Guinness Pro12: un venerdì sui campi d’Irlanda per Zebre e Benetton Treviso

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Questo fine settimana non c’è il Sei Nazioni e il torneo celtico si prende il palcoscenico. Italiane in campo entrambe questa sera: alle 20 e 30 italiane in programma Connacht-Zebre e Ulster-Benetton Treviso, quest’ultima in diretta tv.

Una doppia trasferta nell’isola di smeraldo per e due italiane nella giornata numero 17 del Pro12. Il Benetton Treviso è a Belfast contro l’Ulster in una partita certo non semplice (diretta tv su Eurosport 2 alle 20 e 30). In mediana ci sono McKinley e Tebaldi, il neo-azzurro Sperandio è schierato estremo. E poi c’è la solita lunga lista di infortunati (Marco Barbini, Alberto De Marchi, Simone Ferrari, Filippo Filippetto, Jayden Hayward, Luca Morisi, Nicola Quaglio, Cherif Traore, Alessandro Zanni). Nordirlandesi che se non sono al gran completo poco ci manca.
A Galway, solo 5 minuti dopo il fischio d’inizio della partita del Benetton, inizierà Connacht-Zebre. Bianconeri con Bordoli e Palazzani in cabina di regia, Valerio Bernabò è il capitano ma a preoccupare è la terza linea dove agiranno Ruzza, il permit player Cornelli e Koegelenberg.
Stasera si gioca anche Edimburgo-Ospreys. Domani si completa il programma: Glasgow Warriors-Newport Dragons, Cardiff Blues-Munster e Leinster-Scarlets. Ah, il Leinster ha ingaggiato l’australiano Scott Fardy.
Le formazioni in campo:

Connacht: 15 Danie Poolman, 14 Niyi Adeolokun, 13 Bundee Aki, 12 Tom Farrell, 11 Stacey Ili, 10 Steve Crosbie, 9 John Cooney, 8 Eoghan Masterson, 7 Naulia Dawai, 6 Eoin McKeon, 5 Andrew Browne, 4 Lewis Stevenson, 3 Dominic Robertson-McCoy, 2 Tom McCartney (c), 1 Ronan Loughney
Riserve: 16 Dave Heffernan, 17 Denis Buckley, 18 Finlay Bealham, 19 Quinn Roux, 20 John Muldoon, 21 Kieran Marmion, 22 Craig Ronaldson, 23 Tiernan O’Halloran
Zebre: 15 Dion Berryman, 14 Mattia Bellini, 13 Tommaso Boni, 12 Tommaso Castello, 11 Lloyd Greeff, 10 Serafin Bordoli, 9 Guglielmo Palazzani, 8 Federico Ruzza, 7 Gideon Koegelenberg, 6 Matteo Cornelli, 5 Valerio Bernabò (c), 4 Quintin Geldenhuys, 3 Dario Chistolini, 2 Oliviero Fabiani, 1 Bruno Postiglioni
Riserve: 16 Tommaso D’Apice, 17 Andrea De Marchi, 18 Bartholomeus Le Roux, 19 Joshua Furno, 20 Matteo Archetti, 21 Carlo Engelbrecht, 22 Matteo Pratichetti, 23 Guillermo Roan

Ulster: 15 Craig Gilroy, 14 Andrew Trimble, 13 Jared Payne, 12 Stuart Olding, 11 Charles Piutau, 10 Peter Nelson, 9 Ruan Pienaar, 8 Marcell Coetzee, 7 Sean Reidy, 6 Roger Wilson, 5 Franco van der Merwe, 4 Kieran Treadwell, 3 Wiehahn Herbst, 2 Rob Herring (c), 1 Callum Black
Riserve: 16 John Andrew, 17 Andrew Warwick, 18 Ricky Lutton, 19 Pete Browne, 20 Clive Ross, 21 Paul Marshall, 22 Luke Marshall, 23 Jacob Stockdale
Benetton Treviso: 15 Luca Sperandio, 14 Angelo Esposito, 13 Tommaso Iannone, 12 Michael Tagicakibau, 11 Andrea Buondonno, 10 Ian McKinley, 9 Tito Tebaldi, 8 Robert Barbieri, 7 Francesco Minto, 6 Marco Lazzaroni, 5 Dean Budd (c), 4 Teofilo Paulo, 3 Tiziano Pasquali, 2 Luca Bigi, 1 Federico Zani.
Riserve: 16 Roberto Santamaria, 17 Romulo Acosta, 18 Matteo Zanusso, 19 Filippo Gerosa, 20 Guglielmo Zanini, 21 Giorgio Bronzini, 22 Alberto Sgarbi, 23 Andrea Pratichetti

Il futuro delle Zebre? Non è più così importante, purtroppo. Il “dopo” lo è di più

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Nel fine settimana un CdA probabilmente decisivo ma ormai il sentiero sembra già segnato. E per le prossime settimane/mesi a dominare è l’incertezza. In Galles i Dragons hanno problemi simili, ma soluzioni più definite

Che poi tutti si chiedono che cosa succederà alle Zebre. Ora, io non vorrei passare per l’uccello del malaugurio, però il destino della franchigia bianconera mi pare ormai segnato: la riunione del CdA dei prossimi giorni ci dirà se ci sono abbastanza soldi in cassa e forza nei muscoli (della società) per arrivare a fine stagione oppure no. Se la seconda ipotesi dovesse prevalere la FIR farà da garante per il disbrigo del minimo sindacale – leggasi allenamenti, partite e trasferte – così come prevede il contratto stipulato con il board celtico. E si tratta di 8 partite in tutto equamente divisi a metà tra gare casalinghe e lontane da Parma, comprese i due recuperi con Ulster (a Belfast) e Connacht (in casa).

Vorrei sbagliarmi, e mi piacerebbe essere smentito dai fatti delle prossime settimane, ma non scommetterei sul fatto che al via del prossimo torneo celtico ci saranno ancora le Zebre. Non queste Zebre almeno. La vera domanda non è perciò cosa succederà alle Zebre, ma cosa succederà dopo le Zebre. 
Il rischio di rivedere un film già trasmesso è elevato, d’altronde in una manciata d’anni abbiamo fatto da spettatori a due storie che pur con le loro differenze non sono poi così diversi. E soprattutto finiscono nel medesimo triste modo. Sì, l’altro film è ovviamente quello degli Aironi. Ah, anche buona parte degli attori è lo stesso. Strano. Un anno fa circa una cordata di nuovi imprenditori avrebbe voluto entrare e prendere in mano le Zebre per cercare di rilanciarle e soprattutto gestirle in proprio. Erano soldi veri, una privatizzazione vera: non sono stati praticamente ascoltati. Avrebbero avuto successo? Non lo sapremo mai, ma un tentativo andava fatto.

Vedremo un nuovo bando? Probabile. Ma chi può parteciparvi, o meglio: chi avrà voglia di partecipare? Il Pro12 non fa guadagnare valanghe di soldi, soprattutto se il campo non dà certi risultati, e l’attenzione mediatica non è certo di quelle spasmodiche. Purtroppo. Potremmo stare a qui a raccontarci tutta un’altra storia, ma la cruda realtà è questa. Quali sponsor, quali aziende possono aver voglia di intervenire? Quelle che fino ad oggi non si sono mai mostrate interessate alle cose ovali? Quando si sono portate le Zebre a Parma si parlava di Barilla e di altri grandi gruppi della zona. Mai pervenuti.
Gli investitori che hanno versato soldi veri nel nostro movimento in maniera continuativa negli anni sono due: Benetton e Cariparma, la seconda solo nel più ricco bacino della nazionale, ma non c’è certo da criticarla per questo.

Per alcuni la franchigia rimarrà comunque a Parma perché c’è già la Cittadella del rugby, per altri graviterà attorno a Calvisano-Brescia. Per altri ancora verrà spostata a Roma: città sicuramente più appetibile per i tifosi stranieri e sponsor, ma non è che anche qui l’interesse del pubblico sia travolgente nei confronti del rugby, Sei Nazioni a parte. Chiedere a Lazio e Fiamme Oro (anche se in questo secondo caso c’è la particolarità non secondaria di un campo da gioco in una caserma), o alla Capitolina. Certo il bacino su cui lavorare è enorme, 4 milioni di abitanti. Diciamo che in prospettiva le cose potrebbero funzionare, ma mettiamoci in testa che i primi anni saranno molto complicati anche nella capitale. Tralasciando poi il discorso infrastrutture, che i requisiti minimi richiesti agli stadi che ospitano le partite del torneo celtico al momento a Roma non ci sono.

Ma questo è già un momento secondario, successivo al vero nocciolo della questione: chi ci mette i soldi per (ri)dare vita alla franchigia? Gli sponsor? E quali? O toccherà di nuovo alla FIR? Questa sembrerebbe la soluzione più semplice e di più lunga prospettiva stante il mesto panorama attuale, ma le casse della federazione non navigano certo in buone acque, per usare un eufemismo: il bilancio 2015 è stato chiuso pesantemente in rosso, quello 2016 non è stato ancora approvato e del preventivo 2017 non si hanno notizie. E in teoria andava licenziato qualche mese fa.
Mi ripeto: cosa succederà dopo le Zebre? 

PS: i Galles i Dragons di Newport stanno passando guai in qualche modo avvicinabili a quelli delle Zebre, ma il detto “mal comune mezzo gaudio” non vale proprio. Per nulla. Anche perché lì le opzioni sul tavolo sono chiare. Magari discutibili, ma chiare. E non è poco.

Sei Nazioni 2017: Nazionale maggiore e U20, le convocazioni per la Francia

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ph. Fotosportit/FIR

Annunciati i convocati della nazionale maggiore per gli ultimi due turni del Sei Nazioni 2017 contro Francia e Scozia, e le novità assolute sono Minozzi e Sperandio. Qui anche la lista degli azzurrini per la gara con i transalpini.
I comunicati FIR:

Conor O’Shea, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Rugby, ha convocato trentuno giocatori per le ultime due giornate dell’RBS 6 Nazioni 2017 che, sabato 11 marzo all’Olimpico di Roma e sabato 18 marzo al BT Murrayfield Stadium di Edinburgo, vedranno l’Italia scendere in campo contro la Francia e la Scozia. 

Gli Azzurri si raduneranno a Roma, presso il Centro di Preparazione Olimpica “Giulio Onesti”, nella serata di domenica 5 marzo per iniziare l’indomani la preparazione al derby latino per eccellenza dell’11 marzo, contro la Francia attuale detentrice del “Trofeo Garibaldi”.

Due gli atleti alla prima convocazione assoluta inseriti in rosa dallo staff tecnico per l’ultima fase del Torneo: il mediano di apertura ed estremo del Rugby Calvisano Matteo Minozzi e l’ala/estremo della Benetton Treviso Luca Sperandio, entrambi classe 1996, sono i due volti nuovi del gruppo azzurro e si aggiungono a Federico Ruzza, seconda linea delle Zebre già convocato, senza aver ancora debuttato, per le prime tre giornate.

Rispetto al gruppo che ha preparato la gara contro l’Inghilterra rientra in gruppo il pilone destro Dario Chistolini, recuperato dal trauma contusivo alla coscia subito contro l’Irlanda e preferito a Michele Rizzo, mentre l’apertura Tommaso Allan ed il seconda linea Joshua Furno sono indisponibili, rispettivamente, per la lussazione all’acromion claveare sinistro riportato a Twickenham (previsti per lui 30 giorni di riposo) e per completare presso il proprio Club il recupero da un fastidioso problema muscolare.

Questi i trentuno atleti convocati per le ultime due giornate del Torneo:

Piloni
Pietro CECCARELLI (Zebre Rugby, 7 caps)

Dario CHISTOLINI (Zebre Rugby, 16 caps)
Lorenzo CITTADINI (Aviron Bayonnais,  56 caps)
Andrea LOVOTTI (Zebre Rugby, 12 caps)*
Sami PANICO (Patarò Calvisano, 8 caps)*

Tallonatori
Tommaso D’APICE (Zebre Rugby, 12 caps)*

Ornel GEGA (Benetton Treviso, 11 caps)
Leonardo GHIRALDINI (Stade Toulousain, 84 caps)

Seconde linee
George Fabio BIAGI (Zebre Rugby, 17 caps)

Marco FUSER (Benetton Treviso, 19 caps)*
Federico RUZZA (Zebre Rugby, esordiente)*
Andries VAN SCHALKWYK (Zebre Rugby, 10 caps)

Flanker/n.8
Simone FAVARO (Glasgow Warriors, 35 caps)*

Maxime Mata MBANDA’ (Zebre Rugby, 6 caps)*
Francesco MINTO (Benetton Treviso, 32 caps)
Sergio PARISSE (Stade Francais, 124 caps) – capitano
Abraham Jurgens STEYN (Benetton Treviso, 9 caps)

Mediani di mischia
Giorgio BRONZINI (Benetton Treviso, 6 caps)

Edoardo GORI (Benetton Treviso, 59 caps)*
Marcello VIOLI (Zebre Rugby, 2 caps)*

Mediani d’apertura
Carlo CANNA (Zebre Rugby, 18 caps)

Matteo MINOZZI (Patarò Calvisano, esordiente)*

Centri
Tommaso BENVENUTI (Benetton Treviso, 40 caps)*

Tommaso BONI (Zebre Rugby, 2 caps)*
Michele CAMPAGNARO (Exeter Chiefs, 28 caps)*
Luke MCLEAN (Benetton Treviso, 87 caps)

Ali
Giulio BISEGNI (Zebre Rugby, 7 caps)

Angelo ESPOSITO (Benetton Treviso, 9 caps)*
Giovambattista VENDITTI (Zebre Rugby, 41 caps)* 

Estremi
Edoardo PADOVANI (Zebre Rugby, 9 caps)*

Luca SPERANDIO (Benetton Treviso, esordiente) 

*è/è stato membro dell’Accademia FIR “Ivan Francescato

Nota: gli atleti Giorgio Bronzini, Angelo Esposito, Francesco Minto, Luca Sperandio (Benetton Treviso), Tommaso Boni, Pietro Ceccarelli, Dario Chistolini, Tommaso D’Apice, Federico Ruzza, Marcello Violi (Zebre Rugby), Matteo Minozzi e Sami Panico (Patarò Calvisano) sono a disposizione delle rispettive Società di appartenenza per gli impegni agonistici del week-end del 3/5 marzo. 

 

NAZIONALE U20

Carlo Orlandi e Alessandro Troncon, tecnici della Nazionale Italiana Under 20, hanno ufficializzato la lista dei 24 atleti che prenderanno parte al raduno di preparazione per la quarta partita del 6 Nazioni Under 20 contro i pari età della Francia, in calendario allo stadio “Santa Rosa” di Capoterra (Cagliari) venerdì 10 marzo alle 15.

 

CLICCA QUI PER IL CALENDARIO DEL 6 NAZIONI UNDER 20

 

Gli Azzurrini si raduneranno in Sardegna nel pomeriggio di domenica 5 marzo. Nella mattina di giovedì 9 è in programma il consueto allenamento di rifinitura in vista dell’incontro contro la Nazionale francese.

 

Questo l’elenco degli Azzurrini:

Piloni
Danilo FISCHETTI (Unione Rugby Capitolina)*
Marco RICCIONI (Patarò Calvisano)
Daniele RIMPELLI (Patarò Calvisano)*
Giosuè ZILOCCHI (Sitav Rugby Lyons)*

Tallonatori
Massimo CECILIANI (Delebio Rugby)*
Alberto ROLLERO (Sitav Rugby Lyons)*

Seconde linee
Niccolò CANNONE (Florentia Rugby)
Gabriele VENDITTI (S.S. Lazio Rugby 1927)*

Flanker/n.8
Jacopo BIANCHI (Vasari Arezzo)*
Nardo CASOLARI (S.S. Lazio Rugby 1927)
Michele LAMARO (S.S. Lazio Rugby 1927)
Giovanni LICATA (Miraglia Rugby)*
Lorenzo MASSELLI (Sitav Rugby Lyons)

Mediani di mischia
MatteoMaria PANUNZI (Unione Rugby Capitolina)*
Charly Vincenzo Ernst TRUSSARDI (ASM Clermont Auvergne)

Mediani d’apertura
Michelangelo BIONDELLI (FEMI-CZ Rovigo)*
Antonio RIZZI (Mogliano Rubgy)*

Centri/Ali/Estremi
Andrea BRONZINI (Rugby Viadana 1970)*
Massimo CIOFFI (S.S. Lazio Rugby 1927)*
Roberto DAL ZILIO (Patarò Calvisano)*
Andrea DE MASI (Benetton Treviso)*
Giovanni D’ONOFRIO (Rugby Benevento)*
Ludovico VACCARI (UR Capitolina)*
Marco ZANON (Mogliano Rugby)

*è/è stato membro dell’Accademia FIR “Ivan Francescato”

Regole di gioco, no ruck, arbitri dalle braccia larghe e parrucche bionde: tutto nel Tinello di Vittorio Munari

Appuntamento che ovviamente vede come protagonista assoluto quanto successo sul prato di Twickenham nell’ultimo turno di Sei Nazioni tra Inghilterra e Italia. Ma non solo: perché 30 anni fa per fermare John Kirwan l’allora allenatore del Petrarca…

Sei Nazioni 2017, per l’Italia quello con meno spettatori? E la FIR “richiama” i club

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Poco più di 40mila per il Galles, 10mila in più per l’Irlanda: le prime due gare interne di questa edizione sono quelle che hanno richiamato meno pubblico da quando gli azzurri giocano all’Olimpico. E per la Francia (11 marzo) la federazione ricorda ai club che i tesserati hanno diritto a forti sconti

Per Italia-Galles erano accorsi in 40.986, la partita con l’Irlanda è andata un po’ meglio con 50.197 tifosi sugli spalti, ma il Sei Nazioni 2017 non sta andando un granché bene per quanto riguarda il numero di persone che vanno a riempire lo stadio Olimpico di Roma. Anzi. Finora le due gare interne di questa edizione sono le meno affollate di sempre, o almeno da quando (2012) la nazionale azzurra ha traslocato dal Flaminio all’Olimpico.
Qualche dato: le due partite che avevano richiamato meno tifosi nello stadio più grande della capitale finora erano Italia-Inghilterra dell’11 febbraio 2012 e Italia-Francia del 3 febbraio 2013. Nel primo caso accorsero in 53.700 per un 15-19 che lasciò l’amaro in bocca alla nostra nazionale che quel giorno non seppe cogliere una gigantesca occasione per battere l’Inghilterra e soprattutto non va dimenticato che quella fu la partita della neve: Roma e il Centro italia vennero interessati da una forte nevicata sin dalla sera precedente che mise in dubbio lo stesso svolgimento della partita sino a un paio d’ore prima del fischio d’inizio. E non va dimenticato che i biglietti venduti per quella partita superavano i 70mila, in quasi 20mila non riuscirono ad arrivare a Roma per le avverse condizioni meteo.
La partita “normale” che invece ha richiamato meno spettatori è Italia-Francia del febbraio 2013, quella della vittoria di Parisse e compagni per 23 a 18, e comunque sugli spalti c’erano 57.547 spettatori.

Perché vi sto snocciolando questi numeri? Perché l’andazzo delle prevendite di Italia-Francia del prossimo 11 marzo va meglio rispetto alle gare che l’hanno preceduta, ma c’è da invertire un trend negativo. La FIR ha fatto recapitare ai club di diverse regioni una lettera in cui si ricorda che “per le Società affiliate è attiva la promozione sulla biglietteria, che consente di acquistare con lo sconto del 50% nei vari settori dello Stadio” (Il Grillotalpa ha conoscenza diretta di almeno 6 diversi comitati regionali in diverse parti d’Italia, plausibile che la mail sia stata mandata a tutti). Una sorta di recall che viene fatto ogni tanto, anche se diverse società fanno notare che generalmente avviene fino a qualche settimana prima dell’inizio del torneo.

Fa bene la FIR a muoversi e a ricordare ai tesserati che possono avere i biglietti (che quest’anno – va detto – hanno subìto un rincaro)con forti sconti: molto meglio vedere uno stadio con poche seggioline vuote e incassare meno del preventivato che non incassare del tutto. Va pure detto che questo Sei Nazioni si porta dietro alcune “tare” che hanno influito sulle vendite dei biglietti: gli All Blacks a Roma a novembre non hanno aiutato, perché se la Nuova Zelanda da un lato garantisce il sold-out dall’altro ha portato al congestionamento del cartellone sulla capitale, e in federazione non per nulla avrebbero gradito organizzare quella partita a Milano, ma poi un club di calcio con le strisce rosse e nere ha detto di no. Poi le prime due gare interne si sono giocate a solo sei giorni l’una dall’altra, e quella con il Galles era di domenica, quindi un po’ meno appetibile per chi viene da fuori rispetto a una gara giocata di sabato. Qualche motivo a questo calo quindi c’è.
Ad ogni modo anche questi numeri sono un sintomo del momento difficile che sta attraversando il nostro movimento e con ogni probabilità il Sei Nazioni 2017 andrà in archivio come quello con meno pubblico dal 2012 in poi. E non è un bel segnale, purtroppo.