Come sono andate Irlanda, Inghilterra, Francia, Galles e Scozia? Chi ha deluso e chi invece si merita la palma di sorpresa dell’anno?
E poi uno spunto: ci sono state molte partite di grandissima intensità, ma partite davvero belle quante ne abbiamo viste?
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Il Sei Nazioni chiude oggi: l’Italia cerca almeno un sorriso, ma c’è da battere la Scozia

Oggi alle 13.30 l’ultima gara degli azzurri nel torneo 2018: l’ultimo posto è sicuro, da evitare il whitewash. Seguono nel pomeriggio prima Inghilterra-Irlanda e poi Galles-Francia. Ieri sera Benetton Treviso sconfitta dai Cardiff Blues
Per non lasciare a zero il numero dei punti fatti, per non incassare un altro whitewash, per interrompere una serie infinita di ko consecutivo che è già da record, per quantomeno rimandare la 100a sconfitta per il nostro capitano Sergio Parisse, un record che non piace a nessuno a partire dal diretto interessato. Ma anche per salutare nel migliore dei modi uno stadio olimpico che sarà ancora una volta pienissimo nonostante i risultati non arrivano davvero mai.
Questo è lo stato d’animo con cui ci avviciniamo all’ultima gara di questo Sei Nazioni 2018 che ci vede affrontare la Scozia all’Olimpico di Roma con calcio d’inizio alle 13 e 30 (diretta tv su DMAX).
“Vogliamo dare più del 100% contro la Scozia”. Così ieri dopo il Captain’s Run Sergio Parisse, che poi sottolinea che il gruppo ha lavorato “sulle cose che non sono andate bene nelle nostre precedenti esibizioni come l’uno contro uno e risolvere il problema dei tanti placcaggi mancati. Ora siamo pronti ad applicare il nostro piano di gioco. La Scozia è una squadra molto migliorata, sono molti forti nei trequarti, con gente come Stuart Hogg e Tommy Seymour che ha gamba e velocità e può farti molto male. Dovremo rallentare la loro trasmissione dell’ovale a questi giocatori, altrimenti sarà dura”.
Il programma della giornata viene chiuso da Inghilterra-Irlanda (ore 15.45) e Galles-Francia (ore 18). Torneo che è già dell’Irlanda, ma i verdi a Twickenham cercano un Grande Slam che la squadra allenata da Eddie Jones farà di tutto per impedire. Tutte le formazioni di oggi:
Italia: 15 Matteo Minozzi, 14 Tommaso Benvenuti, 13 Giulio Bisegni, 12 Tommaso Castello, 11 Mattia Bellini, 10 Tommaso Allan, 9 Marcello Violi, 8 Sergio Parisse, 7 Jake Polledri, 6 Sebastian Negri, 5 Dean Budd, 4 Alessandro Zanni, 3 Simone Ferrari, 2 Leonardo Ghiraldini, 1 Andrea Lovotti
Riserve: 16 Oliviero Fabiani, 17 Nicola Quaglio, 18 Tiziani Pasquali, 19 Abraham Steyn, 20 Giovanni Licata, 21 Guglielmo Palazzani, 22 Carlo Canna, 23 Jayden Hayward
Scozia: 15 Stuart Hogg, 14 Tommy Seymour, 13 Huw Jones, 12 Nick Grigg, 11 Sean Maitland, 10 Finn Russell, 9 Greig Laidlaw, 8 Ryan Wilson, 7 Hamish Watson, 6 John Barclay (c), 5 Jonny Gray, 4 Tim Swinson, 3 WP Nel, 2 Fraser Brown, 1 Gordon Reid
Riserve: 16 Stuart McInally, 17 Jamie Bhatti, 18 Zander Fagerson, 19 Richie Gray, 20 David Denton, 21 Ali Price, 22 Pete Horne, 23 Blair Kinghorn
Inghilterra: 15 Anthony Watson, 14 Jonny May, 13 Jonathan Joseph, 12 Ben Te’o, 11 Elliot Daly, 10 Owen Farrell, 9 Richard Wigglesworth, 8 Sam Simmonds, 7 James Haskell, 6 Chris Robshaw, 5 George Kruis, 4 Maro Itoje, 3 Kyle Sinckler, 2 Dylan Hartley (c), 1 Mako Vunipola
Riserve: 16 Jamie George, 17 Joe Marler, 18 Dan Cole, 19 Joe Launchbury, 20 Don Armand, 21 Danny Care, 22 George Ford, 23 Mike Brown
Irlanda: 15 Rob Kearney, 14 Keith Earls, 13 Garry Ringrose, 12 Bundee Aki, 11 Jacob Stockdale, 10 Johnny Sexton, 9 Conor Murray, 8 CJ Stander, 7 Dan Leavy, 6 Peter O’Mahony, 5 Iain Henderson, 4 James Ryan, 3 Tadhg Furlong, 2 Rory Best (c), 1 Cian Healy
Riserve: 16 Sean Cronin, 17 Jack McGrath, 18 Andrew Porter, 19 Devin Toner, 20 Jordi Murphy, 21 Kieran Marmion, 22 Joey Carbery, 23 Jordan Larmour
Galles: 15 Leigh Halfpenny, 14 George North, 13 Scott Williams, 12 Hadleigh Parkes, 11 Liam Williams, 10 Dan Biggar, 9 Gareth Davies, 8 Taulupe Faletau, 7 Josh Navidi, 6 Justin Tipuric, 5 Alun Wyn Jones (c), 4 Cory Hill, 3 Tomas Francis, 2 Ken Owens, 1 Rob Evans
Riserve: 16 Elliot Dee, 17 Nicky Smith, 18 Samson Lee, 19 Bradley Davies, 20 Aaron Shingler, 21 Aled Davies, 22 Gareth Anscombe, 23 Steff Evans
Francia: 15 Benjamin Fall, 14 Gael Fickou, 13 Mathieu Bastareaud (c), 12 Geoffrey Doumayrou, 11 Remy Grosso, 10 Francois Trinh-Duc, 9 Maxime Machenaud, 8 Marco Tauleigne, 7 Yacouba Camara, 6 Wenceslas Lauret, 5 Sebastien Vahaamahina, 4 Paul Gabrillagues, 3 Cedate Gomes Sa, 2 Adrien Pelissie, 1 Jefferson Poirot
Riserve: 16 Camille Chat, 17 Dany Priso, 18 Rabah Slimani, 19 Bernard Le Roux, 20 Mathieu Babillot, 21 Baptiste Couilloud, 22 Lionel Beauxis, 23 Geoffrey Palis
GUINNESS PRO14: ieri sera a Cardiff si è recuperata la gara tra i Blues e il Benetton Treviso, rinviata per neve a inizio marzo. I padroni di casa si sono imposti 31-25. Qui potete leggere l’articolo di R1823
Le Tre di R1823: l’Italia U20 spezza la Scozia, poi le ragazze e qualche pensiero di O’Shea

Ecco le tre notizie di cronaca ovale più importanti della giornata. I link rimandano agli articoli pubblicati da R1823 di Duccio Fumero. Queste le news, cliccate sui titoli per leggerle interamente
SEI NAZIONI UNDER 20: ITALIA A VALANGA, SCOZIA KO
Gli azzurrini conquistano il bonus in soli 30 minuti a Bari contro i britannici
SEI NAZIONI FEMMINILE: LA FRANCIA VUOLE IL TITOLO
La Francia è in pole position per il torneo che si avvia verso l’ultimo fine settimana, ma c’è ancora un ostacolo da superare
O’SHEA: “NEGATIVO IL PRIMO TEMPO DI DUBLINO”
Conor O’Shea alla vigilia della sfida con la Scozia tira le prime somme del Torneo
Sei Nazioni: ecco l’Italia per la Scozia, Polledri debutta con l’azzurro

R1823 lo aveva anticipato ieri, ora c’è anche la conferma ufficiale: sabato a Roma per l’ultima gara del Sei Nazioni 2018 l’Italia schiererà Jake Polledri in terza linea al posto dell’infortunato Mbandà. E’ l’unico cambio rispetto al XV di partenza sceso in campo a Cardiff contro il Galles, per il resto si prosegue con il solito blocco visto in queste settimane:
Italia: 15 Matteo Minozzi, 14 Tommaso Benvenuti, 13 Giulio Bisegni, 12 Tommaso Castello, 11 Mattia Bellini, 10 Tommaso Allan, 9 Marcello Violi, 8 Sergio Parisse, 7 Jake Polledri, 6 Sebastian Negri, 5 Dean Budd, 4 Alessandro Zanni, 3 Simone Ferrari, 2 Leonardo Ghiraldini, 1 Andrea Lovotti
Riserve: 16 Oliviero Fabiani, 17 Nicola Quaglio, 18 Tiziano Pasquali, 19 Braam Steyn, 20 Giovanni Licata, 21 Guglielmo Palazzani, 22 Carlo Canna, 23 Jayden Hayward
L’Angolo del Vile – Il Sei Nazioni è un bancomat per ricchi, ma non sappiamo sfruttarlo

Male che vada quest’anno l’Italia si porterà a a casa 17 milioni di sterline dal torneo, una cifra poi non così lontana dai 20-21 milioni che vanno al vincitore. In due decadi ci è cascata addosso una valanga di banconote. Eppure…
Oggi sarò davvero velocissimo. Fuori i numeri:
Inghilterra: 19 milioni di sterline garantiti
Francia: 18,5 milioni di sterline garantiti
Irlanda: 15,6 milioni di sterline garantiti
Scozia: 15,6 milioni di sterline garantiti
Galles: 15,6 milioni di sterline garantiti
Italia: 15,6 milioni di sterline garantiti
Squadra che vince il torneo con Grande Slam: 5,5 milioni di sterline
Squadra che vince torneo ma senza Grande Slam: 4,5 milioni di sterline
Squadra seconda classificata: 3,3 milioni di sterline*
Squadra terza classificata: 2,3 milioni di sterline*
Squadra quarta classificata: 1,8 milioni di sterline*
Squadra quinta classificata: 1,3 milioni di sterline*
Squadra sesta classificata: 800mila sterline*
*in caso di vittoria del torneo senza Grande Slam le squadre classificate tra la 2a e la 6a posizione hanno un bonus di 200mila sterline in più
Che cosa sono questi numeri? I premi previsti per per tutte le squadre partecipanti al Sei Nazioni 2018. Certo che se li confrontiamo a certi tornei di calcio o ai tre grandi sport professionistici statunitensi possono sembrare briciole ma in realtà sono un sacco di soldi, da qualunque parte la si guardi. Perché ad essere fuori target non è il Sei Nazioni, ma la NFL, l’NBA o la Champions League.
L’Italia chiuderà ultima anche quest’anno e si porterà comunque a casa circa 17 milioni di sterline, che non sono poi lontanissime dai 21 milioni (in caso di Grande Slam) o 20 (se a Twickenham sabato pomeriggio il XV in maglia verde verrà battuto dall’Inghilterra) che incasserà l’Irlanda vincitrice del torneo. Tanti soldi.
Queste sono le cifre di quest’anno, ma nelle edizioni passate non erano poi molto più basse, e comunque la differenza di incassi delle singole federazioni erano più o meno quelle.
L’Italia è nel Sei Nazioni dal 2000, questa è la sua 19a partecipazione: i calcoli fateli voi. Al netto del valore del cambio (che comunque verso la sterlina è stato praticamente sempre estremamente favorevole per noi, immediata dopo Brexit a parte) quanti soldi sono entrati nelle casse della FIR? Una valanga. Come sono state spesi? A fronte degli investimenti fatti che cosa abbiamo ottenuto in quasi 20 (venti) anni?
Ci sono movimenti che queste cifre se le possono solo sognare, e mi sto limitando al solo Sei Nazioni. Eppure.
I soldi non sono tutto e non garantiscono nulla di per sé (noi volendo ne siamo un esempio lampante) ma chissà perché la cosa non mi consola affatto. Ma forse sono solo una brutta persona, un disfattista. Sarà così.
