Le Tre di R1823: gli azzurri per l’ultimo pezzo di Sei Nazioni, l’addio di Heaslip e un test-match di lusso a Washington

Ecco le tre notizie di cronaca ovale più importanti della giornata. I link rimandano agli articoli pubblicati da R1823 di Duccio Fumero. Queste le news, cliccate sui titoli per leggerle interamente

SEI NAZIONI: I CONVOCATI DELL’ITALIA PER GALLES E SCOZIA. CI SONO MORISI E PALAZZANI
Conor O’Shea ha annunciato i giocatori che si raduneranno in vista degli ultimi due impegni nel torneo

GRANDI CAMPIONI: JAMIE HEASLIP ANNUNCIA L’ADDIO
La terza linea irlandese ha annunciato il ritiro dopo non aver recuperato dall’ultimo infortunio

TEST-MATCH: GALLES-SUDAFRICA SI GIOCHERA’ A WASHINGTON
La Wru ha annunciato che la sfida di giugno si disputerà nella capitale degli Stati Uniti

IN AVANTI POPOLO! – Ct o Director of Rugby? O’Shea deve decidere cosa fare da grande: parola di Woodward

ph. Fotosportit/FIR

In una intervista a un quotidiano irlandese l’uomo che ha fatto da mentore a O’Shea non usa giri di parole: “Un giorno dovrà guardarsi allo specchio, non puoi continuare a perdere mentre stai dicendo che stai sviluppando. Non puoi fare due lavori, e lui lo sa”

Qual è il ruolo di Conor O’Shea? E’ un ct? Un Director of Rugby? Entrambe le cose? E’ una domanda che spesso addetti ai lavori si fanno. Una questione che secondo alcuni è importante, secondo altri invece lascia il tempo che trova.
Quale che sia l’opinione di ognuno non è comunque facile rispondere. Perché la FIR nel comunicato del 24 marzo 2016 in cui ufficializzava l’arrivo del tecnico irlandese scriveva questo:

La Federazione Italiana Rugby informa di aver raggiunto un accordo quadriennale con Conor O’Shea che ricoprirà dal primo giugno 2016 il ruolo di Commissario Tecnico della Squadra Nazionale e Responsabile della Nazionale Emergenti.

Qui la faccenda sembra abbastanza netta, ma è parso chiaro sin da subito che i compiti e il ruolo di O’Shea non erano quelli di un “normale” ct, di sicuro non come quelli che lo avevano preceduto. Una struttura più ampia, più definita di cui l’ex coach di London Irish e Harlequins è il vertice e il coordinatore. Quindi, nei fatti, più simile a un DoR. Mansione che tra l’altro svolgeva già nei Quins.
O’Shea non è un uomo di campo, non del tutto almeno. E’ più un programmatore, un coordinatore. Meglio: uno sviluppatore. D’altronde se la federazione inglese nel 2005 lo assunse come Director of Regional Academies un qualche motivo ci sarà. Fino all’estate del 2009 ha fatto da coordinatore a una rete di ben 14 accademie con il compito di monitorare, sviluppare e far crescere giovani giocatori per instradarli verso l’elite del rugby di Sua Maestà. Mica bruscolini.

Vi chiederete: ok, va bene, ma perché ci racconti tutto questo? Perché lo scorso 10 febbraio, giorno di Irlanda-Francia, il quotidiano di Dublino The Independent ha intervistato Clive Woodward, indicato come l’uomo “che ha cambiato la vita di Conor O’Shea”, l’uomo che ha portato il futuro tecnico prima ai London Irish e poi in RFU. Una sorta di mentore, oltre che amico. E cosa dice a un certo punto il ct dell’Inghilterra campione del Mondo del 2003? Che l’attuale responsabile della nazionale azzurra deve decidersi:

“Conor sa come la penso, dal momento che il gioco è diventato professionistico, devi essere un allenatore, non puoi distrarti. Joe Schmidt è un allenatore, Eddie Jones, Pep Guardiola: ci si confonde tra coaching e management.
Devi essere in una tuta da ginnastica, sul campo, non sei lì per sviluppare, il tuo ruolo è quello di creare una squadra di successo e grandi giocatori e questo svilupperà il gioco. Nel momento in cui diventi distratto diventerai il secondo ed è quello che dico a Conor: se fai entrambe le cose, potresti cadere in un grosso buco. Devi essere concentrato, devi fare una cosa o l’altra, non è più come dieci anni fa.
L’Irlanda non sostituirà mai Joe Schmidt con nessuno che non sia un allenatore eccezionale: Conor avrebbe dovuto fare qualcosa di eccezionale per poter ambire ad allenare la nazionale irlandese, forse il director of rugby è il miglior ruolo per lui. Ma non lo sapremo, perché sta cercando di fare entrambe le cose. Un giorno dovrà guardarsi allo specchio, non puoi continuare a perdere mentre stai dicendo che stai sviluppando. Non puoi fare due lavori, e lui lo sa”.

Una chiusa che fa riflettere, visto che è stata pronunciata da chi conosce O’Shea come le sue tasche e che potrebbe presagire – condizionale d’obbligo – a qualche cambio per il post-2019 (di ruolo, non altro: credo che O’Shea rimarrà dalle nostre parti ancora a lungo. E penso che perderlo sarebbe davvero grave).

Un fine settimana francese che riporta l’Italia alla sua realtà. O che almeno dovrebbe farlo…

©INPHO/Morgan Treacy

Nazionale maggiore, U20 e femminile escono con le ossa rotte dalla triplice sfida con i cugini d’Oltralpe: un risultato complessivo di 169 a 29, 23 mete incassate e solo 4 fatte. Ma non possiamo stupirci di quanto avvenuto

“Questa squadra ha la capacità di confonderci a volte, ed è un rischio perché i Blues mancano di certezze. Detto questo, l’Italia è ancora frenata (handicapée nel testo originale, ndr) dal livello medio individuale dei suoi giocatori. E’ capace di lampi, di grandi giocate estemporanee, ma la maggior parte delle volte è in difficoltà in tutti i settori del gioco. Nei suoi primi due incontri, ha comunque messo in mostra due rivelazioni: la terza linea Benetton Negri e Minozzi, un piccolo giocatore con molto gas. Per il resto, è una squadra troppo limitata per preoccupare i Blues”. Così Fabien Galthié sulle pagine de L’Equipe in un articolo a sua firma pubblicato venerdì mattina, qualche ora prima della sfida di Marsiglia tra Francia e Italia.
Un Galthié profetico, che con grande freddezza fa una fotografia della nostra squadra, ne indica i punti di debolezza e plaude a quelli che poi saranno i nostri due migliori uomini in campo.
Galthié invitava Brunel in maniera neppure velata a spingere sull’uno contro uno, cosa puntualmente verificatasi. Non che l’attuale ct transalpino avesse bisogno di gran consigli visto che ha guidato la nazionale azzurra per 4 anni. La Francia alla fine ci ha arato molto più di quanto non dica il risultato: i galletti hanno commesso molti errori che hanno impedito loro di chiudere la gara con un bottino più ricco, e noi abbiamo messo il naso davvero poco nei 22 metri avversari.

E’ una sconfitta brutta quella di Marsiglia. Peggiore di quella di Dublino. All’Aviva Stadium della capitale irlandese abbiamo comunque affrontato una delle migliori 2-3 squadre al mondo, al Velodrome una Francia lontanissima parente di se stessa. Una Francia molto brutta, una Francia che era battibile. Sì, anche da questa Italia.
Alfredo Gavazzi si è presentato in televisione nell’immediato dopo-partita e ha detto che era una partita che si poteva vincere. Per quello che conta sono d’accordo con lui. Certo, l’Italia vista in campo non ha quasi mai dato l’impressione di poterla portare a casa. Verissimo. Ma nei primi 15-20 minuti abbiamo praticamente giocato alla pari. D’accordo, era probabilmente un equilibrio al ribasso da parte di entrambe le formazioni, ma questo conta abbastanza poco.
La Francia spingeva e non affondava, ha incassato una meta, la sicurezza mostrata nei primissimi minuti di gara si era volatilizzata. L’errore capitale della nostra nazionale è stato quella di attendere le ondate dei padroni di casa: avanzamenti continui, non sempre efficaci, ma che ci hanno costretto a spendere tantissimi placcaggi e una quantità eccessiva di benzina. In quel momento avremmo dovuto osare, attaccare, avremmo dovuto alzare il baricentro e spostarci nella loro metà campo. Non ne avremo mai la controprova, ovviamente, ma sono pronto a scommettere che i bleus avrebbero perso la trebisonda molto presto. Abbiamo regalato campo e partita a una squadra più che abbordabile. Perché questa cosa va ricordata: abbiamo preso 34 punti da una Francia orribile e insicura.
Invece abbiamo deciso di rintanarci dietro le nostre casematte sperando che il vigore transalpino si affievolisse con il passare dei minuti ma le cose sono andate diversamente. Lo ha pure detto il ct Conor O’Shea a fine partita: “Pensavo potessimo mettere pressione su di loro nell’ultimo quarto di gara, ma la partita ha preso una via differente nel finale”. Ora Galles e Scozia, due montagne: inutile nascondersi, il cucchiaio di legno, l’ennesimo, è davvero dietro l’angolo.

Un fine settimana che ci “regala” anche i due pesantissimi ko della nazionale U20 e di quella femminile. Gli azzurrini sono stati travolti 78-12 dai pari età francesi, che a inizio ripresa guidavano il risultato per 57 a 0. Ora, è vero che l’U20 transalpina è proprio forte, non ci piove, ma non bisogna dimenticare che i cambi decisi dallo staff tecnico dei padroni di casa erano ben 10, quindi una sorta di U20 “B”.
Abbiamo spesso detto che questa è la nostra migliore nazionale di categoria da diversi anni a questa parte, ed è vero, ma l’altro lato della medaglia che non possiamo dimenticare è che dal Sei Nazioni 2017 compreso a oggi la nostra U20 ha giocato 13 partite e ne ha perse 12. E’ verissimo che ha conquistato il miglior risultato di sempre giungendo nona all’ultimo Mondiale Juniores, torneo però nel quale ha perso 4 gare vincendone solo una. Noi possiamo discutere sino allo sfinimento su quanto abbia influito la dea bendata in quella competizione, ché senza l’inattesa rullata rifilata dal Sudafrica all’Argentina (72-14) i risultati ottenuti dalla nostra quadra non sarebbero bastati per entrare nel range superiore. Bravi i nostri a farsi trovare pronti, ma questa è appunto una discussione che possiamo fare noi, chi deve gestire il nostro movimento non può prescindere dal dato di cui sopra: 12 ko in 13 gare. Poi certo, molte te le sei giocate punto a punto, ma le hai comunque perse. Non è un dettaglio.

Infine ci sono le ragazze. La nazionale femminile è stata travolta 57 a 0 in Corsica. Duccio Fumero, su R1823, scrive questo: “L’Italdonne nel 2015 sapeva chiudere al terzo posto il Torneo, ma poi il disinteresse federale verso lo sport rosa ha portato a continue debacle e le azzurre si sono ritrovate da quasi regine a nuovamente cenerentole ovali”.
Io non so se in FIR ci sia davvero del disinteresse, rimane il fatto oggettivo che per tre anni le azzurre hanno giocato solo il Sei Nazioni, senza uno straccio di test-match, credo una caso più unico che raro tra tutte le altre nostre rivali del Torneo. Insomma, davvero qualcuno pensa di poter andare da qualche parte con queste premesse? Domanda che riguarda tutto il nostro movimento, non solo le ragazze.
I risultati odierni non possono stupire. Davvero.

Le Tre di R1823: Scozia e Irlanda da applausi, Inghilterra e Galles ko. Treviso perde con Connacht

Ecco le tre notizie di cronaca ovale più importanti della giornata. I link rimandano agli articoli pubblicati da R1823 di Duccio Fumero. Queste le news, cliccate sui titoli per leggerle interamente

SEI NAZIONI: L’IRLANDA BATTE IL GALLES NELLO SHOW DI DUBLINO (37-27)
All’Aviva Stadium una partita bellissima decisa nei minuti finali

SEI NAZIONI: LA SCOZIA RISCRIVE LA STORIA, INGHILTERRA KO 25-13
A Edimburgo battuta l’Inghilterra e ora si riaprono tutti i giochi per il titolo 2018.

PRO14: TREVISO SI FERMA CON IL CONNACHT (19-22)
Al Monigo la sfida valevole per la sedicesima giornata della Celtic League. Biancoverdi ko dopo 5 vittorie

Irlanda-Galles, Scozia-Inghilterra, le ragazze azzurre contro la Francia e Treviso che sfida Connacht: che sabato!

ph. Fotosportit/FIR

Una terza giornata di Sei Nazioni iniziata (malissimo, per noi) ieri sera a Marsiglia con Francia-Italia e che prosegue oggi con le altre due gare attesissime. Poi c’è anche Benetton Treviso-Connacht di Pro14 e le nostre ragazze azzurre contro le francesi per il Sei Nazioni femminile…

Irlanda-Galles, ore 15.15 (diretta tv su DMAX)
Padroni di casa che cercano la terza vittoria consecutiva, Galles che vuole risollevarsi dopo il ko (striminzito e “contestato”) di Twickenham. Un match che trasuda equilibrio da ogni poro e che vede il ritorno in cabina di regia per il XV in maglia rossa di Dan Biggar, che là dietro sarà aiutato anche da Halfpenny e Liam Williams.
Irlanda che invece ha perso Tadgh Furlong e Robbie Henshaw, sostituiti da Andrew Porter e Chris Farrell.

Irlanda: 15 Rob Kearney, 14 Keith Earls, 13 Chris Farrell, 12 Bundee Aki, 11 Jacob Stockdale, 10 Johnny Sexton, 9 Conor Murray, 8 CJ Stander, 7 Dan Leavy, 6 Peter O’Mahony, 5 Devin Toner, 4 James Ryan, 3 Andrew Porter, 2 Rory Best, 1 Cian Healy
Riserve: 16 Sean Cronin, 17 Jack McGrath, 18 John Ryan, 19 Quinn Roux, 20 Jack Conan, 21 Kieran Marmion, 22 Joey Carbery, 23 Fergus McFadden
Galles: 15 Leigh Halfpenny, 14 Liam Williams, 13 Scott Williams, 12 Hadleigh Parkes, 11 Steff Evans, 10 Dan Biggar, 9 Gareth Davies, 8 Ross Moriarty, 7 Josh Navidi, 6 Aaron Shingler, 5 Alun Wyn Jones (c), 4 Cory Hill, 3 Samson Lee, 2 Ken Owens, 1 Rob Evans
Riserve: 16 Elliot Dee, 17 Wyn Jones, 18 Tomas Francis, 19 Bradley Davies, 20 Justin Tipuric, 21 Aled Davies, 22 Gareth Anscombe, 23 George North

Scozia-Inghilterra, ore 17.45 (diretta tv su DMAX)
Una delle sfide più sentite e ricche di significati storici e sociali del Sei Nazioni. Una rivalità secolare. Un anno fa la Scozia scese a Twickenham con la convinzione di poter mettere in grandissima difficoltà l’Inghilterra, forse addirittura di vincere: finì 61 a 21 per il XV di Sua Maestà.
Un ko ancora vivido nella testa degli scozzesi, partiti con il piede sbagliato in questo Sei Nazioni con l’incolore prova di Cardiff ma che hanno poi saputo battere la Francia al termine di una gara un po’ caotica e ricca di errori, ma dove hanno messo in mostra quel carattere che era mancato all’esordio.
L’Inghilterra è più forte, quadrata e dispone di una rosa dal taso tecnico/fisico elevatissimo, ma a Murrayfield sarà battaglia vera sin dal calcio d’inizio.

Scozia: 15 Stuart Hogg, 14 Tommy Seymour, 13 Huw Jones, 12 Pete Horne, 11 Sean Maitland, 10 Finn Russell, 9 Greig Laidlaw, 8 Ryan Wilson, 7 Hamish Watson, 6 John Barclay (c), 5 Jonny Gray, 4 Grant Gilchrist, 3 Simon Berghan, 2 Stuart McInally, 1 Gordon Reid
Riserve: 16 Scott Lawson, 17 Jamie Bhatti, 18 Willem Nel, 19 Tim Swinson, 20 David Denton, 21 Ali Price, 22 Nick Grigg, 23 Blair Kinghorn
Inghilterra: 15 Mike Brown, 14 Anthony Watson, 13 Jonathan Joseph, 12 Owen Farrell, 11 Jonny May, 10 George Ford, 9 Danny Care, 8 Nathan Hughes, 7 Chris Robshaw, 6 Courtney Lawes, 5 Maro Itoje, 4 Joe Launchbury, 3 Dan Cole, 2 Dylan Hartley, 1 Mako Vunipola
Riserve: 16 Jamie George, 17 Joe Marler, 18 Harry Williams, 19 George Kruis, 20 Sam Underhill, 21 Richard Wigglesworth, 22 Ben Te’o, 23 Jack Nowell

Sei Nazioni femminile: Francia-Italia, ore 21 (diretta tv su Eurosport 2)
Si gioca a Furiani, in Corsica, in quello Stade Armand Cesari che ospiterà per la prima volta nella sua storia una partita di rugby.
Match in salita per le nostre ragazze che affrontano una nazionale che – al pari dell’Inghilterra – ha finora raccolto 10 punti, ha vinto 2 gare su 2, fatto 50 punti incassandone appena 3. italiane che invece sono ancora ferme a zero e che hanno confermato finora le loro difficoltà in fase realizzativa.
Il ct Di Giandomenico che conferma i trequarti sconfitti a Dublino e che apporta qualche cambio invece nel pacchetto di mischia con Gaia Giacomoli e Michela Merlo che prendono il posto di Ricci e Gai mentre in seconda partono Elisa pilotti e Giordana Luca, con Valentina Ruzza fermata da un infortunio.

Francia: 15 Jessy Tremouliere (Stade Rennais Rugby), 14 Caroline Boujard (Montpellier RC), 13 Carla Neisen (Blagnac Rugby Féminin), 12 Camille Boudaud (Stade Toulousain), 11 Cyrielle Banet (Montpellier RC), 10 Caroline Drouin (Stade Rennais Rugby), 9 Pauline Bourdon (AS Bayonnaise), 8 Fiona Lecat (Stade Toulousain), 7 Gaëlle Hermet (Stade Toulousain, capitano), 6 Marjorie Mayans (Blagnac Rugby Féminin), 5 Safi N’diaye (Montpellier RC), 4 Céline Ferer (AS Bayonnaise), 3 Julie Duval (Ovalie Caennaise), 2 Agathe Sochat (Montpellier RC), 1 Caroline Thomas (ASM Romagnat Rugby Féminin)
Riserve: 16 Miléna Soloch (Lille Métropole RC Villeneuvois), 17 Lise Arricastre (Lons Rugby Béarn Pyrénées), 18 Patricia Carricaburu (Lons Rugby Béarn Pyrénées), 19 Audrey Forlani (Blagnac Rugby Féminin), 20 Romane Menager (Lille Métropole RC Villeneuvois), 21 Yanna Rivoalen (Lille Métropole RC Villeneuvois), 22 Gabrielle Vernier (Lille Métropole RC Villeneuvois), 23 Marine Menager (Lille Métropole RC Villeneuvois)
Italia: 15 Manuela Furlan (Iniziative Villorba Rugby); 14 Sofia Stefan (Stade Rennais Rugby, FRA); 13 Michela Sillari (Rugby Colorno); 12 Beatrice Rigoni (Valsugana Rugby Padova); 11 Maria Magatti (Rugby Monza 1949); 10 Veronica Madia (Rugby Colorno); 9 Sara Barattin (Iniziative Villorba Rugby, Capitano); 8 Giada Franco (Rugby Colorno); 7 Isabella Locatelli (Rugby Monza 1949); 6 Ilaria Arrighetti (Stade Rennais Rugby, FRA); 5 Giordana Duca (Frascati Rugby Club 2015); 4 Elisa Pillotti (Chicken CUS Pavia); 3 Michela Merlo (Rugby Mantova, Tutorata Rugby Colorno); 2 Melissa Bettoni (Stade Rennais Rugby, FRA); 1 Gaia Giacomoli (Rugby Colorno)
Riserve: 16 Silvia Turani (Rugby Colorno); 17 Giorgia Durante (Montebelluna Rugby 1977, Tutorata Benetton Treviso); 18 Chiara Maria D’Apice (Montevirginio Mini Rugby); 19 Miriam Pagani (Rugby Como); 20 Bianca Maria Coltellini (Gloucestrr-Hartpury, ING); 21 Beatrice Veronese (Valsugana R. Padova); 22 Jessica Busato (Inziative Villorba Rugby); 23 Aura Muzzo (Iniziative Rugby Villorba)

Guinness Pro14: Benetton Treviso-Connacht, ore 13
Una settimana a fa i biancoverdi battevano i Dragons a Newport conquistando il record di 5 vittorie consecutive nel torneo celtico. Oggi arriva al Monigo il Connacht superato una settimana fa in casa dalle Zebre. Partita alla portata dei ragazzi allenati da Kieran Crowley na su cui non può non pesare l’assenza di ben 12 giocatori impegnati con la nazionale per il sei Nazioni, senza dimenticare 7 infortunati. La buona notizi sono i rientri – dalla panchina – di Nasi Manu e Michael Tagicakibau dopo un lungo stop.
Rispetto all’ultima uscita vittoriosa sono due le novità nel XV titolare: Bronzini all’ala con Sperandio che slitta ad estremo e Zani al posto di Pasquali.
Le Zebre sfidano i Cardiff Blues domenica alle 14 a Parma.

Benetton Treviso: 15 Luca Sperandio, 14 Andrea Bronzini, 13 Tommaso Iannone, 12 Luca Morisi, 11 Monty Ioane, 10 Marty Banks, 9 Tito Tebaldi, 8 Whetu Douglas, 7 Marco Barbini, 6 Alberto Sgarbi (c), 5 Irné Herbst, 4 Marco Lazzaroni, 3 Matteo Zanusso, 2 Tomas Baravalle, 1 Federico Zani
Riserve: 16 Hame Faiva, 17 Riccardo Brugnara, 18 Cherif Traore, 19 Marco Fuser, 20 Nasi Manu, 21 Giorgio Bronzini, 22 Marco Zanon, 23 Michael Tagicakibau
Connacht: 15 Tiernan O’Halloran, 14 Cian Kelleher, 13 Eoin Griffin, 12 Tom Farrell, 11 Matt Healy, 10 Jack Carty, 9 Caolin Blade, 8 John Muldoon (c), 7 Jarrad Butler, 6 Sean O’Brien, 5 James Cannon, 4 Gavin Thornbury, 3 Finlay Bealham, 2 Tom McCartney, 1 Denis Buckley
Riserve: 16 Dave Heffernan, 17 Denis Coulson, 18 Dominic Robertson-McCoy, 19 Ultan Dillane, 20 Eoghan Masterson, 21 James Mitchell, 22 Craig Ronaldson, 23 Niyi Adeolokun