Zebre-Munster, Treviso-Ospreys e un’Eccellenza che profuma di play-off: un sabato italiano

Luca Sperandio
Credits: Benetton Rugby

Prima le Zebre e l’Eccellenza, poi il Benetton Treviso: ci aspetta un lungo pomeriggio/sera ovale che vedrà le nostre celtiche affrontare rispettivamente Munster e Ospreys mentre il massimo campionato italiano punta gli occhi su Mogliano-Viadana, gara che potrebbe rivelarsi determinante per la corsa ai play-off. 
Treviso in diretta tv su Eurosport 2 alle 20 e 35, partite di Eccellenza tutte in diretta web su The Rugby Channel.

GUINNESS PRO12, ZEBRE-MUNSTER ore 15
Mentre i bianconeri affrontano un periodo complicatissimo sia dal punto di vista agonistico che extra-sportivo, a Parma arriva un Munster terzo in classifica e che nell’ultima giornata ha espugnato il campo dei Cardiff Blues. L’ultima e unica vittoria delle Zebre risale invece a fine ottobre.

Zebre: 15 Dion Berryman, 14 Kayle Van Zyl,13 Tommaso Boni, 12 Tommaso Castello, 11 Lloyd Greeff, 10 Serafin Bordoli, 9 Marcello Violi, 8 Derick Minnie, 7 Johan Meyer, 6 Maxime Mbandà, 5 Valerio Bernabò (c), 4 Gideon Koegelenberg, 3 Bartholomeus Le Roux, 2 Oliviero Fabiani, 1 Bruno Postiglioni
Riserve: 16 Sydney Tobias, 17 Andrea De Marchi, 18 Guillermo Roan, 19 Joshua Furno, 20 Federico Ruzza, 21 Carlo Engelbrecht, 22 Matteo Pratichetti, 23 Guglielmo Palazzani
Munster: 15 Andrew Conway, 14 Darren Sweetnam, 13 Jaco Taute, 12 Rory Scannell, 11 Ronan O’Mahony, 10 Tyler Bleyendaal, 9 Duncan Williams, 8 Jack O’Donoghue, 7 Tommy O’Donnell, 6 Peter O’Mahony (c), 5 Billy Holland, 4 Dave O’Callaghan, 3 John Ryan, 2 Niall Scannell, 1 Dave Kilcoyne
Riserve: 16 Rhys Marshall, 17 James Cronin, 18 Stephen Archer, 19 Darren O’Shea, 20 Conor Oliver, 21 Angus Lloyd, 22 David Johnston, 23 Dan Goggin

GUINNESS PRO12, BENETTON TREVISO-OSPREYS ore 20.35 (diretta tv Eurosport 2)
Biancoverdi che in panchina non avranno a guidarli coach Crowley, rientrato in Nuova Zelanda per i problemi di salute del padre. Gli Ospreys sono secondi in classifica e hanno vinto 8 delle ultime 9 partite celtiche: gara quindi che vede i gallesi come grandi favoriti e con i veneti che schierano in mediana Tito Tebaldi e Ian McKinley, capitano è Dean Budd mentre torna a vedersi dal primo minuto Simone Ferrari.costituiranno la seconda linea. Rientra in campo Simone Ferrari.

Benetton Treviso: 15 David Odiete, 14 Angelo Esposito, 13 Tommaso Iannone, 12 Alberto Sgarbi, 11 Luca Sperandio, 10 Ian McKinley, 9 Tito Tebaldi, 8 Robert Barbieri, 7 Marco Lazzaroni, 6 Francesco Minto, 5 Dean Budd (c), 4 Filippo Gerosa, 3 Simone Ferrari, Luca Bigi 2, 1 Federico Zani
Riserve: 16 Davide Giazzon, Alberto Porolli 17, 18 Tiziano Pasquali, 19 Guglielmo Zanini, 20 Abraham Steyn, 21 Giorgio Bronzini, Tommaso Benvenuti, 23 Luke McLean
Ospreys: 15 Dan Evans, 14 Keelan Giles, 13 Kieron Fonotia, 12 Josh Matavesi, 11 Dafydd Howells, 10 Sam Davies, 9 Tom Habberfield (c), 8 Dan Baker, 7 Olly Cracknell, 6 James King, 5 Rory Thornton, 4 Lloyd Ashley, 3 Brian Mujati, 2 Sam Parry, 1 Paul James
Riserve: 16 Scott Otten, 17 Nicky Smith, 18 Rhodri Jones, 19 Tyler Ardron, 20 Sam Underhill, 21 Brendon Leonard, 22 Jay Baker, 23 Jonathan Spratt

ECCELLENZA, GIORNATA NUMERO 15
Big-match è la partita che al Quaggio mette di fronte Mogliano e Viadana, entrambe in corsa per i play-off ed entrambe che partono da quota 30 punti. Calvisno ospita il San Donà che chiede spazio per un posto nelle semifinali, a Roma c’è il derby tra Lazio e Fiamme Oro, Rovigo va a far visita ai Lyons mentre il Petrarca ospita Reggio. Calcio d’inizio per tutte le gare alle ore 15, diretta streaming su The Rugby Channel.

Petrarca: Menniti-Ippolito; Fadalti, Ragusi, Bacchin, Bettin; Nikora, Francescato; Michieletto, Conforti (cap.), Targa; Salvetti, Flammini; Rossetto, Marchetto, Acosta. A disposizione: Borean, Delfino, Irving, Saccardo, Nostran, Su’a, Belluco, Rossi, Vannozzi
Rugby Reggio: Brink; Gennari, Paletta, Ferrari, Caminati; Farolini, Daupi; Devodier, Perrone, Dell’Acqua; Du Preez, Visagie; Celona, Manghi, Quaranta. A disposizione: Gatti, Lanzano, Fiume/Saccà, Regestro, Martani, Mannato, Azzini, Torri.

Calvisano: Chiesa (c), Di Giulio, Paz, Lucchin, De Santis, Minozzi, Raffaele, Giammarioli, Zdrilich, Belardo/Pettinelli, Zanetti, Cavalieri, Biancotti, Giovanchelli, Milani. A disposizione: Morelli, Panico, D’Onofrio, Pettinelli/Dal Zilio, Vezzoli, Semenzato, Alberghini, Costanzo.
San Donà: Falsaperla; Agbasse, Lupini, Iovu, Zanon; Reeves, Patelli; Derbyshire, Vian, Giusti; Padrò, Catelan; D’Amico, Maso, Ceccato. A disposizione: Zanusso, Dal Sie, Michelini, Wessels, Erasmus, Rorato, Biasuzzi, Bertetti.

Lazio: Toniolatti; Giancarlini, Giacometti, Musso; Santoro, Calandro, Bonavolontà, Casolari; Lamaro, Filippucci (cap);  Pierini, Damiani, Alvarado, Cugini, Di Roberto. A disposizione: Bolzoni, Lupetti, Copetti, Riedi, A. Giancarlini, Giangrande, Miller, Gualdambrini/Vella
Fiamme Oro: Wilbore; De Gaspari, Seno, Quartaroli, Bacchetti; Azzolini, Marinaro; Cornelli, Cristiano, Bergamin; Fragnito, Duca; Tenga, Vicerè, Iovenitti. A disposizione: Moriconi, Cocivera, Di Stefano, Cazzola, Caffini, Martinelli, Buscema, Sapuppo

Mogliano: D’Anna; Zanon, Benvenuti, Visentin, Guarducci; Renata, Gubana; Bocchi, Corazzi (Cap.), Riccioli; Van Vuren, Orso; Trejo, Nicotera, Vento. A disposizione: Gatto, Buonfiglio, Rapone, Baldino, Carraretto, Fabi, Almela, Masato
Viadana: Cipriani; Bronzini, Brex, Menon, Finco; Ormson, Gregorio; Grigolon, Denti And., Du Plessis; Caila, Krumov; Brandolini, Scalvi, Breglia. A disposizione: Silva, Denti Ant., Garfagnoli, Orlandi, Gelati, Anello, Frati, Tizzi

Lyons: Thrower; Boreri, Nathan, Montanari, Bruno; Mortali, Colpani; Carbone, Ferrari, Masselli; Riedo, Tveraga; Leatigaga, Daniele, Grassotti. A disposizione: Lombardi, Rollero, Salerno, Merli, Bance, Bassi, Via A., Via G.
Rovigo: Basson; Arrigo, Majstorovic, Rodriguez, Barion; Mantelli, Loro; Cicchinelli, Lubian, Brancoli; Boggiani, Ortis; Iacob, Momberg (cap.), Muccignat. A disposizione: Cadorini, Balboni, Bordonaro, Parker, Nordio, Pasini, Modena, Torres.

Classifica
Calvisano 63; Petrarca 53; Rovigo 46; San Donà 34; Viadana, Mogliano 30; Fiamme Oro 27; Reggio 23; Lazio 21; Piacenza 16

Sulla difficoltà di essere Zebre oggi: intervista ad Andrea De Rossi

Del difficile momento della franchigia bianconera ne ho parlato più volte, l’ultima volta soltanto ieri. Questo fine settimana la squadra di Parma ospita il Munster, avversaria che non ha certo bisogno di presentazioni, e per i giocatori agli ordini di Victor Jimenez si tratta di riuscire a mettere in disparte l’incertezza sul futuro e concentrarsi solo sul campo. Ma è possibile farlo in una squadra di cui non si conosce il domani? E’ possibile lasciare negli spogliatoi le preoccupazioni per le proprie prospettive sportive ed economiche? Mentre le voci circa le dimissione del presidente Pagliarini non sono state confermate (no ancora, almeno), di questo – e di altro – ho parlato con il team manager delle Zebre, Andrea De Rossi…

IN AVANTI POPOLO! – Le Zebre diventano un hashtag per rendere il mondo più sopportabile. Nell’Ovalia italiana invece…

Sui social network l’animale bianco e nero viene usato per rendere meno deprimenti notizie che ci buttano giù di morale, ma chi ha dato il via a questo nuovo trend non ha la minima idea di cosa significhino le Zebre per il rugby italiano, soprattutto in questo momento. 
Il futuro della franchigia celtica potrebbe però essere stato già deciso: la nuova assemblea dei soci è fissata per il 28 marzo e qualche giorno prima… Rumors: Troncon e Orlandi nello staff tecnico zebrato?

L’hashtag è #justaddzebras e sta diventando – come dicono i gggiovani – virale. In pratica si tratta di aggiungere una immagine di una zebra (o una gif animata di una zebra che balla) alle notizie che più ci deprimono o ci intristiscono al fine di renderle più sopportabili. Fatevi un giro in rete – su twitter soprattutto, ma non solo – e troverete già decine di esempi. Pare che il tutto sia nato da un giornalista che ha preso spunto da una notizia secondo la quale in Bolivia, nella capitale La Paz, alcune persone vengono assunte per vestirsi da zebre e ballare agli incroci stradali. Il motivo? Attirano l’attenzione, chi sta in macchina rallenta e si riducono gli incidenti. Le zebre migliorano la sicurezza stradale. John Oliver, questo il nome del giornalista statunitense, si è chiesto allora cos’altro potevano fare quegli animali per migliorarci la vita: la risposta è quell’hashtag e quell’idea.

Solo che John Oliver non è italiano e non è un appassionato di rugby (almeno a quanto ci è dato sapere), altrimenti saprebbe che dalle nostre parte le Zebre sono rugbisticamente un problema e sono una notizia/vicenda che intristisce che segue la palla ovale. Filosoficamente: se le Zebre sono il problema possono essere la soluzione?
Vabbé, ok, basta con l’hashtag. Però la questione Zebre rimane ancora tutta. O forse no. Vediamo. Lunedì sera il club bianconero ha diffuso un comunicato davvero succinto, questo:

L’assemblea dei soci di Zebre Rugby ssd srl, riunitasi in data odierna, ha deliberato l’aggiornamento a martedì prossimo 28 Marzo al fine di terminare gli argomenti posti all’ordine del giorno.

Un comunicato con una non notizia. A gennaio il presidente Stefano Pagliarini aveva detto che il futuro della franchigia (lo dobbiamo ricordare? Cassa vuota, stipendi pagati prima in ritardo e poi dalla FIR. Federazione che di fatto ha reso poi possibile ai bianconeri di portare a termine la stagione sportiva) sarebbe stato chiaro nella seconda metà di febbraio: il 24 di quel mese l’assemblea dei soci è stata rinviata per mancanza del numero legale, il 4 marzo la riunione si è tenuta ma è stato tutto nuovamente rinviato ad un’assemblea successiva – appunto quella di lunedì – dove però è stato deciso l’ennesimo differimento temporale al 28 marzo. Quando si deciderà finalmente cosa succederà alle Zebre, dove giocheranno la prossima stagione e altre bazzecole simili. Forse.
L’impressione però è che una qualche decisione importante sia già stata presa: ci sono state le parole del presidente FIR Alfredo Gavazzi che prima ha detto che la franchigia giocherà ancora un anno a Parma, poi che lui vede le Zebre a Roma o a Milano (una contraddizione? Solo apparentemente: quelle due città non hanno strutture pronte che rispondono ai criteri richiesti dal board della Guinness Pro12, quindi la prossima stagione parmigiana servirebbe a sistemare quell’aspetto). Soprattutto va sottolineato il fatto che la nuova assemblea dei soci delle Zebre è stata fissata pochi giorni dopo un nuovo consiglio federale FIR, che verosimilmente prenderà delle decisioni in merito.

Ci siamo quindi. Quasi. Il Consiglio Federale è fissato per questo venerdì, martedì ci sarà l’assemblea delle Zebre. Tempo da perdere non ce n’è davvero più e probabilmente tra una settimana a quest’ora avremo un quadro più chiaro, almeno un po’.
Intanto fioccano già le voci sulle Zebre che verranno, con uno staff tecnico che sarebbe guidato dall’irlandese Michael Bradley con Carlo Orlandi e Alessandro Troncon, che sarebbero così giubilati dall’U20 ma che cadrebbero decisamente in piedi. Da Calvisano arriverebbe poi la tradizionale vagonata di giocatori. Ma sono solo indiscrezioni, qualche giorno e ne sapremo di più. Però, forse, sarebbe meglio usare il condizionale…

In avanti popolo! – Nuove accademie, più che i risultati (negativi) del campo poté la spending review

Stadio Olimpico
©INPHO/Donall Farmer

Il presidente Gavazzi manda in archivio il pilastro del suo programma elettorale 2012 e 2016: dalla prossima stagione le due franchigie avranno una struttura U18 legata a loro, le accademie saranno solo 4, mannaia anche sui Centri di Formazione. Ma i motivi che hanno portato a questo ribaltone sono quelli sbagliati. E la cosa non è un dettaglio. Qui un paio di domande/dubbi su un tema su cui si gioca buona parte del futuro del nostro movimento. E di quello di Conor O’Shea

La notizia circolava da un paio di settimane sotto forma di rumors e indicrezioni ma in maniera strutturata l’hanno data per primi Rugby 1823 e La Tribuna: dalla prossima stagione le Accademie Under 18 dovrebbero scendere a 4 dalle 10 attuali. Cancelli che rimarranno aperti solo a Milano, Treviso, Prato, Roma, con la struttura veneta legata al Benetton Treviso mentre per le Zebre decisiva sarà la collocazione geografica della franchigia bianconera. Comunque ci sarà un’accademia U18 per ogni celtica. E l’U20? Al momento nulla, con la “Ivan Francescato” che dovrebbe essere smezzata tra le due franchigie a partire dalla stagione 2018/2019.
Questo il piano per cercare di snellire e rendere un po’ più funzionale una struttura finora pachidermica, non ben tarata rispetto alla piramide del nostro movimento e soprattutto costosissima. Uso la parola “soprattutto” perché anche questo blog può confermare che il via a questa ristrutturazione ha origine in primis per motivazioni economiche: com’è noto le casse della FIR non se la stanno passando un granché bene e bisogna tagliare un po’ di costi. Spending review quindi e non una sorta di mutamento di indirizzo “politico” dopo una evidente mancanza di risultati anche (ma non solo) rispetto ai capitali investiti. Il fatto che si parta legando una U18 alle franchigie ne è una sorta di prova: legare una accademia U20 avrebbe dato risultati più veloci, ma ha vinto la vil pecunia.

Chi si accontenta gode, dice l’antico adagio. Vero. Però qualche domanda rimane, anche di fronte a una razionalizzazione di questo tipo, che male non farà di certo.
La prima: chi sceglierà i giocatori che entreranno nelle Accademie? A quanto risulta a Il Grillotalpa sarà sempre la FIR, con le franchigie che non verranno coinvolte. E’ un bene o un male? Dipende. Le Zebre sono una entità di fatto slegata dal territorio, sia che rimangano a Parma o – a maggior ragione – se dovessero trasferirsi, con una situazione del genere quella delle scelte federali sembra la soluzione più logica, sensata. Il Benetton è una società vera e propria, con storia e tradizione, ha squadre giovanili e rapporti strettissimi con diversi club del suo territorio. Qui una collaborazione anche per quanto riguarda la scelta degli accademici sarebbe la cosa più razionale.
Razionalità vorrebbe anche un sistema più permeabile e meno categorico. Oggi chi rimane fuori dal circuito accademico non ha praticamente possibilità di rientrarci, bisognerebbe invece dare la possibilità a chi effettua le selezioni di poter rivedere in un secondo momento le proprie decisioni. E tenere una porta mezza aperta anche per i giovani atleti rimasti inizialmente fuori sarebbe un grosso stimolo a migliorarsi.

E questo ci porta alla seconda domanda/dubbio che riguarda il “chi” in campo federale farà quelle scelte. Detto in maniera brutale: quanto peseranno le indicazioni e le volontà di chi per oltre 15 anni ha guidato il settore tecnico del rugby italiano e quanto invece peseranno quelle di O’Shea/Aboud? La vera partita si gioca qui.
Non è questione di simpatia o antipatia, sinceramente non me ne frega nulla visto che non devo andare in vacanza con Ascione, Checchinato oppure con O’Shea. Però i risultati negli anni parlano chiaro, chiarissimo. Piaccia o meno. Mallett e Brunel a un certo punto, quando hanno capito che non avrebbero potuto incidere si sono seduti, adeguati all’andazzo. Ma erano due tecnici con una carriera importante alle loro spalle, con risultati importanti già raggiunti. Conor O’Shea non ha questo tipo di identikit: è giovane, ha vinto trofei importanti con gli Harlequins ma sulla ribalta internazionale deve ancora dimostrare molto. Traduco: non rimarrà qui a farsi rosolare a fuoco lento. Perderlo sarebbe un disastro.

Sono settimane che ogni sua dichiarazione pubblica è corredata da espressioni come “c’è molto da cambiare”, “il movimento ha bisogno di cambiamenti”. Le sue ricette non sono verosimilmente molto diverse da quelle proposte da anni da alcune voci – non molte e tenute isolate – del nostro rugby, ma questo è un qualcosa di secondario. Oggi c’è la possibilità di concretizzarle, l’obiettivo importante è quello. Qualche giorno fa Ivan Malfatto su Il Gazzettino ha scritto un articolo, “O’Shea vuole cambiare il sistema italiano con chi l’ha affossato”. Ecco, magari un titolo che non sarà stato scritto in punta di fioretto, ma sicuramente efficace. E il succo alla fine è quello. Lo faranno lavorare? La prossima stagione è forse la più importante e gravida di conseguenze per il futuro da molti anni a questa parte. A partire dalle accademie.

Cose che succedono in Italia, e alle Zebre: tipo due permit francesi. Dalla serie A.

Fai una franchigia “per far crescere i giovani in prospettiva azzurra”, spendi un sacco di soldi per tenerla in piedi. Una vera valanga di soldi. Quando ci sono i test-match e il Sei Nazioni usi i permit players, proprio per farli maturare. Però capita che con l’Ulster convochi due permit di nazionalità francese. Dalla Serie A. Lo ripeto: francesi, dalla Serie A. Come se l’Eccellenza e/o giocatori italiani non ci fossero più.
Non è un brutto sogno o una barzelletta, succede. Alle Zebre.