eroi che ci salvano e nemmeno parafulmini in caso di – ennesimo – disastro. Servono persone giuste, al posto giusto all’interno di una struttura preparata, ben organizzata. Avere solo un paio di questi requisiti non basta.

Test-match: ecco i 31 azzurri per le sfide a Scozia, Fiji e Australia

Il ct Conor O’Shea ha diramato la lista con i 31 giocatori per gli impegni a Singapore, Suva e Brisbane. Dentro Simone Ferrari, Pasquali, Luus, Budd, Violi e Tebaldi mentre non c’è McKinley

Una settimana fa erano 44, oggi sono scesi a 31 e sono tutti quelli che prenderanno davvero un aereo per l’Asia e l’Oceania per vedersela contro Scozia ( Singapore, 10 giugno), Fiji (Suva, 17 giugno) e Australia (Brisbane, 24 giugno). Queste le scelte del ct Conor O’Shea per un tour estivo di altissimo livello che arriva dopo un Sei Nazioni che ci ha lasciato davvero poco da ricordare.
Assenti annunciati Sergio Parisse, Leonardo Ghiraldini, Simone Favaro e Lorenzo Cittadini ai quali vengono concesse alcune settimane di riposo mentre non ci sono neppure alcuni infortunati pesanti come Zanni, McLean e Morisi.
Rispetto al gruppo allargato annunciato una settimana fa circa non entrano nel gruppo per il tour McKinley, Pettinelli e Minozzi. Ci sono invece Simone Ferrari, Tebaldi e Marcello Violi che dovrebbero avere non pochi spazi nel corso delle tre partite.
Queste le scelte di O’Shea nel comunicato FIR:

Conor O’Shea, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Rugby, ha convocato trentuno giocatori per il tour estivo di giugno che porterà gli Azzurri ad affrontare la Scozia il 10 giugno a Singapore, Fiji il 17 giugno a Suva e l’Australia il 24 giugno a Brisbane.
L’ultima finestra internazionale della stagione prenderà il via nella serata di domenica 28 maggio, quando la Nazionale si radunerà a Roma per volare alla volta di Singapore giovedì 1 giugno in vista del debutto contro la Scozia, primo test-match tra due Nazioni Tier 1 a disputarsi nella “Lion’s City” asiatica.
Quattro gli esordienti, tutti tra gli uomini della mischia, inseriti da O’Shea nella rosa dell’Italia: prima convocazione assoluta per il pilone destro della Benetton Treviso Tiziano Pasquali, il tallonatore del Patarò Calvisano Luhandre Luus e quello della Benetton Treviso Luca Bigi, mentre il seconda linea trevigiano Dean Budd torna in gruppo dopo aver preso parte, in passato, ad un raduno giornaliero in “Ghirada” durante la gestione tecnica di Jacques Brunel.
Sempre tra gli avanti, dopo aver saltato per infortunio l’RBS 6 Nazioni 2017, torna il pilone destro Simone Ferrari, che aveva debuttato in autunno nella storica vittoria di Firenze contro il Sudafrica e rientra in gruppo dopo un finale di stagione più che convincente il numero otto biancoverde Robert Barbieri, assente dalla scena internazionale dal test di Santa Fè contro l’Argentina che nel giugno scorso ha inaugurato l’avventura di O’Shea sulla panchina italiana.
Tra i trequarti confermato il blocco di atleti utilizzati durante il Torneo, con i ritorni dell’ala di Glasgow Leonardo Sarto – assente per infortunio in febbraio e marzo – e, tra i mediani di mischia, di Tito Tebaldi che ritrova la maglia dell’Italia a tre anni dall’ultima apparizione in azzurro.
“Siamo tutti davvero emozionati all’idea di portare in tour questo gruppo di giocatori ed ansiosi per le tre sfide che ci attendono” ha dichiarato il CT dell’Italia, Conor O’Shea. “Dietro le quinte stiamo portando avanti una grande quantità di lavoro ed attuando quei cambiamenti al nostro sistema da cui crediamo veramente che il rugby italiano possa beneficiare nel breve e nel lungo termine. L’obiettivo per questo gruppo di giocatori che parte per il tour è di eseguire ed iniziare a cogliere le opportunità che sicuramente abbiamo. Una volta che inizieremo a fare questo ed a giocare con l’intensità e la concentrazione che vogliamo, diventeremo la squadra che noi desideriamo essere e che tutti i nostri sostenitori si aspettano” ha aggiunto il CT.

Questa la rosa dei convocati per il tour estivo 2017:

Piloni
Pietro CECCARELLI (Zebre Rugby, 7 caps)

Simone FERRARI (Benetton Rugby, 2 caps)
Andrea LOVOTTI (Zebre Rugby, 14 caps)*
Sami PANICO (Patarò Calvisano, 10 caps)*
Tiziano PASQUALI (Benetton Rugby, esordiente)

Tallonatori
Luca BIGI (Benetton Rugby, esordiente)

Ornel GEGA (Benetton Rugby, 12 caps)
Luhandre LUUS (Patarò Calvisano, esordiente)*

Seconde linee
George Fabio BIAGI (Zebre Rugby, 19 caps)

Dean BUDD (Benetton Rugby, esordiente)
Marco FUSER (Benetton Rugby, 21 caps)*
Federico RUZZA (Zebre Rugby, 1 cap)*
Andries VAN SCHALKWYK (Zebre Rugby, 12 caps)

Flanker/n.8
Robert Julian BARBIERI (Benetton Rugby, 40 caps)

Maxime MBANDA’ (Zebre Rugby, 8 caps)*
Francesco MINTO (Benetton Rugby, 33 caps)
Abraham Jurgen STEYN (Benetton Rugby, 11 caps)

Mediani di mischia
Edoardo GORI (Benetton Rugby, 61 caps)*

Tito TEBALDI (Benetton Rugby, 20 caps)
Marcello VIOLI (Zebre Rugby, 3 caps)*

Mediani d’apertura
Tommaso ALLAN (Benetton Rugby, 30 caps)

Carlo CANNA (Zebre Rugby, 20 caps)

Centri
Tommaso BENVENUTI (Benetton Rugby, 42 caps)*

Tommaso BONI (Zebre Rugby, 2 caps)*
Michele CAMPAGNARO (Exeter Chiefs, 29 caps)*

Ali
Giulio BISEGNI (Zebre Rugby, 7 caps)

Angelo ESPOSITO (Benetton Rugby, 11 caps)*
Leonardo SARTO (Glasgow Warriors, 30 caps)*
Giovanbattista VENDITTI (Zebre Rugby, 42 caps)*

Estremi
Edoardo PADOVANI (Zebre Rugby, 11 caps)*

Luca SPERANDIO (Benetton Rugby, 2 caps)*

*è/è stato membro dell’Accademia Nazionale FIR “Ivan Francescato”