Tag: Top 12

Un applauso a Treviso, irlandesi col fiato corto e un problema chiamato Top 12: il Tinello di Vittorio Munari

Con Vittorio Munari ripercorriamo i risultati delle ultime settimane, partendo dalla squadra veneta, passando per le Zebre, i Saracens e molte altre cose che riguardano l’Italia…
Palla a Vittorio!

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O’Shea, la FIR e i permit players: un altro giro di parole e basta?

C’è un nuovo capitolo nella questione permit players. No, non fatevi film strani, nulla di definitivo o che dia finalmente una normativa chiara e condivisa all’ascensore tra franchigie e club di Top 12, ma una dichiarazione di Conor O’Shea che sembra farlo presagire. Ripetiamolo ad alta voce: SEMBRA. Il ct della nazionale azzurra l’ha rilasciata nel corso di una intervista davvero chilometrica a OnRugby e ve la propongo qui:

Facciamo un veloce recap? Il 18 marzo 2017, subito dopo il 29 a 0 subito dalla Scozia nell’ultima giornata di quel Sei Nazioni, Conor O’Shea dice che “sono un positivo, vedo sempre il bicchiere mezzo pieno. Ma non sono uno stupido, non sto qui a prendere tempo. Ho fiducia in questo gruppo, resto convito che possiamo diventare un’ottima squadra. Ma gli investimenti devono essere fatti nell’interesse esclusivo della Nazionale. E’ l’Italia l’unica cosa che conta. Le decisioni che dovremo prendere faranno male a qualcuno, ma Irlanda, Galles, Scozia hanno fatto scelte difficili per il rugby di club, investito sulle franchigie. E’ facile fare questi cambiamenti, a patto di volerlo. Sarà difficile? Sì, ma è fattibile e deve essere fatto. Qualcuno dovrà mettere il proprio ego da parte nell’interesse della maglia azzurra”.
Il 14 novembre dello stesso anno questo blog pubblica un articolo dove il ct chiede apertamente un ascensore tra le due squadre celtiche e le formazioni del massimo campionato nazionale, un sistema che vada in entrambi i sensi e non solo dal basso verso l’alto in maniera saltuaria. Ovviamente non succede nulla.

A fine gennaio del 2018 il colpo (involontariamente) comico: chi si lamenta del fatto che i giocatori di Treviso e Zebre che giocano poco in Pro14 non possano mettere un po’ di minuti nelle gambe in quella che allora si chiamava Eccellenza? Ma il presidente della FIR Alfredo Galeazzi, ovvero l’uomo che può decidere e rendere operativa una cosa simile. Parla come se fosse capitato lì per caso. Fantastico.
Maggio 2018, la proposta di O’Shea riceve il sostegno pubblico di Stephen Aboud, ovvero il responsabile della formazioni di tecnici e giocatori per l’Alto Livello della FIR. E indovinate un po’? Continua a non succedere nulla.
Beh, quasi nulla. Perché il Benetton Treviso proprio tra la fine della stagione del 2018 e l’inizio di quella in corso decide che è ora di basta e si muove in autonomia: fa contratti con alcune società venete secondo i quali alcuni giocatori si allenano con i biancoverdi al Monigo e in caso di mancato utilizzo possono rientrare nelle loro società per giocare in Top 12. Una situazione che conoscono tutti, compresi i muri di ogni club house italiana ma in FIR si fa finta di nulla. Per carità, meglio così che mettere paletti stupidi, ma che modo è di gestire uno dei passaggi più delicati e importanti della nostra già non estremamente produttiva filiera?

Una situazione talmente “normale” che due mesi fa è stato il Benetton Treviso ad annunciare l’infortunio che chiudeva anzitempo la stagione di Michele Lamaro, un giocatore che sulla era “solo” un permit player proveniente dal Petrarca. Ma di fatto già allora Lamaro era un atleta Benetton.
Ora le nuove parole di Conor O’Shea, che al momento sono solo quello: parole. Purtroppo per lui, s’intende. Perché il Consiglio Federale FIR non ha ancora deliberato nulla anche se i contratti si fanno in queste settimane e non a fine luglio. Ammesso e non concesso che poi a fine luglio qualcosa si muoverà davvero. Perché nel rugby italiano anche San Tommaso avrebbe perso la sua proverbiale pazienza.

La legge di Boris colpisce ancora. Che fine ha fatto la Nazionale Emergenti?

Il Maestro René Ferretti

Le cose buttate un po’ lì, a caso (ma l’immortale e indimenticabile René Ferretti userebbe parole più adatte alla bisogna), non servono un granché. Ti poni un obiettivo, metti in piedi un ambaradan ma poi non lo segui poi molto, non gli dai le attenzioni (e i soldi) necessari, quasi sperassi che le cose possano in qualche modo funzionare miracolosamente da sole. Non che quel progetto – perdonatemi: ambaradan – possa raddrizzare una baracca dalle fondamenta un po’ bislacche, però sempre meglio che un calcio nel culo, come direbbe il saggio.
La Nazionale Emergenti è un po’ così. Anzi, era, perché pare che sia stata messa quantomeno in fondo a un cassetto, se non peggio. Funzionava? No, direi di no. Poteva essere migliorata (al pari del nostro maggior campionato nazionale, che altrimenti…), anche sostituita, ma qui è stata semplicemente tolta di mezzo. Pare eh.
Il racconto è di Duccio Fumero, per R1823:

Il progetto ‘Italia Emergenti’ è stato (momentaneamente?) accantonato dalla Fir. Quella che era la seconda nazionale azzurra e che doveva essere la palestra per i migliori prospetti del Top 12 non è nei progetti di questa stagione della Federazione.
Il ‘sospetto’ era già arrivato quasi un anno fa, quando la Fir annunciò gli staff tecnici delle varie nazionali italiane e nell’elenco non risultata l’Italia Emergenti. Un’assenza che, però, poteva venir interpretata semplicemente con l’idea che – al momento opportuno – si sarebbe scelto un tecnico del…
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Zebre e Treviso, il nuovo anno regala subito le prime conferme. Belle e meno belle

Eppure questo 2019 ci ha già detto che cosa ci aspetta nei prossimi mesi, almeno un po’. Una sola settimana, un solo turno di partite è stato sufficiente. Vediamo perché.

GUINNESS PRO14: ZEBRE-CHEETAHS 12-27
Le Zebre perdono in casa una partita non semplice ma nemmeno impossibile. A Parma per un tempo le due squadre rimangono in equilibrio soprattutto grazie ai ripetuti errori di entrambe le formazioni. Padroni di casa che si trovano sotto di 12 punti ma che riescono a raddrizzare il match andando al riposo in perfetta parità. Il problema è che nella seconda frazione i sudafricani sbagliano appena un po’ meno e i ducali non fanno nemmeno un punto.
La striscia negativa celtica si allunga, con i ragazzi di Bradley che non vincono una gara in Pro14 dal 26 ottobre, ovvero sei sconfitte consecutive. Non che la classifica in sé conti poi così tanto, che non c’è alcun rischio di retrocessione, ma le Zebre sembrano essersi fermate a un anno fa: pregi e difetti sono bene o male sempre gli stessi e grossi passi avanti non sono stati fatti. Ci sono anche diversi infortunati importanti, vero, ma il rischio che la cosa diventi un alibi dietro cui nascondersi all’occorrenza c’è. L’ultima parte della stagione rischia di diventare davvero complicata, ottenere un risultato nella partita di fine mese ancora contro i Cheetahs sarà importante, in mezzo c’è la Challenge Cup.

GUINNESS PRO14: BENETTON TREVISO-GLASGOW WARRIORS 20-17
Ok, gli scozzesi arrivavano dalla doppia sconfitta nel derby con Edimburgo ma sono sempre la squadra al comando della Conference A. O almeno lo erano, perché il ko di Monigo ha consentito al Munster di scavalcare i Warriors.
Treviso invece fa suo il quarto match consecutivo e il fatto di aver tenuto testa, combattuto punto su punto fino all’ultimo secondo e poi vinto contro una delle formazioni più forti, preparate e complete del torneo non fa che accrescere ulteriormente la consapevolezza dei biancoverdi, che ormai possono giocare a viso aperto contro chiunque. Per davvero, non è più la formuletta che lasciava un po’ il tempo che trovava qualche anno fa.
Si parla di play-off, bisogna parlare di play-off che non bisogna nascondersi ma nemmeno non tenere presente che è vero che ora il Benetton è terzo ma ha un solo punto sugli Scarlets e solo due più dell’Ulster. Però è lì dove non è mai stato in questi anni celtici.
La speranza è che i biancoverdi riescano a conquistarsi un posto per avere la possibilità di arrivare in semifinale e soprattutto che questa crescita venga travasata in qualche maniera nella nazionale maggiore, ma al momento gli azzurri sembrano essere più in mood Zebre, diciamo così, e non bisogna dimenticare che il gap di cui ancora soffre Treviso nel Pro14 diventa esponenziale a livello di nazionali maggiori. Perché lì il problema non sta tanto nel punto di forza rappresentato dalla singola squadra ma nel livello complessivo del movimento. E noi, inutile girarci attorno, a parte il Benetton arranchiamo.

TOP 12 – CALVISANO REGALA IL TITOLO D’INVERNO AL PETRARCA
A proposito, parliamo anche di Top 12. Nel fine settimana si è giocata l’ultima giornata del girone di andata del massimo campionato nazionale: il Petrarca supera le Fiamme oro e approfitta della sconfitta del Valorugby a Calvisano. I padovani sono campioni d’inverno ma la classifica – va detto – è parecchio corta.
Rovigo travolge il San Donà in trasferta, Verona batte Viadana e la lazio supera il Valsugana

Lazio – Valsugana 22-21
Petrarca – Fiamme Oro 18-10
Calvisano – Valorugby 23-18
San Donà – Rovigo 27-59
Verona – Viadana 22-18
Mogliano – Firenze 3-8

CLASSIFICA
Petrarca Padova 40; Valorugby, Rovigo 39; Calvisano 38; Fiamme Oro 34; Medicei 29; Mogliano 26; Viadana 21; San Donà 19; Lazio 14; Valsugana, Verona 13

Il video di fine anno di Gavazzi: tra il Fight Club e le cavallette (uniche assenti)

Il 2019 inizia con la rubrica “L’angolo del Vile” e con un protagonista assoluto

Cose che ho imparato dal video di fine anno del presidente della FIR Alfredo Gavazzi:

– Prima regola del Top 12: non parlate mai del Top 12

– Seconda regola del Top 12: non dovete parlare mai del Top 12

– Già che ci siete: non parlate nemmeno del Seven
– I conti in ordine e il tesoretto lasciato da Dondi sono una leggenda metropolitana, tipo lo sbarco dell’uomo sulla Luna
– Non è vero che tra il 2008 e il 2012 il mondo è stato travolto da una profonda crisi economica, altrimenti Dondi non avrebbe potuto lasciare i conti in ordine e un tesoretto. Ah, già, scusate, quella è una leggenda metropolitana
– E comunque i conti in ordine e il tesoretto si sono autodissolti. Hanno fatto tutto da soli
– La crisi economica, in ogni caso, ha fatto sentire i suoi effetti solo dopo la metà di settembre del 2012
– Quando fate un videomessaggio tenete le mani in posizione tale da impallare la faccia per il maggior tempo possibile, magari agitandole anche
– Oggi il rugby è su tutte le tivvù però non vi dico a quanto ammontano i contratti
– Se volete sapere a quanto ammontano i contratti, fatevi eleggere dall’opposizione, diventate consigliere federale e poi chiedetemi i contratti: comunque vi dirò di no
– Oggi il Top 12 è in streaming sul canale YouTube della FIR per scelta e non perché le televisioni tradizionali non se lo filavano di pezza
– Oggi il rugby è su tutte le tivvù ma conoscere i dati di ascolto è come chiedere il numero di telefonino di Emily Ratajkowski
– La colpa è dell’amministrazione precedente
– Se anche l’amministrazione precedente era la mia amministrazione allora la colpa va a data alla prima dove non facevo il presidente
– Nell’ultimo caso prefigurato sorvolare sul fatto che probabilmente ero comunque consigliere federale
– Sono stati i comunisti
– Sono stati i venusiani
– E allora il piddì????!!!!111!!!??111
– “Penso che il discorso fatto con la franchigia Zebre sia importante”. Ovvero prima “privatizzarle” mettendole in mano agli stessi che avevano lasciato scheletri dagli Aironi in poi e quindi riprendersele totalmente sul groppone quando stavano per fallire (ma va?)
– Il Sei Nazioni 2018 è stato una ciofeca ma temo moltissimo per quello 2019
– Il Top 12 non esiste!
Un suggerimento al presidente Gavazzi: la prossima volta tiri in ballo anche le cavallette, che fanno sempre la loro porchissima figura.
Buon anno eh