Tag: Pronti al Cambiamento

Personalismi e (poca?) politica: un passo falso per Pronti al Cambiamento

Nel fine settimana si è consumato l’addio di Marzio Innocenti al principale movimento di opposizione all’attuale amministrazione federale. Motivo dello scontro e della decisione però non è il tipo di politiche da seguire e proporre, ma il nome per la candidatura alle elezioni che arriveranno tra due anni…

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Le Tre di R1823: asterischi che non ci sono, la voce dell’opposizione e un lutto All Blacks

Ecco le tre notizie di cronaca ovale più importanti della giornata. I link rimandano agli articoli pubblicati da R1823 di Duccio Fumero. Queste le news, cliccate sui titoli per leggerle interamente

Italrugby: quanti bei giovani senz’asterisco
Il 6 Nazioni ha lasciato una nazionale italiana molto diversa da quella raccontata da Gavazzi

 

Italrugby, come sta il movimento secondo l’opposizione
R1823 ha intervistato Riccardo Roman, presidente di Pronti al Cambiamento, che analizza l’ultimo 6 Nazioni

Lutto: morto Dylan Mika, ex All Blacks samoano
Il flanker aveva solo 45 anni e sarebbe morto a causa di un attacco di cuore

Storia di una notizia che ancora non lo è del tutto, che potrebbe diventarlo ma che forse non lo sarà

Particolare di un’opera di Keith Haring

Pronti al Cambiamento annuncia la bocciatura del Piano di Ricostituzione Patrimoniale Triennale della FIR da parte del CONI, la FIR fa un comunicato che ottiene l’effetto inverso di quello desiderato. Il CONI tace: i suoi uffici amministrativi (forse) hanno dato un parere negativo che però non è vincolante e poi alla Giunta – che dovrebbe decidere – non succede nulla. Insomma, noi viviamo qui.

A volte chi lavora nei media si trova ad avere che fare con notizie che in realtà non lo sono fino in fondo. Non ancora, almeno. Un commento sbrigativo sarebbe quello di prenderle e buttarle via. Non è sbagliato ma un po’ troppo drastico, perché anche lì in mezzo ci può essere qualcosa di buono o di interessante, magari in divenire. Bisogna selezionare e poi riporre la notizia in questione nella giusta posizione: scegliere se tenerla, rilanciarla subito, aspettarne alcuni eventuali sviluppi oppure buttarla nel cestino. I più prudenti, quelli che magari non vogliono avere alcun problema con le persone o le istituzioni interessate, scelgono una via ancora diversa riassumibile in “aspettiamo che lo pubblichi qualcun altro e subito dopo usciamo anche noi”. La vogliamo benevolmente definire attendista?
Ad ogni modo non esistono regole matematiche o certe, le variabili sono diverse iniziando dalla propria sensibilità personale. A volte si prendono dei buchi, altre volte si fa invece il botto, altre ancora si pestano le proverbiali torte maleodoranti.

La supercazzola iniziale serve perché oggi parliamo di una notizia che a oggi ancora non è del tutto tale, potenzialmente è addirittura destabilizzante per il nostro movimento rugbistico ma alla fine potrebbe rivelarsi solo un qualcosa di strillato e senza alcuna conseguenza. Andiamo con ordine.
Lo scorso 8 di settembre Pronti al Cambiamento invia la sua newsletter, in apertura della quale c’è una “breaking news”. Eccola:

Il CONI visti i bilanci in rosso degli esercizi 2015 e 2016 della federazione ha imposto un piano di rientro e Pronti al Cambiamento dà la notizia che quel piano è stato respinto. Capirete che se confermata la notizia è di quelle davvero grosse, che cambiano la vita di una istituzione: il piano economico triennale bocciato. Qual è la fonte? Si parla di “organi di controllo del Comitato Olimpico”, con quest’ultimo mantiene un atteggiamento di assoluto rigore istituzionale. Traduciamo: sta in silenzio.
Chi invece parla quasi immediatamente, il giorno stesso, è la FIR e lo fa con una nota strana che interviene su un qualcosa che in realtà riguarda in primis il CONI: è una sorta di smentita che non smentisce e che alla fine dà consistenza alla prima notizia. Eccola:

Tutto rimandato al 21 settembre quindi ma il comunicato diffuso quel giorno dal CONI al termine della Giunta di Ancona non accenna nemmeno di sfuggita al rugby (lo potete leggere qui nella sua interezza). Anche i giorni successivi: silenzio.
Al Grillotalpa arrivano alcune indiscrezioni che a seconda delle fonti sono catastrofiche o molto benevole nei confronti della FIR. Si naviga a vista insomma e sembra che a nessuno interessi fare il punto della situazione, soprattutto – va detto – a chi per primo ha diffuso la notizia, che avrebbe tutto l’interesse a cavalcare una eventuale bocciatura potenzialmente devastante per chi oggi gestisce la federazione.
Chi accende la luce alla fine è l’ufficio stampa del CONI che comunica a questo blog che nel comunicato di fine lavori della Giunta di Ancona non c’è nessun accenno al Piano di Ricostituzione Patrimoniale della FIR perché i documenti non c’erano e quindi non se n’è parlato, non era all’ordine del giorno. Insomma: il piano con la presunta bocciatura è rimasti nel cassetto di un ufficio amministrativo. La prossima riunione di Giunta è in programma nell’ultima parte del mese di ottobre, lì si saprà qualcosa, forse. Ma oggi cosa possiamo dire di questa vicenda?

Che Pronti al Cambiamento ha fatto un passo un po’ troppo frettoloso, diffondendo una notizia probabilmente vera ma ancora in divenire. Il Piano di Rientro della FIR è stato inviato agli uffici amministrativi del CONI, quegli “organi di controllo” di cui sopra, che con ogni probabilità hanno dato un parere negativo e qualcuno in via confidenziale ha avvisato Pronti al Cambiamento che ha reso la cosa pubblica. Quando scrivo “con ogni probabilità” riferendomi alla bocciatura lo faccio per esclusivo buon senso: non ho notizie in tal senso ma se così non fosse sarebbe un autogoal di proporzioni gigantesche per Pronti al Cambiamento. Roba che nemmeno Tafazzi (e comunque sono pronto a scommettere che pure la FIR avrebbe immediatamente smentito in maniera secca).
Quindi sono pronto a scommettere i miei due cents che quella bocciatura è arrivata, ma attenzione: gli uffici amministrativi inviano gli incartamenti alla Giunta con un loro parere che però non è vincolante. La Giunta è libera e sovrana. Gli organi di controllo hanno una funzione tecnica, quella della Giunta è più ampia e tiene conto dei biechi numeri solo fino a un certo punto. La decisione della seconda può essere di segno diametralmente opposto al parere dei primi e alla fine unica cosa che conta è quella che stabilisce la Giunta. Pronti al Cambiamento si è presa un bel rischio. Assolutamente evitabile.

Il caso Friuli-Venezia Giulia: la versione del vicepresidente FIR Saccà

Fa ancora discutere l’annullamento dell’elezione del presidente di quel comitato regionale a causa di un errore formale da parte della Commissione Verifica Poteri. Il numero due federale ha rilasciato a questo blog una dichiarazione in cui definisce “increscioso” l’errore, sottolinea la sua estraneità su quanto accaduto e sottolinea alcuni aspetti finora poco rilevati

Nella fetta italiana di Ovalia ha fatto molto discutere il caso Friuli-Venezia Giulia, di cui ho parlato pure io pochi giorni fa. In pratica sono state ammesse al computo delle preferenze anche le quote voto di tecnici e giocatori, che per la legislazione vigente non sono valide per le elezioni dei Comitati Regionali. Un errore formale molto grave che ha invalidato l’elezione di Claudio Ballico, rappresentante di Pronti al Cambiamento.
Ma come si è arrivati a fare questo errore? E chi sono i veri responsabili? Il Grillotalpa ha provato a mettere in fila un po’ di cose e ha sentito uno dei protagonisti, il vicepresidente FIR Nino Saccà.
La ricostruzione che vi ho proposto l’altro giorno aveva alcune inesattezze, nulla che possa cambiare il senso generale della cosa, ma è giusto mettere i puntini anche sulle mie “i”.

Le elezioni dei Comitati Regionali sono generalmente organizzate e gestite dai comitati stessi, con la FIR chiamata a fare l’organo di vigilanza. Nel caso del Friuli Venezia-Giulia la federazione è stata più presente e più coinvolta sin dall’inizio. Il motivo è semplice: quella del primo aprile era la prima elezione del neonato Comitato del FVG, fino ad allora “semplice” delegazione annessa al Comitato del Veneto.
Il segretario federale ha il compito di convocare l’assemblea elettiva che per prassi nei casi dei nuovi comitati si svolge generalmente alla presenza del presidente o del vicepresidente FIR, in questo frangente il vicepresidente vicario Nino Saccà.
L’organo che gestisce tutta la trafila burocratica che porta fino all’assemblea elettiva è la Commissione Verifica Poteri che si riunisce 10 giorni prima del voto e verifica che tutti i candidati abbiano i requisiti per essere presentati, stabilisce il quorum perché il voto sia valido in base al numero dei voti assegnati per ogni società. Rimane da chiarire una cosa: i tabulati con i voti maturati dalle società in base al loro operato nel quadriennio sono arrivati già pronti dalla FIR o sono stati compilati in questa sede? 

Il presidente della Commissione Verifica Poteri è anche quello che il giorno del voto dà il via ai lavori dell’Assemblea Elettiva e subito dopo la sua relazione si procede alla nomina del presidente dell’Assemblea stessa. Il primo di aprile è stato nominato presidente Nino Saccà: il vicepresidente vicario FIR entra in scena a cose praticamente fatte. Il suo ruolo nello specifico è accostabile a quello del presidente delle riunioni di condominio: dirige il traffico, fa seguire l’ordine del giorno stabilito da altri e poco più. Certo la presenza di un dirigente di così alta carica fa rumore in una simile situazione, però va detto che il suo non è stato un ruolo da protagonista.
Diverse invece le responsabilità del segretario generale FIR Claudio Peruzza, direttamente coinvolto nell’errore all’origine di questo guaio.

Di seguito la dichiarazione rilasciata da Saccà a questo blog. Interessante la sottolineatura del vicepresidente FIR: l’errore è stato “increscioso”, ma nessuna delle società e dei candidati presenti si è accorto o ha avuto nulla da che ridire sul fatto che i loro voti erano raddoppiati. Un bel quadretto nel complesso, non c’è che dire. Da qualunque parte la si guardi. Attendiamo ora notizie (necessarie) di sanzioni. Le parole di Saccà:

“Non esito a ritenere l’errore che ha determinato l’annullamento della Assemblea Elettiva del FVG  increscioso.
Voglio evidenziare che la tabella dei voti del quadriennio è inviata alle Società affiliate unitamente alla convocazione della Assemblea Elettiva (si tratta  di  riepilogo dei voti di base e i voti plurimi – previsti dalla Statuto – che ciascuna società ha maturato in occasione di ciascuna stagione sportiva e che  sono attribuiti  secondo le modalità previste dall’art 5  n.4,5,6,7,8 del Reg. Organico).
Nelle Assemblee,  l’attribuzione dei voti,  la consegna delle schede ai partecipanti  per la votazione segreta e la constatazione del quorum assembleare, sono tutte funzioni che rientrano specificamente, a mente dell’art.11 comma 4 del R.O., tra i compiti della Commissione Verifica Poteri.
E’ ovvio che la preparazione delle schede  (che vengono poi verificate e siglate dal presidente della CVP)  ed delle relative buste da  consegnarsi alle Società partecipanti  è effettuata in antecedenza.
ll Presidente dell’Assemblea è nominato solo dopo che il Presidente della CVP ha letto la sua relazione e l’assemblea si è costituita.
Nel frangente non solo la CVP, ma neppure alcuna delle 15 Società partecipanti, né alcuno dei candidati (2 alla carica di Presidente e 13 alla carica di Consigliere) hanno rilevato che i voti attribuiti e le relative schede di votazione erano quasi raddoppiati”.

La FIR fa, la FIR sbaglia, la FIR disfa. Ma in Friuli chi rimane a terra è solo il nuovo presidente (dell’opposizione)

Mourinho

L’elezione del comitato regionale friulano è stata annullata per un errore formale della commissione verifica poteri composta anche dal segretario generale federale mentre a presiedere l’assemblea elettiva c’era il vicepresidente Saccà. A saltare è l’elezione del rappresentante di Pronti al Cambiamento e per sistemare il tutto viene mandato un consigliere federale che la FIR vuole far decadere. Sembra un film, ma non lo è. Purtroppo. 

Prima un comunicato FIR del 29 aprile, poi una versione ufficiosa dell’accaduto e infine una piccola storia triste. Ecco il comunicato:

Assemblea Ordinaria Elettiva – Comitato Friuli Venezia Giulia
Il Consiglio Federale ha deliberato all’unanimità di annullare l’Assemblea Ordinaria Elettiva dell’1 aprile 2017 sulla base delle gravi irregolarità nell’assegnazione dei voti e, contestualmente, di nominare Commissario il Consigliere Roberto Zanovello che dovrà entro 30 giorni procedere alla riconvocazione dell’Assemblea stessa secondo i termini previsti dai regolamenti vigenti.
Il Consigliere Fabio Beraldin è stato nominato Commissario supplente.

La versione ufficiosa la fornisce Rugbymeet (conferme della sua bontà le ha avute anche questo blog):
A rendere vano il successo di Ballico, espressione di “Pronti al cambiamento”, un errore formale della commissione verifica poteri, composta dal segretario generale Fir Claudio Peruzza e da due legali della regione. L’organo di controllo, è trapelato in queste ore, avrebbe ammesso al computo delle preferenze quote di voti non computabili a norma di legge (atleti e tecnici). A presiedere l’assemblea (18 le società rappresentate) c’era l’avvocato Saccà, navigato ed esperto uomo di cose sportive. Se di errore si è trattato, difficile non definirlo: imbarazzante.

La piccola storia triste:
1) Ti chiami FIR e hai il compito di organizzare e gestire le elezioni dei tuoi consigli regionali
2) Il Friuli Venezia Giulia elegge Claudio Ballico, rappresentante di Pronti al Cambiamento, l’opposizione all’attuale presidente FIR
3) Il vicepresidente vicario (ripetiamolo: il vicepresidente, che nella vita fa l’avvocato) è presente e presiede l’assemblea ma nonostante questo la commissione verifica poteri di cui fa parte anche il segretario generale FIR (il segretario generale FIR!) fa un errore formale
4) L’elezione viene annullata dal Consiglio Federale
5) Il Consiglio Federale nomina Roberto Zanovello quale Commissario con il compito di riconvocare l’assemblea elettiva del comitato regionale entro 30 giorni
6) Roberto Zanovello è quel consigliere federale (assieme a Marzio Innocenti, Fulvio Lorigiola e Gianni Amore) messo sotto inchiesta dalla FIR per un caso di presunta fuga di notizie in merito all’indagine CONI sul bilancio federale
7) Roberto Zanovello è quel consigliere federale che potrebbe decadere dal suo incarico già il 17 maggio, prima della scadenza suddetta dei 30 giorni
8) L’elezione di un presidente regionale (dell’opposizione) viene annullata alla presenza del massimo gotha della FIR, presidente escluso, per un errore del gotha stesso: scommettiamo che non verranno prese sanzioni e che nessuno si sentirà obbligato a fare un passo indietro, fosse anche solo a livello simbolico?

Parola del giorno: allucinante
al·lu·ci·nàn·te/ aggettivo

  1. 1.
    non com.
    Abbagliante, accecante.
  2. 2.
    fig.
    Che provoca uno stato di profondo stupore o addirittura di terrore; impressionante, sconvolgente, spaventoso