Ecco le tre notizie di cronaca ovale più importanti della giornata. I link rimandano agli articoli pubblicati da R1823 di Duccio Fumero. Queste le news, cliccate sui titoli per leggerle interamente
L’edizione 2018 del torneo andrà in archivio tra una settimana ma le statistiche ci dicono che per le nazionali azzurre è già possibile trarre un primo bilancio, perlomeno quantitativo, facendo il raffronto con il Sei Nazioni di un anno fa. C’è già un segno più per ragazze e U20, mentre la nazionale maggiore…
NAZIONALE MAGGIORE
Il torneo 2017, definito da quasi tutti gli addetti ai lavori come il nostro peggior Sei Nazioni di sempre si chiuse con 0 punti fatti, 6 mete marcate e 26 subite, 50 punti fatti e 201 incassati per una differenza di -151.
Rimanendo al puro ambito numerico (per quello “qualitativo” attendiamo settimana prossima) in questo 2018 siamo grosso modo in linea l’edizione di un anno fa, ma differenze positive e negative le possiamo già registrare: con una gara ancora da giocare abbiamo già marcato 15 punti in più rispetto dodici mesi fa (65 finora) e ne abbiamo incassati 174. La differenza oggi dice -109 e dovremmo perciò chiudere meglio rispetto al 2017, sempre che sabato all’Olimpico la Scozia non ci batta facendo 42 punti più di noi. Eventualità che non si può escludere a priori ma estremamente improbabile.
Abbiamo anche già marcato tre mete in più rispetto a tutto il 2017 ma ne abbiamo già incassate quasi lo stesso numero (23). La partita con la Scozia darà un pesante segno al nostro sei Nazioni, almeno da un punto di vista statistico. Poi, chiaro, una vittoria renderebbe un pochino meno amaro un Sei Nazioni comunque molto negativo, ma a quel punto non come quello 2017.
NAZIONALE U20
Qui siamo già di fronte a un torneo migliore di quello di un anno fa (e dell’anno prima, e di quello dell’anno precedente…). Sei punti in classifica con una gara ancora da giocare contro i 2 complessivi del 2017, 20 punti segnati in più (81 oggi, 61 ieri), 10 mete segnate a fronte delle 7 di marzo scorso. Una vittoria contro la Scozia renderebbe il torneo 2018 come il migliore di sempre per la nostra principale nazionale giovanile.
Alcuni dati che invece devono far pensare: i punti subiti sono già praticamente gli stessi di dodici mesi fa (156 nel 2017, 150 oggi), e le mete subite sono già due in più (23 a 21). Fase difensiva da registrare.
NAZIONALE FEMMINILE
Questi i numeri del 2017: un punto in classifica, 5 sconfitte, 43 punti marcati e 118 subiti, -75 di gap, 7 mete fatte e 18 incassate.
La storica vittoria di Cardiff di domenica consegna a noi e alle ragazze un torneo che con la gara con la Scozia ancora da giocare è già meglio di quello di un anno fa: 5 punti in classifica, 37 già marcati (solo 6 in meno di un anno fa) e sei mete segnate. Nel complesso anche per la nazionale femminile è la difesa a subire troppo: quasi 20 punti già incassati in più (135) e due mete subite in più che non nell’intero torneo 2017 (20 a 18), numeri che portano il nostro differenziale tra punti fatti e subiti a -98, dato peggiore rispetto a un anno fa.
Una vittoria contro la Scozia migliorerebbe però i numeri complessivi di un torneo che è comunque già oggi un passo avanti rispetto a quello che lo ha preceduto.
La nazionale maggiore torna dal Galles la sconfitta più preoccupante delle 4 (in quattro gare) finora incassate. Gli azzurrini hanno vinto con merito, ma devono tenere i piedi ben piantati a terra
Non c’è molto da dire, in realtà. A Cardiff abbiamo giocato contro un Galles che – per usare un eufemismo – non era esattamente la squadra titolare che Warren Gatland schiererebbe se domani affrontasse gli All Blacks. Un Galles pieno di buoni o di ottimi giocatori ma che mancava della sua struttura abituale, almeno nel suo XV iniziale. Un Galles che ha lamentato la mancanza di una leadership chiara, molto falloso e pure molto brutto per lunghi tratti.
Bene, il tabellone alla fine ha detto 38-14 per i padroni di casa. Un’Italia che ha avuto molto possesso e controllo del territorio, ma che stringi stringi ha giocato peggio dei suoi avversari. Con meno idee, meno concretezza dei gallesi.
Un Galles battibile, così come era battibile la Francia un paio di settimane fa, a patto però di trovarsi di fronte una squadra diversa, con una concentrazione superiore, che non sbaglia il 20% dei placcaggi, che quando si trova per 20 minuti con almeno un uomo in più in campo grazie a due cartellini gialli qualcosa in cascina riesce a mettere. E invece in quei 20 minuti il Galles ha messo le mani sulla partita.
Venerdì sera l’U20 ha vinto una partita simile. Un Galles brutto, pasticcione, a tratti un po’ supponente. Ma se una squadra si presenta in campo così, beh, sono un bel mucchietto di fatti suoi. Gli azzurrini di Roselli e Moretti si sono fatti trovare pronti, hanno saputo sfruttare le pecche degli avversari. Hanno giocato una partita tosta, hanno preso la matassa in mano e hanno saputo soffrire quando c’era da soffrire.
La nostra annosissima mancanza di vittorie ci spinge a dare valore ad ogni briciola di ottimismo o di segnale positivo, quale che sia la provenienza. Come quando abbiamo battuto il Sudafrica. Bello, bellissimo, non ci piove, ma poi cosa è successo? Quante partite abbiamo giocato? E quante ne abbiamo vinte? Quante ne abbiamo perse? E come le abbiamo perse?
L’U20, come ho sottolineato dopo l’asfaltata presa dagli azzurrini in Francia, nell’ultimo anno ha vinto (prima della partita con il Galles) solo una partita. E non bisogna nemmeno dimenticare che quella di venerdì è il primo match del Sei Nazioni che l’Italia vince negli ultimi 4 anni. Quattro. E’ un gruppo a cui bisogna far tenere i piedi ben saldi per terra, nonostante il miglior piazzamento di sempre a un Mondiale Juniores e un potenziale migliore Sei Nazioni di sempre, in caso di vittoria sulla Scozia.
Perché è un gruppo che vince ancora molto poco e che deve capire che il gap vero contro i nostri avversari diventa larghissimo dopo la categoria in cui si trovano oggi. Però è innegabile che questi giocatori abbia qualità tecniche e di personalità superiori a quello delle squadre che lo hanno preceduto nelle stagioni scorse. Ha perso tante partite, tantissime, ma molte le ha perso di un punto o poco più, giocandosele fino all’ultimo secondo. Ai Mondiali Juniores ha ottenuto un risultato importante e mai raggiunto prima grazie anche a fattori esterni, ovvero i 70 e passa punti presi dall’Argentina contro il Sudafrica, un qualcosa di non pensabile o preventivabile, ma l’Italia era nelle condizioni di poterne approfittare.
Gli azzurri, quelli “grandi”non sono in grado di impensierire le squadre nettamente più forti se queste giocano a ritmi normali e con la dovuta concentrazione. E va bene, ci sta, ma il gruppo di Conor O’Shea non è in grado di approfittare delle mancanze altrui. E qui non si parla di vincere partite, ma di rimanerci quantomeno agganciati fino all’ultimo. Ieri a Cardiff l’Italia ha giocato nel complesso un buon primo tempo se leviamo i primi 6 minuti di follia.la prima frazione è finita comunque 17 a 7 per il Galles.
Il 2017 ci ha regalato, si fa per dire, il peggior Sei Nazioni di sempre. Il 2018 potrebbe essere anche peggiore. Intanto quella con il Galles è la sedicesima sconfitta consecutiva nel torneo, con l’ultima vittoria azzurra che risale a più di tre anni fa, il 28 febbraio 2015, quando Parisse e compagni vinsero 22-19 a Edimburgo contro la Scozia.
Anni fa qualcuno cantava “Così vanno le cose, così devono andare”. Purtroppo aveva ragione.
A Cardiff la nazionale femminile vince una storica partita 22-15. Più tardi sullo stesso campo gli azzurri non riescono ad approfittare di una squadra talentuosa ma indisciplinata, che commette molti errori e che regala 20 minuti di vantaggio numerico all’Italia per due cartellini gialli
Una domenica al Principality Stadium di Cardiff che comincia benissimo con la storica vittoria della nazionale femminile per 22-15 e che invece per la squadra maschile inizia con la meta di Parkes al minuto 4 che affonda come una lama nel burro della nostra difesa che non placca. Raddoppia due minuti dopo North: intercetto nella metà campo gallese con North viene lanciato, Parisse non lo ferma e si va sul 14-0.
L’Italia trova la forza di reagire con Minozzi che al 10′ si inventa una meta nello stretto in una situazione che sembrava chiusa. Svantaggio dimezzato.
Squadre che vanno avanti un po’ a strappi, ma con i padroni di casa che danno l’impressione meno estemporanei e di avere sempre le idee più chiare. Al 17′ meta di Gareth Davies che però viene annullata per un fuorigioco: difesa azzurra che però si era fatta trovare impreparata su un bel calcio a rientrare di Parkes.
Al 23′ sprechiamo una occasione importante con Parisse che passa male la palla a un compagno e nel capovolgimento di campo Faletau dimostra ad Allan il significato della parola “placcaggio”.
Italia che cresce in convinzione con il passare dei minuti, che si rende conto di avere davanti un Galles non trascendentale, una squadra con le idee chiare e con giocatori dalle grandi capacità ma che soffre un po’ tutti i dieci cambi nella formazione titolare decisi da Gatland, che soffre in mischia e che gioca maluccio. Al 31′ ci portiamo Allan sbaglia un piazzato piuttosto semplice.
Azzurri che hanno possesso palla e che avanzano il proprio baricentro, che danno l’impressione di essersi ripresi dopo il terribile uno-due iniziale, ma che non riescono a pungere, Galles che sbaglia molto ma che allunga sul 17-7 con una punizione di Anscombe. Al 39′ erroraccio di Violi che si fa intercettare un calcio ma il Galles non ne approfitta e si becca anzi un cartellino giallo con Steff Evans. Primo tempo che finisce qui, con l’Italia che nel complesso ha giocato meglio del Galles ma che sta sotto di dieci punti.
Italia che parte con un uomo in più nel secondo tempo ma che subisce la meta di Hill. Al 48′ altro cartellino giallo per i padroni di casa – davvero molto indisciplinati – stavolta per il mediano di mischia Gareth Davies. Azzurri che spingono ma in maniera confusa e senza costrutto e al 56′ è il Galles che sfiora nuovamente la marcatura, lo stesso avviene al 65′ ma anche i gallesi non smuovono i tabellone. Al 65′ è però North a chiudere il match con la sua seconda meta personale, Halfpenny converte e si va sul 31 a 7.
Si gioca ormai solo nella metà campo italiana e al 71′ arriva il bonus con Tipuric. L’Italia accorcia al 76′ con Bellini, finisce 38-14. Ora ci aspetta la Scozia all’Olimpico.
Galles: 15 Liam Williams, 14 George North, 13 Owen Watkin, 12 Hadleigh Parkes, 11 Steff Evans, 10 Gareth Anscombe, 9 Gareth Davies, 8 Taulupe Faletau (c), 7 James Davies, 6 Justin Tipuric, 5 Bradley Davies, 4 Cory Hill, 3 Tomas Francis, 2 Elliot Dee, 1 Nicky Smith Riserve: 16 Ken Owens, 17 Rob Evans, 18 Samson Lee, 19 Seb Davies, 20 Ellis Jenkins, 21 Aled Davies, 22 Rhys Patchell, 23 Leigh Halfpenny
Mete: Parkes (4′), North (6′, 65′), Hill (43′), Tipuric (71′)
Conversioni: Anscombe (5′, 7′, 44′), Halfpenny (66′, 71′)
Punizioni: Anscombe (37′)
SEI NAZIONI FEMMINILE, GALLES-ITALIA 15-22
Il comunicato FIR:
Prima vittoria dell’Italdonne al Women’s Six Nations 2018. Le Azzurre, battendo 22-15 il Galles, trovano uno storico successo: si tratta della prima vittoria di una squadra italiana al Principality Stadium di Cardiff.
Inizio di gara arrembante per la squadra di Andrea Di Giandomenico che ha saldamente il pallino del gioco in mano riuscendo a sbloccare il risultato all’ottavo minuto con una grande azione corale finalizzata la meglio da Isabella Locatelli che si invola verso i pali per la meta che vale il momentaneo 0-7 con la trasformazione di Michela Sillari. Il Galles soffre il gioco delle Azzurre che al 14’ vanno ad un passo dal raddoppio con Barattin che viene fermata last minute da un recupero di Jones. Le padrone di casa si affacciano in modo minaccioso nella metà campo avversaria per la prima volta al 27’ e un minuto più tardi accorciano le distanze con un calcio piazzato di Wilkins. I primi punti ridanno fiducia al XV di Phillips che ribalta il parziale al 32’ con Butchers che inizia l’azione con una incursione solitaria sul lato destro del campo che viene finalizzata sul lato opposto dallo stesso numero 6 che trova la sua prima meta in maglia gallese. Nel finale di tempo con un’azione da manuale iniziata da una ruck sul lato destro del campo, le Azzurre muovono l’ovale in maniera perfetta andando in meta con Maria Magatti chiudendo la prima frazione in vantaggio sul 12-8.
L’inizio della ripresa è a tinte azzurre: prima un errore di Manuela Furlan fa svanire un’ottima opportunità, ma due minuti più tardi Veronica Madia trova un varco nella difesa avversaria che avvia l’azione della terza meta italiana che porta la firma di Beatrice Rigoni accanto alla bandierina sul lato mancino d’attacco. Le padrone di casa soffrono molto il gioco dell’Italdonne e al 52’ restano in inferiorità numerica per il giallo rimediato da Clay. L’indisciplina della squadra di Phillips porta il Galles ad un nuovo cartellino giallo al 62’ per Butchers, colpevole di un placcaggio pericoloso su Manuela Furlan. Nonostante l’inferiorità numerica il Galles riesce a ricucire lo strappo con un’azione fotocopia della prima meta, finalizzata questa volta da Harries che con la bella trasformazione di Wilkins vale il 15-17 al 69’. Al 76’ il Galles colleziona il terzo cartellino giallo del match con Harries e dall’azione seguente Maria Magatti va ad un passo dalla sua seconda meta personale, ma il numero 11 azzurro viene fermato ad un metro dalla linea di fondo. Il bonus offensivo arriva al 79’ con Michela Sillari che concretizza l’assist di Veronica Madia, inchiodando il risultato sul 22-15 in favore dell’Italia.
“Sono emozionatissima – ha esordito Giada Franco, nominata “Women of the match” – . Ancora non ci credo al momento che sto vivendo. Siamo state molto precise in fase offensiva, riuscendo a fermare il Galles in alcuni momenti cruciali del match. Sono orgogliosa di far parte di questa squadra”.
“Volevamo tantissimo questo successo – ha dichiarato Sara Barattin, capitano dell’Italdonne – . Ci mancava quel qualcosa che abbiamo tirato fuori oggi: questa è la vera Italia. E’ la vittoria del gruppo. Abbiamo avuto un piccolo momento di calo tra i primi due cartellini gialli del Galles, ma siamo state brave a reagire e ad andare in meta nel finale”.
“Ci voleva un risultato del genere – ha sottolineato Andrea Di Giandomenico, head coach della Nazionale Italiana Femminile – . In un palcoscenico come quello del Principality Stadium rende ancor più omaggio al lavoro che stiamo svolgendo. Il campo ha parlato e ha dimostrato cosa possiamo fare”.
La partita contro il Galles sarà trasmessa in differita alle 20 di questa sera su Eurosport 2. Prossimo impegno dell’Italdonne in calendario domenica 18 marzo alle 15 a Padova contro la Scozia nel match di chiusura del Women’s Six Nations.
Cardiff, “Principality Stadium” – domenica 11 marzo
Women’s Six Nations, IV giornata
Galles v Italia 15-22 (8-12)
Marcatori: p.t. 8’ m. Locatelli tr. Sillari (0-7); 28’ c.p. Wilkins (3-7); 32’ m. Butchers (8-7); 39’ m. Magatti (8-12); s.t. 49’ m. Rigoni (8-17); 69’ m. Harries tr. Wilkins (15-17); 79’ m. Sillari (15-22)
Galles: Jones; Joyce (67’-76’ Neumann), Lake, Wilkins, Kavanagh-Williams; Snowsill (57’ Donovan), Bevan (59’ Knight); Harries, Lewis (55’ Davies), Butchers; Clay, Lillicrap (63’ John); Evans, Philips (cap.), Thomas
Wales by 30. Dice così Planet Rugby nella sua preview di Galles-Italia, partita che chiude la quarta giornata del Sei Nazioni 2017 e che andrà in scena oggi pomeriggio alle 16 (diretta tv su DMAX). Una vittoria nettissima per i padroni di casa è quello che prevede il sito inglese, nonostante il ct dei Dragoni Warren Gatland abbia deciso un larghissimo turn-over per i suoi, con ben 10 cambi rispetto all’ultima uscita di due settimane fa in Irlanda.
Un modo per testare giocatori che sono magari nel giro della nazionale da un po’ ma che hanno minutaggi bassi, un modo per far esordire James Davies in terza linea. E’ vero che il torneo ormai è andato per il XV in maglia rossa, però evidentemente (e purtroppo) a Cardiff e dintorni si pensa che l’Italia sia un avversario con cui puoi concederti questi lussi e prenderti qualche rischio, schierando comunque una formazione che è di livello. Speriamo si prendano un abbaglio. Difficile, però…
Nel Galles a indossare i gradi di capitano sarà Faletau mentre in prima linea partiranno i piloni Nicky Smith e Tomas Francis e il tallonatore Elliot Dee. In cabina di regia ci saranno due Gareth, Davies e Anscombe, Liam Williams l’estremo e North ed Evans sulle ali.
L’Italia risponde con la solita formazione, unico cambio deciso da Conor O’Shea è Bisegni al posto di Boni tra i centri.
Partita difficilissima, dove dovremo pensare prima alla prestazione e solo in un secondo momento al risultato, che noi non possiamo permetterci di bypassare la prima se vogliamo ottenere il secondo. “Nelle prime tre gare abbiamo dimostrato di saper fare belle cose in attacco, ma dobbiamo imparare a finalizzare, a far volgere a nostro favore quei momenti che possono cambiare l’inerzia della partita”: così Sergio Parisse ieri pomeriggio. Forza ragazzi.
Galles: 15 Liam Williams, 14 George North, 13 Owen Watkin, 12 Hadleigh Parkes, 11 Steff Evans, 10 Gareth Anscombe, 9 Gareth Davies, 8 Taulupe Faletau (c), 7 James Davies, 6 Justin Tipuric, 5 Bradley Davies, 4 Cory Hill, 3 Tomas Francis, 2 Elliot Dee, 1 Nicky Smith Riserve: 16 Ken Owens, 17 Rob Evans, 18 Samson Lee, 19 Seb Davies, 20 Ellis Jenkins, 21 Aled Davies, 22 Rhys Patchell, 23 Leigh Halfpenny
Sempre al Principality, ma alle 12.45, scenderanno in campo le due formazioni femminili.Tre i cambi decisi dal ct azzurro Di Giandomenico, che schiera dal primo minuto Elisa Giordano, Valentina Ruzza e Lucia Gai.
Ragazze gallesi che hanno finora vinto solo una delle tre partite giocate e che hanno 4 punti in classifica, italiane che invece sono ancora ferme a zero punti. Difficile? certo, ma non impossibile…
Partita in diretta la partita su Eurosport Player e in differita alle ore 20 su Eurosport 2.