Test-match: ecco i 31 azzurri per le sfide a Scozia, Fiji e Australia

Il ct Conor O’Shea ha diramato la lista con i 31 giocatori per gli impegni a Singapore, Suva e Brisbane. Dentro Simone Ferrari, Pasquali, Luus, Budd, Violi e Tebaldi mentre non c’è McKinley

Una settimana fa erano 44, oggi sono scesi a 31 e sono tutti quelli che prenderanno davvero un aereo per l’Asia e l’Oceania per vedersela contro Scozia ( Singapore, 10 giugno), Fiji (Suva, 17 giugno) e Australia (Brisbane, 24 giugno). Queste le scelte del ct Conor O’Shea per un tour estivo di altissimo livello che arriva dopo un Sei Nazioni che ci ha lasciato davvero poco da ricordare.
Assenti annunciati Sergio Parisse, Leonardo Ghiraldini, Simone Favaro e Lorenzo Cittadini ai quali vengono concesse alcune settimane di riposo mentre non ci sono neppure alcuni infortunati pesanti come Zanni, McLean e Morisi.
Rispetto al gruppo allargato annunciato una settimana fa circa non entrano nel gruppo per il tour McKinley, Pettinelli e Minozzi. Ci sono invece Simone Ferrari, Tebaldi e Marcello Violi che dovrebbero avere non pochi spazi nel corso delle tre partite.
Queste le scelte di O’Shea nel comunicato FIR:

Conor O’Shea, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Rugby, ha convocato trentuno giocatori per il tour estivo di giugno che porterà gli Azzurri ad affrontare la Scozia il 10 giugno a Singapore, Fiji il 17 giugno a Suva e l’Australia il 24 giugno a Brisbane.
L’ultima finestra internazionale della stagione prenderà il via nella serata di domenica 28 maggio, quando la Nazionale si radunerà a Roma per volare alla volta di Singapore giovedì 1 giugno in vista del debutto contro la Scozia, primo test-match tra due Nazioni Tier 1 a disputarsi nella “Lion’s City” asiatica.
Quattro gli esordienti, tutti tra gli uomini della mischia, inseriti da O’Shea nella rosa dell’Italia: prima convocazione assoluta per il pilone destro della Benetton Treviso Tiziano Pasquali, il tallonatore del Patarò Calvisano Luhandre Luus e quello della Benetton Treviso Luca Bigi, mentre il seconda linea trevigiano Dean Budd torna in gruppo dopo aver preso parte, in passato, ad un raduno giornaliero in “Ghirada” durante la gestione tecnica di Jacques Brunel.
Sempre tra gli avanti, dopo aver saltato per infortunio l’RBS 6 Nazioni 2017, torna il pilone destro Simone Ferrari, che aveva debuttato in autunno nella storica vittoria di Firenze contro il Sudafrica e rientra in gruppo dopo un finale di stagione più che convincente il numero otto biancoverde Robert Barbieri, assente dalla scena internazionale dal test di Santa Fè contro l’Argentina che nel giugno scorso ha inaugurato l’avventura di O’Shea sulla panchina italiana.
Tra i trequarti confermato il blocco di atleti utilizzati durante il Torneo, con i ritorni dell’ala di Glasgow Leonardo Sarto – assente per infortunio in febbraio e marzo – e, tra i mediani di mischia, di Tito Tebaldi che ritrova la maglia dell’Italia a tre anni dall’ultima apparizione in azzurro.
“Siamo tutti davvero emozionati all’idea di portare in tour questo gruppo di giocatori ed ansiosi per le tre sfide che ci attendono” ha dichiarato il CT dell’Italia, Conor O’Shea. “Dietro le quinte stiamo portando avanti una grande quantità di lavoro ed attuando quei cambiamenti al nostro sistema da cui crediamo veramente che il rugby italiano possa beneficiare nel breve e nel lungo termine. L’obiettivo per questo gruppo di giocatori che parte per il tour è di eseguire ed iniziare a cogliere le opportunità che sicuramente abbiamo. Una volta che inizieremo a fare questo ed a giocare con l’intensità e la concentrazione che vogliamo, diventeremo la squadra che noi desideriamo essere e che tutti i nostri sostenitori si aspettano” ha aggiunto il CT.

Questa la rosa dei convocati per il tour estivo 2017:

Piloni
Pietro CECCARELLI (Zebre Rugby, 7 caps)

Simone FERRARI (Benetton Rugby, 2 caps)
Andrea LOVOTTI (Zebre Rugby, 14 caps)*
Sami PANICO (Patarò Calvisano, 10 caps)*
Tiziano PASQUALI (Benetton Rugby, esordiente)

Tallonatori
Luca BIGI (Benetton Rugby, esordiente)

Ornel GEGA (Benetton Rugby, 12 caps)
Luhandre LUUS (Patarò Calvisano, esordiente)*

Seconde linee
George Fabio BIAGI (Zebre Rugby, 19 caps)

Dean BUDD (Benetton Rugby, esordiente)
Marco FUSER (Benetton Rugby, 21 caps)*
Federico RUZZA (Zebre Rugby, 1 cap)*
Andries VAN SCHALKWYK (Zebre Rugby, 12 caps)

Flanker/n.8
Robert Julian BARBIERI (Benetton Rugby, 40 caps)

Maxime MBANDA’ (Zebre Rugby, 8 caps)*
Francesco MINTO (Benetton Rugby, 33 caps)
Abraham Jurgen STEYN (Benetton Rugby, 11 caps)

Mediani di mischia
Edoardo GORI (Benetton Rugby, 61 caps)*

Tito TEBALDI (Benetton Rugby, 20 caps)
Marcello VIOLI (Zebre Rugby, 3 caps)*

Mediani d’apertura
Tommaso ALLAN (Benetton Rugby, 30 caps)

Carlo CANNA (Zebre Rugby, 20 caps)

Centri
Tommaso BENVENUTI (Benetton Rugby, 42 caps)*

Tommaso BONI (Zebre Rugby, 2 caps)*
Michele CAMPAGNARO (Exeter Chiefs, 29 caps)*

Ali
Giulio BISEGNI (Zebre Rugby, 7 caps)

Angelo ESPOSITO (Benetton Rugby, 11 caps)*
Leonardo SARTO (Glasgow Warriors, 30 caps)*
Giovanbattista VENDITTI (Zebre Rugby, 42 caps)*

Estremi
Edoardo PADOVANI (Zebre Rugby, 11 caps)*

Luca SPERANDIO (Benetton Rugby, 2 caps)*

*è/è stato membro dell’Accademia Nazionale FIR “Ivan Francescato”

Italia: 44 preconvocati per i test-match di giugno

Italia convocati

Il ct Conor O’Shea ha annunciato una prima lista di giocatori in vista degli impegni con Scozia, Fiji e Australia. Rimarranno a riposo Parisse, Favaro, Ghiraldini e Cittadini più gli infortunati McLean, Zanni e Morisi. Cinque gli esordienti. La FIR annuncia anche un accordo con la Atkinson Coaching per “lo sviluppo della performance umana dell’organo di governo del rugby italiano”
I comunicati FIR:

Sono quarantaquattro gli atleti inseriti dal Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Rugby, Conor O’Shea, nella lista dei potenziali convocabili per il tour estivo che, nel prossimo mese di giugno, porterà l’Italia ad affrontare la Scozia (Singapore, 10 giugno), Fiji (Suva, 17 giugno) e l’Australia (Brisbane, 24 giugno). 

La lista definitiva dei 31 atleti convocati per la finestra internazionale di giugno verrà ufficializzata dal CT martedì 9 maggio, a pochi giorni dal derby di ritorno di Guinness PRO12 che sabato prossimo a Parma metterà di fronte le Zebre e la Benetton Treviso.

Il capitano dell’Italia Sergio Parisse, al pari di altri veterani – Leonardo Ghiraldini, Simone Favaro, Lorenzo Cittadini fresco di paternità – non prenderà parte alla trasferta nell’Emisfero Sud per recuperare dalla lunga stagione, mentre tra gli indisponibili per infortunio figurano sia atleti d’esperienza come Alessandro Zanni, Luke McLean e Luca Morisi che alcuni giovani – Nicola Quaglio, Marco Barbini – che hanno esordito in azzurro nelle ultime stagioni.

“Con Sergio e gli altri veterani del gruppo – ha detto il CT dell’Italia, Conor O’Shea – abbiamo parlato del tour e del fatto che rimanere a riposo per questa finestra, dopo una stagione lunga ed impegnativa, sia per loro la scelta migliore. Abbiamo anche discusso dei programmi futuri del nostro gruppo e siamo ansiosi di riaverli con noi in novembre. Per quanto riguarda la lista definitiva dei convocati, abbiamo già le idee molto chiare circa la composizione della squadra ma il derby di PRO12 della settimana prossima potrà esserci d’aiuto per prendere le ultime decisioni su un paio di situazioni sulle quali stiamo riflettendo”.

Questi i 44 pre-convocati:

Piloni
Pietro CECCARELLI (Zebre Rugby, 7 caps)

Dario CHISTOLINI (Zebre Rugby, 18 caps)
Andrea LOVOTTI (Zebre Rugby, 14 caps)*
Simone FERRARI (Benetton Rugby, 2 caps)
Sami PANICO (Patarò Calvisano, 10 caps)*
Tiziano PASQUALI (Benetton Rugby, esordiente)
Federico ZANI (Benetton Rugby, esordiente)

Tallonatori
Luca BIGI (Benetton Rugby, esordiente)

Tommaso D’APICE (Zebre Rugby, 13 caps)*
Ornel GEGA (Benetton Rugby, 12 caps)
Luhandre LUUS (Patarò Calvisano, esordiente)*
Oliviero FABIANI (Zebre Rugby, 4 caps)

Seconde linee
George Fabio BIAGI (Zebre Rugby, 19 caps)

Dean BUDD (Benetton Rugby, esordiente)
Joshua FURNO (Zebre Rugby, 37 caps)*
Marco FUSER (Benetton Rugby, 21 caps)*
Federico RUZZA (Zebre Rugby, 1 cap)*
Andries VAN SCHALKWYK (Zebre Rugby, 12 caps)

Flanker/n.8
Robert Julian BARBIERI (Benetton Rugby, 40 caps)

Marco LAZZARONI (Benetton Rugby, esordiente)*
Maxime MBANDA’ (Zebre Rugby, 8 caps)*
Francesco MINTO (Benetton Rugby, 33 caps)
Sebastian NEGRI DA OLEGGIO (Hartbury RFC, 2 caps)
Giovanni PETTINELLI (Patarò Calvisano, esordiente)*
Abraham Jurgen STEYN (Benetton Rugby, 11 caps)

Mediani di mischia
Giorgio BRONZINI (Benetton Rugby, 7 caps)

Edoardo GORI (Benetton Rugby, 61 caps)*
Tito TEBALDI (Benetton Rugby, 20 caps)
Marcello VIOLI (Zebre Rugby, 3 caps)*

Mediani d’apertura
Tommaso ALLAN (Benetton Rugby, 30 caps)

Carlo CANNA (Zebre Rugby, 20 caps)
Ian MCKINLEY (Benetton Rugby, esordiente)

Centri
Tommaso BENVENUTI (Benetton Rugby, 42 caps)*

Tommaso BONI (Zebre Rugby, 2 caps)*
Michele CAMPAGNARO (Exeter Chiefs, 29 caps)*
Tommaso CASTELLO (Zebre Rugby, 2 caps)

Ali
Mattia BELLINI (Zebre Rugby, 5 caps)

Giulio BISEGNI (Zebre Rugby, 7 caps)
Angelo ESPOSITO (Benetton Rugby, 11 caps)*
Leonardo SARTO (Glasgow Warriors, 30 caps)*
Giovanbattista VENDITTI (Zebre Rugby, 42 caps)*

Estremi
Matteo MINOZZI (Patarò Calvisano, esordiente)*

Edoardo PADOVANI (Zebre Rugby, 11 caps)*
Luca SPERANDIO (Benetton Rugby, 2 caps)*

*è/è stato membro dell’Accademia Nazionale FIR “Ivan Francescato”

 

Roma – La Federazione Italiana Rugby informa di aver raggiunto un accordo con la Atkinson Coaching Ltd, compagnia che, dall’1 giugno 2017 a maggio 2020, sarà responsabile della strategia e dello sviluppo della performance umana dell’organo di governo del rugby italiano. 

La Atkinson Coaching darà inizio alla propria collaborazione nel mondo rugbistico italiano in occasione del tour estivo a Singapore, Suva e Brisbane sotto la supervisione diretta del proprietario e direttore generale, Pete Atkinson. Pete coordinerà la strategia e l’applicazione delle performance umane, lavorando a stretto contatto con gli staff della Squadra Nazionale e delle franchigie – che divideranno con FIR il costo della collaborazione –  seguendo indivualmente i giocatori e sviluppando al tempo stesso i futuri preparatori atletici per il sistema rugbistico italiano.

Pete Atkinson e la sua compagnia approdano in FIR dopo un periodo di cinque anni con l’English and Wales Cricket Board (ECB) dove Pete ha diretto il programma di forza e condizionamento fisico dopo aver ricoperto analoghe posizioni presso l’English Institute of Sport dal 2005 al 2012, lavorando con numerosi atleti olimpici di successo.

In precedenza, Pete ha diretto la preparazione fisica dei Saracens dal 2003 al 2005 e dei Leicester Tigers tra il 1998 ed il 2003, in un periodo di successi senza precedenti per il Club. 

“Siamo estremamente soddisfatti di esserci assicurati la collaborazione di Pete e della sua compagnia” ha dichiarato il Commissario Tecnico della Squadra Nazionale, Conor O’Shea. “Si tratta di un ruolo completamente nuovo per il rugby italiano e la dimostrazione che, un passo alla volta, stiamo costruendo un sistema di performance che ci permetterà di competere al più alto livello possibile. Pete ed il suo staff sono professionisti di fama mondiale, con esperienze di altissimo livello in molti sport e, l’aspetto per noi più importante, hanno condotto e sviluppato staff nel corso degli anni, così come noi vogliamo sviluppare le nostre risorse tecniche qui in Italia per il futuro. E’ un ingaggio realmente importante e sappiamo che ci permetterà di iniziare a raggiungere i nostri obiettivi a corto e lungo termine. Non vediamo l’ora di iniziare a collaborare insieme dal prossimo giugno” ha aggiunto O’Shea.

“Dopo cinque fantastici anni con England and Wales Cricket Board – ha dichiarato Pete Atkinson – sono entusiasta di iniziare questo nuovo capitolo della mia vita professionale con la Federazione Italiana Rugby insieme alla mia compagnia. Siamo ansiosi di conoscere lo staff della Nazionale, i giocatori e tutte le componenti del sistema rugbistico italiano con cui collaboreremo negli anni a venire. Insieme alla mia famiglia siamo emozionati all’idea di iniziare una nuova fase della nostra vita in Italia e mi auguro di poter contribuire, insieme a Conor ed a tutta la FIR, a scrivere nuove pagine nella storia del rugby italiano”. 

Soldi e rugby italiano: memorie di un marketing perduto. Anzi, proprio mai visto

Trovarsi casualmente in mano un libro del 2010 con spunti e indicazioni suggeriti per sfruttare al meglio l’ingresso nella Celtic League. Rendersi conto che il nostro movimento ha seguito strade molto diverse. Strade poco fortunate. E quel volume aveva anche il patrocinio FIR…

La radio presso cui lavoro sta per cambiare sede. Sono giorni piuttosto incasinati da un punto di vista logistico, come potete immaginare, tra macchinari che vengono spostati da una parte all’altra e con tonnellate di scatoloni da riempire. Svuotando un mio cassetto ho ritrovato un libro che avevo letto anni fa, “Marketing ovale – Punti, appunti e spunti di marketing applicati al rugby”. A scriverlo Antonio Pagano, avvocato che ha un “background in management e marketing sportivi oltre che in diritto sportivo”, come racconta il suo sito. Dopo alcune importanti esperienze con il Viadana e il Rovigo ha preso un aereo ed è volato negli USA, dove vive tuttora e dove insegna alla University of California Riverside. Nel mezzo, era il 2010, ha pubblicato il libro di cui sopra, con la prefazione scritta da William A. Sutton, uno che tra le tante cose è stato consulente per diverse franchigie NBA ed NFL, ex vicepresidente del Team Marketing NBA, attuale direttore del dipartimento Sport Marketing & Entertainment alla University of South Florida. Non uno qualunque.
Sfogliando quel volume mi sono ritrovato a rileggere due paginette (pag. 162 e 163) sul come l’Italia avrebbe dovuto affrontare l’ingresso nell’allora Celtic League da un punto di vista del marketing. Uso il condizionale perché… beh, leggete e vedete voi se qualcuno dei consigli suggeriti è stato seguito, anche solo vagamente. E visti i risultati…
La cosa buffa (o forse no) è che “Marketing ovale” era patrocinato dalla FIR e aveva una introduzione firmata dall’allora presidente federale Giancarlo Dondi. Non aggiungo altro, che tanto non serve, e poi dicono che i blogger rompono le scatole. Buona lettura.

Pagano pag 1

Pagano pag 2

Sulla difficoltà di raccontare l’Ovalia italiana: il caso The Rugby Channel

Ci consente di vedere via streaming web tutte le partite del massimo campionato italiano, prima ci ha mostrato il primo mese abbondante di Guinness Pro12 (anche in questo caso quasi tutte le gare di ogni giornata) e poi anche i match interni dell’Italia U20 all’ultimo Sei Nazioni: The Rugby Channel si è conquistato in pochi mesi uno spazio importante nella comunicazione del rugby in Italia, ma i problemi non mancano a partire dall’impossibilità di un’adeguata programmazione. Ne ho parlato con l’ideatore Matteo Scialpi…

Aboud si veste da papa straniero e (con O’Shea) prende in mano le redini della carrozza Italia

In una intervista l’irlandese chiarisce nel dettaglio la nuova struttura del nostro movimento, conferma le accademie legate alle franchigie e parla apertamente di doppio contratto per i permit. Idee che dalle nostre parti non sono una novità ma che trovano solo ora una concretizzazione. Finalmente. In attesa delle “regole d’attuazione” vere e proprie

“Uno dei principi fondamentali dell’alto livello è che eccellenza e formazione di massa non vanno d’accordo. L’eccellenza è tale perché si riferisce ad un qualcosa di ristretto, ad un sistema in cui è difficile e selettivo entrare. Quando riduci i numeri, il livello naturalmente si filtra verso l’alto: meno posizioni per migliori giocatori. Oggi stiamo spalmando le nostre risorse in modo troppo ampio, lavorando con troppi giocatori. O meglio, troppi in base al loro potenziale: nei Centri di Formazione Permanente ci sono giocatori con forte potenziale, con ragionevole potenziale e senza potenziale”.
A parlare così è Stephen Aboud, l’uomo che dallo scorso primo di agosto lavora, alla struttura e alla filiera del nostro movimento. Il suo ruolo esatto all’interno della FIR è quello di Responsabile della Formazione dei Giocatori di Alto Livello Giovanile sino all’Under 20 e delle Accademie e a intervistarlo è stato OnRugby (piccolo OT: il portale ha davvero incontrato Aboud, di persona, nonostante qualcuno dica il contrario. Questa cosa del denigrare il lavoro altrui è davvero fastidiosa: un articolo, una intervista si può criticare per forma e contenuto, ci mancherebbe, ma il rispetto del lavoro svolto da chicchessia è davvero il minimo sindacale. Chiuso l’OT, mi auguro per sempre) e l’irlandese spiega nel dettaglio come cambia la struttura italiana a partire da questa estate. Per sommi capi:
– due accademie U20 legate alle franchigie
– i Centri di Formazione Permanente U18 rimarranno in attività solo a Roma, Prato, Milano e Mogliano. Le strutture di Catania, Benevento, Torino, Padova e Remedello chiudono a giugno
– creazione di 58 aree territoriali dove troveremo le “Aree di Formazione, che coinvolgeranno le categorie Under 16 e Under 18, e avranno l’obiettivo di innalzare il livello medio della competizione nei club”. In ognuna di questa quasi 60 aree territoriali “verranno organizzati interventi dei tecnici federali e che saranno tra loro coinvolte in momenti di incontro/verifica per valutare il lavoro fatto”.

Aboud dice che la filosofia che sta alla base della riorganizzazione è stata una sorta di work-in-progress perché quando è arrivato in Italia ha deciso di non affrontare il suo lavoro in base a una qualche “ideologia” precostituita: “Non parlerei di riforma – dice l’irlandese –  piuttosto di riallineamento del progetto tecnico al termine della sua prima fase. (…) sintetizzando vi sarà una parte del progetto orientata all’elite con i Centri di Formazione Permanente, una ai Club ed alla base con le Aree di Formazione. Non due rette parallele, ma due vasi comunicanti. Assieme a me in questi mesi ha lavorato un professionista eccellente, Andrea Di Giandomenico: lui ha visitato i Centri di Formazione Permanente ogni settimana, assieme abbiamo valutato gli specifici report”.
Poi specifica: “Il progetto prevede l’identificazione di 58 aree di formazione a livello Under 14 per l’attività regionale ed Under 16/Under 18 per quanto riguarda l’attività di base, e il lavoro con i quattro Centri di Formazione Permanente Under 18 per quanto riguarda il piano più alto. Vogliamo arrivare ad avere maggiore influenza con il messaggio tecnico federale sulla formazione di livello più alto, senza però perdere influenza sulla base. (…) Non si può pensare di arrivare all’Alto Livello con un sistema di formazione a comparti stagni”.

Infine idee chiarissime su come risolvere la questione permit players: “Finito il percorso nelle Accademie Nazionali, dovremo identificare i giocatori con il miglior potenziale e che possono diventare professionisti. Questi avranno una connessione sia con le franchigie che con i club di Eccellenza: in un parola, anzi due, doppio tesseramento. Avranno il beneficio di allenarsi a tempo pieno con gli atleti delle franchigie, ma anche l’opportunità di fare esperienza in Eccellenza”. Forse mi sbaglio, ma mai prima d’ora era stata usata tanta chiarezza sul tema da parte di un rappresentante federale.
QUI POTETE LEGGERE L’INTERA INTERVISTA REALIZZATA DA ONRUGBY

Nei prossimi mesi e sul medio-lungo periodo vedremo i risultati concreti, tenendo conto che lo stesso Aboud ha tenuto a precisare che il progetto in essere non è un monolite intoccabile e che aggiustamenti potranno essere apportati.
L’impressione è che l’idea strategica di base sia molto chiara e in simbiosi con quello che ha finora sempre esternato il ct Conor O’Shea. Certo fa specie vedere passare per scontate idee come le accademie legate alle franchigie e il doppio tesseramento: intendiamoci, lo sono, sono talmente scontate e di buon senso che il Benetton Treviso le chiese subito agli albori dell’avventura celtica, inascoltato. Richieste più volte reiterate a voce più o meno alta dalle franchigie nel corso delle stagioni, anche da parte di diversi osservatori e addetti ai lavori, ma sulle quali la FIR ha sempre nicchiato, ad essere buoni. Oggi arriva il papa straniero che le ottiene: meglio tardi che mai.

La federazione in tutto questo sembra un po’ subire il dinamismo – diciamo così – della coppia Aboud e O’Shea. Chiariamo immediatamente: in FIR le idee dei due irlandesi non sorprendono nessuno, ma forse da quelle parti si aspettavano qualche passo intermedio in più rispetto a quello che si configura in tutto e per tutto un ribaltone rispetto anche a quanto lo stesso Gavazzi ha sostenuto nella sua recentissima campagna elettorale. Ma la prolungata crisi tecnico-agonistica accompagnata alle difficoltà economiche dovute anche alla elefantiaca e davvero molto onerosa struttura delle accademie (anche qui: cosa che non può sorprendere nessuno con warning arrivati da più parti negli ultimi anni) ha permesso ai due di agire più liberamente e dimenticarsi del pedale del freno.
Le mie sono ovviamente sensazioni che non hanno la pretesa di essere la Verità scolpita nella roccia e che magari lasciano un po’ il tempo che trovano, ma qui si discute, no? E poi alla fine contano solo i fatti e personalmente non posso che applaudire al nuovo corso. In attesa dei risultati, che però non possiamo pretendere che arrivino subito, dobbiamo essere pazienti: ci vorranno un po’ di anni, stagioni che non saranno semplici, ma sono pronto a scommettere che il cammino è quello giusto e che davvero non si poteva più aspettare.