Alle 16 e 15 Munster-Saracens per la Champions, in serata La Rochelle-Gloucester per la Challenge. L’antipasto delle 13 è per Enisei-Mogliano della Qualifying Cup (qui il player per vederla in diretta streaming). Domani, le altre semifinali.
CHAMPIONS CUP: Munster-Saracens, ore 16.15 (diretta tv su Sky Sport 3)
Ferma la Guinness Pro12, ferma (ancora una volta) l’Eccellenza, il palcoscenico ovale europeo oggi (e domani) è tutto per le coppe europee.
Alle 16 e 15, ora italiana, all’Aviva Stadium di Dublino scendono in campo Munster e Saracens in una gara che promette spettacolo e scintille. Red Army che ai quarti ha eliminato Tolosa, inglesi che invece si sono sbarazzati dei Warriors di Glasgow e che sono campioni in carica. Entrambe le formazioni hanno già in tasca il pass per i play-off per i rispettivi tornei nazionali. Due squadre in salute quindi, con il Munster che è alla 12a semifinale europea (magari mi sbaglio, ma credo sia un record) e con Chris Ashton che è a una sola marcatura pesante dal diventare il migliore metaman di sempre delle competizioni continentali (oggi è a quota 36 assieme a Vincent Clerc).
In campo tantissimi nazionali e diversi British & Irish Lions: che lo show abbia inizio.
Munster: 15 Simon Zebo, 14 Andrew Conway, 13 Jaco Taute, 12 Rory Scannell, 11 Keith Earls, 10 Tyler Bleyendaal, 9 Duncan Williams, 8 CJ Stander, 7 Tommy O’Donnell, 6 Peter O’Mahony (c), 5 Billy Holland, 4 Donnacha Ryan, 3 John Ryan, 2 Niall Scannell, 1 Dave Kilcoyne Riserve: 16 Rhys Marshall, 17 James Cronin, 18 Stephen Archer, 19 Dave O’Callaghan, 20 Jean Deysel,21 Ian Keatley, 22 Francis Saili, 23 Darren Sweetnam Saracens: 15 Alex Goode, 14 Chris Ashton, 13 Marcelo Bosch, 12 Brad Barritt (c), 11 Sean Maitland, 10 Owen Farrell, 9 Richard Wigglesworth, 8 Billy Vunipola, 7 Jackson Wray, 6 Michael Rhodes, 5 George Kruis, 4 Maro Itoje, 3 Vincent Koch, 2 Jamie George, 1 Mako Vunipola Riserve: 16 Schalk Brits, 17 Titi Lamositele, 18 Petrus Du Plessis, 19 Jim Hamilton, 20 Schalk Burger, 21 Ben Spencer, 22 Alex Lozowski, 23 Chris Wyles
CHALLENGE CUP, La Rochelle-Gloucester (ore 21)
In serata la prima semifinale anche della seconda competizione continentale europea: allo Stade Marcel Deflandre di La Rochelle i padroni di casa ospitano il Gloucester in una partita di non semplice lettura. I transalpini partono con i favori del pronostico perché giocano davanti ai loro caldissimi tifosi e perché stanno dominando il Top 14. Cherry & white che invece sono stati protagonisti di una stagione un po’ anonima in Premiership ma che proprio per questo potrebbero trovare quelle motivazioni in più per dare un senso a un’annata certo da non incorniciare.
La Rochelle che ai quarti è andata a vincere a Adimburgo mentre il Gloucester ha superato i Cardiff Blues.
La Rochelle: 15 Kini Murimurivalu, 14 Gabriel Lacroix, 13 Paul Jordaan, 12 Pierre Aguillon, 11 Vincent Rattez, 10 Brock James, 9 Ricky Januarie, 8 Kevin Gourdon, 7 Botia Veivuke, 6 Romain Sazy, 5 Mathieu Tanguy, 4 Jone Qovu Nailiko, 3 Uini Atonio (c), 2 Jeremie Maurouard, 1 Vincent Pelo Riserve: 16 Jordan Seneca, 17 Mike Corbel, 18 Mohamed Boughanmi, 19 Leo Cedaro, 20 Damien Lagrange, 21 Arthur Retiere, 22 Alexi Bales, 23 Savenaca Rawaca Gloucester: 15 Tom Marshall, 14 Jonny May, 13 Henry Trinder, 12 Mark Atkinson, 11 David Halaifonua, 10 Billy Burns, 9 Willi Heinz (c), 8 Ben Morgan, 7 Jacob Rowan, 6 Ross Moriarty, 5 Jeremy Thrush, 4 Tom Savage, 3 John Afoa, 2 Richard Hibbard, 1 Josh Hohneck Riserve: 16 Motu Matu’u, 17 Paddy McAllister, 18 Yann Thomas, 19 Mariano Galarza, 20 Lewis Ludlow, 21 Greig Laidlaw, 22 Billy Twelvetrees, 23 Charlie Sharplesku
EUROPEAN RUGBY CONTINENTAL SHIELD: Enisei STM-Mogliano (ore 13 italiane)
Gara di andata che ha visto i russi imporsi per 46 a 0, quindi pochissime speranze per i veneti di acchiappare la finale del torneo che mette a disposizione un posto in Challenge Cup. Gara di ritorno che si gioca allo Slavia Stadium di Mosca e non in Siberia, per la gioa del club italiano che si è risparmiato parecchie ore di viaggio.
La partita sarà visibile in diretta streaming nel player qui sotto. Di seguito la formazione dei veneti:
Una competizione nata in seguito al marasma che ha portato alla fine dell’ERC e alla nascita dell’EPCR. Una pezza forse necessaria in quel momento, ma oggi?
La notizia di questi giorni è che il Mogliano si risparmierà oltre 3.300 km di viaggio, 6.600 se aggiungiamo anche il viaggio di ritorno. La gara della European Rugby Continental Shield – nuova denominazione da una manciata di settimane della famigerata Qualifying Cup – contro i russi dell’Enisei la giocherà il 22 aprile a Mosca e non a Krasnoyarsk, città siberiana alle porte della Mongolia che fa da sede alla formazione asiatica. Quelli dell’Enisei non l’hanno presa bene ed è davvero difficile dare loro torto, visto che la squadra russa affronta diligentemente tutte le sue trasferte mentre lo stesso non si può dire per le squadre della Vecchia Europa, che cercano di evitarsi un viaggio lunghissimo. Ora, giocare in Siberia a dicembre o a gennaio non è proprio cosa per evidenti questioni climatiche, ma a fine aprile… Certo c’è pure l’aspetto economico della trasferta e l’Enisei aveva trovato sponsor che avrebbero notevolmente abbassato i costi ma l’EPCR ha comunque optato per il più comodo Slavia Stadium nella capitale russa. La federazione di Mosca non ha al momento gran peso politico in Ovalia e ne paga le conseguenze, inutile girarci attorno.
Ma qui non vogliamo parlare di questa “ingiustizia” ai danni dell’Enisei. Qui voglio affrontare un tema molto più vicino alle cose italiche, ovvero: ma questa Qualifying Cup – perdonatemi, European Rugby Continental Shield – ha una qualche utilità per il nostro movimento?
Un passo indietro di qualche anno: quando c’era ancora l’ERC le due nostre squadre celtiche partecipavano all’Heineken Cup, quelle dell’Eccellenza alla Challenge Cup. Poi è successo che l’ERC è implosa per le spinte accentratrici dei club inglesi e francesi e le squadre italiane hanno pagato dazio: la franchigia migliore al termine della stagione regolare di Guinness Pro12 in Champions, l’altra in Challenge, squadre di Eccellenza a casa.
Tutto chiaro e netto, ma c’era un “ma” grande (circa) 400mila euro. Ovvero i contributi che dall’ERC arrivavano ai club dopo essere stati versati alla FIR. Soldi che in quei caotici mesi le 4 società di Eccellenza interessate avevano già messo a bilancio se non addirittura spesi. Soldi determinanti per il normale proseguimento della stagione sportiva per le certo non ricche casse delle nostre realtà. Il presidente FIR Alfredo Gavazzi, che è uomo di club, lo sa benissimo e si adopera per mettere in piedi assieme ad altre federazioni minori (Romania, Georgia, Russia, Belgio, Spagna, Germania) una competizione che metta in palio un posto in Challenge, dalle nostre parti da molti presto ribattezzata in maniera sarcastica “Gavazzi Cup”: da un lato non si può non sottolineare l’impegno profuso dal numero uno del nostro rugby per mantenere quel contributo, dall’altro – si chiedono tanti appassionati e diversi addetti ai lavori – se il Calvisano non fosse stato interessato direttamente sarebbe stata la stessa cosa?
Ad ogni modo, quale che sia la versione che più vi aggrada, oggi siamo in una situazione simile: la FIR versa più o meno quella cifra alle squadre d’Eccellenza che prendono parte alla Qualifying Cup, ma rimane una domanda: quella competizione serve ad innalzare il livello delle nostre squadre? Qual è il grado di impegno profuso dai nostri club? E’ vista e vissuta come una opportunità o un intralcio economicamente necessario?
Dare una risposta univoca non è semplice, ogni realtà reagisce a modo suo, ogni club mette un livello di impegno diverso. Certo le figuracce non sono mancate, ultima in ordine cronologico il 46 a 0 rifilato proprio dall’Enisei al Mogliano una decina di giorni fa al Quaggia. Intendiamoci, quella russa è una squadra assolutamente da rispettare, che quest’anno ha battuto anche Newport e Worcester in Challenge, però l’ampiezza di quel risultato non è accettabile. La questione ha tanti aspetti da prendere in considerazione e non esiste una risposta “giusta”. Personalmente, stante il livello attuale del nostro rugby, trovo la European Rugby Continental Shield sia più un impiccio che non porta vantaggi. E comunque la Challenge è un livello davvero troppo elevato per i club della nostra Eccellenza, una competizione dove le squadre del nostro domestic non possono far altro che limitare i danni. Oggi non serve. Domani se ne può riparlare, quando il nostro livello medio si sarà alzato e quando magari potremo richiedere un posto in più in Challenge: l’ideale sarebbe avere una celtica in Champions, una in Challenge assieme alla squadra vincitrice dell’Eccellenza. Ma appunto è solo una idea personale, una semplice opinione. E la vostra quale è?
Le finalissime delle due competizioni europee nel biennio 2018/2019 si giocheranno a Bilbao e a Newcastle, due scelte diverse tra loro ma comunque entrambe di confine. E noi, che dovevamo ospitare la finale 2015, che fine abbiamo fatto?
L’annuncio l’EPCR lo ha dato lunedì pomeriggio. Eccolo: “Il movimento rugbistico europeo di club esplorerà nuovi orizzonti, a seguito dell’annuncio avvenuto oggi, 3 aprile 2017, che sarà la città di Bilbao a ospitare le finali 2018 della Champions Cup, della Challenge Cup e del Continental Shield, mentre Newcastle avrà l’onore di ospitare il weekend di gare della stagione 2019”.
Così il comunicato stampa dell’ente che organizza e gestisce le due principali coppe europee di rugby. Nel 2018 il palcoscenico sarà quindi il San Mamés, lo stadio dove abitualmente gioca l’Athletic Bilbao (calcio) mentre l’anno dopo si andrà in Inghilterra, a Newcastle, nel bellissimo St James Park. Due scelte che escono dai canoni imposti dalla tradizione ovale e che affascinano non poco. Bilbao ha lo charme di una Spagna decisamente “altra” rispetto a mete come Madrid e Barcellona, Spagna che ha già dato prova di riempire gli stadi per partite di rugby nonostante non abbia certo una grande tradizione nella disciplina.
Newcastle invece ci riporta in una parte di Inghilterra che è innamoratissima del calcio e dove invece il rugby fa non poca fatica ad attirare spettatori. Due scelte in qualche modo di confine, anche se per motivi diversi tra loro.
Una domanda però dobbiamo farcela: e l’Italia dove è finita? Quell’Italia che nel 2013 aveva ottenuto l’onore e l’onere di ospitare la finale dell’Heineken Cup 2015 in quel di San Siro a Milano. Dove è? Come è noto il tutto poi saltò per cause di forza maggiore: l’implosione dell’ERC per le lotte intestine tra club inglesi e francesi che portarono poi alla nascita dell’EPCR, che decise per quella edizione di andare sul sicuro giocando la finale della nuova Champions Cup a Twickenham (e fu un flop con solo circa 50mila tifosi sugli spalti…).
L’Italia e la FIR fecero l’unica cosa possibile in quel frangente, ovvero far buon viso a cattivo gioco davanti a una evidente delusione, sicure di avere le carte in mano per ottenere di nuovo quel prestigioso traguardo piuttosto presto. Invece niente. Sarà la Spagna il primo paese ad ospitare le due finalissime al di fuori di Inghilterra, Scozia, Irlanda, Galles e Francia. Ma noi, a differenza della Spagna, siamo pure nel Sei Nazioni.
Insomma, è uno smacco, inutile girarci attorno. In occasione del doppio derby celtico di Natale 2015 il presidente Gavazzi a Milano aveva detto che c’era una candidatura FIR per ospitare la finalissima nel giro di 3-4 anni (e la finale del Pro12 nel 2017). Possiamo raccontarci quello che ci pare, ma la scelta della sede di una finale di Champions Cup è un qualcosa di eminentemente politico: noi oggi non abbiamo peso. Per mancanza di risultati, per una crescita che si è inceppata. I motivi sono tanti, diversi, ma il risultato è quello: Bilbao e non Milano o Roma. Stadi non all’altezza? Beh, Milano ha ospitato la finalissima di Champions League di calcio meno di un anno fa, Roma ospita le gare del Sei Nazioni ogni anno… E se c’è qualcosa da sistemare da qui al 2018/2019 c’era tutto il tempo.
Probabilmente non siamo mai stati molto importanti in Ovalia, politicamente parlando, però la finale 2015 – complice anche il traino di EXPO – l’avevamo comunque ottenuta. Tra l’altro con lo stesso presidente federale che c’è oggi: Gavazzi allora era riuscito a far fruttare al meglio le relazioni che Dondi aveva costruito negli anni, quel Dondi che per conto dell’Italia si è seduto nel board di World Rugby fino al 2016. Il “chi” e il “come” si gestisce la federazione ha una sua oggettiva importanza, negarlo sarebbe piuttosto stupido, ma siamo sicuri che con un nome differente alla guida della FIR le cose sarebbero andate diversamente? Io questa certezza non ce l’ho.
Non è semplice conoscere i veri perché della scelta di Bilbao e non di Milano o Roma, sono cose che rimangono generalmente chiuse dentro la stanza dei bottoni, ma porsi la questione è comunque un esercizio utile, a prescindere dalla risposta che ci si dà. E se alla fine la discussione dovesse fermarsi al solito “Gavazzi sì Gavazzi no”, beh, allora avremmo perso due volte.
Leinster e Munster alle semifinali di Champions Cup, Bath e Gloucester in quelle di Challenge: queste le sentenze del sabato di coppe europee. Il Leinster regola i Wasps 32 a 17 davanti a oltre 50mila tifosi al termine di un’ottima prova, caratterizzata anche dal clamoroso errore di Willie Le Roux: il sudafricano degli Wasps perde il pallone un secondo prima di schiacciarlo in meta dopo una corsa in solitaria, in quel momento il Leinster conduceva 8-0 e forse la partita avrebbe preso un’altra piega (il fermo immagine lo vedete in apertura di questo articolo). La Red Army doma il Tolosa 41 a 16 in una gara in cui gli irlandesi hanno sempre avuto il pallino in mano, anche se il solco vero viene scavato solo nella fase finale del match.
Per quanto riguarda la Challenge Cup il Bath supera il Brive 34-20 con le doppiette di Faletau e Rokoduguni (più una meta di Homer) che si contrappongono alle due marcature di Sanconnie per i transalpini. Il Gloucester invece regola i Cardiff Blues 46 a 26 e raggiunge in semifinale il La Rochelle che ha conquistato il pass venerdì sera.
Questo invece il programma di oggi, tra gli azzurri solo Sergio Parisse in campo, titolare con il suo Stade Francais contro gli Ospreys:
CHAMPIONS CUP, Saracens-Glasgow Warriors (ore 14, differita su Sky Sport 2 a mezzanotte) Saracens: 15 Alex Goode, 14 Chris Ashton, 13 Marcelo Bosch, 12 Brad Barritt(c), 11 Sean Maitland, 10 Owen Farrell, 9 Richard Wigglesworth, 8 Billy Vunipola , 7 Jackson Wray, 6 Michael Rhodes, 5 Jim Hamilton, 4 Maro Itoje, 3 Juan Figallo, 2 Jamie George, 1 Mako Vunipola Riserve: 16 Schalk Brits, 17 Titi Lamositele, 18 Vincent Koch, 19 Kelly Brown, 20 Joel Conlon, 21 Ben Spencer, 22 Alex Lozowski, 23 Duncan Taylor Glasgow Warriors: 15 Stuart Hogg, 14 Tommy Seymour, 13 Alex Dunbar, 12 Peter Horne, 11 Lee Jones, 10 Finn Russell, 9 Henry Pyrgos(cc), 8 Adam Ashe, 7 Ryan Wilson, 6 Rob Harley, 5 Jonny Gray(cc), 4 Brian Alainu’uese, 3 Zander Fagerson, 2 Fraser Brown, 1 Gordon Reid Riserve: 16 Corey Flynn, 17 Alex Allan, 18 Sila Puafisi, 19 Greg Peterson, 20 Chris Fusaro, 21 Ali Price, 22 Nick Grigg, 23 Rory Hughes
CHAMPIONS CUP, Clermont-Tolone (ore 16.15, diretta tv Sky Sport 2) Clermont: 15 Scott Spedding, 14 Noa Nakaitaci, 13 Aurélien Rougerie, 12 Rémi Lamerat, 11 Nick Abendanon, 10 Camille Lopez, 9 Morgan Parra, 8 Fritz Lee, 7 Peceli Yato, 6 Damien Chouly, 5 Sébastien Vahaamahina, 4 Arthur Iturria, 3 Davit Zirakashvili, 2 Benjamin Kayser, 1 Raphaël Chaume Riserve:16 John Ulugia, 17 Etienne Falgoux, 18 Aaron Jarvis, 19 Flip van der Merwe, 20 Judicaël Cancoriet, 21 Ludovic Radosavljevic , 22 Pato Fernandez, 23 Damien Penaud Tolone: 15 Leigh Halfpenny, 14 Drew Mitchell, 13 Mathieu Bastareaud, 12 Ma’a Nonu, 11 Bryan Habana, 10 François Trinh-Duc, 9 Éric Escande, 8 Duane Vermeulen, 7 Liam Gill, 6 Juan Smith, 5 Romain Taofifénua, 4 Juandré Kruger, 3 Levan Chilachava, 2 Guilhem Guirado, 1 Laurent Delboulbès Riserve: 16 Anthony Etrillard, 17 Florian Fresia, 18 Marcel van der Merwe, 19 Juan Martín Fernández Lobbe, 20 Anthony Belleau, 21 Josua Tuisova, 22 Sébastien Tillous-Borde, 23 Samu Manoa
CHALLENGE CUP, Ospreys-Stade Francais Ospreys: 15 Sam Davies , 14 Keelan Giles, 13 Ashley Beck, 12 Josh Matavesi, 11 Daniel Evans, 10 Dan Biggar, 9 Rhys Webb, 8 Dan Baker 7 Justin Tipuric, 6 Sam Underhill, 5 Rory Thornton, 4 Lloyd Ashley, 3 Brian Mujati, 2 Scott Baldwin, 1 Nicky Smith, Riserve: 16 Sam Parry, 17 Paul James, 18 Ma’afu Fia , 19 Tyler Ardron, 20 James King, 21 Olly Cracknell, 22 Kieron Fonotia, 23 Thomas Habberfield Stade Français: 15 Hugo Bonneval, 14 Julien Arias, 13 Geoffrey Doumayrou, 12 Jonathan Danty, 11 Josaia Raisuqe, 10 Jules Plisson, 9 Will Genia, 8 Sergio Parisse 7 Sylvain Nicolas, 6 Antoine Burban, 5 Paul Gabrillagues, 4 Hugh Pyle, 3 Rabah Slimani, 2 Laurent Sempéré, 1 Zurabi Zhvania, Riserve: 16 Laurent Panis, 17 Aled De Malmanche , 18 Paul Alo Emile, 19 Pascal Papé, 20 Raphael Lakafia, 21 Julien Dupuy, 22 Morné Steyn, 23 Herman Meyer Bosman
I bianconeri battono il Connacht 25 a 22 nel recupero di Pro12, nella Qualifying Cup i russi dell’Enisei si impongono al Quaggia 46 a 0, Viadana fa suo il Trofeo Eccellenza superando le Fiamme Oro 27 a 20 con una meta all’ultimo respiro
GUINNESS PRO12, Zebre-Connacht 25-22
A settembre, dopo un ottimo primo tempo dei bianconeri la partita era stata interrotta per il maltempo, oggi il recupero ha regalato la prima vittoria interna stagionale alle Zebre. Una vittoria importante per l’avversario – quel Connacht che oggi veleggia a metà classifica ma che rimane comunque il campione in carica – e che diventa importantissima per il morale di una squadra che quest’anno ne ha passate davvero di cotte e di crude, dentro e fuori dal campo.
Partono meglio gli ospiti che trovano due mete nel primo quarto d’ora ma le Zebre hanno la capacità di non disunirsi e rispondono colpo su colpo, tanto da chiudere la prima frazione avanti di un punto: 13-12.
Ripresa che si apre benissimo per la squadra italiana con la meta di Boni e bianconeri che vanno alla marcatura pesante con Padovani quando sono in 14 per il cartellino giallo comminato a Minnie (ce ne sarà un secondo per Pratichetti). Tarda la reazione irlandese, con il Connacht che trova una meta solo al 79′, quando ormai è tardi: finisce 25 a 22.
Connacht: 15 Josh Rowland, 14 Danie Poolman, 13 Tom Farrell, 12 Bundee Aki, 11 Stacey Ili, 10 Jack Carty, 9 John Cooney, 8 John Muldoon (c), 7 Eoin McKeon, 6 Sean O’Brien, 5 Andrew Browne, 4 Quinn Roux, 3 Finlay Bealham, 2 Tom McCartney, 1 Denis Buckley Riserve: 16 Dave Heffernan, 17 Ivan Soroka, 18 Dominic Robertson-McCoy, 19 James Cannon, 20 Eoghan Masterson, 21 Caolin Blade, 22 Craig Ronaldson, 23 Eoin Griffin
Mete: Ili (2′), Ronaldson (14′), Rowland (79′)
Conversioni: Cooney (15′), Ronaldson (80′)
Punizioni: Cooney (48′)
TROFEO ECCELLENZA, Fiamme Oro-Viadana 20-27 Bis del Viadana che a Firenze si impone sulle Fiamme Oro e si tiene in bacheca il trofeo conquistato un anno fa. Decisiva la meta di Menon all’ultimo respiro.
Il comunicato FIR:
“E’ il Rugby Viadana 1970 ad alzare il Trofeo Eccellenza 2016/17. La squadra guidata da coach Frati batte 27-20 last minute le Fiamme Oro nella finale di Firenze, bissando il successo dello scorso anno contro il Petrarca Padova.
Parte bene il Viadana che sblocca il risultato al 7′ con un calcio piazzato di Ormson concesso dopo un’azione ripetuta dei gialloneri a ridosso della linea di meta avversaria. La squadra di coach Frati tiene bene il campo e le Fiamme Oro faticano a guadagnare metri nella prima parte del match. Il XV della polizia di stato si aggrappa alle iniziative di Seno e alle touche guadagnate con i calci di Buscema.
Proprio dai piedi del numero 10 della squadra di Castagna (sostituisce lo squalificato Casellato in panchina) arriva il pareggio al 22′. Viadana accusa il colpo e Wilbore con un’azione personale manda in confusione la retroguardia avversaria, conquistando un piazzato che Buscema realizza per il sorpasso sul 6-3. Sul ribaltamento di fronte i gialloneri si riportano nuovamente in vantaggio con un’azione spettacolare di Brex che salta tre avversari e si invola in meta. Sullo stesso lato al 36′ la squadra di coach Frati realizza la seconda meta del match con Manganiello, abile a infilarsi in mezzo alle maglie avversarie dopo una bell’azione di Bronzini. Sul finale di tempo Buscema sbaglia il primo calcio piazzato del match non riuscendo ad accorciare le distanze.
L’inizio della ripresa sorride alle Fiamme Oro che con la meta del neo entrato Di Stefano e i calci di Buscema riesce a impattare il risultato al 56′ sul 17-17. Il Viadana accusa momentaneamente il colpo e l’incedere degli avversari, ma la 64′ Ormson si inventa il drop che porta nuovamente in vantaggio i gialloneri. La partita è combattuta e i Cremisi non mollano un centimetro: passano pochi minuti e sempre Buscema dalla sua mattonella preferita centra il nuovo pareggio sul 20-20. Nel finale la squadra di Frati continua la pressione e trova last minute la meta vincente con Menon che regala il trofeo per la seconda volta consecutiva alla sua squadra.
Firenze, Stadio Ruffiono Stadium” – sabato 1 aprile 2017
Trofeo Eccellenza, finale
Rugby Viadana 1970 v Fiamme Oro Rugby 27-20 (17-6)
Marcatori: p.t. 7’ cp Ormson (3-0), 22’ cp Buscema (3-3), 25’ cp Buscema (3-6), 28’ m. Brex tr Ormson (10-6), 34’ m. Manganiello tr Ormson (17-6) s.t. 46’ m. Di Stefano (17-11), 50’ cp Buscema (17-14), 54’ cp Buscema (17-17), 64’ drop Ormson (20-17), 69’ cp Buscema (20-20), 82’ m. Menon tr Ormson (27-20)
EUROPEAN RUGBY CONTINENTAL SHIELD: Mogliano-Enisei 0-46 Partita senza storia al Quaggia con i russi che al 34′ conquistano già il bonus. Il comunicato del Rugby Mogliano:
Niente da fare in questa prima semifinale di Continental Shield, troppo evidente la qualità ed il forte impatto della squadra Russa nel match, che non lascia spazio alle speranze biancoblù. Russi che segnano forse troppo facilmente in avvio del match, ma poi ribadiscono la superiorità con grande determinazione marcando al termine di lunghe azioni multifase. Bonus offensivo raggiunto già nelle prima frazione e altre 4 mete anche nel secondo tempo. Mogliano lotta, ma subisce lo strapotere fisico degli ospiti e, nonostante il sacrificio, non riesce mai a rendersi veramente pericoloso. La trasferta in terra Russa, alla luce del risultato odierno, sembra essere una pura formalità per la squadra siberiana, ma i biancoblù cercheranno di onorare l’impegno come sempre. Nel frattempo si prepareranno per cercare di andare a Rovigo sabato prossimo con la giusta carica, per tentare di rimanere ancora in corsa per la parte finale del Campionato di Eccellenza.
Francesco Fabi: “Ci hanno messo sotto fisicamente e anche tatticamente, erano ben preparati sotto tutti gli aspetti. Ci aspettavamo un gioco forse più diretto, invece hanno variato molto le giocate e noi dopo qualche fase facevamo fatica a coprire al largo. E’ un rugby di livello superiore e per noi, e soprattutto per giovani come me, può essere una buona esperienza. Abbiamo comunque cercato di non mollare fino alla fine nonostante il risultato sembri dire il contrario.”
Darrel Eigner: “Speravo almeno riuscissimo a segnare qualche punto, abbiamo sofferto pur essendo stati bravi in qualche momento della partita ma ci hanno messo sotto fisicamente. Ripeto, quando si va in campo senza marcare alcuna meta, dispiace molto, ma è stata una lezione soprattutto per i ragazzi più giovani, sono partite che servono per l’esperienza e per imparare cose nuove. Il risultato è pesante ma non dobbiamo fermarci a pensare solo a questo, avevamo di fronte una squadra di alto livello. Sono una franchigia, non gli ultimi arrivati e, pur con tutto il rispetto per i miei giocatori, hanno battuto squadre di altra categoria come i Dragons e i Worcester. Pensiamo a questa gara come un’avvicinamento alla partita contro Rovigo, non molliamo di certo, proveremo fino alla fine a giocare ogni partita da qui alla fine per vincerla”.
MOGLIANO RUGBY v ENISEI STM 0 – 46 (0-24) Marcatori: pt. 2’ m. Mikhaltsov (0-5); 14’ m. Rudoi (0-10); 16′ m. Simplikevich tr. Kushnarev (0-17); 34′ m. Kushnarev tr. Kushnarev (0-24) st. 48′ m. Orlov (0-29); 67′ m. Gachechiladze (0-34); 71′ m. Mikhaltsov (0-39); 75′ m. Morozov tr. Mikhalstov (0-46)