La questione permit-players trova una soluzione autarchica. Ma il silenzio-assenso della FIR non va bene

Benetton Treviso e franchigie venete hanno trovato una intesa per il famoso “ascensore” dei giocatori tra Pro14 ed Eccellenza in entrambi i sensi di viaggio. Bene, ma a trovare soluzioni a problemi così annosi dovrebbe essere la federazione

Lo avevo preannunciato nel video pubblicato ieri, le dichiarazioni del presidente del Benetton Treviso Amerino Zatta al Gazzettino – sempre di ieri – lo hanno confermato: qualcosa sta cambiando nella vicenda permit players.
Cosa sta succedendo? Qua e là in queste settimane lo avevo scritto sulle pagine del blog ma ora la cosa è conclamata: a fronte di un mancato intervento da parte della FIR affinché la questione venga regolamentata per tutti, il club biancoverde è corso ai ripari e ha trovato delle soluzioni bilaterali – definiamole così – con i club d’Eccellenza.
Non è stato del tutto indolore, perché il primo club con cui il Benetton ha stipulato un vero e proprio agreement è stato il Petrarca Padova, cosa che in Veneto ha scatenato qualche malumore e qualche frizione tra chi in un primo momento era rimasto escluso. Il Grillotalpa già qualche mese fa ha provato a raccogliere qualche dichiarazione ufficiale, a microfoni accesi, ma tutti hanno tenuto la bocca chiusa. Salvo poi parlare quando i taccuini erano stati messi via. Capita.

A quel punto i club di Eccellenza esclusi da quell’accordo volevano delle aperture anche nei loro confronti da parte della franchigia, una sorta di intesa a livello regionale/territoriale ma chi era già sistemato (leggi: il Petrarca) è diventato poco collaborativo perché temeva di perdere il vantaggio acquisito. Anche qui: capita. Questo è quello che è successo nei mesi scorsi a quelle latitudini, a quanto hanno raccontato più fonti a questo sito. Ora però sembra che una quadra sia stata trovata che accontenta più o meno tutti.
Rimane un punto da sottolineare: personalmente trovo incredibile che su una questione così importante, sollevata da anni dalla Benetton e mai risolta in senso definitivo nonostante (anche) le parole di Conor O’Shea e Steve Aboud, si giunga a una soluzione in qualche modo autarchica, dal basso. Dovrebbe essere la FIR a dare regole condivise, non dovrebbero essere le franchigie e i club dell’Eccellenza a mettere una pezza, anche se raccolgono il silenzio-assenso della federazione. Una pezza che proprio perché “autogestita” è passibile di essere cancellata da un momento all’altro, in linea teorica.

Di seguito alcune dichiarazioni e stralci di articoli pubblicati negli ultimi giorni sulla questione:
Amerino Zarra a Il Gazzettino di lunedì 28 maggio:
“Il sistema (dei permit players, ndr) sperimentato con Petrarca e Mogliano funziona, lo stiamo estendendo anche a Rovigo e San Donà. I giovani di interesse per il Pro14 si allenano con noi i primi 3 giorni della settimana, poi tornano nel loro club per preparare la partita del sabato. Per le società è un vantaggio, perché con noi i ragazzi alzano il loro livello. Noi intanto testiamo i giocatori e se abbiamo bisogno di loro durante le finestre internazionali li troviamo più preparati. Il salto dall’Eccellenza al Pro14 non è per niente facile, a volte è traumatico”.

Ivan Malfatto su Il Gazzettino di ieri:
Da 8 anni la Federazione italiana rugby non riesce a darsi uno straccio di regolamentazione per introdurre i permit player a scendere. Che vadano cioè dalla franchigia di Pro 14 alle squadre d’Eccellenza, non solo al contrario. Questo è uno dei (tanti) motivi dei risultati negativi rispetto alle rivali celtiche. Il Benetton Treviso e i club venete si stanno così inventando una sorta di permit “fai da te” per bypassare l’ostacolo attraverso accordi reciproci. Ha iniziato il Petrarca Padova quest’anno col prestito “a scendere” di Filippo Filppetto, per varie ragioni non andato a buon fine. Il prossimo anno gli atleti individuati sono Michele Lamaro (mvp e premio Sbrocco del campionato) e Nicolò Cannone, avanti azzurrini under 20. Resteranno tesserati con il Petrarca, a differenza del terzo Antonio Rizzi che passerà al Benetton, ma si alleneranno fino al mercoledì a Treviso (già fatto in parte quest’anno) e il Benetton potrà utilizzarli quando vorrà come perm it player in cambio di indennizzo. «Non ancora quantificato – spiega il presidente Enrico Toffano – Come non è stato ancora individuato un eventuale altro giocatore a scendere stile Filippetto». Giocatore individuato invece per la FemiCz Rovigo è il trequarti Andrea De Masi, partito anch’egli per il Mondiale under 20. De Masi giocherà in prestito ai rossoblù in Eccellenza per svezzarsi. al bisogno sarà chiamato a Treviso.

Intervista di OnRugby al ds del Benetton Treviso Antonio Pavanello: 
Noi abbiamo cominciato quest’anno un progetto con alcuni ragazzi, per esempio con Filippetto, che erano a carico nostro, si allenavano con noi e il sabato tornavano nei rispettivi club. Lui, per tutta una serie di motivi indipendenti da questi accordi, non è riuscito a giocare.
Abbiamo capito dove bisognava implementare o togliere, e dal prossimo anno questo gruppo di giocatori si allargherà ulteriormente. Cercheremo di lavorare con tutti i club del nostro territorio nei limiti del possibile.
Questi ragazzi, tesserati con le società di Eccellenza, si alleneranno con noi lunedì e martedì, dopodiché saranno liberi di tornare al club se non utilizzati e giocheranno in Eccellenza.

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16 risposte a "La questione permit-players trova una soluzione autarchica. Ma il silenzio-assenso della FIR non va bene"

  1. superignazzio

    sono felice che nel rugby italiano ci siano ancora persone che hanno voglia di fare, salvo poi veder cancellare tutto con un provvedimento di natura federale…

    i pro sono che finalmente si comincia a fare qualcosa di reale sul tema e che si comincia a ragionare la cosa in maniera “territoriale” come una vera franchigia

    i contro sono che, ovviamente, treviso ha scelto da sola le società alle quali affiliarsi, senza tener conto del quadro generale delle franchigie in Pro14 che include un’altra società che inevitabilmente assume diritto di rivedicazione sulla possibilità di affiliarsi lei stessa ad altre società, questo quadro generale è responsabilità federale per definizione
    una volta che anche le zebre poi si saranno affiliate ad alcune società ci saranno le polemiche sul fatto che i ducali, essendo arrivati dopo, si siano affiliati alle società più scarse del campionato di eccellenza

    tutto questo sarebbe stato risolto sedendosi attorno ad uno stupido tavolo, ma vuoi perchè le società di eccellenza non hanno una lega propria, vuoi perchè la FIR ha altro da fare tipo ripianare i bilanci, questo tavolo non si può neanche immaginare
    risultato: in maniera molto italiana Treviso si arrangia senza uno straccio di regolamentazione a tutela, ma d’altronde che possono fare? chi glie ne può fare una colpa?

    1. Nuvole!

      Per me l’affiliazione DEVE (dovrebbe) essere di natura territoriale, altrimenti salta il concetto di appartenenza.

      1. massimiliano

        il concetto di appartenenza aveva senso in un mondo dilettantistico. Accontentiamoci di vedere apparentamenti che non siano dei porcellum, ma che abbiano senso in ottica costruttiva

  2. Kristian Gatta

    Ciao a tutti. OT: domani comincia il mondiale U20, poi sarà la volta degli Emergenti, infine la nostra Cavalleria.
    Avete notizie su dove potranno essere guardate in tv e/o streaming queste partite?

  3. luis

    Belle riflessioni Paolo, la realtà è che il preside è alla canna del gas: dopo aver male utilizzato un sacco di soldi ( compresi quelli in lascito dal precedente gestore ), ora con il bilancio disastrato ha la spada di Damocle del Coni che gli ha in pratica legato le mani. Quindi niente accademia a Treviso e nessuna soluzione istituzionale per i famosi pp.
    Ora giustamente Treviso fa di necessità virtù, cercando di arrangiarsi al meglio. Niente di scandaloso, anzi meglio, così si instaurano quelle giuste collaborazioni e sinergie con le squadre della regione che dovrebbero essere state implementate giù da molto tempo. ( ma tieni conto che l’altra franchigia lo sta già facendo con FF.OO e Galvisano e forse anche con Colorno )
    Rimane il fatto che ogni giorno che passa è sempre più evidente l’inadeguatezza dell’attuale gestione, sia a livello economico, che gestionale e tecnico. Bisogna avere il coraggio di voltare pagina per ricominciare con un progetto a tutto tondo e smetterla di continuare ad arrangiarsi all’italiana, vivacchiando miseramente.

    1. Nuvole!

      Veramente non credo che la soluzione istituzionale dei permit players sia legata al budget. Si poteva regolamentare la cosa senza spese per la FIR.

  4. tony

    E una soluzione , del resto la Fir quando ha chiesto l’assenso ai club di eccellenza non è riuscita ad ottenerlo per paura di qualche club di essere meno agevolato, di fronte a un diritto individuale della singola società , le società di eccellenza non potendosi opporre ora si stanno agganciando alla possibilità di avere dei giocatori meglio preparati e tendenzialmente pagati dalle franchigie… perchè questo è l’orientamento…. direi che va bene anzi meglio non sia regolamentato altrimenti ci sarebbero i soliti malumori sul regolamento che favorisce qualcuno….. così è un accordo fra le parti.

    1. Gysie

      Ecco. Non per fare il difensore della FIR, tuttavia…siamo sicuri che, se la Federazione avesse convocato un tavolo, ne sarebbe uscito un accordo? Perché non è solo la questione del presidente, ma in federazione si arriva mediante elezioni, nelle quali si devono raccogliere i voti, che raramente sono frutto di “opinione” bensì quasi sempre di interesse del club, interesse che si riverbera nelle singole scelte, fra cui anche quella all’eventuale tavolo. Ed alla fine, se ci fosse stato il tavolo, non credo che la singola franchigia avrebbe spuntato l’accordo migliore. Non prendo neppure in considerazione l’eventualità di un atto di imperio da parte della Federazione… Per conto mio, se si sono arrangiati, meglio per tutti. Dopodiché, in un mondo ideale, in cui tutti mettono davanti l’interesse generale a quello particolare, senza dubbio si sarebbe trovata una soluzione alla scozzese o alla gallese o a non so che tipo. Ma qui…mi sembra che anche in cose più importanti le abitudini siano diverse.

      1. LiukMarc

        La Fir è anche quella che ha aumentato il numero di squadre partecipanti al campionato di Eccellenza, apparentemente senza che molti allenatori di queste e il suo stesso Presidente fossero dell’opinione che si andasse nella direzione giusta.

  5. gian

    l’applauso alle varie parti lo faccio un po’ meno entusiastico di altri, la fir ha tutte le sue colpe per non avere la minima intenzione di regolamentare, bene o male, questa faccenda, le società si stanno adeguando obtorto collo, treviso ha capito che in splendida solitudine non si fa niente e a chiedere favori ogni tanto, senza “restituirli”, non si ottiene niente e si apre a queste scelte, alcune società fino a quando hanno potuto si sono rifiutate di fare certi giochini ed adesso, finiti i soldi, hanno capito che si deve investire sui ragazzi, questo è un modo, e bussano offesi alla porta, come se non fossero stati guardati per dispetto, chi ha già investito in questi metodi, magari pagando per qualche tempo dazio, vede gli altri copiare un sistema messo su, si offende per dividere la torta quando è pronta.
    in pratica, non si sta mettendo su un sistema, ognuno si sta facendo i suoi migliori affari, il sistema ne è una conseguenza, non la causa, applaudire diventa prematuro, perché fino a quando il sistema non sarà regolato, il giocattolo si può rompere in un amen

  6. Rovato boy

    Ti faccio una domanda Quale Union del Pro 14 paga il 50% e ti lascia fare quel che vuoi. Nessuna. La Scozia paga tutto ma decide tutto. Tv dovrebbe solo ammettere che oggi ci mette meno soldi di 15 anni fa. Non combina niente di importante e si rifugia nell alibi del denaro , conferma gente che altrove sarebbe fuori da tempo o mai assunta e parlo di dirigenza. E L ascensore sarebbe il problema? L unico ascensore che devono prendere è quello che da 5 su 7 li porti al 3 mentre ora mi bien da fire che last prox stagione potrebbero passare al 6 . Zatta lo sa ma deve sostenere la parte mentre Pavanello mi da l’impressione che mi dava da giocatore. Un bravo ragazzo ma è finita lì,

    1. memoriadiunatestatagliata

      ti faccio qualche domanda anche io:
      Quale federazione da 4 milioni di euro ad una società privata e poi non ne è in grado di controllarne i movimenti?
      Quale federazione sceglie di privatizzare un club federale e lo da ad un gruppo di imprenditori che non riesce neanche a raccimolare la caparra?
      Quale federazione si permette di creare delle “franchigie” dal nulla senza preoccuparsi di darle un collegamento sul territorio, nè un sistema di formazione collegato, nè un sistema ascensore che gli permetta di sviluppare giocatori?
      Quale federazione ha un’accademia di sviluppo nella stessa città della franchigia (tipo Parma) e la sposta più lontano perchè ha un problema di affitto con il convitto?
      La risposta alle domande sopra può essere
      a) degli incompetenti
      b) delle persone in malafede
      c) la FIR
      Altra domanda
      Secondo te il sistema dei permit players non è da regolamentare?

    2. massimiliano

      Considerato che per rimanere al tavolo celtico è servita la faccia di Benetton e non i magheggi di quello che comanda dalle tue parti, magari avrei penato due volte prima di scrivere certe cose, e alla terza magari anche una schiacciata di dita nel cassetto della scrivania non stava male. Va bene monitorare i blog, ma questo è al limite dell’offensivo.
      Non conosco Pavanello di persona, ma con il lavoro che sta facendo sminuirlo così è oltre il fazioso. Se ci mettessimo a ri-parlare di chi ha fatto danni in fir e a Parma, oltretutto, temo che molti non meriterebbero nemmeno la definizione di bravo ragazzo. Definizione che di per sè, di questi tempi, è più che ragguardevole. Il ftto che tu la usi per sminuire, come dicevo, beh, non ti fa fare bella figura.
      Complimenti.

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