R1823 lo aveva anticipato ieri, ora c’è anche la conferma ufficiale: sabato a Roma per l’ultima gara del Sei Nazioni 2018 l’Italia schiererà Jake Polledri in terza linea al posto dell’infortunato Mbandà. E’ l’unico cambio rispetto al XV di partenza sceso in campo a Cardiff contro il Galles, per il resto si prosegue con il solito blocco visto in queste settimane:
La nazionale maggiore torna dal Galles la sconfitta più preoccupante delle 4 (in quattro gare) finora incassate. Gli azzurrini hanno vinto con merito, ma devono tenere i piedi ben piantati a terra
Non c’è molto da dire, in realtà. A Cardiff abbiamo giocato contro un Galles che – per usare un eufemismo – non era esattamente la squadra titolare che Warren Gatland schiererebbe se domani affrontasse gli All Blacks. Un Galles pieno di buoni o di ottimi giocatori ma che mancava della sua struttura abituale, almeno nel suo XV iniziale. Un Galles che ha lamentato la mancanza di una leadership chiara, molto falloso e pure molto brutto per lunghi tratti.
Bene, il tabellone alla fine ha detto 38-14 per i padroni di casa. Un’Italia che ha avuto molto possesso e controllo del territorio, ma che stringi stringi ha giocato peggio dei suoi avversari. Con meno idee, meno concretezza dei gallesi.
Un Galles battibile, così come era battibile la Francia un paio di settimane fa, a patto però di trovarsi di fronte una squadra diversa, con una concentrazione superiore, che non sbaglia il 20% dei placcaggi, che quando si trova per 20 minuti con almeno un uomo in più in campo grazie a due cartellini gialli qualcosa in cascina riesce a mettere. E invece in quei 20 minuti il Galles ha messo le mani sulla partita.
Venerdì sera l’U20 ha vinto una partita simile. Un Galles brutto, pasticcione, a tratti un po’ supponente. Ma se una squadra si presenta in campo così, beh, sono un bel mucchietto di fatti suoi. Gli azzurrini di Roselli e Moretti si sono fatti trovare pronti, hanno saputo sfruttare le pecche degli avversari. Hanno giocato una partita tosta, hanno preso la matassa in mano e hanno saputo soffrire quando c’era da soffrire.
La nostra annosissima mancanza di vittorie ci spinge a dare valore ad ogni briciola di ottimismo o di segnale positivo, quale che sia la provenienza. Come quando abbiamo battuto il Sudafrica. Bello, bellissimo, non ci piove, ma poi cosa è successo? Quante partite abbiamo giocato? E quante ne abbiamo vinte? Quante ne abbiamo perse? E come le abbiamo perse?
L’U20, come ho sottolineato dopo l’asfaltata presa dagli azzurrini in Francia, nell’ultimo anno ha vinto (prima della partita con il Galles) solo una partita. E non bisogna nemmeno dimenticare che quella di venerdì è il primo match del Sei Nazioni che l’Italia vince negli ultimi 4 anni. Quattro. E’ un gruppo a cui bisogna far tenere i piedi ben saldi per terra, nonostante il miglior piazzamento di sempre a un Mondiale Juniores e un potenziale migliore Sei Nazioni di sempre, in caso di vittoria sulla Scozia.
Perché è un gruppo che vince ancora molto poco e che deve capire che il gap vero contro i nostri avversari diventa larghissimo dopo la categoria in cui si trovano oggi. Però è innegabile che questi giocatori abbia qualità tecniche e di personalità superiori a quello delle squadre che lo hanno preceduto nelle stagioni scorse. Ha perso tante partite, tantissime, ma molte le ha perso di un punto o poco più, giocandosele fino all’ultimo secondo. Ai Mondiali Juniores ha ottenuto un risultato importante e mai raggiunto prima grazie anche a fattori esterni, ovvero i 70 e passa punti presi dall’Argentina contro il Sudafrica, un qualcosa di non pensabile o preventivabile, ma l’Italia era nelle condizioni di poterne approfittare.
Gli azzurri, quelli “grandi”non sono in grado di impensierire le squadre nettamente più forti se queste giocano a ritmi normali e con la dovuta concentrazione. E va bene, ci sta, ma il gruppo di Conor O’Shea non è in grado di approfittare delle mancanze altrui. E qui non si parla di vincere partite, ma di rimanerci quantomeno agganciati fino all’ultimo. Ieri a Cardiff l’Italia ha giocato nel complesso un buon primo tempo se leviamo i primi 6 minuti di follia.la prima frazione è finita comunque 17 a 7 per il Galles.
Il 2017 ci ha regalato, si fa per dire, il peggior Sei Nazioni di sempre. Il 2018 potrebbe essere anche peggiore. Intanto quella con il Galles è la sedicesima sconfitta consecutiva nel torneo, con l’ultima vittoria azzurra che risale a più di tre anni fa, il 28 febbraio 2015, quando Parisse e compagni vinsero 22-19 a Edimburgo contro la Scozia.
Anni fa qualcuno cantava “Così vanno le cose, così devono andare”. Purtroppo aveva ragione.
Wales by 30. Dice così Planet Rugby nella sua preview di Galles-Italia, partita che chiude la quarta giornata del Sei Nazioni 2017 e che andrà in scena oggi pomeriggio alle 16 (diretta tv su DMAX). Una vittoria nettissima per i padroni di casa è quello che prevede il sito inglese, nonostante il ct dei Dragoni Warren Gatland abbia deciso un larghissimo turn-over per i suoi, con ben 10 cambi rispetto all’ultima uscita di due settimane fa in Irlanda.
Un modo per testare giocatori che sono magari nel giro della nazionale da un po’ ma che hanno minutaggi bassi, un modo per far esordire James Davies in terza linea. E’ vero che il torneo ormai è andato per il XV in maglia rossa, però evidentemente (e purtroppo) a Cardiff e dintorni si pensa che l’Italia sia un avversario con cui puoi concederti questi lussi e prenderti qualche rischio, schierando comunque una formazione che è di livello. Speriamo si prendano un abbaglio. Difficile, però…
Nel Galles a indossare i gradi di capitano sarà Faletau mentre in prima linea partiranno i piloni Nicky Smith e Tomas Francis e il tallonatore Elliot Dee. In cabina di regia ci saranno due Gareth, Davies e Anscombe, Liam Williams l’estremo e North ed Evans sulle ali.
L’Italia risponde con la solita formazione, unico cambio deciso da Conor O’Shea è Bisegni al posto di Boni tra i centri.
Partita difficilissima, dove dovremo pensare prima alla prestazione e solo in un secondo momento al risultato, che noi non possiamo permetterci di bypassare la prima se vogliamo ottenere il secondo. “Nelle prime tre gare abbiamo dimostrato di saper fare belle cose in attacco, ma dobbiamo imparare a finalizzare, a far volgere a nostro favore quei momenti che possono cambiare l’inerzia della partita”: così Sergio Parisse ieri pomeriggio. Forza ragazzi.
Galles: 15 Liam Williams, 14 George North, 13 Owen Watkin, 12 Hadleigh Parkes, 11 Steff Evans, 10 Gareth Anscombe, 9 Gareth Davies, 8 Taulupe Faletau (c), 7 James Davies, 6 Justin Tipuric, 5 Bradley Davies, 4 Cory Hill, 3 Tomas Francis, 2 Elliot Dee, 1 Nicky Smith Riserve: 16 Ken Owens, 17 Rob Evans, 18 Samson Lee, 19 Seb Davies, 20 Ellis Jenkins, 21 Aled Davies, 22 Rhys Patchell, 23 Leigh Halfpenny
Sempre al Principality, ma alle 12.45, scenderanno in campo le due formazioni femminili.Tre i cambi decisi dal ct azzurro Di Giandomenico, che schiera dal primo minuto Elisa Giordano, Valentina Ruzza e Lucia Gai.
Ragazze gallesi che hanno finora vinto solo una delle tre partite giocate e che hanno 4 punti in classifica, italiane che invece sono ancora ferme a zero punti. Difficile? certo, ma non impossibile…
Partita in diretta la partita su Eurosport Player e in differita alle ore 20 su Eurosport 2.
Ecco le tre notizie di cronaca ovale più importanti della giornata. I link rimandano agli articoli pubblicati da R1823 di Duccio Fumero. Queste le news, cliccate sui titoli per leggerle interamente
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