Conor O’Shea conferma anche contro l’Argentina il XV che ha battuto le Fiji lo scorso sabato a Catania, ma non si sbilancia più di tanto. Se cambierà l’approccio tattico? “Vedremo” dice sorridendo il ct: “L’Argentina è decima nel ranking, ma è una squadra più forte delle Fiji sotto ogni aspetto. In crisi? Non credo proprio, parliamo di una squadra che gioca costantemente contro le migliori squadre al mondo”. Poi individua nella pazienza e nella precisione la chiave della partita di Firenze. Quattro invece i cambi decisi dall’head coach dei Pumas Daniel Hourcade: perso Lezana che è tornato in patria per problemi familiari giocherà Leguizamón, in mediana parte Sanchez al posto di Hernandez. Dentro dal primo minuto anche Matías Orlando e Sebastian Cancelliere, quest’ultimo al debutto da titolare.
Di seguito, dopo la formazione dei sudamericani, le conferenza stampa di Conor O’Shea e le interviste a Dean Budd, Marcello Violi e Simone Ferrari.
Argentina: 15 Joaquín Tuculet, 14 Sebastian Cancelliere, 13 Matías Orlando, 12 Santiago Gonzalez Iglesias, 11 Emiliano Boffelli, 10 Nicolás Sánchez, 9 Martin Landajo, 8 Juan Leguizamón, 7 Marcos Kremer, 6 Pablo Matera, 5 Tomas Lavanini, 4 Matias Alemanno, 3 Nahuel Tetaz Chaparro, 2 Agustín Creevy, 1 Santiago Garcia Botta Riserve: 16 Julian Montoya, 17 Lucas Noguera, 18 Enrique Pieretto, 19 Guido Petti, 20 Benjamin Macome, 21 Gonzalo Bertranou, 22 Juan Martín Hernández, 23 Matías Moroni
Scusate. Prima un appunto sull’assegnazione alla Francia del Mondiale 2023. Pare che in Irlanda siano furibondi con l’Italia, che in un primo tempo avrebbe promesso i suo voti per la candidatura di Dublino, cosa però che la FIR smentisce. Condizionali d’obbligo. Quale delle due versioni sia quella rispondente alla realtà non lo sapremo mai, perché è vero che ci sono gli incontri pubblici, le interviste, eccetera eccetera, ma siamo nel campo della politica (sportiva) e anche se dici una cosa nulla osta a muoversi diversamente nella concretezza dei fatti. D’altronde la corsa per l’assegnazione di un Mondiale è fatta anche di questo, di moine e di sgambetti, ed è assolutamente naturale chi ha in mano voti importanti si faccia debitamente corteggiare. La stampa di Dublino e dintorni paventa minacce nemmeno troppo velate che potremmo scontare nei prossimi anni, ricordandoci che è stata l’IRFU a difendere i nostri interessi quando invece Galles e Scozia…
A me spiace per la candidatura irlandese, parecchio anche, il mio personale tifo andava verso quella assegnazione, però quale sia stato il voto della FIR è chiaro che qualcuno lo avremmo scontentato comunque. E in ogni caso c’è un modo per scansare le ipotetiche ma possibili ripicche di Dublino: vincere. Con la nazionale e con le celtiche. Essere sempre competitivi e vincere (o rischiare di) il più possibile.
Il ct della nazionale azzurra Conor O’Shea ha annunciato il XV titolare che scende in campo sabato pomeriggio a Firenze per i secondo impegno di questo novembre internazionale. Confermato in blocco la squadra che è partita dal primo minuto nella vittoriosa sfida di una settimana fa a Catania contro le Fiji. Le uniche due novità in panchina, dove troveranno posto Tebaldi e Ruzza.
Il comunicato FIR:
Conor O’Shea, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Rugby, ha ufficializzato la formazione che affronterà l’Argentina sabato 18 novembre allo Stadio “Artemio Franchi” di Firenze nel secondo Crédit Agricole Cariparma Test Match di novembre. L’incontro sarà trasmesso in diretta da DMAX canale 52, con diretta a partire dalle ore 14.15: prepartita affidato a Daniele Piervincenzi, telecronaca e commento tecnico di Antonio Raimondi e Vittorio Munari.
Per il derby latino contro i Pumas, reduci dalla sconfitta di Twickenham contro l’Inghilterra di sabato scorso, O’Shea conferma integralmente la formazione titolare che sabato scorso ha superato le Fiji a Catania.
Due cambi in panchina, con Ruzza che prende il posto di Lazzaronin come seconda linea di riserva e Tebaldi a sostituire Gori quale secondo mediano di mischia.
“So che si tratta di una scelta difficile per i sei giocatori in rosa che ancora non hanno avuto un’opportunità in questi test di novembre” ha dichiarato il CT dell’Italia, Conor O’Shea “ma dopo la partita di Catania volevamo dare consistenza alle scelte fatte per la gara contro le Fiji, in particolare per una partita come quella contro i Pumas che, sotto ogni punto di vista, sarà molto più impegnativa e difficile da affrontare”.
Italia e Argentina tornano ad affrontarsi ad oltre un anno di distanza dall’ultimo test-match, nel giugno scorso a Santa Fè nel giorno del debutto di O’Shea sulla panchina della Nazionale: nell’occasione i sudamericani si imposero per 30-24, proseguendo in una striscia vincente contro gli Azzurri iniziata a Torino nell’autunno del 2008. Dell’estate dello stesso anno l’ultima vittoria italiana, 12-13 a Cordoba, mentre il bilancio complessivo degli scontri diretti parla di quindici successi sudamericani, cinque italiani ed un pareggio.
Direzione di gara affidata al sudafricano Jaco Peyper, al quinto test-match degli Azzurri diretto in carriera. Questa la formazione dell’Italia:
Sabato a Firenze gli azzurri se la vedranno con i Pumas, che hanno perso 9 delle ultime 10 partite. Una squadra in crisi di risultati, che ha delle oggettive difficoltà, ma che anche in un’annata così negativa ha sempre dato del filo da torcere ad avversari che si chiamano All Blacks, Australia, Sudafrica e Inghilterra. E noi non li battiamo in Italia dal 1998…
Nella stagione del rugby internazionale 2017 l’Argentina ha finora giocato 10 partite, ne ha perse 9 e ne ha vinta solo una. Uno score molto negativo, indubbiamente. Però poi i numeri bisogna leggerli un po’ meglio, contestualizzarli, e allora scopriamo che i Pumas hanno battuto la Georgia (era il 24 giugno scorso a San Salvador de Juruy e finì 45-29) e che hanno perso con tre volte con l’Inghilterra (due a giugno, una nell’ultimo fine settimana), due volte con gli All Blacks, due volte con l’Australia, due con il Sudafrica. Stiamo parlando di squadre che assieme all’Irlanda si trovano e che stanno stabilmente nelle prime 5 posizioni del ranking mondiale. Dice: ma l’Inghilterra di giugno era senza i Lions, impegnati in quelle settimane in Nuova Zelanda. Vero, però vi inviterei a leggere i XV messi in campo da Eddie Jones, roba comunque di livello davvero alto e va sottolineato che nei due match i sudditi di Sua Maestà si imposero rispettivamente per 4 e 10 punti, certo non una enormità. E nel secondo caso il gap è stato scavato nell’ultimo quarto d’ora.
Partite combattute, come lo sono state quasi tutte quelle pur perse del Rugby Championship. Almeno per un’ora circa gare molto combattute, poi All Blacks, Springboks e Wallabies hanno preso il sopravvento in cinque casi su sei nell’ultima parte dei match: solo in uno – nella partita di Buenos Aires contro la Nuova Zelanda – la partita era già chiusa alla fine del primo tempo. Abbastanza male è andata anche sabato scorso a Twickenham.
Quindi tante sconfitte, tutte o quasi maturate nella fase finale delle partite, che durano ovviamente 80 minuti ma non si può dimenticare il valore degli avversari, ovvero praticamente il massimo che c’è in giro. Per dirla in parole molto povere: quante altre nazionali che gravitano attorno alla 10a posizione del ranking World Rugby – tipo la nostra, ma non solo – al posto dei Pumas sarebbero state in grado di ripetere performance e risultati? Di non prendere imbarcate vere? Senza la riprova del campo non lo si può dire con assoluta certezza ma se dovessi scommettere i proverbiali due cents direi di no. Come sta allora l’Argentina? Dirlo è davvero complicato proprio per la forza degli avversari incontrati lungo la strada di questo 2017. Comunque non sta benissimo come altri anni, ha delle difficoltà e ha perso certezze in quello che è tradizionalmente il cuore del suo gioco, la mischia chiusa. Ma stiamo parlando di un movimento capace di sfornare talenti in gran numero, con una base giovanile quanto mai prolifica sia in termini di quantità che di qualità. Che ha scelto di non convocare più in nazionale gli atleti che non militano in patria pur sapendo che c’era il rischio di perdere giocatori importanti. Senza dimenticare che la scelta di chiamare Mario Ledesma a guidare i Jaguares nel Super Rugby 2018 va proprio nel senso di trovare una veloce soluzione ai problemi legati al pack.
L’Argentina del 2017 non sta bene, è probabilmente l’Argentina più in difficoltà degli ultimi anni, anche se va detto che se tutti i malati fossero messi così…
Sabato a Firenze l’Italia deve cercare di approfittare di questa situazione di simil-crisi dei Pumas, anche se di crisi di crescita si tratta. Non superiamo in casa i biancocelesti dall’ormai lontanissimo 1998 e farlo oggi sarebbe importantissimo per il nostro percorso di crescita. Loro oltretutto sono agli ultimi passi di una stagione lunghissima, la stanchezza potrebbe farsi sentire, mentre noi siamo ancora nella fase iniziale della nostra. Batterli? Difficile, complicato. Impossibile? No, l’Italia può farcela.
Sabato al Massimino non c’è stato un grande spettacolo ma la prestazione azzurra va valutata anche sotto altri aspetti. Pumas sconfitti a Twickenham dall’Inghilterra: a Firenze arriva un avversario forte ma mai così in difficoltà negli ultimi 8-10 anni
Che Italia abbiamo visto a Catania contro le Fiji? La partita è stata nel complesso poco spettacolare ma comunque molto intensa. I nostri ospiti sono noti per essere un mix alle volte esplosivo di potenza, fisicità e imprevedibilità, qualità che sabato pomeriggio non abbiamo quasi mai visto, non tutte assieme almeno, in parte perché va ricordato che i figiani si sono ritrovati solo all’inizio della settimana e non hanno avuto la possibilità di fare stage nel mese di ottobre, ma non va nemmeno sottovalutato il fatto che la nostra nazionale ha adottato un game plan mirato a minare alle basi le fonti del gioco avversario. Insomma, incontrare le Fiji a fine mese sarebbe stato sicuramente più complicato ma se i pacifici non sono riusciti a giocare come sanno parecchio merito va dato alla nostra squadra. E in effetti basta contare le volte che il XV in maglia bianca ha messo il naso nei nostri 22 metri: poche, davvero poche.
Per gli occhi quello andato in scena al Massimino non è stato un grande spettacolo, lo ripeto, ma va dato atto all’Italia di aver dato vita a una gara condotta in maniera molto intelligente, sempre molto fredda, con poche ansie e dalla grande concentrazione. Non era semplice o scontato: questa squadra non vinceva da un anno intero e affrontava la formazione che – almeno sulla carta – era la più abbordabile del trittico novembrino, non che le Fiji non siano un avversario da prendere con le pinze ma che Argentina e Sudafrica siano comunque un’altra cosa anche al netto delle loro attuali magagne penso sia affermazione che nessuno può contestare. La pressione di dover vincere per forza poteva fare brutti scherzi.
La tenuta mentale è stata buona, ma certo i 10 minuti finali del primo tempo potevano costarci carissimo: oltre alla meta di Nakarawa, sulla quale non mancano le responsabilità anche della nostra difesa, c’è stato l’errore di Hayward che si è fatto intercettare un calcio nei nostri 22 metri e che solo per una casualità non ci è costata un’altra marcatura pesante (e se l’arbitro avesse concesso la meta tecnica non ci sarebbe stato molto da protestare). Non è stato un black-out come tante, troppe altre volte ma sicuramente c’e stato un calo di tensione eccessivo, la squadra si è disunita e ci ha messo un po’ a ritrovarsi. Ma anche lì va detto che non abbiamo mai perso del tutto la trebisonda, sintomo di una convinzione crescente nei propri mezzi.
Mi sono piaciuti nel complesso un po’ tutti gli avanti, soprattutto le seconde linee, mentre i trequarti non hanno sempre trovato grandi spazi su cui agire e quando è successo sono stati bravi i figiani a portare le nostre folate sempre verso l’esterno. Ad ogni modo anche il nostro pacchetto arretrato si è mosso bene nel complesso sia in fase offensiva che difensiva. Budd, Ferrari, Steyn, Parisse, Canna, Castello hanno ben figurato, bravo anche Hayward nonostante quell’erroraccio a dare qualità alle ripartenze e a proporsi da play aggiunto all’occorrenza.
Sabato a Firenze ci aspetta un’Argentina che nelle ultime 19 gare ha vinto solo tre volte: certo bisogna ricordare che i Pumas se la devono vedere con All Blacks, Australia e Sudafrica nel Rugby Championship e che nei test-match del novembre 2016 hanno affrontato squadre come l’Inghilterra, il Galles e la Scozia. Però è innegabile che nonostante il talento e la tradizionale garra i sudamericani stiano attraversando un periodo complicato. Probabilmente è una crisi di crescita, dobbiamo essere bravi a raccogliere l’occasione. Come successe un anno fa con il Sudafrica, guarda caso proprio al Franchi.
Alle 15 (diretta tv su DMAX) gli azzurri in campo in una partita importante e insidiosa. Ma oggi il menu è ricchissimo: Inghilterra-Argentina, Galles-Australia, Irlanda-Sudafrica, Francia-All Blacks. Qui la guida con tutte le info.
In realtà il lungo fine settimana di rugby è iniziato ieri sera con Barbarians-Tonga in quel di Limerick (27-24 per la selezione bianconera che ha schierato Simone Favaro titolare) e con la sfida tra French Barbarians e i Maori All Blacks (a Bordeaux hanno vinto i transalpini 19 a 15). Oggi poi non ne parliamo, ma per noi conta soprattutto quello che succederà al Massimino di Catania, dove l’Italia aspetta le Fiji. Una gara che sulla carta è la meno complicata del nostro novembre, ma solo sulla carta, e infatti Sergio Parisse non si fida: “è la gara più difficile di novembre. Sappiamo come gioca l’Argentina, conosciamo il rugby del Sudafrica: da Fiji non sai mai cosa aspettarti, sono molto liberi sul campo e ogni disattenzione difensiva, contro di loro, può essere pagata a caro prezzo. Inoltre, rispetto al passato, hanno dato maggiore organizzazione al loro gioco, sono più preparati di prima ed hanno imparato ad essere dominanti anche nelle fasi statiche, che hanno costituito in passato il loro punto debole”. Così il nostro capitano, che ha le idee chiarissime anche sull’Italia: “Non andiamo in campo per giocare bene e perdere: vogliamo vincere ma, per riuscirci, dobbiamo esprimere una prestazione di qualità. Non siamo una squadra che può vincere giocando male o in modo mediocre, per portare a casa il risultato dobbiamo esprimere prestazioni importanti”. Tra qualche ora il primo verdetto.
Ma oggi tutta la parte di Ovalia che conta è in campo. A Twickenham l’Inghilterra di Eddie Jones vuole fare altri step di avvicinamento agli All Blacks affrontando l’Argentina meno brillante degli ultimi anni, ma mai dare per morti i Pumas. Il Galles ospita l’Australia in una sfida che non ha certo bisogno di presentazioni, così come non ne servono a Irlanda-Sudafrica. La Scozia inizia il suo mese di novembre con Tonga, da segnalare anche Georgia-Canada e Germania-Brasile (no, non stiamo parlando di calcio), ma il piatto forte di giornata arriva di sera: a Parigi si affrontano Francia e Nuova Zelanda, i più forti del mondo – gli All Blacks – contro una nazionale che da diversi, forse troppi, anni è alla ricerca di una sua identità ma che ha nelle sue corde qualunque tipo di exploit. Che dire: buon divertimento. Di seguito orari, eventuali appuntamenti tv e formazioni di tutti i match di oggi.
Catania, ore 15: Italia-Fiji (diretta tv su DMAX, prima della gara Rugby Social Club a partire dalle 14 e 15) Italia: 15 Jayden Hayward, 14 Leonardo Sarto, 13 Tommaso Boni, 12 Tomasso Castello, 11 Mattia Bellini, 10 Carlo Canna, 9 Marcello Violi, 8 Sergio Parisse (c), 7 Abraham Steyn, 6 Francesco Minto, 5 Dean Budd, 4 Marco Fuser, 3 Simone Ferrari, 2 Luca Bigi, 1 Andrea Lovotti Riserve: 16 Leonardo Ghiraldini, 17 Federico Zani, 18 Dario Chistolini, 19 Marco Lazzaroni, 20 Giovanni Licara, 21 Edoardo Gori, 22 Ian McKinley, 23 Matteo Minozzi Fiji: 15 Kini Murimurivalu, 14 Josua Tuisova, 13 Asaeli Tikoirotuma, 12 Jale Vatubua, 11 Timoci Nagusa, 10 Ben Volavola, 9 Frank Lomani, 8 Nemani Nagusa, 7 Akapusi Qera (c), 6 Semi Kunatani, 5 Leone Nakarawa, 4 Apisalome Ratuniyarawa, 3 Manasa Saulo, 2 Tuapati Talemaitoga, 1 Campese Ma’afu Riserve: 16 Sunia Koto, 17 Peni Ravai, 18 Ropate Rinakama, 19 Sikeli Nabou, 20 Mosese Voka, 21 Henry Seniloli, 22 Levani Botia, 23 Vereniki Goneva
Edimburgo, ore 15.30: Scozia-Samoa Scotland: 15 Stuart Hogg, 14 Tommy Seymour, 13 Huw Jones, 12 Alex Dunbar, 11 Lee Jones, 10 Finn Russell, 9 Ali Price, 8 Ryan Wilson, 7 Hamish Watson, 6 John Barclay (c), 5 Jonny Gray, 4 Ben Toolis, 3 Willem Nel, 2 Stuart McInally, 1 Darryl Marfo Riserve: 16 George Turner, 17 Jamie Bhatti, 18 Zander Fagerson, 19 Tim Swinson, 20 Cornell Du Preez, 21 Henry Pyrgos, 22 Pete Horne, 23 Chris Harris Samoa: 15 Ahsee Tuala, 14 Paul Perez, 13 Kieron Fonotia, 12 Reynold Lee-Lo, 11 David Lemi, 10 Tim Nanai Williams, 9 Pele Cowley, 8 Jack Lam, 7 TJ Ioane, 6 Piula Fa’asalele, 5 Chris Vui (c), 4 Josh Tyrell, 3 Donald Brighouse, 2 Manu Leiataua, 1 Jordan Lay Riserve: 16 Motu Matu’u, 17 James Lay, 18 Hisa Sasagi, 19 Fa’Atiga Lemalu, 20 Ofisa Treviranus, 21 Mealani Matavao, 22 Aj Alatimu, 23 Alapati Leiua
Londra, ore 16: Inghilterra-Argentina (diretta tv su SkySport 2) Inghilterra: 15 Mike Brown, 14 Anthony Watson, 13 Jonathan Joseph, 12 Henry Slade, 11 Elliot Daly, 10 George Ford, 9 Ben Youngs, 8 Nathan Hughes, 7 Sam Underhill, 6 Chris Robshaw, 5 George Kruis, 4 Courtney Lawes, 3 Dan Cole, 2 Dylan Hartley (c), 1 Mako Vunipola Riserve: 16 Jamie George, 17 Ellis Genge, 18 Harry Williams, 19 Joe Launchbury, 20 Sam Simmonds, 21 Danny Care, 22 Alex Lozowski, 23 Semesa Rokoduguni Argentina: 15 Joaquin Tuculet, 14 Ramiro Moyano, 13 Matias Moroni, 12 Santiago Gonzalez Iglesias, 11 Emiliano Boffelli, 10 Juan Martin Hernandez, 9 Martin Landajo, 8 Tomas Lezana, 7 Marcos Kremer, 6 Pablo Matera, 5 Tomas Lavanini, 4 Matias Alemanno, 3 Nahuel Tetaz Chaparro, 2 Agustin Creevy (c), 1 Santiago Garcia Botta Riserve: 16 Julian Montoya, 17 Lucas Noguera, 18 Enrique Pieretto, 19 Benjamin Macome, 20 Leonardo Senatore, 21 Gonzalo Bertranou, 22 Nicolas Sanchez, 23 Sebastian Cancellere
Cardiff, ore 16: Galles-Australia Galles: 15 Leigh Halfpenny, 14 Liam Williams, 13 Jonathan Davies, 12 Owen Williams, 11 Steff Evans, 10 Dan Biggar, 9 Gareth Davies, 8 Taulupe Faletau, 7 Josh Navidi, 6 Aaron Shingler, 5 Alun Wyn Jones (c), 4 Jake Ball, 3 Tomas Francis, 2 Ken Owens, 1 Rob Evans Riserve:16 Kristian Dacey, 17 Nicky Smith, 18 Leon Brown, 19 Cory Hill, 20 Sam Cross, 21 Aled Davies, 22 Owen Watkin, 23 Hallam Amos Australia: 15 Kurtley Beale, 14 Marika Koroibete, 13 Tevita Kuridrani, 12 Samu Kerevi, 11 Reece Hodge, 10 Bernard Foley, 9 Will Genia, 8 Sean McMahon, 7 Michael Hooper (c), 6 Ned Hanigan, 5 Adam Coleman, 4 Rob Simmons, 3 Sekope Kepu, 2 Tatafu Polota-Nau, 1 Scott Sio Riserve: 16 Stephen Moore, 17 Tom Robertson, 18 Allan Alaalatoa, 19 Matt Philip, 20 Ben McCalman, 21 Nick Phipps, 22 Karmichael Hunt, 23 Henry Speight
Dublino, ore 18.30: Irlanda-Sudafrica Irlanda: 15 Rob Kearney, 14 Andrew Conway, 13 Robbie Henshaw, 12 Bundee Aki, 11 Jacob Stockdale, 10 Johnny Sexton, 9 Conor Murray, 8 CJ Stander, 7 Sean O’Brien, 6 Peter O’Mahony, 5 Devin Toner, 4 Iain Henderson, 3 Tadhg Furlong, 2 Rory Best (c), 1 Cian Healy Riserve: 16 Rob Herring, 17 Dave Kilcoyne, 18 John Ryan, 19 James Ryan, 20 Rhys Ruddock, 21 Kieran Marmion, 22 Joey Carbery, 23 Darren Sweetnam Sudafrica: 15 Andries Coetzee, 14 Dillyn Leyds, 13 Jesse Kriel, 12 Damian de Allende, 11 Courtnall Skosan, 10 Elton Jantjies, 9 Ross Cronje, 8 Francois Louw, 7 Pieter-Steph du Toit, 6 Siya Kolisi, 5 Lood de Jager, 4 Eben Etzebeth (c), 3 Coenie Oosthuizen, 2 Malcolm Marx, 1 Tendai Mtawarira Riserve: 16 Bongi Mbonambi, 17 Steven Kitshoff, 18 Wilco Louw, 19 Franco Mostert, 20 Uzair Cassiem, 21 Rudy Paige, 22 Handré Pollard, 23 Francois Venter
Parigi, ore 20.45: Francia-Nuova Zelanda (diretta Eurosport 1) Francia: 15 Nans Ducuing, 14 Teddy Thomas, 13 Geoffrey Doumayrou, 12 Mathieu Bastareaud, 11 Yoann Huget, 10 Anthony Belleau, 9 Antoine Dupont, 8 Louis Picamoles, 7 Kevin Gourdon, 6 Judicael Cancoriet, 5 Paul Gabrillagues, 4 Sebastien Vahaamahina, 3 Rabah Slimani, 2 Guilhem Guirado (c), 1 Jefferson Poirot Riserve:16 Clement Maynadier, 17 Raphael Chaume, 18 Daniel Kotze, 19 Paul Jedrasiak, 20 Anthony Jelonch, 21 Baptiste Serin, 22 Francois Trinh-Duc, 23 Damian Penaud Nuova Zalanda: 15 Damian McKenzie, 14 Waisake Naholo, 13 Ryan Crotty, 12 Sonny Bill Williams, 11 Rieko Ioane, 10 Beauden Barrett, 9 Aaron Smith, 8 Kieran Read (c), 7 Sam Cane, 6 Vaea Fifita, 5 Sam Whitelock, 4 Luke Romano, 3 Nepo Laulala, 2 Dane Coles, 1 Kane Hames Riserve:16 Codie Taylor, 17 Wyatt Crockett, 18 Ofa Tu’ungafasi, 19 Scott Barrett, 20 Matt Todd, 21 TJ Perenara, 22 Lima Sopoaga, 23 Anton Lienert-Brown