IN AVANTI POPOLO! – Sei Nazioni 2018: il punto dopo le prime due giornate

Due ko annunciati contro Inghilterra e Irlanda, squadre fortissime e al di fuori della nostra portata, però ci si attendeva qualcosa di più…
E ora la sfida del 23 febbraio contro la Francia diventa davvero importante

Sei Nazioni e Movimento Italia: tra Nazionale maggiore e U20 il gap si chiama (anche) Eccellenza

ph. Fotosportit/FIR

Due formazioni che tornano dall’Irlanda sconfitte ma gli azzurrini confermano un salto di qualità. Sottolineando loro malgrado uno dei problemi della nostra struttura

Che poi il fine settimana irlandese del nostro Sei Nazioni non era iniziato malissimo. Venerdì sera a Donnybrook la nazionale U20 è stata battuta 38-34. Un ko, certo, ma se si tiene conto che gli azzurrini hanno giocato in 14 contro 15 per 70 minuti per l’espulsione di Bianchi… Può anche essere che i padroni di casa già a fine primo tempo abbiano pensato che la partita era bella che finita visto che a un certo punto il tabellone diceva 31-8. Probabile che abbiano levato il piede dalla tavoletta del gas, che abbiano smesso di spingere come prima. Ciò non toglie che l’Italia non solo non ha mai mollato ma è stata pure in grado di riportarsi sotto e di quasi riagguantare il match.
All’Aviva Stadium sabato pomeriggio è andato tutto male per noi. Un primo tempo disastroso in cui abbiamo messo piede nei 22 metri avversari solo un minuto prima della fine della prima frazione e in cui abbiamo subito sempre l’iniziativa, la fisicità e la tattica dei padroni di casa. Che sono fortissimi e che hanno giocato proprio bene, non lo dimentico di certo, ma che hanno anche messo in evidenzia tutti i nostri numerosi limiti. Il bicchiere mezzo (???) pieno per noi possono essere le tre mete marcate a Dublino, ma non si può non sottolineare che abbiamo iniziato a dare segnali di vitalità offensiva solo quando la partita era già abbondantemente chiusa da un pezzo e a ben pensarci sarebbe aggrapparsi a una boa che in realtà può farci più male che altro. Riagguantare il match come gli azzurrini? Fantascienza.

Le partite della nazionale maggiore e l’U20 in qualche modo si tengono tra loro. Si dice che quella attuale sia la nostra migliore nazionale giovanile da molti anni a questa parte: è vero che perde spesso e che le vittorie sono ancora molto poche ma è indubbio che questo gruppo di ragazzi può giocarsela con gli avversari per 80 minuti. Quante sono le partite perse di un nulla nei minuti finali in questi ultimi mesi? Tante. Troppe anche. Però perdere di un punto o poco più vuol dire che magari ti manca un filo di cinismo, che non hai il killer instinct, ma che allo stesso tempo sei lì. Innegabilmente ci sei. E lo hai dimostrato per mesi, non si tratta di exploit estemporanei.
Questo gruppo è “figlio” delle Accademie? Le annate sono quelle e il tempo ci dirà se quel sistema è e sarà in grado di sfornare giocatori in quantità e di qualità o se siamo di fronte a un gruppo “fortunato”, parlarne ora non ha un gran senso perché nessuno può dirlo.
Il punto è un altro, ovvero, dove andranno a giocare questi ragazzi? Dove finalizzeranno la loro formazione? Con chi compiranno gli ultimi passi con vista sull’alto livello? Perché forse qualcuno di loro andrà alle franchigie, ma quel “forse” è gigantesco e se anche dovesse accadere riguarderebbe un numero limitatissimo di atleti. Comunque statisticamente non importante.

Quasi tutti alla fine giocheranno nell’Eccellenza. Il divario tra noi e i nostri avversari sta qui: per quanto ci si sforzi di affinare e migliorare la “produzione” dei nostri giocatori non siamo poi in grado di farli giocare in un torneo di livello. I giovani irlandesi andranno tutti a giocare – se già non lo fanno – nell’Ulster, nel Leinster, nel Munster o nel Connacht, ovvero in Pro14, mentre i nostri militeranno in uno dei club del nostro più importante campionato nazionale, che sarà pure il principale dentro i nostri confini ma che non è sicuramente performante. Non credo di offendere nessuno nell’asserirlo.
Il depauperamento dei contenuti tecnici del nostro domestic è un problema enorme del nostro movimento che non viene affrontato da anni. E allora i casi sono due: o si decide che uno delle nostre franchigie (verosimilmente le Zebre) debba farsi perennemente carico del grosso della nazionale U20 per far compiere a quegli atleti l’ultimo tratto di formazione o si mette mano al nostro campionato affinché possa nel giro di qualche stagione rappresentare davvero uno step di crescita credibile per i giocatori (ma anche per i tecnici, gli arbitri e – magari – i dirigenti). A prescindere dal Pro14. La differenza tra il 38-34 di Donnybrook e il 56-19 di Dublino passa da qui. A meno che non si pensi che lo score finale dei due match sia estemporaneo, da attribuire al caso.

Sei Nazioni: a Dublino è quasi solo Irlanda, per l’Italia un ko netto (56-19)

©INPHO/Dan Sheridan

Partita senza storia all’Aviva Stadium con l’equilibrio che si spezza dopo 10 minuti. Italia in grandissima difficoltà nella fase difensiva, assente in quella offensiva per un’ora. Poi marca tre mete ma la partita è chiusa da un pezzo

E’ l’Irlanda a prendere l’iniziativa ma l’Italia non sta a guardare e gioca una partita molto accorta che lascia poco spazio agli attacchi dei padroni di casa che perdono quasi subito Furlong per infortunio. Al minuto 11 arriva però la meta di Henshaw al secondo vero affondo del XV in maglia verde. Due minuti dopo è Murray a marcare il bersaglio grosso al termine di una bella combinazione lungo l’out sinistro. Al 20′ è Aki a marcare la terza meta: al 21′ Irlanda avanti 21 a 0, dieci minuti difficilissimi per gli azzurri che non riescono a creare difficoltà alla retroguardia di casa.
Lunghissima fase di attacco irlandese nei 22 metri italiani che stavolta non porta risultati anche per un po’ di presunzione. Al 35′ arriva la meta numero quattro con Earls che chiude una velocissima azione sulla fascia destra. Al 39′ l’Italia entra per la prima volta nei 22 metri avversari ma gli azzurri non giocano bene la touche: si va al riposo sul 28 a 0. Risultato che dice tutto.

Il secondo tempo inizia come peggio non poteva con Henshaw che va in meta lanciato da un passaggio un po’ pretenzioso di Parisse, Sexton non sbaglia la conversione ed è subito 35 a 0. Nell’azione il centro irlandese si infortuna a una spalla e deve lasciare il campo.
Si gioca solo nei nostri 22 metri e al 53′ è Rory Best ad andare in meta.
Al 56′ improvvisa azione in profondità dell’Italia che con Castello lancia Allan nella prima marcatura azzurra di giornata. L’andazzo però non cambia e al 60′ è Stockdale a incidere il suo nome nello score di giornata: 49-7.
Al 65′ Italia in meta con Gori, l’azione è viziata da un netto passaggio in avanti di Parisse ma l’arbitro convalida. Quattro minuti dopo seconda meta personale di Stockdale che intercetta un passaggio di Castello e fa un coast to coast superando Hayward. Al 75′ è Minozzi ad andare in meta: finisce 56-19
A Cluj la Romania ha nettamente battuto la Germania 85 a 6 nel Sei Nazioni B e con ogni probabilità lunedì ci scavalcherà nel ranking mondiale con l’Italia che scivola al 15° posto.

Irlanda: 15 Rob Kearney, 14 Keith Earls, 13 Robbie Henshaw, 12 Bundee Aki, 11 Jacob Stockdale, 10 Johnny Sexton, 9 Conor Murray, 8 Jack Conan, 7 Dan Leavy, 6 Peter O’Mahony, 5 Devin Toner, 4 Iain Henderson, 3 Tadhg Furlong, 2 Rory Best (c), 1 Jack McGrath
Riserve: 16 Sean Cronin, 17 Cian Healy, 18 Andrew Porter, 19 Quinn Roux, 20 CJ Stander, 21 Kieran Marmion, 22 Joey Carbery, 23 Jordan Larmour
Mete: Henshaw (11′, 43′), Murray (13′), Aki (20′), Earls (35′), Best (52′), Stockdale (60′, 69′)
Conversioni: Sexton (12′, 14′, 21′, 36′, 44′), Carbery (53′, 61′, 70′)
Punizioni:

Italia: 15 Matteo Minozzi, 14 Tommaso Benvenuti, 13 Tommaso Boni, 12 Tommaso Castello, 11 Mattia Bellini, 10 Tommaso Allan, 9 Marcello Violi, 8 Sergio Parisse (c), 7 Braam Steyn, 6 Sebastien Negri, 5 Dean Budd, 4 Alessandro Zanni, 3 Simone Ferrari, 2 Luca Bigi, 1 Nicola Quaglio
Riserve: 16 Leonardo Ghiraldini, 17 Andrea Lovotti, 18 Tiziano Pasquali, 19 Federico Ruzza, 20 Maxime Mata Mbanda, 21 Edoardo Gori, 22 Carlo Canna, 23 Jayden Hayward
Mete: Allan (55′), Gori (65′), Minozzi (75′)
Conversioni: Allan (57′, 66′)
Punizioni:

Il Sei Nazioni con Irlanda-Italia e Inghilterra-Galles, si chiude con Munster-Zebre

ph. Fotosportit/FIR

A questo giro non c’è l’Eccellenza ma abbiamo il ritorno della Guinness Pro14 con Munster-Zebre mentre il Benetton ospita domenica pomeriggio gli Scarlets. Ma a dominare le scene è ovviamente il Sei Nazioni con due partite del secondo turno: Irlanda-Italia e Inghilterra-Galles

Iniziamo però con le partite del Sei Nazioni U20, giocate ieri sera. Altra prova di carattere ma anche altra sconfitta per l’Italia, battuta a Donnybrooke dall’Irlanda 38-34. Da sottolineare però che gli azzurrini hanno giocato in inferiorità numerica per ben 70 minuti a causa dell’espulsione di Jacopo Bianchi, mandato sotto la doccia anzitempo per un placcaggio pericoloso. Italia che gioca bene ribattendo colpo su colpo: un ko che lascia l’amaro in bocca, un match che se giocato alla pari poteva essere portato a casa.
Nelle altre due partite giocate ieri sera l’Inghilterra ha battuto il Galles 37 a 12 e netta affermazione della Francia in Scozia: i giovani transalpini hanno travolto gli avversari in trasferta 19-69

IRLANDA-ITALIA, Dublino ore 15.05 (diretta tv su DMAX)
“Se l’Irlanda gioca al proprio meglio e noi giochiamo al nostro meglio, vincerà l’Irlanda”. Così il nostro ct, Conor O’Shea, nelle ore immediatamente precedenti al match dell’Aviva Stadium. Una logica inattaccabile e che rispecchia il reale valore delle due formazioni che si affronteranno. Certo l’Irlanda uscita vincitrice dalla sfida di Parigi contro la Francia grazie a un drop nell’extra-time non è che abbia fatto stropicciare gli occhi. Anzi. Il valore del XV in maglia verde però non si discute e i ragazzi allenato da Joe Schmidt vorranno mettere in mostra una versione ben diversa da quella vista oltremanica sabato scorso.
Azzurri che invece sono usciti a testa alta dall’Olimpico nonostante il nettissimo ko rimediato contro l’Inghilterra. Partita di difficile gestione per i nostri colori contro la terza squadra al mondo: pronostico che sembra ormai scritto ma l’Italia ha il dovere di farsi trovare pronta per un eventuale passo falso degli avversari. Eventuale eh, che non ci si può fare troppo conto…
Ricordo a che si trova a Milano e dintorni l’evento “Milano tifa Italia”, organizzato anche da questo blog. Per chi vuole alle 15 appuntamento alla Buttiga Beer Room di via Paolo Sarpi per bere una punta e tifare assieme gli azzurri. Qui tutte le info.

Irlanda: 15 Rob Kearney, 14 Keith Earls, 13 Robbie Henshaw, 12 Bundee Aki, 11 Jacob Stockdale, 10 Johnny Sexton, 9 Conor Murray, 8 Jack Conan, 7 Dan Leavy, 6 Peter O’Mahony, 5 Devin Toner, 4 Iain Henderson, 3 Tadhg Furlong, 2 Rory Best (c), 1 Jack McGrath
Riserve: 16 Sean Cronin, 17 Cian Healy, 18 Andrew Porter, 19 Quinn Roux, 20 CJ Stander, 21 Kieran Marmion, 22 Joey Carbery, 23 Jordan Larmour
Italia: 15 Matteo Minozzi, 14 Tommaso Benvenuti, 13 Tommaso Boni, 12 Tommaso Castello, 11 Mattia Bellini, 10 Tommaso Allan, 9 Marcello Violi, 8 Sergio Parisse (c), 7 Braam Steyn, 6 Sebastien Negri, 5 Dean Budd, 4 Alessandro Zanni, 3 Simone Ferrari, 2 Luca Bigi, 1 Nicola Quaglio
Riserve: 16 Leonardo Ghiraldini, 17 Andrea Lovotti, 18 Tiziano Pasquali, 19 Federico Ruzza, 20 Maxime Mata Mbanda, 21 Edoardo Gori, 22 Carlo Canna, 23 Jayden Hayward

 

INGHILTERRA-GALLES, Twickenham ore 17.35 (diretta su DMAX)
Una di quelle sfide che non hanno bisogno di presentazioni e/o stimoli di sorta, una partita che è uno dei pilastri della storia di questo sport e di questo torneo. Una rivalità secolare che si trasforma in spettacolo. Inglesi che partono favoriti e che hanno vinto 5 delle ultime 8 sfide dirette con i Dragoni, ma gli uomini di Warren Gatland una settimana fa hanno maramaldeggiato la Scozia: bisognerà capire quanto è stato merito loro e quanto demerito del XV del Cardo. Imperdibile.

Inghilterra: 15 Mike Brown, 14 Anthony Watson, 13 Jonathan Joseph, 12 Owen Farrell, 11 Jonny May, 10 George Ford, 9 Danny Care, 8 Sam Simmonds, 7 Chris Robshaw, 6 Courtney Lawes, 5 Maro Itoje, 4 Joe Launchbury, 3 Dan Cole, 2 Dylan Hartley, 1 Mako Vunipola
Riserve: 16 Jamie George, 17 Alec Hepburn, 18 Harry Williams, 19 George Kruis, 20 Sam Underhill, 21 Richard Wigglesworth, 22 Ben Te’o, 23 Jack Nowell
Galles: 15 Leigh Halfpenny, 14 Josh Adams, 13 Scott Williams, 12 Hadleigh Parkes, 11 Steff Evans, 10 Rhys Patchell, 9 Gareth Davies, 8 Ross Moriarty, 7 Josh Navidi, 6 Aaron Shingler, 5 Alun Wyn Jones (c), 4 Cory Hill, 3 Samson Lee, 2 Ken Owens, 1 Rob Evans
Riserve: 16 Elliot Dee, 17 Wyn Jones, 18 Tomas Francis, 19 Bradley Davies, 20 Justin Tipuric, 21 Aled Davies, 22 Gareth Anscombe, 23 George North

 

GUINNESS PRO 14: MUNSTER-ZEBRE, ore 20,35 (diretta Eurosport Player)
Dopo un mese di stop torna il torneo celtico. Ieri sera 4 partite: l’Ulster ha nettamente battuto i Kings 59-10, Edimburgo ferma il Leinster 29-24, Connacht ha la meglio sugli Ospreys 26-15 mentre Dragons e Glasgow pareggiano 15 a 15.
Oggi altre due gare: Cardiff Blues-Cheetahs e Munster-Zebre. Bianconeri che oggi sono ultimi della loro pool e che vanno a far visita alla seconda forza del girone. Tanti gli assenti per il contemporaneo turno di Sei Nazioni ma la franchigia di parma ritrova comunque tra azzurri rilasciati dal ct Conor OShea: Bisegni, Giammarioli e Biagi mentre l’head coach Michael Bradley non potrà contare su Edoardo Padovani, infortunato. In terza linea prima presenza per il permit Jimmy Tuvaiti, tesserato per il Calvisano.
Benetton Treviso-Scarlets chiuderà il turno domenica pomeriggio.

Munster: 15 Simon Zebo, 14 Darren Sweetnam, 13 Sammy Arnold, 12 Dan Goggin, 11 Alex Wootton, 10 JJ Hanrahan, 9 Duncan Williams, 8 Robin Copeland, 7 Conor Oliver, 6 Jack O’Donoghue, 5 Billy Holland (c), 4 Jean Kleyn, 3 Brian Scott, 2 Niall Scannell, 1 James Cronin
Riserve: 16 Kevin O’Byrne, 17 Jeremy Loughman, 18 John Ryan, 19 Gerbrandt Grobler, 20 Dave O’Callaghan, 21 John Poland, 22 Ian Keatley, 23 Rory Scannell
Zebre: 15 Ciaran Gaffney, 14 Gabriele Di Giulio, 13 Giulio Bisegni, 12 Faialaga Afamasaga, 11 Giovanbattista Venditti, 10 Serafin Bordoli, 9 Guglielmo Palazzani, 8 Jimmy Tuivaiti, 7 Johan Meyer, 6 Renato Giammarioli, 5 George Biagi (c), 4 David Sisi, 3 Eduardo Bello, 2 Tommaso D’Apice, 1 Cruze Ah-Nau
Riserve: 16 Luhandre Luus, 17 Andrea De Marchi, 18 Roberto Tenga, 19 Leonard Krumow, 20 Derick Minnie, 21 Riccardo Raffaele, 22 Maicol Azzolini, 23 Rory Parata

Date: Saturday, February 10
Venue: Thomond Park
Kick-off: 19:35 GMT
Referee: Ben Whitehouse (Wales)
Assistant referees: Craig Evans (Wales), Jonny Erskine (Ireland)

Sei Nazioni, fatta l’Italia per l’Irlanda: tre cambi nel pack e stessi trequarti

ph. Fotosportit/FIR

Il ct Conor O’Shea ha annunciato il XV titolare scelto per la seconda gara degli azzurri in questo Sei Nazioni 2018, in programma sabato alle 15 (ore italiane) a Dublino contro l’Irlanda. Dentro dal primo minuto Abraham Steyn al posto di Giammarioli, in prima linea giocano Quaglio e Bigi che prendono il posto di Lovotti e Ghiraldini.

Italia: 15 Matteo Minozzi, 14 Tommaso Benvenuti, 13 Tommaso Boni, 12 Tommaso Castello, 11 Mattia Bellini, 10 Tommaso Allan, 9 Marcello Violi, 8 Sergio Parisse, 7 Braam Steyn, 6 Sebastian Negri, 5 Dean Budd, 4 Alessandro Zanni, 3 Simone Ferrari, 2 Luca Bigi, 1 Nicola Quaglio
Riserve: 16 Leonardo Ghiraldini, 17 Andrea Lovotti, 18 Tiziano Pasquali, 19 Federico Ruzza, 20 Maxime Mbandà, 21 Edoardo Gori, 22 Carlo Canna, 23 Jayden Hayward