Italia-Francia U20 e Galles-Irlanda dei grandi: un venerdì che profuma di Sei Nazioni

Italia U20 2017
ph. Fotosportit/FIR

A Capoterra alle 15 (diretta streaming su Rugby Channel) scendono in campo gli azzurrini e i pari età transalpini nella prima partita del quarto turno del Sei Nazioni U20. Alle 21 a Cardiff (e su DMAX) va in scena l’unica partita in notturna – e di venrdì – del torneo 2017 dei senior. Una gara attesissima

SEI NAZIONI U20: ITALIA-FRANCIA, Capoterra ore 15 (diretta web su therugbychannel.it)
Una sola vittoria per i transalpini in tre gare, piuttosto netta contro la Scozia, e due ko con Irlanda e Inghilterra: questo il ruolino di marcia degli ospiti contro i quali si mettono di traverso i ragazzi di Carlo Orlandi e Alessandro Troncon che allo Stadio Comunale “Santa Rosa” cercano la loro prima affermazione, sfuggita di un nulla contro l’Irlanda due settimane fa. Capitano sarà il centro Zanon con Riccioni che va a sedersi in panchina.
Le altre due partite della quarta giornata si giocano sabato: Inghilterra-Scozia a Northampton alle 19 e 15, Galles-Irlanda a Colwyn Bay alle 19 e 30.

Italia U20: 15 Massimo Cioffi,  14 Andrea Bronzini, 13 Ludovico Vaccari, 12 Marco Zanon (capitano), 11 Giovanni D’Onofrio, 10 Antonio Rizzi, 9 Charly Vincenzo Ernst Trussardi, 8 Giovanni Licata, 7 Nardo Casolari,  6 Jacopo Bianchi, 5 Gabriele Venditti, 4 Lorenzo Masselli, 3 Giosuè Zilocchi, 2 Massimo Ceciliani, 1 Daniele Rimpelli
Riserve: 16 Alberto Rollero, 17 Danilo Fischetti, 18 Marco Riccioni, 19 Edoardo Iachizzi, 20 Niccolò Cannone, 21 Matteo Maria Panunzi, 22 Michelangelo Biondelli, 23 Roberto Dal Zilio
Francia U20: 15 Romain Buros, 14 Faraj Fartass, 13 Théo Millet, 12 Alexandre Arrate, 11 William Iraguha, 10 Romain N’Tamack, 9 Baptiste Couilloud, 1 Ugo Boniface, 2 Florian Dufour, 3 Thomas Laclayat, 4 Florian Verhaeghe, 5 Mickaël Capelli, 6 Killian Geraci, 7 Dylan Crétin, 8 Alexandre Roumat
Riserve: 16 Léo Aouf, 17 Etienne Fourcade, 18 Georges-Henri Colombe, 19 Alban Requet, 20 Cameron Woki, 21 Jérémy Valençot, 22 Pierre-Louis Barassi, 23 Geoffrey Cros

 

SEI NAZIONI: GALLES-IRLANDA, Cardiff ore 21 (diretta DMAX)
Inutile stare qui a sottolineare i tanti aspetti e le spigolature di una sfida tanto tradizionale quanto importante. Vittorio Munari nel suo ultimo Tinello ha messo l’accento sulla battaglia tra le terze linee e sul fatto che la squadra di casa si gioca un posto nel ranking che sarà determinante nel sorteggio dei gironi della RWC 2019 in programma a maggio. Per tacere del tour dei Lions in Nuova Zelanda del prossimo giugno.
E poi ci sono i punti per il torneo in corso, tanti e importanti. Una gara che si annuncia intensa e – speriamo – spettacolare.

Galles: 15 Leigh Halfpenny, 14 George North, 13 Jonathan Davies, 12 Scott Williams, 11 Liam Williams, 10 Dan Biggar, 9 Rhys Webb, 8 Ross Moriarty, 7 Justin Tipuric, 6 Sam Warburton, 5 Alun Wyn Jones (c), 4 Jake Ball, 3 Tomas Francis, 2 Ken Owens, 1 Rob Evans
Riserve: 16 Scott Baldwin, 17 Nicky Smith, 18 Samson Lee, 19 Luke Charteris, 20 Taulupe Faletau, 21 Gareth Davies, 22 Sam Davies, 23 Jamie Roberts
Irlanda: 15 Rob Kearney, 14 Keith Earls, 13 Garry Ringrose, 12 Robbie Henshaw, 11 Simon Zebo, 10 Johnny Sexton, 9 Conor Murray, 8 Jamie Heaslip, 7 Sean O’Brien, 6 CJ Stander, 5 Devin Toner, 4 Donnacha Ryan, 3 Tadhg Furlong, 2 Rory Best (c), 1 Jack McGrath
Riserve: 16 Niall Scannell, 17 Cian Healy, 18 John Ryan, 19 Iain Henderson, 20 Peter O’Mahony, 21 Kieran Marmion, 22 Paddy Jackson, 23 Tommy Bowe

Niente “fox” per la Francia, trincee a Cardiff e una Scozia che cerca la Storia a Twickenham: che Tinello con Vittorio Munari!

Venerdì sera a Cardiff inizia la quarta giornata del Sei nazioni con una Galles-Irlanda tutta da gustarsi. Sabato poi c’è prima Italia-Francia e Inghilterra-Scozia. Un turno che potrebbe dare risposte quasi definitive (quasi eh) o mischiare ulteriormente le carte. Assieme a Vittorio Munari cerchiamo di analizzare le tre sfide che ci attendono. E l’Italia – stavolta – farebbe meglio a lasciar stare la sua ormai celebre “no ruck”…. Kick-off!

Lo Zibaldone del Sei Nazioni: Eddie Jones non è ruck! E poi Picamoles e il fumo scozzese che diventa arrosto

haskell-hartley

Impressioni e post-it dal fine settimana appena concluso, con la “no ruck” italiana a dominare la scena e le discussioni. Senza dimenticare la tragica scomparsa di Elli Norkett che colpisce il rugby femminile

No ruck! – Dopo un quarto d’ora di Inghilterra-Italia si è intuito che il tema di cui discorreremo in lungo e in largo nei prossimi giorni sarà la tattica “no ruck”. La carta giocata dalla nazionale azzurra a Twickenham ha incasinato non poco le idee agli inglesi e ha fatto infuriare Eddie Jones, che al termine della partita ha dichiarato che quello “non è rugby” e poi ha rifiutato di concedere una intervista a DMAX.
Su questo argomento solo un paio di appunti: la tattica italiana di non contestare le ruck può piacere o meno, ma non è vietata da nessun regolamento. E questo la dice tutta sulla sua liceità. E poi nel secondo tempo anche l’Inghilterra è ricorsa a questo stratagemma: Eddie, cosa era, solo un dispetto? E poi il rifiutare l’intervista alla tv italiana, ti stai forse trumpizzando? Non è una bella cosa, dai…

No ruck! /2 – Un dubbio: il riproporre in maniera continua per 80 minuti lo stratagemma non ha spinto l’Inghilterra a prendere delle contromisure in maniera più veloce? Ricorrere al “no ruck” in maniera un po’ più saltuaria non avrebbe aumentato la confusione mentale avversaria?

Haskell e Hartley – Due giocatori da 155 caps, 73 il primo e 82 il secondo. Non due novellini e Hartley è pure capitano della nazionale inglese. La scenetta in diretta mondovisione in cui chiedono all’arbitro come devono comportasi con il “no ruck” è già leggenda, manco fossero dei ragazzini alle prime armi, pardon mischie. Mitologica la risposta dell’arbitro Poite, “I’m the referee, not your coach”. Il Nigel Owens di “This is not soccer” si deve scansare (vedere video in coda all’articolo)

Brendan Venter e Italia, siamo già all’addio? – Il 23 gennaio la FIR annunciava l’ingaggio dell’ex DoR dei Saracens fino alla RWC 2019, con un impegno diretto in tutte le finestre internazionali. Ora dal Sudafrica le notizie di un suo sbarco in pianta stabile nello staff tecnico degli Springboks (assieme a Franco Smith). Mancano conferme ufficiali, ma non è certo una buona notizia per gli azzuri

Louis Picamoles – Lo avevo già scritto nelle scorse settimane, ma non posso che ribadirlo: Picamoles sta disputando un torneo mostruoso. Il passaggio ai Saints lo ha riportato a livelli elevatissimi, sembra ringiovanito di 3-4 anni.

Scozia – Bella, a tratti bellissima. Un po’ fumosa nel primo tempo di Edimburgo contro il Galles, però non molla mai e dà l’impressione di essere un treno in corsa, ma a velocità programmata. Rischi di deragliamento bassissimi, quindi. Quando diventa concreta è devastante. Tra due settimane va a Twickenham in una delle partite più attese del torneo.

Galles – Mah. A Edimburgo si è vista una squadra dr Jekyll e mr Hyde. Ottimo primo tempo, molto negativo il secondo. Capita quando hai di fronte squadre forti e organizzate come la Scozia, però i dragoni qualche grosso problema di identità e convinzione ce l’hanno.

Francia – a me piace, molto. E’ tutt’altro che perfetta ma ha margini di crescita enormi. Squadra dalla fisicità mostruosa, tra due settimana a Roma sarà una battaglia campale.

Irlanda – Va a momenti, non è continua, ha delle pause, ma dio mio quanto può essere forte. E alla fine la pagnotta la porta sempre a casa. Fisica, tecnica, convinzione. E poi quella sfida all’Inghilterra proprio in chiusura di torneo…

La buffa dichiarazione di Conor O’Shea – Sabato al captain’s run prima di Inghilterra-Italia c’era anche il ct azzurro. Massimo Calandri di Repubblica riporta questa dichiarazione: “Tra un anno e mezzo parlerò con Parisse. E gli chiederò se francamente mi ritiene adatto o meno al rugby italiano. Nel frattempo continueremo sulla strada tracciata: lavorando duro, crescendo sotto tutti gli aspetti. Senza farci influenzare dai giudizi esterni”. Parisse? Really? Giocatore gigantesco e dalla grande personalità, però… boh. E se dicesse di no? Buffo.

Addio Elli – Ieri al Neath Port Talbot in un incidente stradale è morta la nazionale gallese Elli Norkett, appena 20 anni e già un Mondiale giocato (quello del 2014).

Sei Nazioni: urlo Scozia sul Galles, Sexton prende a calci la Francia

Tim Visser runs in a try 25/2/2017
©INPHO/Ryan Byrne

Scozia bella e – nel secondo tempo – molto concreta, Galles che non fa nemmeno un punto negli ultimi 45 minuti di gioco, a Edimburgo finisce 29-13. Una Irlanda solida ma non spumeggiante ha la meglio su una Francia tosta ma poco pungente (19-9)

IRLANDA-FRANCIA
Partita contratta, estremamente fisica, cosa che quest’anno capita sempre quando in campo c’è la Francia. E sono i bleus che per oltre 20 minuti menano le danze con i padroni di casa che non riescono a giocare come sanno. Galletti che però hanno il demerito di non colpire pesante e che poi subiscono il ritorno del XV in maglia verde che trova una meta con Conor Murray e che rischia di trovare una seconda marcatura. Si va al riposo sul 7-6.
Secondo tempo che non vede un canovaccio molto diverso, partita non spettacolare ma tosta e tirata. Irlandesi che danno l’impressione di aver preso meglio le misure dell’avversario e con la calma e il piede caldo di Sexton scava il buco. Francesi che danno vita a brevi fiammate di grande rugby vanificate da troppi errori, ma la matassa è in mano agli irlandesi.

Irlanda: 15 Rob Kearney, 14 Keith Earls, 13 Garry Ringrose, 12 Robbie Henshaw, 11 Simon Zebo, 10 Johnny Sexton, 9 Conor Murray, 8 Jamie Heaslip (c), 7 Sean O’Brien, 6 CJ Stander, 5 Devin Toner, 4 Donnacha Ryan, 3 Tadhg Furlong, 2 Rory Best (c), 1 Jack McGrath
Riserve: 16 Niall Scannell, 17 Cian Healy, 18 John Ryan, 19 Iain Henderson, 20 Peter O’Mahony, 21 Kieran Marmion, 22 Paddy Jackson, 23 Andrew Trimble
Mete: Murray (29′)
Conversioni: Sexton (30′)
punizioni: Sexton (45′, 53′), Paddy Jackson (75′)
Drop: Sexton (50′)

Francia: 15 Scott Spedding, 14 Yoann Huget, 13 Rémi Lamerat, 12 Gaël Fickou, 11 Noa Nakaitaci, 10 Camille Lopez, 9 Baptiste Serin, 8 Louis Picamoles, 7 Kévin Gourdon, 6 Bernard le Roux, 5 Yoann Maestri, 4 Sébastien Vahaamahina, 3 Rabah Slimani, 2 Guilhem Guirado (c), 1 Cyril Baille
Riserve: 16 Christopher Tolofua, 17 Uini Atonio, 18 Xavier Chiocci, 19 Julian Le Devedec, 20 Charles Ollivon, 21 Maxime Machenaud, 22 Henry Chavancy, 23 Djibril Camara
Mete:
Conversioni:
Punizioni: Lopez (12′, 18′, 73′)

SCOZIA-GALLES 29-13
Scozia che nel primo tempo a sprazzi dà spettacolo, a un occhio distratto potrebbe dare l’impressione di gestire il canovaccio della gara ma non è così. Il Galles lavora poco di fioretto ma è estremamente efficace, seconde e terze linee svolgono una mole di lavoro impressionante e la difesa in maglia rossa regge bene in quasi tutte le situazioni, respingendo gli attacchi dei padroni di casa, che oltre al fumo mostrano oggi un po’ meno sostanza rispetto alle prime due uscite. Il primo tempo si chiude sul 9-13 con una bellissima meta per il Galles mentre il XV di casa smuove il tabellone solo con i calci di Russell.
La seconda frazione vede una partita speculare al primo tempo, con una Scozia che si fa più bella e soprattutto concreta e che realizza una meta di pregevolissima fattura con Seymour già nei primi minuti. Galles che cerca di reagire ma che si perde nelle maglie dei padroni di casa che colpicono da fermo con Russell e con una marcatura pesante di Visser. Una vittoria bella e importante per la Scozia, che impedisce al Galles di fare punti nella ripresa e che consente a Vern Cotter di rimanere in corsa per il torneo e la Triple Crown.

Scozia: 15 Stuart Hogg, 14 Tommy Seymour, 13 Huw Jones, 12 Alex Dunbar, 11 Tim Visser, 10 Finn Russell, 9 Ali Price, 8 Ryan Wilson, 7 John Hardie, 6 John Barclay (c), 5 Jonny Gray, 4 Richie Gray, 3 Zander Fagerson, 2 Fraser Brown, 1 Gordon Reid
Riserve: 16 Ross Ford, 17 Allan Dell, 18 Simon Berghan, 19 Tim Swinson, 20 Hamish Watson, 21 Henry Pyrgos, 22 Duncan Weir, 23 Mark Bennett
Mete: Seymour (44′), Visser (66′)
Conversioni: Russell (45′, 67′)
Punizioni: Finn Russell (7′, 30′, 40′, 54′, 72′)

Galles: 15 Leigh Halfpenny, 14 George North, 13 Jonathan Davies, 12 Scott Williams, 11 Liam Williams, 10 Dan Biggar, 9 Rhys Webb, 8 Ross Moriarty, 7 Justin Tipuric, 6 Sam Warburton, 5 Alun Wyn Jones (c), 4 Jake Ball, 3 Tomas Francis, 2 Ken Owens, 1 Rob Evans
Riserve: 16 Scott Baldwin, 17 Nicky Smith, 18 Samson Lee, 19 Luke Charteris, 20 Taulupe Faletau, 21 Gareth Davies, 22 Sam Davies, 23 Jamie Roberts
Mete: Liam Williams (23′)
Conversioni: Halfpenny (24′)
Punizioni: Halfpenny (12′, 34′)

Riapre The Friends of rugby: tra pinte, azzurri ko, Galles, Irlanda e… ranking per la RWC 2019

Il sottoscritto, Marco Turchetto di RugbytoItaly e Duccio Fumero di Rugby 1823 tornano a parlare di amenità ovali con il Sei Nazioni che fa ovviamente da piatto forte, senza però dimenticare che questo è il nostro ultimo torneo disponibile per presentarsi con un ranking migliore per i sorteggi dei Mondiali in Giappone.
Venite con noi al The Friends Pub di Milano. Buon divertimento.