Tag: Sergio Parisse

Caos e regole, ritardi e strategie (?) dell’Eccellenza, soldi e la corazzata Potëmkin: un Tinello ricco così!

Vittorio Munari parte dalle finali elle coppe europee e chiude parlando (anche) di Italia. Un appuntamento imperdibile dove si affrontano anche alcune tare del nostro movimento.
Volete un assaggio? Eccolo: “Se non si risolve il problema Eccellenza e non la si migliora il rugby italiano non può migliorare. Se per qualcuno si migliora attraverso le franchigie io ne prendo atto, ma non sa quello che dice. Perché il miglioramento non passa attraverso il giocatore ma attraverso l’insieme. Non abbiamo arbitri internazionali: qual è la loro palestra? Siamo indietro nella preparazione degli allenatori: qual è la loro palestra?”
Palla a Vittorio!

Annunci

Fuoriclasse e simbolo di un movimento che non sa vincere: quanto è difficile essere Parisse

ph. Fotosportit/FIR

Un campione straordinario che però – suo malgrado – ha vinto davvero poco in maglia azzurra: il 25% dei test giocati e il 15% dei match del Sei Nazioni a cui ha preso parte. E se con Galles e Scozia dovessero arrivare due ko toccherebbe le 100 partite perse (su 134 totali)

I giocatori-simbolo sono tali perché il loro valore trascende il mero aspetto tecnico, sportivo e agonistico. Diventano iconici, rappresentano un’era (sportiva) e in quanto tali diventano anche un esempio per le generazioni successive: i ragazzini vogliono diventare come quell’atleta, spesso abbracciano una disciplina proprio per seguire quel percorso sognando di ripeterne i passi.
Nell’epoca in cui viviamo, dominata dall’immagine, avere un certo tipo di rappresentazione pubblica può aiutare non poco: Martin Castrogiovanni è di sicuro uno dei nostri rugbisti più amati di sempre e di sicuro il suo aspetto ha aiutato farlo entrare nell’immaginario collettivo. I capelli lunghi, la barba (al pari di Chabal, ad esempio) e quel pizzico di pancetta che lo rendeva molto più “umano” rispetto a certi superman lo hanno fatto entrare nel cuore della gente, colpita ovviamente anche dalla sua bravura e dalla grinta con cui ha affrontato centinaia di partite.

Se però dobbiamo indicare un giocatore-simbolo del rugby italiano questi è sicuramente Sergio Parisse, atleta fortissimo e dalla classe infinita. Se fosse stato inglese, australiano, neozelandese lo avremmo visto all’opera con le maglie di quelle nazionali. Sì, anche quella degli All Blacks. Un professionista serio, capace di trascinare e dare l’esempio, di mettersi sulle spalle tante responsabilità. A volte anche troppe, secondo alcuni, cosa che in determinati momenti ha limitato le sue prestazioni. In poche parole: un campione straordinario.
L’altra faccia della medaglia è che Parisse è suo malgrado anche il simbolo di un movimento in grande difficoltà, di una nazionale che vince molto poco. Non è colpa sua, intendiamoci. E’ chiaro che in un gruppo si vince o si perde tutti assieme, ma essendo il rugby lo sport di squadra per antonomasia anche il fuoriclasse può fare poco. Voglio dire, nel calcio uno come Maradona con altri 4-5 buoni giocatori può far vincere scudetti o addirittura mondiali, nel rugby no. Grazie al fuoriclasse puoi magari vincere una o due partite, ma per andare oltre devi avere un gruppo di livello. E quello non può dipendere da te.
Sergio Parisse ha così vinto poco con la maglia della nazionale. Pochissimo. Le statistiche sono impietose in questo senso.
Eccole, aggiornate alla gara di Marsiglia contro la Francia:

25,37% di vittorie nelle partite giocate con la maglia azzurra, percentuale che crolla al 15,07% nel Sei Nazioni. Se l’Italia dovesse perdere nelle prossime settimane contro Galles e Scozia – cosa possibile, se non probabile – il nostro capitano toccherebbe le 100 sconfitte in nazionale, una cifra che non ha paragoni nelle nazionali Tier 1.
Non serve ripeterlo, non è certo colpa sua, Parisse è anzi il protagonista principe di quanto c’è di buono dalle nostre parti, rugbisticamente parlando.
Però se qualcuno avesse ancora il minimo dubbio sullo stato di salute del nostro movimento, tenga conto che i dati riportati qui sopra abbracciano 16 anni di gare della nostra nazionale. Sedici. Ecco.

Le Tre di R1823: i 30 azzurri per la sfida alla Francia, epurazione in casa bleus e un record che Parisse non vorrebbe

Natwest Sei Nazioni 2018, round 2, Dublino, Aviva Stadium 10/02/2018, Irlanda v Italia, il “cerchio azzurro a fine partita.

Ecco le tre notizie di cronaca ovale più importanti della giornata. I link rimandano agli articoli pubblicati da R1823 di Duccio Fumero. Queste le news, cliccate sui titoli per leggerle interamente

SEI NAZIONI: ITALIA, I CONVOCATI PER MARSIGLIA
Conor O’Shea ha annunciato i 30 azzurri che si raduneranno in vista della trasferta contro la Francia del prossimo 23 febbraio. EccolI

FRANCIA, DOPO I FATTI DI EDIMBURGO ARRIVA L’EPURAZIONE
Jacques Brunel lascia a casa nove dei giocatori convocati per la Scozia in vista del match contro l’Italia

ITALRUGBY: PARISSE E QUEL RECORD CHE SI AVVICINA PERICOLOSAMENTE
La stampa irlandese torna ad attaccare l’Italia e la sua presenza nel 6 Nazioni e ricorda un record da dimenticare

Sei Nazioni 2018, oggi tocca all’Italia: a Roma gli azzurri sfidano l’Inghilterra

Alle 16 allo Stadio Olimpico sold-out fischio d’inizio davanti ai fortissimi inglesi. Il ct O’Shea ribadisce: “ai ragazzi chiedo la prestazione, il risultato è un problema mio”. Alle 18 e 30 a Reggio Emilia azzurre e inglesi daranno vita alla loro prima partita del Sei Nazioni femminile

“A Novembre abbiamo giocato bene ma abbiamo realizzato pochi punti: sarà uno dei nostri obiettivi al 6 Nazioni quello di essere più cinici in fase offensiva. Vogliamo essere sempre più competitivi”. Così Sergio Parisse poche ore prima del debutto azzurro al Sei Nazioni 2018: a Roma arriva la fortissima Inghilterra (calcio d’inizio ore 16, DMAX in diretta tv dalle 15.15), una partita dal pronostico più che scontato, almeno sulla carta.
Un anno fa a Twickenham la “fox” di Venter fece letteralmente impazzire i padroni di casa per oltre un tempo, uno scherzetto che non piacque per nulla a Eddie Jones e ai suoi ragazzi che oggi vorranno dimostrare ancora una volta di essere gli unici che possono giocarsela davvero alla pari con gli All Blacks nonostante i diversi infortuni (la squadra titolare è comunque di quelle che fanno tremare i polsi), e il Mondiale ormai è dietro l’angolo.
Conor O’Shea ha scelto una formazione atipica, secondo alcuni conservativa in vista dei prossimi impegni. Quali che siano i motivi vedremo oggi pomeriggio se il XV e il game plan saranno efficaci. Come si dice? Speranze poche, ma paura mai.

Italia: 15 Matteo Minozzi, 14 Tommaso Benvenuti, 13 Tommaso Boni, 12 Tommaso Castello, 11 Mattia Bellini, 10 Tommaso Allan, 9 Marcello Violi, 8 Sergio Parisse (c), 7 Renato Giammarioli, 6 Sebastian Negri, 5 Dean Budd, 4 Alessandro Zanni, 3 Simone Ferrari, 2 Leonardo Ghiraldini, 1 Andrea Lovotti
Riserve: 16 Luca Bigi, 17 Nicola Quaglio, 18 Tiziano Pasquali, 19 George Biagi, 20 Maxime Mbanda’, 21 Edoardo Gori, 22 Carlo Canna, 23 Jayden Hayward
Inghilterra: 15 Mike Brown, 14 Anthony Watson, 13 Ben Te’o, 12 Owen Farrell, 11 Jonny May, 10 George Ford, 9 Ben Youngs, 8 Sam Simmonds, 7 Chris Robshaw, 6 Courtney Lawes, 5 Maro Itoje, 4 Joe Launchbury, 3 Dan Cole, 2 Dylan Hartley (c), 1 Mako Vunipola
Riserve: 16 Jamie George, 17 Alec Hepburn, 18 Harry Williams, 19 George Kruis, 20 Sam Underhill, 21 Danny Care, 22 Jonathan Joseph, 23 Jack Nowell

SEI NAZIONI FEMMINILE: ITALIA-INGHILTERRA, ORE 18.20 (diretta tv su Eurosport 2)
Primo impegno anche per le ragazze azzurre allenate da ct Andrea Di Giandomenico. Gia disputate le altre due gare della prima giornata del torneo: il Galles ha superato la Scozia 18 a 17, Francia-Irlanda è terminata invece….
Di seguito il comunicato FIR con le formazioni di Italia e Inghilterra:

 Andrea Di Giandomenico – commissario tecnico della Nazionale Italiana Femminile- ha annunciato convocate e formazione iniziale per sfidare l’Inghilterra domenica a Reggio Emilia nel primo turno dell’edizione 2018 del Sei Nazioni Femminile. Domani alle ore 18.30 lo Stadio Mirabello ospiterà per la prima volta il prestigioso torneo con la grande sfida tra l’Italia e l’Inghilterra, campione in carica e capace di guadagnare il grande slam nel 2017 battendo tutte le altre cinque avversarie.

L’Inghilterra non è mai stata sconfitta in gara ufficiale da Sara Barattin e compagne; unica delle cinque avversarie del Sei Nazioni mai superate; l’Italia femminile è presente nel prestigioso torneo da 11 anni, dal 2007. Nell’ultima edizione nessun successo per le Azzurre capaci però di chiudere al quarto posto nel 2015 e al terzo posto nel 2016 con ben 3 vittorie, record assoluto per l’Italdonne.

Le Azzurre si presentano a questo primo appuntamento molto rinnovate, dopo che ben sette atlete hanno lasciato il gruppo azzurro dopo l’ultimo mondiale della scorsa estate in Irlanda. Lo staff tecnico ha avuto la possibilità di testare tante nuove giocatrici nel test-match di Novembre a Biella perso 41-21 contro la Francia, importante test di avvicinamento verso questo Sei Nazioni alle porte. Delle 23 giocatrici selezionate per sfidare le inglesi domani a Reggio Emilia ci sono infatti 4 esordienti –tutte in panchina- e 5 ragazze che hanno fatto il loro esordio in nazionale maggiore proprio a Novembre. Ciò a testimonianza della crescita del campionato italiano, non solo a livello numerico ma anche qualitativo. Nel gruppo però non manca l’esperienza, soprattutto nel reparto delle trequarti diretto da capitan Barattin alla sua 78esima maglia azzurra. Un nuovo ciclo dell’Italdonne è dunque alle porte, con un mix di esperienza ed entusiasmo.

L’head coach Andrea Di Giandomenico presenta questo Sei Nazioni 2018 e la formazione che scenderà in campo al Mirabello :”Cominciamo il torneo rinnovati ma contenti delle nuove ragazze che hanno meritato la possibilità di far parte dell’Italia. Non mi riferisco solo a queste 23 giocatrici ma a tutto il gruppo. Il campionato italiano è in crescita: sta aumentando numero delle squadre e qualità. Sempre più ragazze hanno capito la strada del lavoro, necessaria per raggiungere obiettivi alti come la maglia Azzurra.”

L’allenatore aquilano -ma reggiano d’adozione- presenta la sfida all’Inghilterra :”E’ una squadra che non ha bisogno di presentazioni: forte in ogni reparto. Sarà una gara dura ma siamo fiduciosi per la nostra prestazione. Sarà un banco di prova importante per il nostro futuro: la partita ci darà delle indicazioni importanti. Lo spirito delle ragazze é positivo: ci siamo preparati bene, le atlete sono pronte. Non guardiamo al calendario, ogni partita inaugurale avrebbe presentato difficoltà, non ci spaventa questo impegno contro le campionesse in carica. Anzi lo vediamo come un ottimo test con risvolti positivi per andarci a testare e far capire subito al nuovo gruppo quali siano le esigenze per competere in questo Sei Nazioni. Da domenica sera ragioneremo come proseguire questo torneo; concentrati e lavorando come sempre abbiamo fatto focalizzandoci sulla nostra prestazione. L’Italia femminile deve esprimere il meglio del proprio potenziale, sarà il campo a darci il responso a livello di risultati”.

La formazione dell’Italia femminile che domenica 4 Febbraio alle ore 18.30 sfiderà l’Inghilterra allo Stadio Mirabello di Reggio Emilia nel 1° turno del Sei Nazioni Femminile 2018:

15 Manuela FURLAN (Iniziative Villorba Rugby), 61 caps
14 Sofia STEFAN (Stade Rennais Rugby, FRA), 33 caps
13 Michela SILLARI (Rugby Colorno), 39 caps
12 Beatrice RIGONI (Valsugana Rugby Padova), 22 caps
11 Maria MAGATTI (Rugby Monza 1949), 21 caps
10 Veronica MADIA (Rugby Colorno), 7 caps
9 Sara BARATTIN (Iniziative Villorba Rugby) 77 caps – capitano
8 Isabella LOCATELLI (Rugby Monza 1949), 16 caps
7 Elisa GIORDANO (Valsugana R. Padova), 27 caps
6 Ilaria ARRIGHETTI (Stade Rennais Rugby, FRA), 30 caps
5 Valeria FEDRIGHI (Saracens , ING), 8 caps
4 Valentina RUZZA Valsugana R. Padova), 19 caps
3 Lucia GAI (Stade Rennais Rugby, FRA), 52 caps
2 Melissa BETTONI ((Stade Rennais Rugby, FRA), 41 caps
1 Eleonora RICCI (C.R.A.T. La Coruña, SPA), 1 cap

A disposizione
16 Silvia TURANI (Rugby Colorno), 1 cap
17 Giorgia DURANTE (Montebelluna Rugby 1977, tutorata Benetton Treviso), esordiente
18 Michela MERLO (Rugby Mantova, tutorata Rugby Colorno), esordiente
19 Giordana DUCA (Frascati Rugby Club 2015), esordiente
20 Beatrice VERONESE (Valsugana R. Padova), 1 cap
21 Arianna CORBUCCI (Frascati Rugby Club 2015), esordiente
22 Jessica BUSATO (Inziative Villorba Rugby), 1 cap
23 Aura MUZZO (Iniziative Rugby Villorba), 1 cap 

All. Andrea DI GIANDOMENICO

Inghilterra: Kildunne, Dow, Cattell, Burford, Waterman, Daley-Mclean, Riley; Hunter (cap), Packer, Cleall, Taylor, Scott, Bern, Davies, Clark (A disposizione: Cokayne, Cornborough, Lucas, Burnfield, Noel-Smith, Mattinson, Harrison, Pearce) All. Middleton

Arbitro: Tim Baker (Hong Kong)

Assistenti: Clara Munarini (FIR) e Barbara Guastini (FIR)

TMO: Kevin Beggs (Irlanda)

Quarto uomo: Maria Ausilio Paparo (FIR)

La gara tra Italia ed Inghilterra di Reggio Emilia sarà trasmessa in diretta tv su Eurosport 2 –broadcaster italiano del Sei Nazioni Femminile- con telecronaca di Andrea Gardina.

Sei Nazioni 2018, le scelte di O’Shea: ecco il XV titolare per l’Inghilterra

ph. Fotosportit/FIR

Tolto il velo alla prima nazionale del 2018. Il ct schiera Zanni in seconda linea (100 caps per lui), Ghiraldini al tallonaggio, piloni Lovotti e Ferrari. Terza line con Parisse, Giammarioli e Negri, Minozzi estremo, Bellini e Benvenuti alle ali, Violi e Allan in cabina di regia.
Il comunicato FIR:

Conor O’Shea, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Rugby, ha ufficializzato la formazione che domenica 4 febbraio alle ore 16 affronterà l’Inghilterra allo Stadio Olimpico di Roma nella prima giornata del NatWest 6 Nazioni 2018.
L’incontro sarà trasmesso in diretta da DMAX, canale numero 52, a partire dalle ore 15.15 e sarà contestualmente visibile sull’app ufficiale della FIR per iOS e Android (app.federugby.it), sul sito della Federazione (www.federugby.it) e tramite la piattaforma di Discovery Italia, DPlay. La telecronaca sarà affidata ad Antonio Raimondi, con commento tecnico a cura di Vittorio Munari.
E’ un’Italia giovane, quella che il tecnico irlandese, al suo secondo Torneo sulla panchina azzurra, manda in campo contro i Campioni in carica davanti agli oltre sessantamila spettatori dell’Olimpico, ma la cui ossatura O’Shea conferma dal trittico autunnale contro Fiji, Argentina e Sudafrica, anche se ben sette dei titolari sono alla prima apparizione nel 6 Nazioni.

Con l’estremo Minozzi, la coppia di centri Boni/Castello, i due giovani flanker Giammarioli e Negri, il seconda linea Budd ed il pilone Ferrari al debutto nel Torneo – ma tutti reduci da almeno un’apparizione in autunno – la principale novità nel XV azzurro è costituita da Alessandro Zanni, il veterano della Benetton Rugby che, dopo 99 presenze in Nazionale e due anni di assenza per infortunio, ritrova la maglia dell’Italia nell’inedita posizione di seconda linea diventando il settimo giocatore nella storia del rugby italiano a tagliare il traguardo dei cento caps.

Rientra dal primo minuto all’ala Tommaso Benvenuti, rimasto ai margini del gruppo in novembre ed ora chiamato a far coppia con Mattia Bellini – a sua volta al rientro nel 6 Nazioni a quasi due anni dalla sua ultima apparizione nel Torneo – mentre in cabina di regia O’Shea conferma il mediano di mischia Marcello Violi ma punta, all’apertura, su Tommaso Allan, infortunato in autunno.

In prima linea, insieme a Ferrari sul lato destro, il veterano Leonardo Ghiraldini – alla novantesima partita – riconquista la maglia da titolare dopo aver agito in novembre come impact player, mentre Andrea Lovotti è confermato con la divisa numero 1.

In panchina vanno il tallonatore Bigi, i piloni Quaglio e Pasquali, il seconda linea Biagi, il flanker Mbandà, la mediana alternativa composta da Gori e Canna e l’utility back Jayden Hayward.

Il XV titolare presenta una media di 31 apparizioni internazionali e un’età media di 26 anni, mentre il peso del pacchetto di mischia azzurro è di poco superiore agli 870kg.

La sfida di domenica segna il ventiquattresimo scontro diretto in test-match tra l’Italia e l’Inghilterra, con il XV della Rosa sempre vittorioso nei precedenti disputati.

Dirige il francese Mathieu Raynal, alla prima volta con l’Italia.

ITALIA
15 Matteo MINOZZI (Zebre Rugby Club, 3 caps)*

14 Tommaso BENVENUTI (Benetton Rugby, 45 caps)*
13 Tommaso BONI (Zebre Rugby Club, 8 caps)*
12 Tommaso CASTELLO (Zebre Rugby Club, 5 caps)
11 Mattia BELLINI (Zebre Rugby Club, 8 caps)*
10 Tommaso ALLAN (Benetton Rugby, 33 caps)
9 Marcello VIOLI (Zebre Rugby Club, 8 caps)*
8 Sergio PARISSE (Stade Francais, 129 caps) – capitano
7 Renato GIAMMARIOLI (Zebre Rugby Club, 1 cap)*
6 Sebastian NEGRI (Benetton Rugby, 2 caps)
5 Dean BUDD (Benetton Rugby, 6 caps)
4 Alessandro ZANNI (Benetton Rugby, 99 caps)
3 Simone FERRARI (Benetton Rugby, 8 caps)
2 Leonardo GHIRALDINI (Stade Toulosain, 89 caps)
1 Andrea LOVOTTI (Zebre Rugby Club, 20 caps)*

a disposizione
16 Luca BIGI (Benetton Rugby, 6 caps)

17 Nicola QUAGLIO (Benetton Rugby, 2 caps)*
18 Tiziano PASQUALI (Benetton  Rugby, 2 caps)
19 George BIAGI (Zebre Rugby Club, 19 caps)
20 Maxime MBANDA’ (Zebre Rugby Club, 11 caps)*
21 Edoardo GORI (Benetton Rugby, 65 caps)*
22 Carlo CANNA (Zebre Rugby Club, 25 caps)
23 Jayden HAYWARD (Benetton Rugby, 3 caps)

*è/è stato membro dell’Accademia FIR “Ivan Francescato”

Anche il ct Eddie Jones ha annunciato la formazione titolare con cui l’Inghilterra domenica scenderà in campo all’Olimpico. Eccola:
Inghilterra: 15 Mike Brown, 14 Anthony Watson, 13 Ben Te’o, 12 Owen Farrell, 11 Jonny May, 10 George Ford, 9 Ben Youngs, 8 Sam Simmonds, 7 Chris Robshaw, 6 Courtney Lawes, 5 Maro Itoje, 4 Joe Launchbury, 3 Dan Cole, 2 Dylan Hartley (c), 1 Mako Vunipola
Riserve: 16 Jamie George, 17 Alec Hepburn, 18 Harry Williams, 19 George Kruis, 20 Sam Underhill, 21 Danny Care, 22 Jonathan Joseph, 23 Jack Nowell