Sei Nazioni: Gega, Biagi e Mbandà nel XV titolare dell’Italia che sfida la Scozia

ph. Fotosportit/FIR

Annunciato anche l’ultimo XV titolare per l’Italia in questo Sei Nazioni 2017. Dopo il brutto ko con la Francia all’Olimpico il ct Conor O’Shea ha scelto i giocatori per la gara di sabato a Murrayfield. Quattro i cambi tra scelte tattiche e obbligate per via degli infortuni. Violi in panchina. Il comunicato FIR:

Conor O’Shea, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Rugby, ha ufficializzato la formazione che sabato 18 marzo al BT Murrayfield di Edinburgo affronterà la Scozia nella quinta ed ultima giornata dell’RBS 6 Nazioni 2017.

L’incontro è in calendario alle 12.30 locali, le 13.30 in Italia, con diretta su DMAX canale 52 dalle 12.50 italiane e telecronaca a cura della coppia Raimondi/Munari.

Quattro i cambi apportati al XV titolare da O’Shea rispetto alla formazione scesa in campo a Roma contro la Francia nel quarto turno, con Benvenuti che rimpiazza l’infortunato Campagnaro a secondo centro, Mbandà per l’indisponibile Favaro in terza linea, Biagi dal primo minuto in seconda per Van Schalkwyk e Gega che torna titolare dal primo minuto al posto di Ghiraldini dopo essere rimasto a riposo precauzionale lo scorso fine settimana.

In panchina, O’Shea, opta per un’inedita soluzione con sei avanti e due trequarti con Ghiraldini, Panico, Chistolini, Van Schalkwyk, l’esordiente Ruzza e Minto pronti a dare il proprio contributo a gara iniziata, con Violi e Sperandio a garantire copertura per i trequarti.

Scozia ed Italia si affrontano sabato per la ventisettesima volta, con gli highlanders che guidano 18-8 la classifica degli scontri diretti. Due le affermazioni italiane al di là del Vallo d’Adriano, entrambe nel 6 Nazioni: la prima nel 2007, la seconda nel 2015, con una meta tecnica allo scadere a suggellare la rimonta azzurra.

Dirige il francese Pascal Gauzere.

Questa la formazione dell’Italia:

15 Edoardo PADOVANI (Zebre Rugby, 10 caps)*
14 Angelo ESPOSITO (Benetton Treviso, 10 caps)*
13 Tommaso BENVENUTI (Benetton Treviso, 41 caps)*
12 Luke MCLEAN (Benetton Treviso, 88 caps)
11 Giovanbattista VENDITTI (Zebre Rugby, 42 caps)*
10 Carlo CANNA (Zebre Rugby, 19 caps)
9 Edoardo GORI (Benetton Treviso, 60 caps)*
8 Sergio PARISSE (Stade Francais, 125 caps) – capitano
7 Abraham STEYN (Benetton Treviso, 10 caps)
6 Maxime Mata MBANDA’ (Zebre Rugby, 7 caps)*
5 George BIAGI (Zebre Rugby, 19 caps)
4 Marco FUSER (Benetton Treviso, 20 caps)*
3 Lorenzo CITTADINI (Aviron Bayonnais, 57 caps)
2 Ornel GEGA (Benetton Treviso, 12 caps)
1 Andrea LOVOTTI (Zebre Rugby, 13 caps)*

a disposizione
16 Leonardo GHIRALDINI (Stade Toulousain, 85 caps)

17 Sami PANICO (Patarò Calvisano, 9 caps)*       
18 Dario CHISTOLINI (Zebre Rugby, 17 caps)
19 Andries Van SCHALKWYK (Zebre Rugby, 11 caps)
20 Federico RUZZA (Zebre Rugby, esordiente)*
21 Francesco MINTO (Benetton Treviso, 32 caps)
22 Marcello VIOLI (Zebre Rugby, 2 caps)*
23 Luca SPERANDIO (Benetton Treviso, 1 cap)

*è/è stato membro dell’Accademia FIR “Ivan Francescato”

Sei Nazioni: la Francia attende, ci prende le misure e ci fa il vestito. Italia ko 18-40

Dries van Schalkwyk and Andrea Lovotti with Virimi Vakatawa 11/3/2016
©INPHO/Ryan Byrne

Azzurri che partono benissimo e per un quarto d’ora fanno la partita, poi i bleus iniziano a crescere e ci colpiscono con Fickou, Vakatawa, Picamoles e Doulin. Male la nostra mischia ordinata, malissimo i placcaggi. Tra il 28′ e la meta di Esposito all’ultimo minuto non facciamo punti. Tra una settimana la trasferta in Scozia chiude il nostro torneo

Iniziare con una meta di Parisse già prima che scocchi il terzo minuto, alzi la mano chi non avrebbe voluto iniziare così: bella penetrazione di Canna che finta il passaggio mandando fuori misura il difensore, offload perfetto per l’accorrente capitano azzurro che schiaccia la palla oltre la linea bianca.
Francia che provava reagire, trova 3 punti, ma rimane lontana dai nostri 22 metri. Azzurri che invece si piazzano nell’area di meta avversaria e spingono ma non riescono a trovare la seconda marcatura. La meta la trova invece Fickou al 20′ al termine di una bella azione degli ospiti che però affondano la lama troppo facilmente contro una difesa schierata non al meglio. Galletti che sembrano averci preso le misure e gli azzurri mostrano un gioco meno fluido della prima fase della partita, soffrono di più (non benissimo la mischia) ma certo non mollano mai. Primo tempo che termina sull’11-16, con difesa non proprio perfetta da parte nostra e un po’ troppi placcaggi sbagliati. Comunque gara apertissima.

Secondo tempo che inizia male per noi: prima un’altro piazzato di Lopez, poi Padovani evita in extremis con un grande intervento una meta di Vakatawa che sembrava ormai fatta. Ma la Francia ha innestato una marcia diversa rispetto a quella del primo tempo, più cattiva e determinata, con le idee più chiare mentre l’Italia subisce una netta involuzione. Al 48′ arriva la meta di Vakatawa che fa dilagare il gap tra le due squadre: 11-26. Reazione azzurra che si piazza nell’area avversaria ma va a sbattere contro il muro transalpino. Al 58′ intuizione di Bronzini che si invola in meta ma Picamoles riesce a tenere alto il pallone che non tocca a terra. Spingiamo ma non concretizziamo e così è la Francia a sfiorare la marcatura la 63′ con una profonda penetrazione di Lamerat fermato da McLean e Campagnaro. Meta solo rimandata: al 67′ arriva con Picamoles e la partita finisce qui. La meta del bonus al 76′ con Doulin.

Italia: 15 Edoardo Padovani, 14 Angelo Esposito, 13 Michele Campagnaro, 12 Luke McLean, 11 Giovanbattista Venditti, 10 Carla Canna, 9 Edoardo Gori, 8 Sergio Parisse (c), 7 Simone Favaro, 6 Abraham Steyn, 5 Dries van Schalkwyk, 4 Marco Fuser, 3 Lorenzo Cittadini, 2 Leonardo Ghiraldini, 1 Andrea Lovotti
Riserve: 16 Tommaso D’Apice, 17 Sami Panico, 18 Dario Chistolini, 19 George Biagi, 20 Maxime Mbanda, 21 Giorgio Bronzini, 22 Tommaso Benvenuti, 23 Luca Sperandio
Mete: Parisse (3′), Esposito (80′)
Conversioni: Canna (81′)
Punizioni: Canna (6′, 28′)

Francia: 15 Brice Dulin, 14 Noa Nakaitaci, 13 Rémi Lamerat, 12 Gaël Fickou, 11 Virimi Vakatawa, 10 Camille Lopez, 9 Baptiste Serin, 8 Louis Picamoles, 7 Kévin Gourdon, 6 Fabien Sanconnie, 5 Yoann Maestri, 4 Julien Le Devedec, 3 Rabah Slimani, 2 Guilhem Guirado (c), 1 Cyril Baille
Riserve: 16 Christopher Tolofua, 17 Uini Atonio, 18 Eddy Ben Arous, 19 Paul Jedrasiak, 20 Bernard Le Roux, 21 Antoine Dupont, 22 Francois Trinh-Duc, 23 Yoann Huget
Mete: Fickou (20′), Vakatawa (48′), Picamoles (67′), Doulin (76′)
Conversioni: Lopez (21′, 49′, 68′, 77′)
Punizioni: Lopez (8′, 18′, 34′, 43′)

Calcio e rugby, i ranking sono uguali ma gli scarsi sono quelli della palla ovale…

Stats don’t lie, le statistiche non mentono, dicono in Gran Bretagna. Però la stampa (non ovale) italiana e i non appassionati di rugby sembrano non curarsene. Perché l’Italia del calcio gioca spessissimo con formazioni più deboli ed è 15a nel ranking FIFA, quella ovale gioca praticamente solo con le più forti ed è 14a nella classifica di World Rugby. Ah, da settembre 2015 quando gli azzurri del calcio giocano con squadre più forti non vincono quasi mai, ma la nazionale che perde per la vox populi è solo quella del rugby…

Questo articoletto mi è venuto di getto subito dopo aver letto questo lancio di agenzia Italpress della tarda mattinata. Si parla di calcio, eccolo:

“Top 10 invariata nella classifica Fifa con l’Argentina in testa, davanti a Brasile e Germania. Dietro ancora Cile, Belgio, Francia, Colombia, Portogallo, Uruguay e Spagna. Guadagna due posizioni la Polonia che adesso è al 12esimo posto con il Galles, ne perde uno l’Inghilterra adesso 14esima, mentre l’Italia rimane in 15esima piazza”.

Si parla di ranking, ovviamente. L’Italia del calcio è 15a, quella del rugby invece 14a. Però per buona parte della stampa e dei non appassionati della palla ovale siamo solo noi “quelli che perdono sempre”. Che per l’amor del cielo, è vero che gli azzurri del rugby perdono tanto, spessissimo, però qualche puntino sulle i va pure messo.
Tipo che l’Italia del calcio da settembre 2015 a oggi ha giocato – tra le altre – contro Malta, Bulgaria, Azerbaigian, Scozia, Finlandia, Israele e Liechtenstein. Con queste ha sempre vinto, non sempre convinto, ma proprio delle corazzate non sono, per usare un eufemismo. Quando la nazionale di calcio si è trovata a giocare contro formazioni più avanti nel ranking ha quasi sempre perso, una volta ha pareggiato e ha vinto in sole due occasioni, entrambe agli ultimi Europei 2016 contro Belgio e Spagna. E non è che negli anni precedenti le cose siano andate meglio.

Parliamo di rugby? Da settembre 2015 Sergio Parisse e compagni hanno giocato praticamente solo con squadre che nel ranking gli stavano davanti o – in rare occasioni – immediatamente dopo. Traduciamo in maniera semplice: è come se l’Italia del calcio avesse giocato esclusivamente con Argentina, Brasile, Germania, Spagna, Francia, Inghilterra eccetera eccetera. Squadre che, come abbiamo visto poc’anzi, negli ultimi anni non hanno quasi mai visto sopravanzare i nostri colori. Un po’ come il rugby, che però non gioca mai contro squadre molto più deboli per gap tecnico e tradizione come Brasile, Cile, Germania e così via. Ma la storia che viene raccontata è un’altra. Chissà perché.

Un tank chiamato Francia, un Venter sempre azzurro e l’attesa del cambiamento: O’Shea tra Sei Nazioni e futuro

Dopo aver annunciato la formazione che sabato affronterà i bleus a Roma il ct azzurro ha ribadito che il nostro movimento deve aspettarsi cambiamenti importanti e confermato la presenza del tecnico sudafricano nelle finestre internazionali sino alla RWC 2019. Ma il pensiero è tutto per la prossima gara: e il tecnico irlandese non si nasconde

La notizia più importante, quella più ad ampio respiro per la nostra nazionale, Conor O’Shea la dà senza girarci troppo attorno: “Brendan è un amico ed è qui come consulente, non come allenatore a tempo pieno. Sono soddisfatto di come stiamo lavorando insieme e sarà con noi sino alla Rugby World Cup del 2019 in Giappone”. Brendan è ovviamente Venter, tecnico e stratega della difesa di cui nelle ultime settimane si era fatto un gran parlare circa un suo possibile sbarco nello staff della nazionale sudafricana. Venter ha un contratto da consulente per la FIR che prevede la sua presenza in tutte le finestre internazionali dal qui al Mondiale nipponico. Il ct ha tagliato la testa al toro: Venter può lavorare con chi vuole, ma non a novembre e a giugno e durante il Sei Nazioni, quando è e sarà a completa e unica disposizione della nazionale azzurra. Capitolo chiuso.

Poi c’è la Francia, che sabato arriva all’Olimpico dopo aver perso con Inghilterra e Irlanda e aver battuto la Scozia. Una Francia non bellissima ma molto tosta, capace di mettere in campo un pacchetto di mischia capace di sfondare di qualche chilo la tonnellata. Un carro armato di muscoli e potenza fisica devastante ma che all’occorrenza ha tra le sue armi skills tecniche di prim’ordine. Una combinazione che finora si è vista solo a tratti, ma quella transalpina è una squadra che soprattutto ha recuperato la coscienza dei suoi mezzi, cosa che aveva perso negli ultimi anni della gestione Saint-André. Il giorno che riusciranno di nuovo a miscelare i due ingredienti di cui sopra saranno guai veri per chiunque.

L’Italia però ci crede, inutile girarci attorno. La partita con l’Inghilterra ha rimesso in circolo quella fiducia che sembrava persa dopo il bruttissimo ko con l’Irlanda. Nessuno in casa azzurra fa lo sbruffone, sono tutti consci delle difficoltà che riserva la gara di sabato e della forza dell’avversario ma O’Shea dopo aver annunciato il XV titolare dell’Olimpico non si nasconde nemmeno: “La Francia ha ottimi giocatori. Li abbiamo anche noi: eravamo in vantaggio con Galles ed Inghilterra a metà partita, ora voglio una squadra che si attenga al piano di gioco per tutti gli ottanta minuti per avere l’opportunità di portare a casa questo incontro”.
Il ct si porterà il deb Sperandio in panchina: “ha una grande opportunità, l’ho visto l’anno scorso con l’Under 20 e avrebbe potuto essere parte della squadra già da inizio Torneo. Con Kieran Crowley abbiamo deciso di fargli fare più esperienza con Treviso, è un giovane con grande potenziale”.

Parole che confermano un clima collaborativo come non si vedeva da tempo (non dimentichiamo che Marius Goosen è praticamente sempre con la nazionale in queste settimane, e allena i giocatori anche nell’immediato prepartita). In attesa di quei cambiamenti che ancora ieri il ct è tornato a preannunciare: “Abbiamo un grande gruppo, con la voglia di cambiare il rugby italiano. Questo è il nostro obiettivo, sappiamo che è duro ma ci riusciremo. Negli anni a venire, se manterremo questa unità, con le modifiche al sistema e maggiore esperienza la nostra fiducia nei nostri mezzi non potrà che aumentare. Sappiamo che avremo momenti belli e momenti difficili, è una sfida fantastica”. Non ci resta che attendere, ormai si tratta di aspettare qualche settimana per capire di cosa si tratta in maniera dettagliata.

Sei Nazioni 2017: Canna, Ghiraldini ed Esposito nell’Italia anti-Francia

Italia Galles 2017
ph. Fotosportit/FIR

Si torna in campo: sabato a Roma arriva la Francia e l’Italia va alla ricerca della prima vittoria in questo Sei Nazioni 2017. Il ct Conor O’Shea ha annunciato il suo XV titolare: all’apertura torna Carlo Canna, complice anche l’infortunio occorso a Twickenham contro l’Inghilterra a Tommaso Allan. Poi altri due cambi: Esposito all’ala al posto di Bisegni e Ghiraldini tallonatore. Per il resto è la stessa formazione che ha giocato e imbrigliato l’Inghilterra per 70 minuti.
Il comuncato FIR:

Conor O’Shea, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Rugby, ha ufficializzato la formazione che sabato 11 marzo allo Stadio Olimpico di Roma affronterà la Francia nella quarta giornata dell’RBS 6 Nazioni 2017.

Il calcio d’inizio dell’incontro è fissato alle ore 14.30, in diretta su DMAX canale 52 dalle 13.50 con Rugby Social Club prima di lasciare spazio alla telecronaca di Antonio Raimondi e Vittorio Munari.

Tre i cambi nella formazione titolare scelta dal tecnico irlandese rispetto al XV visto in campo a Twickenham contro l’Inghilterra domenica 26 febbraio, con Esposito all’ala dal primo minuto per Bisegni – non al meglio della condizione –  Canna all’apertura in sostituzione di Tommaso Allan, infortunatosi proprio contro gli inglesi, e Ghiraldini che torna titolare della maglia numero 2 di tallonatore mentre Gega è costretto ai box da un lieve infortunio.  

Integralmente confermata, per il resto, la formazione titolare vista in campo nel terzo turno, con Edoardo Gori che raggiunge a quota sessanta caps due monumenti del rugby azzurro come Serafino Ghizzoni e Massimo Giovanelli e si conferma – dietro ad Alessandro Troncon ed ai suoi 101 caps – il mediano di mischia più presente di sempre nella storia della Nazionale.

Cap numero 125 invece per capitan Sergio Parisse, che supera l’ala Springbok Bryan Habana all’ottavo posto nella lista degli atleti più presenti di sempre sulla scena internazionale e guida gli Azzurri sul campo per la settantanovesima volta in carriera.

Possibile esordio dalla panchina per la giovanissima ala della Benetton Treviso Luca Sperandio, convocato da O’Shea per la prima volta proprio in vista della sfida di sabato all’Olimpico: se utilizzato, il trequarti classe 1996 diventerebbe l’atleta numero 668 nella storia della Nazionale.

La partita di sabato segna il quarantesimo scontro diretto tra l’Italia e la Francia, con bilancio di trentasei successi francesi e tre italiani, l’ultimo datato 2013 proprio all’Olimpico.

Direzione di gara, per il derby latino del Torneo, affidata al più giovane dei fischietti del panel internazionale, il neozelandese O’Keeffe, appena ventottenne.

Questa la formazione dell’Italia:

15 Edoardo PADOVANI (Zebre Rugby, 9 caps)*
14 Angelo ESPOSITO (Benetton Treviso, 9 caps)*
13 Michele CAMPAGNARO (Exeter Chiefs, 28 caps)*
12 Luke MCLEAN (Benetton Treviso, 87 caps)
11 Giovanbattista VENDITTI (Zebre Rugby, 41 caps)*
10 Carlo CANNA (Zebre Rugby, 18 caps)
9 Edoardo GORI (Benetton Treviso, 59 caps)*
8 Sergio PARISSE (Stade Francais, 124 caps) – capitano
7 Simone FAVARO (Glasgow Warriors, 35 caps)*
6 Abraham STEYN (Benetton Treviso, 9 caps)
5 Andries VAN SCHALKWYK (Zebre Rugby, 10 caps)
4 Marco FUSER (Benetton Treviso, 19 caps)*
3 Lorenzo CITTADINI (Aviron Bayonnais, 56 caps)
2 Leonardo GHIRALDINI (Stade Toulousain, 84 caps)
1 Andrea LOVOTTI (Zebre Rugby, 12 caps)*

a disposizione
16 Tommaso D’APICE (Zebre Rugby, 12 caps)*

17 Sami PANICO (Patarò Calvisano, 8 caps)*     
18 Dario CHISTOLINI (Zebre Rugby, 16 caps)
19 George BIAGI (Zebre Rugby, 18 caps)
20 Maxime Mata MBANDA’ (Zebre Rugby, 6 caps)*
21 Giorgio BRONZINI (Benetton Treviso, 6 caps)
22 Tommaso BENVENUTI (Benetton Treviso, 40 caps)*
23 Luca SPERANDIO (Benetton Treviso, esordiente)

*è/è stato membro dell’Accademia FIR “Ivan Francescato”