Ecco le tre notizie di cronaca ovale più importanti della giornata. I link rimandano agli articoli pubblicati da R1823 di Duccio Fumero. Queste le news, cliccate sui titoli per leggerle interamente.
POLEMICHE OVALI: CALVISANO E QUELL’AMBULANZA CHE NON C’È
Durante il match di Serie A tra l’Accademia Federale e i Cavalieri U.R. Prato Sesto il match è stato sospeso 25 minuti per un infortunio. Ma il motivo è assurdo. La Fir, in parte, smentisce
Sono Fuser (infortunato), Polledri, Tebaldi e Traorè – che però non era tecnicamente convocato, ma solo invitato – i giocatori “tagliati” dal gruppo azzurro che preparerà le prime due partite del Sei Nazioni 2018 contro Inghilterra (a Roma, domenica 4 febbraio) e Irlanda (Dublino, il 10). Oltre a loro non c’è neppure Leonardo Sarto, infortunato, ma questo si sapeva già. Dentro Riccioni.
Il comunicato FIR:
Prime scelte per Conor O’Shea, CT dell’Italrugby che domenica 4 febbraio debutta allo Stadio Olimpico di Roma contro l’Inghilterra nella prima giornata del NatWest 6 Nazioni 2018.
Il tecnico irlandese della Nazionale Italiana Rugby, a conclusione della tre-giorni di raduno al “Giulio Onesti” di Roma che ha aperto il 2018 internazionale dell’Italia, ha ufficializzato la lista dei 31 atleti Azzurri convocati per il match inaugurale del Torneo contro il XV della Rosa, campione in carica, e per la seconda giornata del Torneo di sabato 10 febbraio a Dublino, contro l’Irlanda.
Conquista la prima convocazione assoluta, per la prima fase del Torneo, il pilone destro Marco Riccioni, classe 1997, aggregato in questi giorni alla Nazionale come invitato: il numero 3 teramano della Benetton Rugby, alla prima stagione in Guinness PRO14, è il più giovane atleta del gruppo azzurro, dove l’età media si conferma di poco inferiore ai 26 anni.
Tredici, invece, gli atleti in attesa di debuttare nel NatWest 6 Nazioni e una media di presenze in Nazionale di 20 caps, con i veterani Parisse (129 caps), Ghiraldini (89 caps) che ritrovano dopo quasi due anni di assenza dalla scena internazionale Alessandro Zanni, al rientro nel ruolo di seconda linea e prossimo a tagliare il traguardo dei 100 caps.
Sul fronte infortunati, oltre a Leonardo Sarto – costretto al forfait da un infortunio alla spalla che ha con ogni probabilità messo fine anticipatamente alla stagione dell’ala padovana dei Glasgow Warriors – deve rinunciare alle prime due giornate del Torneo, a causa di problemi fisici, anche il seconda linea della Benetton Rugby Marco Fuser, che nel corso del raduno romano di questi giorni non è stato in grado di prendere parte a nessun allenamento a seguito del trauma concussivo riportato nel match di Champions Cup di Tolone e che nei prossimi giorni potrà rientrare a pieno ritmo a lavorare con la franchigia biancoverde.
“E’ stato un raduno veramente positivo – ha dichiarato il CT dell’Italia, Conor O’Shea – e la squadra non vede l’ora di affrontare le sfide future. Auguriamo a Leonardo una pronta guarigione dal suo infortunio e non abbiamo dubbi circa il fatto che avremo bisogno di tutto il gruppo, compresi i giocatori che non sono stati convocati per queste prime due partite, per quello che è un Torneo incredibilmente impegnativo, ma che siamo entusiasti di iniziare contro l’Inghilterra, di fronte al nostro pubblico di casa dell’Olimpico”.
Questi i convocati della Nazionale per le prime due giornate del NatWest 6 Nazioni 2018 e che torneranno a radunarsi a Roma domenica 28 gennaio::
Non considerati per infortunio: Michele CAMPAGNARO (Exeter Chiefs)*, Angelo ESPOSITO (Benetton Rugby)*, Marco FUSER (Benetton Rugby)*, Ornel GEGA (Benetton Rugby), Leonardo SARTO (Glasgow Warriors)*, Federico ZANI (Benetton Rugby) *è/è stato membro dell’Accademia FIR “Ivan Francescato”
Calendario NatWest 6 Nazioni 2018 Italia v Inghilterra, Roma 4 febbraio Irlanda v Italia, Dublino 10 febbraio Francia v Italia, Marsiglia 23 febbraio Galles v Italia, Cardiff 11 marzo Italia v Scozia, Roma 17 marzo
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SEI NAZIONI: LA PAROLA AI CAPITANI
Allenatori e capitani si sono ritrovati assieme per il lancio del NatWest 6 Nazioni 2018. Ecco le loro parole
Test Match Rugby Femminile 2017, Biella, Stadio Vittorio Pozzo, 19-11-2017, Italia Donne v Francia Donne. Foto: Roberto Bregani
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Inghilterra dominatrice, Irlanda e Francia ad inseguire quasi appaiate. Poi il Galles, molto più indietro la Scozia (che però ha invertito la marcia) e quindi l’Italia. Il 4 di febbraio se – oppure: quando – l’Inghilterra segnerà 7 punti farà toccare agli azzurri la “vetta” dei tremila punti incassati nel torneo dal 2000 a oggi a fronte di quasi 1.300 realizzati: la Scozia, la squadra a noi più vicina, ne ha presi finora quasi 800 in meno e fatti circa 200 in più
Nel fine settimana del 3-4 febbraio scatterà il Sei Nazioni 2018. La griglia di partenza è abbastanza chiara: Inghilterra grande (grandissima) favorita, Irlanda nel ruolo di quella che può rompere le uova nel paniere al gruppo allenato da Eddie Jones, Scozia possibile sorpresa annunciata (ma il XV del cardo può ancora essere davvero considerato una sorpresa?), Francia e Galles a fare da guastatrici, in fondo l’Italia. Si parte così, poi la palla è ovale e rimbalza in maniera imprevedibile, i rapporti di forza sono però questi.
Ma cosa ci hanno detto questi 18 anni, quasi 19, di Sei Nazioni? Che quattro formazioni su sei – Inghilterra, Irlanda, Galles, Francia – hanno vissuto dei saliscendi, cosa normale in un periodo così lungo, che la Scozia fino a un paio di anni fa ha galleggiato rimanendo quasi sempre a pelo d’acqua mentre l’Italia è rimasta spessissimo con la testa sotto.
I numeri certificano questa fotografia: dal 2000 a oggi l’Inghilterra ha vinto 64 partite sulle 90 disputate da ogni squadra. L’Irlanda ha sorriso 58 volte, una in più della Francia mentre il Galles si è imposto 49 volte. Poi c’è il gap: la Scozia ha vinto 24 volte, vale a dire 25 volte meno del Galles, come disputare 5 tornei di fila senza vincere nemmeno una gara. Poi c’è l’Italia, con solo 12 vittorie.
Questo il ruolino di marcia, dal 2000, di tutte le protagoniste
Inghilterra: 64 vittorie, 25 sconfitte, un pareggio
Irlanda: 58 vittorie, 29 sconfitte, 3 pareggi
Francia: 57 vittorie, 31 sconfitte, 2 pareggi
Galles: 49 vittorie, 38 sconfitte, 3 pareggi
Scozia: 24 vittorie, 64 sconfitte, 2 pareggi
Italia: 12 vittorie, 77 sconfitte, un pareggio
Uno score che ha consentito all’Inghilterra di vincere il Sei Nazioni per 6 volte (due Grandi Slam), 5 volte la Francia (con tre Slam), 4 volte il Galles (due Slam) e per 3 volte l’Irlanda (un Grande Slam). Poi c’è la questione cucchiaio di legno/ultimi in classifica, dove siamo purtroppo dominatori: per ben 12 volte su 18 edizioni a cui abbiamo partecipato o siamo arrivati dopo tutti gli altri facendo qualche punto o abbiamo concluso il torneo a quota zero (8 volte). Quattro volte è toccato alla Scozia, una al Galles e una alla Francia.
Passiamo ai punti fatti, a quelli subite e alle mete marcate
Inghilterra: 2.496 punti fatti, 1.405 punti incassati, +1.091 di differenza punti, 261 mete fatte
Irlanda: 2.206 punti fatti, 1.613 punti incassati, +593 di differenza punti, 225 mete fatte
Francia: 2.191 punti fatti, 1.624 punti incassati, +567 di differenza punti, 208 mete fatte
Galles: 2.086 punti fatti, 1.897 punti incassati, +189 di differenza punti, 191 mete fatte
Scozia: 1.500 punti fatti, 2.233 punti incassati, -733 di differenza punti, 116 mete fatte
Italia: 1.289 punti fatti, 2.993 punti incassati, -1.704 di differenza punti, 111 mete fatte
Ricordiamo spesso che la Francia ci ha messo quasi mezzo secolo a vincere il suo primo Sei Nazioni, cosa solo in parte vera: in quell’arco di attesa ci furono infatti le due guerre mondiali e i tornei disputati prima che i galletti potessero urlare di gioia furono “solo” 24. Noi 18 li abbiamo già disputati e i numeri raccolti sono quelli presentati in questa pagina: riusciremo a fare meglio dei cugini d’Oltralpe?