Sei Nazioni, le formazioni di Francia e Italia: bleus rivoluzionati, per l’Italia c’è Mbandà

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Conor O’Shea e Jacques Brunel hanno annunciato i XV titolari che venerdì sera scenderanno in campo a Marsiglia per la terza giornata del Sei Nazioni 2018. Tra i padroni sono molti i cambi rispetto alla sfida con la Scozia ma tra infortuni e i fattacci di Edimburgo con conseguente stop per 9 giocatori era inevitabile. Brunel schiera così Bonneval estremo, Fall e Grosso all’ala e tra i centri c’è Bastareaud. In seconda linea dal primo minuto parte Gabrillagues mentre non cambia la mediana, la prima e la terza linea. In panchine tante novità a partire dall’esordiente Couilloud che si siederà tra le riserve assieme a Dany Priso, Romain Taofifenua, Kelian Galletier, François Trinh-Duc e Gaël Fickou.

L’Italia risponde con una formazione che ricalca nella quasi totalità i XV visti in azione contro Inghilterra e Irlanda: Minozzi estremo, Benvenuti e Bellini alle ali, Boni e Castello centri, Violi-Allan in cabina di regia. L’unica novità vera decisa da O’Shea è quella di schierare Mbandà in terza linea sin dal primo minuto, prima volta in questo torneo. Dentro anche Ghiraldini e Lovotti in prima linea.

Francia: 15 Hugo Bonneval, 14 Benjamin Fall, 13 Mathieu Bastareaud, 12 Geoffrey Doumayrou, 11 Rémy Grosso, 10 Lionel Beauxis, 9 Maxime Machenaud, 8 Marco Tauleigne, 7 Yacouba Camara, 6 Wenceslas Lauret, 5 Sébastien Vahaamahina, 4 Paul Gabrillagues, 3 Rabah Slimani, 2 Guilhem Guirado, 1 Jefferson Poirot
Riserve: 16 Adrien Pelissié, 17 Dany Priso, 18 Cedate Gomes Sa, 19 Romain Taofifenua, 20 Kelian Galletier, 21 Baptiste Couilloud, 22 François Trinh-Duc, 23 Gaël Fickou

Italia: 15 Matteo Minozzi, 14 Tommaso Benvenuti, 13 Tommaso Boni, 12 Tommaso Castello, 11 Mattia Bellini, 10 Tommaso Allan, 9 Marcello Violi, 8 Sergio Parisse, 7 Maxime Mbandà, 6 Sebastian Negri, 5 Dean Budd, 4 Alessandro Zanni, 3 Simone Ferrari, 2 Leonardo Ghiraldini, 1 Andrea Lovotti
Riserve: 16 Luca Bigi, 17 Nicola Quaglio, 18 Tiziano Pasquali, 19 George Biagi, 20 Federico Ruzza, 21 Edoardo Gori, 22 Carlo Canna, 23 Jayden Hayward

L’Italia punta il mirino su Marsiglia: venerdì c’è una Francia “possibile” da battere

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Entrambe le squadre arrivano da due ko, anche se i “cugini” hanno raccolto due punti di bonus e noi no. Il termometro ambientale è tutto dalla nostra parte, ma dobbiamo affrontare questa partita nel modo giusto

Ieri a Roma è iniziato il raduno della nazionale che porta alla sfida di Marsiglia di venerdì sera dove gli azzurri sfideranno la Francia in una partita valida per la terza giornata del Sei Nazioni 2018.
Partita molto importante, come ho detto altrove. Una Francia che arriva da due sconfitte contro Irlanda e Scozia. Anche l’Italia ha lo stesso score ma ha realizzato 5 punti in meno dei transalpini (39 i blues, 34 i ragazzi di O’Shea) e – soprattutto – ne ha incassati più del doppio: 102 a 47. I galletti sono stati battuti dall’Irlanda solo nell’extra-time grazie a un drop da 40 metri di Sexton, il XV verde ha strapazzato l’Italia a Dublino una settimana dopo. A Marsiglia perciò la Francia ci arriva con due punte di bonus mentre noi siamo ancora fermi a zero.
Poi c’è l’esterno, l’ambiente, e qui il gruppo azzurro arriva sicuramente in condizioni migliori mentre i francesi arrivano da due mesi difficili in cui è stato cambiato il ct, si sono avute non poche difficoltà ad assemblare uno staff tecnico e poi – ciliegina sulla torta – quanto avvenuto ad Edimburgo nel post Scozia-Francia con qualche bevuta di troppo, una rissa e ben 8 giocatori non convocati per punizione.
Senza dimenticare che i galletti hanno alle spalle un filotto di 7 sconfitte e un pareggio.

Una Francia possibile, quindi, abbordabile. Una Francia a cui non mancano individualità e giocatori di altissimo livello tecnico ma che ha grossi problemi di identità e che al momento è un gruppo di giocatori ma non una squadra.
L’Italia deve giocare una partita intelligente, deve mantenere la calma e non farsi prendere dall’ansia del risultato. Il gruppo azzurro ha le armi per sabotare le non molte e fragili certezze francesi, Sergio Parisse e compagni sanno di avere al loro arco quelle frecce che potrebbero portare a un risultato storico e importantissimo per il morale.
Certo non bisogna sottovalutare i francesi, che sono con le spalle al muro e sanno che in caso di sconfitta contro una squadra che da quelle parti non raccoglie molti plausi media e appassionati si mangerebbero vivi (letteralmente, credo) Jacques Brunel e i giocatori. I bleus, nonostante le due sconfitte di questo inizio Sei Nazioni, hanno giocato due partite molto toste, facendo moltissimi errori ma senza alcun deficit di carattere. Non vanno sottovalutati, è l’errore più grosso che potremmo fare.
A Parigi e dintorni un ko con l’Italia semplicemente non viene preso in considerazione, sta a noi far diventare questa situazione come un punto di forza e non di debolezza.

Uomini, ragazze e U20: l’Inghilterra domina (per il momento) il Sei Nazioni “aggregato”

Tre tornei diversi con specificità proprie ma che possono scattare una fotografia sullo stato di salute complessivo di un movimento. Inglesi davanti a tutti, Irlanda frenata da femminile e U20, Francia invece trainata da questi due settori. Scozia e Italia le peggiori

Il più antico e importante torneo di tutta Ovalia ha mandato in archivio le prime due giornate e questo fine settimana osserverà il primo weekend di riposo. Uomini, ragazze e giovani virgulti – quelli dell’U20 – questo sabato e questa domenica o riposeranno o giocheranno con le maglie dei propri club.
Ma cosa ci ha detto questa prima parte del sei Nazioni 2018? Quale nazionale si sta meglio comportando tenendo conto dei risultati di tutte e tre le categorie? Insomma, l’aggregato del Sei Nazioni maschile, di quello femminile e di quello dell’U20 che fotografia scatta?
Ovviamente non bisogna dimenticare le caratteristiche specifiche di ognuna delle tre competizione, che hanno sviluppi e tradizioni diverse, ma pur presi con le pinze i numeri accumulati dalla tre diverse nazionali possono dirci qualcosa sullo stato di salute attuale dei movimenti coinvolti nel loro complesso, pur sapendo che il peso specifico del torneo maschile senior è infinitamente più ingombrante.

A dominare incontrastata è l’Inghilterra, unica nazionale ad aver vinto tutte le partite fin qui disputate nei tre tornei. Anzi, il gruppo di Eddie Jones è l’unico tra quelli che vestono la maglia bianca a non aver conquistato anche i due punti di bonus, fermandosi a uno. La differenza punti segnati/subiti è già a +159, ben 15 le mete marcate dalle ragazze di Sua Maestà.
Seconda è l’Irlanda, i cui numeri sono però limitati dalle prestazioni non strepitose di U20 e donne, che anzi registrano un saldo negativo sia nella differenza punti (-6 per i giovani e -9 per le ragazze) che tra le mete fatte e quelle subite.
Terzo il Galles, seguito dai francesi. Tra questi va sottolineato che è soprattutto l’U20 a trascinare i galletti con 103 punti fatti e 43 subiti. Bene anche le transalpine, che hanno vinto due partite marcando otto mete e senza subirne nemmeno una.
Quinta è la Scozia, che non è partita al meglio tra i senior e che è partita malissimo nell’U20 e nel torneo femminile.
Ultima l’Italia, che ha numeri nel complesso peggiori della Scozia ma non è poi così distante, al momento. Sei sconfitte in altrettante partite per le nostre nazionali (unica nazionale: la Scozia una gara l’ha vinta), con soli due punti (di bonus) che arrivano dall’U20. Gli azzurrini sono la formazione che ci fa più avvicinare alla linea di galleggiamento con un -14 di differenza punti, 6 mete fatte e 10 subite.Male invece gli uomini e le ragazze, che confermano anche quest’anno un problema di sterilità offensiva.

Di seguito le classifiche aggregate con i risultati di uomini, U20 e torneo femminile:

INGHILTERRA
29 punti fatti (5 di bonus), 6 partite vinte, 0 partite perse, 216 punti fatti, 57 punti subiti, +159 differenza punti, 32 mete fatte, 8 mete subite

IRLANDA
18 punti fatti (2 di bonus), 4 partite vinte, 2 partite perse, 115 punti fatti, 132 punti subiti, -17 differenza punti, 20 mete fatte, 19 mete subite

GALLES
15 punti fatti (3 di bonus), 3 partite vinte, 3 partite perse, 106 punti fatti, 128 punti subiti, -22 differenza punti, 14 mete fatte, 19 mete subite

FRANCIA
14 punti fatti (6 di bonus), 4 partite vinte, 2 partite perse, 192 punti fatti, 93 punti subiti, +99 differenza punti, 25 mete fatte, 7 mete subite

SCOZIA
5 punti fatti (nessuno di bonus), 1 partita vinta, 5 partite perse, 76 punti fatti, 228 punti subiti, -152 differenza punti, 7 mete fatte, 30 mete subite

ITALIA
2 punti fatti (entrambi di bonus), 0 partite vinte, 6 partite perse, 100 punti fatti, 230 punti subiti, -130 differenza punti, 13 mete fatte, 35 mete subite

Italians do it better? No: italians do it later. Cose che vengono dette alla stampa (inglese)

Il Telegraph intervista il nostro ct Conor O’Shea prima dell’inizio del Sei Nazioni ma nell’articolo qualcun altro rilascia una dichiarazione che ti tira fuori dal petto un “machedavero”?

A volte i protagonisti del nostro rugby con la stampa estera si lasciano andare a dichiarazioni che da noi non farebbero. E che per le nostre orecchie sono… stranianti. Ecco, direi che straniante è la parola adatta. Ti lasciano perplesso e ti viene da pensare: machedavero?
Il 29 gennaio il Telegraph pubblica una intervista a Conor O’Shea. Mancano pochi giorni al calcio d’inizio del Sei Nazioni e il tema è ovviamente quello, con il corollario immancabile sulla crescita, sull’eventuale salto di qualità del nostro movimento, dei suoi pregi e dei suoi freni.
Il media inglese però non intervista solo il ct azzurro ma pubblica anche un virgolettato di Franco Ascione. Questo:

“For the first time before Conor’s appointment we actually made a profile of what we wanted”

Non credo serva una traduzione, ma facciamola lo stesso a a spanne: si dice che con O’Shea per la prima volta in FIR è stato fatto un vero profilo di quello che si andava cercando. Lo so che a pensare male si fa peccato, però mi pare altrettanto evidente che quella frase sta a significare anche che prima di O’shea un profilo non era mai stato fatto.
Voglio fare il bravo, e voglio pensare che per la prima volta in FIR si sia pensato a una persona capace di tenere insieme tutto l’Alto Livello, che prima invece si cercava un “semplice” ct.
Ma sì, dai, sarà così. Eppure anche messa in questo modo mi sembra un’affermazione… come avevamo detto? Ah sì: straniante. Tanto più se fatta dall’uomo che di fatto è il perno del nostro settore tecnico da circa 20 anni, la figura che ha passato indenne diversi lustri di risultati poco brillanti (eufemismo) a fronte anche di investimenti importanti.
Voglio dire, se quelle parole le avesse dette Gavazzi non ci sarebbe stato molto da commentare che lui è entrato davvero nella stanza dei bottoni a settembre 2012, con Jacques Brunel già designato dal suo predecessore Giancarlo Dondi, cosa che tra l’altro fece immediatamente notare.
Però Ascione è un’altra cosa, nella stanza dei bottoni c’è da tantissimi anni. Si possono cercare tutti i perché e le giustificazioni a un’affermazione del genere, sono sicuro che c’è chi lo farà, magari anche fornito di qualche buona ragione. A me però alla fine lascia l’impressione che sulla stampa inglese sia andata in scena una sorta di vidimazione ufficiale dei nostri annosissimi ritardi.

Le Tre di R1823: i 30 azzurri per la sfida alla Francia, epurazione in casa bleus e un record che Parisse non vorrebbe

Natwest Sei Nazioni 2018, round 2, Dublino, Aviva Stadium 10/02/2018, Irlanda v Italia, il “cerchio azzurro a fine partita.

Ecco le tre notizie di cronaca ovale più importanti della giornata. I link rimandano agli articoli pubblicati da R1823 di Duccio Fumero. Queste le news, cliccate sui titoli per leggerle interamente

SEI NAZIONI: ITALIA, I CONVOCATI PER MARSIGLIA
Conor O’Shea ha annunciato i 30 azzurri che si raduneranno in vista della trasferta contro la Francia del prossimo 23 febbraio. EccolI

FRANCIA, DOPO I FATTI DI EDIMBURGO ARRIVA L’EPURAZIONE
Jacques Brunel lascia a casa nove dei giocatori convocati per la Scozia in vista del match contro l’Italia

ITALRUGBY: PARISSE E QUEL RECORD CHE SI AVVICINA PERICOLOSAMENTE
La stampa irlandese torna ad attaccare l’Italia e la sua presenza nel 6 Nazioni e ricorda un record da dimenticare