Pro14: una stagione celtica importante ma con tanti punti interrogativi

Guinness Pro14

Facciamo il punto della situazione a pochi giorni dal via del torneo: come sono messe le nostre squadre? Cosa dobbiamo aspettarci? L’Italia ci arriva forse con la migliore struttura da quando è nell’avventura celtica, ma i temi fondamentali li abbiamo davvero affrontati? Intanto, come ormai purtroppo da tradizione, la copertura tv ancora non c’è

Pochi giorni, pochissimi, è il torneo celtico darà il via all’edizione 2017/2018, una edizione a suo modo storica perché vede il numero delle sue squadre passare da 12 a 14 grazie all’ingresso di due franchigie sudafricane, i Kings e i Cheetahs.
Che torneo andremo a vedere? Difficile dirlo, molto difficile. Un po’ perché sono almeno tre anni che alla fine ad alzare il trofeo è una squadra che alla vigilia della competizione non era certo la più quotata nei pronostici: Glasgow Warriors, Connacht e – lo scorso maggio – gli Scarlets, formazioni che oltretutto hanno meritato la vittoria finale superando nella sfida conclusiva Munster (due volte) e Leinster, ovvero le due realtà che possono contare su una storia e una tradizione che nel torneo celtico probabilmente non hanno pari.
Poi bisogna considerare la presenza – appunto – delle due squadre sudafricane attorno alle quali c’è grande curiosità e che, non dimentichiamolo, fino a qualche mese fa militavano nel Super Rugby, non esattamente l’ultimo dei tornei.
Infine bisognerà tenere conto anche dell’effetto British & Irish Lions, che ha sicuramente fiaccato le energie fisiche e soprattutto nervose di molti protagonisti importanti che potrebbero vivere momenti di difficoltà soprattutto nei primi mesi di competizione. Sotto quest’ultimo aspetto le due scozzesi partono avvantaggiate, ma si tratta comunque di opinioni che probabilmente lasciano un po’ il tempo che trovano.

Irlandesi, scozzesi, gallesi e sudafricane. Bene, ma le italiane? Oggi, martedì 29 agosto, un discorso che abbia un minimo di senso lo si può fare solo sul Benetton Treviso perché la situazione in casa Zebre è rimasta piuttosto caotica per gran parte dell’estate ed è andata chiarendosi solo nelle ultime settimane. A Parma c’è una rosa ancora non definitiva e un nuovo staff tecnico che ha iniziato a lavorare da troppo poco tempo, ma a volte le difficoltà esterne sono quelle che meglio compattano i giocatori che trovano in queste situazioni complicate ulteriori stimoli. Speriamo. Alle Zebre quest’anno non si può chiedere nulla di più di metterci tutto l’impegno possibile in ogni partita e di iniziare un percorso che inevitabilmente sarà lungo e accidentato. Tutto quello che verrà sarà guadagnato.

Il discorso cambia non poco per il Benetton Treviso, chiamato quest’anno invece a dare un segnale importante. Non si chiedono risultati eclatanti, ma una crescita netta e indiscutibile, un approccio alle partite che non sia discontinuo come quello messo in mostra nelle ultime stagioni. La rosa biancoverde sulla carta è migliorata (dall’infermeria sono arrivate ieri però brutte notizie per Quaglio e Gega: lesione al legamento collaterale del ginocchio destro per il primo, rottura del legamento crociato e del collaterale mediale del ginocchio destro per il secondo) ed è più completa rispetto alla scorsa stagione, lo staff tecnico è ora nel pieno di una cammino che – parere personalissimo – dovrebbe dare i suoi frutti migliori l’anno prossimo, ma già nei prossimi mesi i veneti potrebbero portarsi a casa scalpi importanti e togliersi delle belle soddisfazioni. Almeno sulla carta.

Infine due riflessioni su questo Pro14. La prima è più generale, ovvero sul cosa vuole diventare questo torneo che si è proiettato verso un allargamento (che potrebbe non essere terminato) dovuto più a ragioni di sopravvivenza economica che non di necessità tecnico-agonistica. Il rischio di implosione nel medio periodo c’è, inutile far finta di nulla, ma chissà l’arrivo delle sudafricane potrebbe portare anche dei vantaggi, molto dipenderà anche dall’atteggiamento mentale di Cheetahs e Kings. A fine stagione potremo trarre un primo vero bilancio.
La seconda riflessione riguarda la nostra partecipazione al Pro14: l’edizione 2017/2018 è forse quella che ci vede ai nastri di partenza in maniera più strutturata e coerente da quando prendiamo parte all’avventura celtica grazie soprattutto all’arrivo di Conor O’Shea, sempre più al centro dell’Alto Livello del nostro movimento. Il preparatore fisico in comune, le accademie collegate alle due selezioni celtiche sono segnali importanti e sensati (per i quali non è che bisognava poi avere chissà quale lampo di genio, O’Shea ha semplicemente usato il buon senso che per troppi anni è stato lasciato in un cassetto). Ancora per quest’anno però nessun doppio tesseramento con i club dell’Eccellenza, un tema che solleva sicuramente alcuni problemi che però sono tutt’altro che irrisolvibili. Basterebbe volerlo da parte di tutti.
A fronte di questa (finalmente!) preparazione rimane comunque sul tavolo il tema di sempre, ovvero quanto davvero convenga la partecipazione a un torneo sotto il profilo del rapporto tra costi e benefici. La domanda è sempre quella: a fronte degli esborsi e dell’impoverimento del nostro domestic abbiamo avuto dei vantaggi economici o tecnico/agonistici tali da giustificare le spese sostenute?

Ps: a oggi il Pro14 non ha una copertura televisiva, ma pure questa non è una novità. Purtroppo.

Il programma della prima giornata del torneo:
1 settembre
Cardiff Blues – Edimburgo
Munster – Benetton Treviso
Ulster – Cheetahs
2 settembre
Ospreys – Zebre
Dragons – Leinster
Scarlets – Kings
Connacht – Glasgow Warriors

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66 thoughts on “Pro14: una stagione celtica importante ma con tanti punti interrogativi

  1. a.d.g.

    Venerdì parlerà il campo.
    Munster e Ospreys, meglio, l’entità dei passivi con i quali torneremo da Irlanda e Galles ci diranno a che punto sono le nostre, al di là di ogni chiacchiera.
    Riparte un torneo che sancirà per l’ennesima volta la differenza tecnica, di cultura e di risultati tra il nostro rugby e quello anglosassone.
    Ma non abbiamo alternative al cercare di costruire e formare attraverso questo campionato atleti in grado di sostenere la nostra presenza al 6N.
    Treviso, se il lavoro pagasse sempre, dovrebbe, quest’anno lottare per un posto che sancisca una crescita, se pur minima di livello.
    Le Zebre , sono una squadra che non ha nulla da dimostrare se non che il gruppo merita gli sforzi degli investimenti federali fatti. I ragazzi di Parma sono attesi a prove di carattere e all’attuazione di quel piano tecnico, semplice e comprensibile di cui si sono visti gli accenni a Treviso. Si dovranno necessariamente guardare le prestazioni più che i risultati, ma qualche sorpresa anche nei risultati ci potrebbe essere.

  2. Hrothepert

    Buon giorno,
    Paolo, il discorso costi/benefici, almeno da parte dei commentatori, lo risolvi facilmente considerando le dichiarazioni che ogni giocatore chiamato ad esprimersi a tal proposito, tutti e nessuno escluso, ha sempre dichiarato, cioè che se si vuole continuare a competere a certi livelli, la presenza delle franchigie nel torneo è indispensabile, quindi la domanda non è sul rapporto costi/benefici, ma se vogliamo continuare ad avere una nazionale per competere decentemente con le tier 1, 1/2, oppure ci va bene ritornare ad averne una che se la giochi giusto con georgiani, rumeni e compagia cantando? Il tutto in nome di un domestic un po’ migliore, ma mica poi tanto!!!

    1. beh, sì, è vero quello che dici: giocatori e tecnici sottolineano tutti quell’aspetto. Però oggi si può dire che la situazione del nostro movimento sia da un punto di vista tecnico/sportivo/agonistico migliore di quella del 2009-2010? O così superiore (cosa su cui si può discutere a lungo) in maniera tale da giustificare una spesa come quella sostenuta? Io non ne sono affatto sicuro.

      1. a.d.g.

        Ma è altrettanto vero che non esiste la controprova, cosa sarebbe, cioè, successo se non avessimo preso questo treno. Per essere credibile la tesi da te sostenuta dovrebbe, quanto meno, avere qualche corollario del cosa fare invece di ciò che facciamo adesso.

      2. Sì e no. E’ vero che non ho la controprova – non possiamo averla – però possiamo dire con certezza che dopo 8 anni e investimenti per decine di milioni di euro ci ritroviamo a navigare nelle stesse acque degli anni precedenti.
        Io non so se ho ragione, però credo che i miei dubbi siano campati per aria. Gli anni di esperienza celtica sono ormai tanti e il bilancio è quello che è, è sotto gli occhi di tutti. Un’alternativa sarebbe andata meglio o peggio? Non lo so e non possiamo saperlo, però questa cosa finora ha funzionato davvero poco o nulla.

      3. Mr Ian

        Rispetto al 2009/2010 hai un bacino di giocatori più ampio da cui pescare senza bisogno di rincorrere alla naturalizzazione selvaggia. E per un movimento che stenta a produrre giovani talenti come quello italiano, non è poco…senza considerare che si partecipa ad un torneo tra nazioni che fanno della formazione la loro missione sportiva.

      4. Hrothepert

        Nell’ analisi si deve tenere conto che i nostri competitors, di prima fascia, non stanno fermi, il tuo dubbio sarebbe fondato se il divario fosse rimasto lo stesso, ma con gli altri movimenti rimasti fermi, noi progrediamo, ma, siccome anche gli altri lo fanno, se noi abbandonassimo questo modello, per ritornare a quello precedente, sicuramente il divario si amplierebbe in maniera esponenziale.

  3. LiukMarc

    Personalmente penso che le sudafricane possano comunque portare qualcosa. Sono abituate ad un tipo di gioco (specie i Cheetas) più aperto e arioso – certo a Bloemfontein anche la difesa lo è spesso – tipico dell’Emisfero Sud e questo porterà inevitabilmente le squadre celtiche (e italiche) ad adattarsi in qualche modo.
    Sulle Zebre io spero davvero che le difficoltà aiutino a cementare un gruppo che ha visto perdere troppa gente imprevista per strada, e un leader come VS, anche alla luce del fatto che 4-5 giocatori in rosa mancano (e a questo punto sai mai che aspettano la fine di ITM e Curry Cup per muoversi).
    Su Treviso hai già detto tutto Paolo, più punti (e più convincenti) dell’anno scorso. Poche ciance. Certo, la partita contro le Zebre non mi pare sia andata proprio in questo verso, ma era precampionato.

  4. Stefo

    Ciao Paolo, e ben tornato. Spiace che ti dovrai elggere tutti i commenti ma penso fosse inevitabile.

    Sul PRo 14 e le Sudafricane, penso che la prima stagione non sia quella che sancira’ se l’operazioneda un punto di vista sportiva vale o meno, la SARU per quanto preannunciato e prevedibile ha saputo a Marzo-Aprile del taflio di due franchigie dal SR, per quanto fosse chiaro sarebbero state Kings e Cheetahs e si siano mossi per tempo ed intelligentemente per trovare un altro campionato pro in cui cimentarsi, comunque le cose son state fatte nel giro di 3-4 mesi e con degli accordi coi giocatori ed il loro sindacato basati sul SR non di certo sulla aprtecipazione ad un altro campionato ed al di la’ del numero di aprtite concordate coi giocatori c’e’ anche lo sfasamento emisfero nord-sud.
    Kings e Cheetahs per queste ragioni questa stagione secondo me saranno in una situazione del tutto particolare, l’operazione dal punto di vista sportivo (da quello finanziario gia’ il gioco vale la candela sui diritti TV) si potra’ cominciare a valutare dalla prossima stagione, quando bene o male un sistema di coordinazione che inserisca il Pro 14 tra Currie e SR nel sistema sudafricano sara’ piu’ possibile, operazione su cui Rassie Erasmus sara’ chiamato a lavorare quando iniziera’ il suo lavoro in SARU a Gennaio. NEl lungo termine i SAF hanno una grande opportunita’ col Pro 14 di avere quel lviello tra Currie e SR dove portare i giocatori nel loro percorso. I Kings, quelli piu’ in difficolta’ non avendo una squadra propria in Currie, stanno portando a casa prestiti da altre franchigie SR, giocatori di emdia sui 24 anni ui la Currie va un po’ stretta magari, ma non sembrano pronti per il SR. Sharks e Blues a Febbraio potranno valutare questi giocatori sul loro operato in Pro 14, capire se sinao pronti ad un salto nel sR o se siano “giocatori di categoria” come si soleva dire quando io ero piccino di giocatori buoni ma non da massimi campionati 🙂

    1. Hrothepert

      Stefo, sono felice che, alla fine, tu abbia deciso di ritornare a postare 😉 ; so che questa decisione ti costerà molto, perchè ti costringerà a rubare del tempo alla tua nuova e principale attività di…..CRICKET PLAYER!!!! 😀

  5. Mr Ian

    Il Pro14, a mio avviso, prende sempre più il taglio di un campionato di sviluppo per giovani, con le sudafricane che entrano nella competizione ancora di più, visto che cmq la loro mission era quella di creare un livello intermedio tra la Currie Cup ed il SR. Oltre che la presenza di due franchigie federali di sviluppo
    In quest ottica di sviluppo potrebbero goderne tutti, i club che risparmierebbero giocatori in vista delle coppe, l Italia che potrebbe trovare un palcoscenico di alto livello per provare i giovani, soprattutto appena entrerà a regime le due accademie legate alle celtiche.
    L aspetto negativo, che già c era, è che i grossi sponsor commerciali potrebbero fuggire alla vista di un torneo dove magari per molte giornate non vede in campo i big, ma solo lo spettacolo del campo potrà smentirli.
    L edizione di quest anno sarà difficile da decifrare, i due gironi possono spezzare gli equilibri ed una vera candidata al momento non la vedo, considerando che per me le irlandesi partono sempre un passo avanti….
    Questo intanto il gruppo dei Kings per la prima trasferta a Llanelli…
    Forwards

    Tango Balekile
    Stephan Coetzee
    Rossouw de Klerk
    Bobby de Wee
    Martin Dreyer
    Schalk Ferreira
    Khaya Majola
    Siyabulela Mdaka
    Andisa Ntsila
    Luvuyo Pupuma
    Victor Sekekete
    Entienne Swanepoel
    Dries van Schalkwyk
    Jurie van Vuuren
    Michael Willemse (captain)

    Backs

    Masixole Banda
    Kurt Coleman
    Ntabeni Dukisa
    Rowan Gouws
    Berton Klaasen
    Godlen Masimla
    Jacques Nel
    Yaw Penxe
    Sibusiso Sithole
    Rudi van Rooyen
    Luzuko Vulindlu
    Oliver Zono

  6. Giovanni

    Poche scuse, Treviso è chiamata ad una stagione che sia finalmente degna degli investimenti fatti e delle ambizioni dei Benetton. Stavolta c’è lo staff (al secondo anno, non dimentichiamolo), ci sono i giocatori (Douglas e Banks sono importanti addizioni) e c’è il preparatore atletico Atkinson. I biancoverdi vengono da quattro stagioni consecutive deludenti: è ora di riscattarsi. Gli italiani devono tirare fuori gli attributi, come fatto dagli indigeni della generazione precedente. La ricreazione è terminata.

    1. Giovanni

      Tra le osservazioni tecniche da tenere in conto, occhio anche alle differenti abitudini arbitrali tra nord e sud che potrebbero generare più di un imbarazzo per le sudafricane.

  7. Mamo

    Credo che nessuno meglio di Munari possa rispondere alla domanda sui costi/benefici della Celtic così come nessuno meglio di lui potrebbe farci capire se un campionato domestico sia tecnicamente in grado di sostituire l’esosa partecipazione al pro14.
    Parlo del Benetton: per me i contributi federali se da un lato aiutano il Club dall’altro lo legano indissolubilmente alla Nazionale perché quei 4 milioni altro non sono se non il prezzo per assecondare il “bene comune”. Nessuna critica, per carità, ma sarebbe pure ora che si smettesse di rompere gli zebedei con sta storia che i Benetton non ci mettono danari e che Treviso sopravvive solo (o quasi) grazie al contributo federale.
    Se devo far giocare un 15 che sia compatibile con le esigenze della Nazionale ho diritto a ricevere una fetta degli utili di f.i.r. che solo dal 6N credo ricavi quasi la metà del suo attivo.
    Un esempio a casaccio e privo di “Fonti Certe”, anzi privo di qualsiasi tipo di Fonte: se Crowley mette McKinley a 15 perché è una scelta (condivisa con COS) utile alla Nazionale così come se per gli stessi motivi mette Allan a 10 facendo scivolare Banks a 13 oppure piazza Lazzaroni in II^, quella che scende in campo è la formazione migliore in assoluto o la migliore in prospettiva Nazionale ?
    Anche su questo credo che Munari sia la persona più adatta a dare delle spiegazioni perché chi meglio di lui, che a suo tempo fece delle scelte “esterofile” ma (quasi) “vincenti”, sa quale sia il costo da pagare ?
    Ma quanto bello sarebbe un Tinello su questi argomenti ? Quanto bello sarebbe conoscere la verità sul perché Smith e Veleno hanno risolto il rapporto con Benetton ?
    Quanto bello sarebbe che Munari zittisse una volta per tutte quelle voci sotto banco (ovviamente millantate come notizie da “Fonti Certe”) che lo vorrebbero epurato per le più fantasiose ragioni ?
    Non so se sia possibile ascoltare questo Tinello perché non so quanto Munari sia libero (da un punto di vista sportivo e di rapporti con Club e Federazione) di raccontarci le sue verità (che a naso, per me, rappresenterebbero la verità), ma tant’è: chiedere non costa niente.
    Dimenticavo di specificare che la mia non è una critica a COS che (insieme a quelli della “banda del Monigo” – ma quanta voglia di rivederli ! -) ho visto pressoché sempre presente alle partite e che, per me, sta facendo i salti mortali per dare, anzi ridare, una dignità al nostro rugby maschile (le donne la loro dignità se la sono conquistata da sole e a prescindere da tutto il resto).

    1. Hrothepert

      @Mamo, siccome la posizione di Munari riguardo alla CL e ad una possibile uscita per ritornare al domestic, come elite del si csa quale fosse, almeno nel momento in cui faceva parte della candidatura di Zatta alla presidenza federale, io sarei curioso di sapera da lui se ha cambiato posizione in merito o se, malgrado l’ opinione di COS, della quasi totalità dei giocatori e di molti altri addetti, sia rimasto sulle sue posizioni.
      Sul fatto dei 4 milioni, sai te, come tutti gli altri, come la penso, non è stata la federazione a offrirli a Treviso, ma la dirgenza di Treviso a pretenderli e, quindi, mi sembra logico che se vieni a chiedere, io federazione, te li do, ma a patto che poi tu debba sottostare a delle linee, che, guarda bene, non sono date per penalizzare te, ma per il bene comune, che è la Nazionale, che, come hai ricordato te, è quella che poi genera la maggior parte degli introiti che mandano avanti il movimento.

      1. Giovanni

        Il che conferma che l’anomalia del rugby italiano è la mancanza d’indipendenza economica da parte dei club (tutti, non solo le franchigie). In Francia ed Inghilterra non è la federazione a “dettare l’agenda”, perché i club hanno reddito proprio e la cosa non inficia le performance della nazionale (sulla Francia degli ultimi anni mi rendo conto che se ne può discutere).

      2. Hrothepert

        Giova, lo stesso è per i movimenti celtici, in Galles, Irlanda e Scozia sono le federazioni che dettano le linee, perchè sono loro, attraverso le nazionali, che generano i profitti per far girare l’ ingranaggio, quindi, dal momento che l’ Italia è in condizioni anche più estreme, l’ unica maniera è allinearsi con le soluzioni che hanno trovato loro.

      3. Try

        Hai ragione Hro, treviso alla fine ha deciso così. Ma questa decisione fu presa praticamente dopo i primi anni ci CL quando non gli venne permesso di puntare in alto. In quel periodo treviso era disposto a farlo, ma la fir gli mise i freni. Da quì la decisione.
        Ora si sta cercando di rimanere nei dettami della fir, ma si è puntato ad avere una rosa più “forte” possibile. Diciamo l’ultimo atto. Bancks ma anche Douglas (mi h fatto un’ottima impressione, diamogli tempo e questo diventa un ottimo, ottimo aquisto) sono sforzi che puntano a questo.
        Ora starà ai giocatori e allo staff a tirare fuori i coglioni.

      4. Giovanni

        @Hrot, la differenza è che nei Paesi celtici il sistema funziona e le loro squadre ottengono risultati e di conseguenza anche la nazionale. Ha fatto eccezione la Scozia che adesso si sta lentamente allineando. Si tratta di due sistemi diversi di sviluppo: una volta scelto quale seguire, va percorso fino in fondo. Da noi si è passati da un sistema club-centrico, che portò ai grandi risultati degli anni 90, ad un sistema federale basato sul professionismo di pochi, che però ha restituito solo in minima parte i risultati degli investimenti fatti. Non dimentichiamo che questo modello di sviluppo, pur con l’ingresso nel 6N, ha prosciugato le casse federali: per quanto tempo ancora sarà sostenibile, da un punto di vista prettamente economico? In questi anni si sarebbe dovuto spingere di più sul piano dei risultati, per cercare di accrescere l’interesse di pubblico, investitori e media. Invece si è posto l’accento sulla celtic come “palestra di sviluppo” per la nazionale, senza tenere in debita considerazione che ciò che è professionistico ha dei costi e pertanto non può venir confuso con lo sviluppo della base che si fonda sull’amatorialita’. Ora i nodi sono venuti al pettine e sentir parlare di “franchigia di sviluppo” per un club che in 7 anni ha raccolto le briciole in termini di risultati e conosciuto una gestione manageriale a dir poco bislacca, fa sinceramente cascare le braccia. Se invece di una federazione stessimo parlando di un’azienda privata che non ha fondi/introiti pubblici alle spalle, ma campa esclusivamente di ciò che produce, non potrebbe in alcun modo continuare a rifinanziare un progetto in passivo, sui cui benefici tecnici andrebbe fatto (sarebbe un dovere da parte della FIR) un approfondito studio. Questo al netto del rispetto dovuto per l’impegno profuso da giocatori, staff tecnico, magazziniere, giardiniere e così via.

  8. gianni berton

    Tutta la vita Pro14.
    Se si afferma, giustamente, che è un bene che nostri atleti si accasino all’estero, dobbiamo essere coerenti e ritenere altrettanto positivo che altri 50-60 e passa di loro possano giocarsela costantemente contro alcune delle migliori compagini e giocatori europei e non.
    Trovo mendace ritenere che si stesse meglio prima di iniziare questa avventura, perché l’unico vero problema è che, mentre noi abbiam viaggiato in…Fiat Duna, gli altri avevano i Suv.
    Ma qui la differenza è data, oltre che da risorse economiche maggiori, soprattutto dal fatto che loro hanno Storia, Cultura, Tradizione.
    Considerare poi, che sarebbe stato meglio che le nostre due compagini fossero restate nel “domestico”, e’ la negazione dello spirito dello Sport agonistico che, nella sua essenza, e’ sinonimo di selettività e meritocrazia.

    1. venezuela

      Volevo scrivere qualcosa ma l’illustrissimo ed illuminato presidente Berton mi ha preceduto nel pensiero….quale sarebbe la vetrina per i nostri giocatori più forti se non il pro14??
      Ben tornato Paolo

  9. Space

    Ciao Paolo e ben fatto: ero anche io convinto al 1000per1000 che avresti eliminato i commenti o resi molto “scomodi”, stile blog di Fumero. E nessuno avrebbe potuto biasimarti. Sul pro14 mi accodo a quanto dicono Stefo e Mr Ian.
    OT come le dici tu le news TGcom per radio nessuno mai! 😜👍🏻

  10. Io penso che questo campionato internazionale non abbia portato benefici perchè non è stato affrontato nel modo corretto e che quindi resti comunque un’ alternativa valida in sè.

    DISCORSO TELEVISIVO : Visto la situazione attuale e con l’esperienza dell’anno scorso quasi quasi spero che resti così senza copertura. Mi spiego meglio.
    L’anno scorso a inizio stagione senza copertura televisiva, seppur con qualche problema tecnico, ci siamo fatti una scorpacciata di pro12 da tremenda indigestione grazie a TRC che aveva tamponato il problema.
    Poi è arrivato in pompa magna con tanto di presentazione FIR e successivo giubilo nei blog “Eurosport” e per me è stato uno schifo quasi totale, con il pagamento di un servizio pessimo visto le pochissime partite trasmesse.
    Certo è un rischio perchè non è detto che TRC possa fare come l’anno scorso, ma la speranza c’è.

  11. Antani

    Tra l’altro parlando di diritti tv, si sa com’è messo Rugby Channel? Vedo che il sito non viene aggiornato da giugno…

  12. Domanda a aperta a tutti, non provocatoria:

    aldilà delle singole prestazioni, degli episodi più o meno sfortunati e dell’incognita sudafricana, per poter ritenere il campionato della Benetton soddisfacente, secondo voi in che posizione dovrebbero essersi piazzati i Leoni al termine della regular season?

    Saluti.

    1. Hrothepert

      Per essere soddisfacente, per…..me, nella posizione più alta possibile, ma un punto sotto le,,,,ZEBRE!!!!! 😉 😀

    2. LiukMarc

      Frank io ti direi meglio dell’anno scorso, ma al di là della posizione ne farei più un discorso di punti, vittorie e bonus. Alla fine per quanto sulla carta la squadra sia più forte (infortuni a parte che qui già piovono e tocchiamo ferro, legno e tutto quel che c’è), non penserei certo possa giocarsela con Leinster, Munster, Scarlets e compagnia, però far meglio dello scorso anno è lecito sperarlo.

    3. Try

      Secondo me conta la differenza punti. Non si può avere 300 e passa punti di differenza.
      Poi la posizione in classifica viene di conseguenza.
      Direi non oltre i -50 di differenza

  13. Gysie

    La questione dell’utilità della partecipazione alla Celtic League ce la porteremo dietro a lungo…finché non saremo sbattuti fuori, ovvero una squadra italiana arriverà a qualificarsi direttamente alla Champions Cup. Personalmente, non vedo alternative. Certo, il bilancio è negativo dal punto di vista dei risultati. Ma l’alternativa è scivolare neppure lentamente verso il Tier 2, in cui si sarebbe risucchiati in una guerra di trincea contro avversari da cui abbiamo poco da imparare (a parte il marketing e la comunicazione). L’Italia cresce poco ed il problema è che gli altri corrono. Ma guardate la Romania o la Russia; ogni anno che passa scivolano sempre più lontane dal Tier 1. E la Georgia…vedremo come gestirà il ricambio generazionale.
    Quanto al quesito di Frank: se Treviso lasciasse dietro altre tre squadre, direi che sarebbe un campionato più che sufficiente. Pretendo troppo?

  14. Paolo (da Brandizzo)

    Buongiorno a tutti,

    il bilancio costi benefici mi auguro che qualcuno lo abbia fatto o che lo farà per valutare il prossimo rinnovo di contratto.
    Io auguro sia a Treviso sia alle Zebre una stagione positiva. Ovvio mi aspetto obiettivi diversi per le nostre squadre.
    Diciamo che da Treviso mi aspetto un po di più, vista la continuita del progetto ed il roster.
    Per le Zebre che sia un anno di semina positivo. Poi si vedrà.
    Dalla Federazione sono nuovamente deluso per la mancanza di copertura televisiva.
    Come si capisce dal mio nick abito vicino a Torino e mi posso permettere un paio di trasferte a Parma a stagione e mai sono riuscito ad andare a Treviso.
    Non avere copertura televisiva mi dispiace davvero.
    Cmq se può valere qualcosa il mio pensiero (da utente Sky) è stato molto meglio il servizio offerto da TRC che quello di Eurosport.
    Preferirei molto vedere le partite in streaming piuttosto che non vederle.
    Ovviamente lo stesso discorso vale per l’eccellenza.
    Anche se quest’anno mi “consolerò” con il VII Rugby in serie A che tra l’altro debutterà in casa il 1/10 contro l’Accademia di Parma.

  15. Maxwell

    Una federazione che prende dal 6N 28 milioni di euro cosa dovrebbe fare?
    Per me investirne almeno 18 nella CL.
    Campionato italiano? Se siamo ancora indietro sui doppi tesseramenti è colpa dell’egoismo dei pres di eccellenza.
    Non si riusciva a fare dei campionati seri in Irlanda e Galles e mensilmente, come il ciclo delle donne, si torna a parlare di rilancio dell’eccellenza o di costi e benefici.
    Ma dove volete andare con 83.000 spettatori in un anno ? ( 90 partite )
    Sfruttato male la CL ? No…… assolutamente NON sfruttata !!! Accademie collegate,PP,franchigie….. questi sconosciuti.
    Maledetto il giorno in cui il presidente si è messo in testa di avere tecnici italiani. …. altri 4 anni buttati nel cesso.
    Magari investire in marketing scuole pulmini ? ( i soldi coni ) noooooo.
    Ultimo problema. …. paragonare il rugby del nord 2010 ad oggi è improponibile.
    14 dubliners nei 23 che battono la NZ vorrà pur dire qualcosa. … altro che campionato di sviluppo.

    1. Mr Ian

      I 14 Dubliners non sono sbucati dal nulla, sono figli in primis di un sistema sportivo all avanguardia che li ha formati a dovere, poi hanno trovato continuità e minutaggio in un campionato senza retrocessioni e con squadre di livello troppo inferiore persino delle riserve del Leinster. Tant è che le critiche che francesi ed inglesi muovevano ai celti era proprio questo, ovvero l opportunità che dava la vecchia celtic league di preparare al meglio gli impegni di coppa.
      Su tutto il resto sono d accordo con te

    2. Giovanni

      “Egoismo dei presidenti d’eccellenza”…?
      Prova a metterti nei panni di chi si vede portar via un giocatore (dunque non può schierarlo nella propria partita di quel weekend) e magari rischia pure di vederselo restituire rotto. Non pretenderesti un minimo di garanzie ovvero di copertura economica (leggasi assicurazione sanitaria) prima di prender parte al giochino? Dice: “ma c’è da tener in conto la crescita tecnica”. Ma se poi non posso schierare il giocatore per mesi, causa infortunio, me la faccio fritta la crescita tecnica. È in pratica lo stesso tipo di problema che ha portato agli attriti tra club ed FFR.
      Sugli 83mila spettatori in un anno…le Zebre arrivano a malapena a duemila ad incontro. Considerando che siamo in ambito professionistico, è proporzionalmente ancora più grave.

  16. X quanto riguarda Treviso non penso ci sarà un miglioramento così evidente.. secondo me molto dipenderà che gioco offensivo si riuscirà a costruire attorno a Banks.. se alle prime uscite, anche se solo amichevoli, giochi con Mckinley a estremo e in seconda con Lazzaroni quando nella sessione di mercato ti sono partiti Filo Paulo e Mclean.. qualche dubbio su come si sono mossi sul mercato me lo fanno venire.. hanno puntato molto su infoltire il gruppo degli avanti ma (parer mio) il vero punto debole è la sterilità in attacco.. io almeno un altro trequarti me l’aspettavo..

    Sul discorso pro/contro celtic league molto dipende come l’abbiamo affrontata.. il nostro sistema anche attuale tende a contrapporsi e avere + piedi in una sola scarpa.. siamo sicuri che un campionato semi-pro possa creare giocatori adatti a confrontarsi con i pro? siamo sicuri che con 8 milioni riusciamo a fare un campionato pro?

  17. a.d.g.

    Semplicemente, se si fa meglio dell’anno prima, a parità d’investimenti è un anno da considerarsi positivo. Gli arzigogoli sul finanziamento federale a Treviso dimostrano solo la coda di paglia di chi non vuol vederli per quel che sono e cioè che il rugby di vertice in Italia sta in piedi solo con il finanziamento federale. A Treviso, come a Padova , a Rovigo, a Parma e a Roma. Non prenderne atto significa mistificare la realtà e parlare di cose che non esistono.
    Fare l’analisi costi-benefici nello sport non è semplice, in uno sport di squadra ancora di più. Mi piacerebbe vederne una di queste analisi, quali possano essere i postulati e lo svolgimento dell’analisi. Credo una discussione sui soli parametri di valutazione si mangerebbe un migliaio di commenti.

  18. Scusate ma ripeto la mia domanda:

    cosa deve fare Treviso per ritenersi soddisfatta? Finora ho ricevuto risposte vaghe. Io penso che una società seria degli obiettivi concreti debba porseli, e durante la stagione e al termine della stessa usare quegli obiettivi per capire se si è al passo o indietro con la tabella di marcia.

    Il tutto per migliorarsi stagione dopo stagione.

    L’unico che mi ha dato una riposa precisa e seria è stato il Camerlengo (grazie).

    Visto che siamo a condividere opinioni, dico la mia: Treviso dovrebbe ambire legittimamente al 4 posto del proprio girone, mettendo dietro Kings, Edimburgo, e Dragons. Se lo farà avrà fatto il minimo sindacabile che ci si dovrebbe aspettare quest’anno da questa società e da questa squadra.

    Discorso diverso per le Zebre, in una Conference dove ogni altra squadra sembra nettamente meglio attrezzata: anche un ultimo posto, ma con qualche vittoria e magari uno scalpo eccellente, o comunque prestazioni convincenti, potrebbero rendere la stagione quadrupede meno amara.

    Per me a Treviso è finito il tempo per qualsiasi alibi: certi giocatori non dovrebbero essere nemmeno più in tribuna (Esposito ad es.).

    Amen

    1. Mi permetto di aggiungere, anche se capisco magari di esagerare, che se Treviso arrivasse quarta con piu’ punti della quarta dell’altro girone (connacht?, cheetas? Blues?), guadagnerebbe una qualificazione meritocratica alla Champions.

      Secondo me questo è l’obiettivo che dovrebbe avere posto la società: quarto miglior posto delle due conference.

      Dire “fare meglio dell’anno scorso” è dire molto poco e sicuramente una paraculata, in quanto scarsamente oggettivamente misurabile.

      1. LiukMarc

        Secondo me 7ima in generale è alla portata con una super stagione. Togli almeno 3 irlandesi, 3 gallesi e Glasgow, infatti, sono tutte sopra Treviso IMO. Se vuoi una cosa precisa, a me basterebbe il numero di vittorie del primo anno di celtic (se non sbaglio furono 9 su 22 partite, le stesse di Connacht scorsa stagione per dire, e decisamente di più delle 5 che Treviso ebbe l’anno scorso), magari con qualche bonus in più. Magari la società (spero) si è posta obiettivi più ambiziosi, io sono un tifoso qualunque. 🙂

      2. Giovanni

        @Frank: io mi rifaccio al commento di @Try e spero di non vedere più (o vederne sempre) asfaltate di 40+ punti da parte dei leoni. O, peggio ancora, indegne sbracate negli ultimi 20-30 minuti, col festival delle mete facili da parte degli avversari. Ci vuole dignità, amor proprio e rispetto per pubblico ed avversari. I giocatori di Treviso hanno a mio avviso esaurito ogni giustificazione e comprensione: è arrivato il momento di dimostrare ciò che davvero valgono, come singoli e come collettivo. Personalmente sarò molto più indulgente coi giocatori di Parma, date le condizioni al contorno in cui devono operare.

  19. Gsp

    Tutto Giusto Paolo, concordo che una struttura tecnica finalmente coerente è una novità ed é molto importante. Speriamo si vedano i risultati.

    Frank, la storia Della qualificazione meritocratica, con l’ingresso SAF, è andata del tutto a farsi benedire.

    1. CiccioPasticcio

      Ciao gsp, non concordo pienamente sulla meritocrazia, comunque devi arrivare tra le prime sette escluse le Saf, il posto garantito non ce l’ha nessuno, e non esistono quote per union, se no lo zero per i Sudafricani al momento, in un futuri si vedra’. Scusa ma c’e’ una bella differenza col potersi classificare arrivando penultimi.

      1. Gsp

        Ciao Ciccio, chiarisco come la vedo.

        O la champions é una coppa per nazioni, e quindi hai posti per nazioni, come nel calcio.

        Oppure é torneo di tornei, tutto meritocratico e quindi si qualificano tutte, incluse le Saf.

        Sennó sembra una mezza presa in giro.

  20. Ginger

    Ad oggi la situazione dei giocatori bianconeri è che gli stessi sono privi di contratto, vero? In tal caso possono scendere in campo per la prima partita del PRO14?

  21. Grazie ragazzi per le risposte. A volte si fa fatica a dialogare in tempo reale ma Paolo giustamente ha una vita 😁

    A parte tutto sarebbe interessante se prima dell’inizio del campionato la società trevigiana indicasse chiaramente gli obiettivi stagionali.

  22. Meanwhile a Toulon:

    “Après un imbroglio de plusieurs semaines dont le Rugby Club Toulonnais et le joueur Edoardo Padovani ont subi les conséquences, nous avons reçu la lettre de sortie de la Fédération Italienne de Rugby pour notre arrière en fin de semaine dernière.”

    Notare la parola “imbroglio”.

    Emmo’ chi gliele paga la famose tre mensilità a Edo? Calvisano? La FIR?

  23. a.d.g.

    Pagina intera della “Gazzetta” sul Pro14 e intervista a Franco Smith. Molto interessante l’elenco degli amici in Benetton. Da leggere e riflettere sulle leggende metropolitane nate intorno alla sua “fuga”. Il tempo è sempre galantuomo.

    1. mezza pagina, un quarto se si considera solo il testo. Ma visto lo spazio che di solito la rosea concede al rugby va bene così.
      ps: non è che dica un granché sul suo addio al Benetton… anzi, praticamente nulla. Il succo è che non ne vuole parlare, e la sua scelta va rispettata

  24. Ginger

    Quindi Gavazzi alla fine sul trasferimento di Padovani a Tolone qualcosa ci ha guadagnato, tre mensilità lorde no credo siano poca cosa o quantomeno con quelle ci paga qualche mesata a un giovane.
    Alal fine (al netto della magra figura) tutti hanno portato a casa qualcosa. Evviva!

      1. Ginger

        Scusa ma io ricordo che Gavazzi disse che la FIR avrebbe garantito gli stipendi quindi anche le mensilità che adesso non vengono corrisposte a Padovani.

  25. a.d.g.

    Fate confusione tutti e due, il contante l’ha quadagnato Zebre 1, visto che Zebre 1 ,ha retrodatato il nullaosta consegnato all’agente di Padovani. Le mensilità non le ha risparmiate nessuno, visto che nessuno avanza mensilità se non l’ultima che è stata corrisposta sul nuovo contratto.

  26. Pingback: Pro14, fischio d’inizio: il Munster stasera attende un Benetton Treviso che sperimenta | Il Grillotalpa

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