25, 24, 23, 22, 21, 20… L’Italia manda in orbita anche la Scozia più brutta

ph. Fotosportit/FIR

A Roma gli azzurri infilano la sconfitta consecutiva numero 25 nel Sei Nazioni: non vincono da 5 anni, tra le mura amiche addirittura da marzo 2013. Una gara sconclusionata, senza mordente contro avversari che hanno commesso una montagna di errori, ma se ne vanno con un 17 a 0 a loro favore. E franco Smith sembra avere già imparato la lezione sbagliata, quella delle dichiarazioni post-gara

Bene, cosa dire al giro numero 25 che non sia già stato detto e scritto in tutte le sue declinazioni nelle 24 sconfitte (consecutive) precedenti? Facile: nulla. D’altronde siamo sempre qua, fermi allo stesso punto: facciamo qualche tentativo di passo per allontanarci – una volta da una parte, un’altra volta dall’altra – ma alla fine non ci si muove mai.
Poi arrivano i ko come quello di sabato, francamente inguardabile. Come livello di bruttezza, impalpabilità tecnica e mentale se la gioca con la partita con la Francia di un anno fa, ma lì almeno 14 punti siamo riusciti a farli mentre contro la Scozia siamo rimasti a zero. Fermi al palo per la seconda volta in tre match (mai successo nel nostro Sei Nazioni).

L’Italia doveva vincere, la Scozia doveva vincere: alla fine di una gara in cui per lunghi tratti si è assistito alla fiera dell’errore si è imposta la squadra che ci ha davvero provato di più, quella con le idee più chiare. Inutile girarci attorno: la Scozia più brutta ci ha battuti e non ha subito nemmeno un punto, il resto sono chiacchiere. Poi possiamo dire però qui (pochissimi), però lì (ancora meno), ma il succo è quello. Gli azzurri hanno messo in mostra poche idee e pure parecchio confuse, hanno sofferto in mischia, i breakdown nemmeno parliamone. In affanno in difesa quando la Scozia decideva di giocare davvero ed evanescenti in attacco: siamo entrati pochissime volte nei 22 metri avversari e ogni volta che lo si è fatto la Scozia ha dominato nei punti d’incontro e rubato palla tutte le volte che i nostri non la perdevano.
I nostri avversari hanno conteso la palla solo quando è stato necessario e le ruck che andavano vinte le hanno portate a casa. Galles, Francia, Scozia… cambia l’avversario ma non il risultato: quando ci incontrano bastano alcune accelerazioni, un temporaneo aumento dell’intensità e si portano a casa la partita, senza eccessivi patemi.

Capitolo Franco Smith: ovviamente non è colpa sua, però ha subito imparato il mood “giusto” (virgolette sarcastiche eh) delle dichiarazioni post-partita: i ct che lo hanno preceduto ci hanno messo un anno, un anno e mezzo prima di arrivare ad arrivare alle frasi da difesa d’ufficio sentite sabato.
Non ha un ruolo semplice, doveva fare l’assistente e si ritrova suo malgrado head coach senza sapere ancora per quanto lo sarà. Poi c’è una sorta di avvitamento che andrebbe chiarito: doveva coadiuvare Conor O’Shea ma ora parla spesso della necessità di cambiare parecchie cose. Vero che il ruolo di assistente e di capo allenatore non sono la stessa cosa ma per diversi anni ci è stato detto dai vertici federali, tecnici e non, che la strada era quella giusta. ora invece pare che no. Qualcuno sa dirmi a che punto siamo?

73 risposte a "25, 24, 23, 22, 21, 20… L’Italia manda in orbita anche la Scozia più brutta"

  1. Mr Ian

    C’è poco da commentare, a mio avviso il dato più preoccupante è stato il crollo fisico avvenuto intorno al 30 del primo tempo, ingiustificabile per questi livelli…Noi orribili e loro forse peggio. La Scozia a mio avviso è quella che ne esce con la peggiore impressione, ad oggi non fare il bonus mete a quest Italia equivale ad un mezzo passo falso.
    Smith non ha colpe, aveva voglia di tornare in Europa, l Italia ormai per lui è una seconda casa e l occasione è caduta a fagiuolo..certo magari chiarire meglio il suo ruolo non sarebbe poi così male, ma per adesso i nostri organi federali sono più nascosti delle opere d arte di Mutandari e Carciofani….
    Una cosa però inizia ad infastidirmi, perchè lasciare in panca gente come Licata, Budd, Ruzza totalmente fuori dai radar…io spero che dalla prossima qualche novità in più si possa vedere. Alla fine è davanti che stiamo perdendo tutte le battaglie.

  2. Cicci

    Faccio una domanda, non è che la mancanza di Parisse, in tutto questo quadro, si senta in maniera così grossa? Manca un leader vero in campo? Non che cambi un granché, magari questi zero, o queste asfaltate non si prenderebbero. Non so

  3. Mamo

    O’Shea è un emotivo: si è dichiarato “emozionato” ogni pre raduno, tutti i pre partita ma anche i post partita visto che pensava già al successivo pre raduno e conseguente pre partita.
    Smith è più scientifico, un genetista: sin dall’inizio ha parlato del nostro DNA. Io avevo inteso fosse riferito al gioco aperto che passa per la fantasia di due registi ma poi ho sentito l’intervista a Licata e mi sono venuti dei dubbi sulla mia interpretazione.

    Due persone diversissime unite da un destino imbarazzante.

  4. Gysie

    Dopo 20 anni sono tornato a Roma per il 6N. Deprimente.
    @MrIan ha pienamente ragione. Come seppe costruirsi una fama l’Argentina, fino a farsi accettare? Una grande mischia e un calciatore eccezionale. Direte: un altro rugby. Beh, a ben vedere, la storia delle nostre prime vittorie nel 6N. E ora come siamo messi? Una serie di rimesse nei loro ventidue e neppure riusciamo ad andare vicini ad essere pericolosi. Mischia ordinata scardinata. Su queste basi, anche la carenza di leadership in campo diventa un problema secondario (non è una colpa di Bigi, il fatto è che non c’è un vero leader). Quanto alla Scozia… sì, è vero, brutta. Ma non è che contro Irlanda o Inghilterra fosse stata bella. E, per una volta, mettendo in fila i rispettivi risultati di quelle tre squadre, si vede una certa coerenza. Eh, rimanere a 7 punti da Irlanda e Inghilterra, con due papere di Hogg. Another level, per noi.

  5. Geo

    Beh, come ogni anno prima della partita c’era tanto ottimismo. E come ogni anno ne usciamo sconfitti. Siamo qui a dire che abbiamo una terza linea fantastica e invece a mio parere e proprio nei primi otto che manchiamo. Non siamo all’altezza, e prima ce ne rendiamo conto prima prenderemo le cose per quello che sono. Oppure possiamo proseguire con togli quello e metti questo. Divertente ma inutile. Comunque su una cosa sono d’accordo. Le dichiarazioni pre e post partita. Un bel non comment prima e un bel ci vergogniamo dopo sarebbero quantomeno opportune, soprattutto dopo le dichiarazioni di Licata e Steyn….

    1. Hrothepert

      @Geo, non lo dico per farmi bello e bravo, ma su altro blog a qualcuno io l’ avevo scritto che l’ ottimismo doveva essere con i piedi per terra, perchè poi e casomai, in caso di sconfitta, la delusione sarabbe stata più grande; da cosa era dettato questo ottimismo degli appassionati? Dalla presa di coscienza che la nostra squadra fosse realmente performante? Più no che..ni!!! Nel senso che; a parte qualcuno che, accecato dallo sguardo del tifoso di club, sopravvalutava di molto le qualita delle nostre terze e quindi dell’ intero pacchetto; la maggior parte degli appassionati confidavano sulla mancanza di performance della Scozia, che è l’ ultima del gruppo delle (vere) Tier 1 europee, quello che non avevano preso in considerazione è quello che Franco Smith ha “svelato” nel suo commento del dopopartita e cioè che l’ Italia non è una Tier 1 (adesso che a qualcuno non venga in mente che l’ Italia sia una Tier 2 del livello di quelle dell’ European Championship, che tra quelle e noi c’ è più differenza che tra noi e le vere Tier 1; noi siamo in una fascia intermedia con Fiji, Tonga e Giappone).
      Scrivere cosa non è andato non merita, in quanto così evidente da risultare lapalissiano; scrivere cosa si dovrebbe fare per invertire la rotta non serve, per 2 motivi, il 1° è che mi ripeto da troppi anni e il 2° è che non siamo né io, né gli altri utenti di un Blog a poter prendere decisioni in tal senso!!!!

      1. Geo

        Sai cosa Hrothepert è che il Giappone e Fiji certe partite come quella di domenica la vincono. Basta ricordarsi della grinta che avevano i giapponesi a mondiale e del gioco che hanno espresso (di gran qualità!). Noi al momento non abbiamo la loro qualità. Purtroppo è una nazionale povera, piena di seconde e terze scelte straniere. è inutile raccontarsela. I giocatori non sono all’altezza e domenica non si è nemmeno vista la furia agonistica che si aspetterebbe. Credo che abbiamo visto tutti le differenze di entrata nei raggruppamenti con le altre partite e non mi si venga a dire che è solo una questione di tecnica…

  6. Michele

    Dire che il nostro rugby naviga a vista credo sia pure poco.Siamo veramente all’anno zero del nostro movimento e la cosa peggiore è che non si intravede nemmeno una lucina in fondo al tunnel,venticinque sconfitte sono troppe per poter pensare di poter rimanere nel 6N,non con questo livello di competizione.In federazione regna la calma piatta alla “business as usual”,direi che siamo andati a fondo e non c’è speranza di risalita.Comincio a pensare che anche nello spogliatoio Italiano stia prevalendo la italianissima logica del “tengo famiglia”,nessuno ha il coraggio di parlare,nessuno che rovescia le panche o che canta fuori dal coro,solo le solite frasi di circostanza che ormai conosciamo a memoria:alle interviste post-partita credo si possano mettere dei cartonati con il fumetto già scritto e standard.Persino alcuni amici francesi che mi incoraggiavano nei giorni scorsi dopo la sconfitta subita con la Francia adesso cominciano a dirmi che forse ho ragione,che forse è meglio per noi se ci ritiriamo prima che ci mandìno via loro.

  7. Galeone

    Eh si, l’ultimo capoverso dell’articolo è quello che lascia aperti piu’ interrogativi… Siamo per l’ennesima volta innanzi ad una ripartenza da zero buttando nel cesso tutto quello che è stato fatto in precedenza nel bene e nel male….

    1. Geo

      Per esempio: “ci dispiace tantissimo. Non siamo stati in grado di gestire al troppa pressione e abbiamo performato al di sotto degli standard minimi richiesti a questo livello. Chiediamo scusa al pubblico per la bruttissima partita e cercheremo di riconquistare il cuore degli appassionati”
      E con questo non do addosso a FS come non davo addosso a Oshea.

    2. Stefo

      Jazztrain pero’ non si puo’ sentire uno che ti dice che la mischia e la maul hanno retto il confronto e che si e’ creato tanto quando non e’ cosi’!

      Non bastava molto eh, ti copio ed incollo sotto il link a quell che Farrell post disfatta a Twickenham ieri, non sta li’ a cercar scuse o raccontar di partite che solo lui ha visto!

      Fa autocritica senza se e senza ma, prendendosi le sue responsabilita’ e dicendo com’e’ andata senza fare sconti a se stesso per primo!

      https://www.independent.ie/sport/rugby/six-nations/the-scoreline-flattered-us-ill-take-responsibility-andy-farrell-reflects-on-poor-irish-performance-38983050.html

  8. MF

    L’unica cosa che si può aggiungere a quanto sostenuto dal Grillotalpa nel commento alla partita con la Francia è: SIAMO IMBARAZZANTI E INADEGUATI.
    La partita con la Scozia ha messo a nudo definitivamente tutte le nostre deficienze e incompetenze, siamo incapaci a questo livello di far muovere il punteggio anche contro una squadra avversaria brutta.
    Ora non ci sono più dubbi o alibi o ipotesi interpretative, i punti messi a segno contro la Francia ci sono stati concessi per “inesperienza” giovanile dei nostri avversari.
    Tutto il resto è storia.
    ….che tristezza.
    Ma la cosa che più disarma e la mancanza di assunzione di responsabilità dei vertici, i quali dovrebbero certificare tale fallimento con un azione chiara ed inequivocabile, DIMETTERSI in massa….. non si possono aspettare altri 8/9 mesi per nuove elezioni, occorre partire subito con un “elettroshock…..sia chiaro è facile sparare sulla Federazione, so bene che le colpe non risiedono solo lì; infatti credo anche che tutto il movimento rugbystico italiano debba prendere coscienza di essere inadeguato.
    Gli altri hanno conoscenze profonde sia a livello teorico che a livello pratico, noi?
    Ci pavoneggiamo all’ombra dei nostri piccoli campanili senza renderci conto che il rugby è cambiato da tantissimi anni e che le nostre capacità non si sono arricchite di tutti quegli elementi teorici/pratici che servono per tenerti a quel livello.
    Ad esempio, non siamo in grado di formare una seconda linea di livello dai tempi di Bortolami (non ho dimenticato Cannone, sperando che cresca e raggiunga certi livelli)…..e non abbiamo neanche le disponibilità economiche per “assumere” un equiparato di grande livello……
    A dire il vero più che anno zero sembra di stare sottozero, di aver toccato il fondo e invece di comprarci una scala per risalire, ci siamo attrezzati con delle belle vanghe per scavare……
    Come già detto nell’intervento del post Francia, occorre essere impietosi e incominciare a fare scelte chiare anche a discapito di qualcuno…….chi tiene famiglia si adeguerà a fare altro, tutti abbiamo famiglia, ma questo non giustifica le inadeguatezze e le impreparazioni, prima lo capiamo meglio è…..altrimenti by by a tutti……

    1. Marcello

      Fossero solo se seconde linee – ruoli in cui peraltro la carenza è cronica!
      Non viene formato un numero 10 di livello dai tempi di Bettarello – forse forse Scannavacca, che non era malissimo. Vi ricordate gli ultimi 10 anni? Gower, Burton, Orquera, Haymona (!) Allan…
      L’ultimo numero 9 di grandissimo livello è stato Troncon, e ha smesso più di 10 anni fa.
      L’ultima ala veramente forte è stata Nitoglia; poi o stranieri, o ali che vanno piano, o ali che non sanno giocare all’ala.
      Non abbiamo un estremo “vero” italiano da quanto…20 anni? Masi, grandissimo campione, era adattato al ruolo, Minozzi è ancora tatticamente acerbo, scarso in ricezione, mediocre al piede.
      La terza linea attuale è per 2/3 di formazione estera, l’ultima terza di classe, di formazione e crescita totalmente italiana è stata Zanni, che infatti gioca seconda.
      Credo che da qui si capisca la gravità del momento….

      1. Galeone

        Pienamente d’accordo, in particolare per la mediana, ove dalla mitica coppia Dominguez – Troncon, salverei giusto Gower, parzialmente Allan e il primo Gori.

  9. Ginger

    Vorrei fare solo questa considerazione dopo aver riflettuto su un we veramente deludente e che ha inciso negativamente sul mio stato emotivo: partecipare ad una competizione deve essere un piacere, ma per noi italiani del rugby è ancora un piacere essere nel 6 nazioni oppure è solo una grande sofferenza? Beh io credo che ormai vale la seconda condizione e quindi perchè rimanere ancora li? Non lo dico per disfattismo ma solo come constatazione che nella vita si partecipa a qualcosa solo se c’è un motivo di soddisfazione, se c’è piacere a farlo altrimenti ringrazio e saluto. In fin di conti non è un qualcosa di obbligatorio no? Abbiamo scelto di esserci, ci abbiamo provato ma non siamo capaci di reggere il ruolo che ci viene chiesto quindi ringraziamo e salutiamo, torniamo a fare il rugby che siamo capaci di fare, quello che serve ad amatori bambini e adulti per praticare una attività sportiva consapevoli che a differenza delle nazioni anglosassoni saremo sempre quattro gatti a praticare uno sport di nicchia.

    1. Gysie

      Pensa @Ginger che pensavo la stessa cosa anch’io. Ai vecchi tempi pre-professionismo, credo che la FIR stessa avrebbe finito per ritirarsi. Ora sono cambiati i tempi, ci sono dei veri obblighi contrattuali ed il denaro che arriva fa gola comunque. Un po’ come recitare una parte e venire pagati. Certo, la dignità imporrebbe che… però sono gli stessi anglo-sassoni a decidere che, anche nel rugby, conta il denaro. E quindi eccoci pronti al “Torneo 6 Schiaffoni”. Quanto a @Geo, hai sottolineato una cosa che mi manda ai matti. Fossimo almeno aggressivi, pieni di cattiveria agonistica, coltello fra i denti; no. Un paio di anni fa Clive Woodward ricordava che la sua Inghilterra non aveva mai perso dall’Italia, ma ad ogni partita i suoi giocatori le avevano prese fisicamente.

  10. kinky

    Partita imbarazzante per entrambe le squadre. Secondo me non erano nemmeno tanto più forti di noi, solo che abbiamo giocato ancora peggio e gli abbiamo fatto fare 3 mete più due praticamente mangiate da loro. L’unica meta che giustifico all’Italia è l’ultima di Hastings (che forse ai più è sfuggita ai più) perché eravamo in 14 per un giallo, poi è rimasto a terra nella stessa azioni Minozzi e Canna e nel susseguirsi dell’azione praticamente eravamo 12 contro 15…ecco perché dalla mischia aperta nella chiusa non c’era nessuno! Detto questo imbarazzante.
    Ps abbiamo fatto fare quasi (dico quasi perché credo se ne siano accorti tutti) bella figura ad Hastings che è una pippa colossale!

  11. LiukMarc

    Si parlava nel dopo partita della cattiveria e della voglia di combattere. Io devo dire che vedo una certa voglia o lo sforzo dei nostri (insomma, almeno ci provano). Però vedi anche come siano sforzi praticamente inutili, di una inefficacia imbarazzante. Rimane emblematico come tre dei nostri servano a stento per pulire uno dei loro, poi vedi Galles-Francia e vedi come un gallese basti a proteggere una ruck in avanzamento. Naturale che tutto questo ti lasci sulle gambe (e ti sfiniscano mentalmente).
    Tralascio sulle parole post partita. Non so se sia un template preparato o ci credano davvero, in ogni caso sarebbe abbastanza grave.
    Se poi ci mettiamo le altre sconfitte del week end, ti cascano abbastanza le braccia (U20 più forte ma che si lascia rimontare 12 punti in 20 minuti in maniera abbastanza imbarazzante, ma son giovani, cresceranno. Treviso in controllo dopo un tempo, che decide di smettere di giocare, e di punti ne prende 34 alla fine)

  12. Mamo

    Ho appena letto l’opinione del Nero che mi sembra tutt’altro che campata in aria.
    Sostiene, credo abbia ragione, che gli allenatori che si sono avvicendati negli ultimi lustri alla guida dell’Italia non abbiano la concreta possibilità di selezionare liberamente i giocatori e questo perché gli atleti che vengono loro messi a disposizione (sì, gli vengono messi a disposizione) sono, gira e rigira, quelli della filiera ascioniana alias del noto “chiaro percorso”.
    Gli altri – quelli che militano in Top12 – sarebbero già stati scartati o se vogliamo condannati senza appello da Acione e sue diramazioni.
    C’è chi sostiene che a perdere le partite sono i giocatori che vanno in campo e non la federazione ma in realtà, nel rugby, chi va in campo per la Nazionale – a parte gli equiparati – è stato scelto, assumendo il ruolo di predestinato, anni e anni prima della sua convocazione.
    Negli altri sport non è così, fino alla fine della carriera (o quasi) c’è la libera concorrenza.
    Questo era il Progetto e questo, coerentemente, è stato fatto.
    Aggiungo solo un’ultima osservazione: inutile chiedere le dimissioni dei responsabili tecnici federali perché Ascione, lo scorso anno, non è più un distaccato dal Ministero dell’Istruzione ma un vero e proprio dipendente a tempo indeterminato di FIR.
    Auguri.

  13. Daniele

    Dopo anni ed anni di commenti, considerazioni ed analisi di tutti i tipi e di ogni orientamento, per tentare disperatamente di cambiare qualcosa rimane la “sollevazione popolare” nei confronti dei vertici del movimento che hanno, da sempre, disconosciuto qualsiasi respnsabilità in merito, attraverso un arrogante e supponente silenzio di fronte alla umiliazione e sconforto che tutti noi appassionati subiamo da anni ed anni. COMINCIAMO, PER ESEMPIO, FACENDO ARRIVARE QUANTO PIU’ FORTE POSSIBILE LA NOSTRA VOCE ALLA FEDERAZIONE, ANCHE ATTRAVERSO LA SOTTOSCRIZIONE DI UNA RECENTE PETIZIONE LANCIATA ALLO SCOPO: “ALFREDO GAVAZZI: CAMBIARE LA GESTIONE DELLA FEDERAZIONE ITALIANA RUGBY. DIMETTIAMO ALFREDO GAVAZZI”. SOTTOSCRIVIAMO QUI: http://chng.it/YkSL6SNq69

  14. Pesso

    Le dichiarazioni post-partita ormai sono anni che le ignoro perche’ mi fanno solo inc***are (mi autocensuro). Ormai sto perdendo il gusto di seguire le squadre italiane e questo weekend e’ stato veramenre un calcio negli zebedei dopo l’altro (mannaggia quanto mi sono mangiato le mani per l’under 20!).
    Comunque non vedo l’ora di sentire quale artificio retorico con doppio carpiato tirera’ fuori Gavazzi per raccontare che va tutto alla grande

  15. roberto

    Quando ci si meraviglia dell’ovvio significa che la realtà non è ben a fuoco.
    le altre cinque compagini hanno campionati e club superiori ai nostri o no ? per favore non scherziamo.
    esempio scozia: le loro franchigie, edimburgo e glasgow che gioco esprimono e quale classifica hanno rispetto le nostre? basta confrontare questi palesi DATI OGGETTIVI e i conti tornano immediatamente.
    come si può pensare o semplicemente auspicare .come molti hanno fatto, di poter impensierire un competitor con credenziali completamente asimmetriche ,nel valore complessivo, alle nostre? il perchè di questo cronicario credo sia ben noto a tutti, o quasi.
    L’albero del nostro movimento è profondamente malato ritenendo l’aspetto dirigenziale ,a qualsiasi livello, quale punta dell’iceberg e naturale esito di un sistema malato.
    vista la battaglia mostruosamente fisica vista ieri tra inglesi e irlandesi spero di cuore che nelle due ultime apparizioni i nostri non si facciano male ,nel senso vero del termine mancando una strategia di gioco che supplisca effiacemente, vedi l’attuale stupenda francia, alle sole dinamiche di ” autoscontro” e sfondamenti vari il rischio è veramente alto.
    ma tale attitudine non si improvvisa ma si costruisce nel tempo con tanta COMPETENZA e impegno che ad oggi sono due illustre sconosciute

  16. Massimiliano Savoldelli

    Purtroppo abbiamo toccato il fondo nella partita più importante, con Russell in campo non oso pensare quanti punti prendevamo.. Col senno di poi con Budd, Riccioni, Licata, Lazzaroni, Violi e Tebaldi dall’inizio probabilmente ce la saremmo giocata di più.

  17. Giovanni

    La sensazione peggiore è stato il senso d’impotenza che la squadra ha trasmesso: impotenza a superare la difesa avversaria, impotenza in mischia chiusa, incapacità a costruire un fraseggio alla mano che non includesse errori o incomprensioni tra giocatori (tipo quando a pochi minuti dalla fine, dopo un multifase al limite dei 22, sopraggiunge di gran carriera Bigi e l’ovale gli esplode sulla spalla perchè passato con timing ed altezza errate). Ancora peggio, ormai sembra che nessuno abbia la minima idea di cosa fare per poter risalire da questo sprofondamento senza fine.
    Smith ha rilasciato dichiarazioni fuori contesto, ma la cosa pegiore è il silenzio assordante dei vari Gavazzi, Ascione e compagnia di giro, personaggi che avevano assicurato che con le proprie scelte e le proprie “ricette” nell’arco di X anni avremmo fatto il salto di qualità. Non solo ciò non è avvenuto, ma siamo messi peggio rispetto a 8-10-12 anni fa.

    1. LiukMarc

      Ma meno male che Gavazzi&co stanno zitti. Con il senso di responsabilità che esiste in questo paese sarebbe capaci di dire che è colpa dei giardinieri dell’Olimpico, o che serve avere pazienza, che per il 2035 qualcosa si sarà mosso.

  18. Sinistrapiave

    Grazie a questa partita ora sono finalmente guarito!
    Infatti ero un’inguaribile ottimista: mi dicevo sempre vedrai che la prossima giochiamo meglio,diamo tempo a cos, diamo tempo a Smith,  con la scozia la portiamo a casa..etc etc. Ora non ci credo più, fine dei giochi , game over…
    Pensateci bene: era la situazione ideale, l’occasione che aspettavamo da tempo, roba che neanche l’allineamento dei pianeti…:
    -Scozia tesa con giocatori importanti infortunati, confusionaria e incapace di concretizzare, in giornata decisamente no
    -Italia in formazione quasi “tipo” , mancava solo Campagnaro
    -Olimpico quasi pieno + giornata di sole
    -arbitro equo, oserei dire che ha chiuso più di un occhio sui nostri falli. A tratti ho avuto la sensazione che volessero favorirci , per non darci il colpo di grazia.
    E abbiamo fallito miseramente, stavolta senza se e senza ma. Non c’e’ l’ombra di un alibi che sia uno. E io sono sempre stato incline a concedere alibi.
    L’ultimo alibi che mi sono inventato l’anno scorso è stato quello del problema psicologico, quando non battemmo la Francia perché la mente ci ha giocato un brutto scherzo, dicevamo a noi stessi che non potevamo vincerla. Era troppo evidente che questi ragazzi hanno una mentalità perdente, hanno avuto moltissime occasioni per allenarla. Ma spendere due soldi per un mental coach pareva proprio brutto in F.i.r.
    Comunque sia secondo me ora è proprio finita ( parere mio ovviamente) , è chiaro che non c’entriamo un cazzo con questo torneo. Dobbiamo fare un reset totale e mettere tutto il giocattolo in mano a qualcun altro che sappia cavarne fuori qualcosa perché noi non ci siamo riusciti. Spero che i dirigenti del movimento abbiano l’onestà di non ripresentarsi alle prossime elezioni: bisogna dare una scossa, un segnale , perché è chiaro che non sappiamo venire fuori da soli dalle secche in cui ci troviamo.
    Sono convinto anche che questi professionisti non abbiano neanche la metà dell’abnegazione che ci mettevano i giocatori dell’Italia delle sconfitte onorevoli, quando eravamo meno organizzati ma il cuore in campo lo vedevi eccome.

  19. Vittorio

    Le dichiarazioni post-partita sono niente in confronto a quelle pre-partita,una liturgia di banali cretinate che sono una offesa per i tifosi:”scenderemo in campo come sempre per vincere”,”abbiamo lavorato bene in settimana,siamo pronti”ecc.
    Credo che chi ci ha dato gli input giusti per capire la situazione sia stato Castro,quando ha rivelato di non trovarsi più a suo agio nello spogliatoio di fronte alla sostanziale indifferenza delle nuove leve per la sconfitta.

  20. Toto

    Fa male leggere, nell’articolo postato da @Stefo: “…the expected victory against Italy is completed in a fortnight. Le 5 altre ormai danno per scontato il successo contro di noi.

    1. LiukMarc

      Be direi che, per quanto sportivamente opinabile, non credo sia questionabile. Anche perchè non sono 25 sconfitte combattute e con scarto minimo.
      Abbiamo smesso di competere molto tempo fa, ora anche di giocarcela.

  21. RFC

    Il Galles gioca al 90%: noi zero punti
    La Francia gioca 20 minuti al 100%: noi zero punti e subiamo un punto al minuto.
    La Scozia gioca seriamente (male, ma probabilmente al 100% di quello che può fare adesso): noi zero punti.
    E c’è ancora gente che si aggrappa al secondo tempo con la Francia….
    Non siamo a livello del rugby vero. Punto.
    Non c’è altro da aggiungere.
    Perfino mia moglie a cui non può fregare niente del rugby, ieri guardando Inghilterra Irlanda mi ha detto: ma questi sembra che giochino un sport diverso dai nostri!!!!

  22. panzatosta

    mi vergogno di aver tifato per questa squadra . Ho sempre pensato che il rugby francese fosse la migliore espressione del gioco “latino”. Tornerò a tifare per la Francia.
    Non mi interessa sapere se le colpe sono della dirigenza o dello staff tecnico o dei giocatori. Sta di fatto che una partita come quella con la Scozia fa passare la voglia di andare allo stadio, di parlare della squadra italiana, del movimento e di quanto ci gira intorno. Credo che la misura sia colma. Allez les blues !

  23. Gianni Berton

    A latere di tutto…
    ma questa settimana, in teoria e in pratica, le nostre tre squadre ( Nazionale e Pro ) non potranno neanche allenarsi…
    Quasi quasi…meglio così…

  24. mauro

    Io ho una mia personale lettura delle umiliazioni che subiamo ogni qualvolta vestiamo di azzurro 23 malcapitati. Fino a poco tempo fa pensavo che mettendo questo al posto di quest altro le cose sarebbero andate meglio, oggi, a fronte di certi spettacoli da ridolini, mi sento di dire che viene confermata anche nel nostro rugby la proprietà commutativa del prodotto.
    Perchè questo? Perchè, sempre a mio giudizio, i nostri baldi eroi vanno in nazionale perchè gli tocca e, quindi, ad un certo punto tirano i remi in barca. Perchè sia così ancora non riesco a capirlo, ma un paio di idee le avrei e le tengo per me lasciandovi solo la provocazione.
    Certo è che vedere sulla sedia centrale ogni tot un faccione nuovo con il contorno dei soliti tre mi crea disagio al punto tale che, dopo aver tributato per anni un applauso a Franko Smith ogni volta che, a capo chino, attraversava il Monigo per salire in tribuna, oggi mi trovo a guardarlo e ad invocare padre Amorth…

  25. Tre Quarti

    Premesso che non è minimamente obbligatorio nè seguire il rugby, nè guardare la nazionale, qualcuno mi deve spiegare perchè a Brunel sono stati concessi 4 anni di lavoro, così come a O’Shea mentre a Smith vengono concessi 3 mesi per portare a casa risultati che altri non hanno né raggiunto né sfiorato.
    Ma forse è una domanda inutile.

  26. Stefo

    @mamo e jazztrain che parlano dell’articolo del Nero, io sono anche d’accordo ma di fatto la critica del nero e’ al sistema nato dopo l’entrata in CL, e non lo scrive neanche tanto tra le righe e’ proprio li’ messo bello chiaro:
    “Smith non attinge da un movimento sportivo, come non lo faceva O’Shea e neanche Brunel, compone il suo puzzle pescando da una lista che viene dal Settore Tecnico Federale, dal progetto FIR di franchigie ed accademie, una lista che abbraccia il decennio di questo fallimentare progetto federale”
    ed ancora
    “Può un ragazzo di Top12 arrivare a giocare per Smith da una domenica all’altra? Impossibile, perchè, dicono, non ha “il livello”, la preparazione.”
    Quindi se si e’ d’accordo con questa visione il punto e’ discutere il proseguio dell’avventura celtica.
    Occhio che il fatto che la CL aveva dei costi sportivi non da poco all’epoca dell’entrata era stato scritto nei vari blog, bastava guardare chi in CL ci era’ gia’ e vedere come erano messi i loro campionati nazionali e come di fatto si creava un alto livello chiuso a pochi intimi tramite un collo di bottiglia strettissimo. Era chiaro che entrando in cL si sarebbe declassato il campionato nazionale e sarebbe stato staccato dall’Alto livello…di nuovo bastava guardare gli altri come erano messi per saperlo, senza pensare che l’ITalia con meno interesse e meno tesserati potesse invece tenere in piedi tutti e due nell’alto livello.
    Per anni a chi diceva questa cosa nei blog veniva contestato pero’ che quello era l’unico modo per esporre i ragazzi ad un rugby di alto livello, c’e’ chi raccontava che si stava allargando il bacino di giocatori di ottima qualita’ e da alto livello in quella maniera…i nodi oggi vengono al pettine, non e’ andata cosi’ e non sta andando cosi’! MA per uscire da questo circolo c’e’ solo una via…uscire dalla CL e provare un rilancio del campionato italiano…siete disposti a questo?

    1. mamo

      “Franchigie e Accademie”, non solo Franchigie, quindi.

      No alle franchigie non rinuncerei ma vorrei che a queste fossero legate due accademie, possibilmente gestite autonomamente dai due Club.
      Solo così, forse, (eccezion fatta per le Zebre sino a che rimarranno 100% federali) gli atleti saranno scelti in piena autonomia tecnica.
      Mi fido più di Bortolami e Ongaro che di Ascione & Co.

      1. Stefo

        Mamo ma franchigie ed accademie fan parte dello stesso pacchetto, e’ questo il punto.

        Non rinunci alle franchigie? Ed allora il gruppo da cui convocare rimarra’ irrimediabilmente ristretto a quei giocatori come oggi, non cambiera’.

        Io riscrivo quello che scrivevo 10 anni fa: non riescono in galles, scozia ed irlanda ad avere un campionato nazionale di livello adeguato in concomitanza con la CL (e cosi’ il loro bacino cui attingere per la nazionale si chiude alle franchigie) come si pensa possa cio’ avvenire in Italia? Non son riusciti loro a risolvere questo problema, come pensi che ci riesca un movimento comuqnue piu’ piccolo al di la’ di chi lo gestisce?

        Se fai la CL e le franchigie automaticamente devi accettare il declassamento del campioanto nazionale, automaticamente decidi di avere un collo di bottiglia strettissimo dell’alto livello, e bastava 10 anni fa guardare chi c’era gia’ in CL per vederlo e capirlo. Questo e’ il costo sportivo della CL e questo rimarra’…con Bortolami o chiunque altro.

        Avere un’Accademia legata a Treviso non cambiera’ nulla da questo punto di vista, le Accademie gli altri ce le hanno, I convocati restano quelli della CL o emigrati e cosi’ sara’ per l’Italia anche con due accademie legate alle franchigie.

        Ah resta poi che comunque nessuno vieterebbe a Treviso di crearsi una sua Accademia in accordo coi club eh…e’ che la vogliono finanziata dalla Fir…

      2. Mamo

        Stefo non intendo insistere, ma altri 40 giocatori selezionati con indipendenza farebbero la differenza ed andrebbero comunque a impreziosire il domestico che, con i permit, sta ridiventando, per ora in embrione, un bacino importante.

      3. Stefo

        Mamo non e’ quesitone di insistere, stiamo conforntando idee…domanda tu pensi che l’Italia con un movimento non paragonabile a scozia, irlanda e galles possa riuscire laddove le altre celtiche non son riuscite?
        Le Accademie dovrebbero essere dove ci porti I ragazzi tra I 18-20 anni quindi per la U20 non per la Nazionale maggiore (salvo eccezioni di giocatori che bruciano le tappe ovviamente).
        Io penso che bisogna fare un’onesta e super partes analisi (quindi fatta da terzi indipendenti) di questi 10 anni, guardando anche altrove come funziona e farsi la domanda se onestamente si pensa di superare i problemi che altri movimenti meglio strutturati e piu’ preparati non riescono a superare.
        Per curiosita’ ho dato un’occhiata, con la scozia di ragazzi usciti dall’accademia selezionati dai tecnici federali ce n’erano solo 8 per essere sinceri
        Lovotti
        Zilocchi
        Fischetti
        Riccioni
        Cannone
        Licata
        Minozzi
        Morisi
        Il resto hanno formazione straniera (7) Polledri, Negri, Allan, Braley, Steyn, Budd, Hayward, o non sono prodotti accademici (8): Bigi, Zani, Zanni, Lazzaroni, Palazzani, Canna, Bellini, Bisegni.
        20/23 sono in CL…con Braley gia’ promesso sposo per la prossima stagione.
        Per fare un confronto cosi’ un po’ alla pene di segugio se vuoi, ma comunque indica qualcosa, sono andato a guardare la rosa dell’ultimo mondiale pre entrata CL (2007), quando non c’erano le franchigie (a fondo perduto federale) e quando chi era bravo solitamente emigrava e si costruiva una carriera all’estero in top club stranieri:
        Perugini, Ongaro, Castro, Bortolami, Del Fava,
        Dellape’, Bergamauro, Parisse, Troncon, Pez, Bergamirco, Canale, Masi, Canavosio
        14 giocatori che erano di base all’estero, lascio fuori Stanojevic che non gioco’ e Bortolussi che non passo’ mai per un club italiano.
        Di base in Italia, in un campioanto Nazionale non straordinario per carita’ c’erano:
        Festuccia, Ghira, Aguero, Lo Cicero, Bernabo’, Sole, Orlando, Zanni, Griffen, De Marigny, Pratichetti, Robertson, Galon.
        Ci si pensi un po’ su, convinti a 10 anni di distanza che la CL sia la miglior via? Non sarebbe il caso di farla sta analisi sulla CL? Siamo sicuri che la base da cui pescare non fosse piu’ grande all’epoca quando non ci si chiudeva su due franchigie?
        Non varrebbe la pena almeno analizzare e mettere in duscussione la cosa?

      4. LiukMarc

        Rimandassimo i migliori all’estero sarebbe forse il modo migliore nel breve periodo. Ok che le franchiglie di Pro14 devono competere, ma lo fai con giocatori che tiri su dal Top12 (chi merita) e stranieri presi come si deve. Poi che i vari Minozzi, Polledri, Steyn, Ruzza e Riccioni giochino in Inghilterra e Francia secondo me ci fa solo che bene (per loro, che crescono, per i club nostrani, che hanno spazio per portar su altri giocatori, per la Nazionale, che si trova giocatori allenati come si deve e che giocano a livello pro). Mi va bene anche il proD2 guarda, che tanto siam li.

  27. Albe

    La partita di Sabato ha fatto schifo, punto, lo sappiamo noi, credo lo sappiano i giocatori ma lo sa benissimo anche FS. Un commento alla Farrell sarebbe stato molto più degno della sua persona, ma tant’é, è andata cosi, anche lui è solo alla terza partita e io credo a quanto di buono possa fare da uomo di campo, quindi fiducia e alla prossima saro’ davanti alla TV a tifare, in bocca al lupo ragazzi e in bocca al lupo FS, fateci ricredere!
    Considerazioni sulle altre: non parlo di Italia/Scozia perché già detto come sia stata una partita orribile, e da parte di entrambe, ma onestamente dopo aver visto Galles/Francia anche Inghilterra/Irlanda mi è sembrata un altro sport, ho visto due squadre che sapevan giocare solo con la fisicità, un passaggio e dentro, zero idee, zero variazione, brutta proprio. E fatalità anche lo stadio non sembrava emozionarsi per la partita.
    Una nota sull’arbitraggio di Inghilterra/Irlanda: JP veramente insufficiente, metro permissivo ok ma se permetti agli inglesi di rallentare il pallone restando distesti sulla ruck per lunghi secondi, la partita ovviamente rallenta e lo spettacolo ne risente. Poi ovviamente gli Irlandesi, che non sono stupidi, si allineano con il metro arbitrale (che ha fatto schifo ma abbastanza omogeneo, direi omogeneamente schifoso) e ne esce una partita su di un ritmo spezzettato! Anziché pensare a come cambiare le regole per aumentare lo spettacolo, WR pensi piuttosto a far rispettare quelle esistenti che il gioco sarebbe magari un po più fluido e più bello.

    1. LiukMarc

      A me sembra che WR abbia quantomeno accettato questa situazione, di regole applicate più no che si, e enorme inconsistenza arbitrale, sia tra partite (e arbitri) che all’interno della stessa partita. Han spinto su sta cosa dei placcaggi in aria/alti fino al mondiale, poi ora ognuno fa un po’ come vuole: calci, non calci, gialli, rossi e simili.
      D’altronde servirebbe che un paio di Unions di quelle pesanti spingessero per qualche cambiamento, ma per ora sembra che anche a loro vada bene cosi…

  28. Poros

    Il Carnevale 2020 me lo ricorderò. Un incubo iniziato con l’U20, passando per la nazionale maggiore, le squadre di CL, la Seven. Una Caporetto.
    Da notare che in almeno due casi ha difettato la tenuta mentale, in altri due limiti tecnici, agonistici, disciplinari.
    Pare un paradosso: chi scende in campo combatte pochino (con qualche eccezione). Chi combatte strenuamente sono quelli del sistema FIR abbarbicati al loro…
    Parlando di spirito di combattimento: ho ammirato l’Irlanda che nel 2* tempo ha difeso con le unghie e con i denti la sconfitta. Rocco avrebbe detto che ha difeso l’1 a 0 per gli avversari.
    I ragazzi scozzesi hanno combattuto, non avevano molto altro da fare, ma hanno creduto nel combattimento, il DNA di questo sport. Hanno vinto ( lo dico sottovoce: avete notato che 2 mete sono arrivate da due errori di accuratezza di uno dei predestinati?).
    Martin Luther King ha detto che “viene il momento in cui il silenzio è tradimento”.
    Questo blog permette di condividere e sfogare delusioni, amarezze, inca…re e altro ancora. Sappiamo che questa valvola di sfogo stabilizza il sistema, non lo mette in discussione, tantomeno lo minaccia.
    Lamentarsi, mormorare, Pfui! Basta! Game over!
    Bisogna darsi da fare! Questa umiliazione non la merita lo sport italiano in generale, nemmeno il rugby di chi ha conquistato il traguardo del 6N, i tanti praticanti e i tanti tifosi.
    È venuto il momento di scendere in campo!

  29. Tomas de Torquemada

    Fotografia dei fatti cristallina! Esattamente così e questa volta, non avevano vie d’uscita, riportata nei giusti termini anche da “carta stampa di regime”.
    Uno dei colpi più bassi è stato però la conferenza stampa di Smith che non ritenevo così malleabile. Riporto da articolo: E franco Smith sembra avere già imparato la lezione sbagliata, quella delle dichiarazioni post-gara.
    Certo che se anche “questo” fa “copia-incolla” da chi lo ha preceduto (soprattutto l’ultimo) non c’è veramente scampo.
    Non poteva far altro? Ho qualche dubbio perché da come si sono svolti realmente i fatti e come gli ha voluti raccontare c’era sempre la cosiddetta “via di mezzo”.

  30. fracassosandonà

    Questa gestione federale può vantare l’imbattibile record di aver vinto una partita in sette anni di sei nazioni. Qualcino ha rotto uno specchio il giorno dell’elezione.
    Ai tempi di Mosè ora sarebbero arrivati sette anni di vacche grasse. Ai nostri tempi invece toccherà accontentarci del letame

    1. mamo

      Se per letame intendi una sorta di manna che piove dal cielo sappi che porta bene.
      E’ vero che generalmente ci si riferisce agli sbianzi dei oseeti ma posso pensare che le boasse, essendo molto più grandi, portino ancor più fortuna.
      Non mi è mai capitato ma credo non sia impossibile anche perché, alla luce delle dichiarazioni di Smith, diventa plausibile che le vacche volino.

  31. sentenza

    Ripartire dal campionato italiano sarà automatico quando non ci saranno più i soldi del 6n e si dovrà mollare subito il pro14, a meno che benetton raddoppi il suo esborso per restarci da solo, sempre se lo accetteranno gli altri. È illusorio credere che Scagazzi & C. rinneghino quello che hanno sostenuto finora. Proseguono fino alle estreme conseguenze. Chi era che tempo fa aveva tirato in ballo piazzale Loreto, subito rampognato? È innegabile che c’è un’inquietante analogia: prendere la strada sbagliata basandosi su convinzioni sballate tutte da dimostrare e non capendo un cazzo della realtà e continuare anche davanti all’evidenza fino alla rovina totale per se e per gli altri. E massimo del comico, tragicomico, chiamare disfattisti e traditori quelli volevano credere-obbedire-combattere perché invece la realtà l’avevano capita e da subito dicevano che la strada era sbagliata.
    Adesso è chiaro chi sono i veri disfattisti? E allora è giusto che siano questi a raccogliere meritocraticamente il frutto del loro operato. Gli altri candidati a presidente fir si devono ritirare e lasciare da soli quelli che ci sono adesso con il cerino acceso in mano. Altrimenti la colpa della più che probabile esclusione dal 6n sarà loro e non più di gavazzi. Saranno loro a essere metaforicamente appesi per i piedi, invece che quelli che se lo sono meritato. Alla scadenza del contratto col 6n si che ci si può candidare sapendo se si riparte da dentro o da fuori. Prenderne il posto adesso adesso in realtà equivale a soccorrere gavazzi, non a condannarlo.

    1. Poros

      Farci buttare fuori per demerito sportivo è una opzione. Preferirei di no. Preferirei rimanere nel 6 N. Non in questo modo,
      Qualcuno conosce i termini della nostra partecipazione? A mio modo di vedere si potrebbe accettare un commissariamento, qualcosa come un percorso tracciato dal board delle 6N, gestito dalla FIR, con la supervisione di un figura di controllo dei lavori, delle procedure, delle attività, ecc. Abbiamo bisogno di una rifondazione e di una figura tipo G. Henry, per capirci.

  32. Gian

    Ciao Paolo,
    non scrivo mai perché parlando di contenuti rugbystici non ho molto da offrire.
    Mi sono appassionato a questo sport da quando uno dei miei figli ha cominciato a giocare a minirugby all’eta di 6 anni e ora ne ha 11.
    Nella sua categoria (U12) quest’anno sono in 2 (DUE!!!!!) e quindi lo fanno allenare con quelli più grandi, naturalmente con le dovute precauzioni.
    A malincuore gli ho proposto di cambiare attività, ma lui è veramente innamorato di questo sport e non ne ha voluto sapere.
    Naturalmente ogni anno approfittiamo del 6 nazioni o di un test match, per andare a vedere la nazionale e questo sepmre con grande entusiamo.

    Questo preambolo per dire che Sabato scorso siamo andati vedere Italia-Scozia all’olimpico, e al ritorno la frase con cui mio figlio mi ha dato la buona notte è stata: “Forse oggi era meglio andare a scuola”

    1. LiukMarc

      Ciao gian, vorrei che chi di dovere sentisse la tua (e tante storie simili, dove i ragazzi vanno ai campi per non trovare una squadra o quasi) e quella chiosa finale, e capisse cosa sta distruggendo. O meglio, cosa non ha costruito negli ultimi 15 anni.

    2. Gysie

      Caro Gian, un abbraccio a te ed al piccolo (da questo lato dello schermo non si corrono pericoli…). Che dire? Sono stato due giorni a pensare che cosa potevo scrivervi; e niente, non ci sono riuscito. Io ho giocato solo in serie C eppure quando andai la prima volta a Twickenham e guardai il South Stand con la bandiera inglese e quella della nazionale ospite sospirai pensando al momento in cui ci sarebbe stato il nostro tricolore. Ora non ci facciamo più caso, diamo tante cose per scontate; eppure, sono sicuro che anche i giocatori di oggi hanno dei sogni. E se anche sono lontani…è così bello correre con il pallone in mano e sentire il profumo dell’erba bagnata (ai miei tempi era una cosa rara, era per lo più terra battuta con un sacco di alcol ed acqua ossigenata).

      1. Ciao Gysie,

        Hai ragione sul fatto che si danno molte cose per scontate e anche per questo la sensazione è quella di avere qualcosa di molto prezioso e lo si sta buttando via.

        Da parte mia purtroppo non ho calcato i campi ma lo spirito del rugby mi ha coinvolto parecchio e il piccolo sembra non mollare !

  33. Toto

    Leggo da più parti, i post di persone le opinioni dei quali ho imparato ad apprezzare e a stimare per competenza, oltrechè per razionalità, che il male sarebbe un campionato domestico di basso livello e, su questo, non ho dubbi. Quello su cui ne nutro, e ve li pongo non per polemica, ma per cercare di dissolverli, è la contrapposizione con le franchigie.
    Le mie perplessità nascono dal fatto che, prima che entrassimo in Celtic League, io ricordo un campionato domestico che era di ancor più basso livello e i giocatori di talento, in genere, comunque venivano ingaggiati da squadre di campionati esteri (Parisse, i Bergamasco, ecc). Allora mi chiedo: siamo sicuri di poter fare a meno delle franchigie, oggi come oggi?
    A mio avviso, il “peccato originale” risiede nel dilettantismo che impera nei club e nel movimento in genere. Dilettantismo inteso non come fatto che si presti la propria opera gratis, ma nel senso di mancanza di professionalità. Perchè gli argentini, per fare un esempio, sono dilettanti, ma hanno un livello che noi non riusciamo, dopo tanti anni di 6N, franchigie, accademie ecc., a raggiungere. Allora mi chiedo: ipotizzando che un giorno si rinunci alle franchigie in Pro14 in favore del domestic, la Federazione, il vertice della quale è espressione del movimento ed è da questo eletto, potrebbe infondere/imporre una maggiore professionalità ai dirigenti, agli allenatori, ai manager, ai presidenti dei club? Perchè a mio avviso, la partecipazione al pro 14 sarebbe dismissibile solo nel caso che nel nostro domestico avvenisse una trasfusione, oltrechè di soldi, beninteso, di tanta, tanta professionalità che, se arrivasse a tutti i livelli, avvierebbe un volano, un circolo virtuoso, una rampa di crescita per tutto il movimento, sia dal punto di vista della qualità del prodotto offerto che, di conseguenza, da quello finanziario. Mi farebbe piacere sapere che ne pensate.

    1. Totalmente incompetente

      Completamente d’accordo. Il domestic andava male ben prima delle franchigie…era uno spettacolo pressachè inguardabile e, infatti, invendibile.
      Penso che tu abbia ragione, ciò che baca all’origine il rugby italiano è l’assenza di professionalità, a tutti i livelli….perchè non è detto che anche a livello “grassroots” non si debbano avere allenatori e dirigenti competenti, benchè non professionisti…ma il nostro siema non li forma.
      Secondo me, il nostro sistema li rovina proprio, per un misto di incompetenza e, francamente, di arroganza, per di più manco celata.
      Inoltre, non dimentichiamo le interviste e le testimonianze dei giocatori che hanno giocato all’estero…la loro opinione in merito: non vedo proprio perchè dovremmo gettare a mare il tentativo (per ora solo in parte riuscito) di emulare quegli esempi con le franchigie.
      Dovremmo, al contrario, cercare di travasare ciò che di buono in termini di esperienza ed organizzazione si acquisisce al livello di elite verso il gradino successivo a livello domestico e via via fino ai piccoli club.

    2. Stefo

      Toto penso che tu ti rifersica ai miei post.
      Ti rigiro la domanda, puoi dire che in questi 10 anni di investimenti Celtici che sono [per la federazione aumentati vorticosamente come costo tu oggi abbia una base giocatori da cui attingere maggiore?
      Ti sembra che la Nazionale Italiana inq uesti 10 anni sia avanzata?
      Onestamente, io ho fortisismi dubbi si possa dire che sia meglio.
      Ti invito a rilegger eil gruppo della RWC 2007…si vero il campionato itlaiano era un campionato di scondo piano ma formava giocatori fino ad un certo punto poi i migliori andavano all’estero e acevano il salto successivo…avevi 14 giocatori all’estero di cui almeno una decina erano di altissimo livello europeo, oggi non mi sembra si possa dire che sia cosi’, e si aspetta con la bava alla boca come salvatori della patria che si possano equiparare Ioane, Duvenage, Faiva, Tavuyara!

      Io personalmente non so se sia meglio o emno, ma penso che un’analisi seria, indipendente e non di parte su l’avventura celtiva costi ebenefici sia dovuta, e sono anche disposto a lasciar da parte che commercialmente e come traino per il movimento sia stato un disastro totale.

      NEll’analisi per me va anche inclusa una cosa, che la CL di oggi e molto meno di alto livello che 10 anni fa, e’ un campionato qualitativamente di livello inferiore a Top 14 e PRemier, e di livlelo inferiroe a quello che era 10-15 anni fa.

      Se l’analisi dimostrera’ che e’ meglio amen, ma per me un’analisi va fatta, considerando anche alternative…opinione personale, ma se siete convinti sia il meglio allora dovreste vedere l’analisi come una possibilita’ di dimostrare la cosa.

    3. Gysie

      In attesa del nuovo post… vedo che prende credito tra i tifosi il ritorno al campionato nazionale, con uscita dal Pro14. Ora, io faccio valere la mia età e ricordo di avere visto coi miei occhi a dicembre 2002 una delle cose più allucinanti della mia vita, e cioè Llanelli-Calvisano al mitico Stradey Park, dove una volta persero gli All Blacks. Gli Scarlets (fra i quali c’erano due fuoriclasse, Stephen Jones e Scott Quinnell, oltre a buoni giocatori), vinse 93-14 contro una squadra che per quattro anni consecutivi sarebbe andata in finale del nostro campionato (e che fra i 23 annoverava Vaccari, Griffen, De Carli e De Rossi). Se pensate ad un refuso, lo scrivo in maiuscolo: NOVANTATRE punti. Llanelli sarebbe arrivato alle semifinali di Heineken. Se andate a rivederve i risultati nelle coppe di quei tempi, vedrete che le nostre squadre, che partecipavano solo al campionato, non facevano sfracelli, anzi. Ora, a me va bene tutto ed è chiaro che ci aspettavamo tutti di più dalla partecipazione alla Celtic League. Però siamo onesti, il problema (per i campionati) è che si sono voluti salvare “capra e cavoli” (senza offesa), tenendo un doppio binario su di un piano di quasi parità. Anche nei Paesi che partecipano al Pro14 continuano a fare i loro campionati, ma la “filiera” è regolata in modo che non ci siano incomprensioni.

  34. Toto

    Stefo, un’analisi, seria e approfondita, la trovo assolutamente condivisibile. Sebbene trovi apprezzabile il voler perseverare nelle proprie scelte, se ciò non è accompagnato da verifiche imparziali e prive di preclusioni, diventa un’ostinazione insensata. Però sono abbastanza convinto che il nostro problema non sia la celtic, bensì l’incapacità di fare sistema. E sono convinto pure che il domestico si sia avvantaggiato dalla partecipazione alla celtic. Vuoi con i giocatori “rientrati” a fine carriera, vuoi con i permit, a me sembra che un travaso di qualità verso il domestico, seppur grandemente migliorabile e ampliabile, ci sia stato. A questo proposito voglio rammentare, oltre a quanto detto da Gysie, che la cosa che più mi colpiva nelle partite nostrane, era la facilità con cui i giocatori perdevano il “pollo”. Il pallone gli “scoppiava” quasi a ogni collisione. Imbarazzante.
    Però, ripeto, dato che siamo per costituzione un popolo “di pancia”, senza mezze misure, con scelte che spesso seguono l’onda emotiva, ben venga un analisi seria, imparziale e priva di condizionamenti emotivi. E poi si faccia la scelta migliore, senza escludere nessuna direzione per la strada da intraprendere.

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