Zebre, la FIR fa (un po’) di chiarezza: saranno federali al 100% e Padovani non se ne va. Sembra.

Un comunicato che fa un minimo di chiarezza sul futuro della società bianconera, che non chiarisce tutti i punti oscuri ma che mette alcuni puntini sulle “i”. Le Zebre non avranno più la foglia di fico dei privati che negli ultimi anni hanno partecipato in maniera molto limitata al loro finanziamento (ma creato non poca confusione nella vita del club) e torneranno ad essere al 100% federali. Il nome non viene fatto, ma Padovani – pare – non andrà al Tolone. Il comunicato FIR:

In relazione a quanto pubblicato in questi giorni dalla stampa nazionale in merito alla situazione di Zebre Rugby, la Federazione Italiana Rugby intende precisare che la costituzione di una nuova Società, che conserverà il nome Zebre, è già stata deliberata dal Consiglio Federale e verrà formalizzata nei prossimi giorni.

La nuova Società sarà interamente partecipata dalla Federazione stessa con l’obiettivo di rispettare gli accordi vigenti e garantire la partecipazione di due squadre italiane al Guinness PRO12 sino al 2020.

Si precisa altresì, che per garantire il regolare prosieguo del rapporto con atleti e staff attualmente militanti presso la Franchigia, sono in via di definizione i contatti per la cessione dei relativi contratti alla nuova entità, partecipata interamente dalla FIR.

Pertanto le speculazioni giornalistiche circa l’ingaggio da parte di Società estere di atleti con contratti in corso con Zebre Rugby, sono prive di qualunque fondamento.

Ci sono una texana, due sudafricane e una tedesca. Il futuro del Pro12 come una barzelletta?

Il miliardario Hans Peter Wild

Il torneo celtico pensa da tempo a un allargamento e dopo le varie sirene nordamericane (si era parlato anche di Canada) e le indiscrezioni su Cheetahs e Southern Kings l’ultimo rumors riguarda la nazionale tedesca, ma solo dopo il 2020

Prima l’attenzione era tutta rivolta agli Stati Uniti, costa est. Città come Boston, Philadelphia, New York che negli ultimi anni sono state sempre più coinvolte nel rugby europeo e che possono garantire una immigrazione “celtica” – leggi: irlandese, gallese e scozzese, nonché italiana – su cui poter lavorare. Il board del Pro12 guardava a quelle latitudini per i suoi mai smentiti progetti di allargamento. Poi la east coast è sparita dal tavolo, dove è arrivato il dossier su Houston, Texas, non prima però di alcuni rumors che davano qualche chance anche a Toronto. La città che fa da sede alla NASA sembrava avere quella con le carte più in regola da un punto di vista strutturale-societario anche se chi governa il Pro12 qualche dubbio sull’interesse del pubblico non lo ha mai nascosto. In più c’è la grana trasferte, con voli da oltre una decine di ore partendo da Londra. Alla fine anche l’opzione a stelle e strisce sembra essere tornata in frigorifero, e sicuramente pesa anche la promessa di battaglia in ogni tribunale possibile annunciata da Doug Schoninger, l’imprenditore che ha dato vita al Pro Rugby USA, il campionato del quale si è giocato una sola edizione e che ha in mano a suo dire un contratto di esclusiva con la federazione statunitense e – tramite quest’ultima – con World Rugby per la formazione di una squadra professionistica di rugby a 15 per quel paese.

Ecco quindi che nelle ultime due settimane salta fuori il Sudafrica, o meglio, i Cheetahs e i Southern Kings. Secondo la BBC ci sarebbe già un invito formale per le due franchigie che stanno per essere tagliate dal Super Rugby, cosa quest’ultima non ufficiale ma che viene data per sicura. Il Sudafrica è lontano? Sì, ma il fuso orario è quello europeo ed è un paese rugbistico, cosa che faciliterebbe non poco l’aspetto business a partire dai diritti televisivi.
Però fermi, aspettate un attimo: secondo i media inglesi il board celtico ha iniziato discussioni preliminari anche con la federazione tedesca, cosa confermata al sito irlandese the42.ie da Klaus Blank, presidente della Deutschen Rugby-Verbandes. Qui ad essere interessato non sarebbe un club ma la nazionale germanica e si andrebbe a dopo il 2020, più in là rispetto all’allargamento che interesserebbe Sudafrica (o USA) e che partirebbe dalla stagione 2018/2019. Il progetto tedesco avrebbe l’appoggio del miliardario Hans Peter Wild, proprietario di una compagnia che vende heath drinks in tutto il mondo talmente appassionato di rugby che è l’uomo che tutti indicano come prossimo proprietario dello Stade Francais…
Ricordo che il contratto che lega il Pro12 alla FIR scade proprio nel 2020.

Nel titolo parlo di barzelletta ma non volevo essere sarcastico (non più di tanto, almeno), era più un “aggancio” per le diverse provenienze geografiche dei protagonisti che potrebbero essere coinvolti in questo allargamento di cui potremmo sapere già molto di più entro la fine del mese.
In realtà siamo di fronte a un torneo che sta cercando disperatamente un modo di crescere sotto l’aspetto del giro di affari più che in quello meramente sportivo. Destinazioni come USA e Sudafrica vanno in questa direzione, l’opzione tedesca è la più debole oggi ma sul lungo periodo potrebbe anche rivelarsi interessante. D’altronde (molto) interessanti lo eravamo pure noi, ma in sette anni di esperienza celtica quella che era l’iniziale promessa italiana non è mai stata mantenuta, sotto un po’ tutti gli aspetti. Almeno finora.

Italia da Alto Livello? Ovvero il paese dove sembra contare solo il vertice della piramide

Quanto avvenuto nell’ultimo anno conferma un trend che arriva da lontano, con investimenti che sembrano andare solo verso la parte alta del movimento. Che sarà anche la locomotiva della nostra Ovalia, però… Indiscrezioni: la FIR aumenta il contributo celtico per Treviso mettendolo (di nuovo) alla pari con le Zebre?

Sabato sera a Calvisano si è assegnato lo scudetto stagione 2016/2017. Una bella partita, divertente e di buon livello, vinta meritatamente dai padroni di casa ma ora basta, fino ad ottobre di Eccellenza e dintorni non se ne parlerà più molto.
Quest’ultima frase è una mezza provocazione, ma nemmeno troppo. Nelle prossime settimane la nostra attenzione sarà tutta concentrata sul tour della nazionale azzurra tra Asia e Oceania dove giocherà contro Scozia, Fiji e Australia. Poi la Nations Cup degli Emergenti in Uruguay, il Mondiale Juniores in Georgia degli azzurrini, i British & Irish Lions in Nuova Zelanda, i test-match internazionali, il Super Rugby e poi di nuovo via con la prossima stagione e solo tra fine settembre/inizio ottobre torneremo a parlare in maniera un po’ più continua di Eccellenza e campionati italiani.
Colpa anche nostra, intendiamoci, di chi bene o male parla comunque di rugby tutti i giorni o quasi, e vi assicuro che non è per nulla semplice farlo. Intendo occuparsi di rugby in Italia.
Poi c’è da dire che è normale che la maglia azzurra in tutte le sue espressioni attiri le maggiori attenzioni, d’altronde è oggettivamente la locomotiva del nostro movimento, a prescindere dai risultati.

Ma c’è anche un motivo strutturale: in Italia si pensa tanto (troppo?) all’Alto Livello e molto poco al rugby di base. In termini di progettazione e di investimenti economici. Ed è un problema enorme, perché da un lato sarà anche normale e logico concentrare gli sforzi verso le formazioni (nazionale maggiore e celtiche) che fanno appunto da locomotiva come dicevo un attimo fa, però puoi avere la macchina-motore migliore del mondo ma se i vagoni che vengono dietro e i binari non sono messi a punto e in qualche maniera coordinati a chi traina il tutto, beh, deragliare diventa solo una questione di tempo.
Qualcosa si inizia a fare: la FIR ha messo mano all’elefantiaco programma delle Accademie e lo ha ridotto in maniera importante. Rimane però il dubbio (quasi certezza, in realtà) che il motore di questo ripensamento sia sostanzialmente economico e non progettuale, con i conti federali che stanno passando un momento molto complicato ancora oggi e che quindi bisogna risparmiare.

Non è una precisazione di poco conto: tra intervenire perché lo si ritiene necessario e farlo perché non si hanno più soldi in cassa e non si può più mantenere lo stile di vita di qualche anno fa c’è una bella differenza.
Ed è un dato di fatto che l’alto livello continua a dragare una percentuale enorme dei soldi a disposizione del nostro movimento. Si sottolinea spesso – e giustamente – che la nostra nazionale non ha mai avuto uno staff qualitativamente e quantitativamente ampio come quello attuale, tutto vero, ma O’Shea, Catt e soci non sono certo venuti per la gloria, sono pagati di conseguenza. Poi c’è la questione Zebre: i bianconeri sono stati sostanzialmente sempre federali per quanto riguarda i finanziamenti, con una percentuale minima di contributi privati, e le loro controversie degli ultimi tempi hanno richiesto un impegno (economico) maggiore alla FIR. E siccome siamo in presenza del gatto che si mangia la coda da ambienti federali è giunta a questo blog l’indiscrezione che Treviso ha chiesto e ottenuto un adeguamento del suo contributo per proseguire l’avventura celtica. Nulla di trascendentale, si tratta di una cifra importante ma non pazzesca, ma se aumenti l’impegno per X inevitabilmente anche Y chiede di essere trattato alla stessa maniera. Questa cosa non è figlia dell’ingordigia del Benetton (a molti piace pensarlo, evabbé, però quanti milioni suoi ha investito in tutti questi anni la proprietà biancoverde? C’è un qualche privato in Italia che ha fatto più e per un periodo così lungo come “quelli delle canottiere”, come ebbe a dire qualcuno una manciata di anni fa? La risposta è no) ma di un movimento incapace di attirare sponsor e aziende in maniera importante e continuativa. Il vero vulnus è questo.

E in questi stessi giorni Il Grillotalpa per primo ha sottolineato come sia centrale la distribuzione (al ribasso, nel suo complesso) dei contributi per la partecipazione alla Continentale Shield, con una “riforma” di partecipazione italiana anche qui improntata soprattutto alla spending review.
Da vari comitati regionali sono mesi che giungono voci – mai confermate in via ufficiale né dalla FIR né tantomeno dai diretti interessati, questo va detto – di continui e ripetuti ritardi nell’elargizione dei contributi necessari per il normale funzionamento della macchina amministrativa del nostro movimento. Indiscrezioni non dissimili, sempre a mezza voce anche in questo caso, arrivano dall’ambiente arbitrale.
Un quadretto poco ottimistico dal quale emerge comunque la conferma di una caratteristica ormai strutturale della nostra Ovalia: un sostegno economico enormemente sbilanciato verso il vertice della piramide. Perché non si hanno notizie al contempo di un aumento degli investimenti nella base. Né oggi né ieri.
E lo ripeto: è il vertice che traina il resto, ma quello che c’è sotto va sostenuto e foraggiato in maniera importante e adeguata. Altrimenti tutto crollerà, prima o poi.

Finale Eccellenza: Calvisano è più forte, lo scudetto è tutto suo. In Inghilterra primo titolo per Exeter

ph. Fotosportit/FIR

Al San Michele il Rovigo si porta sul 12 a 0 poi sei mete dei padroni di casa schiantano i veneti riportano con merito il titolo di campioni d’Italia in provincia di Brescia. In Inghilterra primo storico titolo per Exeter che batte gli Wasps dopo 100 minuti di battaglia. In Francia Clermont batte il Racing e va in finale di Top 14 mentre gli Scarlets battono Munster 44-22 e vincono il Pro12

FINALE ECCELLENZA: CALVISANO-ROVIGO 43-29
Primo tempo molto intenso e bello tra due quadre che non si nascondono, Calvisano prova forse a giocare un po’ di più ma è bloccato dalle contromosse di un Rovigo molto chiuso ma solido. Al 25′ i veneti conducono 12 a 0 grazie a quattro punizioni di Basson, gara che sembra indirizzata in un certo modo ma quando meno te lo aspetti arrivano due frustrate di Calvisano tra il 32′ e il 35′ con due mete di Lucchin prima (bravo a sfondare per vie centrali sfrittando al meglio il lavoro di Giammarioli) e di Andreotti poi che chiude al meglio una serpentina da vedere e rivedere di Minozzi che taglia letteralmente in due la difesa degli ospiti. Si va al riposo sul 14 a 12 per Calvisano.
Seconda frazione che si apre con una bella penetrazione di Lucchin che viene fermato dalla retroguardia del Calvisano un attimo prima che arrivi nell’area di meta me Rovigo trova comunque altri 3 punti con Basson. Calvisano però risponde immediatamente con una met, stavolta di Riccioni che chiude una maul avanzante e padroni di casa che vanno a +6. Al 54′ la meta che spacca la gara con un Minozzi incontenibile che raccoglie una palla vagante e si invola infilando la retroguardia dei bersaglieri che si fa sorprendere: 28-15 per Calvisano. Sei minuti dopo è Paz a chiudere un’altra bella azione di Calvisano che mette la parola fine a gara e campionato. Da registrare un’altra punizione di Minozzi, la meta di Chiesa al 76′ e quelle rodigine di Barion e Biffi. Calvisano vince uno scudetto meritatissimo superando 43 a 29 Rovigo.

Calvisano: Minozzi; Susio/Chiesa, Paz, Lucchin, Bruno; Novillo, Semenzato; Tuivaiti, Giammarioli, Archetti; Andreotti, Cavalieri; Riccioni, Morelli (cap), Panico
a disposizione: Luus, Rimpelli, Zanetti, Zdrilich, Chiesa/Consoli, De Santis, Dal Zilio, Costanzo
Mete: Lucchin (32′), Andreotti (35′), Riccioni (45′), Minozzi (54′), Paz (60′), Chiesa (76′)
Conversioni: Minozzi (33′, 36′, 46′, 55′, 77′)
Punizioni: Minozzi (65′)

Rovigo: Basson; Barion, Majstorovic, McCann, Torres; Rodriguez, Chillon; De Marchi, Lubian, Ruffolo (cap); Parker, Boggiani; Iacob, Momberg, Muccignat
a disposizione: Cadorini, Balboni, Bordonaro, Cicchinelli, Ortis, Loro, Biffi, Mantelli
Mete: Barion (79′), Biffi (81′)
Conversioni: Basson (80′, 82′)
Punizioni: Basson (9′, 17′, 19′, 25′, 42′)

 

FINALE PREMIERSHIP: Wasps-Exeter 20-23
Primo storico titolo di campione d’Inghilterra per Exeter che parte benissimo e con due mete nella prima mezz’ora si portano sul 14 a 3 ma gli Wasps si scuotono e trovano una meta (bella davvero, come le altre) molto importante con Gopperth.
A inizio ripresa le Vespe passano in vantaggio con Daly, Exeter non molla e trova il pareggio con Steenson proprio all’ultimo minuto dei tempi regolamentari, si va all’extra -time: primo tempo supplementare con poche occasioni ed emozioni, negli ultimi dieci minuti è Exeter a piazzarsi nei 22 metri avversari e trova la punizione che Steenson mette tra i pali: 3 punti che valgono il titolo per Michele Campagnaro e compagni che toccano il loro paradiso in terra davanti agli 80mila di Twickenham.

Wasps: 15 Willie Le Roux, 14 Christian Wade, 13 Elliot Daly, 12 Jimmy Gopperth, 11 Josh Bassett, 10 Danny Cipriani, 9 Dan Robson, 8 Nathan Hughes, 7 Thomas Young, 6 James Haskell, 5 Matt Symons, 4 Joe Launchbury (c), 3 Phil Swainston, 2 Tommy Taylor, 1 Matt Mullan
Riserve16 Ashley Johnson, 17 Simon McIntyre, 18 Marty Moore, 19 Kearnan Myall, 20 Guy Thompson, 21 Joe Simpson, 22 Alapati Leiua, 23 Frank Halai
Mete: Gopperth (38′), Daly (44′)
Conversioni: Gopperth (39′, 45′)
Punizioni: Gopperth (18′, 54′)

Exeter: 15 Phil Dollman, 14 Jack Nowell, 13 Ian Whitten, 12 Ollie Devoto, 11 Olly Woodburn, 10 Gareth Steenson (c), 9 Stuart Townsend, 8 Thomas Waldrom, 7 Don Armand, 6 Kai Horstmann, 5 Geoff Parling, 4 Dave Dennis, 3 Harry Williams, 2 Luke Cowan-Dickie, 1 Ben Moon
Riserve: 16 Jack Yeandle, 17 Carl Rimmer, 18 Tomas Francis, 19 Mitch Lees, 20 Sam Simmonds, 21 Will Chudley, 22 Henry Slade, 23 Michele Campagnaro
Mete: Nowell (15′), Doolman (28′)
Punizioni: Steenson (64′, 80′, 98′)

 

SEMIFINALE TOP 14: Clermont-Racing 92  37-31
A Marsiglia in un Velodrome pienissimo il Clermont doma i campioni uscenti e va in finale del masimo campionato francese dove lo aspetta il Tolone. Partita dominata dai giallo-blu nonostante l’espulsione di Van der Merwe al 41′. Il Racing reagisce troppo tardi e marca tre mete solo negli ultimi 10 minuti di partita.

Clermont: 15 Nick Abendanon, 14 David Strettle, 13 Damian Penaud, 12 Rémi Lamerat, 11 Alivereti Raka, 10 Camille Lopez, 9 Morgan Parra, 8 Fritz Lee, 7 Judicaël Cancoriet, 6 Damien Chouly, 5 Flip Van der Merwe, 4 Arthur Ituria, 3 David Zirakashvili, 2 Benjamin Kayser, 1 Raphaël Chaume
Riserve: 16 John Ulugia, 17 Ettiene Falgoux, 18 Paul Jedrasiak, 19 Peceli Yato, 20 Ludovic Radosavljevic, 21 Patricio Fernandez, 22 Aurélien Rougerie, 23 Aaron Jarvis
Mete: Penauz (18′), Lopez (27′, 47′), Lee (63′)
Conversioni: Parra (48′)
Punizioni: Parra (12′, 33′, 40′, 55′, 61′)

Racing 92: 15 Brice Dulin, 14 Joe Rokocoko, 13 Henry Chavancy, 12 Casey Laulala, 11 Teddy Thomas, 10 Dan Carter, 9 Maxime Machenaud, 8 Chris Masoe, 7 Bernard le Roux, 6 Wenceslas Lauret, 5 Leone Nakarawa, 4 Gerbrandt Grobler, 3 Ben Tameifuna, 2 Virgile Lacombe, 1 Villiamu Afatia
Riserve: 16 Camille Chat, 17 Eddy Ben Arous, 18 Manuel Carizza, 19 Yannick Nyanga, 20 James Hart, 21 Rémi Talès, 22 Anthony Tuitavake, 23 Luc Ducalcon
Mete: Masoe (70′, 77′), Taeifuna (81′)
Conversioni: Hart (71′), Masoe (82′)
Punizioni: Carter (9′, 24′, 42′, 45′)

 

FINALE GUINNESS PRO12: Munster-Scarlets 22-46
Partita giocata, interpretata e controllata benissimo dagli Scarlets che imbrigliano il Munster e gli impediscono di ricorrere alle sue armi migliori. Gallesi che invece sanno pungere benissimo e vanno in meta ben 4 volte tra il 9′ e il 31′. La Red Army trova una marcatura pesante al 40′ ma non riesce a invertire il trend della partita che rimane fino alla fine saldamente in mano alla squadra di Llanelli nonostante le due mete negli ultimi minuti di Earls e Conway del Munster. Scarlets che vincono il torneo celtico con pienissimo merito.

Munster: 15 Simon Zebo, 14 Andrew Conway, 13 Francis Saili, 12 Rory Scannell, 11 Keith Earls, 10 Tyler Bleyendaal, 9 Conor Murray, 8 CJ Stander, 7 Tommy O’Donnell, 6 Peter O’Mahony (c), 5 Billy Holland, 4 Donnacha Ryan, 3 John Ryan, 2 Niall Scannell, 1 Dave Kilcoyne
Riserve: 16 Rhys Marshall, 17 Brian Scott, 18 Stephen Archer, 19 Jean Deysel, 20 Jack O’Donoghue, 21 Duncan Williams, 22 Ian Keatley, 23 Jaco Taute
Mete: Bleyendaal (40′), Conway (75′), Keith Earls (78′)
Conversioni: Bleyendaal (41′), Ian Keatley (79′)
Punizioni: Bleyendaal (7′)

Scarlets: 15 Johnny McNicholl, 14 Liam Williams, 13 Jonathan Davies, 12 Scott Williams, 11 Steff Evans, 10 Rhys Patchell, 9 Gareth Davies, 8 John Barclay (c), 7 James Davies, 6 Aaron Shingler, 5 Tadhg Beirne, 4 Lewis Rawlins, 3 Samson Lee, 2 Ryan Elias, 1 Rob Evans
Riserve: 16 Emyr Phillips, 17 Wyn Jones, 18 Werner Kruger, 19 David Bulbring, 20 Will Boyde, 21 Jonathan Evans, 22 Hadleigh Parkes, 23 DTH van der Merwe
Mete: Liam Williams (9′), Steffan Evans(20′), Gareth Davies(27′), Tadhg Beirne (31′), DTH van der Merwe (71′), James Davies (80′)
Conversioni: Rhys Patchell (21′, 28′, 32′), Liam Williams (72′, 81′)
Punizioni: Rhys Patchell (19′, 45′)

Calvisano-Rovigo, Wasps-Exeter e Munster-Scarlets: oggi è il gran ballo delle finaliste

Rugby Eccellenza 2016-2017, Milano, NH Milano Touring Hotel, 22/05/2017, Conferenza Stampa di presentazione della Finale 2016-2017.I capitani di Patarò Calvisano e Delta Rovigo, Gabriele Morelli ed Edoardo Ruffolo.Foto: Roberto Bregani/Fotosportit

Atto conclusivo per Eccellenza, Premiership e Guinness Pro12. In Francia il Tolone beffa La Rochelle all’ultimo secondo e vola in finale di Top 14, oggi Clermont-Racing 92. Spareggio Champions Cup: i Saints superano in rimonta (e in 13 contro 15) lo Stade Francais

FINALE ECCELLENZA: CALVISANO-ROVIGO ore 18 (diretta su The Rugby Channel e Repubblica.it)
Come un anno fa. E l’anno prima, e quello prima ancora e… La finalissima tra Calvisano e Rovigo non è certo una sorpresa per la nostra Eccellenza, le due formazioni dominano il nostro massimo campionato da diverse stagioni e si contendono il titolo nel suo atto decisivo anche quest’anno.
Calcio d’inizio alle 18 al San Michele, con partita visibile in diretta streaming su The Rugby Channel e – per la prima volta – anche su Repubblica.it
Calvisano parte in vantaggio perché gioca in casa e perché ha dominato la stagione regolare ma la partita secca rimescola non poco le carte. Rossoblu che schierano Momberg, incerto fino all’ultimo. Partita che non ha certo bisogno di stimoli, che si gioca su motivazioni di rivalità profonda, ma oggi in palio c’è pure uno scudetto…

Calvisano: Minozzi; Susio/Chiesa, Paz, Lucchin, Bruno; Novillo, Semenzato; Tuivaiti, Giammarioli, Archetti; Andreotti, Cavalieri; Riccioni, Morelli (cap), Panico
a disposizione: Luus, Rimpelli, Zanetti, Zdrilich, Chiesa/Consoli, De Santis, Dal Zilio, Costanzo
Rovigo: Basson; Barion, Majstorovic, McCann, Torres; Rodriguez, Chillon; De Marchi, Lubian, Ruffolo (cap); Parker, Boggiani; Iacob, Momberg, Muccignat
a disposizione: Cadorini, Balboni, Bordonaro, Cicchinelli, Ortis, Loro, Biffi, Mantelli
arb. Mitrea (Udine)
g.d.l. Liperini (Livorno), Franzoi (Venezia)
quarto uomo: Brescacin (Treviso)
quinto uomo: Cusano (Vicenza)
TMO: Marrama (Milano)

 

FINALE GUINNESS PRO12: Munster-Scarlets, ore 18.15 (diretta tv Eurospsort 2)
Quello che è sicuro è che oggi vincerà il rosso: questo sarà il colore del pubblico dell’Aviva Stadium perché a giocarsi il titolo 2016/2017 del torneo celtico saranno la Red Army per antonomasia – il Munster – e gli Scarlets, rossi gallesi. Partita che si preannuncia combattuto e piuttosto equilibrata, nonostante il XV di Limerick parta con qualche favore in più del pronostico.
Munster alla ricerca del suo quarto titolo e che ha vinto le ultime 7 partite giocate, Scarlets con qualche pressione in meno e che proveranno a riportare il titolo in Galles dopo quello vinto dagli Opreys nel 2012.

Munster: 15 Simon Zebo, 14 Andrew Conway, 13 Francis Saili, 12 Rory Scannell, 11 Keith Earls, 10 Tyler Bleyendaal, 9 Conor Murray, 8 CJ Stander, 7 Tommy O’Donnell, 6 Peter O’Mahony (c), 5 Billy Holland, 4 Donnacha Ryan, 3 John Ryan, 2 Niall Scannell, 1 Dave Kilcoyne
Riserve: 16 Rhys Marshall, 17 Brian Scott, 18 Stephen Archer, 19 Jean Deysel, 20 Jack O’Donoghue, 21 Duncan Williams, 22 Ian Keatley, 23 Jaco Taute
Scarlets: 15 Johnny McNicholl, 14 Liam Williams, 13 Jonathan Davies, 12 Scott Williams, 11 Steff Evans, 10 Rhys Patchell, 9 Gareth Davies, 8 John Barclay (c), 7 James Davies, 6 Aaron Shingler, 5 Tadhg Beirne, 4 Lewis Rawlins, 3 Samson Lee, 2 Ryan Elias, 1 Rob Evans
Riserve: 16 Emyr Phillips, 17 Wyn Jones, 18 Werner Kruger, 19 David Bulbring, 20 Will Boyde, 21 Jonathan Evans, 22 Hadleigh Parkes, 23 DTH van der Merwe

 

FINALE PREMIERSHIP: Wasps-Exeter, ore 16
Anche l’Inghilterra sceglie oggi la sua regina: a Twickenham incroceranno le armi la squadra che ha dominato la regular season, gli Wasps, e una mezza sorpresa, ovvero Exeter. Intendiamoci, i Chiefs quest’anno si sono comportati benissimo ma avevano forse un pizzico di cinismo e di organizzazione in meno rispetto ad avversari magari meno scintillanti ma più cinici. eppure eccoli qua, in finale e con pieno merito. Il nostro Michele Campagnaro parte dalla panchina. Partita che si annuncia bellissima.

Wasps: 15 Willie Le Roux, 14 Christian Wade, 13 Elliot Daly, 12 Jimmy Gopperth, 11 Josh Bassett, 10 Danny Cipriani, 9 Dan Robson, 8 Nathan Hughes, 7 Thomas Young, 6 James Haskell, 5 Matt Symons, 4 Joe Launchbury (c), 3 Phil Swainston, 2 Tommy Taylor, 1 Matt Mullan
Riserve: 16 Ashley Johnson, 17 Simon McIntyre, 18 Marty Moore, 19 Kearnan Myall, 20 Guy Thompson, 21 Joe Simpson, 22 Alapati Leiua, 23 Frank Halai
Exeter Chiefs: 15 Phil Dollman, 14 Jack Nowell, 13 Ian Whitten, 12 Ollie Devoto, 11 Olly Woodburn, 10 Gareth Steenson (c), 9 Stuart Townsend, 8 Thomas Waldrom, 7 Don Armand, 6 Kai Horstmann, 5 Geoff Parling, 4 Dave Dennis, 3 Harry Williams, 2 Luke Cowan-Dickie, 1 Ben Moon
Riserve: 16 Jack Yeandle, 17 Carl Rimmer, 18 Tomas Francis, 19 Mitch Lees, 20 Sam Simmonds, 21 Will Chudley, 22 Henry Slade, 23 Michele Campagnaro

 

SEMIFINALE TOP 14: Clermont-Racing 92, ore 17
Tu domini la stagione regolare e poi in semifinale vieni superato da una squadra di vecchi marpioni che non mollano mai e che ti superano di soli 3 punti grazie a un drop dell’ultimo secondo calciato da uno dei giocatori più giovani e meno esperti, Anthony Belleau. E’ quello che è successo ieri sera al Vélodrome che ha ospitato la prima semifinale del massimo campionato francese tra La Rochelle e Tolone, risultato finale 15-18 al termine di una partita senza mete e giocata sempre punto a punto, con il tabellone smosso solo dai cecchini dei calci piazzati (Brock James per gli atlantici e Leigh Halfpenny per i rossoneri). La Rochelle che dal 52′ ha giocato con un uomo in meno per l’espulsione di Aguillon.
Oggi sempre a Marsiglia si gioca la seconda semifinale dall’esito incertissimo, ma – almeno sulla carta – il Clermont ha qualcosina in più.

Clermont: 15 Nick Abendanon, 14 David Strettle, 13 Damian Penaud, 12 Rémi Lamerat, 11 Alivereti Raka, 10 Camille Lopez, 9 Morgan Parra, 8 Fritz Lee, 7 Judicaël Cancoriet, 6 Damien Chouly, 5 Flip Van der Merwe, 4 Arthur Ituria, 3 David Zirakashvili, 2 Benjamin Kayser, 1 Raphaël Chaume
Riserve: 16 John Ulugia, 17 Ettiene Falgoux, 18 Paul Jedrasiak, 19 Peceli Yato, 20 Ludovic Radosavljevic, 21 Patricio Fernandez, 22 Aurélien Rougerie, 23 Aaron Jarvis
Racing 92: 15 Brice Dulin, 14 Joe Rokocoko, 13 Henry Chavancy, 12 Casey Laulala, 11 Teddy Thomas, 10 Dan Carter, 9 Maxime Machenaud, 8 Chris Masoe, 7 Bernard le Roux, 6 Wenceslas Lauret, 5 Leone Nakarawa, 4 Gerbrandt Grobler, 3 Ben Tameifuna, 2 Virgile Lacombe, 1 Villiamu Afatia
Riserve: 16 Camille Chat, 17 Eddy Ben Arous, 18 Manuel Carizza, 19 Yannick Nyanga, 20 James Hart, 21 Rémi Talès, 22 Anthony Tuitavake, 23 Luc Ducalcon

 

Chiudiamo con la sfida tra Northampton Saints e Stade Francais, spareggio finale che metteva in palio un posto in Champions Cup per la prossima stagione. Al Franklin’s Gardens si impongono i padroni di casa per 23 a 22 al termine di una gara incredibile che ha visto i parigini arrivare anche sul 22 a 9 e poi essere rimontati da una squadra che ha giocato con rabbia e determinazione nonostante l’espulsione di Tom Wood per uno stamping non chiarissimo al 63′ e che a partire dal 73′ è rimasta in 13 per l’ammonizione a Rory Hutchinson.