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Italia Anno Zero: numeri del Sei Nazioni impietosi. O’Shea avvisa: “Non sono qui a perdere tempo, qualcuno deve mettere l’ego da parte”

O'Shea e Parisse

ph. Fotosportit/FIR

Il torneo di quest’anno si chiude con dati anche peggiori rispetto al già disastroso 2016. Il ct chiede uno scatto a tutto il movimento, decisive le prossime settimane. Gavazzi “vede” le Zebre a Roma o a Milano: nel capoluogo lombardo eventualmente coinvolta anche l’ASR?

Finalmente è finito. Opinione personalissima, ma quest’anno il Sei Nazioni è stato una vera sofferenza, e sì che noi appassionati italiani un certo callo dovremmo avercelo fatto…
Il torneo 2016 era stato definito praticamente da tutti come il nostro peggior Sei Nazioni di sempre, ma il 2017 non è così da meno: ultimi, nemmeno un punto fatto nonostante l’introduzione dei punti di bonus che 12 mesi fa non c’erano, 6 mete fatte contro le 8 della scorsa edizione quando però ne avevamo incassate anche tre in più: 29 allora, 26 oggi. Differenza punti? Meglio un anno fa: -145 contro gli attuali -151, ma è roba da discussione sul sesso degli angeli. Un senso generale e pressoché continuo di impotenza.
Quando l’Italia se l’è veramente giocata? Nel primo tempo della partita con il Galles e nella partita di Twickenham, quando abbiamo tirato fuori quell’autentico coniglio dal cilindro – non replicabile, tra l’altro – che è stata la “no ruck”, che comunque non ci ha impedito di uscire sconfitti e di perdere in maniera netta 36-15: un risultato maturato negli ultimi 10 minuti (al 69′ stavamo ancora 17-15), verissimo, ma i punti fatti dopo il 70′ valgono uguale a quelli prima. Vogliamo metterci i primi 15′ di Italia-Francia? Mettiamoceli. Rimane un panorama spoglio, deprimente. La ciliegina sulla torta sono i quasi 20mila spettatori in meno in media all’Olimpico.

La fotografia è questa, qua e là qualcuno potrebbe infilarci un mezzo alibi o una parziale scusante, ma quello rimangono: alibi e scusanti.
Nel quadro complessivo bisogna pure aggiungerci la nazionale U20 e quella femminile: anche per loro nemmeno una vittoria in 5 partite, due punti di bonus per gli azzurrini e uno per le ragazze. Tre cucchiai di legno assieme non ci capitavano dal 2009.
Brutto il torneo delle azzurre, soprattutto se paragonato agli ultimi due. Le nostre giocatrici sono apparse spesso contratte e con grosse difficoltà in fase realizzativa, ma va pure detto che tra tutte le nostre selezioni sono quelle che più se la sono giocata con le squadre avversarie. Per loro comunque il peggior torneo degli ultimi anni, non un buon viatico in vista del Mondiale di agosto in Irlanda. Certo, avessero giocato qualche test a novembre… Il ct Di Giandomenico non ha potuto vedere la sua squadra all’opera praticamente per un anno.
Lo stesso non si può dire dell’U20, squadra per la quale il refrain del “miglior gruppo degli ultimi anni” comincia un po’ a stancare: perché da un lato è vero, ma dall’altro in 4 gare su 5 non hanno mai dato l’impressione di poter davvero vincere (il primo tempo con il Galles, toh) e hanno buttato via una occasione gigantesca contro l’Irlanda. Alla fine i numeri di questi ragazzi se confrontati con l’edizione 2016 non sono affatto diversi: un anno fa i punti di bonus non c’erano, il numero di mete subite è assolutamente identico (21) ma quest’anno ne sono state incassate il doppio (8 contro 4) mentre migliore è la differenza punti (-95 a fronte di -117 di un anno fa).

In questo quadro arrivano le parole di Conor O’Shea al termine della partita di Murrayfield: “Sono un positivo, vedo sempre il bicchiere mezzo pieno. Ma non sono uno stupido, non sto qui a prendere tempo. Ho fiducia in questo gruppo, resto convinto che possiamo diventare un’ottima squadra. Ma gli investimenti devono essere fatti nell’interesse esclusivo della Nazionale. E’ l’Italia l’unica cosa che conta. Le decisioni che dovremo prendere faranno male a qualcuno, ma Irlanda, Galles, Scozia hanno fatto scelte difficili per il rugby di club, investito sulle franchigie. E’ facile fare questi cambiamenti, a patto di volerlo. Sarà difficile? Sì, ma è fattibile e deve essere fatto. Qualcuno dovrà mettere il proprio ego da parte nell’interesse della maglia azzurra. Vogliamo cambiare molte cose e ci sarà gente che ci resterà male, ma i cambiamenti non possono essere indolore. Ripeto, non si pensi al proprio ego”.
Un mezzo ultimatum? Non so, di sicuro un messaggio chiaro e inequivocabile. Per settimane il ct azzurro ha detto che profondi cambiamenti erano necessari, ieri ha messo in chiaro le cose usando un linguaggio che non necessita di interpretazioni.
A chi erano dirette le sue parole? Un po’ a tutti: dirigenti di club, quelle delle franchigie e ovviamente in federazione.

Le carte sono sul tavolo, che un incontro con il presidente Gavazzi sia già avvenuto o meno. Ma non credo che il presidente federale fosse all’oscuro delle idee di O’Shea. Le richieste le tecnico irlandese? Staff tecnici numericamente e qualitativamente all’altezza, accademie legate alle celtiche, una definitiva e sensata sistemazione del “su e giù” dei giocatori tra Eccellenza e Benetton e Zebre sono i primi fondamentali passi. Idee che dalle nostre parti circolano già da diversi anni, qualcuno le ha messe nero su bianco già all’alba dell’avventura celtica, ma che finora sono state osteggiate o tenute in un cassetto della FIR.
Cambiare idea non è un delitto, anzi (se poi lo si fa in senso migliorativo…) e in federazione non è una novità: solo un paio di anni fa o giù di lì si diceva che le due franchigie dovevano avere uno staff completamente italiano e che pure la nazionale avrebbe dovuto averlo, anche se in una seconda fase. Oggi abbiamo uno staff azzurro che è al 90% composto da stranieri, head coach a Treviso è un neozelandese e pare che pure le Zebre finiranno a un irlandese la prossima stagione (rugbymercato.it parla di apertamente di Michael Bradley). Zebre che nel loro staff hanno da tempo De Marigny, che è in Italia da tanti anni ma certo italiano non è, mentre a Treviso venne negato il tesseramento di Corniel Van Zyl, abbastanza italiano per giocare in nazionale ma non abbastanza per allenare.

Anche sulle accademie c’è stata una bella rivoluzione copernicana: dalla prossima stagione saranno dimezzate quando solo 7-8 mesi fa il presidente Gavazzi girava tutta l’Italia proponendo un programma elettorale nel quale uno dei punti fondamentali era il loro aumento numerico. Non lo dico io, basta leggersi il programma. Ora, per ragioni economiche, si progetta il loro taglio, ma i guai di bilancio erano già sicuramente noti anche la scorsa estate.
Ma al di là di tutto quello che manca al nostro movimento è quell’unità di intenti che traspare dalle parole di O’Shea. Sabato lo ha spiegato Domenico Calcagno dalle pagine del Corriere della Sera: il claim della federazione scozzese è “As One”, espressione che non ha bisogno di traduzione. Da noi si va avanti in ordine sparso, ognuno guarda al suo giardinetto in una continua esibizione di muscoli dal panorama davvero ridotto e che coinvolge tutti, dalla federazione ai club. Un ordine sparso che non dà risultati per nessuno: le nazionali vanno come vanno, le franchigie sono sempre nelle ultime posizioni del Pro12 e l’Eccellenza langue da tanti anni nel disinteresse di pubblico, media e sponsor.
Non conosco bene l’ambiente scozzese ma sono sicuro che pure lì gli interessi particolari non mancano, eppure…

Ripartire con un programma comune a cui tutti partecipino e che veda tutti fare qualche passo indietro sotto un aspetto o un altro è l’unico modo per invertire la rotta, l’alternativa è il nostro quotidiano attuale, che credo non piaccia a nessuno. Ma magari mi sbaglio.
Prima di salutarvi due dichiarazioni, la prima è di Sergio Parisse che in conferenza stampa ha parlato dei suoi compagni di squadra, senza mandarle a dire: “Sono un giocatore che si interroga sempre sulla propria performance, sui propri errori, sugli aspetti del gioco da migliorare. Mi auguro tutti lo facciano, perché uscire dal campo oggi sconfitti per 29-0 è dura. Ora Conor ed il suo staff si incontreranno, faranno le loro valutazioni. Tanti giocatori hanno avuto le loro opportunità, starà ai tecnici valutare con chi continuare a lavorare e chi merita ulteriori opportunità a questo livello“. Chi vuole capire capisca, insomma.
La seconda e ultima è di Alfredo Gavazzi, che sul Messaggero Veneto parla prima di quell’U20 cui ancora solo pochi mesi fa si diceva sicuro dei risultati già quest’anno: “C’è qualcosa che non va se sei una buona squadra, se potresti batterle tutte, meno l’Inghilterra che è di un altro pianeta”. Poi, dopo aver criticato la scelta di Riccioni di firmare per il Benetton Treviso affronta il tema franchigie: “Sono andato a Parma ogni lunedì per un anno, mi sarebbe piaciuto creare una mentalità nella gestione del club. Ora è tanto che non ci tomo. Non so cosa accadrà. So che a Milano c’è un campo che possono rimettere a posto, 5mila posti, poi c’è il Flaminio a Roma che potrebbe essere il campo di una franchigia se andassimo lì. E’ improponibile pensare a una terza franchigia perché non abbiamo i giocatori per alimentarla (anche qui: fino a pochi mesi fa si sosteneva il contrario: ma meglio così, ndr). Saranno due fino al 2020 perché questo è l’accordo con il Pro12. Dico che Milano mi piacerebbe perché farebbe da riferimento al bacino del Nord, ma Roma potrebbe essere il traino per il Sei Nazioni a livello di pubblico”. A Milano nell’eventuale progetto celtico potrebbe essere coinvolta l’ASR che a fari spenti starebbe muovendosi in questa direzione. Pare. Vedremo, le prossime settimane saranno le più importanti per il nostro movimento da tanti anni a questa parte.

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Sei Nazioni U20: l’Italia incassa, l’Italia reagisce ma alla fine perde 38-17 (e prende due cartellini rossi)

Scozia-Italia 2017

Dal profilo twitter della federazione scozzese

Tre mete subite a cavallo dei due tempi lanciano i padroni di casa, inutile e tardiva la reazione finale. Due espulsi tra gli italiani. A ottobre il presidente Gavazzi aveva detto “sarete sorpresi dal rendimento della nostra U20”, il campo ci restituisce uno score che non lascia spazio a troppe discussioni: 5 sconfitte in altrettante gare del Sei Nazioni 2017, e solo in una abbiamo davvero rischiato di vincere. Nel torneo U20 e femminile Grande Slam dell’Inghilterra

Cinque gare, cinque ko. Finisce così, mestamente, il Sei Nazioni 2017 dell’U20. Lo abbiamo detto più volte, questo è sicuramente il gruppo più forte degli ultimi anni, ma evidentemente non basta, perché – ammesso e non concesso – se noi cresciamo gli altri certo non stanno fermi. C’è tanto da lavorare, già lo si sapeva, forse però si è commesso un errore di sopravvalutazione di questa squadra, che aveva spinto lo scorso ottobre il presidente FIR Gavazzi a dire “Io dico che a marzo sarete sorpresi dal rendimento della nostra U20”.
La partita? Non molto da dire per circa 50 minuti: Scozia in meta dopo soli 2 minuti ma per circa mezz’ora la partita si mantiene su un sostanziale equilibrio, poi il cartellino giallo a Lamaro e quello di Bianchi otto minuti dopo segnano in profondità la gara. Al riposo si va sul 17 a 0, nei primi 5 minuti della ripresa subiamo altre due mete. Arriva la reazione azzurra: al 53′ la prima marcatura con Rizzi, bissata poi da una meta tecnica seguita subito dopo una terza meta con D’Onofrio, le ultime due favorite anche dal cartellino giallo comminato a Winning. Al 71′ e al 79′ le espulsione di Masselli e Manni chiudono la gara e il torneo.

A Donnybrooke, in Irlanda, l’Inghilterra ha battuto i padroni di casa 14 a 10 conquistando il Grande Slam nel torneo U20. Slam che la nazionale di Sua Maestà fa suo anche nel torneo femminile andando a vincere 34 a 7 in Irlanda.

Scozia U20: Graham, Nairn, McDowall, Greig, Trotter, Henderson, Simmers, Thornton, Renwick, Nicol, Craig, Hunter-Hill, Flockhart, Fagerson, Dodd
Riserve: Smith, Winning, Bradbury, Bain, Crosbie, Shiel, Pringle, Kay
Mete: Graham (2′, 76′), Simmers (32′), Dodd (41′), Fagerson (45′)
Conversioni: Henderson (3′, 33′, 42′, 46′, 77)
Punizioni: Henderson (40′)

Italia U20: Cioffi, Bronzini, Vaccari, Zanon, D’Onofrio, Rizzi, Trussardi, Rimpelli, Rollero, Riccioni, Masselli, Cannone, Bianchi, Lamaro, Licata
Riserve: Fischetti, Borean, Zilocchi, Venditti, Manni, Panunzi, Biondelli, Dal Zilio
Mete: Rizzi (53′), meta tecnica (66′), D’Onofrio (68′)
Conversioni: Rizzi (67′, 69′)
Punizioni:

Un venerdì 17 per chiudere due Sei Nazioni: in campo contro la Scozia l’U20 e le ragazze azzurre

Italia-Scozia femminile 2016

ph. Fotosportit/FIR

Alle 19.20 scende in campo in diretta tv su Eurosport la nazionale femminile, alle 21 e 30 tocca agli azzurrini ma nessuna copertura televisiva. Entrambe le nostre formazioni sono alla ricerca della prima vittoria di questa edizione del torneo che per loro finisce stasera

Stasera si chiude il torneo del Sei Nazioni U20 e si giocano due gare del Sei Nazioni femminile. Cinquele partite in programma con calci di inizio che variano tra le 19 e le 21 e 30.
Iniziamo dall’U20. Gli azzurrini di Carlo Orlandi e Alessandro Troncon, sono attesi alle 20.30 locali (le nostre 21.30) al Broadwood Stadium di Cumbernauld. Le due formazioni partono appaiate dai medesimi punti in classifica (2), nessuna vittoria per entrambe bnelle precedenti quattro partite e con una differenza punti che sorride all’Italia (+14 rispetto agli avversari). Partita assolutamente alla nostra portata, una occasione che questo gruppo non deve gettare via.
Le altre due gare in programma sono Irlanda-Inghilterra a Donnybrook (ore 19) e Francia-Galles allo Stade Sapiac si Montauban alle ore 21.Inglesi che hanno già il trofeo in mano con i loro 20 punti finora racimolati mentre Irlanda, Galles e Francia hanno rispettivamente 14, 12 e 10 punti.

Scozia U20: Graham, Nairn, McDowall, Greig, Trotter, Henderson, Simmers, Thornton, Renwick, Nicol, Craig, Hunter-Hill, Flockhart, Fagerson, Dodd
Riserve: Smith, Winning, Bradbury, Bain, Crosbie, Shiel, Pringle, Kay
Italia U20: Cioffi, Bronzini, Vaccari, Zanon, D’Onofrio, Rizzi, Trussardi, Rimpelli, Rollero, Riccioni, Masselli, Cannone, Bianchi, Lamaro, Licata
Riserve: Fischetti, Borean, Zilocchi, Venditti, Manni, Panunzi, Biondelli, Dal Zilio

Sei Nazioni femminile. Per le nostre ragazze l’appuntamento è al Broadwood Stadiumcon il ct Di Giandomenico che ha deciso due cambi rispetto al XV che è stato battuto una settimana fa dalla Francia: in seconda linea parte titolare Isabella Locatelli mentre Lucia Cammarano agirà in terza linea.
Azzurre con il compito di dare un po’ di colore a un torneo sin qui inferiore alle attese e senza nessuna vittoria mentre le nostre avversarie hanno superato il Galles 15 a 14. Calcio d’inizio alle 19 e 20 italiane mentre Irlanda-Inghilterra, ovvero la partita che assegnerà il titolo, inizierà alle 21 italiane a Donnybrook subito dopo la fine della partita degli U20. Completa il quadro di giornata e chiude il torneo 2017 Francia-Galles nel sabato sera (ore 21) di Brive.

Scozia: 15 Chloe Rollie, 14 Megan Gaffney, 13 Lisa Thomson, 12 Lisa Martin (capitano), 11 Rhona Lloyd, 10 Helen Nelson, 9 Sarah Law,  8 Jade Konkel, 7 Louise McMillan, 6 Jemma Forsyth, 5 Deborah McCormack, 4 Emma Wassell, 3 Katie Dougan, 2 Lana Skeldon, 1 Tracy Balmer
Riserve: 16 Rachel Malcolm, 17 Heather Lockhart, 18 Lindsey Smith, 19 Sarah Bonar, 20 Lyndsay O’Donnell, 21 Jenny Maxwell, 22 Lauren Harris, 23 Eilidh Sinclair
Italia: 15 Manuela Furlan, 14 Michela Sillari, 13 Maria Grazia Cioffi, 12 Sofia Stefan, 11 Maria Magatti, 10 Beatrice Rigoni, 9 Sara Barattin, 8 Elisa Giordano, 7 Lucia Cammarano, 6 Ilaria Arrighetti, 5 Alice Trevisan, 4 Isabella Locatelli, 3 Marta Ferrari, 2 Melissa Bettoni, 1 Elisa Cucchiella
Riserve: 16 Lucia Gai, 17 Gaia Giacomoli, 18 Michela Este, 19 Elisa Pillotti, 20 Valeria Fedrighi, 21 Veronica Madia, 22 Elisa Bonaldo, 23 Paola Zangirolami

Sei Nazioni U20: la Francia è solo così così, ma basta a battere l’Italia (13-18)

Francia-Italia U20 2016

ph. Fotosportit/FIR

A Capoterra gli azzurrini pagano un primo in cui non riescono mai a pungere e quando rimangono in 14 per un cartellino giallo concedono due mete a una squadra transalpina che proprio irresistibile non è. Nel secondo tempo c’è la reazione ma anche troppi errori

La Francia nel primo tempo fa il compitino, punge poco o nulla, l’iniziativa è più a lungo in mano azzurra eppure si va al riposo sul 12 a 3 per i giovani galletti. Possibile? Sì, possibilissimo, perché è quello che è successo a Capoterra nei primi 40 minuti della quarta giornata del Sei Nazioni U20.
L’Italia non gioca male, sembra più in palla degli avversari, difende in maniera molto aggressiva e grazie soprattutto alle sue seconde e terze linee va quasi sempre in avanzamento ma alla fine non si avvicina mai alla linea di meta avversaria e oltre al piazzato di Cioffi nei primissimi minuti sono da registrare solo un tentativo sbilencco di drop si Rizzi 15′ e una punizione che non va tra i pali sempre di Cioffi al 17′ da quasi metà campo.
E la Francia? Poco o nulla fino al 27′ – ma appunto rischia pure pochissimo – quando in una delle sue prime vere puntate nei 22 metri dell’Italia fa prendere un cartellino giallo (su cui si può discutere) a Rizzi: i galletti si scuotono mentre noi ci sciogliamo mentalmente e nel giro di qualche minuto marcano due mete. I nosti avversari cominciano anche a macinare gioco e non la smettono più, costringendo quasi sempre i nostri alla difensiva.
All’inizio della seconda frazione la reazione azzurra che porta alla meta di Rizzi al 45′. I ragazzi di Orlandi e Troncon ci provano ma commettono davvero troppi errori: molto male la touche ma anche placcaggi e gioco alla mano sono da rivedere. Due piazzati di N’Tamack rimettono una Francia tutt’altro che irresistibile fuori dalla nostra portata. Finisce 13-18 e tra una settimana in Scozia si gioca l’ultima partita dell’edizione 2017, finora – ancora una volta – senza vittorie.

Italia U20: 15 Massimo Cioffi,  14 Andrea Bronzini, 13 Ludovico Vaccari, 12 Marco Zanon (capitano), 11 Giovanni D’Onofrio, 10 Antonio Rizzi, 9 Charly Vincenzo Ernst Trussardi, 8 Giovanni Licata, 7 Nardo Casolari,  6 Jacopo Bianchi, 5 Gabriele Venditti, 4 Lorenzo Masselli, 3 Giosuè Zilocchi, 2 Massimo Ceciliani, 1 Daniele Rimpelli
Riserve: 16 Alberto Rollero, 17 Danilo Fischetti, 18 Marco Riccioni, 19 Edoardo Iachizzi, 20 Niccolò Cannone, 21 Matteo Maria Panunzi, 22 Michelangelo Biondelli, 23 Roberto Dal Zilio
Mete: Rizzi (45′)
Conversioni: Cioffi (46′)
Punizioni: Cioffi (3′, 73′)

Francia U20: 15 Romain Buros, 14 Faraj Fartass, 13 Théo Millet, 12 Alexandre Arrate, 11 William Iraguha, 10 Romain N’Tamack, 9 Baptiste Couilloud, 1 Ugo Boniface, 2 Florian Dufour, 3 Thomas Laclayat, 4 Florian Verhaeghe, 5 Mickaël Capelli, 6 Killian Geraci, 7 Dylan Crétin, 8 Alexandre Roumat
Riserve: 16 Léo Aouf, 17 Etienne Fourcade, 18 Georges-Henri Colombe, 19 Alban Requet, 20 Cameron Woki, 21 Jérémy Valençot, 22 Pierre-Louis Barassi, 23 Geoffrey Cros
Mete: Dufour (28′), Boniface (33′)
Conversioni: N’Tamack (29′)
Punizioni: N’Tamack (58′ e 72′)

Italia-Francia U20 e Galles-Irlanda dei grandi: un venerdì che profuma di Sei Nazioni

Italia U20 2017

ph. Fotosportit/FIR

A Capoterra alle 15 (diretta streaming su Rugby Channel) scendono in campo gli azzurrini e i pari età transalpini nella prima partita del quarto turno del Sei Nazioni U20. Alle 21 a Cardiff (e su DMAX) va in scena l’unica partita in notturna – e di venrdì – del torneo 2017 dei senior. Una gara attesissima

SEI NAZIONI U20: ITALIA-FRANCIA, Capoterra ore 15 (diretta web su therugbychannel.it)
Una sola vittoria per i transalpini in tre gare, piuttosto netta contro la Scozia, e due ko con Irlanda e Inghilterra: questo il ruolino di marcia degli ospiti contro i quali si mettono di traverso i ragazzi di Carlo Orlandi e Alessandro Troncon che allo Stadio Comunale “Santa Rosa” cercano la loro prima affermazione, sfuggita di un nulla contro l’Irlanda due settimane fa. Capitano sarà il centro Zanon con Riccioni che va a sedersi in panchina.
Le altre due partite della quarta giornata si giocano sabato: Inghilterra-Scozia a Northampton alle 19 e 15, Galles-Irlanda a Colwyn Bay alle 19 e 30.

Italia U20: 15 Massimo Cioffi,  14 Andrea Bronzini, 13 Ludovico Vaccari, 12 Marco Zanon (capitano), 11 Giovanni D’Onofrio, 10 Antonio Rizzi, 9 Charly Vincenzo Ernst Trussardi, 8 Giovanni Licata, 7 Nardo Casolari,  6 Jacopo Bianchi, 5 Gabriele Venditti, 4 Lorenzo Masselli, 3 Giosuè Zilocchi, 2 Massimo Ceciliani, 1 Daniele Rimpelli
Riserve: 16 Alberto Rollero, 17 Danilo Fischetti, 18 Marco Riccioni, 19 Edoardo Iachizzi, 20 Niccolò Cannone, 21 Matteo Maria Panunzi, 22 Michelangelo Biondelli, 23 Roberto Dal Zilio
Francia U20: 15 Romain Buros, 14 Faraj Fartass, 13 Théo Millet, 12 Alexandre Arrate, 11 William Iraguha, 10 Romain N’Tamack, 9 Baptiste Couilloud, 1 Ugo Boniface, 2 Florian Dufour, 3 Thomas Laclayat, 4 Florian Verhaeghe, 5 Mickaël Capelli, 6 Killian Geraci, 7 Dylan Crétin, 8 Alexandre Roumat
Riserve: 16 Léo Aouf, 17 Etienne Fourcade, 18 Georges-Henri Colombe, 19 Alban Requet, 20 Cameron Woki, 21 Jérémy Valençot, 22 Pierre-Louis Barassi, 23 Geoffrey Cros

 

SEI NAZIONI: GALLES-IRLANDA, Cardiff ore 21 (diretta DMAX)
Inutile stare qui a sottolineare i tanti aspetti e le spigolature di una sfida tanto tradizionale quanto importante. Vittorio Munari nel suo ultimo Tinello ha messo l’accento sulla battaglia tra le terze linee e sul fatto che la squadra di casa si gioca un posto nel ranking che sarà determinante nel sorteggio dei gironi della RWC 2019 in programma a maggio. Per tacere del tour dei Lions in Nuova Zelanda del prossimo giugno.
E poi ci sono i punti per il torneo in corso, tanti e importanti. Una gara che si annuncia intensa e – speriamo – spettacolare.

Galles: 15 Leigh Halfpenny, 14 George North, 13 Jonathan Davies, 12 Scott Williams, 11 Liam Williams, 10 Dan Biggar, 9 Rhys Webb, 8 Ross Moriarty, 7 Justin Tipuric, 6 Sam Warburton, 5 Alun Wyn Jones (c), 4 Jake Ball, 3 Tomas Francis, 2 Ken Owens, 1 Rob Evans
Riserve: 16 Scott Baldwin, 17 Nicky Smith, 18 Samson Lee, 19 Luke Charteris, 20 Taulupe Faletau, 21 Gareth Davies, 22 Sam Davies, 23 Jamie Roberts
Irlanda: 15 Rob Kearney, 14 Keith Earls, 13 Garry Ringrose, 12 Robbie Henshaw, 11 Simon Zebo, 10 Johnny Sexton, 9 Conor Murray, 8 Jamie Heaslip, 7 Sean O’Brien, 6 CJ Stander, 5 Devin Toner, 4 Donnacha Ryan, 3 Tadhg Furlong, 2 Rory Best (c), 1 Jack McGrath
Riserve: 16 Niall Scannell, 17 Cian Healy, 18 John Ryan, 19 Iain Henderson, 20 Peter O’Mahony, 21 Kieran Marmion, 22 Paddy Jackson, 23 Tommy Bowe