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Cose che non si possono dire ma che in tanti pensano: Zebre, scansatevi. Solo un po’

Treviso perde con il Munster ma la porta per i play-off del Pro14 rimangono aperte, e con una vittoria con bonus sulle Zebre nell’ultimo turno di regular season non ci sarebbero nemmeno conti da fare. E un pizzico di realpolitik non sarebbe male, anche perché il movimento Italia ha bisogno come il pane di un risultato simile…

Si dice che la nazionale è il traino del nostro movimento, al pari di quasi tutti gli altri. Ed è vero. L’interesse mediatico, gli sponsor coinvolti e le cifre dei relativi contratti sono in genere infinitamente superiori a quelli dei club. Giusto francesi e inglesi fanno storia a sè, e in parte gli All Blacks, che con quel popò di “marchio” che si ritrovano (e che si sono costruiti nel tempo, va detto) sono un caso tutto particolare. Per tutti gli altri invece quell’assunto equivale a una legge matematica.
Poi può capitare che per casi contingenti un qualche club ottenga sul piano tecnico risultati migliori di quelli della nazionale, come sta capitando ora con il Benetton Treviso. A fronte di una sequela infinita di ko degli azzurri nel Sei Nazioni e di pochissimi sorrisi nei test-match, i biancoverdi sono per la prima volta nella loro storia a un passo dalla conquista dei play-off nel torneo celtico (dopo aver sfiorato un paio di mesi fa anche quelli in Challenge Cup). La squadra allenata da Kieran Crowley a soli 80 minuti dal termine della regular season è terza nella sua conference e come ultimo ostacolo si troverà davanti tra un paio di settimane le Zebre.

Alle spalle del Benetton sono ancora in corsa Edimburgo e Scarlets, che nell’ultima giornata se la vedranno rispettivamente contro Glasgow e Dragons, entrambe in trasferta. Treviso però con una vittoria con tanto di bonus offensivo sarebbe irraggiungibile.
Le Zebre sono ultime nel loro girone e – al momento – la peggior squadra di tutto il torneo, non vincono una gara nel Pro14 da parecchi mesi, nel 2019 hanno finora perso tutti i match disputati. A inizio stagione c’erano stati un po’ di segnali incoraggianti che però si sono affievoliti con il passare delle settimane.
Lo so, chiudere la stagione con una vittoria sul lanciatissimo Benetton regalerebbe un sorriso e un minimo di fiducia a un ambiente che non straborda esattamente di entusiasmo, però…
Però la vogliamo dire una cosa che non è carino urlare ai quattro venti ma che molti pensano? Zebre, scansatevi. Non molto, intendiamoci, solo un po’.
Treviso scenderà a Parma con la bava alla bocca, conterà solo sue forze e senza fare calcoli, ce la metterà tutta fin dal primo minuto, però se non dovesse trovare una resistenza tipo gli spartani alle Termopili nessuno se ne avrebbe poi così a male.
E’ un discorso poco “rugbistico”? Sì, forse, già me li immagino i bla bla bla e le critiche che mi pioveranno addosso. Sticazzi (scusate il francesismo). Perché non mi pare sia il momento di stare troppo a sottilizzare e sono pronto a scommettere che che cose simili altrove siano già successe. Quindi non facciamo troppo le verginelle e mettiamo una volta la realpolitik in primo piano: il movimento italiano in questo momento ha bisogno di quel risultato più di quanto non necessiti la stessa Benetton. Arrivare ai play-off sarebbe importantissimo per tutti, oltre ad essere un messaggio rumoroso per chi all’estero più che importanti partner ci vede come come scomodi compagni di viaggio. Non facciamoci del male, una volta tanto e pensiamo alla senza curaci troppo della forma.

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