La Buttiga del rugby inizia a giocarsi i test-match. A partire da Italia-Irlanda, ma non solo

La finestra internazionale si aprirà solo il prossimo fine settimana, ma il novembre dei test-match inizia questo week-end. Tra Tokyo e Chicago si giocano nelle prossime ore Giappone-Nuova Zelanda, Galles-Scozia, Inghilterra-Sudafrica e Italia-Irlanda a Chicago. Negli Stati Uniti anche il match tra i padroni di casa e i New Zealand Maori. Formazioni spesso parecchio distanti dai XV titolari, però match comunque tutti da seguire.
Poi c’è la nazionale femminile che finalmente ha un novembre degno di tal nome, e poi un sacco di altre cose…
Quattro chiacchiere con una pinta in mano per il ritorno della Buttiga del rugby, dove si parla di tutto questo e altro ancora. Per esempio di un paio di ciabatte e di una franchigia che “vuole essere più realista del re”…
E’ vero, ci sarebbe anche il Pro14 e l’Eccellenza, ma non è che potevamo parlare di tutto.
Dopo il video le formazioni delle squadre in campo sabato. Noi ci si becca lunedì eh. Ciao.

Giappone-All Blacks, ore 6 e 45 di sabato 3 novembre
Giappone:
 15 Ryohei Yamanaka, 14 Jamie Henry, 13 Will Tupou, 12 Tim Lafaele, 11 Kenki Fukuoka, 10 Yu Tamura, 9 Yutaka Nagare, 8 Hendrik Tui, 7 Shunsuke Nunomaki, 6 Michael Leitch (c), 5 Samuela Anise, 4 Wimpie van der Walt, 3 Hiroshi Yamashita, 2 Yusuke Niwai, 1 Keita Inagaki
Riserve: 16 Yusuki Niwai, 17 Masataka Mikami, 18 Asaeli Valu, 19 Uwe Helu, 20 Vaka Nakajima, 21 Fumiaki Tanaka, 22 Rikiya Matsuda 23 Ryoto Nakamura
Nuova Zelanda: 15 Jordie Barrett, 14 Nehe Milner-Skudder, 13 Matt Proctor, 12 Ngani Laumape, 11 Waisake Naholo, 10 Richie Mo’unga, 9 Te Toiroa Tahuriorangi, 8 Luke Whitelock (c), 7 Dalton Papalii, 6 Vaea Fifita, 5 Jackson Hemopo, 4 Patrick Tuipulotu, 3 Angus Ta’avao, 2 Dane Coles, 1 Ofa Tuungafasi
Riserve: 16 Liam Coltman, 17 Tim Perry, 18 Tyrel Lomax, 19 Dillon Hunt, 20 Gareth Evans, 21 Mitch Drummond, 22 Brett Cameron, 23 George Bridge

Galles-Scozia, ore 15.45 di sabato 3 novembre (diretta streaming su DAZN)
Galles: 15 Leigh Halfpenny, 14 George North, 13 Jonathan Davies, 12 Hadleigh Parkes, 11 Luke Morgan, 10 Gareth Anscombe, 9 Gareth Davies, 8 Ross Moriarty, 7 Justin Tipuric, 6 Dan Lydiate, 5 Alun Wyn Jones (c), 4 Cory Hill, 3 Dillon Lewis, 2 Ken Owens, 1 Nicky Smith
Riserve: 16 Elliot Dee, 17 Rob Evans, 18 Leon Brown, 19 Adam Beard, 20 Aaron Wainwright, 21 Tomos Williams, 22 Jarrod Evans, 23 Steff Evans
Scozia: 15 Blair Kinghorn, 14 Tommy Seymour, 13 Huw Jones, 12 Alex Dunbar, 11 Lee Jones, 10 Adam Hastings, 9 Ali Price, 8 Ryan Wilson, 7 Hamish Watson, 6 Jamie Ritchie, 5 Jonny Gray, 4 Ben Toolis, 3 Willem Nel, 2 Stuart McInally (c), 1 Allan Dell
Riserve: 16 Fraser Brown, 17 Alex Allan, 18 Simon Berghan, 19 Grant Gilchrist, 20 Matt Fagerson, 21 George Horne, 22 Pete Horne, 23 Darcy Graham

Inghilterra-Sudafrica, ore 16 di sabato 3 novembre (diretta tv su Sky Sport Arena)
Inghilterra: 15 Elliot Daly, 14 Jack Nowell, 13 Henry Slade, 12 Ben Te’o, 11 Jonny May, 10 Owen Farrell (cc), 9 Ben Youngs, 8 Mark Wilson, 7 Tom Curry, 6 Brad Shields, 5 George Kruis, 4 Maro Itoje, 3 Kyle Sinckler, 2 Dylan Hartley (cc), 1 Alec Hepburn
Riserve: 16 Jamie George, 17 Ben Moon, 18 Harry Williams, 19 Charlie Ewels, 20 Zach Mercer, 21 Danny Care, 22 George Ford, 23 Manu Tuilagi
Sudafrica: 15 Damian Willemse, 14 Sbu Nkosi, 13 Jesse Kriel, 12 Damian de Allende, 11 Aphiwe Dyantyi, 10 Handré Pollard, 9 Ivan van Zyl, 8 Warren Whiteley, 7 Duane Vermeulen, 6 Siya Kolisi (c), 5 Pieter-Steph du Toit, 4 Eben Etzebeth, 3 Frans Malherbe, 2 Malcolm Marx, 1 Steven Kitshoff
Riserve: 16 Bongi Mbonambi, 17 Thomas du Toit, 18 Wilco Louw, 19 RG Snyman, 20 Lood de Jager, 21 Embrose Papier, 22 Elton Jantjies, 23 André Esterhuizen

Italia-Irlanda, ore 21 di sabato 3 novembre (diretta streaming su DAZN)
Italia: 15 Luca Sperandio, 14 Mattia Bellini, 13 Michele Campagnaro (c), 12 Luca Morisi, 11 Giulio Bisegni, 10 Carlo Canna, 9 Tito Tebaldi, 8 Rento Giammarioli, 7 Bram Steyn, 6 Johan Meyer, 5 George Fabio Biagi, 4 Marco Fuser, 3 Tiziano Pasquali, 2 Luca Bigi, 1 Nicola Quaglio
Riserve: 16 Oliviero Fabiani, 17 Cherif Traore, 18 Giosue Zilocchi, 19 Marco Lazzaroni, 20 Federico Ruzza, 21 Jimmy Tuivatti, 22 Guglielmo Palazzani, 23 Ian McKinley
Irlanda: 15 Jordan Larmour, 14 Andrew Conway, 13 Garry Ringrose, 12 Bundee Aki, 11 Jacob Stockdale, 10 Joey Carbery, 9 Luke McGrath, 8 Jack Conan, 7 Josh van der Flier, 6 Rhys Ruddock (c), 5 Quinn Roux, 4 Tadhg Beirne, 3 Andrew Porter, 2 Niall Scannell, 1 Jack McGrath
Riserve: 16 Sean Cronin, 17 Dave Kilcoyne, 18 Finlay Bealham, 19 Devin Toner, 20 Jordi Murphy, 21 John Cooney, 22 Ross Byrne, 23 Will Addison

 

Treviso, Zebre, un po’ di azzurro e quel passo in più che ora dovrebbe fare Pronti al Cambiamento

Dove si parla delle partite delle nostre due formazioni celtiche in Challenge Cup, della terza coppa europea, del ritiro della nazionale azzurra in vista dei test-match. E dove si parla anche delle accuse di “magheggio” (questa la parola usata nella loro newsletter) contabile rivolte alla FIR da Pronti al Cambiamento, che però a questo punto dovrebbe fare un passo in più, altrimenti…

Il fast food del weekend: conferme da Zebre e Benetton, due coppe un po’ così e nubi su Italia-Australia

La Challenge Cup ci dà altre risposte sulla crescita di Treviso e le inevitabili magagne bianconere. Poi i risultati di Continental Shield e Coppa Italia e – dulcis in fundo (mode sarcasmo: on) – un problema non da poco per il test-match di Padova

Cosa diciamo da almeno un anno a questa parte? Che le Zebre non possono prescindere da quei 15-18 uomini, quelli che da queste parti definisco “i titolarissimi”, senza i quali il livello della squadra scende parecchio (troppo) e ne risente spesso anche l’approccio alle partite. Così a un Bristol non trascendentale bastano poco più di 20 minuti per chiudere la pratica e alla fine si va sotto la doccia con un comodo 43 a 22 per gli inglesi. Anche la prima trasferta di Challenge Cup ad Agen, un anno fa, era finita più o meno così, insieme alle altre gare giocate lontane da Parma. In casa l’andazzo cambia, magari si vince poco ma le partite sono più serrate e combattute. Come dicevo prima: l’approccio mentale è diverso. La crescita di una squadra si misura anche da questo e le Zebre confermano anche questo fine settimana quanto il loro cammino sia ancora lungo.

Il Benetton Treviso, sempre in Challenge Cup, ha dato una bella ripassata al Grenoble: 40 a 14. La squadra francese viaggia nella parte bassa del Top 14, più o meno nelle stesse acque del Bristol in Premiership, e magari non è arrivata al Monigo con la voglia di spaccare il mondo, cosa che non è così inusuale con le formazioni transalpine nella prima fase di questa competizione, ma oggi i biancoverdi sono l’altra faccia della moneta su cui campeggiano le nostre due squadre celtiche. Treviso sa quello che vuole e sa come ottenerlo, non sempre ci riesce ma l’atteggiamento mentale è quello giusto. E’ una squadra solida che tiene i piedi per terra ma sa che un primo salto di qualità vero può arrivare quest’anno. Non è detto che ce la faccia, non è automatico, ma ha tutte le carte in regola.

Tra sabato e domenica si è giocata la prima giornata della terza coppa europea, la Continental Shield. Una competizione tutta da decifrare nei suoi reali valori ma che dà non poche possibilità a una delle squadre del nostro massimo campionato nazionale di giocare il prossimo anno in Challenge Cup (scalino a mio modestissimo parere esageratamente alto per noi). Calvisano dopo i due ko consecutivi in Top 12 va a vincere in Georgia per 6-17 in casa del Locomotive Tbilisi , Rovigo e Petrarca pareggiano 34 a 34. Rossoblu che non si fanno mancare l’ennesimo “caso” con le pubbliche accuse del tecnico Casellato a Momberg.

Per la serie “cose dalla dubbia utilità che cambiano nel nome ma non nella sostanza” si è giocata la prima giornata della Coppa Italia, ex Trofeo Eccellenza. Questi i risultati
Girone 1
Valsugana Rugby v Lafert San Donà 34-14
Verona Rugby v Mogliano Rugby 1969 48-7
Classifica: Verona 5, Valsugana 5, Lafert San Donà 0, Mogliano Rugby 1969 0
Girone 2
S.S. Lazio Rugby 1927 v Valorugby Emilia 18-19
Rugby Viadana 1970 v Toscana Aeroporti I Medicei 22-17
Classifica: Rugby Viadana 1970 4, Valorugby Emilia 4, S.S. Lazio Rugby 1927 1, Toscana Aeroporti I Medicei 1

Last but not least: il pasticciaccio brutto di Italia-Australia. Velocissimo recap: lo stadio Euganeo di Padova, che il prossimo 17 novembre deve ospitare il test-match tra azzurri e wallabies, ha problemi di sicurezza che da mesi ne limitano la capienza, partite di calcio comprese. La Questura della città veneta per la sfida tra azzurri e wallabies vuole limitare l’afflusso di tifosi a 9mila unità (un terzo circa della sua reale capienza), ma i tagliandi già venduti per la partita in questione sono già oltre 10mila. Il problema non si è presentato improvvisamente, se ne parla già da settimane ma finora non si è cavato un ragno dal buco. Un mese fa, più o meno, ho chiesto notizie a fonti federali che mi avevano garantito che per Italia-Australia non ci sarebbero stati problemi e la capienza disponibile sarebbe stata quella massima: evidentemente però non è così, non a oggi almeno.

Di valori e giornalismi, di All Blacks ed equilibri (forse) al ribasso

Parlare del caso Sami Panico senza parlare troppo di Sami Panico è possibile? Forse, qui almeno ci si prova. E poi quelli che non aspettano altro che attaccare il rugby e i rugbisti che stanno sempre con il ditino alzato a dare lezioni di morale al mondo. Quindi il Rugby Championship e lo stato delle cose nel Pro14 e nel nostro massimo campionato nazionale

DELLA VICENDA DI SAMI PANICO PARLA ANCHE R1823. CLICCATE QUI

Zani e Parisse i due grattacapi per O’Shea, il vero mal di testa però si chiama Minozzi

Dalla pagina facebook delle Zebre (ph. Stefano Delfrate)

Stagione appena iniziata e subito arrivano i primi infortuni: il capitano a inizio ottobre dovrebbe già essere pronto, per il pilone invece lo stop è di 4-5 mesi. E per il giovane trequarti delle Zebre si va a dopo il Sei Nazioni…

“Manca solo un anno alla Coppa del Mondo e la qualità dei test match di preparazione che abbiamo organizzato riflette sia le nostre ambizioni, sia la direzione che vogliamo avere come movimento. Abbiamo deciso di avere una serie di test che ci consentano di arrivare ai Mondiali dopo aver giocato contro i migliori, pronti non solo a giocare ma a vincere grandi partite”. Mentre veniva diffuso il comunicato FIR con le parole del ct Conor O’Shea sul programma pre-mondiale dell’Italia (10 agosto 2019 gara contro l’Irlanda, il 30 dello stesso mese contro la Francia, il 6 settembre a Newcastle sfida agli inglesi. In mezzo, il 17 agosto il test con una squadra di Tier 2 ancora da definire. Un programma tosto, senza dubbio) probabilmente il tecnico irlandese stava pensando a questo: “!@$&!?£!!”.
No, non sono impazzito, ma sono sicuro che gli improperi del responsabile tecnico della nostra nazionale sono arrivati molto in alto alla notizia degli infortuni di Zani e Minozzi dopo la prima partita stagionale con Benetton Treviso e Zebre nel Pro14.

Questa la situazione, così come la racconta R1823:La Benetton Treviso ha comunicato che il proprio atleta Federico Zani, a causa del distacco del tendine del bicipite del braccio destro avvenuto in uno scontro di gioco lo scorso sabato nel match vinto contro i Dragons, è stato sottoposto a intervento chirurgico presso il policlinico di Abano Terme dall’equipe del dott. Micaglio. L’intervento è riuscito alla perfezione.
Nella giornata di ieri l’estremo delle Zebre Matteo Minozzi é stato sottoposto a intervento chirurgico presso la Clinica Villa Stuart di Roma dal Prof. Pier Paolo Mariani. Minozzi ha subito la ricostruzione della capsula articolare e la neurolisi del nervo sciatico popliteo esterno del ginocchio destro, lesionato durante l’infortunio di gioco di venerdì scorso allo Stadio Lanfranchi di Parma nella sfida tra la franchigia federale e i sudafricani Southern Kings. L’intervento è riuscito; l’atleta ora dovrà osservare 15 giorni di riposo assoluto per poi iniziare la fisioterapia. Successivamente il numero 15 padovano alla sua seconda stagione con le Zebre dovrà sottoporsi a un secondo intervento chirurgico per la ricostruzione legamentosa”.

Per il pilone del club biancoverde lo stop previsto è di 4/5 mesi, diciamo che nella seconda parte del Sei Nazioni potremmo rivederlo in campo. Un grattacapo per il Benetton ma anche per O’Shea che però può contare su altri nomi. Il problema vero in chiave azzurra è lo stop di Minozzi, che sarà lunghissimo: incrociando le dita e sperando che il recupero fili via senza nessun intoppo potremo rivedere in azione il 22enne nell’ultimissima fase della stagione, sicuramente dopo il Sei Nazioni.
In linea teorica tra le carte a disposizione di O’Shea ci sono atleti che possono sostituire il giovane trequarti ma in realtà oggi non c’è nessuno che può davvero prendere il suo posto. L’esplosività, la velocità, la capacità di saltare l’avversario anche in spazi molto stretti fa di Minozzi (purtroppo) un unicum nel gruppo azzurro. L’unico altro giocatore che ha tutte queste qualità è Campagnaro. Hayward può sostituirlo egregiamente, verissimo, in questo momento è l’opzione migliore ma è un giocatore diverso, nella fase difensiva dà qualcosa in più ma non è imprevedibile come il ragazzo di Padova. Non ha quella reattività.

Detto fuori dai denti Minozzi è un atleta dal talento vero, cristallino, e in un gruppo che nel suo complesso è povero di quel prezioso materiale questo è un grosso problema. Checché se ne dica non abbiamo quell’abbondanza che invece servirebbe, non ancora almeno. Minozzi, con Campagnaro e Parisse (a proposito: problema al polpaccio anche per il capitano, ma in 4-5 settimane sarà di nuovo in campo) sono gli unici azzurri che hanno quello che oggi in tanti chiamano per comodità X factor. Questo detto senza minimamente mancare di rispetto agli altri, non dovrei nemmeno sottolinearlo, ma il problema – ahimé – rimane tutto.
A lunedì.