Italia da Alto Livello? Ovvero il paese dove sembra contare solo il vertice della piramide

Quanto avvenuto nell’ultimo anno conferma un trend che arriva da lontano, con investimenti che sembrano andare solo verso la parte alta del movimento. Che sarà anche la locomotiva della nostra Ovalia, però… Indiscrezioni: la FIR aumenta il contributo celtico per Treviso mettendolo (di nuovo) alla pari con le Zebre?

Sabato sera a Calvisano si è assegnato lo scudetto stagione 2016/2017. Una bella partita, divertente e di buon livello, vinta meritatamente dai padroni di casa ma ora basta, fino ad ottobre di Eccellenza e dintorni non se ne parlerà più molto.
Quest’ultima frase è una mezza provocazione, ma nemmeno troppo. Nelle prossime settimane la nostra attenzione sarà tutta concentrata sul tour della nazionale azzurra tra Asia e Oceania dove giocherà contro Scozia, Fiji e Australia. Poi la Nations Cup degli Emergenti in Uruguay, il Mondiale Juniores in Georgia degli azzurrini, i British & Irish Lions in Nuova Zelanda, i test-match internazionali, il Super Rugby e poi di nuovo via con la prossima stagione e solo tra fine settembre/inizio ottobre torneremo a parlare in maniera un po’ più continua di Eccellenza e campionati italiani.
Colpa anche nostra, intendiamoci, di chi bene o male parla comunque di rugby tutti i giorni o quasi, e vi assicuro che non è per nulla semplice farlo. Intendo occuparsi di rugby in Italia.
Poi c’è da dire che è normale che la maglia azzurra in tutte le sue espressioni attiri le maggiori attenzioni, d’altronde è oggettivamente la locomotiva del nostro movimento, a prescindere dai risultati.

Ma c’è anche un motivo strutturale: in Italia si pensa tanto (troppo?) all’Alto Livello e molto poco al rugby di base. In termini di progettazione e di investimenti economici. Ed è un problema enorme, perché da un lato sarà anche normale e logico concentrare gli sforzi verso le formazioni (nazionale maggiore e celtiche) che fanno appunto da locomotiva come dicevo un attimo fa, però puoi avere la macchina-motore migliore del mondo ma se i vagoni che vengono dietro e i binari non sono messi a punto e in qualche maniera coordinati a chi traina il tutto, beh, deragliare diventa solo una questione di tempo.
Qualcosa si inizia a fare: la FIR ha messo mano all’elefantiaco programma delle Accademie e lo ha ridotto in maniera importante. Rimane però il dubbio (quasi certezza, in realtà) che il motore di questo ripensamento sia sostanzialmente economico e non progettuale, con i conti federali che stanno passando un momento molto complicato ancora oggi e che quindi bisogna risparmiare.

Non è una precisazione di poco conto: tra intervenire perché lo si ritiene necessario e farlo perché non si hanno più soldi in cassa e non si può più mantenere lo stile di vita di qualche anno fa c’è una bella differenza.
Ed è un dato di fatto che l’alto livello continua a dragare una percentuale enorme dei soldi a disposizione del nostro movimento. Si sottolinea spesso – e giustamente – che la nostra nazionale non ha mai avuto uno staff qualitativamente e quantitativamente ampio come quello attuale, tutto vero, ma O’Shea, Catt e soci non sono certo venuti per la gloria, sono pagati di conseguenza. Poi c’è la questione Zebre: i bianconeri sono stati sostanzialmente sempre federali per quanto riguarda i finanziamenti, con una percentuale minima di contributi privati, e le loro controversie degli ultimi tempi hanno richiesto un impegno (economico) maggiore alla FIR. E siccome siamo in presenza del gatto che si mangia la coda da ambienti federali è giunta a questo blog l’indiscrezione che Treviso ha chiesto e ottenuto un adeguamento del suo contributo per proseguire l’avventura celtica. Nulla di trascendentale, si tratta di una cifra importante ma non pazzesca, ma se aumenti l’impegno per X inevitabilmente anche Y chiede di essere trattato alla stessa maniera. Questa cosa non è figlia dell’ingordigia del Benetton (a molti piace pensarlo, evabbé, però quanti milioni suoi ha investito in tutti questi anni la proprietà biancoverde? C’è un qualche privato in Italia che ha fatto più e per un periodo così lungo come “quelli delle canottiere”, come ebbe a dire qualcuno una manciata di anni fa? La risposta è no) ma di un movimento incapace di attirare sponsor e aziende in maniera importante e continuativa. Il vero vulnus è questo.

E in questi stessi giorni Il Grillotalpa per primo ha sottolineato come sia centrale la distribuzione (al ribasso, nel suo complesso) dei contributi per la partecipazione alla Continentale Shield, con una “riforma” di partecipazione italiana anche qui improntata soprattutto alla spending review.
Da vari comitati regionali sono mesi che giungono voci – mai confermate in via ufficiale né dalla FIR né tantomeno dai diretti interessati, questo va detto – di continui e ripetuti ritardi nell’elargizione dei contributi necessari per il normale funzionamento della macchina amministrativa del nostro movimento. Indiscrezioni non dissimili, sempre a mezza voce anche in questo caso, arrivano dall’ambiente arbitrale.
Un quadretto poco ottimistico dal quale emerge comunque la conferma di una caratteristica ormai strutturale della nostra Ovalia: un sostegno economico enormemente sbilanciato verso il vertice della piramide. Perché non si hanno notizie al contempo di un aumento degli investimenti nella base. Né oggi né ieri.
E lo ripeto: è il vertice che traina il resto, ma quello che c’è sotto va sostenuto e foraggiato in maniera importante e adeguata. Altrimenti tutto crollerà, prima o poi.

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66 thoughts on “Italia da Alto Livello? Ovvero il paese dove sembra contare solo il vertice della piramide

    1. Francesco Marchi

      Credo che il cambio immagine voluto tanto da mamm’ FIR sia proprio questo… così da togliersi qualsiasi responsabilità per i fallimenti…
      Il povero,onesto e buon Cos l hanno incu*ato…alla grande

      1. Calma, COS è un professionista, non uno sprovveduto. E come tale immagino sia (più o meno) lautamente pagato.

        Ciò non toglie che, appena farà comodo, verrà segato senza remore.

  1. Stefo

    No Paolo scusa ma non penso sia giusto soppesare in maniera diversa i contributi a Zebre e Treviso, specialmente in una rticolo dove si aprla dell’eccessivo focus anche in terminid i investimenti nell’alto livello rispetto alla base.

    Nessuno mette in discussione quanto fatto storicamente da Treviso, quanto i Benetton hanno investito in questo sport! Non si puo’ neanche anbdargli a fare le pulci se han deciso di ridurre l’investimento, son soldi loro, decidono come e dove investirli come meglio comoda loro, non glielo ordina il medico di emttere 4 invece che 2! Io sono il primo a dire queste cose. Pero’ se mi aprli di spesa nell’alto livello, che aumenta nelle zebre allora si mettono sullo stesso idnetico piatto i soldi che aumentano e vanno nell’alto livello a Treviso, eprche’ son soldi federlai anche quelli, spesi nell’a;to livello anche quelli. Se Benetton per andare avanti vuole sempre piu’ soldi, e vuole lo stesso trattamento delle Zebre allora anche loro alla fine sono piu’ federali che altro, e lo saranno finche’ la Fir mette la maggior aprte del budget della franchigia.

    Non faccio discorsi di “ingordigia” pero’ nessun distinguo e’ possiible nell’ottica del discorso alto livello v base in questo caso.

      1. Stefo

        frank tutto il discorso sull’ingordigia e la aprte tra parentesi non ha senso in chiave di questo articolo per prima cosa!
        Seconda cosa: se pretendono di prendere come le zebre, e poi prendono come le Zebre, sono alto livello anche loro, assorbono soldi del movimento alla stessa maniera e quindi si mettono sullo stesso idnetico piano ai fini di un’analisi alto livello-base.

      2. Stefo

        Fran se sottolinei che le Zebre hanno pochi fondi privati e poi il resto dalla Fir non penso sia proprio molto distante Treviso che ha lo stesso finanziamento federale…preteso e ricevuto, ripeto pre-te-so! Tutta la parte su quanto in passato hanno messo i Benetton e’ irrilevante…i soldi nel pro12 sono gli stessi per Zebre e Treviso, soldi spesi nell’alto livello!

    1. ciao stefo
      secondo me sbagli prospettiva: non è compito di Treviso (o Calvisano, o chi vuoi tu) pensare alla struttura e ai meccanismi del movimento. Treviso (o Calvisano) è una realtà privata che pensa in primis alle sue necessità.

      1. Stefo

        Paolo ma su questo son d’accordissimo, non ho mai infatti accusato di ignordigia, o di non fare alcune cose. Pero’ oggi Treviso intasca quanto le zebre, quindi di fatto sono una “privata a trazione federale” anche loro e quelli son soldi del movimento come quelli delle Zebre, non diventano magicamente diversi come soldi perche’ Benetton fino a 3 anni fa ci ha messo parecchi soldi.

  2. speartakle

    la qualità dell’investimento sulla base, conta probabilmente di più che la quantità. La federazione deve dare i soldi in cambio di progettualità, costringere i club a farsi propositivi per ricevere i finanziamenti, non abituarli alla paghetta. Il contributo sull’attività del rugby di base, dato solo sul numero di squadre non è un parametro adeguato, o è adeguato come base di partenza, ma non può essere l’unico, devono esserci finanziamenti per chi propone qualcosa di livello superiore, altrimenti non ci sarà mai la spinta ad emergere in modo strutturato.

  3. Francesco Marchi

    L’ alto livello è solo, al 90%, affari….e ha bisogno di un sistema debole affinché possa funzionare….

  4. fracassosandonà

    il sistema è già crollato, solo che non ce lo vogliamo dire…
    nel 2024 (che è dopodomanI) perderemo anche il nostro posto fisso al 6N e le relative prebende…
    18 anni di 6N, 20 di coppe europee, 7 di pro12 ed il nostro sistema è peggiorato, nonostante quanto portato a casa dalle manifestazioni internazionali…
    mai vinto nulla, nemmeno rischiato di vincere nulla…
    però pretendiamo di dividere la pagnotta in parti uguali con gli altri…
    nella vita di tutti i giorni al socio parassita si rifila un calcio in culo…
    perché le altre federazioni dovrebbero fare diversamente con noi?
    solo perché abbiamo arruolato la triade?
    a mio sommesso avviso i responsabili (pro quota, s’intende) si chiamano Giancarlo Dondi e Alfredo Gavazzi e tutti coloro che negli anni hanno sostenuto le loro candidature, anni di super10 ad importare giocatori e a naturalizzarli per incerottare la nazionale…
    ora che abbiamo perso il canale degli oriundi argentini la realtà emerge molto più chiaramente…
    società che abbiano investito seriamente sul settore giovanile si contano sulle dita di due mani, tutto il resto è lasciato alla buona volontà e all’improvvisazione di chi ci mette del suo…
    almeno, io la vedo così…

    1. Il Camerlengo

      menagramo!
      non ti rimane che buttarti nella tazza del cesso e chiedere a qualcuno di tirare lo sciacquone.

      1. rugbydinasty

        Ecco qua uno che ci galleggia nella tazza del cesso.
        fracasso, non è stato preciso nella sua esposizione.
        Ha dimenticato di dire che dietro ai 2 nomi c’è un codazzo di personaggi che sopravvivono e galleggiano…tirare lo sciacquone non serve. E lo status quo gli va a pennello. Migliorare non fa parte della loro visione.

    2. AdG

      Nella mia stupida e ottusa miopia, mi godo invece lo scudetto alla faccia di tutti coloro che:
      a) non hanno visto la partita e ne parlano
      b) hanno perso l’occasione di vedere e valutare 5 ventenni che passeranno in Celtic .
      c) 5.000 appassionati ( escluso Bettarello, Zambelli e Malfatto) che si sono divertiti e hanno visto una bellissima partita
      Certo sono magre consolazioni ma aiutano, per gli stolti come me, a vivere più felici.

      1. 6nazioni

        adg buon giorno, vista la partita, buon livello tecnico, qualche cavolata di mitrea ma ha
        vinto la migliore Calvisano.
        Auguri x il tricolore del rugby salamella il mio preferito.
        forza petrarca sempre

      2. fracassosandonà

        i complimenti a ragazzi e tecnico per una stagione dominata sono più che meritati…

        come la società abbia sfangato l’affaire cambio volante di Paz in semifinale resterà un mistero, alla fine pagherà l’arbitro della partita o forse neanche quello… more solito 🙂

    3. Rabbidaniel

      Io non credo che perderemo il posto nel 6N, non siamo sostituibili, nemmeno in prospettiva, a meno che un paese come la Germania faccia un boom nei prossimi anni, ma la vedo dura. Più probabile che succeda qualcosa in Pro12.

    4. Mez10

      Però frac proprio Calvisano ha vinto lo scudetto con la squadra dall’età media più bassa..Poco meno di 25 anni..
      Non è semplice vincere 6 scudetti in 11 anni, quest’anno, come detto, con la squadra più giovane!

      1. fracassosandonà

        mez, sapere (e potere) comprare bene giocatori giovani è indubbiamente un merito…
        mogliano ad esempio ha dimostrato che si possono avere 400.000 euro di contributo e fare una stagione di merda…
        onore a Brunello e ai ragazzi e complimenti a chi mette a loro disposizione strutture, competenza e tranquillità socioeconomica…
        ma per la nazionale non puoi comprare i giocatori altrui, devi costruirteli…
        la federazione, premiando le società che arrivano ai primi quattro posti del campionato d’eccellenza non fa del bene a chi semina bene, ma a chi raccoglie meglio…
        se in eccellenza ogni squadra dovesse schierare solo frutti del proprio vivaio negli ultimi quattro anni in finale non ci sarebbero state né Rovigo né Calvisano, ma per quello che ne so io Petrarca e Valsugana… a Roma mi risulta che lavorino bene Lazio e Capitolina ma dovresti chiedere a 6N che ne sa di più…
        i 400.000 non li dovresti dare al Viadana e al Petrarca semifinalisti d’eccellenza, ma a chi vince l’U18 e l’U16!
        tutto lì il problema…
        finanziare a caro prezzo due franchige celtiche per veder giocare carlo engelbrecht a spese nostre no…
        finanziare accademie e CF a pioggia affidandole a tecnici senza particolari preparazione e meriti sportivi se non la loro disponibilità e umana simpatia non serve ad un emerito cazzo se non a portarsi a casa la immeritata riconoscenza altrui e quindi la rielezione…
        le poche risorse che ci sono (e che saranno sempre meno) vanno spese dove serve (quello che oltremanica chiamano grassroot rugby) ma accuratamente, cioè dove ci sia terreno fertile…
        in veneto emilia e niente non servono accademie ma tecnici federali che girino…
        in calabria o in puglia non vogliono giocare a rugby? non posso impiantare un accademia per quattro gatti: chi vuole si sposta sennò pazienza, faranno lotta grecoromana…

      2. 6nazioni

        mez Calvisano prende i ragazzi (*) quelli di buon prospetto senza spendere un picciolo, poi li gira alle zebrette e con un po’ di fortuna la nazionale questo e’ il giretto
        I ragazzi che escono (*) hanno in dote 15 mila euro mica spiccioli, se ne prendi 4 di ragazzi sono 60 mila euro mica bruscolini, poi si passa
        dalle zebre/benetton e non credo che Calvisano li dia gratis che bel giochino?

  5. 6nazioni

    la domanda che mi viene sempre spontanea perche’ sti famosi contributi della f.i.r. soldi pubblIci
    non sono stati elargiti al sig. Melegari (AIRONI) ?

    1. Il killeraggio degli Aironi non è avvenuto in un giorno solo. Hanno solo aspettato il momento opportuno per portarsi il giocattolino a Parma.

      Pezzi di mota.

    2. Beh ? Devo farteli proprio io i complimenti per la Cadetta del Petrarca che è salita in serie A dopo che siete campioni d’Italia under 16 e primi nella classifica finali elite della 18 ?
      A proposito di programmazione e rugby di base.

      1. 6nazioni

        siam tornati i tutti neri son tornati, adesso aspettiamo la finale u.18 elite’
        GRAZIE MAMO x i complimenti

  6. Mr Ian

    se tutta l attenzione del rugby nazionale si catalizza sulla vittoria del (falsato) campionato nazionale, non ci potrà mai essere speranza di miglioramento con questo tipo di organizzazione.
    Si sa che la base sta soffrendo maledettamente, i malumori ci sono a tutti i livelli, sia per quanto riguarda il mondo senior che juniores, segnali di cambiamenti all orizzonte non se ne vedono…

    1. AdG

      Vedi Ian, tu more solito, parle dell’eccellenza senza conoscerla. Ma quello è il rugby italiano, non ce n’è un altro, se non parti da lí non vai da nessuna parte. Io quest’anno ho visto tutte le partite in casa delle Zebre e delCalvisano e , mentre a Calvisano mi sono sempre divertito a Parma no.
      Comunque ho perso ogni speranza di trovare su questo blog ragionevolezza e senso pratico. Buone elugubrazioni!!

      1. Weh, rubentino ovale! Non avevamo dubbi saresti uscito dalla caverna, dopo aver scippato l’ennesimo cartone.

      2. Mr Ian

        vedi AdG, more solito un par de palle, quest anno ho avuto modo di vedere l eccellenza. Ma il rugby italiano non è solo quello, c’è la serie A, la B e l universo under. Ma se non leghi tutti questi mondo come un percorso finalizzato ad arrivare nel rugby pro, rimangono solo dei compartimenti stagni, perchè è impensabile che andasse avanti solo chi faceva un certo tipo di percorso accademico, o far il permit player deve essere vissuta dal club come una iattura o peggio ancora pensare di accedere alla Zebre solo passando da Calvisano..
        In più quest anno anche se il livello un pò si è alzato, ma a fare la differenza sono stati sempre gli stranieri nei vari club.
        A Calvisano ti sei sempre divertito perchè nel momento in cui si è entrati nel circolo vizioso delle 400 kukuzze all anno, la geografia del rugby è rimasta sempre più invariata, anzi Calvisano ha avuto il merito di organizzarsi e programmare, i risultati non son mancati, altri con le kukuzze ci campano il giocattolo ma non vanno tanto più avanti…
        Poi il discorso che vittoria sia direttamente proporzionale al divertimento è solamente soggettivo…

      3. Mr Ian

        @frank non mi piace quando si offende la gente, aldilà che possa stare più o meno antipatico. Quello che è successo al campionato, falsato, è colpa solo delle incompetenze dei singoli, non certo di Calvisano che possa aver messo su un sistema…
        purtroppo però quando succedono queste cose, sono solo in pochi a divertirsi…anche se trovo tutta la cosa maledettamente triste

      4. Sinistrapiave

        Per una volta sono d’accordo. C’ero anch’io alle semifinali e in finale, bello spettacolo,buon pubblico, bel ‘clima’.
        Forse dobbiamo ripartire da qui.
        Se quest’anno la celtic non migliora, non aspetterei oltre.
        Lo dico da ex-convinto sostenitore della celtic.

      5. Mr. Ian, dov’è l’offesa?

        Pezzi di mota riferito al modo in cui Calvisano è scampato alla penalizzazione.

        PS
        Sono Juventino 😎

  7. luis

    L’aumento del contributo a Benetton è figlio degli accordi con la Fir, visto che gli stessi prevedevano parità di trattamento in termini monetari.

  8. Rabbidaniel

    Aggiungiamo che, a fronte di una piramide rovesciata, il vertice, quanto a risultati, ha fatto abbastanza schifo? In qualsiasi paese normale si ammetterebbe che c’è un grosso problema.

  9. R2D2

    Premetto che quella di sabato era la prima partita di eccellenza che vedevo quest’anno. Detto questo, se voi giudicate quella una partita piacevole e di buon livello, allora siamo presi malino. Per me è stata di un livello imbarazzante. La cosa che più mi ha impressionato è stata la confusione, chiaramente dettata dalla disorganizzazione, che c’era. Io capisco che il livello medio di talento in campo fosse basso, ma non riesco a capire come si possa essere così disorganizzati.
    P.s. a 5 minuti dalla fine non ce l’ho più fatta e ho spento…
    P.p.s. quando parlo di organizzazione penso agli Scarlets e alla loro cura per i dettagli. Non prendo, invece, neanche in considerazione squadre totalmente inarrivabili come i Sarries…

    1. quindi fammi capire, tutti quelli al di sotto del livello Scarlets dovrebbero abbandonare il rugby in blocco?? pensa che io a volte mi diverto pure con partite di serie A/B/C….

      1. Mez10

        Bravo vecio! Pensa che sfigati siamo, oltre a quelle citate da te ci metterei i vari campionati under..
        Basta! da domani ci diamo al tamburello!

    2. Andrease

      Ti dirò… non avevo scritto niente per un motivo: il livello dell’Eccellenza è quello della finale (anche se normalmente è peggio) e non riesco a paragonarlo a partite tipo Munster Scarlets perchè il loro mi sembra un altro sport e non solo per l’organizzazione… per tutto!
      Quindi l’eccellenza (anche ‘sto nome che sa di promessa non mantenuta…) la guardo pochissimo, 4/5 partite a campionato giusto per verificare se per caso c’è stato un miglioramento (pura illusione però sempre piena di speranza).
      Piuttosto vado a vedermi il Novara, che tra C1 e B e senza gli emolumenti dell’eccellenza mi fa comunque divertire. Quello è il vero rugby salamella…

  10. Ricordiamoci che i soldi in federazione li porta esclusivamente il 6N e il fatto che rientriamo nella tier1.. mi pare che con il super10 non riuscivamo ad essere competitivi.. con il sistema misto club/franchigie senza accademia e sistema permit decente, i risultati sono sempre quelli.. la vedo difficile agganciarsi ad un treno che sta lavorando sui dettagli mentre noi non siamo ancora in grado di creare giocatori competitivi in molti ruoli.. il nostro sistema di club di opportunità ne ha avute molte di + rispetto alle altre celtiche(vedete dilettanti scozzesi/irlandesi/gallesi prendere soldi da coppe europee?) ma di giocatori SUBITO pronti x il livello pro ne ha sfornati pochini.. usare al momento denaro x foraggiare sotto i pro(escluso accademie) potrebbe portare un beneficio tra parecchi anni e magari quando siamo già fuori dal rugby che conta..

  11. Pingback: Italia da Alto Livello? Ovvero il paese dove sembra contare solo il vertice della piramide – Onda Lucana

  12. AdG

    Io non so quale fosse l’obiettivo di Wilhelm , quando ha riaperto il Grillotalpa. Se l’obbiettivo era quello di raccogliere, più o meno tutti i moralisti ( moralizzatori) mediamente incompetenti, che alzano il culo dalla scrivania per andare su un campo di rugby mediamente un paio di volte l’anno, ci è perfettamente riuscito. Se era quello di raccogliere e dare spazio a chi potesse contribuire a far crescere un movimento che avrebbe bisogno di parecchio impegno e contributi per poterlo fare, beh di strada ce n’è ancora molta da fare.
    Carlo Pisacane, quando sbarcò a Sapri, trovò i cafoni che voleva salvare che gli fecero la pelle, forse aveva sbagliato qualcosa nell’analisi della realtà ?

    1. fracassosandonà

      francamente non credo che Wilhelm abbia riaperto il Grillotalpa espressamente per te… ma se ti fa piacere non sarò certo io a proibirti di pensarlo…

    2. speartakle

      scrivere quello che pensa sul Rugby senza obiettivi di salvare il movimento ovale è un’opzione che non ti ha sfiorato?

      1. AdG

        Certo, forse anche di filosofia teoretica e fisica nucleare, non ho dubbi che tu e fracasso scrivereste anche di quello.

      2. Jock

        Vero che il cronista de Il Gazzettino poteva evitarci simili bagatelle, vero che non c’entra nulla con lo splendido campionato dell’ottimo Calvisano, con grande distacco sugli altri (il che dimostra, anche, il modesto livello dell’Eccellenza); ma l’araldo riporta la novità, che, pure, poteva risparmiarci, a me pare, del Presidente Gavazzi, con tanto di foto e maglietta blu con cavallone, che si è sciroppato circa 400 km per togliersi il gusto di andare a comprarsi Il Gazzettino, La Gazzetta, et alia, all’ edicola di Rovigo, quella dietro il campo Battaglini, in città. Un tanto, per rendere simpatico e popolare se stesso e la sua squadra. Adoro quest’uomo.

      3. speartakle

        ma anche no, comunque potevi scrivere anche specchio riflesso o tocco blu non gioco più, tanto il livello della tua risposta è quello.

    3. R2D2

      Adg, ma non eri sparito?
      Porca miseria, quanto sei bravo a renderti antipatico!
      Scusa, Paolo, ma proprio non ce l’ho fatta a trattenermi…

    4. 6nazioni

      adg che cazzo scrivi, avete vinto lo scudetto festeggiate e non rompete le scatole,
      pure 1,33 che figura di merda andare fuori lo stadio di rovigo e leggere il giornale,
      neanche il piu’ sfigato interista penserebbe una cosa del genere,verso un milanista
      un po’ di dignità sportiva da un presidente di federazione.

  13. poros

    La riflessione di Paolo ha la prospettiva di fare un bilancio, dopo una ventina d’anni di professionismo e quasi altrettanti di 6N.
    Non mi pare che il momento sia sbagliato, si tratta di una riflessione che non ha prospettive politiche a breve termine. Posso dire che trovo sopra tono parecchi commenti e che mi paiono dettati da schemi mentali pregiudiziali?
    Andando oltre, si tratta di capire/analizzare perchè l’azzardo di ammettere l’Italia al 6N non ha pagato in termini di crescita del movimento, di risultati sportivi, di indotto commerciale, di introiti, di pubblico. Eppure il bilancio della FIR si è irrobustito moltissimo, nessun’altra federazione appartenente al CONI ha avuto una simile fortuna.
    Si tratta una sfida che stiamo perdendo con il pubblico, con i media, con gli altri competitors, con il mondo delle imprese. Una battuta: stiamo uscendo dal mercato!
    A molti pare che il ritorno a una autarchia campanililstica sia cosa desiderabile. A me pare autolesionistico e ridicolo.
    Bisogna competere nel mondo. in Europa. Basta con Peppone e don Camillo (per quanto simpatici).
    E’ una questione di orizzonti.

      1. poros

        Mi sfugge il riferimento e ancor più il livore dell’insulto.
        Scrivo poco su questo blog, anche se stimo il lavoro erculeo che sta tentando Paolo. Comincio a pensare che sia un’impresa che ha poca speranza di successo: troppo autoreferenziale.
        Gli orizzonti si chiudono, come quelli dei capponi di Renzo.
        Buona notte.

      2. Andrease

        frank non serve alterarsi, non vedi che nel mondo è in voga lo stile arrogante e un pò trumpirla? uno mette le sue navi davanti a un matto e l’altro legge i giornali sotto le mura del castello nemico… mettiamola così: noi siamo più fortunati 🙂

        PS ma qualche rodigino si è accorto di lui o non se l’è cagato nessuno?

      3. rugbydinasty

        E se fosse venuto da Zambelli, per scambiarsi delle opinioni sul futuro del rugby?…….

      4. Andrease

        da Zambelli per scambiarsi delle opinioni sul futuro del rugby è un’ipotesi quanto mai ardita e affascinante… quasi pura utopia.. 😀

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