Nel Tinello di Vittorio Munari arrivano i British & Irish Lions 2017!

Warren Gatland ha annunciato il gruppo dei 41 giocatori che a giugno saranno impegnati in Nuova Zelanda per l’attesissimo tour della selezione britannica contro gli All Blacks e non solo: sono 10 tra campioni del mondo, franchigie di Super Rugby e altre formazioni le partite che vedranno protagonista il XV in maglia rossa.
Qualche assenza inaspettata (Hartley e Heaslip), qualche presenza non così scontata (Te’o) e solo due scozzesi: ne parlo con Vittorio Munari. Kick-off!

Tra Top 14 e Italia montagne di milioni di differenza, ma il vero gap è dietro la scrivania

In Francia sono stati diffusi gli importi dei budget dei club del massimo campionato nazionale. Cifre enormi che però non sono piovute dal cielo, ma sono “figlie” di capacità e preparazione

Da un lato è un “gioco” fin troppo facile, dall’altro però ci consente di fare qualche ragionamento su aspetti che possono anche non sembrare immediati.
Andiamo con ordine: qualche giorno fa L’Equipe ha svelato i budget per la stagione in corso delle squadre del Top 14. Ecco le cifre, in milioni di euro:
1/ Tolosa 31,5
2/ Clermont 30,5
3/ Stade-Français 27,5
4/ Tolone 25,5
5/ Racing92 25,4
6/ Lione 24,6
7/ Bordeaux 24,2
8/ Montpellier 24,2
9/ Grenoble 21,7
10/ Castres 20,6
11/ Pau 19,6
12/ La Rochelle 18,2
13/ Bayonne 16,8
14/ Brive 16,4

Dieci squadre su 14 sopra i 20 milioni di euro, le altre quattro che sono immediatamente vicine a quella cifra o comunque non molto sotto. Questa è la parte facile del giochino, di cui parlavamo prima: se pensiamo che il bilancio dell’intera FIR viaggio sui 45 milioni di euro… Però appunto è una cosa molto semplice, che non tiene conto delle differenze di storia e tradizione che pesano moltissimo, ci si limita alle differenze quantitative di budget. Buone per farci un titolo, forse, ma lasciano davvero il tempo che trovano… Basti pensare che otto delle 16 squadre del Pro D2 della stagione in corso hanno budget pari o superiori a quelle di Zebre e Benetton Treviso (l’Oyonnax nei bilanci previsionali diffusi lo scorso agosto supera gli 11 milioni, Perpignan ne ha quasi 10, Biarritz oltre i 9 e così via), e stiamo parlando della seconda divisione. Il nostro domestic per mettere assieme 7-8 milioni di budget deve riunire tutte e dieci le squadre partecipanti.

Quali sono allora quegli aspetti su cui si possono fare alcuni ragionamenti meno immediati e che hanno però più costrutto di una semplice giustapposizione di numeri? E’ un discorso che riguarda i dirigenti. Perché è vero che la Francia ha storia, tradizione e un bacino importante di tifosi su cui lavorare, ma bisogna anche sottolineare che quella storia, quella tradizione, quel bacino danno i risultati di interesse mediatico e di successo economico che conosciamo perché nel complesso c’è una classe dirigente che ha saputo ben lavorare e sviluppare le specificità e i punti di forza di quel movimento. Solo ieri ho parlato della vicenda San Donà sottolineando come quel caso fosse una cartina al tornasole anche della formazione della nostra classe dirigente, i numeri dei budget delle squadre del Top 14 ci raccontano una storia diversa, quella cioè di club capaci di attirare soldi, finanziamenti, sponsor e un numero molto largo di tifosi, che a loro volta consentono ormai una vendita di diritti tv da centinaia di milioni di euro.
In Francia c’è una base importante da cui partire, ma c’è stato e c’è ancora oggi un gruppo di dirigenti capaci di sfruttare al meglio quella base e tutte le opportunità offerte dal professionismo.

Non che al di là delle Alpi manchino magagne, problemi, comportamenti discutibili e autentici filibustieri, anzi, però forse sarebbe corretto che in Francia ci sono ANCHE quelle cose. Perché accanto alle difficoltà troviamo il dinamismo, la creatività e una capacità che dalle nostre parti vediamo in maniera davvero molto saltuaria, ad essere buoni. Certo che una situazione con tanti vantaggi come quella francese spinge in maniera costante verso un miglioramento delle condizioni, è più difficile far partire un circuito virtuoso in un movimento come quello italiano che ha difficoltà ad attirare capitali e interesse, ma le due situazioni sono anche figlie del livello qualitativo delle rispettive classi dirigenti. Il salto di qualità tecnico che abbiamo mancato una volta entrati nel Sei Nazioni lo abbiamo mancato anche a livello dirigenziale: siamo entrati nella stanza dei bottoni ma il nostro approccio è rimasto quello del rugby pane e salame. Gli altri viaggiano ad altre velocità. Sì, ok, la metto giù un po’ grossa, però quello che voglio dire credo sia chiaro.
Parliamo spesso di migliorare la nostra filiera, di aumentare la preparazione di tecnici o il numero e le capacità dei nostri giocatori, ma senza una classe dirigenti di livello anche quel tipo di carburanti potrebbero non dare risultati duraturi. I dirigenti sono la conditio sine qua non del successo nel tempo di una singola società. O di un intero movimento.

San Donà, uno status di formazione ballerino e carte bollate: storia triste di uno spaccato dell’Ovalia italiana

Una vicenda che si trascina da dicembre e che al club veneto è costata la possibilità di giocarsi l’accesso ai play-off. Una storia che se sganciata dalla sua contingenza ci dice un po’ di cose anche sulla “formazione” della nostra classe dirigente rugbistica, nel suo complesso

Ti chiami Luca Petrozzi, sei italiano ma vivi in Inghilterra, perciò inizi a giocare a rugby sul serio da quelle parti.
La tua formazione è quindi inglese, ma arrivi a giocare per la nazionale italiana U20 al Sei Nazioni 2015. Tre partite.
Nel marzo 2016 la FIR stabilisce che “un giocatore che disputi almeno un test ufficiale con l’Italia U20 è equiparato a giocatore di formazione italiana dalla stagione successiva”.
Nel luglio 2016 il San Donà ti ingaggia ma non indica specificatamente il tuo status perché «il modulo non prevede nessun riquadro o spazio dove poter indicare lo status di formazione, o chiedere l’aggiornamento». Parola di Alberto Marusso, presidente del San Donà.
La società chiede conferma alla FIR (pare però solo in via informale), nello specifico al responsabile dell’Alto Livello Carlo Checchinato e all’Ufficio Tesseramenti, che dicono che è tutto ok, che Petrozzi è “italiano”.
Ma per gli elenchi tesserati FIR Petrozzi ha ancora lo status di straniero, perché il San Donà non ha messo per iscritto la sua nuova “formazione”(ok, sul piano puramente burocratico/formale ci si può arrivare, ma la norma di marzo 2016? Non è automatica quindi? La Nazionale U20 è “emanazione” FIR…)
La tua società il 4 dicembre ti convoca per la partita (in trasferta) contro la Rugby Reggio.
Tu nemmeno giochi, ma sei a referto; nella nota ci sono altri 4 giocatori di formazione straniera (il numero massimo consentito dal regolamento), ma tu e il tuo club siete tranquilli perché tu ormai sei considerato di formazione italiana.
Il San Donà vince di un punto, 25-24.
Siccome nessun documento FIR dice che sei considerato di formazione italiana la Rugby Reggio fa ricorso perché risulti essere il 5° giocatore di formazione straniera: viene assegnato il 20-0 a tavolino agli emiliani, tolti i 4 punti conquistati e assegnati 4 punti di ammenda. Totale -8 per il San Donà.
Il club veneto fa ricorso e lo vince, e tu pensi che – cavilli a parte – il buon senso alla fine ha avuto la meglio.
Il Collegio di Garanzia dello Sport del CONI, chiamato in causa dalla Rugby Reggio, ribalta ancora la sentenza perché c’è “un conflitto tra le norme, la delibera federale e la norma amministrativa del tesseramento. Quali sono le più importanti da tenere in considerazione?”. Traduciamo: come cacchio sono state scritte le regole?
Di nuovo -8 in classifica per il San Donà, che vede sparire la possibilità di giocare i play-off che si stava conquistando sul campo.
Dalla FIR non giungono spiegazioni, reprimende e/o sanzioni per chi ha contribuito a creare questo pasticcio. Ci si attiene alla brutale burocrazia, non al buon senso
Il San Donà pensa di rivolgersi alla giustizia civile (il rischio però è la violazione della clausola compromissoria, con conseguenti nuove sanzioni da parte della giustizia sportiva. Almeno in linea puramente teorica). Anche qui però nessuna autocritica: sicuri che anche il club non abbia commesso un qualche passaggio a vuoto? Forse se si fosse chiesta anche solo una conferma scritta del cambio di status di Petrozzi – giusto per non saper né leggere né scrivere – oggi non parleremmo di questa storia. O allegare una richiesta scritta a quel modulo di cui sopra che non prevedeva un riquadro per indicare lo status. Forse.
In attesa dei prossimi sviluppi il Grillotalpa allarga le braccia, fa un lungo sospiro. E gli viene in mente l’immagine di Homer Simpson che potete vedere in apertura. La parola del giorno è “attonito”.

Guinness Pro12, Premiership e Top 14: la situazione a 160′ dalla fine della regular season

dal sito del Benetton Rugby

Uno sguardo su quello che sta succedendo nei principali campionati continentali. Pratica play-off ancora aperta ovunque mentre le retrocessioni in Francia e in Inghilterra sono già decise

GUINNESS PRO12
Venti giornate mandate in archivio, ancora due da giocare. Leinster e Munster sicure di andare ai play-off si giocano il primo posto, anche se va detto che pure gli Scarlets in linea teorica potrebbero ancora agguantare la seconda piazza. La lotta vera è per due posti alle semifinali, con Scarlets, Ospreys e Ulster raccolte in tre punti. Tra due settimane lo scontro diretto tra Ospreys e Ulster dirà moltissimo, con le stesse due squadre che poi nell’ultimo turno di regular season dovranno rispettivamente vedersela con Scarlets e Leinster. Calendari complicati quindi.
Come è noto il torneo celtico non prevede retrocessioni, ma agli ultimi due posti della classifica – ahimé – sono occupati da Benetton Treviso e Zebre, con i veneti che hanno nuovamente scavalcato i bianconeri grazie alla vittoria sull’Edimburgo di sabato sera e ora hanno un punto di vantaggio. Nella prossima giornata la franchigia di Parma è attesa da una trasferta in quel di Cardiff, i biancoverdi attendono il Munster. Poi il derby (a Parma) che metterà fine alla stagione e che deciderà chi andrà in Champions Cup e chi in Challenge. Se Zebre e Benetton dovessero rimanere agli ultimi due posti sarebbe la quarta volta consecutiva…

Leinster 79; Munster 76; Scarlets 67; Ospreys 65; Ulster 64; Glasgow 57; Cardiff 45; Connacht 44; Edimburgo 23; Newport 21; Benetton 19; Zebre 18

 

AVIVA PREMIERSHIP
Anche in Inghilterra sono solo due le partite che mancano alla fine della stagione regolare. L’ultimo turno condanna Bristol, che retrocede dopo il ko interno con la capolista Wasps. Vespe, Exeter e Saracens sicure di andare ai play-off, anche se le posizioni sono ancora da definire. Per l’ultimo pass in corsa rimangono Tigers e Bath, anche se pure i Saints, i Quins e Gloucester – almeno a guardare la brutale matematica – qualche briciola di speranza la mantengono ancora. Leicester che però oltre ai 4 punti di vantaggio ha anche un calendario più semplice degli avversari. Il prossimo turno sarà probabilmente decisivo.

Wasps 79; Exeter 74; Saracens 72; Leicester 57; Bath 53; Northampton 48; Harlequins 47; Gloucester 46; Newcastle 40; Sale 36; Worcester 31; Bristol 19

 

TOP 14
Due giornate al termine (più i recuperi Castre-Stade Francais e Montpellier-Racing92) e 24 partite già giocate dalle squadre francesi.
La Rochelle che domina con Clermont che insegue dovrebbero essere le prime due semifinaliste (la prima sicura, la seconda quasi) più lontane tutte le altre e sono tante le squadre che ancora possono sperare in un posto nei barrage: tra il Racing a 57 punti e il Brive a 53 sono in tutto sette le formazioni coinvolte. Tanti gli scontri diretti in programma negli ultimi due turni a partire dal derby parigino del 30 aprile. Grenoble e Bayonne matematicamente retrocesse.

La Rochelle 80; Clermont 70; Montpellier 66; Tolone 61; Racing92 57; Stade Francais 54, Lione 54; Castres, Bordeaux, Pau, Brive 53; Tolosa 48; Grenoble 33, Bayonne 26

Eccellenza: Lyons retrocessi, Viadana e Fiamme Oro ancora in corsa per i play-off

Dal sito del Viadana Rugby
I cremisi passano a Rovigo, gli uomini di Frati rispondono vincendo in casa della Lazio e a rimangono +3. Larga vittoria del Petrarca a Mogliano.

Una sentenza definitiva e una quasi, ma i prossimi e ultimi 80 minuti di regular season saranno determinanti.
Iniziamo con le cose certe: i Lyons lasciano l’Eccellenza, piegati in casa di misura da un San Donà che non smetterà mai di recriminare abbastanza sul pasticciaccio brutto che gli è costato (finora) 8 punti in classifica. Il Petrarca passa nettamente in casa del Mogliano mentre le Fiamme Oro fanno il colpaccio a Rovigo ma la netta vittoria del Viadana in casa della Lazio lascia ai gialloneri 3 punti di vantaggio in classifica.

Calvisano – Reggio 20-15 

Lyons Piacenza – San Donà 21-23 

Mogliano – Petrarca Padova 17-53 

Rovigo – Fiamme Oro 21-27 

Lazio – Viadana 15-42
Prossimo turno:
Reggio Emilia v Lyons Piacenza

San Donà v Lazio

Petrarca v Calvisano

Fiamme Oro v Mogliano

Viadana v Rovigo

Calvisano 76; Petrarca 64; Rovigo 56; Viadana 41; Fiamme Oro 38; San Donà 34; Mogliano, Reggio 30; Lazio 26; Piacenza 20