Calcio e rugby, i ranking sono uguali ma gli scarsi sono quelli della palla ovale…

Stats don’t lie, le statistiche non mentono, dicono in Gran Bretagna. Però la stampa (non ovale) italiana e i non appassionati di rugby sembrano non curarsene. Perché l’Italia del calcio gioca spessissimo con formazioni più deboli ed è 15a nel ranking FIFA, quella ovale gioca praticamente solo con le più forti ed è 14a nella classifica di World Rugby. Ah, da settembre 2015 quando gli azzurri del calcio giocano con squadre più forti non vincono quasi mai, ma la nazionale che perde per la vox populi è solo quella del rugby…

Questo articoletto mi è venuto di getto subito dopo aver letto questo lancio di agenzia Italpress della tarda mattinata. Si parla di calcio, eccolo:

“Top 10 invariata nella classifica Fifa con l’Argentina in testa, davanti a Brasile e Germania. Dietro ancora Cile, Belgio, Francia, Colombia, Portogallo, Uruguay e Spagna. Guadagna due posizioni la Polonia che adesso è al 12esimo posto con il Galles, ne perde uno l’Inghilterra adesso 14esima, mentre l’Italia rimane in 15esima piazza”.

Si parla di ranking, ovviamente. L’Italia del calcio è 15a, quella del rugby invece 14a. Però per buona parte della stampa e dei non appassionati della palla ovale siamo solo noi “quelli che perdono sempre”. Che per l’amor del cielo, è vero che gli azzurri del rugby perdono tanto, spessissimo, però qualche puntino sulle i va pure messo.
Tipo che l’Italia del calcio da settembre 2015 a oggi ha giocato – tra le altre – contro Malta, Bulgaria, Azerbaigian, Scozia, Finlandia, Israele e Liechtenstein. Con queste ha sempre vinto, non sempre convinto, ma proprio delle corazzate non sono, per usare un eufemismo. Quando la nazionale di calcio si è trovata a giocare contro formazioni più avanti nel ranking ha quasi sempre perso, una volta ha pareggiato e ha vinto in sole due occasioni, entrambe agli ultimi Europei 2016 contro Belgio e Spagna. E non è che negli anni precedenti le cose siano andate meglio.

Parliamo di rugby? Da settembre 2015 Sergio Parisse e compagni hanno giocato praticamente solo con squadre che nel ranking gli stavano davanti o – in rare occasioni – immediatamente dopo. Traduciamo in maniera semplice: è come se l’Italia del calcio avesse giocato esclusivamente con Argentina, Brasile, Germania, Spagna, Francia, Inghilterra eccetera eccetera. Squadre che, come abbiamo visto poc’anzi, negli ultimi anni non hanno quasi mai visto sopravanzare i nostri colori. Un po’ come il rugby, che però non gioca mai contro squadre molto più deboli per gap tecnico e tradizione come Brasile, Cile, Germania e così via. Ma la storia che viene raccontata è un’altra. Chissà perché.

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43 thoughts on “Calcio e rugby, i ranking sono uguali ma gli scarsi sono quelli della palla ovale…

  1. Il Camerlengo

    Stats don’t lie dicono in Inghilterra
    invece il mio professore di statistica all’università ci ripeteva che la statistica è la scienza dei somari.E infatti se tizio ha 2 polli mentre caio non ha nessun pollo, secondo la statistica hanno mediamente un pollo a testa.Ma nella realtà, tizio si abboffa mentre caio schiatta di fame.

  2. Rabbidaniel

    Parallelo che non convince.
    Ranking a parte, negli ultimi 17 anni (facciamo un parallelo col 6N) la nazionale di calcio ha vinto un Mondiale, e agli Europei ha fatto due secondi posti. Proprio stessa roba non direi.
    Per quanto riguarda i club, anche se non si è più nell’età dell’oro, qualche risultato, stentato, si vede nelle coppe europee. Nelle coppe europee di rugby le nostre squadre non hanno mai passato il primo turno.
    Stessa roba no, dài.

    1. Ciao
      sono due mondi diversissimi, per storia e tradizione. E’ un pezzullo scritto di getto, più per provocare che altro. Ma certe differenze non vengono mai sottolineate, e a mio parere sarebbe corretto tenerne sempre conto: se giochi con gli All Blacks o contro l’Olanda nel rugby qualche differenza c’è… O no?
      Di club non ho proprio parlato, nemmeno sfiorato l’argomento. Comunque vorrei vedere i nostri club di calcio senza la valanga di stranieri che cosa combinerebbero. Curiosità, nulla di più.

      1. Rabbidaniel

        Per carità, non sto a difendere il mondo del calcio, che non mi interessa punto.
        Restando al Ranking, penso sia una roba davvero complessa tentare un paragone, perché i fattori di diversità sono molteplici, troppi. Basterebbe considerare che le nazionali competitive, solo in Europa, sono ben più di 6 e, nel calcio moderno, anche affrontare il Montenegro o la Czechia è tutt’altro che una passeggiata.
        Credo, piuttosto, che il rugby abbia perso tante buone occasione per ampliare bacino di pubblico, anche poco competente: con i risultati e anche con una politica che ha ridotto (quasi) tutto alla nazionale. Sono culturalmente sottosviluppati quelli che dicono “gli sfigati del rugby che perdono sempre”, ma anche il mondo del rugby italiano ha fatto pochino per uscire dal nido dei luoghi comuni “3° tempo, birra, valori ecc. ecc.”.

      1. superignazzio

        ma Paolo, non eri tu quello del meniamocela di meno e facciamo più fatti come movimento ovale???
        scherzo ovviamente, riferendomi al tuo articolo di qualche settimana fa su come l’appassionato di rugby si senta superiore
        da questo punto di vista il calciofilo si sente superiore, perchè come detto sopra qualcosa ha vinto senza aver mai convinto o tanto meno meritato, ma intanto ha vinto
        per questo preferisco il rugby, sport crudo dove vince il più forte PUNTO

    2. Mattia

      Però nel calco abbiamo una tradizione inesistente nel rugby,eppure i nostri club di calcio fanno spesso figure barbine

  3. Gysie

    “Taca la bala!”*
    Beh se vogliamo guardare ai Mondiali… dopo il 2006, Italia a casa al primo turno nel 2010 (avversarie Paraguay, Slovacchia e…Nuova Zelanda, manco battuta!) e nel 2014 (Inghilterra, Costa Rica e Uruguay). Cioè fuori dalle prime 16. Nel rugby, fuori dalle prime 8, ma subito dopo (cioè posizione 9-12) dal 2003 al 2017.
    Se poi aggiungiamo il basket (che mi piace un sacco), dopo l’argento olimpico del 2004 è stato un disastro – e anche con i club.
    La realtà è che negli sport con un minimo di competitività a livello globale, l’Italia è messa male (pallavolo e pallanuoto sono delle nicchie).
    Se si guardano anche gli sport individuali olimpici, si resiste solamente, ancora una volta, nelle nicchie. Nello sport per eccellenza, e cioè l’atletica, ormai siamo irrilevanti.

    * per quanto l’imperativo sia passato alla storia come frutto di Helenio Herrera, pare invero che la frase sia stata pronunciata dal coriaceo mediano Gianfranco Bedin. Comunque sia… Auguri! 🙂

  4. Il rankings fifa è una cosa assurda tantè che il Belgio fino non molto tempo fa era primo poi si è visto com è andata a finire all’europeo.. Probabilmente l’etichetta “scarsi” deriva + dal fatto che tra le nazioni con squadre professionistiche siamo ultimi..

    1. sì, e poi – PURTROPPO – perdiamo veramente troppo spesso. E la nostra crescita si è fermata per troppi anni. Però, mi ripeto, certe differenze (o particolarità) vanno rilevate e bisogna tenerne sempre conto. A prescindere, come direbbe Totò

  5. Giovanni

    Comprendo il desiderio di togliersi il sassolino dalla scarpa, ma il parallelo è un po’ tirato per i capelli. Lo era quando lo mettevano in mezzo i calciofili e lo è ora. Il ranking FIFA, a differenza di quello WR (che pure di qualche piccolo aggiustamento avrebbe bisogno), è davvero un guazzabuglio, che premia di volta in volta squadre che difficilmente son protagoniste ai grandi eventi. Poi c’è da tener conto della enorme differenza tra amichevoli e test match, nonché del fatto che nella pallasferica le categorie tier1, tier2, ecc. sono molto meno impermeabili che nel rugby. Vero è che la nazionale non se la passa bene, ma è un po’ tutto il calcio ad essere in crisi negli ultimi 7-8 anni e cionondimeno sono arrivati secondi ad Euro2012: metteremmo la firma per un secondo posto al 6N, siamo sinceri. Secondo me son altre le cose su cui val la pena marcare la differenza col calcio, ma non le dico se no Paolo mi rimanda all’articolo su “La spocchia del mondo del rugby” 🙂

  6. Mr Ian

    Più che i paragoni sul ranking che secondo me è solo una perdita di tempo, mi piacerebbe leggere un analisi sui bilanci delle varie federazioni sportive di sport di squadra e come e quanto investono nel reclutamento e nelle formazione. Solo così potremmo sapere se la FIR fa tanto, poco o non abbastanza

  7. Aspettando che @Malpensante dica la sua, accetto la provocazione e rilancio.
    Perché mai chi ama il rugby dovrebbe odiare il Calcio ?
    Nessuno lo ha detto o scritto a chiare lettere ma serpeggia sempre questa rivalità che sembra accomunare un fine conoscitore come Owens all’ultimo arrivato in un Blog turco di rugby (con tutto il rispetto per i Turchi e, se mai esistesse, per il loro Blog).
    Tanti rugbisti ora sessantenni e pure quelli che li hanno preceduti provenivano dal Calcio o quantomeno avevano giocato a calcio.
    Il rugby stesso, se ci si pensa, è sport che deriva dal soccer visto che all’inizio il punteggio non era dato dalle mete segnate ma dalle trasformazioni. Una certa affinità, quindi.
    Ecco, a me sembra che l’atteggiamento anti-calciofilo sia spesso, non dico sempre, un’espressione di quello snobismo che, a mio avviso, è uno dei fattori frena la diffusione di questo sport.
    In un Club, magari nei Pulcini, o nel cortile della Parrocchia, in strada o nei campi dietro casa tanti, forse quasi tutti, quelli della mia generazione si sono appassionati a tirar calci al pallone rotondo e lì hanno imparato a muoversi, a correre, a combattere e calciare.
    Che poi la palla ovale sia più bella è un altro discorso.
    Siamo italiani, accettiamolo, il Calcio detta legge e già sarebbe tanto se riuscissimo ad avere i numeri del Basket o della Pallavolo .. che magari loro non odiano nemmeno il calcio.
    In attesa che @Malpensante dica la sua, saluto tutti.

    1. mauro

      condivido e sottoscrivo lo snobismo. Quanta gente ho visto venire allo stadio per sentirsi zittire per chè non capiva niente ed era meglio tornasse in mezzo ai sbaonéri.
      Abbiamo perso millemila occasioni, come direbbe l’ing. Cane, per uscire dal ghetto in cui ci siamo messi per snobismo e saccenteria. Chissà quali risultati avremmo avuto se il rugby fosse stato un vero sport popolare, magari veicolandolo attraverso il touch nelle scuole.
      Non lo sapremo mai.
      Val la pena rilevare che all’estero però la dicotomia rugby-calcio non esiste, tant’è che più d’uno di quelli che hanno dimestichezza con i piedi ha avuto trascorsi calcistici dei quali non si vergogna.

    2. Mattia

      Il rugby non deriva dal calcio,semplicemente aveva,un tempo,lo stesso metodo di punteggio,
      Poi non odio mica la palla tonda

  8. gsp

    Accetto la provocazione.

    la partita di ieri di calcio al Camp Nou dimostra perche’ il calcio e’ lo sport piu’ diffuso al mondo.

    un fattore in cui il calcio e’ superiore a rugby e’ nell’incertezza e nel numero di squadre che se la possono giocare a tutti i livelli. e ce ne vorrebbe di piu’ nel rugby.

    l’Italia del calcio e’ ovviamente avanti a quella del rugby su quasi tutti i punti di vista. tranne il pubblico della nazionale. ma per me il calcio spreca molto piu’ potenziale del rugby, davvero molto piu’, e lo si vede nei risultati delle squadre di club in coppa. al momento il fattore piu’ di valore del calcio italiano sono tecnici ed allenatori. Cmq per la regola dei 12 anni, al prossimo mondiale ci tocca una finale.

    e vi dico anche una cosa. per me, come gusto personale, una finale di coppa del mondo di calcio equivale quella di rugby. Una finale o una semi di scempions equivale ad una finale di scempions. Invece ad una partita brutta e scarsa di calcio, preferisco una partita brutta e scarsa di rugby.

    Ultima osservazione. ha ragionissima Mauro. Mettetevi via lo snobismo. fate un danno al rugby.

    1. Ciao
      a me il calcio piace. Magari il circo che c’è attorno e certi atteggiamenti dei protagonisti no, ma lo sport in sé è bello. Sono pure tifoso – all’acqua di rose – juventino. Snobismo da parte mia proprio zero.
      Però mi piacerebbe che quantomeno la stampa avesse un atteggiamento un po’ meno prevenuto, non penso che l’Italia del rugby meriti certe etichette proprio perché gioca sempre contro le migliori. Questo non vuol dire che non deve essere criticata, ci mancherebbe, però non rilevare che si giochi sempre ed esclusivamente con quelle che nel calcio sarebbero le varie Argentina, Germania, Francia e compagnia cantante è un errore. Solo questo.

    2. Stefo

      “un fattore in cui il calcio e’ superiore a rugby e’ nell’incertezza e nel numero di squadre che se la possono giocare a tutti i livelli. e ce ne vorrebbe di piu’ nel rugby.”…vallo a spiegare ai brillantoni che da amanti di uno sport si dovrebbe sperare che la Georgia diventi una squadra che va a vincere a Roma, Dublino, Cardiff e che bisogna aprirsi di piu’…vaglielo a spiegare a quelli che fanno i battutoni sulla Georgia ed a quelli che li deridono perche’ stan bussando alla porta di quelli che contano…spiegaglielo va, gsp, spiegaglielo, magari con te fanno meno i brillantoni!

      1. gsp

        Va spiegato insieme ad una cosa che hai scritto qualche anno fa e che dovrebbe essere scontata ma non lo è; “rispetto per tutti, paura per nessuno”. Bene quando si parla di Georgia, che cambia ogni 6 mesi (prima era Giap, prima Canada, a volte ritorna la Romania) c’è paura nell’affrontarle ma poco rispetto quando ci giochi, e quindi si sottovaluta e si perde oppure se si vince vige ” ma chi so sti 4 scemi?..” E manca anche consapevolezza di chi sei e quanto vali. Ma quello è un problema piú ampio ed extrarugbystico.

  9. AdG

    I rugbisti che conosco io e che incontro la domenica sono a loro volta appassionati di calcio ( più o meno tifosi, ma simpatizzano ) e, spesso, prima che le squadre scendano in campo si parla anche di calcio. Non capisco questa storia della presunzione e dello snobismo. Riccioni tifa la Juve e Minozzi il Milan. Forse invece che dar colpa agli altri converrebbe farsi l’esame di coscienza.
    Che poi la stragrande maggioranza di chi va a vedere il gioco del pallone non abbia mai praticato alcuno sport è un problema culturale del ns paese che non riguarda tanto il fatto che costoro non comprendano il rugby, essi non comprendono nemmeno il volley, nè l’hockey su prato.

  10. Cuco23

    Ciao Paolo, prendo il tuo articolo per quello che come l’hai definito tu, ovvero un articolo scritto di getto; tuttavia a mio parere questo articolo parla di confronti senza senso o che non hanno ragione di essere fatti se non dietro doverose premesse, ovvero se vogliamo parlare in termini assoluti o relativi. Mi spiego meglio: prendiamo l’Italcalcio, una vittoria contro la Germania o una contro San Marino hanno lo stesso peso in termini assoluti ma concordiamo sul fatto che in termini di prestigio una vittoria contro i campioni del mondo in carica vale molto di più. Il quid sta nel fatto che se vinci contro squadre top o scarse, sempre di vittorie si tratta a prescindere dalla natura dell’avversario; analogamente se perdi. I ranking purtroppo devono basarsi su dati oggettivi determinati in maniera univoca, e nel nostro caso di vittorie o sconfitte e basta. Quindi per fare un altro esempio, una vittoria dell’Italrugby contro il SudAfrica vale allo stesso identico modo di una vittoria contro la Spagna Rugby. Si potrebbe ovviare al problema introducendo un ranking “di prestigio” stipulato in base alla partita giocata: esempio una vittoria contro l’Inghilterra vale come 5 vittorie contro San Marino. Però in questo caso chi è che decide quanto una vittoria/sconfitta vale rispetto ad un’altra? Quindi ripeto, il tuo discorso fila se e solo se ci accordiamo sulle premesse sulle quali esso si basa: o si ragiona in termini assoluti o in termini relativi, non puoi parlare contemporaneamente dell’uno e dell’altro. I ranking ragionano in termini assoluti e si arriva ad un risultato oggettivo ottenuto univocamente e a scanso di dubbie interpretazioni; viceversa ragionando in termini relativi si potrebbe giungere a dei paradossi come quando affermiamo che un tale dato può essere bianco o nero allo stesso tempo. Relativamente parlando però sono d’accordo con te che se perdi giocando sempre contro avversari più forti è diverso che da vincere sempre contro avversari deboli, però alla fin fine sempre di vittorie o di sconfitte si tratta. Spero di essere riuscito a spiegarmi 🙂

    1. Ciao
      beh, i ranking sono fatti con coefficienti matematici che tengono conto sia della forza dell’avversario – determinata in parte dallo stesso ranking – che nel risultato finale: battere la Germania o San Marino (o nel rugby il Sudafrica o il Canada) non dà lo stesso “premio” in termini di ranking, così come vincere 4 a 0 da punti maggiori che non una vittoria di misura

  11. Stefo

    La provocazione e; interessante, senza tanto parla di snobismi signori miei ma quantio di voi non hanno almeno e ripeto almeno un familiare/amico/conoscente/collega che ogni volta che l’ITalia prende la rata la smena? Quanti di voi non hanno almeono un familiare/amico/conoscente/collega che abbia detto almeno una vlta che si e’ rotto il cazzo di sentir parlare di rugby che tanto l’ITalia perde sempre e che non e’ uno sport “nostrano” come il calcio?!
    Ecco se la provocazione e’ per queste persone come mi sembra Paolo indichi nelle risposte ai commenti allora ha lo sottoscrivo, che lo snobismo del “ma non vincete mai, che cazzo la smenate” e’ prima di tutto da parte di diversi (non tutti ovviamente) fan del calcio.

    In questo senso la provocazione di Paolo io la sottoscrivo al di la’ degli ovvi discorsi che son paragoni forzatissimi (come Paolo ammette che siano).

    1. Mamo

      Buonasera Stefo,
      Il fatto é che nel calcio abbiamo vinto 4 coppe del mondo, un Campionato europeo; una riga di Coppe dei Campioni, Coppe intercontinentali, coppe UEFA (o come le chiamano adesso.
      Abbiamo anche vinto un fracco di Mitropa Cup proprio contro gli inglesi.

      Nel rugby……

      Insomma ranking o no, nel Calcio siamo Storia nel Rugby no, non ancora almeno

      1. Hrothepert

        Si, ma anche il calciopalla è nostrano quanto l’ haddock, infatti è nato nella stessa isola che ha visto la nascita del Rugby, soltanto prima del Rugby e al di sopra del vallo di Adriano, altrimenti, qui, ti “menavi” con il calcio fiorentino, o giocavi ancora al gioco del bracciale (tra l’ altro, ambedue, bellissimi e nobilissimi giuochi!!)!!!

      2. Stefo

        Cio’ non consente di sfotterea mio avviso…come ripeto alcuni non tutti fan del calcio fanno…parliamo di snobismo no? E’ anche il loro snobismo e per me Paolo a quello punta nella sua provocazione

      3. Mamo

        Sullo snobismo ho scritto sopra e il mio j’accuse mi sembra fosse chiaro.
        L’articolo, come dice chi l’ha scritto, é una provocazione e come tale l’ho presa.
        La presa per il culo certo che non é accettabile ma, per me, ce la siamo cercata proprio per la spocchia con cui spesso parliamo del nostro sport: facciamo gli sbruffoncelli snob e ci prendiamo la giusta punizione.
        Credo che i calcio filo non sberleffino quello del Basket, del Volley, o del Polo. Ci sarà un perché.

      4. Stefo

        Mamo sul nostro snobismo mi pare che Paolo ha scritto se non il primo uno dei primi 5 pezzi nel suo ritrno al Grillotalpa, e posso anche essere d’accordo con quanto scrisse… anche se…anche se io certe cose che succedono negli stadi di calcio non le vedo succedere in quelli di rugby e per me e’ questione di ogoglio!
        Se seguissi il tuo ragionamento “noi abbiam fatto gli sbruffoncelli ed allora ci meritiamo di venir sfottuti” ti risponderei che se loro si sentono in diritto di sfottere per i risultati del rugby allora io mi sento in diritto di ricordargli che a me non mi perquisisce nessuno all’entrata dello stadio, che non devo venir separato dai tifosi della squadra avversaria perche’ potrebbe essere pericolso, che posso andare a Limerick per Munster v Leinster e non venir messo in un settore separato circondato da un cordone di poliziotti in tenuta antisommossa…con buona pace delle loro coppe vinte, mi tengo quello che ho!

      5. Buondì Giovanni,
        grazie; mi hai riportato alla realtà perché temo che la mia memoria, con il passare degli anni, tenda ad alterarsi e confondersi con i desideri. In questo caso battere le inglesi (o i francesi) in una qualsiasi sfida, fosse anche a briscola e tre sette, è un desiderio costante.

  12. AdG

    Chi non pratica lo sport non può conoscere la cultura della sconfitta. il calcio , é seguito da persone che non l’hanno mai praticato in maniera regolare. Almeno nella maggioranza dei casi. Men che meno hanno praticato altri sport. Perché nella scuola dell’obbligo non si fa sport. I cosiddetti sport minori vivono nello stesso limbo ed hanno , per crescere, stesso problema di avvicinare persone che non hanno conoscenza e coscienza sportiva.
    Il rugby é il più difficile di questi sport minori da comprendere, se non lo si e’ praticato. E questo vale per l’ impiegato di banca, il giornalista e il fornaio.
    Per di più noi partecipiamo ogni anno ad un torneo, in cui , spesso non ne vinciamo una.
    Ma se molti di noi, non capiscono cosa ci facciamo nel 6N e vorrebbero l’uscita dell’Italia dal torneo, come possiamo pretendere che lo capisca il tifoso medio di calcio che in curva urla ” lavatevi col fuoco” oppure ” una Heisel non è bastata”?
    Ripeto non è lo snobismo dei rugbisti che alimenta la distanza del ns sport dalla maggioranza dei tifosi di calcio, ma la obbiettiva difficoltà alla comprensione del rugby in tutti i suoi molteplici aspetti.
    Mentre più o meno tutti i rugbisti conoscono il significato della parola ranking, il 90% dei tifosi di calcio lo ignora e se ne strafotte. Per un tifoso del Milan é abbastanza normale, nel quarto di finale che vede impegnata la Juve, tifare per la sua eliminazione anche sequesto danneggia il ranking UEFA dell’Italia nella manifestazione.
    Nel merito delle osservazioni di @gsp io non credo che nessun rugbista italiano ritenga la coppa del mondo di calcio inferiore a quella di Rugby. Magari la guarda con meno trasporto, ma non con un rapporto di negatività.

  13. Mez10

    provocazione che ci sta anche per me!
    ahi voglia spiegare ai neofiti e agli ignoranti (sportivamente parlando)..
    come detto io ho giocato a pallone fino agli allievi, mi è servito tantissimo per calciare l’ovale..e a me il calcio piace, zero il contorno, tifo esasperato e il calcio chiacchierato cosiddetto..soprattutto la cultura dell’alibi è vomitevole!
    l’arbitro? l’alibi più facile del perdente!!!

    1. Oh là, Mez, le aperture di allora, ma mi confermi che può succedere ancor oggi, avevano una dimestichezza con il piede grazie proprio ai trascorsi giovanili nel calcio.
      Buona giornata.

      1. Mez10

        ciao zio Mamo, per me si! anzi prenderei qualche ragazzino che gioca poco o è insoddisfatto e lo farei almeno provare..
        l’innamoramento per il rugby poi è naturale..
        se noti tanti piazzatori han giocato a calcio da ragazzini, per me è un vantaggio non certo un limite!!!
        oltretutto, esempio, a rugby ti dicono che le aree del piede dove si colpisce il pallone sono 3: interno, collo, esterno..beh chi ha fatto calcio sa che esiste interno (piatto), interno collo, collo, mezzo collo, esterno e mezzo esterno! con tantissimi modi di colpire l’ovale perciò!
        Altro esempio, molti pensano esista un solo tipo di grubber, quello dritto, ebbene vi è quello a uscire è quello a rientrare a seconda di quale punta dell ‘ovale calci..
        certo son cose un po’ da maniaco, me ne rendo conto, ma sappiate che chi piazza ad alti livelli tutte queste cose le sa bene!!!

      2. Fiumi

        Boh… Io ho sempre e solo (SIGH!) giocato a calcio e quando provo a piazzare non mi esce il calcio “Wilkinson’s style”, ma mi rimane sempre basso e ad effetto a rientrare. E’ sicuramente un impostazione diversa, in cui il piede di appoggio deve rimanere più arretrato della palla, con il peso del corpo arretrato.

      3. Mez10

        No, il piede d’appoggio è parallelo al pallone, più vicino possibile..
        se metti il piede prima alzi la parabola ma fai pochi metri..
        se lo metti avanti invece fai più distanza ma meno parabola..
        perciò il piede d’appoggio va vicino al pallone!
        grazie frank! 😜

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