Italians do it better? No: italians do it later. Cose che vengono dette alla stampa (inglese)

Il Telegraph intervista il nostro ct Conor O’Shea prima dell’inizio del Sei Nazioni ma nell’articolo qualcun altro rilascia una dichiarazione che ti tira fuori dal petto un “machedavero”?

A volte i protagonisti del nostro rugby con la stampa estera si lasciano andare a dichiarazioni che da noi non farebbero. E che per le nostre orecchie sono… stranianti. Ecco, direi che straniante è la parola adatta. Ti lasciano perplesso e ti viene da pensare: machedavero?
Il 29 gennaio il Telegraph pubblica una intervista a Conor O’Shea. Mancano pochi giorni al calcio d’inizio del Sei Nazioni e il tema è ovviamente quello, con il corollario immancabile sulla crescita, sull’eventuale salto di qualità del nostro movimento, dei suoi pregi e dei suoi freni.
Il media inglese però non intervista solo il ct azzurro ma pubblica anche un virgolettato di Franco Ascione. Questo:

“For the first time before Conor’s appointment we actually made a profile of what we wanted”

Non credo serva una traduzione, ma facciamola lo stesso a a spanne: si dice che con O’Shea per la prima volta in FIR è stato fatto un vero profilo di quello che si andava cercando. Lo so che a pensare male si fa peccato, però mi pare altrettanto evidente che quella frase sta a significare anche che prima di O’shea un profilo non era mai stato fatto.
Voglio fare il bravo, e voglio pensare che per la prima volta in FIR si sia pensato a una persona capace di tenere insieme tutto l’Alto Livello, che prima invece si cercava un “semplice” ct.
Ma sì, dai, sarà così. Eppure anche messa in questo modo mi sembra un’affermazione… come avevamo detto? Ah sì: straniante. Tanto più se fatta dall’uomo che di fatto è il perno del nostro settore tecnico da circa 20 anni, la figura che ha passato indenne diversi lustri di risultati poco brillanti (eufemismo) a fronte anche di investimenti importanti.
Voglio dire, se quelle parole le avesse dette Gavazzi non ci sarebbe stato molto da commentare che lui è entrato davvero nella stanza dei bottoni a settembre 2012, con Jacques Brunel già designato dal suo predecessore Giancarlo Dondi, cosa che tra l’altro fece immediatamente notare.
Però Ascione è un’altra cosa, nella stanza dei bottoni c’è da tantissimi anni. Si possono cercare tutti i perché e le giustificazioni a un’affermazione del genere, sono sicuro che c’è chi lo farà, magari anche fornito di qualche buona ragione. A me però alla fine lascia l’impressione che sulla stampa inglese sia andata in scena una sorta di vidimazione ufficiale dei nostri annosissimi ritardi.

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18 risposte a "Italians do it better? No: italians do it later. Cose che vengono dette alla stampa (inglese)"

  1. LiukMarc

    Non oso pensare se Ascione invece che in una federazione sportiva nazionale (dove non si sa bene come – non voglio dire quello che penso – è riuscito a conservare il posto nonostante anni di risultati che dire “negativi” è dir poco) fosse in un’azienda privata (non sua). L’avrebbero licenziato la quarta settimana probabilmente. Poi se si mette a dire certe cose. Sarebbe da chiedergli il rimborso di tutti gli anni di stipendio fino all’arrivo di Co’S.
    Ecco mi hai messo di cattivo umore Paolo…

    1. Giovanni

      “fosse in un’azienda privata (non sua)”.
      Tranquillo che il preside disse di voler gestire la FIR come un’azienda privata. Sii fiducioso.

  2. Potrebbe significare anche che i profili precedenti che sono stati fatti fossero sbagliati, invece stavolta sono stati fatti “come li volevano” . Che anche questo non è sinonimo di correttezza, poi… 😬

  3. Tonius71

    Non conosco Ascione,ma da più parti ed in ultimo qui ,ho sempre letto che ha combinato dei gran danni.
    Una buona fetta di colpa per il non progresso del nostro movimento è sua.
    Dopo leggo un intervista di Aboud che dichiara che Ascione è una delle sue fonti d’ispirazione…Non so cosa pensare..
    Una cosa è certa : già tenere per 20 anni un ruolo in federazione per me è eccessivo,dopo se non si vede no risultati,allora devi andartene o quantomeno devi essere mandato via

    Per quanto riguarda l’intervista io la vedo come un loro per dire: si cercavamo un Dor a tutti gli effetti e lui è quello giusto

    1. Il fatto che si senta parlar male di Ascione sui blog e siti sul rugby non so quanto è indicativo. Per capire davvero se è bravo o no bisognerebbe chiedere a gente che ha lavorato con lui.
      Aboud comunque ha avuto le mani in pasta nel sistema irlandese che abbiamo visto sabato scorso cosa riesce a produrre, quindi, almeno in teoria, secondo me, meriterebbe fiducia.

      1. Tonius71

        Appunto! Sono d’accordo con te..però ..però ..20 anni sono tanti,ti dovresti fare un esame di coscienza a fronte dei risultati ottenuti o meglio qualcuno te lo dovrebbe fare..

    1. Fracasso, visto che tiri fuori link, sul mio blog c’è un’intervista ad Ascione proprio di una decina di giorni fa. Non tocca però i temi del ct o del progetto statura… e Ascione rimane un po’ abbottonato comunque nelle sue risposte.

  4. Mauro

    ….forse voleva dire, parafrasando un grande conoscitore di Rugby, che per la prima volta non sarebbe bastato il “mago Zurlì”…..forse il grande stupore sta nel fatto che il giornalista non gli abbia chiesto come mai per la prima volta si sia avuta questa brillante idea, innovativa e pressoché sconosciuta a tutti quelli che gestiscono risorse sia economiche sia umane…..mi sarebbe piaciuto ascoltare la risposta.

  5. fabiogenova

    Gavazzi sta da meno tempo nella stanza dei bottoni ma ha operato delle scelte imbarazzanti avallando l’operato di Ascione in più occasioni. E comunque sono 5 anni che è presidente della FIR, è al secondo mandato. Se si guarda in proporzione agli anni di presidenza, ha fatto e disfatto più di Dondi, con la differenza che il gran vecchio del rugby italiano è uno che si è fatto apprezzare all’estero dal punto di vista diplomatico, oltre ad avere lasciato in attivo le casse della federazione. Gavazzi non può essere considerato uno che ha meno responsabilità di Ascione perchè è da meno anni nella stanza dei bottoni. Il presidente non sceglie solo il ct della nazionale più o meno ogni 4 anni e poi demanda tutto ai collaboratori, men che meno lui. 5 anni non sono pochi. Non si è mai accorto della qualità dei quadri tecnici della sua federazione? e faccio grazia del resto – le comparsate nelle edicole vicino al Battaglini, la sua presenza negli spogiatoi durante la finale scudetto di due anni fa e altre cose – solo perchè il tema del post è la progettazione delle strutture tecniche ed atletiche. Le dichiarazioni fatte da Ascione sono imbarazzanti, ma i silenzi di Gavazzi sono imbarazzanti tanto quanto le sue asserzioni.

  6. rugbydinasty

    Ma il sig. Ascione è un funzionario in quota CONI oppure FIR. qualcuno me lo sa precisare?
    Perché secondo me cambiano molte cose se è sotto la cappella di uno a dell’altro.

  7. Poros

    A me pare che egli sia stato il DOR occulto fino a OS. Diciamo che a un certo punto ha capito che non era all’altezza e dopo aver bloccato movimento e FIR durante i sette anni di vacche magre e sterili (la guerra contro il Benetton di Munari) ha proposto e accettato persone capaci e esperte, a mio parere ok, basta vedere i progressi U20.
    Diamogli tempo, c’è la farà anche lui a capire ( in ritardo, certo) che se quest’anno non batteremo Giappone e Georgia sarà rimessa in discussione seriamente la ns partecipazione al 6N. Il test di questi giorni con l’Inghilterra sono un segnale forte, mi pare.

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