Venerdì sera a Cardiff inizia la quarta giornata del Sei nazioni con una Galles-Irlanda tutta da gustarsi. Sabato poi c’è prima Italia-Francia e Inghilterra-Scozia. Un turno che potrebbe dare risposte quasi definitive (quasi eh) o mischiare ulteriormente le carte. Assieme a Vittorio Munari cerchiamo di analizzare le tre sfide che ci attendono. E l’Italia – stavolta – farebbe meglio a lasciar stare la sua ormai celebre “no ruck”…. Kick-off!
Tag: Italia
Un tank chiamato Francia, un Venter sempre azzurro e l’attesa del cambiamento: O’Shea tra Sei Nazioni e futuro

Dopo aver annunciato la formazione che sabato affronterà i bleus a Roma il ct azzurro ha ribadito che il nostro movimento deve aspettarsi cambiamenti importanti e confermato la presenza del tecnico sudafricano nelle finestre internazionali sino alla RWC 2019. Ma il pensiero è tutto per la prossima gara: e il tecnico irlandese non si nasconde
La notizia più importante, quella più ad ampio respiro per la nostra nazionale, Conor O’Shea la dà senza girarci troppo attorno: “Brendan è un amico ed è qui come consulente, non come allenatore a tempo pieno. Sono soddisfatto di come stiamo lavorando insieme e sarà con noi sino alla Rugby World Cup del 2019 in Giappone”. Brendan è ovviamente Venter, tecnico e stratega della difesa di cui nelle ultime settimane si era fatto un gran parlare circa un suo possibile sbarco nello staff della nazionale sudafricana. Venter ha un contratto da consulente per la FIR che prevede la sua presenza in tutte le finestre internazionali dal qui al Mondiale nipponico. Il ct ha tagliato la testa al toro: Venter può lavorare con chi vuole, ma non a novembre e a giugno e durante il Sei Nazioni, quando è e sarà a completa e unica disposizione della nazionale azzurra. Capitolo chiuso.
Poi c’è la Francia, che sabato arriva all’Olimpico dopo aver perso con Inghilterra e Irlanda e aver battuto la Scozia. Una Francia non bellissima ma molto tosta, capace di mettere in campo un pacchetto di mischia capace di sfondare di qualche chilo la tonnellata. Un carro armato di muscoli e potenza fisica devastante ma che all’occorrenza ha tra le sue armi skills tecniche di prim’ordine. Una combinazione che finora si è vista solo a tratti, ma quella transalpina è una squadra che soprattutto ha recuperato la coscienza dei suoi mezzi, cosa che aveva perso negli ultimi anni della gestione Saint-André. Il giorno che riusciranno di nuovo a miscelare i due ingredienti di cui sopra saranno guai veri per chiunque.
L’Italia però ci crede, inutile girarci attorno. La partita con l’Inghilterra ha rimesso in circolo quella fiducia che sembrava persa dopo il bruttissimo ko con l’Irlanda. Nessuno in casa azzurra fa lo sbruffone, sono tutti consci delle difficoltà che riserva la gara di sabato e della forza dell’avversario ma O’Shea dopo aver annunciato il XV titolare dell’Olimpico non si nasconde nemmeno: “La Francia ha ottimi giocatori. Li abbiamo anche noi: eravamo in vantaggio con Galles ed Inghilterra a metà partita, ora voglio una squadra che si attenga al piano di gioco per tutti gli ottanta minuti per avere l’opportunità di portare a casa questo incontro”.
Il ct si porterà il deb Sperandio in panchina: “ha una grande opportunità, l’ho visto l’anno scorso con l’Under 20 e avrebbe potuto essere parte della squadra già da inizio Torneo. Con Kieran Crowley abbiamo deciso di fargli fare più esperienza con Treviso, è un giovane con grande potenziale”.
Parole che confermano un clima collaborativo come non si vedeva da tempo (non dimentichiamo che Marius Goosen è praticamente sempre con la nazionale in queste settimane, e allena i giocatori anche nell’immediato prepartita). In attesa di quei cambiamenti che ancora ieri il ct è tornato a preannunciare: “Abbiamo un grande gruppo, con la voglia di cambiare il rugby italiano. Questo è il nostro obiettivo, sappiamo che è duro ma ci riusciremo. Negli anni a venire, se manterremo questa unità, con le modifiche al sistema e maggiore esperienza la nostra fiducia nei nostri mezzi non potrà che aumentare. Sappiamo che avremo momenti belli e momenti difficili, è una sfida fantastica”. Non ci resta che attendere, ormai si tratta di aspettare qualche settimana per capire di cosa si tratta in maniera dettagliata.
Sei Nazioni 2017: Canna, Ghiraldini ed Esposito nell’Italia anti-Francia

Si torna in campo: sabato a Roma arriva la Francia e l’Italia va alla ricerca della prima vittoria in questo Sei Nazioni 2017. Il ct Conor O’Shea ha annunciato il suo XV titolare: all’apertura torna Carlo Canna, complice anche l’infortunio occorso a Twickenham contro l’Inghilterra a Tommaso Allan. Poi altri due cambi: Esposito all’ala al posto di Bisegni e Ghiraldini tallonatore. Per il resto è la stessa formazione che ha giocato e imbrigliato l’Inghilterra per 70 minuti.
Il comuncato FIR:
Conor O’Shea, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Rugby, ha ufficializzato la formazione che sabato 11 marzo allo Stadio Olimpico di Roma affronterà la Francia nella quarta giornata dell’RBS 6 Nazioni 2017.
Il calcio d’inizio dell’incontro è fissato alle ore 14.30, in diretta su DMAX canale 52 dalle 13.50 con Rugby Social Club prima di lasciare spazio alla telecronaca di Antonio Raimondi e Vittorio Munari.
Tre i cambi nella formazione titolare scelta dal tecnico irlandese rispetto al XV visto in campo a Twickenham contro l’Inghilterra domenica 26 febbraio, con Esposito all’ala dal primo minuto per Bisegni – non al meglio della condizione – Canna all’apertura in sostituzione di Tommaso Allan, infortunatosi proprio contro gli inglesi, e Ghiraldini che torna titolare della maglia numero 2 di tallonatore mentre Gega è costretto ai box da un lieve infortunio.
Integralmente confermata, per il resto, la formazione titolare vista in campo nel terzo turno, con Edoardo Gori che raggiunge a quota sessanta caps due monumenti del rugby azzurro come Serafino Ghizzoni e Massimo Giovanelli e si conferma – dietro ad Alessandro Troncon ed ai suoi 101 caps – il mediano di mischia più presente di sempre nella storia della Nazionale.
Cap numero 125 invece per capitan Sergio Parisse, che supera l’ala Springbok Bryan Habana all’ottavo posto nella lista degli atleti più presenti di sempre sulla scena internazionale e guida gli Azzurri sul campo per la settantanovesima volta in carriera.
Possibile esordio dalla panchina per la giovanissima ala della Benetton Treviso Luca Sperandio, convocato da O’Shea per la prima volta proprio in vista della sfida di sabato all’Olimpico: se utilizzato, il trequarti classe 1996 diventerebbe l’atleta numero 668 nella storia della Nazionale.
La partita di sabato segna il quarantesimo scontro diretto tra l’Italia e la Francia, con bilancio di trentasei successi francesi e tre italiani, l’ultimo datato 2013 proprio all’Olimpico.
Direzione di gara, per il derby latino del Torneo, affidata al più giovane dei fischietti del panel internazionale, il neozelandese O’Keeffe, appena ventottenne.
Questa la formazione dell’Italia:
15 Edoardo PADOVANI (Zebre Rugby, 9 caps)*
14 Angelo ESPOSITO (Benetton Treviso, 9 caps)*
13 Michele CAMPAGNARO (Exeter Chiefs, 28 caps)*
12 Luke MCLEAN (Benetton Treviso, 87 caps)
11 Giovanbattista VENDITTI (Zebre Rugby, 41 caps)*
10 Carlo CANNA (Zebre Rugby, 18 caps)
9 Edoardo GORI (Benetton Treviso, 59 caps)*
8 Sergio PARISSE (Stade Francais, 124 caps) – capitano
7 Simone FAVARO (Glasgow Warriors, 35 caps)*
6 Abraham STEYN (Benetton Treviso, 9 caps)
5 Andries VAN SCHALKWYK (Zebre Rugby, 10 caps)
4 Marco FUSER (Benetton Treviso, 19 caps)*
3 Lorenzo CITTADINI (Aviron Bayonnais, 56 caps)
2 Leonardo GHIRALDINI (Stade Toulousain, 84 caps)
1 Andrea LOVOTTI (Zebre Rugby, 12 caps)*
a disposizione
16 Tommaso D’APICE (Zebre Rugby, 12 caps)*
17 Sami PANICO (Patarò Calvisano, 8 caps)*
18 Dario CHISTOLINI (Zebre Rugby, 16 caps)
19 George BIAGI (Zebre Rugby, 18 caps)
20 Maxime Mata MBANDA’ (Zebre Rugby, 6 caps)*
21 Giorgio BRONZINI (Benetton Treviso, 6 caps)
22 Tommaso BENVENUTI (Benetton Treviso, 40 caps)*
23 Luca SPERANDIO (Benetton Treviso, esordiente)
*è/è stato membro dell’Accademia FIR “Ivan Francescato”
Rugby e marketing: la novità (e la speranza di una via diversa) ora si chiama Macron

Dal primo di luglio cambierà la griffe sulle divise delle nazionali azzurre, un cambiamento annunciato che potrebbe diventare anche un momento a suo modo simbolico. Potrebbe. Intanto la FIR fa sapere che Italia-Francia del Sei Nazioni U20 sarà visibile in diretta streaming su The Rugby Channel.
Il prossimo sponsor tecnico della nazionale italiano sarà Macron, azienda di Bologna entrata pochi anni fa nel mondo della palla ovale dove sta lavorando benissimo e che in un lasso di tempo molto limitato ha scalato posizioni davvero importanti anche nel calcio, ambito in cui la concorrenza è tanto agguerrita quanto ricca.
La voce circolava già da alcuni mesi e a metà gennaio a scriverlo in maniera praticamente ufficiale è stato Rugby 1823 che in un documento FIR aveva trovato una frase in cui si diceva chiaro e tondo che il presidente Alfredo Gavazzi aveva fatto sapere al Consiglio Federale che l’accordo con Macron era stato raggiunto. Inutile che la cerchiate, quella frase è stata tolta per ragioni di opportunità: il contratto con Adidas è in vigore fino al termine del mese di giugno e per l’annuncio del nuovo arrivo in pompa magna probabilmente si attende la fine del Sei Nazioni.
Ieri poi l’amministratore delegato del gruppo, Gianluca Pavanello, sulle pagine Imprese del Corriere di Bologna ha dichiarato che presto nel mondo Macron entrerà “una nazionale prestigiosa di rugby, sport nel quale siamo secondo brand al mondo”. Quella nazionale è la nostra.
E’ una buona notizia: un’azienda in forte ascesa, giovane e dinamica, che porta soldi freschi in un movimento che registra parecchie difficoltà attrattive non può non esserlo. Anzi, è un’ottima notizia.
Certo la voglia di incrociare le dita e fare gli scongiuri c’è: nel 2012 quando Adidas divenne sponsor tecnico delle nostre nazionali si registrò una ondata di entusiasmo e si sprecarono gli applausi a scena aperta, giunti da ogni dove. E in effetti il nome era di quelli grossissimi, ci si attendevano campagne di pubblicità importante, un merchandising all’altezza delle altri grande del rugby mondiale, una grande visibilità assieme a un sostegno economico non indifferente.
Niente di tutto questo è successo. C’è da dire che siamo stati sfigati, scusate il francesismo: entriamo in Adidas e un minuto dopo (si fa per dire, ma davvero tutto è successo nel breve spazio di qualche mese) cambia il management mondiale del gruppo che decide che il rugby verrà messo completamente da parte con la sola esclusione degli All Blacks e che la marca con le tre strisce si concentrerà soprattutto sul calcio. I budget calano e già nel 2014 iniziano a circolare notizie sul fatto che Adidas non rinnoverà i contratti con Italia e Francia al termine degli accordi in essere. Lo sponsor probabilmente giusto, ma al momento sbagliato.
Ecco, cara Macron, noi abbiamo bisogno di te, ma probabilmente pure tu hai bisogno di noi: dopo baseball e pallavolo hai l’opportunità di vestire una nazionale capace di richiamare anche oltre 70mila persone in uno stadio. Ammetterai che non è roba da tutti i giorni. Lavora bene, lavora a lungo con noi. Siamo dei tipacci un po’ rompipalle, ma simpatici alla fine. Fai in modo che quando la nazionale gioca in casa ci sia un fiume di maglie azzurre che cammina verso lo stadio, così come avviene praticamente ovunque in Ovalia, ma non ancora da noi: a Twickenham ci sono maglie bianche ovunque, a Parigi quelle blu, rosse a Cardiff e così via. E non è che le vendano a buon mercato. Fai delle belle maglie, delle belle felpe e tutto il resto. Aiutaci a cambiare la nostra mentalità, almeno un po’.
E apri una porta per altre aziende, altri marche, altri investimenti. Sperando che al di là dell’uscio – da parte nostra – ci sia una dirigenza sufficientemente preparata per cogliere al volo le occasioni e sfruttarle al meglio. O comunque meglio di quanto non sia stato fatto finora.
E poi sostienici, che te l’ho già detto che ne abbiamo bisogno? Magari pure le celtiche. O solo quella (un po’ più) federale. Quello che vuoi, ma fallo. Aiuta le ragazze al Mondiale in Irlanda, le nostre nazionali giovanili e il Seven (probabilmente la nostra prima squadra a sfoggiare i tuoi prodotti il prossimo luglio).
Poi vedi mai che si cominci pure a vincere… Lo so, questo non dipende da te, però non sarebbe male: nell’immaginario collettivo la nazionale che è entrata nel Sei Nazioni è quella griffata Kappa, quella Adidas non ha lasciato tracce importanti, a parte un paio di exploit. Magari la tua ci racconterà una storia diversa. Speriamo. A presto.
SEI NAZIONI U20: ITALIA-FRANCIA IN DIRETTA STREAMING
La FIR fa sapere che “la partita contro i transalpini, in calendario venerdì alle 15 allo Stadio “Santa Rosa” di Capoterra, il XV guidato dal duo Orlandi-Troncon, come avvenuto per le altre due uscite interne contro Galles a Legnano e Irlanda a Prato, tornerà ad essere protagonista in diretta streaming sulla piattaforma The Rugby Channel (therugbychannel.it)”.
Regole di gioco, no ruck, arbitri dalle braccia larghe e parrucche bionde: tutto nel Tinello di Vittorio Munari
Appuntamento che ovviamente vede come protagonista assoluto quanto successo sul prato di Twickenham nell’ultimo turno di Sei Nazioni tra Inghilterra e Italia. Ma non solo: perché 30 anni fa per fermare John Kirwan l’allora allenatore del Petrarca…
