Mondiali 2019: l’ineluttabile normalità di Italia-Sudafrica

ph. Pino Fama

Un match che ha detto l’unica cosa che poteva dire, un 49 a 3 che non lascia spazio a nessun tipo di alibi. No, nemmeno l’espulsione di Lovotti lo è. La domanda alla fine è sempre la stessa: qualcuno finalmente si deciderà a prendere atto di quella che è la situazione del rugby italiano?

Da Italia-Sudafrica sono ormai passati tre giorni pieni, quindi parlarne a mente fredda si può. E non è che ci sia chissà cosa da dire.
1) Ha vinto la squadra che si sapeva essere nettamente più forte, pronostici ampiamente rispettati. Che è vero che sognare non costa nulla e che la speranza è l’ultima a morire, ma il rugby è uno sport rude che lascia poco spazio alla poesia. E la trama di questa partita era prevedibile: non è questione di “fare i gufi” ma di avere un minimo di buon senso e di freddezza. Per tutto il resto c’è la pillolina di Matrix.

2) Il Sudafrica ci è stato superiore dal primo minuto in ogni aspetto del gioco. Prendete quello che volete, uno a caso, e il risultato non cambia: gli Springboks sono stati migliori. Nettamente migliori.

3) La partita era già finita nel primo tempo: gli azzurri ci hanno messo cuore e impegno, ma quello – perdonatemi – è il minimo sindacale per un match da dentro/fuori al Mondiale. E’ davvero una roba che non si può sentire senza che non muoia qualche neurone. Siamo andati al riposo sul 17 a 3 per loro, risultato che senza un paio di evitabili errori di handling sarebbe stato anche più ampio. E no, nonostante quanto detto in telecronaca Rai, il 17 a 3 non è un risultato che racconta una gara in equilibrio.

4) Quindi no, il gesto senza senso di Lovotti e Quaglio e la conseguente espulsione del primo (incredibilmente graziato il secondo) ad inizio secondo tempo ha solo messo anzitempo la parola “Fine” a una partita che era già segnata. Gettare la croce addosso ai due giocatori non serve a nulla ed è pure ingiusto, una sorta di “dalli all’untore” datato 2019. Anche no eh. Hanno fatto una cazzata, di quelle grosse, ma sono sicuro che loro sono i primi a saperlo.

5) Se c’è una lezione che il nostro movimento deve imparare da questo Mondiale è quella sullo stato di mediocrità in cui si trova adagiato da tanti anni. Deve prenderne finalmente atto, dire le cose ad alta voce e affrontarle. Che la manfrina “essere i peggiori dei migliori e i migliori di tutti gli altri” potrebbe pure andare bene a livello generale ma sentirlo dire da chi per 20 anni ha preso autentiche VAGONATE di soldi grazie alla partecipazione al Sei Nazioni… beh, è quasi intollerabile. Nel 2010 se qualcuno avesse detto che nel giro di una decina d’anni scarsa il Giappone avrebbe organizzato un Mondiale lo avremmo guardato come le mucche guardano i treni. Se poi aggiungiamo che il XV del Sol Levante ha ottime possibilità di andare ai quarti in un girone con Irlanda e Scozia…
Noi invece abbiamo passato un paio di settimane a farci le pugnette (scusate il francesismo) per due vittorie contro Namibia e Canada, ci siamo presentati alla partita “più importante degli ultimi 4 anni” con 5 titolari con gli asterischi e un numero ben più alto di giocatori di formazione estera. Non vinciamo una partita del Sei Nazioni da 3 anni, quando va bene ne vinciamo una, in un ventennio solo in un paio di occasioni siamo arrivati a due… E in tutto questo i responsabili tecnici della federazione sono sempre sempre sempre sempre gli stessi. No, non parlo ovviamente dei ct, ma di quelli che si siedono negli uffici della FIR, come se la responsabilità dei risultati fosse sempre di qualcun altro. Bella vita.

87 risposte a "Mondiali 2019: l’ineluttabile normalità di Italia-Sudafrica"

  1. MF

    buongiorno a tutti, effettivamente l’analisi della partita, fatta a caldo o a freddo, non cambia, così come le previsioni e/o i pronostici erano scontati. Sognare non costa nulla, purché non ci si illude e/o si deformi la realtà. Tutti quelli che seguono il rugby, per semplice passione o per lavoro, sapevano e sanno benissimo che il risultato della partita era scontata.
    Un solo appunto, o meglio su una sola cosa non sono in piena sintonia con PW, la “mediocrità” del rugby italiano si percepisce anche da quella ingiustificata e sconsiderata scorrettezza eseguita a quattro mani dai due giocatori all’inizio del secondo tempo. Il fischio dell’arbitro l’abbiamo sentito qui in Italia, il gioco era fermo anche nelle dinamiche, per cui non ci sono alibi. Anche se sei in trance agonistica devi comunque avere la capacità di relazionarti su tutto quello che accade in campo, e le decisioni arbitrali sono un elemento importantissimo per poter portare a compimento correttamente il tuo piano. Dico questo, non per caricare la croce a dosso ai due ragazzi, i quali sono stati a tratti “stoici” visto il divario tecnico e la sproporzione di forza vista in campo, ma semplicemente per sottolineare che non siamo adeguati a stare a certi livelli, e questa inadeguatezza si vede anche in queste cose. Purtroppo c’è ancora tanto da lavorare. Inoltre credo che se da anni ci sono sempre le stesse persone a presiedere i posti di comando, vorrà dire che chi li elegge ritiene giusto e buono così…….ognuno di noi ha le capacità per capire il perché…….

  2. Jiambo

    No, non sono d’accordo nel dire che la gara era già finita. Eravamo a 5 metri dalla loro linea di metà, ed anche fare 3 punti poteva a quel punto mettere dei dubbi nella testa del SudAfrica. Poi al 90% l’avremmo persa lo stesso, ma dire che la partita fosse già finita a fine primo tempo per me è sbagliato.

  3. arali

    Commento forse un po’ troppo severo per i ragazzi che sono andati in campo, che hanno fatto vedere più del minimo sindacale a mio avviso. Aggiungerei che la differenza, al momento incolmabile, che c’è tra il gruppo dei primi della classe e noi, sembra prima di tutto di cilindrata fisica e atletica. Del tutto condivisibile li passaggio sull’autoerotismo del movimento e sull’inerzia della federazione, la scelta di COS di andare via si capisce eccome

    1. memoriadiunatestatagliata

      il divario è soprattutto tecnico
      Se leggi una situazione di gioco in ritardo sembra che tu sia lento di gambe ma in realtà sei lento di cervello (per ogni dubbio guardare qualche partita di Andy Goode a fine carriera)

  4. Bangkok

    Scusa il francesismo, ma….” un paio di palle” la partita era già finita il primo tempo!!
    Al 45mo eravamo sotto di 14 con un fallo a favore nei loro 5m dopo aver appena fatto una bellissima azione.
    La partita è finita come è finita ma i ragazzi hanno dimostrato di aver avuto energie fino all’ottantesimo pur giocando un tempo in 14,!!
    In questo Mondiale abbiamo visto molte partite dove le squadre favorite hanno cmq faticato.
    E chi se ne frega dei loro errori di handling, noi abbiamo perso un’infinità di partite più x nostri errori banali che per me meriti degli avversari. Gli errori ci stanno, problemi loro!!
    Noi c’eravamo.
    Avremmo perso?
    Molto probabilmente ma come anche tu spesso ricordi, le partite durano fino all’ottantesimo e noi eravamo lì.
    E se anche si fosse perso quasi sicuramente i ragazzi sarebbero stati in partita fino alla fine e questo era ciò che realmente gli si chiedeva.
    Vogliamo criticare il movimento e la FIR ? Facciamolo, ma non raccontiamo questa ultima partita come una Caporetto, non lo è stata x niente!!

    1. Non è stata una Caporetto, ma il fedele specchio della nostra situazione. Fosse stata una Caporetto, parere personale, sarebbe stato meglio.
      La tua opinione è legittima, ci mancherebbe, ma penso sia il miglior viatico per vivere altri 20 anni come quelli appena passati

  5. Paolo Antonelli

    È l’Italia no?
    Qui funziona quasi tutto così, dalla politica in giù. Onestamente mi aspetto circa zero effetti.

  6. LiukMarc

    No, perchè tanto si continuerà a dire che è colpa dell’allenatore, o che bisogna aspettare i risultati delle accademie, o altre cavolate da struzzo cosi.
    Giustamente dici tu l’Italia è questa (posto che nemmeno io pensa che la partita fosse finita, o meglio, che sarebbe finita con quel punteggio, a cui comunque vanno tolti 14 punti frutto nemmeno di errori ma proprio di regali dei nostri in confusione – e stanchezza – completa).
    Il problema è che l’Italia è questa da anni, ma da un lato, come dice MF, a chi avrebbe il potere di cambiare qualcosa evidentemente sta bene (ma ne pagherà alla lunga con il portafogli, statene certi); dall’altro, l’animo italico è propenso a sovrastimare le proprie potenzialità e darsi a sfrenati ottimismi alla vigilia di ogni (grande) evento, senza capire che alla fine chi è più forte vince. E noi più forti non lo siamo per nulla.

  7. Hrothepert

    Sono d’ accordo che la partita fosse finita (anche se nella sostanza e non nella forma) già nel primo tempo, ma, mettendo quei punti e senza rimanere in 14, nel caso dello sciagurato episodio che tutti sappiamo, probabilmente/sicuramente la sconfitta avrebbe avuto proporzioni molto più contenute e i commenti sulla nostra compagine sarebbero stati di ben altro tenore; comunque la conferma di quanto nel Rugby i valori vengono sempre fuori e fanno la differenza si è vista anche in Inghilterra-Argentina, quasi una fotocopia di Sud Africa-Italia.
    Per i nostalgici, “…che una volta era meglio!!”, ricordo che l’ Italia di George Coste (quella capitanata da Giovannelli e che fece quei risultati con Irlanda e Francia, che convinsero il board del 6Ns ad ammeterci al torneo) con il Sud Africa perse 101 a 0.

    1. Dvd

      Non era l’italia di Coste e si perse 101 a contro la NZ.
      Allenatori Mascioletti e Ascione.
      Fu il peggiore mondiale della storia.

      1. Hrothepert

        @Dvd, test match del 20 Giugno 1999, a Durban, Sud Africa-Italia (George Coste head coach e Massimo Giovannelli capitano) 101-0.

      2. kinky

        dvd forse ti confondi con Inghilterra-Italia che fini di circa 80 punto di distacco….e comunque si, effettivamente il peggior mondiale della storia!

    2. Francesco Ricci

      L’Italia di Coste al Sudafrica gli ha fatto vedere i sorci verdi nel 96, da freschi campioni del mondo, e con un gioco che non si è più visto neanche nei sogni più libidinosi possibile. I ragazzi, con tutto l’impegno che ci hanno messo, venivano arati costantemente in mischia, in maul, sui placcaggi.
      Ho visto anch’io che ci hanno messo il cuore (ho potuto vedere solo il primo tempo), ma sentire cose tipo “potevamo vincere se…” fanno solo male, non bene all’ambiente.

      1. Hrothepert

        Se è per quello, l’ Italia di O’ Shea, a Firenze, nel 2016 gli Springboks li ha sconfitti.
        Sono d’accordo anche io che, dire che “potevamo vincere se…”, è soltanto una dannosa mistificazione della realtà.

      2. kinky

        Francesco Ricci e Hrothepert non voglio difendere alcuno, ma mi pare che nessuno abbia mai scritto “potevamo vincere se…..” mi pare proprio che tutti siano d’accordo che “poteva essere tutt’altra partita se….” non mettendo in dubbio ne il risultato ne la superiorità dei sudafricani!

      3. Francesco Ricci

        @kinky, l’ha detto O’Shea se non mi sbaglio, “potevamo vincere se tutto andava bene….”

  8. Mamo

    “… i responsabili tecnici della federazione sono sempre sempre sempre sempre gli stessi” e credo lo saranno ancora per molto visto che, a scanso di sorprese e per mettere le cose in chiaro, sono stati assunti a tempo indeterminato.

  9. Massimiliano Savoldelli

    No non sono d’accordo per niente con questo tuo pensiero, mi spiace.
    Si sapeva che erano piu forti ma si doveva provare a giocarla e a restargli il piu possibile sulla scia e senza la scellerataggine di quei due ci stava pure riuscendo, bastava segnare una meta e si rientrava sotto break e stavamo a 5 metri dalla loro linea.
    Non sono d’accordo con questo negativo fatalismo di una partita già segnata dalla Bibbia: “La partita era già finita nel primo tempo” sul 17-3 peraltro che poteva essere più ampio ma chi se ne frega dei loro errori di handling? E noi invece senza gli infortuni e gli errori di handling e l’in avanti loro volontario non punito col giallo nel primo tempo? E poi questo proteggere ogni volta i bambini che fanno gli errori. Ma che errore stavolta? cappottare uno in due a gioco a fermo con palla a nostro favore lo chiami errore? Sono dispiaciuti poverini? Noi no invece siamo incazzati di brutto e ancora di più se ci dicono: “dai non è colpa loro tanto l’avevamo già persa”. Se la pensi così vale la pena non giocare proprio.

    1. Anche nel primo tempo siamo stati a lungo a 5 metri dalla linea di meta. E indovina quanti punti abbiamo fatto? Esatto, zero. A ogni metro in avanzamento nostro la loro difesa ha risposto ributtandoci indietro di almeno 5. Io un po’ invidio questa specie di fede incrollabile che avete nonostante i tanti anni di prove fattuali/oggettive che arrivano dal campo.

      1. Massimiliano Savoldelli

        Ah ok quindi è meglio suicidarsi con doppio cartellino rosso piuttosto che provarci di nuovo tanto non ci si riesce! Non ho parole.. Ma perchè non accettare quello che viene semplicemente anche da parte vostra? Se non riusciamo a segnare va bene lo stesso a noi ci basta vedere che ci provano va bene così? Questo inellutabile destino invece è veramente una tomba su tutto.

      2. quello che vuoi, a me pare che la vera pietra tombale su tutto è fare finta di nulla e darci delle gran pacche sulle spalle. Che devo dire: avanti così allora

      3. Massimiliano Savoldelli

        no avanti così ma ci si deve provare lo stesso con quello che hai, anche perchè chi sta in campo non può permettersi di pensare a quello che poteva essere e non è stato o a quello che avrebbe voluto avere e non ha, deve per forza dare quello che ha e non può tirarsi indietro, e chi osserva da fuori non dovrebbe augurarsi di perdere 100-0 per far venir fuori i problemi, anche perché i problemi non si risolvono augurando che le cose vadano male a qualcun altro.

      4. Ho scritto da qualche parte che mi auguravo perdessero 100 a 0? Ho scritto che non ci si deve provare lo stesso?
        Mi pare proprio di no. Ma basta con gli alibi buoni per ogni stagione.

      5. Corrado

        E tu veramente pensi che cambiando qualcuno dietro alle scrivanie improvvisamente gli azzurri diventano fisicamente dominanti contro il SAF?

      6. no, ma prendere coscienza di un problema è il primo passo per risolverlo. Al momento siamo solo al “non è colpa mia” o al “è colpa sua”.
        Io, stupidamente, penso che nello sport professionistico il mantenimento di un ruolo dirigenziale debba essere correlato ai risultati ottenuti, tenendo presente anche delle risorse investite per giungere agli stessi. Ma sono scemo io eh

      7. kinky

        P.W. effettivamente è vero che tre volte nei 5 metri avversari e tre volte ci hanno ributtati indietro….però nel pentolone c’è da mettere che sistematicamente hanno fatto 3 volte fallo che non sono mai stati chiamati dall’arbitro……sai, sono 9 punti! Non voglio fare la vittima, non voglio dare contro gli arbitri però sulla bilancia bisogna per forza mettere dentro tutto. Ripeto con 3 falli a favore erano 9 punti. Guarda che ero il primo al 20° del primo tempo convinto che avremmo perso (si vedeva troppo la loro superiorità) volevo capire come andava, la partita alla fin fine è stata talmente strana (vorrei dire falsata ma non è giusto) che non riesco a dare un giudizio realistico. Non ti sto dando contro, ho solo cercato in questi giorni di analizzare la partita ma non ci sono riuscito…troppe cose fuori dll’ordinario. Come per l’arbitro che ci ha costantemente penalizzato nelle scelte e poi sull’espulsione di Lovotti ci ha graziato non buttando fuori Quaglio!
        Io rimango convinto (che che ne dicano che non bisogna incolpare i singoli) che la partita sarebbe stata persa ugualmente ma in tutt’altra maniera senza il fattaccio….è oggettivo.
        ps ma nessuno si è accorto che in quell’azione maledetta 10/15 secondi prima Vermulen ha letteralmente fatto volare Tebaldi ovviamente per ostacolare l’uscita veloce del pallone? Guardate a questo link partendo da 10:10 del video

    2. Mamo

      Buongiorno Savoldelli,
      mi inserisco qui e lo avrei potuto fare sotto il post di Bangkok ma sarebbe stato ridicolo visto che ci scriviamo con una certa costanza.

      Sembra che ci si dimentichi che stavamo giocando con una mischia no contest. Una sorta di Fox involontaria che di sicuro ha alterato i piani degli africani (come a suo tempo lo fevce la Fox con gli inglesi). E’ bastato che si riprendessero e capissero che potevano dar sfogo ai loro 3/4 e la partita si è chiusa.

      Voglio dire che, dietrologia per dietrologia, con quella mediana e quei 3/4, con quelle terze libere dalla spinta, prima o poi ci avrebbero comunque schiacciato cosa che han fatto anche con la mischia aperta (come si diceva un tempo) dove l’assenza di Lovotti si può essere sentita ma non credo (posso sbagliarmi) che con lui li avremmo potuti frenare.

      Oggettivamente venerdì i SAF erano troppo forti, troppo vogliosi, troppo concentrati, troppo tutto.

      1. Massimiliano Savoldelli

        guarda che non sto dicendo che non avremmo perso comunque eh ma che ce la potevamo giocare fino alla fine come abbiamo fatto lo stesso pure in 14.. Io prima del match dissi scordatevi Canada e Namibia questi sono i Boks non verranno travolti da Steyn e non rimbalzeranno su Polledri, ma ce la vogliamo giocare oppure ci ritiriamo prima di scendere in campo?

  10. bissteak

    Sbollita la delusione a mente un minimo più fredda penso che realmente abbiamo fatto la partita della vita. Alla fine dopo 2 min ti si fa male Ferrari, entra Riccioni che doveva farsi 80min e dopo 15 min si rompe anche lui (infortuni figli della nostra inferiorità sia chiaro). Ma per la prima volta da anni la Nazionale non crolla psicologicamente e rimane per quanto nelle sue possibilità attaccata alla partita. Decidiamo addirittura di giocare verso la touche due punizioni, forse sbagliando la scelta, ma mentalmente siamo finalmente presenti. Dopo 2 min di secondo tempo in cui ti aspetti un SA che entri per chiudere il contro e finirla li, fai la migliore azione in avanzamento e arrivi a 5mt dalla meta con un placcaggio incredibile a fermarti, punizione a tuo favore sul raggruppamento e altro evento funesto (anche qui colpa della poca attitudine a questo livello). Ma nonostante la situazione ti abbia oggettivamente tagliato le gambe, non ci ha tagliato le palle, in 14 lottiamo il possibile, non svacchiamo, e cosa incredibile corriamo fino all’80esimo nonostante un primo tempo ad un ritmo che non ci è proprio congeniale.
    Detto questo abbiamo provato giustamente a darci la carica per una missione impossibile, e oggi forse è nata una squadra, se davvero sapremo fare tesoro delle situazioni. Ad oggi che io ricordi rimane il miglior mondiale disputato, siamo sempre distanti da chi ci è davanti e dietro, ma forse con un girone più abbordabile avremmo potuto giocarci qualche chance in più.
    Oggi il SA, che ambisce alla finale, non ci ha affatto snobbato, ha schierato i migliori, ha avuto un attitudine come se di fronte avesse una squadra che poteva giocarsela, ha insomma giocato una partita vera.
    Tutto ciò ovviamente non mette il velo ad anni di disastri organizzativi che ci portiamo dietro e le cui responsabilità non sono dello staff e giocatori, ma perlomeno lasciano vedere, come dopo Kirwan che se ne andò forse per gli stessi motivi di COS, un progetto da cui ripartire e ancorarsi, se ce ne sarà la volontà.

    Il pessimismo fine a se stesso di PW (che descrive la situazione probabilmente per quello che è) è tipicamente italiano, si descrive il problema ma non si riesce mai a dare una soluzione che non sia cambiamo questo e quello che finalmente miglioreremo… senza polemica ma negli ultimi 20 anni progressi ne sono stati fatti, non abbastanza per colmare il gap con chi è davanti, ma continuare a raccontarsi che 20 anni fa eravamo imbattibili con una mischia super dominante è illusorio anche questo. Siamo rimasti in scia alle peggiori europee dell’epoca fino al limbo professionistico, come negli altri paesi il professionismo si è strutturato perché li i rugby muove molte più persone e soldi che da noi il gap è tornato ad allargarsi.

    1. Una puntualizzazione: il Sudafrica ha schierato i migliori (o quasi) ANCHE perché dopo il ko con gli All Blacks questa partita non poteva perderla. Aveva un solo risultato possibile, era da dentro/fuori pure per loro. Se la situazione fosse stata la stessa penso avrebbero schierato i migliori (o quasi) anche contro la più scalcagnata delle formazioni

      1. bissteak

        Si probabilmente è cosi, però hanno anche da loro calcato sull’atteggiamento mentale da mantenere e sul giocare al massimo per evitare sorprese, perché avevano solo da perderci. E se questo è avvenuto secondo me è figlio anche dell’ormai inflazionata prestazione di Firenze che comunque tengono a mente come un qualcosa che seppur remoto poteva succedere se non giocavano al massimo del loro potenzialità. Insomma sapevano che l’Italia è si inferiore, ma che se le regalavi una chance, non è la Namibia, e magari la coglie. Questo intendo quando dico che ci hanno davvero rispettato, applicando anche la tariffa massima come abbiamo visto.

      2. Corrado

        Una puntualizzazione. L’allenatore del SAF ha spiegato perché ha messo i migliori e ha spiegato perché era un po’ teso prima della partita. Basta ascoltare la conferenza stampa post-partita.
        “Questa partita da dentro/fuori non poteva perderla” quindi ha pensato che per essere sicuro di vincere avrebbe dovuto schierare i migliori, cosa che ha fatto, e cose che non avrebbe fatto con Namibia o Canada o Russia o altre squadre del genere.
        Scusa, eh, ma se hai qualche tesi precostituita da dimostrare, dovresti trovare argomenti migliori

    2. Bangkok

      PW, ma cosa dici? Contro le 2 più scampagnate del torneo il SA ha fatto un pesantissimo turnover vincendo cmq a mani basse!!.
      Suvvia, capisco tutto ma almeno un po’ di oggettività ci vuole!
      Se ci avessero considerato scalcagnati avrebbero risparmiato i migliori e vinto lo stesso con bonus!
      Hanno messo la squadra migliore xke’, nonostante tutto, almeno un po’ hanno temuto questa povera Nazionale si sfigati.
      La squadra è una cosa, la,struttura federale un’altra!!
      Appoggero’qualsiasi tua critica a Gavazzi &C. , ma in questo caso sbagli alla grande.

      E pure tu Mamo!!😉

      1. Bangkok

        Ah, perciò questa tua frase adesso si definisce un paradosso:”…Se la situazione fosse stata la stessa penso avrebbero schierato i migliori (o quasi) anche contro la più scalcagnata delle formazioni..”
        Ok allora.
        E si, ho sbagliato inserendo anche il Canada tra le partite già disputate. Anche se sono convinto che pure con loro il SA avrebbe attuato un notevole turnover.
        Ah, pure quest’ultima frase è un paradosso.😁

  11. Sinistrapiave

    Anche e soprattutto dopo questa partita sono sempre più convinto che dobbiamo procurarci un mental coach.
    Se l’Italia giocasse sempre così concentrata al 6 nazioni ne vincerebbe qualcuna di sicuro, e farebbe miglior figura mediamente. Non sono informato in merito, ma secondo me le altre nazionali lo hanno.

  12. Marcello

    A tutti gli entusiasti della prestazione con il Sudafrica, faccio solo notare che c’è ad ogni mondiale “la partita della vita alla quale ci si prepara da 4 anni”. Nel 2007 era Scozia-Italia, 18-16 e tantissimi rimpianti. Nel 2011 era Italia Irlanda. Risultato? 39-6 (9-6 primo tempo). Nel 2015 era ancora Irlanda-Italia. Risultato? 16-9 (10-6 il primo tempo). Ora la partita della vita è finita 49-3, 17-3 il primo tempo. Se devo vedere un trend, mi pare un trend al peggioramento.

  13. Marcello

    …e comunque, la parte secondo me più preoccupante è che, quando si arriva alla partita della vita, quella in cui ci si gioca tutto e ci vuole la formazione migliore, in cui servono u migliori in ogni ruolo, il CT fa giocare 2 giocatori di formazione neozelandese, due di formazione inglese, uno di formazione sudafricana, uno di formazione scozzese, uno di formazione argentina (Parisse è italianissimo e si sente tale, ma a rugby ha imparato a giocare in argentina). Con i cambi, entrano un sudafricano e un altro inglese. Alla faccia della crescita del movimento.

    1. Bangkok

      Marcello, su questo hai pienamente ragione.
      Sono anni che la maggior parte di noi critica aspramente la Federazione.
      Ma non credo che si possa criticare aspramente CoS, lo si può fare magari x aver schierato soprattutto nei 3/4 parecchi giocatori fuori ruolo e sul tipo di convocazioni (che non credo siano oltretutto tutta farina del suo sacco, Ghiraldini un nome a caso)
      Non si può e non si deve criticare la squadra per la partita contro il SA riguardo impegno e gioco, hanno davvero dato il massimo e si può far finta che quel cartellino rosso non ci abbia condannato ad una sconfitta ancora più pesante di quanto il campo fino a quel momento dicesse.

  14. Matteo Biasio

    Buongiorno a tutti,
    Vedo Paolo che sei arrabbiato o meglio hai più lucidità di tanti altri. Non so quante volte ci hai detto queste cose credo anche 4 anni fa anzi era pure peggio quasi quasi i giocatori non giocavano tra poco. Quello che da esterno e che non ha la possibilità di votare alle prossime elezioni perché non tesserato è cosa bisogna fare. Sul serio non scrivere e basta perché di questo credo sei stanco pure tu. Si devono convincere i tesserati che devono cambiare. Chi comanda sta la e credo abbia pure la presunzione di essere nel giusto e che tutto sta andando nella direzione giusta e che gli sforzi profusi sono incredibili.
    PS a me viene il mal di pancia a pensare solo al nuovo CT. Chi sarà ? Il Gallese non penso visto il casino in cui si è infilato. Confermato COS perché non c’è nessun altro così “fesso” scusa la parola da accettare una situazione del genere e non perché non gli danno i soldi che vuole.

    1. LiukMarc

      La cosa preoccupante è che i tesserati che votano o sono contenti/soddisfatti della situazione attuale (allora ne prendiamo atto,ma sono da calci nel sedere), o sono talmente “biiiiip” da bersi ogni cosa che il candidato di turno (con palesi trascorsi poco positivi per non dire fallimentari) dica/prometta loro pur di rimanere in carica. Altrimenti le cose sarebbero dovuto cambiare già da un pezzo.

      1. Mr Ian

        Sulle prossime elezioni ci sarebbe già da ora una discussione da aprire che non finiremmo più…noi italiani siamo ancora qua a discutere su O Shea e compagnia cantante, ma quello su cui dovremmo concentrarci è si si farà o no l accordo commerciale tra CVC ed il board 6N, con quote d interesse anche sul pro14. Significa che c’è la possibilità che nelle casse italiane, non si sa bene in che proporzione, entrerà un flusso di liquidità mai visto prima. Motivo per cui il buon Gavazzi e la sua corte dei miracoli farà di tutto per cercare continuità politica ed accedere a nuovi fondi, anche perchè se la situazione economica non cambia io penso che qualcuno si toglierà di mezzo prima che gli venga chiesto conto e ragione sugli investimenti degli ultimi anni…
        Ma a parte loro, chi sarebbe l alternativa politica? I grandi ex giocatori? mi si accappona la pelle…se qualcuno avrà lungimiranza, starà già mettendo su un gruppo di manager pronti a gestire ed investire tali capitali nel modo più redditizio possibile, altrimenti ci ritroveremo con una nuova età dell oro dei favoritismi…

      2. LiukMarc

        Su questo sono d’accordo Ian. Se l’attuale (e scorsa) dirigenza ha oggettivamente numeri da licenziamento in tronco, non è che abbiamo un’alternativa solida, valida e di grandi prospettive. Ci si dovrebbe magari affidare ad un qualche bravo manager che però non avrebbe l’esperienza “rugbistica” per non venir linciato il primo giorno. O, perchè no, straniero. Ma li senti poi i club?
        E qui si vede che la mancanza di professionalità oltre il campo (allenatori e soprattutto dirigenti) è la cosa che davvero ci fotte (scusate il francese) nel medio-lungo periodo.

  15. Mr Ian

    Un articolo del genere ormai è un evergreen, da 15 anni a questa parte si può tirare fuori ad ogni fine 6N o mondiale, cambiare un pò di nomi ma il risultato rimarrà sempre lo stesso…eppure vedo che se la prendono quasi con Paolo per quello che scrive, non che voglia essere il suo avvocato difensore, anzi sono anche stufo di leggere le solite cose e fare sempre quasi le solite riflessioni.

  16. RFC

    Paolo,
    Non riesci a fare tutte queste considerazioni a sua maestà Gavazzone?
    Lo scrivo seriamente: perché non gli chiedi un’intervista e gli domandi chiaramente che cosa vuole fare per cambiare questo schifo?
    Ma fai nomi e cognomi e chiedi un giudizio su Tizio, Caio e Sempronio!
    Io non ho mai letto o visto un’intervista del Mago G, in cui lo si attacca frontalmente come invece fate con gli articoli.
    Ma fatelo e mettetelo spalle al muro!!!
    Smascherate il bluff!!!
    Visto che si riempie la bocca con l’essere un uomo d’azienda, chiedigli se non licenzierebbe dei collaboratori che non solo non portano risultati, ma fanno pure dei danni (mostrandogli numeri reali, non quelli che ogni tanto si inventa lui).
    Secondo me non te la concede…

    1. arali

      Ti rispondo io (che non c’entro nulla ovviamente), è più facile che un cammello passi per cruna di un ago che Gavazzi si faccia intervistare da Paolo

  17. Hrothepert

    Paolo, ma veramente pensi che mettendo in Federazione, al posto del Mago G, o di qualcun altro, persone diverse cambierebbe il trend del Rugby italiano???
    A meno che non venga eletto qualcuno che abbia l’ obiettivo e cui sia dato l’ incondizionato potere di rivoluzionare completamente il movimento; ingaggiando tecnici dai paesi rugbysticamente più avanzati, che formino i, volonterosi, ma inadeguati, tecnici nostrani, in maniera da renderli idonei a insegnare skills, attitutine, ecc. (di insegnare Rugby, insomma), dal miniRugby in su; a organizzare i club in strutture piramidali con al vertice le franchigie; a diminuire il numero di squadre del massimo campionato domestic, in cui giochino le accademie legate alle due franchigie e, di volta in volta, i giocatori non convocati nel Pro 14; in Federazione ci puoi mettere chi vuoi, ma il livello non farà mai il salto di qualità necessario per giocartela veramente con le superpotenze del Tier 1 e saremo sempre costretti ad affidarsi a “onesti” giocatori (i campioni li prendevamo dall’ Argentina, ma sono anni che è una storia finita) di formazione straniera.

    1. Vorrei precisare che non ho fatto il nome di nessun presidente. Il punto non è Gavazzi o Dondi o Paolo Wilhelm, il punto è dare un taglio a un modo di fare che non dà risultati nonostante le enormi risorse economiche avute a disposizione

    2. LiukMarc

      Hro, c’è da dire che chi sta li dentro ha avuto non un paio di decenni per fare qualcosa. Compreso prendere tecnici stranieri a formare tecnici e giocatori in giovane età, dare linee guida più o meno precise su cosa e come allenare, far fare esperienza agli arbitri e promuovere i campionati nazionali (oltre al nostro sport in generale).
      Poi, come si diceva con Ian sopra, è vero, non c’è qualcun altro che si sia presentato come un credibile innovatore e “salvatore” della baracca (non diciamo della Patria). Ma da qualche parte dovremmo pur iniziare (Co’S e Aboud mi sembravano un buon inizio, sappiamo come sta andando a finire)

      1. Hrothepert

        Liuk, ci sarà un motivo per il quale nessuno, in svariati lustri, si sia candidato portando un programma di “rivoluzione” del sistema?
        Semplicemente perchè le varie componenti che compongono il movimento hanno tutte interesse a mantenere lo status quo, ognuna arroccata a difendere il proprio provincialistico orticello, ogni elezioe, vinca chi vinca, è sempre una delle facce della stessa medaglia.

  18. MF

    ……sono pienamente d’accordo con Mr Ian, sono stufo di leggere le solite cose, ma non perché non sono condivisibili o altro.
    Mi ripeto, se la guida “politica” della Federazione è sempre la stessa vorrà dire che a molti, cioè la maggioranza degli elettori, sta bene così.
    I motivi chiedeteli a loro, i quali credo difficilmente saranno disposti a rispondere.
    Condivido quanto proposto da RFC, e come lui anch’io sono convinto che non verrà concessa un intervista del genere. spero di sbagliarmi.
    Poi mi chiedo, come è possibile disarcionare il condottiero se il suo antagonista, anche se nella quiete dei suoi possedimenti (o presunti tali), è stato a sua volta disarcionato dal suo destriero?!?!.
    Ma alla fine vuoi vedere che un eventuale cambiamento delle cose non è poi tanto agognato.
    Cambiare le cose, spesso significa rinunciare a qualcosa.
    Siamo sicuri che c’é qualcuno disposto a tutto questo.
    In merito alla partita posso solo far notare che se alla fine del primo tempo il punteggio era 17 a 3, nonostante i NOSTRI ragazzi si stessero esprimendo al massimo delle loro attuali possibilità e capacità, non è pessimistico o disfattista pensare che la partita poteva essere vinta solo con un “suicidio” del SA (chiaramente noi avremmo dovuto mantenere la stessa performance di squadra).
    Ma noi abbiamo pensato bene di non creare nessun problema ai nostri avversari, difatti ci siamo suicidati da soli (tenete presente che l’arbitro ha avuto pietà di noi espellendo uno solo dei due giocatori coinvolti).

  19. Vittorio Pesce

    centra come i cavoli a merenda ma mi piacerebbe sentire cosa ne pensate, magari Vittorio Munari che e’ ben piu’ lucido del sottoscritto…
    Lavanini ha buscato 4 giornate. Ora, al di la’ del fatto che il web e’ zeppo di foto e video di placcaggi perfettamente identici del signor Farrel che mai sono stati sanzionati, e che pochi istanti dopo a Tuilagi non sia stato comminato un giallo sacrosanto per avere placcato Bonfelli in aria, ma allora all’italico duo dovevano rifilarne 8 di giornate.

    1. LiukMarc

      Lavanini ha una fedina abbastanza lunga, per questo un suo “rosso” credo gli procuri più giornate di altre. Che ai nostri con 3 sia andata di lusso, d’accordissimo, tanto più che era un intervento a gioco fermo. Sugli inglesi, ti dico solo che anche i commentatori inglesi e australiani (su Fox) in diretta hanno rimarcato come a Farrell sia andata di lusso a novembre, e che l’intervento di Tuilagi 9 su 10 è un cartellino. Ma che le regole e le decisioni stiano diventando un caos anche quando la regola di base sembra abbastanza semplice è un fatto

      1. memoriadiunatestatagliata

        Owens con la decisione su Tuilagi ha voluto sottolineare che la decisione presa su Lavanini non avrebbe condizionato le sue decisioni future e che non avrebbe cercato contrappesi calcando la mano contro gli inglesi.
        Purtroppo nel fare questo ha sbagliato clamorosamente perchè Tuilagi si meritava il giallo. Altro errore clamoroso è stato non punire almeno con il giallo lo sgabello (o placcaggio senza braccia) fatto da Sinckler al 3minuto di gioco (tra l’altro come ha anche ammesso Owens in quell’azione gli inglesi hanno commesso tre infrazioni)

        La cosa positiva è che quando ci sono solo squadre britanniche le decisioni degli arbitri diventano meno caotiche e più coerenti

    2. Francesco Ricci

      Certi placcaggi di Farrell sono misteri degni di studio accademico. Se non ricordo male, l’ultimo che poi ha determinato la vittoria inglese sul Sudafrica (test match) non ha portato nemmeno al penalty. Negli Usa si appellano agli emendamenti della costituzione, gli anglofoni così ad occhio invocano l’ unlucky timing…..

  20. Carissimo PW, questa non me l’aspettavo. Tu che lanci il sasso e tiri via la mano?
    Quando si parla di “cambiare la situazione”, “dare una svolta significativa al movimento”, “responsabili tecnici della federazione sono sempre sempre sempre sempre gli stessi”, si sta parlando di Gavazzi & Co.
    Quando si critica la rotta di una nave, non si può NON parlare del suo capitano.
    Forse è arrivato il momento di dare una struttura e un ordine alle critiche.
    E quale contesto migliore del grillotalpa, seguitissimo e autorevole?
    Io una tua intervista al capitano della nave la leggerei volentieri, ancora di più se fosse l’incipit o la chiusa finale di una vera inchiesta, che analizzi tutti gli aspetti del movimento, faccia capire a tutte le persone che non sono direttamente coinvolte nel meccanismo dove siamo e dove si può andare.
    Non è questo essere giornalisti?

      1. RFC

        Eh, ma lì devi essere tu bravo a non farla diventare un’opera di autoassoluzione. Sta alle tue capacità di giornalista di fargli un sedere tanto, portando fatti inconfutabili.
        Sei avvantaggiato perchè di fatti inconfutabili ce ne sono una marea, per cui puoi veramente metterlo in grossa difficoltà. Io, se fossi un giornalista, non vedrei l’ora di farlo…

      2. Guarda, di interviste o incontri ne ho ho fatti diversi. Puoi fargli tutte le domande che vuoi ma se non vogliono risponderti non lo fanno. Parlano di altro. Tu cerchi di riportarli alla domanda e loro nulla, vanno avanti. Tranne quando sonoloro che hanno bisogno di far sapere qualcosa e allora ti chiamano e ti dicono “perché non mi intervisti”?

      1. Dvd

        Ma io mi chiedo: come hanno fatto i giapponesi ad arrivare dove sono adesso?
        È così difficile guardare cosa fanno le union del nostro livello?
        Mi sembra inutile copiare da All Black sono troppo avanti rispetto a noi sarei contento se la fir trovasse un Dor con una chiara linea tecnica che duri almeno 10 anni e alla fine faremo una valutazione dei risultati

      2. Stefo

        Paolo ed invece Ascione resta mentre Conor O’Shea se ne va….e’ cosi’ che funziona purtroppo. Ma d’altra parte c’e’ chi dice che COS non e’ un bravo allenatore e si sapeva fin da subito…

  21. Sergio Biagiotti

    Giudizio troppo severo. Condivido pienamente l’ultima parte, deve cambiare tutta la dirigenza. Il pesce puzza dalla testa.
    Si impone un radicale cambiamento, a tutti i livelli dirigenziali.
    A cominciare da Gavazzi e Ascione e compagni.
    Saluti

  22. Stefo

    Paolo d’accordissimo su tutto, a partire dal punto 4…pensare che la sconfitta sia colpa di Lovotti e Quaglio e’ raccontarsi frottole belle e buone, i punti 1-2-3 sono come anche io ho visto la partita e di conseguenza la 4.

    Sul punto 5….scritto sopra COS va via, Ascione e soci rimarranno perche’…e si prenderanno anche i meriti di quei pochi cambiamenti che COS a fatica e’ riuscito a fare! Vedrai

    1. kinky

      Eccola la, un’altro con sta storia! Sembra quasi che faccia figo adesso dire che non si può incolpare Lovotti e Quaglio per la sconfitta. Ma mi pare che nessuno l’abbia mai scritto…..provo ad essere chiaro: LA PARTITA LA PERDEVAMO SICURAMENTE ED UGUALMENTE, ma senza quel fattaccio in tutt’altra maniera. Mi spiace ma sono professionisti e se sbagliano le accuse se le devono prendere…eccome! Atteggiamento non giustificato. Come sono convinto che se non fossero stati squalificati NON avrebbero giocato lo stesso contro la NuovaZelanda (almeno da titolari visto gli infortuni) proprio per punire quel gesto nei confronti dei compagni. Come sono pure convinto che i loro stessi compagni in questa settimana qualcuno un po’ storti li guardano (ovviamente non lo sapremo mai)….è inevitabile, garantito al 100%!

      1. Stefo

        Eccolo la’ il solito che non capisce cosa si dice.
        Lovotti e Quaglio hanno fatto un fallaccio, e per me erano due rossi, non uno, e dovevano prendere ben piu’ di 3 settimane entrambi, da nessuna parte ho scritto io (e non mi pare neanche Paolo) che non sia stato un fallo assurdo e che i due non meirtino una punizione, idnicami dove l’hai letto se no!
        Detto questo, se si vuole raccontare che l’Italia era in partita lo si faccia pure, ma ci si racconta una balla sapendo di farlo. Che si sarebbe perso in altra maniera e’ un se e come tutti i se lasciano il tempo che trovano, cioe’ zero

      2. kinky

        Dimmi dove ho scritto che l’Italia era in partita?….non l’ho mai scritto ne prima, ne dopo ne durante….io come quasi la totalità delle persone che scrivono? Te le racconti e ti dai ragione scrivendo così. Poi da parte mia aggiungo che senza l’espulsione (che ripeto siamo stati graziati dall’arbitro perché doveva mandare fuori anche Quaglio) la partita la si perdeva in tutt’altra maniera. Questo è un pensiero mio che magari è sbagliato ma dubito…e di tanto.

        ps non ho mai messo in dubbio che tu non pensassi al fallaccio da parte dei due, che meritavano i rossi etc, altrimenti lo scrivevo….io ti davo contro (e quindi anche effettivamente a P.W) sul fatto che, passami il termine, ammonivi chi pensa che la partita sia stata persa per colpa di loro due….NESSUNO l’ha mai detto e scritto.
        A breve iniziano le partite vere per l’Irlanda….pensa che Irlanda-Nuova Zelanda tiferò a mille per i verdi!

      3. Stefo

        Kinky ma son se….se non ci fosse stato il rosso, se non si fosse sbagliata meta in questa o quella occasione, se Sexton non metteva il drop contro la Francia nel 6N 2018…coi se possiamo rivedere ogni singola partita…capisci ora cosa intendo?

        Irlanda…mah cosa vuoi che ti dica…non ho gran fiducia, molti mi sembra che pensino (non tu magari) che col Giappone sia stata una cosa di preparazione non al top in quel momento o altro, io ho visto un’Irlanda incantarsi come ormai avviene dal 6N in poi troppo spesso, un avversario tatticamente messo in campo per colpirci in maniera precisa. Con la Russia e’ stata una partitaccia, vinta col bonus perche’ alla fine noi siamo l’Irlanda e loro una squadra arrivata al mondiale grazie a 3 nazionali squalificate. Con le Samoa non mi aspetto una passeggiata, ed in piu’ visto che dobbiamo vincerla e possibilmente col bonus non possiamo fare calcoli in termini di turnover, e da quella partita pesno che 2-3 infortuni salteranno fuori. NZ o Boks…cambiera’ poco per me, certo resta la speranza che in partita secca in una giornata siamo ancora in grado di giocarcela, ma per me si e’ rotto qualcosa in testa, quella tranquillita’ e consapevolezza non c’e’ piu’ a mio avviso, ed aggiungo che per me Murray non e’ tronato mai ai suoi livelli dall’infortunio al collo che lo tenne fuotri i primi 4-5 mesi della scorsa stagione…aggiungici l’assenza in terza linea di quello che per me e’ il piu’ forte di tutti: Dan Leavy, un Sexton che non ha la rapidita’ di un tempo, un Kearney che ne puo’ giocare 1 al mese se no si rompe, un Henshaw che va avanti con lo stesso problema muscolare da mesi…insomma tante piccole magagne sopra a problemi di testa.

  23. arali

    Due o tre pensieri in libertà.
    Anche stavolta ci eravamo illusi che si potesse fare il salto di qualità e giocarsi l’accesso ai quarti, anche se in fondo nessuno di noi ci credeva davvero che potessimo giocare alla pari con questo Sudafrica.
    Cosa ci manca?
    Una organizzazione credibile del movimento, e questo è sicuro. Cos ci ha provato per quattro anni, qualche risultato in termini di coordinamento tra le franchigie e la nazionale lo ha anche portato a casa, ma per contro, in quattro anni, neanche la più volte richiesta norma sui permit player sono riusciti a fargli. Risultato: i più che discreti risultati della nazionale U20 degli ultimi anni non hanno avuto praticamente nessun effetto positivo sulla nazionale maggiore, i giocatori che sono riusciti ad arrivarci si contano su meno delle dita di una mano.
    Se si riuscisse finalmente a “fare sistema” riusciremmo a fare il salto di qualità? Onestamente non credo, per farlo ci vorrebbe una base 10 volte maggiore di quella attuale, per competere con le migliori non bastano buoni giocatori, ci vogliono fenomeni, prima di tutto fisicamente.

    1. bissteak

      Condivido in pieno la tua analisi ma allargando il quadro agli sport minori(tutti tranne il calcio), perlomeno abbiano una classe di formatori importante, addirittura in alcuni sport facciamo scuola come scherma, nuoto e basket ed in altri ci difendiamo bene come tennis ed atletica. Poi i numeri dei tesserati sono enormemente maggiori rispetto al rugby per tutti gli sport considerati minori (pallavolo, nuoto, basket, karate, ecc).
      A questo aggiungici che il rugby è uno sport di profondo sacrificio e di contatto così il quadro è completo. Per di più l’attrattiva economica dell’arrivare ad alto livello rispetto agli altri sport di squadra è francamente ridicola, il nostro volley conta su un campionato nazionale importante e anche con il basket se arrivi puoi ambire a qualche soldino, da noi nel rugby se arrivi in franchigia forse puoi viverci, già in Top12 beh…
      L’unica cosa che io ho percepito come tempo perso in questi 20 anni è tutta lì, non siamo stati in grado di alzare il livello di chi insegna rugby, non esiste una scuola nazionale per allenatori degna di questo nome, basti vedere come al vertice quindi franchigie e nazionale gli italiani si contano su una mano e nel caso delle franchigie abbiamo (giustamente) velocemente cambiato idea. Se abbiamo sempre le solite persone in federazione è perché come scriveva qualcuno più sopra ognuno ha il suo orticello da difendere e portare avanti, i primi a non chiedere nessun cambiamento sono gli stessi club/tesserati. Anche l’opposizione si muove in maniera confusa e disordinata, senza riuscire mai a dire che farebbe di davvero diverso.
      Il caso Benetton è eclatante, Crowley ha fatto fare un salto di qualità a tutto l’ambiente, ha portato competenza e nuove metodologie ed i risultati si vedono. Abound probabilmente sottotraccia sta cercando di fare lo stesso con il settore giovanile, ma cavolo qualcuno che assuma un fenomeno del coaching (un certo Wayne Smith è libero) e lo paghi uno stonfo per mettere su una scuola di formazione nazionale per allenatori/formatori di tutti i livelli cui ogni club deve partecipare?! cioè qua non si vede un idea nuova da parte di nessuno, apparte il via questo, via quello.
      Il succo è credo che se riuscissimo a creare una nostra via al rugby avvalendoci di chi è competente nel farlo, allora costruiremmo qualcosa che potrebbe nei prossimi 20 anni colmare il gap, altrimenti i fenomeni non li vedremmo nemmeno se li avessimo sotto al naso.

    2. LiukMarc

      Avevamo Craig Green già in Italia, e uno come Kirwan secondo me ci viene di corsa, senza strapagare Wayne Smith che ha già rifiutato la panchina della nazionale, e la sua “collaborazione” pre mondiale son stati forse 3 allenamenti (meglio di niente eh, ma farei una colletta per averlo quasi fisso).

      1. bissteak

        Ma infatti non è una questione di nomi, o meglio lo è nel senso che bisogna scegliere davvero persone guru nell’argomento, e come tali andranno pagate. Ma il senso generale del mio discorso è che creare una scuola di formazione alla coverciano potrebbe essere una soluzione che nel lungo periodo porterà frutti anche se il materiale umano di base da cui scegliere i nostri atleti di alto livello rimarrà limitato, perché ho la presunzione di credere che il nostro amato sport non riuscirà più di tanto ad aumentare i numeri della base rispetto agli attuali. Quindi bisogna trovare una soluzione della serie: si fa con quel che si ha, ma lo si fa al meglio. Basti vedere come il nostro calcio rimane a galla nonostante una generazione non proprio di fenomeni come la precedente, il merito dei risultati della nazionale maggiore è stato di Conte prima che con squadra esigua si è giocato un europeo e di Mancini attualmente che ha ricostruito con il materiale a disposizione, non torneremo a vincere un mondiale, ma ad un buon livello medio ci siamo già tornati, ed il merito è della “scuola” italiana di allenatori. La parentesi Ventura ha dimostrato che con allenatore mediocre, o non top diciamo, e squadra mediocre i risultati non arrivano, un pò come nel rugby per noi: allenatore di medio livello (quasi tutti quelli avuti negli ultimi 20anni) e squadra di medio-basso livello = risultati attuali.

  24. Mr Ian

    Occhio a nominare Ascione é finito in prescrizione. Ormai c é Aboud che sta cmq ottenendo dei risultati.
    La storia dell addio di O Shea rimarrà un mistero, lui é un signore e dirà che non ha voluto rinnovare e qualcuno ne uscirà riabilitato.
    O Shea come allenatore ha perso qualche punto, ma già ero scettico dalla sua nomina, non quanto Howley però; tant é vero che i ruoli che gli stanno offrendo sono più da “ufficio”, segno cmq che fuori da questo ingrato paese, il suo tentativo con l Italia é stato molto apprezzato.
    Cmq la posizione da head coach dell Italia si è riaperta, difficile che Howley arriverà, anche se verrà assolto, come gli auguro, cmq il danno d immagine rimane.
    Io sono dell idea che un profilo alla O Shea rimane il nostro profilo migliore, un nome interessante potrebbe essere Mallinder, l ex dei Saints. Un profilo che riesce a lavorare bene con i giovani, con una proposta di gioco molto dinamica.

    1. Geo

      “difficile che Howley arriverà”..ne sei così sicuro? siamo in italia dove prima di una condanna al tribunale internazionale dei diritti dell’uomo nulla si muove…se poi ha un contratto scritto bene (o male per noi…). Starebbe a lui rinunciare in attesa del giudizio.

      1. Hrothepert

        @Geo, non prenderlo per assoluta verità, per ovvi motivi, ma ha me hanno detto che di contratti firmati non ce n’ erano ancora.

  25. Mamo

    Comunque fa allegria vedere che ci son stati ben 79 post a commento dell’articolo, sembra di esser tornati più giovani quando ancora non c’era il coprifuoco.
    Fa proprio allegria.
    Tutto qui.

    1. LiukMarc

      Come darti torto mamo. Mancano anche a me (cosi come tanti forumisti di qua e di là che non si leggono più da un pezzo).

  26. Redoraz

    Caro P.W.,
    se il Mondiale è l’esame più attendibile per misurare i reali valori della Potenza Rugbystica di un movimento (e lo è!), allora sono pienamente d’accordo con te sui punti nn.1, 2, 3 e 4:
    il Sudafrica era e resta una vetta non ancora alla nostra portata. Si, puoi vincere un test match in un sabato d’autunno, ma una partita da dentro o fuori in un mondiale e tutta un’altra storia! La “partita della vita” era la loro non la nostra. E l’hanno affrontata conseguentemente, consapevoli di affrontare una media potenza del rugby internazionale che li aveva battuti e che pensava di poter ripetere l’impresa.
    (dichiarazione di ERASMUS alla vigilia :
    “I’m sitting here feeling butterflies because we’ve lost to Italy recently [18-20 in Florence in 2016]. They will believe they can beat the Springboks and will really be up for this.”)
    E ci hanno annientato non solo per il risultato sportivo ma soprattutto per estirpare dalle nostre teste l’idea di poterli (ri)battere in futuro. Certo, non mi aspettavo una differenza così profonda da farti sentire di un’altra categoria ma la realtà è questa!
    Sulla follia Lovotti -Quaglio, aggiungo solo che andrebbe evidenziata molto di più la gravità inaudita del gesto commesso per il quale, secondo me, andrebbero radiati altro che tre giornate! E non per il danno arrecato alla squadra ma per quello irreversibile che hanno rischiato di causare alla vita dell’avversario.
    Il placcaggio a ribaltare è ritenuto estremamente pericoloso in quanto può causare lesioni spinali dagli esiti nefasti. Non era una partita nel campetto di periferia di Ciudad Juarez! Se Vermeulen (il quale già qualche anno fa subì una frattura delle vertebre cervicali) non si è rotto l’osso del collo lo deve esclusivamente alla sua Buona Sorte. Intollerabile, soprattutto in epoca di HIA!
    Meno convincenti, invece, le tue conclusioni, (il punto 5). Non siamo una potenza mediocre, come dici, ma media nel panorama internazionale e, in quanto tale, gli obiettivi della nostra missione erano i soliti due: qualificarci per il mondiale 2023, principale e realistico; passare il girone battendo una delle due Grandi Potenze di turno, in questo caso il SA o gli AB, secondario e fantastico soprattutto, ahimè, in questo mondiale.
    Sul primo obiettivo che poi è quello sul quale va giudicato l’attuale “Sistema”, l’esame è superato, piaccia o meno, a pieni voti altro che pugnette! Sarebbe stato un fallimento, con tutte le necessarie ed inevitabili conseguenze da trarre, se non ci fossimo qualificati o avessimo superato la Nam o il Can stentando. Ma non è andata così, Il confronto con i risultati delle precedenti edizioni conforta questa opinione ed è indicativo, secondo me, di un miglioramento apprezzabile rispetto alle squadre di pari rango o di rango immediatmente inferiore (al di là del risultato, siamo dominanti e si nota); meno percepibile con quelle di rango superiore (siamo dominati ma conteniamo).
    2003:
    Ita- Ton 36-12
    Ita-Can 19-14
    2007:
    Ita-Rom 24-18
    Ita-Por 31-8
    2011:
    Ita-Rus 53-17
    Ita-Usa 27-10
    2015:
    Ita-Can 23-18
    Ita-Rom 32-22
    2019:
    Ita -Nam 47-22
    Ita-Can 48-7
    Condivido l’opinione di chi ha osservato che questo mondiale conferma un rugby a tre velocità: AB, SA, ING, GAL, AUS, FRA, ARG, IRL, nel gruppo di testa; SCO, GIAP, FIJ, ITA, TON nel gruppo che insegue; GEO, USA, CAN, SAM, URU, NAM, RUS nel terzo gruppo.
    Man mano che sali verso la vetta la pendenza aumenta e tutto diventa più arduo. Noi siamo a più di metà strada ma è da qui in poi che la salita richiede capacità e qualità superiori. E soprattutto tempo, molto tempo.

    P.S.
    I passi avanti del Giappone non mi sorprendono, visto che stiamo parlando di uno dei paesi più avanzati economicamente e ricchi del mondo. Certo non basta ma è un’ottima base di partenza! In ogni caso, l’argomento richiede un capitolo a parte.

  27. Francesco Ricci

    Senza dimenticare la valanga di soldi entrati grazie al 6 nazioni che le varie Georgia-Canada-Namibia-Tonga ecc si sognano. Nel considerare ” miglioramento” quello che è stato fatto occorre inserire anche questo piccolo fattore…..

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