Sei Nazioni U20: si parte stasera con Italia-Galles (in diretta streaming!)

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ph. Fotosportit/FIR

Un anno fa il Galles chiudeva il Sei Nazioni U20 con il primo Grande Slam di categoria della sua storia. Stasera alle 19 il Galles scende in campo a Legnano allo Stadio “Giovanni Mari” contro gli azzurri del duo Orlandi-Troncon su un campo reso pesante dalla pioggia degli ultimi giorni (prevista acqua anche durante la partita) per la prima partita dell’edizione 2017.
Gara difficilissima ma dalla quale ci si aspetta un qualche segnale di inversione della rotta rispetto a quanto avvenuto finora da parte dei nostri ragazzi. Queste le parole di Marco Riccioni, capitano azzurro e uno dei nostri migliori prospetti: “Sarà un torneo duro. Abbiamo una rosa competitiva formata da un mix di ragazzi reduci dallo scorso mondiale in Inghilterra e un gruppo di giovani promettenti provenienti dall’U18. Il Galles è una squadra ostica da affrontare e sarà un bel banco di prova per noi.
Il vostro prode blogger doveva essere presente sugli spalti ma un malefico virus lo costringe a rimanere al caldo e all’asciutto. Che volete, si invecchia. Male. Complice anche la mancata copertura televisiva del torneo quindi stasera dovrete accontentarvi del risultato, nessuna recensione della gara. Sì, perché farò recensioni, non cronache.

UPDATE ore 11.12: la FIR fa sapere che “L’incontro, il cui calcio d’inizio è fissato alle ore 19, sarà disponibile gratuitamente in diretta streaming in Italia sulla piattaforma The Rugby Channel (www.therugbychannel.it).

Italia: Cioffi, Bronzini, Vaccari, Zanon, D’Onofrio, Rizzi, Trussardi, Rimpelli, Ceciliani, Riccioni, Baldino, Iachizzi, Bianchi, Masselli, Licata
Riserve: Rollero, Fischetti, Zilocchio, Venditti, Casolari, Fusco, Biondelli, Dal Zilio

Galles: Talbot-Davies, Rosser, Nicholas, K Williams, Conbeer, B Jones, Blacker, Carre, Shipp, Assiratti, Dombrandt, M Williams, Sieniawski, W Jones, Morris
Riserve: Tarrant, Thomas, Coleman, Pope, Ward, Smith, P Jones, Lewis

In avanti popolo! – Verso il Galles: quelli che… non sono mai contenti delle formazioni

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ph. Fotosportit/FIR

Ma Campagnaro???  Perché Favaro non c’è? Bisegni all’ala? Ghiraldini in panchina? Benvenuti… boh! Non capisco perché Gori: non si poteva insistere con Bronzini?

Quelli sopra elencati sono un po’ di commenti sparsi raccolti in Rete dopo l’annuncio della formazione con cui l’Italia affronterà all’Olimpico di Roma il Galles nella prima giornata del Sei Nazioni 2017.
Il mio è un piccolo sfogo, perché chiunque segua il rugby anche in maniera un po’ distratta ha capito da tempo che non è che dalle nostre parti abbondino fenomeni e campionissimi (purtroppo, s’intende). Schierare Gori o Bronzini – due nomi a caso – non cambia poi la questione più di tanto. Uno può essere fisicamente più pronto dell’altro, oppure psicologicamente più concentrato e reattivo. Tutte cose che sono sotto il controllo attento di Conor O’Shea e del suo staff, che sarà forse banale ricordarlo ma è di gran livello e un po’ di cose ovali le ha vissute sulla propria pelle. Non sono gli ultimi arrivati. Non vuol dire che ci pigliano/piglieranno sempre, ma qualche carta in regola più di noi direi che a naso ce l’hanno. Di me di sicuro.

La coppia di centri non sembra essere irresistibile per quanto riguarda i placcaggi? Sì, è vero. Sembra. Magari sarà anche così, ma io ancora di pensare a O’Shea come a un autolesionista ancora non ci riesco. Avrà visto quali sono gli uomini più in forma, deciso alcune esclusioni per condizioni fisiche non ottimali (Van Schalkwyk e Favaro: quest’ultima oggettivamente molto pesante), avrà optato per quelli più funzionali al game plan e all’avversario. Sta seminando i semi della concorrenza in un gruppo che quella parola non è che l’abbia mai conosciuta più di tanto. Soprattutto avrà tenuto presente che questo gruppo di giocatori 6 giorni dopo la sfida con il Galles se la deve vedere con l’Irlanda: personalmente “leggo” in quest’ottica la scelta di far partire dalla panchina Campagnaro e Ghiraldini, ad esempio. Ma magari mi sbaglio.

Il ct ha fatto le sue scelte, opinabili per carità, ma è il suo lavoro farle ed è pagato, quello per cui è pagato. Senza dimenticare che è nelle condizioni migliori per poter valutare ogni singolo giocatore. Un po’ più di noi, direi.
E soprattutto: non ha mandato in panchina o in tribuna un Beauden Barrett, un Aaron Smith o un Mario Itoje. Nessun fenomeno si guarderà la partita in tv. Quelli oggi sono i nostri giocatori, la “materia” su cui O’ Shea e i suoi collaboratori devono lavorare. A meno che non si pensi che  tra Canna o Allan passi il giorno e la notte.
“A volte le scelte facili non sono quelle giuste” ha detto O’Shea ieri pomeriggio. Il campo darà la sua sentenza, l’unica che alla fine conta.

Favaro out, Campagnaro in panca contro il Galles. Ecco la prima Italia del Sei Nazioni 2017

parisse-legoEccolo qui, il primo XV della nazionale italiana per il Sei Nazioni 2017. Si gioca a Roma domenica pomeriggio, alle 15, contro il Galles (diretta tv su DMAX, telecronaca di Antonio Raimondi e Vittorio Munari).
Un torneo attesissimo per la sua importanza intrinseca ma anche perché è il primo sotto la guida di Conor O’Shea, tecnico su cui l’Italia ovale ha riposto non poche speranze per una inversione di rotta tanto decisa quanto duratura.
E quali sono le scelte del ct? Padovani estremo, Canna e Gori in cabina di regia, centri biancoverdi con la coppia McLean e Benvenuti. In terza non c’è Favaro e vengono schierati Mbandà e Steyn, ovviamente insieme a capitan Parisse. Interessante la prima linea con Cittadini e Lovotti affiancati da Gega come tallonatore. Non è titolare Campagnaro, che va a sedersi in una panchina di livello assieme Furno, Minto, Allan e Ghiraldini. Simone Favaro non ce la fa e non è tra i 23 per domenica.

Italia: 15 Edoardo Padovani, 14 Giulio Bisegni, 13 Tommaso Benvenuti, 12 Luke McLean, 11 Giovanbattista Venditti, 10 Carlo Canna, 9 Edoardo Gori, 8 Sergio Parisse, 7 Maxime Mbandà, 6 Bryan Steyn, 5 George Fabio Biagi, 4 Marco Fuser, 3 Lorenzo Cittadini, 2 Ornel Gega, 1 Andrea Lovotti
Riserve:  16 Leonardo Ghiraldini, 17 Sami Panico, 18 Pietro Ceccarelli, 19 Joshua Furno, 20 Francesco Minto, 21 Giorgio Bronzini, 22 Tommaso Allan, 23 Michele Campagnaro

Il Sei Nazioni come un ring: mettiamoci i guantoni e pesiamo tutte le contendenti

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Una settimana abbondante e il Sei Nazioni 2017 vivrà il suo kick-off. Si parte sabato 4 febbraio prima con Scozia-Irlanda, si prosegue subito dopo con le crunch, quell’Inghilterra-Francia che si prenderà l’attenzione di tutta Europa dal sontuoso palco di Twickenham. Primo turno che si chiude domenica con una Italia-Galles quanto mai interessante, perché i Dragoni quest’anno sembrano arrivare al torneo un po’ meno performanti del solito. E quindi un po’ più alla portata dei nostri ragazzi. Poi bisogna vedere in quale formato mentale gli azzurri scenderanno in campo, se più quello modello Sudafrica o quello modello Tonga, tanto per intendersi.

Fare dei pronostici su un torneo come il Sei Nazioni è sempre estremamente complicato. Le sorprese sono all’ordine del giorno, il livello complessivo medio molto alto. Poi è una competizione breve, fatta di partite secche, dove un errore o una giornata storta può diventare irrecuperabile e se questa arriva alla prima giornata…
Ho perciò deciso di mettere le sei squadre partecipanti sulla bilancia, come fossero dei pugili. Il peso o la categoria dicono delle cose, ma non tutto, perché l’approccio mentale o la capacità di incassare colpi senza finire in ginocchio contano moltissimo. Partiamo dall’alto.

Peso Massimo, oltre 90,720 kg: Inghilterra
Perché è la squadra campione uscente, perché un anno fa ha vinto con tanto di Grande Slam, perché il suo 2016 ha registrato solo vittorie, perché ha uno staff tecnico spaventosamente ben assemblato e capace di risollevare il morale e la testa di un gruppo uscito a pezzi dal Mondiale casalingo del 2015. Perché ha un bacino enorme e di grande qualità da cui pescare e perché ha margini di crescita davvero importanti. I favoriti d’obbligo.

Peso Massimo leggero (90,600 kg): Irlanda
Squadra a tratti bellissima, con le idee molto chiare in testa. Migliorata la profondità della rosa ma il gap con l’Inghilterra rimane. Parte con una doppia trasferta in Scozia e Italia: sulla carta un inizio di torneo un po’ più semplice rispetto alle avversari.

Peso Mediomassimo (79,275 kg) o Supermedio (76,104)? Francia
Dopo anni difficili ha imboccato la strada giusta, ma l’impressione è che le cose da sistemare siano ancora un po’. Un parco giocatori quantitativamente e qualitativamente di grande livello, ma la luce si spegne ancora un po’ troppo spesso e la concentrazione mentale non è sempre quella necessaria. Guy Novés ci ha messo un po’ ma sembra aver comunque trovato il bandolo della matassa. Potrebbe essere il torneo del salto di qualità, ma il condizionale è d’obbligo

Peso Medio (72,480 kg): Scozia
Squadra di difficile interpretazione. Sa giocare benissimo, non soffre di grandi black-out ma non è semplice dire quali siano ancora i suoi margini di crescita. Il movimento non è profondo come in altri lidi ma a Edimburgo e dintorni stanno lavorando benissimo, con una programmazione chiara e ben oculata. Vern Cotter ha già annunciato che dalla prossima estate non sarà più il ct ma il cambiamento sembra essere stato gestito al meglio. Può essere la vera sorpresa dell’edizione 2017.

Superwelter (69,762 kg): Galles
Un grande boh. La squadra c’è, i giocatori non mancano, la capacità di rialzarsi e di tirare fuori dal cilindro grandi prestazioni quando proprio non te lo aspetti nemmeno. Però i gallesi sembrano attraversare un periodo di appannamento, con uno staff tecnico che è diventato obiettivo ancora una volta dei British & Irish Lions. Sulla carta ha il debutto più semplice, quello con l’avversaria più abbordabile (l’Italia): potrebbe rivelarsi un boomerang se i Dragoni non dovessero scendere in campo con la giusta concentrazione.

Peso Welter (66,591 kg): Italia
Meglio rimanere con i piedi ben piantati per terra. Il primo a saperlo è il ct Conor O’Shea: “Dobbiamo pensare al breve, medio e lungo termine: essere competitivi al Sei Nazioni è il primo, diventare la squadra che nessuno vuole affrontare ai prossimi Mondiali deve essere il secondo”. Il tecnico irlandese sa che lo aspetta un torneo complicato e così ha messo il vero focus – ovvero “diventare la squadra che nessuno vuole affrontare” – a distanza di un paio d’anni. Che poi quella cosa non significa essere necessariamente vincenti, anche se lo spero ardentemente, come tutti – ma ostici.
Il debutto è contro il Galles, partita difficile ma quest’anno non impossibile, almeno sulla carta. Partire con il piede giusto anche dal punto di vista della prestazione sarà di enorme importanza. Pensare più alla gara con Tonga che non all’impresa con il Sudafrica è la cosa migliore da fare. Potremmo diventare dei Superwelter? Sì, ma attenzione a non scivolare tra i Superleggeri o peggio.

Il “Tinello” con le riposte di Vittorio Munari sta arrivando. Intanto…

Nei giorni scorsi avete spedito le domande per Vittorio Munari. Intanto grazie, sono numerosissime. Tra domani e mercoledì, le prima infornata di risposte con un “Tinello” ad hoc. Nell’attesa volevo sottoporvi questo articolo che Vittorio scrisse per Il Gazzettino il 31 gennaio del 2000. Di lì a pochi giorni (il 5 di febbraio) l’Italia avrebbe debuttato al Sei Nazioni con una vittoria sulla Scozia. Nell’articolo Vittorio segnalava quelli che potevano essere i problemi legati all’ingresso dell’Italia nel salotto buono del rugby europeo se il movimento non fosse stato messo nelle condizioni di sostenere in maniera debita quella decisione davvero storica.
A distanza di 12 anni li stiamo affrontando tutti…