Sei Nazioni 2018: ecco gli azzurri. Polledri entra nei primi 34 convocati

Sei Nazioni Italia
ph. Fotosportit/FIR

Nel gruppone che inizierà a preparare il Sei Nazioni ci sono Quaglio, Polledri, Zanni e Bisegni mentre rimangono fuori Minto, Venditti, Lazzaroni e Chistolini. In lista anche Allan e Padovani, non c’è Favaro.
Queste le scelte del ct Conor O’Shea che sceglierà i 31 giocatori per le prime due gare del torneo (Inghilterra e Irlanda, la prima in casa) il prossimo 25 gennaio. Invitati Traoré e Riccioni.

Questi i 34 atleti convocati:
Piloni
Simone FERRARI (Benetton Rugby, 8 caps)
Andrea LOVOTTI (Zebre Rugby Club,  20 caps)*
Tiziano PASQUALI (Benetton Rugby, 2 caps)
Nicola QUAGLIO (Benetton Rugby, 2 caps)*

Tallonatori
Luca BIGI (Benetton Rugby, 6 caps)
Leonardo GHIRALDINI (Stade Toulousain, 89 caps)
Oliviero FABIANI (Zebre Rugby Club, 4 caps)

Seconde linee
George BIAGI (Zebre Rugby Club, 19 caps)
Dean BUDD (Benetton Rugby, 6 caps)
Marco FUSER (Benetton Rugby, 27 caps)*
Federico RUZZA (Benetton Rugby, 3 caps)*
Alessandro ZANNI (Benetton Rugby, 99 caps)

Flanker/n.8
Renato GIAMMARIOLI (Zebre Rugby Club, 1 cap)*
Giovanni LICATA (Fiamme Oro Rugby, 3 caps)*
Maxime Mata MBANDA’ (Zebre Rugby Club, 11 caps)*
Sebastian NEGRI DA OLEGGIO (Benetton Rugby, 2 caps)
Sergio PARISSE (Stade Francais, 129 caps) – capitano
Jake POLLEDRI (Gloucester Rugby, esordiente)
Abraham STEYN (Benetton Rugby, 17 caps)

Mediani di mischia
Edoardo GORI (Benetton Rugby, 65 caps)*
Tito TEBALDI (Benetton Rugby, 23 caps)
Marcello VIOLI (Zebre Rugby Club, 8 caps)*

Mediani d’apertura
Tommaso ALLAN (Benetton Rugby, 33 caps)
Carlo CANNA (Zebre Rugby Club, 25 caps)
Ian MCKINLEY (Benetton Rugby, 3 caps)

Centri-Ali-Estremi
Mattia BELLINI (Zebre Rugby Club, 8 caps)*
Tommaso BENVENUTI (Benetton Rugby, 45 caps)*
Giulio BISEGNI (Zebre Rugby Club, 7 caps)
Tommaso BONI (Zebre Rugby Club, 8 caps)*
Tommaso CASTELLO (Zebre Rugby Club, 5 caps)
Jayden HAYWARD (Benetton Rugby, 3 caps)
Matteo MINOZZI (Zebre Rugby Club, 3 caps)*
Edoardo PADOVANI (Zebre Rugby Club, 14 caps)*
Leonardo SARTO (Glasgow Warriors, 34 caps)*

Giocatori invitati
Marco RICCIONI (Benetton Rugby, esordiente)* – pilone
Cherif TRAORE (Benetton Rugby, esordiente)* – pilone

Non considerati per infortunio: Michele CAMPAGNARO (Exeter Chiefs)*, Angelo ESPOSITO (Benetton Rugby)*, Ornel GEGA (Benetton Rugby), Federico ZANI (Benetton Rugby)

*è/è stato membro dell’Accademia FIR “Ivan Francescato”

Treviso vince ancora ma la testa è da sistemare, Zebre con la sindrome di Zeman

Il Benetton batte i Cheetahs e si porta a casa la terza affermazione consecutiva ma anche stavolta entra in partita soltanto nel secondo tempo. I Warriors passano a Parma senza grossi patemi, bianconeri generosi e sempre pronti ad attaccare, ma se si tratta di difendere…

Che Treviso abbia un problema con la fase di inizio gara, quale che sia, è ormai cosa nota. La squadra ci mette sempre un po’ non solo a ingranare o a produrre gioco, ma ha bisogno di tempo per trovare la giusta concentrazione. E’ una specie di diesel, incapace di partenze-sprint. Una cosa che è costata più di una sconfitta, che non sempre riesci poi a recuperare e superare l’avversario.
Sabato con i Cheetahs non è andata diversamente, tranne (fortunamtamente) il finale. Il XV allenato da Kieran Crowley ha disputato un primo tempo decisamente sottotono ma riesce a non subire più di tanto e va al riposo sul 5-9. La ripresa è tutta un’altra musica, con un approccio più aggressivo e determinato e il risultato si vede: il nuovo atteggiamento “provoca” due cartellini gialli, le mete di Faiva (due) e Ruzza ribaltano il risultato e alla fine Treviso vince 27 a 21. Per i veneti terza vittoria consecutiva, un altro punto di bonus offensivo e corsa ai play-off che per quanto non semplice rimane comunque aperta.
Bene gli avanti, soprattutto Pasquali, prova negativa di Banks che si scuote solo nel secondo tempo, altra partita importante per Ioane e Faiva (che però ha anche sbagliato non poco) ma menzione anche per Ruzza e Negri. Ad ogni modo in Ghirada bisogna trovare un “perché” e una soluzione al lento ingresso in partita della squadra, una caratteristica – chiamiamola così – che nell’arco di una stagione può costare davvero cara, costringendo i biancoverdi a lasciare sul campo vittorie e parecchi punti.
Prossimo impegno tra più di un mese contro gli Scarlets, prima di nuovo spazio alla Champions Cup e poi il via al sei Nazioni.

Zdenek Zeman è un allenatore che piace molto agli esteti del calcio, un allenatore che non ha mai fatto mistero di preferire di costruire squadre che pensino soprattutto a segnare un goal in più che non rivolte ad incassare una rete in meno. Un tecnico che spesso ha ricevuto applausi per lo spettacolo proposto ma che in carriera non ha vinto nulla, anche quando si è seduto su panchine importanti. In carriera finora ha vinto meno del 38% della partite disputate.
Le Zebre di questa stagione ricordano un po’ Zeman: sono divertenti, giocano sempre con grande generosità ma alla fine vincono poco: finora, in questa stagione celtica, hanno sorriso 3 volte su 13. Attaccano molto, attaccano anche abbastanza bene, attaccano ogni volta che è possibile ma la fase difensiva è importante tanto quella offensiva, e se non difendi (o lo fai male) i tuoi progressi non possono che essere che frenati. Quantomeno frenati. Tanto per dire: le Zebre finora nel Pro14 hanno segnato una quarantina di punti in più del Benetton Treviso, ma ne hanno anche incassati quasi 100 di più.
Il fatto è che questa squadra non può fare altrimenti, non ha alternative, né in termini tattici né in termine di uomini. Non può prescindere da quella ventina di atleti che vanno considerati come i suoi titolari perché la coperta è molto corta e il Sei Nazioni, verosimilmente, complicherà non poco le cose, perché porterà via ai bianconeri i suoi giocatori migliori e probabilmente li restituirà piuttosto stanchi (fisicamente e mentalmente).
La partita di sabato contro Glasgow è finita 20-40, un risultato neanche così negativo se ci si ferma al mero dato numerico: d’altronde i Warriors sono oggettivamente davvero forti e le Zebre non sono andate lontane dal prendersi un punto di bonus segnando tre mete. Questo è però il bicchiere mezzo pieno, perché quello mezzo vuoto dice che a parte i primi 10 minuti i bianconeri non sono mai davvero stati in partita, che gli scozzesi l’hanno messa al sicuro marcando 4 mete nel primo tempo e che l’hanno amministrata senza troppo dannarsi nel secondo.
Il gioco delle Zebre, quando attaccano, è veloce e arioso ma non sempre efficace e a quel punto se la squadra avversaria affronta i bianconeri con la giusta concentrazione e il giusto rispetto il risultato è quasi scontato (quel “quasi” è importante), perché per vincere devi portare a casa punti ogni volta che metti il naso nei 22 metri avversari. Come invece non succede. Come per le squadre allenate da Zeman.

Domani verranno diramate le convocazioni del gruppone azzurro che inizierà a preparare il Sei Nazioni 2018. Prima, in mattinata, una comunicazione importante che riguarda il blog

Sei Nazioni 2018, tra meno di una settimana le prime convocazioni: Favaro stavolta ci sarà?

ph. Fotosportit/FIR

Martedì 9 verranno diramati i nomi del gruppone allargato, il 25 gennaio conosceremo i 31 giocatori per le prime due partite del torneo. Grosse sorprese non dovrebbero esserci, alcuni assenti per infortunio a novembre dovrebbero/potrebbero rientrare. Poi c’è il caso del terza linea…

Si riparte da qui, dai piloni Chistolini, Ferrari, Lovotti, Pasquali e Zani; dai tallonatori Bigi, Fabiani e Ghiraldini; dalle seconde linee Biagi, Budd, Fuser, Lazzaroni e Ruzza; dalle terze linee Giammarioli, Licata, Mbandà, Minto, Parisse e Steyn; dai mediani di mischia Gori, Tebaldi e Violi; dalle aperture Canna e Mckinley; dai centri Benvenuti, Boni, Castello e Hayward; dalle ali Bellini, Esposito, Sarto e Venditti e dagli estremi Minozzi e Padovani.
Questo era il gruppo dei 34 giocatori chiamati da Conor O’Shea a prender parte ai due stage di Parma e Treviso dello scorso ottobre per preparare i tre test-match poi giocati a novembre. Da segnalare che Mbandà era infortunato e che al suo posto venne chiamato subito Sebastian Negri.
Ora il Sei Nazioni 2018 è alle porte, il torneo scatta il 3 febbraio (24 ore più tardi per gli azzurri, che affronteranno a Roma l’Inghilterra domenica 4) e il prossimo martedì il ct diramerà le convocazioni del gruppone dal quale poi saranno scelti i 31 atleti per le prime due partite.

Che giocatori vedremo? Sostanzialmente gli stessi, se ci saranno novità bisogna andare a pescare tra quelli che a ottobre/novembre erano infortunati e che potrebbero invece esserci per la competizione più importante, come Mbandà.
In autunno gli atleti “non considerati per infortunio” erano Gega, Allan, Campagnaro, Morisi, Panico, Zanni, Riccioni e Quaglio. Morisi, Zanni e Quaglio dovrebbero rientrare, quantomeno nel gruppo allargato, mentre alcuni degli altri potremo forse vederli nella seconda parte del torneo. Ovviamente se escludiamo qualche sorpresa. Nelle ultime settimane si è parlato di un possibile recupero-sprint di Campagnaro, fermo da mesi per un problema ai legamenti, ma al momento la cosa è più improbabile che possibile.
Non ci sarà Esposito, con il Benetton Treviso che proprio ieri ha fatto sapere che il giocatore nel primo dei due derby contro le Zebre ha rimediato una lesione del crociato anteriore del ginocchio destro: stagione per lui finita con Bisegni che potrebbe essere convocato al suo posto.
Spazio per grandi sorprese non dovrebbe esserci, ma usiamo il condizionale che non si sa mai. Rimane poi da capire cosa succederà con Simone Favaro: a ottobre la sua non convocazione ha destato sorpresa e lasciato più di un interrogativo, che ancora non si è ben capto perché il terza linea delle Fiamme Oro non è stato preso in considerazione del tutto. Cosa farà stavolta O’Shea?

Derby celtico e 2017 nel retrovisore. Per gettare uno sguardo sul nuovo anno

Due articoli che con toni diversi non plaudono certo allo spettacolo visto in campo a Parma (e a Treviso la settimana precedente). Opinioni – qualcuno dirà – quindi discutibili. Verissimo. Poi però ci sono i numeri che ci lascia in eredità il 2017 e quelli sono freddi e brutali. Numeri che non lasciano grossissime speranze per una rapida inversione di rotta, ma che bello sarebbe essere smentiti al più presto…

Polemiche e rivincite: i ritorni di Padovani e Brunel

Edoardo Padovani torna alle Zebre: non mancano le polemiche e c’è chi vorrebbe che chiedesse scusa (machedavero???). Jacques è il nuovo ct della nazionale francese: da noi se n’è andato con pochi rimpianti ma il nostro miglior Sei Nazioni di sempre (assieme a quello del 2007) porta la sua firma. Se fosse stato messo nelle condizioni concesse a O’Shea… chi lo sa…
Alcune brevi riflessioni da una ventosissima spiaggia. Lo so, c’è casino, ma il video volevo farlo lì. Ci si ribecca il 30.